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SUMMARY:The Piano Man
DESCRIPTION:“Thomas Borchert\, la massima star del mondo del musical tedesco\, è prestigioso ospite della stagione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: martedì 29 giugno alle 20.30 presenta un emozionante e raffinato concerto intitolato “The Piano Man – Musical\, Pop Classics & More”. Un percorso ”.  \nThomas Borchert è sicuramente la massima star del mondo teatrale tedesco\, ed è entusiasmante che abbia accettato l’invito del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia di ritornare a Trieste in un raffinato concerto: “The Piano Man” va in scena in una serata unica martedì 29 giugno alle ore 20.30 alla Sala Assicurazioni Generali. \nLa serata è intitolata “The Piano Man – Musical\, Pop Classics & More” ed è costruita come un percorso nella musica che appassiona questo grande artista\, eclettico\, innamorato del mondo del musical ma anche del pop e di celebri colonne sonore… \nIl suo repertorio di musical è sterminato: non c’è ruolo importante che Thomas Borchert non abbia sostenuto impeccabilmente.\nA Vienna\, nelle sfarzose produzioni dei Vereinigten Bühnen ha ottenuto enorme successo nel virtuosistico ruolo di Jekyll e Hyde nell’omonimo musical (e sarà incantevole ascoltarlo in concerto\, in “This is the moment” dalla partitura di Wildhorn)\, ma è stato anche un premiato Fantasma nell’edizione del 20° anniversario di “The Phantom of the Opera” di Andrew Lloyd Webber ed il Conte von Krolock nella “Danza dei Vampiri” diretto da Roman Polanski. Ruoli che fanno parte della storia del musical e partiture bellissime e anche impervie\, che solo voci perfettamente studiate e suadenti come la sua possono interpretare con la dovuta pienezza. \nBorchert è stato poi protagonista dei musical “Dracula” ed “Excalibur” di Frank Wildhorn e la straordinaria stima che il celebre compositore americano ha nei suoi confronti è testimoniata dal fatto che per la prima mondiale de “Il Conte di Monte Cristo” Wildhorn ha scritto la parte del protagonista specificamente per la voce di Borchert. \nMa l’elenco dei ruoli in cui ha brillato è ancora lungo: è stato un memorabile Rum Tum Tugger in “Cats”\, Jean Valjean in “Les Miserables”\, in “Elisabeth” ha dato vita sia al personaggio di Der Tod che a quello di Lucheni\, nella prima mondiale di “Mozart!” era il padre Leopold Mozart.\nDa brivido il suo Frank’N’ Furter in “The Rocky Horror Show” – di cui interpreterà anche a Trieste un brano – e poi è stato protagonista maschile in “Evita”\, “Rebecca”\, “Luther”\, “Rock Of Ages”\, “Gigi”\, “Don Camillo & Peppone”…\nAnche il pubblico di Trieste ha già avuto modo di incontrarlo\, nel 2004\, quando in una emozionante apparizione fra i merli del Castello di Miramare calamitava l’attenzione nel ruolo di Der Tod\, in occasione della prima italiana di “Elisabeth”. \nSono titoli\, questi\, che si ritroveranno nel concerto\, in cui la voce di Borchert e il suo pianoforte accarezzeranno molte partiture di musical\, alternandole a classici del pop di cui esegue interpretazioni personalissime\, come “Piano Man” di Billy Joel che dà il titolo al concerto e – dello stesso autore – la delicata “Just the way you are”.\nAnche il mondo del cinema dona ispirazione all’artista\, che toccherà le commoventi note di “Love Story” e di “Colazione da Tiffany” per poi stupire gli spettatori con le proprie stesse composizioni che ha raccolto in diversi album (l’ultimo pubblicato si intitola “Midlife”).  \nSorprendente\, colto\, versatile Thomas Borchert ama confrontarsi anche con altri campi dell’arte della scena: ha accettato dunque la sfida del teatro di prosa e per il suo monologo “Novecento” ha ricevuto nel 2019 il premio “Best Actor in a Play”. \nIl concerto “The Piano Man” avrà luogo alla Sala Assicurazioni Generali nell’ambito de “Le stelle del musical” il 29 giugno alle ore 20.30. \nIn accordo alle raccomandazioni per il contenimento dell’epidemia\, si consiglia di ricorrere in via preferenziale alla prenotazione e all’acquisto dal sito www.ilrossetti.it . La biglietteria del Politeama Rossetti è regolarmente aperta: da un’ora prima dell’inizio degli spettacoli\, lavora esclusivamente per le operazioni legate agli spettacoli in partenza.\nRicordiamo che la capienza delle sale è ridotta per il contingentamento: per informazioni sulla disponibilità di posti e altre eventuali esigenze\, invitiamo a contattare la biglietteria telefonicamente\, al tel. 040.3593511.
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SUMMARY:Locke
DESCRIPTION:Un testo intenso e coinvolgente che avviene “in tempo reale”: il pubblico vive 75 minuti assieme al protagonista\, in un viaggio lancinante alla fine del quale quell’uomo sarà profondamente diverso.\nIl bravissimo Filippo Dini lo porta in scena da regista e interprete: una sfida che ha immaginato immediatamente\, nel 2014\, davanti al film omonimo di Steven Knight con Tom Hardy. La scrittura dell’autore inglese gli appare perfetta per il teatro ed essenziale per il momento che viviamo: «È un viaggio epico di un eroe contemporaneo – spiega infatti Dini – che si assume la responsabilità di aver sbagliato volendone anche portare le conseguenze\, senza nascondersi o fuggire. Questa ammissione di fallibilità\, nella nostra società inautentica\, è un atto epico e insolito (…): la sua onestà è un dono per tutti noi». \nIvan Locke esce dal cantiere londinese di cui è a capo: è un uomo borghese\, di successo\, si fidano tutti di lui. Si infila in una bella macchina e parte. Lo attendono come ogni sera la moglie\, una bella casa\, il barbecue\, la partita da vedere in televisione con i figli… \nLe telefonate che fa durante il viaggio e la forma dei suoi rapporti con gli interlocutori ce lo svelano a poco a poco: fino a quando coglieremo la sua scelta\, coraggiosa\, definitiva\, sicuramente traumatica. \nQuella sera non viaggia verso casa: c’è un’altra voce da ascoltare\, quella di una donna che sta per partorire.
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SUMMARY:Tu che mi fai
DESCRIPTION:“Solo il 17 e 18 giugno va in scena al Politeama Rossetti “Tu che mi fai” l’ultima produzione dell’Accademia della Follia con il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia che fa omaggio a Claudio Misculin\, fondatore e a lungo guida del gruppo”.  \n“Tu che mi fai” l’ultima produzione dell’Accademia della Follia con il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: un modo per rendere omaggio al fondatore dell’Accademia\, Claudio Misculin che per molti anni è stato la guida di questo gruppo di “Matti di mestiere e Attori per vocazione” – come si autodefiniscono – germogliato nel 1992 dal percorso teorico-pratico che il Velemir Teatro (1983) ha realizzato nell’ambito dell’esperienza basagliana. \nLo spettacolo arriva alla Sala Assicurazioni Generali\, finalmente dal vivo\, il 17 e il 18 giugno e sarà una festa e il coronamento di un percorso in cui le difficoltà sono state trasformate in opportunità: dopo l’anteprima in forma di studio offerta al Lunatico Festival lo scorso anno infatti lo spettacolo raggiunta la sua edizione compiuta non ha potuto debuttare allo Stabile a causa della pandemia\, ma è diventato un evento streaming\, per la regia video di Erika Rossi e ha dato origina al docufilm “Io sono tu che mi fai” della stessa regista\, trasmesso dalla RAI Sede Regionale per il Friuli Venezia Giulia su Rai 3\, lo scorso febbraio. \nEd ora ecco la compagnia davanti ad un pubblico vero\, presente e sicruramente coinvolto dalla storia e dalla koinée di linguaggi che connotano lo spettacolo.\nAd evocare Misculin – scomparso nel settembre del 2019 – è lo sguardo ironico e poetico di tre donne che hanno determinato tre epoche distinte nella sua lunga carriera artistica\, dedicata alla ricerca tra Teatro e Follia\, sintetizzata nella formula “Tecnica + Follia = Arte”. Tre donne e tre passaggi teatrali che raccontano questa storia e le storie di questo teatro\, dando vita ad un affresco lucido\, ironico\, poetico e profondamente umano di volti\, sentimenti\, ricordi e sfide. Dopo quell’incontro\, il “toro calvo” e queste donne non torneranno mai più ad essere gli stessi di prima. «Ecco\, questo io volevo essere e questo sono – ha scritto Claudio Misculin – questo volevo fare e questo faccio: elaborare una linea estetica non fine a sé stessa». La prova tangibile del raggiungimento di quest’obiettivo è proprio nella sostanza umana\, artistica\, poetica dell’Accademia della Follia ed è sufficiente assistere ad uno dei loro emozionanti spettacoli per rendersene conto.\n“Tu che mi fai” si basa su testi collettivi a cura di Angela Pianca\, la regia è di Francesca Varsori Barbazza\, mentre Sarah Taylor ha creato le coreografie: molti linguaggi si contaminano e si intrecciano nello sforzo comune di esprimere e coinvolgere il pubblico… in questo spettacolo si recita\, si danza\, si fa musica\, c’è anche la pittura: ai pennelli mostra infatti tutto il suo talento Luca Bencich.\nL’Accademia della Follia nasce nel contesto della ricerca basagliana e rappresenta un progetto originale e originario\, per linee fondanti\, metodo di lavoro\, ricerca di una nuova poetica-estetica\, finalmente non più disgiunta dalle pratiche sociali. La Compagnia è formata da attori a rischio (personale\, di gruppo\, di età e di status)\, uomini e donne che si ritrovano in una pratica teatrale dove la sofferenza individuale trova lo spazio delle parole e dei gesti. Non teatro emarginato\, né rappresentazione della marginalità\, ma luogo dove mettere in pratica un teatro “forte di stomaco e con tutti i denti in bocca\, che corre nelle strade\, nelle vene della gente\, organo vitale di un corpo sociale sano”. \nIl Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia è stato in più occasioni – tutte molto formative ed arricchenti – al fianco di questo gruppo di artisti così fuori dall’ordinario: basti ricordare la coproduzione “Stravaganza” su testo di Dacia Maraini e per la regia di Claudio Misculin\, avventura del 2009 arrivata addirittura in Sudamerica in tournée internazionale\, per passare poi a “Crucifige” di Claudio Bernardi e più di recente a “Obelix e Asterix” che Misculin aveva tratto per l’Accademia dal classico di Goscinny-Uderzo.   \nIn accordo alle raccomandazioni per il contenimento dell’epidemia\, si consiglia di ricorrere in via preferenziale alla prenotazione e all’acquisto dal sito www.ilrossetti.it . La biglietteria del Politeama Rossetti è regolarmente aperta: da un’ora prima dell’inizio degli spettacoli\, lavora esclusivamente per le operazioni legate agli spettacoli in partenza.\nRicordiamo che la capienza delle sale è ridotta per il contingentamento: per informazioni sulla disponibilità di posti e altre eventuali esigenze\, invitiamo a contattare la biglietteria telefonicamente\, al tel. 040.3593511.
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SUMMARY:Cabaret Sacco e Vanzetti
DESCRIPTION:È in scena dal 15 giugno alla Sala Bartoli “Cabaret Sacco & Vanzetti” da Michele Santeramo\, ospite del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Ne sono eclettici protagonisti Raffaele Braia e Valerio Tambone diretti da Gianpiero Borgia\, repliche fino a domenica 20 giugno”.\nRaffaele Braia e Valerio Tambone sono gli eclettici protagonisti di “Cabaret Sacco & Vanzetti” spettacolo tratto dal testo di Michele Santeramo e diretto da Gianpiero Borgia\, che li vede impegnati in una interpretazione davvero completa e multidisciplinare\, per dare vita ai due sfortunati italiani\, ingiustamente giustiziati negli Stati Uniti\, nel 1927.\nLo spettacolo nel cartellone “Passages” è in programma da martedì 15 giugno alle 21 alla Sala Bartoli e vi replica fino a domenica 20 giugno. \nNicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti non si conoscono prima di arrivare in America\, dove – come moltissimi italiani nel primo Novecento – cercano un lavoro e un futuro migliore. Una volta raggiunta Ellis Island\, espletati gli obblighi relativi all’immigrazione\, ad un anno di distanza l’uno dall’altro\, iniziano i rispettivi percorsi nel nuovo mondo.\nNicola Sacco a Milford si impiega in una fabbrica di calzature\, sposa una donna italiana\, ha due figli. Prende parte attivamente alle proteste operaie per ottenere salari e condizioni di lavoro migliori.\nBartolomeo Vanzetti emigra più per reazione al dolore per la perdita della madre che per necessità economiche: colto\, libero\, negli Stati Uniti fa molti lavori\, impegnandosi infine nella fabbrica Plymouth Cordage Company\, dove guida uno sciopero. Dopo quest’episodio nessuno lo vuole assumere più e fa il pescivendolo ambulante.  \nArriva il 1916 e i due si incontrano nell’ambito di un gruppo anarchico di italoamericani: motivo per cui vengono iscritti dalla polizia in un elenco di sovversivi. Sono arrestati nel 1920 e – innocenti – accusati di una rapina: non ottengono giustizia\, anzi pagano con sette anni di carcere e poi con la vita. Solo cinquant’anni dopo la loro esecuzione il governatore del Massachusetts Michael Dukakis riabilita la loro memoria. \nÈ chiaro che i due italiani sono stati vittima del pregiudizio che allora si sentiva forte verso gli emigranti e verso chi promulgava certe idee politiche… Ma se traslassimo le loro vicende ad oggi\, ribaltando qualche prospettiva\, le cose sarebbero poi tanto diverse’ \nSe lo sono chiesti al Teatro dei Borgia\, dove Gianpiero Borgia ha ideato e diretto “Cabaret Sacco &Vanzetti”. A condurre il progetto\, è la convinzione che immigrazione\, pregiudizio razziale e giustizia siano temi che solcano il nostro tempo e scuotono le coscienze comuni.  \nLo spettacolo non si limita a raccontare la loro storia già tanto emblematica: induce a riflettere anche sul lato umano di due giovani\, innamorati della vita\, sognatori\, utopisti\, che per tanti anni – i sette di reclusione – hanno condiviso le loro solitudini\, le loro speranze\, le loro drammatiche delusioni\, senza mai rinunciare alla dignità e al loro sentirsi italiani.\nMolti e prestigiosi sono stati i nomi di politici\, intellettuali\, artisti che si sono vanamente prodigati per far riconsiderare la loro condanna a morte. \nA raccontare la loro parabola\, senza retorica e con l’aiuto dello straniamento generato dalla commistione dei linguaggi del cabaret\, sono due ottimi attori – Raffaele Braia e Valerio Tambone – che offrono anima e corpo e tutti gli strumenti del teatro ai loro personaggi. Sketch\, canto\, musica\, recitazione\, commozione: ogni emozione è misuratissima\, ogni momento brechtianamente dosato. Aiutati da pochi oggetti di scena – fra cui dominano le reti metalliche che si trasformano da brande solitarie a sbarre di carcere – i due attori rifuggono il mito\, e trascinano il pubblico dentro la storia di due uomini. \nIn accordo alle raccomandazioni per il contenimento dell’epidemia\, si consiglia di ricorrere in via preferenziale alla prenotazione e all’acquisto dal sito www.ilrossetti.it . La biglietteria del Politeama Rossetti è regolarmente aperta: da un’ora prima dell’inizio degli spettacoli\, lavora esclusivamente per le operazioni legate agli spettacoli in partenza.\nRicordiamo che la capienza delle sale è ridotta per il contingentamento: per informazioni sulla disponibilità di posti e altre eventuali esigenze\, invitiamo a contattare la biglietteria telefonicamente\, al tel. 040.3593511.
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SUMMARY:Dall’Operetta al Musical
DESCRIPTION:Martedì 15 giugno alle ore 20\,30 al Politeama Rossetti di Trieste va in scena “Dall’Operetta al Musical”\, un viaggio musicale attraverso alcune delle pagine più note dei due generi\, che conduce il pubblico dai capolavori di Lèhar e Kalman alle più amate arie di “Cats” e “Il fantasma dell’Opera”.\nMartedì 15 giugno alle ore 20\,30 al Politeama Rossetti di Trieste va in scena “Dall’Operetta al Musical”\, un viaggio musicale attraverso alcune delle pagine più note dei due generi\, che appartengono alla storia della città e che da sempre sono acclamati dal pubblico triestino.\n“Dall’Operetta al Musical” è una produzione dell’Associazione Internazionale dell’Operetta FVG e del Teatro Stabile del FVG\, inserito nel programma de Le Stelle del Musical. \nGli interpreti della serata sono quattro specialisti del repertorio\, belle voci e talentuose presenze. La smaliziata ed esuberante grazia del soprano Ilaria Zanetti\, la flessuosa voce di Stefania Seculin\, già interpreti applaudite di tanti Galà dell’Operetta al Rossetti. Assieme a loro sul palco\, i brio del tenore Andrea Binetti – erede dell’arte di Massimini – e la versatilità nei due generi di Mathia Neglia. I cantanti saranno accompagnati da una band di noti musicisti triestini\, composta dal virtuoso del pianoforte Corrado Gulin\, musicista di grande talento\, dal violino di Antonio Kozina\, eccellente nel repertorio magiaro della piccola lirica\, dal contrabbassista Andrea Zullian mentre alle percussioni sarà Paolo Muscovi. \nLo spettacolo farà sì che gli spettatori siano immersi fin dalle prime note in un’atmosfera del tutto particolare: nella cornice di saloni sfavillanti di luci e feste danzano conti\, duchesse e ricche signore\, in luoghi baciati dalla luce del sole si muovono e amano giovinette semplici e smaliziate… Ma con l’operetta si viaggerà anche fino a Parigi\, per soffermarsi nell’ambasciata dello squattrinato stato di Pontevedro\, che Lehár racconta con irriverenza\, e si raggiungerà poi Napoli per sostare fra i colori del rione di Scugnizza. Il musical invece condurrà nella periferia della Grande Mela\, dove due giovani appartenenti a bande opposte si amano\, contrastati come Romeo e Giulietta; poi di nuovo a Parigi va in scena l’amore impossibile per il bel soprano Christine\, di un geniale musicista\, sfigurato nel volto. Con l’operetta ci si diverte all’Orpheum\, mondano locale di Budapest\, e ci si strugge con la commovente aria magiara del conte Tassilo; si gira la campagna toscana guidando cavalli\, si guarda alla luna\, si amoreggia sul lago di Wolfango. In “My fair lady” si tira tardi e ci si bacia in “Kiss me Kate”. Il musical ci immerge in un mondo popolato di gatti\, guardando l’arcobaleno di Oz\, si soffrono pene d’amore in “Nine” e ne “La bella e la bestia”\, mentre il sole tramonta tristemente sul “Sunset Boulevard”. \nIl concerto è un omaggio ai grandi nomi dell’operetta\, dalla “Principessa della Csardas” al “Cavallino bianco”\, passando per le italianissime “Cin Ci Là”\, “Scugnizza” e “Il Paese del Campanelli”\, ed ai suoi migliori compositori: Emmerich Kálmán\, Franz Lehár\, Ralph Benatzky\, Virgilio Ranzato\, Mario Costa e Giuseppe Pietri.\nLa selezione dei Musical inizia con “Il Fantasma dell’Opera” di Andrew Lloyd Webber\, passando per “Kiss me Kate” di Cole Porter\, “My fair Lady” di Frederich Loewe\, “West Side Story” di Leonard Bernstein\, per concludersi con il “Mago di Oz” di Harold Arlen\, che vede il libretto del Premio Internazionale dell’Operetta Tim Rice\, consegnatogli proprio al Politeama Rossetti nel 2011.
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SUMMARY:Festen. Il gioco della verità
DESCRIPTION:Coproduzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, martedì 8 giugno debutta al Politeama Rossetti “Festen. Il gioco della verità” per la regia di Marco Lorenzi. Lo spettacolo fra farsa e rivelazioni indaga nei rapporti familiari più scomodi ed è tratto dall’omonimo film di Thomas Vinterberg\, scritto da Mogens Rukov e BO Hr. Hansen. Martedì 8 giugno al cinema Giotto alle 17.30 proiezione straordinaria del film a ingresso gratuito\, cui seguirà una conversazione del regista Marco Lorenzi con la giornalista Elisa Grando collaboratrice nel settore cinema del quotidiano Il Piccolo e Rai FVG. \nI Klingenfeld sono un’ottima\, grande famiglia dell’alta borghesia danese. Il padre\, Helge\, compie sessant’anni e l’occasione fa sì che i parenti si riuniscano per festeggiarlo. Ci sono naturalmente i tre  figli Christian\, Michael e Helene… Il maggiore\, Christian\, scatenerà una tempesta inattesa con il suo discorso augurale che stravolgerà gli equilibri familiari svelando ipocrisie e stracciando maschere. La festa si trasforma così in un gioco al massacro volto a mettere in discussione\, in un crescendo di tensione\, il precario equilibrio fra i Klingenfeld fondato su rapporti di facciata\, indicibili segreti\, relazioni di potere malsane. \nQuesto in poche parole il nucleo di “Festen. Il gioco della verità” tratta dalla sceneggiatura dell’omonimo film danese del 1998 diretto da Thomas Vinterberg\, scritto da Mogens Rukov e BO Hr. Hansen e prima opera aderente al manifesto Dogma95. Il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia lo coproduce nel suo primo allestimento italiano assieme al TPE – Teatro Piemonte Europa\, con Elsinor Centro di Produzione Teatrale\, Solares Fondazione delle Arti in collaborazione con Il Mulino di Amleto. \nLa regia dello spettacolo (e anche la traduzione italiana e la riscrittura a quattro mani con   Lorenzo De Iacovo) sono di Marco Lorenzi\, colto artista che allo Stabile regionale ha già presentato applaudite operazioni (una bella edizione del cechoviano “Platonov” e un intrigante e coraggioso crossing fra teatro e magia nella produzione “Valzer per un mentalista”). \n«“Festen” ci chiama in causa» commenta Marco Lorenzi nelle sue note di regia\, evidenziando i motivi che rendono questo testo necessario\, interessante. «Ci sposta dall’indifferenza in cui pericolosamente rischiamo di scivolare ogni giorno di più\, soprattutto in un tempo costellato da paure e incertezze come il nostro\, un tempo di divertissement e entertainment mentre intorno a noi tutto si sgretola\, un tempo in cui è facile voltare lo sguardo per continuare a dirci che “Dopo questo piccolo – come potremmo definirlo – intermezzo\, possiamo riprendere i nostri posti per proseguire la festa”. “Festen” sembra\, apparentemente\, raccontare una festa di famiglia per celebrare i 60 anni del patriarca\, ma in verità ha a che vedere con il nostro rapporto con la verità\, con il potere e con l’ordine costituito. Sono sempre più sicuro che il nostro “Festen” sia una comunità di esseri umani che recitano una commedia mentre uno di loro combatte come un pazzo per mostrare che in realtà sono tutti in una tragedia. Per questo “Festen” è politico\, radicalmente politico». \nL’opera scava all’interno dei tabù più scomodi\, affrontando la relazione con la figura paterna\, la verità\, il rapporto con il potere e l’autorità imposta. Impossibile non pensare ad Amleto\, alla tragedia greca\, ma anche all’universo favolistico dei Fratelli Grimm.\nMarco Lorenzi si esprime in questo itinerario attraverso l’intensità di una compagnia composta da Danilo Nigrelli\, Irene Ivaldi\, Roberta Calia\, Yuri D’Agostino\, Elio D’Alessandro\, Roberta Lanave\, Barbara Mazzi\, Raffaele Musella\, Angelo Tronca.\n«Sento che in questa tensione tra due forze\, così opposte e profonde\, stia la forza del nostro spettacolo che ci porterà a mostrare quanto sia necessario strappare quel velo\, quel diaframma che ci impedisce di vedere realmente le cose come stanno». \nNel 1995 quattro cineasti danesi – Søren Kragh-Jacobsen\, Kristian Levring\, Lars Von Trier e Thomas Vinterberg – si ritrovano a Copenhagen per redigere e firmare un documento\, un manifesto che proclamava un «voto di castità» sulla tecnica cinematografica. Un dettame a cui sia loro che gli eventuali aderenti al movimento avrebbero dovuto seguire nel realizzare i loro film. Tutti gli orpelli erano vietati\, si proclamava un cinema senza filtri\, un cinema puro\, privo di illusioni e di canoni predefiniti\, in cui è  «la vita interiore dei personaggi a giustificare la trama». Nasce così Dogma 95.\n“Festen” è il primo film realizzato da Thomas Vinterberg secondo i dettami del Dogma. La semplicità nella realizzazione\, l’incredibile mano del grande Vinterberg e il profondo significato politico sociale di critica alla società danese fanno del film un cult fondamentale. Il film vinse nel 1998 il Gran Premio della Giuria a Cannes (all’epoca presieduta da Martin Scorsese)\, numerosi Robert (gli Oscar nordici) e anche alcuni Independent Spirit Awards\, imprimendo così a fuoco nella mente della critica e del pubblico il nome di Thomas Vinterberg e il concetto di Dogma 95. Il regista si è aggiudicato\, lo scorso 26 aprile\, il premio Oscar per il miglior film straniero con la sua ultima pellicola\, “Un altro giro”.  \nIl Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia in collaborazione con TriesteCinema propone – martedì 8 giugno alle ore 17.30 al Cinema Giotto – una proiezione straordinaria del film “Festen. Festa in famiglia” ad ingresso gratuito\, fino ad esaurimento dei posti disponibili.\nAlla fine della proiezione la giornalista Elisa Grando – che si occupa di cinema per il quotidiano Il Piccolo e collabora con Rai FVG –  converserà con il regista Marco Lorenzi ed introdurrà alla visione dello spettacolo teatrale che debutterà lo stesso 8 giugno alle 20.30 alla Sala Assicurazioni Generali. \n“Festen. Il gioco della verità” replicherà fino a domenica 13 giugno: le recite serali si tengono alle ore 20.30 mentre l’unica pomeridiana è la domenica alle ore 17. \nIn accordo alle raccomandazioni per il contenimento dell’epidemia\, si chiede di ricorrere in via preferenziale alla prenotazione e all’acquisto dal sito www.ilrossetti.it . \nLa biglietteria del Politeama Rossetti è regolarmente aperta: da un’ora prima dell’inizio degli spettacoli\, lavora esclusivamente per le operazioni legate agli spettacoli in partenza.\nRicordiamo che la capienza delle sale è ridotta per il contingentamento: per informazioni sulla disponibilità di posti e altre eventuali esigenze\, invitiamo a contattare la biglietteria telefonicamente\, al tel. 040.3593511.
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SUMMARY:L’Alfa Romeo Jankovits
DESCRIPTION:Quello che ha portato alla creazione de “L’Alfa Romeo Jankovits” – coproduzione internazionale di cui lo Stabile regionale è parte\, che debutta martedì 8 giugno alla Sala Bartoli – è un progetto interessante che lega Paesi\, istituzioni\, città – in particolare\, la capitale europea della cultura\, Fiume e Trieste\, capitale della scienza nel 2020 – attraverso la drammatizzazione di una storia realmente avvenuta\, che appartiene al territorio. \nSi tratta della vicenda dei fratelli fiumani Oscar ed Eugenio Jankovits\, che\, nella seconda metà degli anni Trenta\, progettarono e realizzarono l’auto da corsa destinata ad entrare nella storia dell’automobilismo mondiale: l’Alfa Romeo 6C 2300 Aerodinamica Spider\, conosciuta anche come Alfa Jankovits o Alfa Aerospider.  \nA scompigliare il sogno dei due ingegnosi fratelli arriva però la Storia\, quella con l’iniziale maiuscola\, con la Seconda guerra mondiale e le sue conseguenze durissime nel nostro territorio: è dunque molto significativo che a realizzare lo spettacolo a loro ispirato sia una coproduzione internazionale\, fra il Teatro Nazionale Croato Ivan pl. Zajc di Fiume\, il Teatro Stabile regionale\, Golden Show e l’Associazione Culturale Tinaos. Laura Marchig ha creato la drammaturgia\, la compagnia del Dramma Italiano è diretta da Tommaso Tuzzoli\, ottimo regista del panorama nazionale italiano\, che al progetto si è dedicato con grande passione.\n«Il silenzio venutosi a creare intorno alle vicende dei fratelli Jankovits e di come la Storia avesse travolto le loro vite\, sottraendo importanti affetti familiari fino alla paternità della loro creazione\, ha smosso in me qualcosa di profondo» spiega il regista. «Qualcosa che lega la memoria delle storie passate mai raccontate\, agli invisibili del nostro presente e alla necessità del raccontare di cui il teatro si nutre». \nLo spettacolo prende le mosse dagli appunti di Marisa Jankovits trascritti da Enrico\, i figli di Eugenio «Appunti che vivono delle vicende e delle abitudini della famiglia – spiega Tuzzoli – e all’interno dei quali abbiamo scoperto la grande passione per le auto da parte del padre dei nostri due protagonisti. La storia ha in sé dell’incredibile se pensiamo che due fratelli\, mossi dal fuoco sacro\, riescono a realizzare da soli in quattro anni dal 1935 al 1939 un esemplare di auto unica per l’innovazione aerodinamica».  \nPoi la guerra travolge le loro sicurezze ed aspirazioni «Fuggirono da Fiume a Trieste a bordo della loro auto la notte della vigilia di Natale del 1946» prosegue il regista. «Il sogno dell’auto diviene sogno di salvezza ma anche dolorosa separazione dalla propria terra. Questo lavoro è un lavoro incentrato sul tema della trasmissione. La trasmissione di questa memoria si deve ai figli di Eugenio. Grazie al loro essere testimoni diretti o indiretti e al lavoro di Laura Marchig abbiamo potuto riportare alla luce questa storia. A tutto l’ensemble del Dramma Italiano va il mio grazie per aver condiviso un percorso vitale e delicato\, violento e divertente\, dentro queste vite non immaginarie ma reali a cui si sono sovrapposte le memorie personali degli stessi attori che si intrecciavano alla storia dei personaggi. Cosa vorrei si restituisse di questo percorso’ Lo stesso respiro di condivisione e fiducia\, vissuto durante le prove\, che ci permette di raccontare ciò che altrimenti resterebbe nel silenzio».  \nLa compagnia del Dramma Italiano impegnata nello spettacolo è composta da Bruno Nacinovich\, Mirko Soldano\, Andrea Tich\, Ivna Bruck e Serena Ferraiuolo. \n“L’Alfa Romeo Jankovits” va in scena dall’8 giugno alle ore 21 alla Sala Bartoli. Le repliche si susseguono fino al 13 giugno. L’unica recita pomeridiana è quella di domenica alle ore 18. \nIn accordo alle raccomandazioni per il contenimento dell’epidemia\, si chiede di ricorrere in via preferenziale alla prenotazione e all’acquisto dal sito www.ilrossetti.it . \nLa biglietteria del Politeama Rossetti è aperta regolarmente. Da un’ora prima dell’inizio degli spettacoli\, la biglietteria lavora esclusivamente per le operazioni legate agli spettacoli in partenza.\nRicordiamo che la capienza delle sale è ridotta per il contingentamento: per informazioni sulla disponibilità di posti e altre eventuali esigenze\, invitiamo a contattare la biglietteria telefonicamente\, al tel. 040.3593511.
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SUMMARY:Mastro Don Gesualdo
DESCRIPTION:Debutta il 2 giugno alla Sala Assicurazioni Generali del Politeama Rossetti “Mastro Don Gesualdo” ospite del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia per la stagione Prosa. Il capolavoro verghiano arriva sul palcoscenico nella regia di Guglielmo Ferro con Enrico Guarneri nel ruolo del titolo”. \nSecondo importante momento del “ciclo dei vinti” dopo “I Malavoglia”\, il “Mastro Don Gesualdo” diventa uno spettacolo teatrale grazie alla rielaborazione drammaturgica di Michela Miano e alla regia sensibile di Guglielmo Ferro che – attraverso la tecnica del flashback – conducono il pubblico nel complesso affresco sociale tratteggiato da Verga. \nL’allestimento\, che vede nel ruolo del titolo un attore versatile e sensibile come Enrico Guarneri\, arriva a Trieste – alla Sala Assicurazioni – dal 2 al 6 giugno\, ospite della stagione  Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. \nPubblicato nel 1889 il romanzo è popolato da un mondo di nobili decaduti\, personaggi laici e secolari\, borghesi rampanti e figure di ceto umile\, tutti ritratti nel contesto della Sicilia ottocentesca\, dove era in atto una faticosa e contrastata evoluzione di valori e convenzioni sociali.\nSbalza potentemente su questo sfondo il profilo di Mastro Don Gesualdo\, una sorta di self-made man ante litteram\, che incarna i lati luminosi e oscuri di questa evoluzione: una materia molto adatta a una lettura teatrale.\nLa pervicacia\, la fatica\, i sacrifici con cui Mastro Don Gesualdo affronta il suo lavoro – quelli che gli garantiscono una scalata sociale e un matrimonio importanti – non gli valgono la felicità\, né il calore degli affetti. Questo paradosso è dichiarato immediatamente\, fin dai due titoli che connotano il personaggio.\nEgli parte come manovale\, “mastro”\, ma la sua intelligenza negli affari gli fa guadagnare presto il riconoscimento di quel “don” che gli schiuderà la strada verso il matrimonio con la nobile (anche se un po’ chiacchierata) Bianca Trao\, e verso ambienti che altrimenti non avrebbe mai potuto frequentare. \nMa questa doppiezza – “mastro” e “don” – anziché essere un merito\, lo condanna alla “non appartenenza”: non è adatto ad alcuna classe sociale\, in ogni ambito è invidiato o deriso\, trattato con distacco e una freddezza che contamina anche i suoi legami più intimi e veri\, con la moglie e la figlia “dal cuore di vetro”. Un cuore che forse solo alla fine imparerà a sciogliersi in un abbraccio. Un paradossale suggello ad una vita che si è spesa in un doloroso equivoco\, nell’equilibrio impossibile fra aspirazioni e realtà. \nTrascolorando fra registro drammatico e grottesco\, modulando fra vis comica e toni di grande delicatezza e fragilità\, il catanese Enrico Guarneri offre nel ruolo del titolo una prova di notevole spessore. La incisiva regia di Guglielmo Ferro dal gusto minimalista e moderno\, mira\, nel rispetto assoluto del valore storico-letterario del testo verghiano\, ad una trasposizione più attuale del capolavoro\, capace di metterne in luce i valori\, le denunce che nel tema della “roba”\, della speculazione senza posa\, fanno risuonare gli echi del materialismo del nostro tempo. Un tempo in cui – come accadeva nella Sicilia di Mastro Don Gesualdo – i sentimenti sono posti in secondo piano rispetto agli interessi. Ma se i personaggi verghiani sembrano condannati ad andare incontro al proprio destino nel vicolo cieco dell’esistenza\, se per loro l’autore non prevede alcuna possibilità di mutamento\, l’uomo di oggi può ancora scegliere. \n“Mastro Don Gesualdo” va in scena dal 2 giugno alle ore 20.30 alla Sala Assicurazioni Generali. Le repliche si susseguono fino al 6 giugno. L’unica recita pomeridiana è quella di domenica alle ore 17. \nIn accordo alle raccomandazioni per il contenimento dell’epidemia\, si chiede di ricorrere in via preferenziale alla prenotazione e all’acquisto dal sito www.ilrossetti.it . \nLa biglietteria del Politeama Rossetti è aperta regolarmente. Da un’ora prima dell’inizio degli spettacoli\, la biglietteria lavora esclusivamente per le operazioni legate agli spettacoli in partenza.\nRicordiamo che la capienza delle sale è ridotta per il contingentamento: per informazioni sulla disponibilità di posti e altre eventuali esigenze\, invitiamo a contattare la biglietteria telefonicamente\, al tel. 040.3593511.
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SUMMARY:Ludwig. La musica nel silenzio
DESCRIPTION:“Alessio Boni è Beethoven in “Ludwig. La musica nel silenzio” ospite del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia lunedì 31 maggio alle 19 e alle 21. Un “concerto di parole” dove la musica del più grande compositore di tutti i tempi s’intreccia alla recitazione\, grazie al pianista Francesco Libetta. Il testo è a cura di Bianca Melasecchi”.\nAlessio Boni offre una notevole prova d’attore interpretando Beethoven in “Ludwig. La musica nel silenzio”: la critica ne ha ammirato i toni di voce sofferenti ma vigorosi\, e l’appassionata generosità con cui si è impegnato nel restituire il carattere e il mondo interiore del compositore\, complesso e spesso non compreso del tutto. \n“Ludwig. La musica nel silenzio” è fra i più attesi appuntamenti della stagione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, e andrà in scena soltanto lunedì 31 maggio in due repliche: la prima alle ore 19\, la seconda alle ore 21. \nUn “concerto di parole” in cui l’attore restituisce un ritratto toccante\, profondo\, autorevole\, a tratti commovente del grande compositore: ed a questo ritratto si intreccia la voce della sua musica eseguita al pianoforte da Francesco Libetta\, musicista di vaglia che interpreta frammenti da opere originali\, da trascrizioni di sinfonie\, da composizioni celeberrime. Come se la voce della musica definisse ulteriormente la figura di Beethoven\, così ricca di chiaroscuri…  \nLo spettacolo – su testo di Bianca Melasecchi – nasce nel 250° anniversario della nascita e ripercorre la figura immensa del compositore tedesco\, concentrandosi però particolarmente sul suo profilo più umano\, nascosto.\nIl pubblico percepirà l’inestimabile contributo beethoveniano al mondo dell’arte: con lui – vissuto fra il 1770 e il 1827 – nasce il compositore moderno\, universale\, senza datori di lavoro\, uomo e intellettuale libero di esprimersi ascoltando la voce della propria anima.  \nVibreranno nella sala le melodie che tutti amano – la “Sonata al chiaro di luna”\, “Per Elisa”\, i Quartetti… – e si accennerà naturalmente alle notizie che il tempo e la tradizione continuano a tramandare di Beethoven: tedesco\, romantico\, scontroso\, sordo… Ma questo “concerto di parole” offrirà molto di più\, accenderà una luce diversa\, svelando il Beethoven più intimo e offrendo alla platea la chiave per comprendere come la vita interiore di questo compositore abbia un’importanza essenziale. Il ripercorrerne le tappe\, incarnato da Alessio Boni\, dona al personaggio il coraggio di ammettere davanti al mondo\, ciò che per un musicista è inammissibile: la sua sordità.  \nBeethoven è un personaggio evolutivo\, di riscatto. Il centro da cui muove è il cuore.\nAppassionato si muove nel mondo\, tutto è “sentire”. La crisi della sordità sarà lo spunto per trovare in sé forze che altrimenti sarebbero rimaste celate\, forze che gli permisero di accedere al prezioso silenzio necessario alla sua arte e che fecero di lui ciò che divenne: il più grande compositore di tutti i tempi. \n«Un musicista sordo! Possiamo noi immaginare un pittore cieco’» espresse perfettamente Richard Wagner a questo proposito. «Non disturbato dai frastuoni della vita\, Beethoven rimane solo\, intento alle sue armonie interiori. Allora egli comprende la foresta\, il prato\, l’azzurro cielo\, la folla lieta\, la coppia amorosa\, il correre delle nuvole\, lo strepito della bufera\, la beatitudine di una pace interiore». \n“Ludwig. La musica nel silenzio” va in scena il 31 maggio alla Sala Assicurazioni Generali. Le repliche si susseguono nella stessa sera alle 19 e alle 21. \nIn accordo alle raccomandazioni per il contenimento dell’epidemia\, si chiede di ricorrere in via preferenziale alla prenotazione e all’acquisto dal sito www.ilrossetti.it . \nLa biglietteria del Politeama Rossetti sarà aperta: da martedì a venerdì dalle 10 alle 18.30 e il sabato dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.30. Da un’ora prima dell’inizio degli spettacoli\, la biglietteria lavora esclusivamente per le operazioni legate agli spettacoli in partenza.\nRicordiamo che la capienza delle sale è ridotta per il contingentamento: per informazioni sulla disponibilità di posti e altre eventuali esigenze\, invitiamo a contattare la biglietteria telefonicamente\, al tel. 040.3593511.
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SUMMARY:Il Misantropo
DESCRIPTION:“Regista e attore cinematografico e teatrale di riconosciuto talento\, Fabrizio Falco firma la regia de “Il Misantropo” ospite del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia dal 26 al 30 maggio. Porta in scena il capolavoro molièreiano puntando sul forte\, attuale richiamo alla verità\, a capo di una compagnia di attori giovani e preparati. Il ruolo del titolo è interpretato da Davide Cirri\, Fabrizio Falco  dà vita al personaggio di Filinto”.\nÈ un personaggio comico e amaro quello che Molière pone al centro de “Il Misantropo”\, pièce presentata per la prima volta a Parigi\, al Palais-Royal nel 1666. La commedia però non resta legata alla sua origine barocca\, ma da sempre si rivela una inesauribile fonte di piani di lettura.  \nNe darà prova anche l’allestimento che Fabrizio Falco firma per il Teatro Biondo di Palermo\, in scena alla Sala Assicurazioni Generali dal 26 al 30 maggio per la stagione Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. \nÈ in effetti una questione universale\, quella della serrata lotta fra verità e menzogna: in ogni tempo si combatte per la trasparenza\, l’obiettività e poi magari ci si piega a falsità e opportunismi. Così Alceste – questo il vero nome del personaggio da tutti additato come Misantropo\, ma in realtà solo ostinatamente sincero – diviene per ognuno di noi uno specchio in cui riflettersi\, valutando la moralità propria e del contesto sociale cui si appartiene…\n«Cos’è la verità\, cos’è la menzogna’ Cechov affermava che si può fingere dovunque tranne che nell’arte» considera Fabrizio Falco nelle note che ha redatto costruendo\, la regia del suo “Misantropo”\, a capo di una compagnia di artisti siciliani giovani e molto preparati\, in cui egli stesso interpreta il ruolo di Filinto\, l’amico del protagonista. Regista e attore cinematografico e teatrale di riconosciuto talento\, Falco ha delineato con chiarezza la sua lettura del capolavoro molièriano\, che – a suo vedere – induce proprio a non indossare più maschere\, a fare “i conti definitivi”.\n«Lavorando sul “Misantropo” – sostiene – si percepisce subito la necessità\, l’urlo di qualcuno che chiede verità. Cercherò di inseguire la verità di Molière\, per quanto inafferrabile\, ma sarà proprio l’anelito\, la spinta verso\, che creerà la giusta tensione. La verità dei rapporti è la richiesta di Alceste\, e questa sarà la linea guida della regia. Nient’altro». E proprio in nome di questa verità il regista annuncia un rapporto con il pubblico molto diretto\, una concezione scenica volta all’essenzialità… Gli strumenti di un teatro che necessita di poco per vivere da un punto di vista esteriore\, e di contro ha bisogno di moltissimo lavoro invisibile\, quello che permette di abbattere le maschere e attraverso l’onestà intellettuale toccare il fondo dei cuori degli spettatori.  \n“Il Misantropo” va in scena dal 26 al 30 maggio alla Sala Assicurazioni Generali. Le repliche serali iniziano alle ore 19.30 mentre quella pomeridiana della domenica inizia alle ore 17. \nIn accordo alle raccomandazioni per il contenimento dell’epidemia\, si chiede di ricorrere in via preferenziale alla prenotazione e all’acquisto dal sito www.ilrossetti.it .\nLa biglietteria del Politeama Rossetti sarà aperta: da martedì a venerdì dalle 10 alle 18.30 e il sabato dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.30. Da un’ora prima dell’inizio degli spettacoli\, la biglietteria lavora esclusivamente per le operazioni legate agli spettacoli in partenza.\nRicordiamo che la capienza delle sale è ridotta per il contingentamento: per informazioni sulla disponibilità di posti e altre eventuali esigenze\, invitiamo a contattare la biglietteria telefonicamente\, al tel. 040.3593511.
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SUMMARY:Le Eccellenti
DESCRIPTION:Va in scena alla sala Assicurazioni Generali dal 19 al 23 maggio “Le Eccellenti” spettacolo ideato\, scritto e diretto da Marcela Serli\, che il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ha coprodotto con il Teatro della Tosse di Genova e Compagnia Fattoria Vittadini di Milano e che è stato promosso dai CUG dell’Università degli Studi di Trieste\, e della SISSA.\nQueste repliche fanno seguito all’anteprima andata in scena con successo lo scorso settembre nel contesto degli eventi collaterali all’Euroscience Open Forum 2020\, alla presenza della ministra Elena Bonetti. \nLo spettacolo porta in scena alcune donne\, professioniste sia del teatro\, sia della ricerca\, selezionate attraverso un periodo di lavoro e di studio: ripercorrono in scena la storia di discriminazione di scienziate come Rosalind Franklin\, Lise Meitner\, Cecilia Payne\, Katherine Johnson e tante altre: storie in cui possono ritrovarsi e confrontarsi\, riflettendo sulle loro vite professionali e personali.\nEcco allora emergere quanto poco sia ascoltato e sostenuto ancora oggi il talento delle donne\, ecco denunciato quanto ancora sia forte la loro esclusione in ambito economico\, sociale\, politico. \n“Le Eccellenti” propone il quotidiano vivere di queste ricercatrici e l’eccellenza delle loro materie\, attraverso uno stile comico e irriverente\, raccontando non solo i loro successi\, ma anche le difficoltà che ogni giorno si trovano davanti.  \nIl palcoscenico del Politeama Rossetti sarà abitato da un impianto a scena vuota\, con la proiezione di video interviste e molto altro\, con la presenza in contemporanea di tutte le protagoniste: la messa in scena si propone di sintetizzare\, in modo poetico e al tempo stesso “divulgativo” il materiale raccolto\, con l’importante obiettivo che questo percorso creativo abbia l’intensità e la profondità data dalla durata e dalla condivisione\, e che la drammatizzazione rimanga sempre in bilico fra verità e finzione. Tra teatro e vita. \n«Il progetto nasce in un contesto particolare» spiega Marcela Serli. «I Comitati Unici di Garanzia dell’Università degli Studi di Trieste e della SISSA per dare risalto al tema delle pari opportunità\, mi hanno proposto di lavorare\, creando un monologo\, sulla figura di Rosalind Franklin\, scienziata nota\, oltre che per il suo talento\, per non aver avuto il riconoscimento meritato. Franklin\, laureata in Chimica\, diede infatti inizio allo studio della struttura del DNA. I suoi dati\, non ancora pubblicati\, furono utilizzati da due scienziati\, Watson e Crick\, cosa che valse loro il premio Nobel nel 1953.\nA quel punto\, ho rilanciato. La storia di una discriminazione che accomuna le biografie di molte donne scienziate\, allora come oggi. Lavorando da anni su temi che legano la repressione\, il potere\, il genere e le minoranze ho deciso di creare un altro tipo di progetto\, tenendo i due concetti di base che uniscono queste donne ricercatrici\, il talento e la discriminazione\, ma coinvolgendo e mettendo in scena sia ricercatrici sia professioniste dello spettacolo dal vivo. In scena ci sono attrici\, danzatrici\, musiciste ma anche matematiche\, neuroscienziate\, astrofisiche\, veterinarie…». \nDirette da Marcela Serli – che è anche interprete – vedremo in scena Cinzia Spanò\, Noemi Bresciani\, Chiara Ameglio\, Caterina Bonetti\, Domenica Bueti\, Saveria Capellari\, Anna Gregorio\, Pamela Martinez Orellana\, Lorenza Masutto\, Laura Nenzi\, Veronica Ujcich\, mentre eseguono le musiche dal vivo Margherita Baggi\, Piercarlo Favro\, Camilla Collet. \n“Le Eccellenti” va in scena dal 19 al 23 maggio alla Sala Assicurazioni Generali. Le repliche serali iniziano alle ore 19.30 mentre quella pomeridiana della domenica inizia alle ore 17. \nMercoledì 19 maggio alle ore 18 alla Sala Bartoli si terrà l’incontro “Il talento delle donne. Testimonianze eccellenti” protagoniste del dibattito la manager di Generali Cristina Bacchini\, Barbara Franchin fondatrice di ITS\, l’imprenditrice Giannola Nonino\, la dottoressa Serena Zacchigna dell’ICGEB\, l’assessore Tiziana Gibelli e l’Assessore Serena Tonel. Modera il dibattito la giornalista Marinella Chirico. Prenotazione obbligatoria al link :https://talentodelledonne.eventbrite.it. \nIn accordo alle raccomandazioni per il contenimento dell’epidemia\, si chiede di ricorrere in via preferenziale alla prenotazione e all’acquisto dei biglietti per lo spettacolo\, dal sito www.ilrossetti.it .\nLa biglietteria del Politeama Rossetti sarà aperta: da martedì a venerdì dalle 10 alle 18.30 e il sabato dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.30. Da un’ora prima dell’inizio degli spettacoli\, la biglietteria lavora esclusivamente per le operazioni legate agli spettacoli in partenza.\nRicordiamo che la capienza delle sale è ridotta per il contingentamento: per informazioni sulla disponibilità di posti e altre eventuali esigenze\, invitiamo a contattare la biglietteria telefonicamente\, al tel. 040.3593511.
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SUMMARY:Il talento delle donne
DESCRIPTION:“L’incontro “Il talento delle donne. Testimonianze eccellenti” si svolge alla Sala Bartoli mercoledì 19 maggio alle 18: protagoniste del dibattito la manager di Generali Cristina Bacchini\, Barbara Franchin fondatrice di ITS\, l’imprenditrice Giannola Nonino\, la dottoressa Serena Zacchigna dell’ICGEB\, l’assessore Tiziana Gibelli e l’Assessore Serena Tonel. Modera il dibattito la giornalista Marinella Chirico. L’evento è aperto al pubblico con prenotazione obbligatoria”. \nUn incontro dedicato al talento delle donne\, si terrà mercoledì 19 maggio alle ore 18 alla Sala Bartoli del Politeama Rossetti.\nL’occasione è data dal debutto – la sera stessa – de “Le Eccellenti” di Marcela Serli\, un singolare spettacolo di produzione che vede in scena professioniste della scena e della scienza e che si concentra sulle difficoltà affrontate dalle donne nelle loro carriere\, in particolare nel mondo della ricerca. \nIl Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia si è lasciato ispirare da questi temi per creare\, a corollario\, un momento di riflessione. \nNasce così “Il talento delle donne. Testimonianze eccellenti”\, un incontro-dibattito che vedrà protagoniste donne che hanno saputo far brillare il loro talento in ambiti diversi e che condivideranno e confronteranno le loro rispettive esperienze\, raccontando i loro percorsi\, le difficoltà\, l’impegno\, le sfide\, le soddisfazioni e i traguardi delle loro vite professionali. \nSi collegherà intervenendo all’evento l’Assessore alla Cultura della Regione Friuli Venezia Giulia\, Tiziana Gibelli\, interverrà l’Assessore ai Teatri del Comune di Trieste Serena Tonel. Saranno protagoniste del dibattito la manager Cristina Bacchini\, Generali Group Head of Financial Reporting Risk & Data Quality\, Barbara Franchin fondatrice e direttrice di International Talent Support (ITS)\, Giannola Nonino imprenditrice e creatrice del Premio Nonino\, Serena Zacchigna capo del team di biologia cardiovascolare e Programme Management Officer all’International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology\, nonché membro del Comitato Etico Unico della Regione Fvg.\nAll’incontro prenderà parte naturalmente Marcela Serli regista e interprete dello spettacolo “Le eccellenti”. \nA moderare il dibattito è stata invitata Marinella Chirico\, giornalista della  TGR della Sede Rai del Friuli Venezia Giulia. \nSarà un pomeriggio ricco di induzioni\, ispirazioni\, insegnamenti. \n“Il talento delle donne. Testimonianze eccellenti” sarà aperto al pubblico\, l’ingresso sarà libero ma con obbligo di prenotazione\, in ottemperanza alle norme di sicurezza vigenti.
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SUMMARY:Orgoglio e pregiudizio
DESCRIPTION:Il capolavoro di Jane Austen “Orgoglio e pregiudizio” arriva al Politeama Rossetti mercoledì 12 maggio in un’edizione firmata da Arturo Cirillo. Il regista è il primo a portare in scena in Italia il celebre romanzo in una messinscena che ha convinto pubblico e critica per la efficace riduzione\, la puntualità degli interpreti e le belle suggestioni di scene e costumi. Repliche fino a domenica 16. Giovedì 13 maggio alle 18 in streaming una conferenza del ciclo “Peter Brown presents…” dedicata a Jane Austen. \n“Orgoglio e pregiudizio” di Jane Austen\, un classico della letteratura molto amato che ha conquistato generazioni e ha dato origine a rivisitazioni cinematografiche fortunatissime\, ora per la prima volta è oggetto in Italia di una edizione teatrale\, a firma del regista Arturo Cirillo.  \nLo spettacolo arriva al Politeama Rossetti da mercoledì 12 a domenica 16 maggio per il cartellone Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. \nFin dalle prime righe del romanzo Jane Austen esplicita tutti gli aspetti che hanno attratto Cirillo verso il progetto: l’arguzia della scrittura\, la sottile capacità d’osservazione coniugata però alla delicatezza delle descrizioni\, la bravura nel raccontare tutto un mondo\, con spirito critico\, osservandolo attraverso gli amori\, le delusioni\, le relazioni e le prospettive di giovani donne. Giovani donne i cui destini erano da incastonare – secondo le loro famiglie – in un ben preciso ingranaggio sociale – un matrimonio che assicurasse a loro e alle famiglie un futuro di sicurezze e posizione sociale –  mentre loro avrebbero cercato semplicemente di essere felici… \nAffascinato dall’Ottocento\, dal rapporto che si instaura fra la grande narrativa di quell’epoca e la scena\, dal dono folgorante che la Austen ha per catturare dialoghi ironici\, seducenti\, luminosi\, il regista (che nello spettacolo interpreta anche l’intrigante vedova Lady De Bourgh “en travesti”) è stato premiato da un successo unanime di pubblico e critica\, ottenuto grazie a un cast eccellente\, a un lavoro drammaturgico ispirato (a cura di Antonio Piccolo)\, ad un’orchestrazione registica dinamica e precisissima ed a una dimensione iconografica – fra scena e i ricchissimi costumi premiati con l’UBU – fantasiosa e di potente suggestione… \nGiungono così sulla scena le cinque ragazze Bennet\, provenienti da una famiglia della buona società: cinque fanciulle dai caratteri molto diversi\, che fanno il loro ingresso nel mondo fra rigorose regole di etichetta e naturali aspirazioni.\n«Il mondo della Austen dove apparentemente non accade mai nulla di eclatante\, abitato per la maggior parte da creature che stanno abbandonando la fanciullezza per diventare ragazze da marito o giovani scapoli da sposare\, mi affascina; con tutto il pudore\, i turbamenti\, le insicurezze\, e anche l’orgoglio e i pregiudizi che la giovinezza porta con sé» racconta Arturo Cirillo. «Questo mondo sociale dove ci si conosce danzando\, ci si innamora conversando\, ci si confida con la propria sorella perché i genitori sono\, ognuno a suo modo\, prigionieri del proprio narcisismo – conclude – non mi sembra così lontano da noi. Soprattutto pensando a queste giovani eroine spinte a sposarsi anche per avere finalmente un sostegno economico\, sottraendosi allo stesso tempo all’indecorosa condizione di zitelle\, e allontanandosi dalle proprie famiglie d’origine. Anche se poi la povera e zitella Jane Austen (che mai riuscì invece ad abbandonare la propria famiglia) si divertì a sottrarsi a tutto questo mettendolo in scena nei suoi romanzi\, che sono una spietata critica e allo stesso tempo un’amorosa dichiarazione d’appartenenza alla propria epoca». \nArturo Cirillo\, Valentina Picello\, Francesco Petruzzelli\, Sabrina Scuccimarra\, Rosario Giglio\, Eleonora Pace\, Giacomo Vigentini\, Giulia Trippetta interpretano nello spettacolo i molti personaggi che si muovono nel romanzo\, ricreandone con efficacia figure e atmosfere. \n“Orgoglio e pregiudizio” va in scena dal 12 al 16 maggio alla Sala Assicurazioni Generali. Le repliche serali iniziano alle ore 19.30 mentre quella pomeridiana della domenica inizia alle ore 17. \nGiovedì 13 maggio alle ore 18 in live streaming verrà trasmesso un incontro del ciclo “Peter Brown Presents…” dedicato a “Orgoglio e pregiudizio” ed alla sua autrice. La conferenza sarà ad accesso gratuito e la si potrà seguire dal canale Facebook de IlRossetti o accedendo dal sito www.ilrossetti.it. \nIn accordo alle raccomandazioni per il contenimento dell’epidemia\, si chiede di ricorrere in via preferenziale alla prenotazione e all’acquisto dal sito www.ilrossetti.it .\nLa biglietteria del Politeama Rossetti sarà aperta: da martedì a venerdì dalle 10 alle 18.30 e il sabato dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.30. Da un’ora prima dell’inizio degli spettacoli\, la biglietteria lavora esclusivamente per le operazioni legate agli spettacoli in partenza.\nRicordiamo che la capienza delle sale è ridotta per il contingentamento: per informazioni sulla disponibilità di posti e altre eventuali esigenze\, invitiamo a contattare la biglietteria telefonicamente\, al tel. 040.3593511.
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SUMMARY:Rossetti Open
DESCRIPTION:Rossetti Open è una nuova creazione del Teatro Stabile offerta al pubblico della regione e poi\, si spera\, anche ai turisti: ne sono protagonisti gli attori della Compagnia Stabile che individualmente o in coppia\, saranno straordinarie “guide” di una singolare visita al Politeama Rossetti. Una visita che lascerà stupiti gli spettatori\, non solo perché saranno accompagnati nei luoghi più segreti e affascinanti dell’edificio storico e della macchina scenica\, ma anche perché sperimenteranno un itinerario punteggiato di aneddoti\, momenti di teatro\, brani recitati… Ognuno dei “personaggi” – perché saranno veri e propri personaggi teatrali\, non semplici guide\, quelli incarnati dai nostri attori – vivrà e condurrà la visita in un proprio modo\, tanto che il “tour” sarà diverso ogni volta\, a seconda della conduzione. \nCALENDARIO:\n\nsettimana 7 -11 maggio: le visite saranno condotte da Ester Galazzi e Emanuele Fortunati in coppia \nsettimana 13 – 17 maggio : le visite saranno condotte da Maria Grazia Plos \nsettimana 20 – 24 maggio : le visite saranno condotte da Francesco Migliaccio \nsettimana 27 – 31 maggio : le visite saranno condotte da Riccardo Maranzana \nsettimana 2 – 6 giugno : le visite saranno condotte da Zoe Pernici
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SUMMARY:Il Muro trasparente. Delirio di un tennista sentimentale
DESCRIPTION:“Il muro trasparente. Delirio di un tennista sentimentale” coprodotto con il Teatro Nuovo di Verona\, è uno spettacolo molto particolare: sul palcoscenico c’è solo Max\, il protagonista\, interpretato da Paolo Valerio. Max affronta la crisi della sua vita come ha sempre fatto: giocando a tennis. Si misura con la passione del tennis e la passione amorosa. Gioca\, pensa\, racconta\, si dibatte. Emergono emozioni e ossessioni. Momenti di silenzio si alternano a urli di sfida\, quasi disperati\, di un uomo alle prese con gerarchie di sentimenti che si travasano l’uno nell’altro. Le soluzioni si fanno problemi\, l’agonismo dell’innamoramento trascolora nella rivalità tra solitudine e vita. Avrà il fiato necessario per portare a termine la partita’ Max scandisce il suo sfogo palleggiando quasi mille volte… contro il pubblico. Che però osserva protetto da un muro trasparente\, un muro di plexiglass. Ecco l’altro elemento curioso dello spettacolo. Se il dibattito sulla “quarta parete” ha animato una parte importante della storia del teatro\, qui la quarta parete è tangibile e\, in tempi di pandemia\, si ammanta di ulteriori significati: divide e protegge\, inquieta e rassicura\, stupisce pur essendo stato il “muro” con cui più spesso ci siamo rapportati negli ultimi mesi… Un muro trasparente campeggerà sul boccascena del Rossetti in occasione di questo anelato ritorno in sala: difenderà dai potenti servizi di Max\, ma non dalla corrente di emozioni che finalmente scorreranno fra l’attore e la platea.
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SUMMARY:M’illumino di meno
DESCRIPTION:In un video due attori della Compagnia del Teatro Stabile leggono un testo di Fabio Finotti con musiche e poesie\, fra cui versi di Giacomo Leopardi \n“M’illumino di meno” è la Giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili lanciata dalla trasmissione radiofonica Caterpillar e da RAI Radio2 nel 2005: l’edizione 2021 torna venerdì 26 marzo ed «è dedicata al “Salto di specie”\, l’evoluzione ecologica nel nostro modo di vivere che dobbiamo assolutamente fare per uscire migliori dalla pandemia». \nL’Istituto Italiano di Cultura di New York diretto da Fabio Finotti insieme al Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia diretto da Paolo Valerio partecipano all’iniziativa con un video che invita a riscoprire la luce delle stelle evocandola tramite testi\, poesia\, musica e immagini\, e a intrattenere un rapporto più responsabile e moderno con l’energia elettrica\, un “salto di specie” da compiere nei comportamenti quotidiani per limitare il consumo di energia elettrica in favore di uno stile di vita sostenibile\, non una rinuncia ma una conquista.\nSotto la volta celeste che decora il soffitto del Politeama Rossetti\, Emanuele Fortunati e Francesco Migliaccio\, attori della Compagnia dello Stabile\, leggono “Per riveder le stelle”\, un testo scritto da Finotti che\, dalla “rivoluzione” nelle città alla fine Ottocento che cominciano a impiegare l’energia elettrica per illuminare le grandi architetture\, invita a riflettere sulla bellezza della luce naturale delle stelle\, ascoltando i versi di Giacomo Leopardi (Canto di un pastore errante nell’Asia) e di Théodore de Banville (Odes Funambulesques)\, e alcuni brani musicali fra cui quelli di Francesco Guccini\, B3N\, Francesco De Gregori e Respighi. \nIl video sarà condiviso sui social e sulle pagine web delle due istituzioni che lo hanno realizzato insieme per questa iniziativa lanciata da RAI Radio2 che annualmente raccoglie migliaia di adesioni.\nIn particolare\, “Per riveder le stelle. Una serata tra musiche e poesie\, abbassando le luci” sarà pubblicato sulla nuova piattaforma dell’Istituto Italiano di Cultura di New York www.stanzeitaliane.it aprendo la Stoà – cioè il portico\, luogo d’incontro\, passaggio e sguardo dall’interno verso l’esterno e viceversa – una delle “Stanze” che compongono questo nuovo palazzo virtuale per la promozione e diffusione della cultura italiana nel mondo. Un modo per non fermarsi ma rilanciare grazie alle possibilità offerte dal digitale\, aggregando e coordinando una rete di contatti in grado di far sentire l’Italia e i suoi tesori sempre vicini anche a migliaia di chilometri di distanza.
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SUMMARY:Vien dietro a me… Un viaggio nella Divina Commedia attraverso i luoghi di Trieste
DESCRIPTION:“La splendida lingua di Dante e la bellezza di luoghi che possono rifrangerne le emozioni. Il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia propone per il #Dantedì il 25 marzo in un video streaming a cura di Paolo Valerio\, un viaggio attraverso la Divina Commedia\, con la guida del professor Fabio Romanini dell’Università di Trieste. Ne sono protagonisti gli attori della Compagnia Stabile. Il 26 marzo alle 18 il direttore della British School Peter Brown terrà in streaming una conversazione sull’importanza di Dante nella cultura inglese”. \nPer celebrare il #Dantedì il 25 marzo dalle ore 9\, il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia propone “Vien dietro a me… Un viaggio nella Divina Commedia attraverso i luoghi di Trieste” a cura di Paolo Valerio: un video in live-streaming gratuito fruibile da chiunque ami la bellezza e la meravigliosa lingua dantesca\, e dedicato in modo particolare alle scuole.\nA questo appuntamento segue il giorno successivo\, sempre in streaming\, alle ore 18 una conversazione del ciclo “Peter Brown presents…” che approfondirà in merito all’impatto di Dante Alighieri sulla cultura inglese. \nIn “Vien dietro a me… Un viaggio nella Divina Commedia attraverso i luoghi di Trieste” lo Stabile propone un itinerario attraverso la “Divina Commedia” con protagonisti sette attori della Compagnia Stabile – Filippo Borghi\, Emanuele Fortunati\, Ester Galazzi\, Riccardo Maranzana\, Francesco Migliaccio\, Jacopo Morra\, Maria Grazia Plos – con la guida di un contemporaneo e sapiente Virgilio\, il professor Fabio Romanini del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste.\nIl professor Romanini ha selezionato passi da canti celeberrimi e da altri inconsueti\, sempre affascinanti come tutte le tematiche e i personaggi che Dante Alighieri incontra nel suo attraversare l’Inferno\, il Purgatorio e il Paradiso. Ed è il docente stesso a introdurli\, affidandone poi l’interpretazione alla compagnia d’attori del Teatro Stabile regionale: chi meglio di loro\, può restituire la musica dell’endecasillabo nelle terzine incatenate della Commedia’ Ecco allora che il viaggio inizia proprio dal porticato del Politeama Rossetti. \nPaolo Valerio\, che cura il progetto\, ha immaginato di rifrangere e amplificare l’intensità delle parole recitate nelle emozioni suscitate nello spettatore da paesaggi e contesti visivi in cui le diverse parti dell’opera vengono ambientate. «Il video – anticipa – mostra nelle sue prime scene alcune riprese di Trieste deserta: allude così alla solitudine di Dante esule\, alla landa desolata della sua anima\, ma anche a una condizione esistenziale che percepiva nell’umanità intera. Quanto possiamo essere toccati anche oggi da queste immagini di isolamento’ Ma il viaggio di Dante è anche il segno dell’appartenenza alla luce\, a cui l’uomo fa ritorno anche se deve attraversare il buio. Abbiamo attraversato canti e luoghi noti e meno noti\, tutti ricchi di sortilegio grazie alla miracolosa potenza del verso dantesco e agli sfondi che ci ha regalato una città luminosa e mai scontata\, come Trieste. Passiamo così dall’Inferno della Grotta Gigante al Purgatorio della Cava Romana\, al Paradiso la cui bellezza si trasfigura alla perfezione nel Parco del Castello di Miramare… Ma per incontrare L’amor che move il sole e l’altre stelle saliamo sul nostro palcoscenico\, perché ci piace pensare che oggi il modo per superare la “selva oscura” sia nel ritornare alla partecipazione\, al teatro\, sentito come luogo di rinascita\, di fascinazione e di poesia».\n \nLa regia video è di Giulio C. Ladini per Zunami Films Studio\, la produzione è del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia che per la collaborazione ringrazia AcegasApsAmga\, Cava Romana SPA-in memoria di Elisabetta Sonzogno\, Comune di Trieste\, Museo Storico e Parco del Castello di Miramare\, Società Alpina delle Giulie Commissione Grotte E. Boegan – Grotta Gigante\, Triestina della Vela\, Università degli Studi di Trieste.\n \nIl link per il live-streaming sarà disponibile sul sito del Teatro www.ilrossetti.it a partire da giovedì 25 marzo alle ore 9.\n \nLa proposta del Teatro Stabile per il 700esimo anniversario della morte di Dante Alighieri si arricchisce inoltre di un momento di approfondimento in collaborazione con il direttore della British School del Friuli Venezia Giulia\, Peter Brown. Venerdì 26 marzo alle ore 18 infatti sarà disponibile in live-streaming una conferenza del ciclo “Peter Brown presents…” dal titolo “L’impatto di Dante sulla cultura inglese”. Anche per questo appuntamento i dettagli saranno disponibili sul sito www.ilrossetti.it.\nTutte le proposte dello Stabile legate all’anniversario dantesco sono fruibili gratuitamente.
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SUMMARY:I teatri del Friuli Venezia Giulia si illuminano
DESCRIPTION:I teatri del Friuli Venezia Giulia accolgono la proposta di U.N.I.T.A. (Unione Nazionale Interpreti Teatro e Audiovisivo) rivolta a tutti i teatri italiani e tesa a mantenere viva l’attenzione ad un anno dalla prima sospensione dell’attività con il pubblico\, resa necessaria dall’emergenza sanitaria del COVID 19.\nDopo un anno\, diverse iniziative in programma lunedì 22 febbraio\, dalle ore 19.30 alle 21.30\, porteranno una luce simbolica sui teatri italiani\, gli artisti\, le compagnie e le maestranze che compongono il mondo dello spettacolo dal vivo. \nIl Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia provvederà a un’illuminazione di gala sulla facciata del Politeama Rossetti di Trieste e davanti all’ingresso principale chiunque vorrà passare potrà lasciare al personale del teatro un messaggio scritto\, di riﬂessione su questi mesi senza spettacoli o di speranza per la riapertura.\nNello spazio esterno saranno diffuse inoltre suggestioni sonore: le voci di grandi personalità\, protagoniste allo Stabile – fra gli altri Giorgio Strehler\, Vittorio Gassman\, Omero Antonutti\, Giorgio Albertazzi\, Gigi Proietti – e alcuni brani tratti dai più amati musical ospitati al Politeama.\n«Il Teatro Stabile – commenta il presidente Francesco Granbassi – anche in questi mesi difﬁcili si impegna con orgoglio a mantenere il proprio ruolo di punto di riferimento culturale in regione e sul territorio nazionale: portare un faro di luce sul teatro ci è sembrato un messaggio simbolico bello ed efﬁcace. Non una protesta\, ma un segno di speranza a cui aggiungiamo le voci dei nostri attori e le melodie dei musical\, a evidenziare le tante anime del Politeama Rossetti\, che ci auguriamo al più presto di vedere nuovamente affollato di spettatori». \nIl Teatro Nuovo Giovanni da Udine sarà illuminato da immagini che lo ritraggono nel pieno delle attività\, nei suoi momenti “belli” che ora sembrano così lontani. Sei video dai titoli evocativi – Paesaggi nascosti\, Visioni sonore\, Fra un tempo e l’altro\, Teatrovagando\, Forbici colla e fantasia\, Ieri e domani – ﬁrmati dalla casa di produzione udinese Agherose saranno proiettati sulle ampie vetrate dell’ediﬁcio per restituirci un po’ delle grandi emozioni che solo il teatro sa suscitare: dal palcoscenico così come è vissuto dagli “addetti ai lavori”\, alle visite guidate teatralizzate\, ai laboratori per bambini che tanto successo hanno ottenuto in tutte le loro edizioni\, per chiudere con un segnale di speranza: le immagini del pubblico nella sala grande e nel foyer. «Come tutti i teatri italiani siamo in attesa di comprendere\, alla scadenza dell’attuale decreto\, il prossimo 5 marzo\, quale futuro ci aspetta – afferma il presidente Giovanni Nistri -. Da parte nostra naturalmente c’è impazienza di poter tornare a riaprire i battenti\, certi che le misure di sicurezza che abbiamo da subito adottato siano all’altezza di garantire ai nostri spettatori la massima serenità in sala». \n«Proposte e non proteste sono quelle che hanno mantenuta accesa la ﬁamma pilota di un Teatro che in questo lungo anno non ha mai voluto fermarsi»\, spiega il Presidente del Teatro Verdi di Pordenone Giovanni Lessio commentando l’adesione all’importante iniziativa che trova uniti molti teatri italiani e regionali. «Facciamo brillare la luce su una situazione davvero buia: certamente per il pubblico ma anche\, e soprattutto\, per i lavoratori dello spettacolo dal vivo\, ormai fermi da molti mesi\, che come Teatro abbiamo sempre voluto sostenere\, tanto con il lancio di un appello pubblico che con la programmazione di numerose performance in live streaming dal palco del Verdi a platea vuota: un segnale di attenzione per una categoria che sta pagando un prezzo altissimo». Le luci del Verdi brilleranno nella serata di lunedì anche ad illuminare le installazioni in versi di Pier Paolo Pasolini e Sylvia Plath tatuate sulla facciata del Teatro pordenonese che\, ancora una volta\, fa del suo ediﬁcio un contenitore totale di cultura.  \nL’ERT FVG aderisce all’iniziativa accendendo le luci dalle ore 19.30 alle 21.30 dei seguenti teatri del Circuito: Teatro Mons. Lavaroni di Artegna\, Teatro Adelaide Ristori di Cividale del Friuli\, Teatro Odeon di Latisana\, Teatro G. Verdi di Maniago\, Teatro Comunale di Monfalcone\, Teatro Zancanaro di Sacile\, Teatro Arrigoni di San Vito al Tagliamento e Teatro L. Candoni di Tolmezzo. Otto teatri in altrettanti Comuni a testimoniare il vuoto che questi mesi di chiusura hanno lasciato nelle comunità e\, allo stesso tempo\, un messaggio di vicinanza rivolto al pubblico\, con la speranza di poter riprendere le Stagioni teatrali dove sono state interrotte. «Dopo un anno – sostiene il direttore Renato Manzoni – è necessario pianiﬁcare una ripartenza in sicurezza perché lo spettacolo dal vivo deve ripartire con tutte le sue componenti\, in primis artisti e pubblico\, elementi fondamentali\, a cui si aggiungono anche tutte le professionalità che permettono la realizzazione di spettacoli di prosa\, musica e danza».
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SUMMARY:Ricordare\, portare al cuore
DESCRIPTION:Sono in corso in questi giorni le riprese per il nuovo progetto che il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia dedica a una pagina complessa e dolorosa della Storia del Novecento\, quella delle vicende del confine orientale nel secondo dopoguerra. Tali vicende\, a Trieste e nel suo territorio\, attraversano alcuni luoghi di profondo significato storico e simbolico: la Foiba di Basovizza\, il Centro Raccolta Profughi di Padriciano\, il Magazzino 18 nel Porto Vecchio di Trieste… Proprio lì sono al lavoro – diretti da Paolo Valerio – Emanuele Fortunati\, Ester Galazzi\, Andrea Germani\, Riccardo Maranzana\, Francesco Migliaccio\, Jacopo Morra\, Maria Grazia Plos\, gli attori dello Stabile che saranno protagonisti di “Ricordare\, portare al cuore”. \nIl video – un collage di testimonianze\, documenti storici\, momenti di poesia\, sarà disponibile dalle ore 9 del 10 febbraio\, in live streaming gratuito e sarà rivolto in particolare alle scuole\, ma disponibile per tutti gli interessati. Il link per la visione sarà sul sito del Teatro Stabile\, www.ilrossetti.it. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511. \nLe riprese video sono state realizzate al Magazzino 18 (ringraziamo IRCI – Istituto Regionale per la Cultura Istriana Fiumana Dalmata); al Centro di Documentazione del Sacrario della Foiba di Basovizza (ringraziamo Lega Nazionale); al Centro Raccolta Profughi di Padriciano (ringraziamo Unione degli Istriani).
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SUMMARY:Trieste e la Memoria - Un viaggio nella città
DESCRIPTION:Aggiornamento: il link resterà attivo fino al 5 febbraio\nCon “Trieste e la Memoria – Un viaggio nella città”\, disponibile il 27 gennaio in live streaming\, il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia offre un proprio contributo in occasione della Giornata della Memoria. Il progetto a cura di Paolo Valerio e sulla drammaturgia di Paola Pini è rivolto in particolare alle scuole e propone un itinerario nella città attraverso luoghi di profondo senso storico e testimonianze che saranno interpretate da Emanuele Fortunati\, Francesco Migliaccio\, Riccardo Maranzana\, Ester Galazzi\, Jacopo Morra\, Maria Grazia Plos. \nOgni città non è solo lo spazio del presente: rappresenta un itinerario attraverso il tempo e la Storia\, come un prezioso museo a cielo aperto che richiama alla memoria e ai suoi insegnamenti… Una dimensione di cui si è consapevoli\, ma che – presi dalla dalla frenesia quotidiana – si dà spesso per scontata\, senza soffermarvisi con il pensiero. \nEcco allora che in occasione della Giornata della Memoria\, il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – in sintonia con le iniziative già promosse dal Comune di Trieste e dalla Regione – offre un proprio contributo\, nell’ottica di accrescere le occasioni di conoscenza e di riflessione su una delle più crudeli pagine della Storia del Novecento: “Trieste e la Memoria – Un viaggio nella città” sulla drammaturgia di Paola Pini e a cura di Paolo Valerio. \nIl progetto consiste di uno streaming di 45 minuti circa\, rivolto a tutti gli interessati ed in particolare alle scuole\, che sarà disponibile dalle ore 9 di mercoledì 27 gennaio. Un collage di immagini\, testimonianze\, notizie… Traccia un itinerario circolare\, che prevede – partendo e facendo ritorno alla dimensione poetica del Politeama Rossetti – di attraversare Trieste sostando in alcuni luoghi simbolo legati all’occupazione nazista della città\, dal settembre 1943 all’aprile 1945 e alla presenza importante\, storica della comunità ebraica. Luoghi in cui la memoria è scolpita nelle pietre: su quegli sfondi gli attori dello Stabile interpreteranno toccanti testimonianze. \nEcco allora l’imponente palazzo del Tribunale dove stabilì il proprio ufficio Friedrich Rainer\, il Comandante dell’intera Zona di Operazioni del Litorale Adriatico\, e dove molti ebrei furono rinchiusi e torturati. Poi il Ghetto\, istituito alla fine del Seicento ma – nella Trieste asburgica\, multiculturale – rimasto zona di segregazione solo per un secolo. Si passerà ancora alla Stazione Centrale da cui partirono treni piombati diretti verso i lager dell’Europa centrale\, carichi di persone\, pochissime delle quali fecero ritorno. E naturalmente la Risiera di San Sabba\, unico campo di concentramento nazista munito di crematorio in Italia…  \nPassando dall’incalzare giornalistico al coinvolgimento poetico\, all’emozione più profonda\, Emanuele Fortunati\, Francesco Migliaccio\, Riccardo Maranzana\, Ester Galazzi\, Jacopo Morra\, Maria Grazia Plos daranno voce alle testimonianze: storie semplici\, personali\, che sono parte della Storia e ci fanno “sentire” nel modo più immediato e sincero la sua insensatezza.\nIn “Trieste e la Memoria – Un viaggio nella città”\, infatti\, si è deciso di dar voce a chi fu vittima o si trovò a vagare in quella multiforme zona grigia che Primo Levi tanto bene descrisse ed in cui fu necessario scegliere\, come è necessario scegliere\, con coraggio e limpidità d’animo nelle questioni grandi e piccole\, etiche e morali che la vita costantemente ci pone.  \n«Ne “La tregua”\, ma soprattutto ne “I sommersi e i salvati” – scrive infatti l’autrice Paola Pini – Primo Levi analizza con amorevole e implacabile lucidità il complesso sentimento di vergogna provato dai sopravvissuti una volta tornati a casa: vergogna per non essersi ribellati; vergogna per essere sopravvissuti\, per continuare a vivere al posto di altri\, considerati più degni; e infine quella dotata di una vastità tragica e che ci lega\, tutti\, a ogni epoca della storia umana: la vergogna di chi non è stato direttamente responsabile\, ma si sente coinvolto anche solo per essere parte\, con gli altri\, del genere umano. Ci coinvolge tutti perché ci interroga direttamente\, interroga noi e la nostra responsabilità individuale: cosa avremmo fatto noi\, al loro posto’ Non lo sappiamo. Non lo possiamo sapere». \n“Trieste e la Memoria – Un viaggio nella città” sarà disponibile in live streaming dalle ore 9 del 27 gennaio per le 48 ore successive\, gratuitamente. Il link per la visione sarà sul sito del Teatro Stabile\, www.ilrossetti.it. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.\nIl Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ringrazia per la collaborazione e la disponibilità il Comune di Trieste\, in particolare della dottoressa Laura Carlini Fanfogna Direttrice dei Musei e delle Biblioteche del Comune di Trieste e del dottor Maurizio Lorber\, per il Museo della Risiera di San Sabba. \n\nTRIESTE E LA MEMORIA – UN VIAGGIO NELLA CITTÀ\ndrammaturgia di Paola Pini\ncon Emanuele Fortunati\, Francesco Migliaccio\, Riccardo Maranzana\, Ester Galazzi\, Jacopo Morra\, Maria Grazia Plos
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SUMMARY:Valzer per un mentalista
DESCRIPTION:Un esperimento terzo rispetto a teatro e cinema: con “Valzer per un mentalista” di Davide Calabrese e Fabio Vagnarelli\, per la regia di Marco Lorenzi\, lo Stabile del Friuli Venezia Giulia entra nell’indagine attuale sul teatro in streaming con elementi di forte unicità. Lo spettacolo\, infatti\, dal 21 al 31 gennaio in live streaming interattivo\, ogni sera sarà ripreso da 4 telecamere e montato in diretta in modo diverso e unico\, a seconda di quanto accade in scena e dell’interazione in live chat fra pubblico e i protagonisti: lo straordinario mentalista Vanni De Luca e gli attori Andrea Germani e Romina Colbasso. \nIl Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia entra nel dibattito sulla ricerca di nuovi linguaggi per il teatro – resa particolarmente urgente ed essenziale dalle limitazioni cui ci costringe la pandemia – attraverso una proposta che possiede elementi di unicità molto forte: “Valzer per un mentalista” di Davide Calabrese e Fabio Vagnarelli\, per la regia di Marco Lorenzi. \nLo spettacolo\, già nella sua edizione “canonica” varata con successo alla Sala Bartoli a fine 2019\, nasceva da un singolare e innovativo crossing tra uno spettacolo di prosa e di magia\, alla ricerca di una forma inedita e avvincente e di un territorio nuovo.\nL’operazione che Marco Lorenzi assieme ai protagonisti Vanni de Luca\, Andrea Germani e Romina Colbasso sta preparando in queste ore di intense prove\, va molto al di là dei confini di un riallestimento per la ripresa video: il rilancio\, infatti\, questa volta è doppio. \nSul crossing originario – fra prosa e magia – si innesta ora un esperimento terzo\, fra teatro e cinema\, che possiede elementi di potente unicità e di notevole rischio.\n«Ogni sera – ci spiega infatti il regista – riprenderemo lo spettacolo con quattro telecamere\, e una regia live provvederà a un montaggio che sarà sempre diverso\, a seconda di quanto accadrà in scena con gli attori e dell’interazione in “live chat” fra interpreti e pubblico. Ci sono dunque elementi di sperimentazione sul piano cinematografico\, con una sorta di film che viene ripreso e montato da capo ad ogni replica\, ma evochiamo anche la dimensione del live teatrale\, dato che l’esperienza avverrà ogni sera\, diversa e unica…» \nAttraverso un linguaggio colto e stimolante\, che si avvale di potenti contaminazioni\, dunque\, Marco Lorenzi rilancia la sfida e conduce ancora una volta «(…) gli spettatori e gli attori in un gioco con regole nuove. Con il quale riconsegnare al pubblico alcune domande per me davvero importanti: cosa saremmo noi senza la memoria del nostro passato’ Cosa saremmo senza la possibilità di immaginare il nostro domani’ E infine\, la ricerca della verità è davvero legata al nostro desiderio della felicità’» \n“Valzer per un mentalista” si ambienta nella Trieste del 1919. Un giovane uomo completamente privo di memoria viene rinchiuso nel manicomio cittadino. Lì un misterioso uomo senza passato\, chiamato Nemo (il mentalista Vanni De Luca\, che stupisce per la straordinaria forza della sua mente e per la sua eccellente espressività in scena) incontra la dottoressa Martha Bernard (Romina Colbasso) che sperimenta insieme a lui la tecnica della psicanalisi\, allora agli albori. Ma c’è anche un altro strano paziente con cui Nemo condivide la stanza di degenza: Edi (Andrea Germani). Tre personaggi diversi tra loro\, ma che sembrano essere le molte facce di una stessa medaglia. Un sistema di scatole cinesi in cui niente è come sembra e che annoda le vicende dei protagonisti in un vero e proprio Valzer continuamente spiazzante: la dottoressa Bernard sembra perseguire la missione di riabilitare il giovane senza memoria e contemporaneamente affrancare la dottrina psicanalitica agli occhi dei colleghi detrattori; Edi è intento a smontare gli entusiasmi del compagno di stanza e a ricordargli quanto la condizione del malato mentale sia irreversibile; Nemo\, completamente smarrito dalla perdita della sua identità\, è attanagliato da paure\, speranze\, incubi atroci e abilità straordinarie che emergono suo malgrado.  \nNodi che si sciolgono in un finale che ci ricorda come non ci si debba fidare delle apparenze e che la realtà è sempre più complessa di ciò che sembra. “Valzer per un mentalista” si propone di catapultare il pubblico all’interno di una vicenda avvincente e di metterlo nella condizione di sﬁdare le capacità mentali di Nemo. Memoria\, finzione\, verità ed intrattenimento si fondono e si confondono in un contesto onirico nel quale sembrerà di muoversi come in un sogno. \nLe repliche si susseguiranno da giovedì 21 a domenica 31 gennaio in live streaming interattivo a pagamento. Ogni giorno lo spettacolo sarà dato alle ore 20.30\, tranne le domeniche (24 e 31 gennaio) quando si inizierà alle ore 18. I link e le istruzioni per biglietti e prenotazioni saranno a breve disponibili sul sito del Teatro Stabile\, www.ilrossetti.it. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.
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SUMMARY:Con Andersen nel cuore del Teatro
DESCRIPTION:“Entrare nei luoghi più amati e in quelli più segreti del Politeama Rossetti\, accompagnati da deliziose melodie\, incontrarvi nove ottimi ed elegantissimi attori\, e attraversare assieme a loro l’immaginario fantasioso di Hans Christian Andersen… Il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia fa un dono di Natale al pubblico\, che potrà assistere gratuitamente allo spettacolo “Con Andersen nel cuore del Teatro” dal 23 dicembre sulla piattaforma Vimeo. Il video resterà disponibile fino al 6 gennaio”.\nAddentrarsi nei luoghi più amati e in quelli segreti del Politeama Rossetti\, seguire la telecamera che ne osserva scorci familiari e particolari curiosi\, accompagnati dalle deliziose melodie di un quintetto di musiciste… E in alcuni punti\, incontrare – elegantissimi – un attore\, un’attrice\, e farsi ammaliare dalla loro voce\, dal loro racconto. \nDa mercoledì 23 dicembre alle ore 20\, “Con Andersen nel cuore del Teatro” – questo il titolo del nuovo spettacolo realizzato dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – sarà disponibile gratuitamente sulla piattaforma Vimeo: un dono che il Rossetti offre al pubblico\, per fargli rivivere le emozioni di questi spazi\, che quanto prima si spera di vivere nuovamente “in presenza”\, con tutte le emozioni e gli entusiasmi del “live”… \nIntanto però\, ad emozionare gli spettatori\, saranno nove raffinati interpreti – Filippo Borghi\, Giulio Cancelli\, Romina Colbasso\, Ester Galazzi\, Riccardo Maranzana\, Francesco Migliaccio\, Jacopo Morra\, Zoe Pernici\, Maria Grazia Plos – che interpreteranno alcuni incantevoli racconti di Hans Christian Andersen\, in un itinerario attraverso il Politeama che regalerà grandi suggestioni.\nSaranno tutti assieme sul palcoscenico vuoto\, poi qualcuno nei corridoi di galleria\, un’attrice più solitaria e misteriosa attenderà invece nel ballatoio\, oppure fra bauli e riflettori in attesa di regalare nuovamente magiche atmosfere e vibrazioni a quel teatro che rimane sempre uno spazio vivo e palpitante.\nFranco Però\, direttore dello Stabile e ideatore di questo progetto dal sapore fiabesco\, intende dare proprio questo messaggio: il Politeama è il cuore della città ed anche in questo periodo di innaturale sospensione continua ad essere “abitato” da voci\, presenze\, ricordi e da tante storie\, quelle che vi sono state rappresentate e quelle che sgorgheranno in futuro dalla fantasia di autori\, attori\, registi…\nPer “Con Andersen nel cuore del Teatro” le storie sono quelle inventate dal grande scrittore\, drammaturgo\, poeta danese\, capace con la sua scrittura di sollecitare la fantasia dei più piccoli\, ma anche di parlare al pubblico adulto che rimane conquistato dai molteplici piani di lettura e dal senso metaforico delle sue creazioni.\nCeleberrimi i racconti di Hans Christian Andersen che gli attori interpreteranno: con “L’abete” si entrerà nel vero clima natalizio\, seguendo le emozioni di un abete trasportato dal bosco natio al salotto in cui viene decorato per la festa. “Il bucaneve” invece spingerà lo sguardo già verso la primavera e racconterà gli sforzi di un fiorellino che si impegna per oltrepassare la coltre di neve e farsi riscaldare dal sole. Infine “Dodici in carrozza”… chi saranno questi viaggiatori’  \nLo spettacolo ideato da Franco Però si avvale delle musiche eseguite da Hilary Sdrigotti (clarinetto)\, Anna Del Bon (violino)\, Chiara Antonutti (violino)\, Rosanna Romagnoli (viola)\, Cecilia Barucca Sebastiani (violoncello). Le riprese e montaggio sono cura di Ghirigori Società Cooperativa\, per la regia di Erika Rossi. \nPer vederlo basterà accedere gratuitamente sulla piattaforma Vimeo e sul sito www.ilrossetti.it a partire dalle ore 20 del 23 dicembre. “Con Andersen nel cuore del teatro” come gli altri spettacoli dello Stabile regionale resterà disponibile fino al 6 gennaio
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SUMMARY:Le Eccellenti di Marcela Serli
DESCRIPTION:“Da venerdì 18 dicembre “Le Eccellenti” di Marcela Serli sarà disponibile su Vimeo. Si tratta di un progetto sulle donne ricercatrici e sulla discriminazione femminile ed è stato uno degli eventi che il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ha coprodotto in sinergia con ESOF 2020”.\nSarà disponibile da venerdì 11 dicembre\, sulla piattaforma di video sharing Vimeo\,“Le Eccellenti” spettacolo ideato\, scritto e diretto da Marcela Serli\, che il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ha coprodotto con il Teatro della Tosse di Genova e Compagnia Fattoria Vittadini di Milano e che è stato promosso dai CUG dell’Università degli Studi di Trieste\, e della SISSA.\nSi tratta di uno degli eventi che lo Stabile ha realizzato in sinergia con ESOF2020 ed è stato presentato con successo per una sola sera al Politeama Rossetti lo scorso settembre: ora sarà a disposizione di tutti gli interessati su Vimeo\, preceduto dal 14 al 17 dicembre sui social da alcune clip a cadenza quotidiana\, realizzate da Border Studio\, che permetteranno di conoscere da vicino le protagoniste e di “sbirciare” dietro le quinte e durante le prove. \nLo spettacolo porta in scena alcune donne\, professioniste sia del teatro\, sia della ricerca\, selezionate attraverso un periodo di lavoro e di studio: ripercorrono in scena la storia di discriminazione di scienziate come Rosalind Franklin\, Lise Meitner\, Cecilia Payne\, Katherine Johnson e tante altre: storie in cui possono ritrovarsi e confrontarsi\, riflettendo sulle loro vite professionali e personali.\nEcco allora emergere quanto poco sia ascoltato e sostenuto ancora oggi il talento delle donne\, ecco denunciato quanto ancora sia forte la loro esclusione in ambito economico\, sociale\, politico. \n“Le Eccellenti” propone il quotidiano vivere di queste ricercatrici e l’eccellenza delle loro materie\, attraverso uno stile comico e irriverente\, raccontando non solo i loro successi\, ma anche le difficoltà che ogni giorno si trovano davanti.  \nUn impianto a scena vuota\, con la proiezione di video interviste e molto altro\, con la presenza in contemporanea di tutte le protagoniste: la messa in scena si propone di sintetizzare\, in modo poetico e al tempo stesso “divulgativo” il materiale raccolto\, con l’importante obiettivo che questo percorso creativo abbia l’intensità e la profondità data dalla durata e dalla condivisione\, e che la drammatizzazione rimanga sempre in bilico fra verità e finzione. Tra teatro e vita. \n«Il progetto nasce in un contesto particolare» spiega Marcela Serli. «I Comitati Unici di Garanzia dell’Università degli Studi di Trieste e della SISSA per dare risalto al tema delle pari opportunità\, mi hanno proposto di lavorare\, creando un monologo\, sulla figura di Rosalind Franklin\, scienziata nota\, oltre che per il suo talento\, per non aver avuto il riconoscimento meritato. Franklin\, laureata in Chimica\, diede infatti inizio allo studio della struttura del DNA. I suoi dati\, non ancora pubblicati\, furono utilizzati da due scienziati\, Watson e Crick\, cosa che valse loro il premio Nobel nel 1953.\nA quel punto\, ho rilanciato. La storia di una discriminazione che accomuna le biografie di molte donne scienziate\, allora come oggi. Lavorando da anni su temi che legano la repressione\, il potere\, il genere e le minoranze ho deciso di creare un altro tipo di progetto\, tenendo i due concetti di base che uniscono queste donne ricercatrici\, il talento e la discriminazione\, ma coinvolgendo e mettendo in scena sia ricercatrici sia professioniste dello spettacolo dal vivo. In scena ci sono attrici\, danzatrici\, musiciste ma anche matematiche\, neuroscienziate\, astrofisiche\, veterinarie…». \nDirette da Marcela Serli – che è anche interprete – vedremo in scena Cinzia Spanò\, Noemi Bresciani\, Chiara Ameglio\, Caterina Bonetti\, Domenica Bueti\, Saveria Capellari\, Anna Gregorio\, Pamela Martinez Orellana\, Lorenza Masutto\, Laura Nenzi\, Veronica Ujcich\, mentre eseguono le musiche dal vivo Margherita Baggi\, Piercarlo Favro\, Camilla Collet. \nLe riprese e il montaggio del video sono a cura di Border Studio S.C. Trieste \nLo spettacolo si potrà seguire a €2\,99 accedendo alla piattaforma Vimeo dal sito del Teatro Stabile regionale (www.ilrossetti.it) o direttamente da vimeo.com a cui sarà necessario registrarsi. A partire da venerdì 18 dicembre alle ore 20\, il video resterà disponibile fino al 6 gennaio e si potrà vedere per una settimana dal momento dell’acquisto.\nL’appuntamento successivo sarà il 23 dicembre: “Con Andersen nel cuore del teatro” a cura di Franco Però. \nLe eccellenti\nuno spettacolo sulla vita delle donne ricercatrici\, sul loro talento e sulle discriminazioni subite\nprogetto\, regia e drammaturgia di Marcela Serli\ncon Cinzia Spanò\, Noemi Bresciani\, Chiara Ameglio\, Caterina Bonetti\, Domenica Bueti\, Saveria Capellari\, Anna Gregorio\, Pamela Martinez Orellana\, Lorenza Masutto\, Laura Nenzi\, Veronica Ujcich e Marcela Serli\nmusicisti Margherita Baggi\, Piercarlo Favro\, Camilla Collet\ncontenuti video a cura di Alberto Amoretti\nfotografie in scena di Giovanni Hänninenv\ncollaborazione alla drammaturgia Cinzia Spanò\, Noemi Bresciani\ncollaborazione alla ricerca fonti Sergia Adamo\, Pilar de Cardenas\, Patrizia Romito\nassistente Pilar de Cardenas\nfoto di scena Vito Lorusso\nriprese e montaggio a cura di Border Studio S.C. Trieste\npromosso da CUG dell’Università degli Studi di Trieste\, CUG della SISSA-Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati\nprodotto dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, Teatro della Tosse di Genova e Compagnia Fattoria Vittadini di Milano
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SUMMARY:Tu che mi fai
DESCRIPTION:“Il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia sperimenta per tre spettacoli di produzione la programmazione su piattaforma di video sharing: il primo appuntamento sarà con “Tu che mi fai” dell’Accademia della Follia l’11 dicembre\, per proseguire il 17 dicembre con “Le Eccellenti” di Marcela Serli e il 23 dicembre con un percorso attraverso gli spazi più affascinanti del Politeama Rossetti\, accompagnato dai racconti di Andersen”. \nResta impossibile aprire al pubblico le sale teatrali anche a dicembre\, in questo 2020 che ha messo chiunque si occupi di spettacolo davanti a problematiche senza precedenti… Ma dalle difficoltà si possono trarre stimoli verso soluzioni innovative e il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia si sta muovendo anche in questa direzione. \nPur nella convinzione che non sia possibile sostituire in alcun modo e con nessuno strumento l’emozione\, il coinvolgimento\, l’unicità che possiede un evento “dal vivo”\, lo Stabile regionale si è impegnato in queste settimane a indagare nel mondo delle piattaforme di video sharing\, nell’intento di offrire al pubblico alcuni spettacoli di produzione in una modalità nuova.\nUna modalità che\, se nell’immediato può permettere al pubblico di sopperire alla nostalgia di teatro\, per il Rossetti rappresenta anche uno strumento di indagine per valutare quanto interesse ci sia per queste nuove forme di fruizione\, che magari in futuro\, e in specifici casi\, potrebbero affiancarsi alla forma tradizionale di visione teatrale. \nEcco allora spiegato il ricorso a Vimeo\, piattaforma di video sharing dove a dicembre saranno disponibili tre proposte di prosa\, tutte produzioni e coproduzioni dello Stabile regionale – che vengono allestite e provate in questi giorni sul palcoscenico del Politeama – a cui seguiranno un paio di eventi musicali\, da comunicare successivamente. \nSi parte dunque venerdì 11 dicembre con “Tu che mi fai”\, per la regia di Francesca Varsori e le coreografie di Sarah Taylor\, protagonisti gli attori dell’Accademia della Follia. Lo spettacolo sarà preceduto sui canali social del Rossetti e dell’Accademia della Follia da alcune clip (on line ogni giorno a partire dal 7 dicembre) realizzate dalla società di produzione Ghirigori\, per la regia di Erika Rossi. Si tratterà di brevi video dal linguaggio veloce\, che faranno “assaggiare” al pubblico momenti del backstage dello spettacolo\, ma anche alcuni aspetti del lavoro degli attori che racconteranno il significato e l’esperienza vissuta sul palcoscenico.\nLo Stabile ha un rapporto consolidato con quest’interessante compagnia di «matti di mestiere e attori per vocazione» nata nel 1992 dal percorso teorico-pratico che il Velemir Teatro ha realizzato nell’ambito dell’esperienza basagliana. In questo progetto – che fa seguito a precedenti importanti collaborazioni come “Stravaganza” o “Crucifige” e che verrà videoregistrato sul palcoscenico del Politeama – l’Accademia della Follia rende omaggio al fondatore Claudio Misculin\, carismatico attore\, autore e regista da poco scomparso.
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SUMMARY:Cabaret Sacco e Vanzetti
DESCRIPTION:“Con “Cabaret Sacco & Vanzetti” da Michele Santeramo\, in scena dal 27 ottobre alla Sala Bartoli\, si apre il cartellone “Passages” del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Ne sono eclettici protagonisti Raffaele Braia e Valerio Tambone diretti da Gianpiero Borgia”.\nRaffaele Braia e Valerio Tambone sono gli eclettici protagonisti di “Cabaret Sacco & Vanzetti” spettacolo tratto dal testo di Michele Santeramo e diretto da Gianpiero Borgia\, che li vede impegnati in una interpretazione davvero completa e multidisciplinare\, per dare vita ai due sfortunati italiani\, ingiustamente giustiziati negli Stati Uniti\, nel 1927.\nLo spettacolo apre il cartellone “Passages” martedì 27 ottobre alle 19.30 alla Sala Bartoli e vi replica fino a domenica 1 novembre. \nNicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti non si conoscono prima di arrivare in America\, dove – come moltissimi italiani nel primo Novecento – cercano un lavoro e un futuro migliore. Una volta raggiunta Ellis Island\, espletati gli obblighi relativi all’immigrazione\, ad un anno di distanza l’uno dall’altro\, iniziano i rispettivi percorsi nel nuovo mondo.\nNicola Sacco a Milford si impiega in una fabbrica di calzature\, sposa una donna italiana\, ha due figli. Prende parte attivamente alle proteste operaie per ottenere salari e condizioni di lavoro migliori.\nBartolomeo Vanzetti emigra più per reazione al dolore per la perdita della madre che per necessità economiche: colto\, libero\, negli Stati Uniti fa molti lavori\, impegnandosi infine nella fabbrica Plymouth Cordage Company\, dove guida uno sciopero. Dopo quest’episodio nessuno lo vuole assumere più e fa il pescivendolo ambulante.  \nArriva il 1916 e i due si incontrano nell’ambito di un gruppo anarchico di italoamericani: motivo per cui vengono iscritti dalla polizia in un elenco di sovversivi. Sono arrestati nel 1920 e – innocenti – accusati di una rapina: non ottengono giustizia\, anzi pagano con sette anni di carcere e poi con la vita. Solo cinquant’anni dopo la loro esecuzione il governatore del Massachusetts Michael Dukakis riabilita la loro memoria. \nÈ chiaro che i due italiani sono stati vittima del pregiudizio che allora si sentiva forte verso gli emigranti e verso chi promulgava certe idee politiche… Ma se traslassimo le loro vicende ad oggi\, ribaltando qualche prospettiva\, le cose sarebbero poi tanto diverse’ \nSe lo sono chiesti al Teatro dei Borgia\, dove Gianpiero Borgia ha ideato e diretto “Cabaret Sacco &Vanzetti”. A condurre il progetto\, è la convinzione che immigrazione\, pregiudizio razziale e giustizia siano temi che solcano il nostro tempo e scuotono le coscienze comuni.  \nLo spettacolo non si limita a raccontare la loro storia già tanto emblematica: induce a riflettere anche sul lato umano di due giovani\, innamorati della vita\, sognatori\, utopisti\, che per tanti anni – i sette di reclusione – hanno condiviso le loro solitudini\, le loro speranze\, le loro drammatiche delusioni\, senza mai rinunciare alla dignità e al loro sentirsi italiani. \nMolti e prestigiosi sono stati i nomi di politici\, intellettuali\, artisti che si sono vanamente prodigati per far riconsiderare la loro condanna a morte. \nA raccontare la loro parabola\, senza retorica e con l’aiuto dello straniamento generato dalla commistione dei linguaggi del cabaret\, sono due ottimi attori – Raffaele Braia e Valerio Tambone – che offrono anima e corpo e tutti gli strumenti del teatro ai loro personaggi. Sketch\, canto\, musica\, recitazione\, commozione: ogni emozione è misuratissima\, ogni momento brechtianamente dosato. Aiutati da pochi oggetti di scena – fra cui dominano le reti metalliche che si trasformano da brande solitarie a sbarre di carcere – i due attori rifuggono il mito\, e trascinano il pubblico dentro la storia di due uomini. \nA Trieste lo spettacolo va in scena dal 27 ottobre all’1 novembre. Il martedì e il venerdì si va in scena alle ore 19.30\, la domenica alle ore 17 e gli altri giorni alle ore 21. Per biglietti e prenotazioni e per acquistare nuovi abbonamenti si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti agli altri consueti punti vendita\, o via internet sul sito www.ilrossetti.it. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511. \n“CABARET SACCO & VANZETTI”\nda Michele Santeramo\nideazione e regia Gianpiero Borgia\ncon Raffaele Braia\, Valerio Tambone\nmusiche Papaceccio MMC e Roberta Carrieri\ncostumi Manuela Paladin Šabanovic\nscene Vincenzo Mascoli\nproduzione Teatro dei Borgia
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SUMMARY:Un uomo e la sua musica. Tributo a Lelio Luttazzi
DESCRIPTION:A dieci anni dalla sua scomparsa. L’Evento arriverà sulpalcoscenico del Politeama Rossetti\, Sala Assicurazioni\nGenerali\, martedì 27 ottobre\, alle 20.30.\nSono aperte le prevendite dei biglietti. \nAd eseguire i brani scritti da Luttazzi\, sarà la Big Band del\nMaestro Gabriele Comeglio arrangiatore e direttore\nd’orchestra. Ha collaborato con nomi noti del panorama\ndella musica jazz e leggera a livello internazionale.
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SUMMARY:Concerto di Remo Anzovino in diretta streaming
DESCRIPTION:Doveva andare in scena questa sera il concerto di Remo Anzovino al Politeama Rossetti. Nell’impossibilità di farlo dal vivo\, il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia in collaborazione con Vigna PR srl trasmette sui profili YouTube e social simbolicamente la preview del concerto\, per la regia di  Giulio Landini\, girata lo scorso giugno a teatro. L’appuntamento è per questa sera alle ore 21Era stato proprio il compositore e pianista corregionale Remo Anzovino\, il primo artista a calcare il palcoscenico del Politeama Rossetti\, lo scorso 15 giugno dopo il lockdown. Grazie alla collaborazione fra lo Stabile regionale e Vigna PR srl vi aveva girato una preview del concerto che sarebbe dovuto andare in scena questa sera – lunedì 26 ottobre – e che purtroppo è stato sospeso in ottemperanza alle nuove norme contro il Covid 19. \nIn attesa di riprogrammare il concerto del Maestro Anzovino\, come tutti gli altri spettacoli in scena a novembre\, il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia trasmetterà simbolicamente questa sera alle ore 21 la preview girata allora\, che si compone di sei brani per una durata di circa 25 minuti\, per la regia di Giulio Landini. \nL’appuntamento è dunque per stasera in streaming sul canale Youtube e sui profili social Facebook e Instagram del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.
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SUMMARY:Scintille
DESCRIPTION:“Laura Curino\, una fra le maggiori interpreti del teatro di narrazione\, interpreta tutte le protagoniste di “Scintille” in una virtuosistica prova d’attrice. Lo spettacolo scritto e diretto  da Laura Sicignano racconta una storia realmente avvenuta e invoca il diritto alla dignità e alla sicurezza dei lavoratori. In scena dal 21 ottobre al Politeama Rossetti\, per il cartellone “Prosa” del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia”.\n«Caterina\, la madre che non avrebbe mai voluto partire\, che è quindi aspra\, dura\, conta- dina di poche e taglienti parole; Lucia\, la primogenita\, che è invece entusiasta\, che fa scintille di felicità per essere uscita dal paese (un generico Nord Italia di inizio Novecento); e poi c’è la sorella minore Rosa\, che ha 13 anni e che invece è timidissima e imbarazzata dal fatto di lavorare a fianco di alcuni uomini. Poi invece ci sono le scintille di Dora\, un’immigrata russa che fa scintille di protesta: è la più politicizzata\, anche se non ancora sindacalizzata. Quelle di Dora sono scintille di consapevolezza per migliorare le condizioni di vita e di lavoro nella fabbrica».\nLaura Curino tratteggia così i profili delle donne cui dà vita\, nel corso di “Scintille”\, di cui è la sola protagonista e dove offre una prova d’attrice plurima e davvero potente\, modificando carattere continuamente\, con coerenza e forza. \nChi non avesse ancora avuto modo di ammirare la maestria e il talento di questa artista\, ha qui un’occasione preziosa: si tratta infatti di una delle maggiori interpreti del teatro di narrazione italiano\, un pilastro sulla scena dell’innovazione (è stata fra i fondatori del Teatro Settimo)\, il cui talento è riconosciuto e premiato da pubblico e critica (ha ricevuto  il Premio Ubu\, il Premio dell’Associazione Nazionale Critici di Teatro e il Premio Hystrio per la drammaturgia).  \nMa “Scintille” non è solo interessante dal punto di vista scenico: grazie alla costruzione drammaturgica di Laura Sicignano\, è un testo che rende gli spettatori partecipi di un importante e drammatico evento del passato\, che continua a riverberare significative questioni e riflessioni sulla contemporaneità. Si parla infatti di lavoro\, di diritti\, di dignità: temi che non sono mai scontati né superati. \nLe protagoniste che Laura Curino così intensamente porta in scena\, sono infatti delle lavoratrici: camiciaie\, quattro delle 600 persone (soprattutto donne) impiegate alla fabbrica Triangle Waistshirt Company di New York. Sono per lo più giovani\, di differenti nazionalità e provenienze: sanno cucire velocemente\, ma non parlano ancora bene l’inglese… Ne conoscono qualche parola\, quelle fondamentali per sopravvivere e trovare una vita migliore nel nuovo mondo\, dove sono approdate seguendo una strada di emigrazione percorsa da milioni di persone.  \nÈ il 25 marzo del 1911\, manca un quarto d’ora alla fine della giornata di lavoro\, all’ottavo piano del grattacielo che ospita la fabbrica di camicie. I proprietari pretendono che le operaie cuciano fino all’ultimo minuto dell’orario di servizio e per questo le porte sono sbarrate. Una scintilla però sconquassa il regolare andamento di quella giornata: da una delle lampade a gas sopra le macchine delle lavoratrici\, esce una scintilla\, incendia gli scampoli\, le camicette\, poi l’edificio… In 18 minuti la tragedia si compie: una scala d’emergenza crolla sotto il peso delle operaie in fuga\, non c’è modo di aiutare le donne dall’esterno. Muoiono in 146: Caterina sopravvive alle figlie e racconta. Racconta un evento che diviene un punto di svolta\, uno degli episodi da cui nasce la Festa della Donna. Un evento che invoca anche oggi attenzione al diritto alla dignità e alla sicurezza dei lavoratori. \nA Trieste lo spettacolo replica alle ore 20.30 fino dal 21 al 24 ottobre e domenica 25 ottobre alle ore 16. Per biglietti e prenotazioni e per acquistare nuovi abbonamenti si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti agli altri consueti punti vendita\, o via internet sul sito www.ilrossetti.it. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.
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SUMMARY:La fuga delle voci
DESCRIPTION:“Filippo Strocchi e Veronica Appeddu\, Laura Panzeri\, Gianluca Sticotti: quattro artisti italiani di musical che sono diventati vere star dei palcoscenici europei. Saranno i protagonisti del concerto “La fuga elle voci” che giovedì 15 ottobre va in scena al Politeama Rossetti di Trieste in esclusiva nazionale\, prodotto dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. In scaletta\, il meglio del grande repertorio del musical internazionale”.\nConcerto davvero speciale quello che il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia propone giovedì 15 ottobre in prima nazionale: si ascolteranno quattro voci duttili e curate\, lingue diverse\, splendidi assolo\, divertenti o romantici duetti… un florilegio di variazioni ispirate al mondo del musical\, vibrante di energia e passione. Quell’energia e quella passione che – assieme al talento e alla dedizione – scorrono nelle vene di chi affronta gli entusiasmi e i sacrifici di una carriera nel mondo del teatro.  \nI protagonisti de “La fuga delle voci” – Filippo Strocchi\, assieme a Veronica Appeddu\, Laura Panzeri\, Gianluca Sticotti – sono proprio così: artisti dotatissimi\, che hanno studiato\, si sono formati sui palcoscenici italiani\, vi hanno debuttato facendosi notare da operatori e pubblico\, sono entrati nelle compagnie maggiori (dalla celebre Compagnia della Rancia alla potente Stage Entertainment)… e poi sono andati all’estero. \nPer misurarsi con i mitici teatri del West End o delle grandi città europee’ Il motivo che li ha spinti è in parte questo\, ma anche altre ragioni concorrono alla “fuga delle voci”. Il mondo del musical\, in particolare in Italia\, è un mondo fragile\, i cui destini sono troppo spesso “appesi” ad a investimenti economici incerti\, a tutele quasi assenti\, all’iniziativa di imprenditori privati… non è l’ambiente più adatto perché i talenti vi crescano in serenità. All’estero la situazione è migliore e chi ama questo genere\, guarda le “nostre stelle” brillare nelle compagnie internazionali con un misto di orgoglio e nostalgia… Ecco il motivo del titolo\, “La fuga delle voci”\, che riporta quattro di queste stelle – intanto per una sera – al Politeama Rossetti. \nVeronica Appeddu è partita dalla Sardegna ma brilla a Berlino\, nella “Danza dei Vampiri”\, Laura Panzeri lavora con la Rancia ma poi passa in Germania dove canta in “Sister Act”\, “Mamma Mia” ed è una deliziosa Jasmine in “Aladdin”. Gianluca Sticotti è stato un grande Lumière ne “La bella e la bestia” di Stage\, ha lavorato tanto con la Rancia\, poi in “Priscilla”\, ma è rapito dai palcoscenici svizzeri (DJ Monty) e tedeschi dove sarà nel prestigioso “Tanz der Vampire” a Stoccarda in cui sarà impegnato anche Filippo Strocchi\, nel ruolo affascinante di Krolock. \nFilippo Strocchi è l’anima e il motore di questo loro viaggio teatrale\, che li porta ad attraversare confini\, ma anche ricordi e un repertorio amato\, con la guida di Davide Calabrese. L’artista – di cui è noto il talento di attore\, regista\, autore e soprattutto… di “Oblivion” – si concede questa vota in veste di presentatore\, introducendo al pubblico il programma e gli artisti.\nIl percorso “italiano” di Filippo Strocchi lo vede formarsi alla Bernstein School of Musical di Bologna (inizio comune a più di loro)\, e ottenere in poco tempo il ruolo di Danny nel “Grease” della Compagnia della Rancia. Poi arrivano il Premio Massimini dell’Associazione dell’Operetta (ottenuto anche da Davide Calabrese e Gianluca Sticotti)\, una prima puntata a Stoccarda nel “Wicked” di Stage Entertainment per ritornare in Italia nella ricca edizione di  “Flashdance” sempre di Stage\, poi in “Sweeney Todd”\, ne “La febbre del sabato sera”\, in “Evita”… Ma nel 2014 ottiene il ruolo di Rum Tum Tugger nella produzione originale inglese di “Cats” che lo vede applaudito nel Regno Unito\, a Trieste (proprio il Politeama Rossetti era incluso nel tour internazionale) e nel West End di Londra: è una svolta fondamentale. All’estero e in particolare nell’area tedesca\, Filippo Strocchi è oggi una vera stella. \nAccompagnati al pianoforte da Fabio Valdemarin\, i quattro accompagneranno il pubblico attraverso l’incanto di brani tratti dal repertorio dei migliori musical di sempre: “Evita”\, “Waitress”\, “Elisabeth”\, “Anastasia”\, “Sister Act”\, “Notre Dame de Paris”\, “Aladdin” e naturalmente “Tanz der Vampire”. \nLo spettacolo si tiene giovedì 15 ottobre alle 20.30\, i biglietti ancora disponibili si possono acquistare nei consueti punti vendita e sul sito www.ilrossetti.it\, da cui si accede direttamente all’acquisto e alla prenotazione.\nUlteriori informazioni al tel 040-3593511.
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SUMMARY:La Pazza di Chaillot
DESCRIPTION:“Prova aperta al pubblico\, venerdì 2 ottobre alle ore 17\, per “La Pazza di Chaillot” la nuova produzione con cui il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia inaugura la Stagione 2020-2021. Manuela Mandracchia\, Giovanni Crippa e tutti gli interpreti assieme al regista Franco Però\, presenteranno al pubblico questa surreale\, poetica commedia “ambientalista” di Jean Giraudoux”.\nVenerdì 2 ottobre alle ore 17 al Politeama Rossetti il pubblico e la stampa sono invitati ad assistere a una prova aperta de “La pazza di Chaillot”\, la nuova produzione con cui il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia inaugura\, la prossima settimana\, la Stagione 2020-2021. \nLa surreale\, poetica commedia di Jean Giraudoux verrà presentata dalla numerosa compagnia di interpreti\, capitanata da Manuela Mandracchia e Giovanni Crippa: diretti dal regista Franco Però\, gli attori si impegneranno nel proporre al pubblico alcune scene in anteprima. \nScritto negli anni Quaranta\, il testo di Giraudoux è in molti punti antesignano e denuncia chiaramente lo sfruttamento dell’ambiente\, la corrosione della bellezza in favore del bieco guadagno… mali che nel nostro tempo hanno assunto dimensioni drammatiche e che l’autore francese ha avuto la capacità d’intuire e portare sulla scena nei termini leggeri di una favola\, di una commedia. \nGli interpreti\, alla fine della prova\, dialogheranno con la stampa e il pubblico: per partecipare all’iniziativa\, in ottemperanza alle norme legate all’emergenza sanitaria\, sarà necessario iscriversi all’evento al seguente link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-prova-aperta-dello-spettacolo-la-pazza-di-chaillot-123007447587\, oppure\, se impossibilitati\, lasciando i propri dati per il tracciamento all’ingresso\, al personale del Teatro Stabile. \nInformazioni anche sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040-3593511.
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