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SUMMARY:Trieste Film Festival 31 edizione
DESCRIPTION:30+1: dopo i festeggiamenti – speriamo non troppo autocelebrativi – del trentennale dell’anno scorso\, il Trieste Film Festival\, diretto da Fabrizio Grosoli e Nicoletta Romeo\, si tuffa in un nuovo decennio\, facendo tesoro della propria storia (iniziata alla vigilia della caduta del Muro di Berlino) ma allo stesso tempo rimettendosi in gioco con la freschezza di una nuova prima volta. Il giro di boa è compiuto\, adesso si continua a nuotare “sincronizzando” – proprio come fanno le campionesse della Triestina Nuoto nella sigla firmata da Thanos Anastopoulos – le anime del festival\, tra omaggi e scommesse\, azzardo e memoria.\nMai così numerosi come quest’anno\, i “maestri” si affacciano sin dall’apertura\, affidata all’anteprima italiana del nuovo film di un autentico mito della storia del cinema\, Terrence Malick: girato interamente in Europa\, LA VITA NASCOSTA – HIDDEN LIFE (presentato in concorso all’ultimo Festival di Cannes\, e nelle nostre sale dal 9 aprile distribuito da The Walt Disney Company Italia) racconta la storia vera di Franz Jägerstätter\, un contadino austriaco che – richiamato alle armi durante la Seconda guerra mondiale – rifiutò di giurare fedeltà a Hitler\, e per questo fu condannato a morte nell’agosto del 1943. “Un film – spiegano i direttori artistici del TsFF – che ci riguarda da vicino\, non solo in senso geografico\, e che dopo alcune opere molto intime riporta l’autore di La sottile linea rossa a misurarsi con la Storia del Novecento”. \nA chiudere il festival sarà invece Corneliu Porumboiu\, uno dei nomi più eccentrici emersi dalle file del cosiddetto “nuovo cinema rumeno”: ambientato tra Bucarest e le Canarie – più precisamente La Gomera\, l’isola che in originale dà il titolo al film – il suo FISCHIA! (prossimamente nelle sale italiane con Valmyn) è un noir insolito e sorprendente\, che reinventa tutti gli archetipi del genere (il poliziotto corrotto\, la femme fatale irresistibile) con un gusto e un umorismo personalissimi. Non deve stupire\, quindi\, il calore con cui il film è stato accolto dalla critica internazionale l’anno scorso a Cannes\, e l’attesa per la masterclass aperta al pubblico che Porumboiu terrà a Trieste. \nNucleo centrale del programma si confermano i tre concorsi internazionali dedicati a lungometraggi\, cortometraggi e documentari: a decretare i vincitori\, ancora una volta\, sarà il pubblico del festival.
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SUMMARY:Perlasca. Il coraggio di dire no
DESCRIPTION:Ritorna in scena solo mercoledì 15 gennaio al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia “Perlasca. Il coraggio di dire no”\, scritto e interpretato da Alessandro Albertin: è programmato fra gli Eventi speciali.Fin dalla sua prima apparizione allo Stabile regionale\, infatti\, “Perlasca. Il coraggio di dire no” ha conquistato il pubblico\, tanto che la storia dello spettacolo è costellata da sold out\, repliche straordinarie\, compresa una memorabile nella grande sala del Politeama fitta di studenti…  \nIl merito è certo del tema affrontato: quello della Shoah e di una delle esemplari personalità che hanno avuto il coraggio di opporsi al male\, a rischio della propria vita. Ma è sicuramente anche di un protagonista e autore che la critica ha definito “in stato di grazia”: il pubblico regionale conosce bene il talento di Alessandro Albertin\, non soltanto per Perlasca (e tutti gli altri ruoli) che interpreta in questo spetttacolo\, ma anche per le tante ottime prove nelle produzioni del Teatro Stabile\, la più recente ne “I Miserabili” dove interpreta il vescovo Myriel. \nNella messinscena diretta da Michela Ottolini\, Albertin è sempre in scena e in una prova di intensità ed eclettismo da brivido\, dà vita a tutti i personaggi del testo\, collocandoli in un raconto nitido\, che restituisce una fondamentale testimonianza storica. \nLo spettacolo va in scena soltanto mercoledì 15 gennaio alle ore 20.30 alla Sala Assicurazioni Generali: programmato fra gli eventi speciali del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, può essere fruito anche dai possessori di abbonamenti “con le stelle”. Per biglietti e prenotazioni si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti agli altri consueti punti vendita\, o via internet sul sito www.ilrossetti.it. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.
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SUMMARY:Proprietà e atto
DESCRIPTION:Edward Albee\, l’autore di “Chi ha paura di Virginia Woolf” scomparso qualche anno fa\, disse di Will Eno che il suo lavoro era «creativo\, ordinato e\, allo stesso tempo\, caotico ed evocativo. Ha un orecchio splendido e una mente veloce»\, qualità che hanno fatto del drammaturgo statunitense uno dei più originali e rappresentativi indagatori della nostra epoca. Il suo teatro minimale\, apprezzatissimo dal pubblico e dalla critica\, lo ha rivelato al Festival di Edimburgo e lo ha condotto fra i finalisti del Premio Pulitzer nel 2005\, per “Thom Pain” (monologo applaudito nel 2011 anche nella stagione dello Stabile regionale\, nell’interpretazione di Elio Germano): un testo molto legato a “Proprietà ed atto”\, perché propone\, come quest’ultimo\, una riflessione sull’esistenza e sul valore delle nostre vite.\nMostrando spirito e senso dell’ironia fin dalla presentazione\, lo stesso autore anticipa infatti che “Proprietà e atto” «è un monologo interpretato da un uomo che viene da qualche parte imprecisata e che è arrivato qui. Nei suoi esilaranti e strazianti tentativi di comprendere sé stesso e il mondo che gli è rimasto\, o di comprendere noi e il mondo in cui è arrivato\, getta una luce decisamente necessaria sulla nostra esperienza collettiva. Il tempo di esecuzione\, se l’attore non muore o pensa ad altro\, è di circa un’ora». \nLeonardo Lidi\, regista teatrale fra i più seguiti e accreditati nella generazione dei trentenni\, ha scelto per la sua messinscena un interprete singolare ed eclettico\, che sicuramente riserverà alle platee notevoli sorprese: si tratta di Francesco Mandelli\, volto di MTV e di film di successo\, regista\, sceneggiatore\, ma anche musicista\, conduttore televisivo e scrittore\, che si addentrerà con convinzione e intuito nella scrittura poetica e assieme sarcastica di Eno. \n«La drammaturgia di “Proprietà e atto” – sostiene il regista – consente un viaggio indagatore all’interno della figura e del termine “straniero”. Partendo dalla etimologia della parola\, con lo stesso meccanismo grammaticale del protagonista\, Will Eno permette una riflessione sullo stato d’animo di chi si definisce extra\, ex\, strano ed estraneo\, dipingendo un agente alieno piombato sul palcoscenico per ricordarci la nostra inadeguatezza». Aneddoti\, visioni particolari si susseguono sinuosamente nella drammaturgia tratteggiando il senso della memoria\, della solitudine\, l’essere “senza dimora” del protagonista\, sensazioni che alla fine\, però\, appartengono anche a chi lo osserva.
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SUMMARY:Gershwin Suite / Schubert Frames
DESCRIPTION:La MM Contemporary Dance Company presenta il 14 gennaio al Politeama Rossetti di Trieste “Gershwin Suite/Schubert Frames” il nuovo lavoro composto da due coreografie rispettivamente di Michele Merola\, direttore della compagnia\, e di Enrico Morelli\, due interessantissimi artisti nel panorama della danza contemporanea italiana. Lo spettacolo è in programma per il cartellone Danza del Teatro Stabile regionale”.\nNessuno al pari di Franz Schubert ha saputo tessere nella musica sentimenti ed emozioni che continuano a vibrare nell’animo umano: l’amore\, la speranza\, la malinconia…Vive di queste increspature interiori la coreografia che Enrico Morelli ha creato per la MM Contemporary Dance Company e che\, assieme alla seconda parte – “Gershwin Suite” coreografata da Michele Merola – compone la serata che l’ottima compagnia italiana propone al Politeama Rossetti martedì 14 gennaio alle ore 20.30. \nLo spettacolo va in scena nell’ambito del cartellone Danza del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.\nQuello della MM Contemporary Dance Company alla sala Assicurazioni Generali è un ritorno gradito: vi è infatti già stata applaudita nel 2017 con “La sagra della primavera” e “Bolero” e nel 2018 ne “Le Silfidi” e “Pulcinella”. \nAd aprire la nuova esibizione\, sarà “Schubert Frames” declinata sul romanticismo delle partiture del compositore viennese\, vissuto fra il 1797 e il 1828: la coreografia non si assume ambizioni descrittive\, e sceglie invece di abbandonarsi completamente all’ispirazione musicale. Si crea così un’evocazione astratta delle emozioni che l’uomo contemporaneo vive nel profondo\, sullo sfondo di un’epoca stanca\, torbida\, disincantata\, in cui si ritrova ancora e sempre assetato d’amore\, di senso per la propria esistenza\, di speranza di felicità.\nI danzatori tratteggiano itinerari di solitudini e di anime affini attraverso immagini poetiche\, che esprimono la fragilità\, la tenerezza di ognuno davanti ai sentimenti più potenti\, quelli che fanno cambiare\, crescere\, aprire all’amore. Il linguaggio coreografico di Morelli si nutre dell’inesauribile varietà della musica di Schubert fino a diventare un tutt’uno con la sua appassionata mutevolezza. \nI nove danzatori della compagnia passeranno poi al lavoro di Michele Merola\, loro direttore artistico e coreografo principale\, che invita il pubblico – con un salto di due secoli – ad entrare nel mondo di due artisti statunitensi\, che sono vere icone del Novecento: George Gershwin e il pittore Edward Hopper.\n“Gershwin Suite” si sviluppa partendo dai più amati brani del compositore – non mancheranno “Summertime” e “Rhapsody in Blue” – collegati in una composizione nuova da Stefano Corrias.\nL’ispirazione visuale invece arriva dalle suggestioni di quadri di Hopper\, come “New York Movie”\, “Soir Bleu” o “People in the Sun”.\nIl realismo di questo pittore\, il suo modo di “inquadrare” come se guardasse la realtà già attraverso il filtro del cinema\, suggeriscono a Merola una chiave per indagare nell’intimità di situazioni anche della vita quotidiana: ecco allora la delicatezza sussurrata degli assoli e di tanti passi a due\, a cui si alternano momenti d’assieme che esprimono tutta la voglia di vivere e di riscatto che abita la brillante musica di Gershwin. \n“Gershwin Suite” ci propone allora un universo coreografico che riesce a trascolorare fra intimità e dinamismo\, entusiasmo e seduzione\, sullo sfondo di una scenografia molto mutevole\, come un set cinematografico.\nSchubert e Gershwin: un accostamento ardito\, ma riuscito grazie alla robusta preparazione tecnica della compagnia e all’intensità interpretativa dei danzatori e attraverso i linguaggi efficaci\, magnetici di Morelli e Merola\, due fra i più interessanti e quotati coreografi dell’attuale panorama della danza italiana. \nLa MM Contemporary Dance Company è diretta dal coreografo Michele Merola\, fondata nel 1999 con l’intento di promuovere progetti e workshop per favorire scambi e alleanze fra artisti italiani ed internazionali\, testimoni e portavoce della cultura e della danza contemporanea.\nIl repertorio della compagnia\, che ha sede a Reggio Emilia\, è ricco grazie ai lavori di Merola stesso e alle creazioni firmate da coreografi europei ed italiani come Mats Ek\, Gustavo Ramirez Sansano\, Karl Alfred Schreiner\, Emanuele Soavi\, Enrico Morelli.\nNel 2010 la MM Contemporary Dance Company ha vinto il prestigioso Premio Danza&Danza come migliore compagnia emergente e oggi\, è\, a tutti gli effetti\, una realtà di eccellenza della danza italiana\, con una consolidata attività di spettacoli su tutto il territorio nazionale. Da alcuni anni ha conquistato un mercato internazionale esibendosi in paesi europei ed extraeuropei (fra gli altri in Corea\, Colombia\, Canada\, Germania\, Russia\, Marocco).\nNel 2017 la MM Contemporary Dance Company ha vinto il Premio Europaindanza 2017 – Premio al Merito alla coreografia\, per lo spettacolo “Bolero”. \nAllo Stabile regionale lo spettacolo va in scena alla Sala Assicurazioni Generali alle ore 20.30 solo il 14 gennaio. Per biglietti e prenotazioni si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti agli altri consueti punti vendita\, o via internet sul sito www.ilrossetti.it. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.
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SUMMARY:Cita a ciegas
DESCRIPTION:Un cast di primo livello in cui figurano Gioele Dix\, Laura Marinoni\, Elia Schilton\, Silvia Giulia Mendola\, Valentina Bartolo danno vita a un affascinante girotondo d’incontri\, amori\, segrete rivelazioni in “Cita a ciegas” in scena al Politeama Rossetti dall’8 al 12 gennaio per la stagione di Prosa del Teatro Stabile regionale.\n“Cita a ciegas” è il capolavoro di Mario Diament\, scrittore\, giornalista\, autore teatrale argentino\, da tempo trasferitosi a Miami dove insegna giornalismo all’Università.\nApprezzato a livello internazionale\, Diament ha al proprio attivo oltre trenta lavori teatrali\, saggi\, romanzi e una rilevante carriera da corrispondente dall’estero (Europa\, Medio Oriente\, Stati Uniti) e da direttore di importanti quotidiani. «È un intellettuale interculturale – lo definisce la regista Andrée Ruth Shammah che per la prima volta in Italia allestisce “Cita a ciegas” – un emigrato (a New York e in Israele prima di stabilirsi in Florida) ed esule che scrive della e sull’Argentina\, sull’identità e sull’isolamento\, tanto come fece il grande Borges».\n“Cita a ciegas” è il suo testo più rappresentato: al debutto a Buenos Aires sono seguiti cinque anni di cartellone ed il successo è stato deciso in tutto il Sud America\, ma anche negli Stati Uniti\, a Parigi\, Stoccolma\, Spagna\, Ungheria…\nLo interpreta Gioele Dix che seduto “al buio” nel parco\, tende in realtà potenti dinamiche emotive con gli altri personaggi e li aiuta a “vedere” profondamente nel loro intimo\, nelle loro passioni e nel loro destino.\nSembra sia il caso a governare questo girotondo di rivelazioni\, ossessioni\, legami: un bancario (Elia Schilton\, da poco applaudito ne “Il gatto” alla Sala Bartoli) siede un giorno accanto allo scrittore e gli confida la sua crisi di mezza età e il suo amore frustrante per una scostante giovane scultrice (Valentina Bartolo). Il destino la porterà poco dopo sulla stessa panchina a raccontare all’anziano la sua storia con un uomo maturo (il bancario). Ci si sposta poi nello studio di una psicologa (Silvia Giulia Mendola) durante una seduta con un’assistita (Laura Marinoni): il loro dialogo rivela che la prima è moglie del bancario (con cui avrà poi un duro confronto) mentre la seconda è l’infelice madre della scultrice. Il cerchio si chiude quando la signora sosta a propria volta sulla panchina e lo scrittore riconosce in lei la donna che molti anni prima incrociò in una metropolitana\, innamorandosene all’istante. \nAlla Sala Assicurazioni Generali lo spettacolo replica alle ore 20.30 dall’8 all’11 gennaio e domenica 12 gennaio alle ore 16. Per biglietti e prenotazioni si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti\, agli altri consueti punti vendita\, o via internet sul sito www.ilrossetti.it. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.
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SUMMARY:Canto Libero
DESCRIPTION:Ritorna al Politeama Rossetti dopo il clamoroso successo del 2015 “Canto Libero”: non un semplice concerto ma un grande spettacolo che omaggia il periodo d’oro della storica accoppiata Mogol – Battisti. Sul palco\, un ensemble di musicisti affiatati e già rodati nel corso di lunghe carriere\, che portano avanti questo comune progetto con grande determinazione.\nDopo aver riempito piazze e teatri in giro per l’Italia (e anche in Slovenia\, Croazia e Montenegro)\, il primo grande riconoscimento del loro valore artistico arriva a fine 2015 proprio al Politeama Rossetti di Trieste\, in occasione di un concerto che vede anche la partecipazione straordinaria di Mogol in persona. L’esperienza si ripete ad aprile 2017\, quando Mogol torna sul palco con la band nella data udinese per l’ennesimo sold out al Giovanni da Udine\, e ad agosto 2017 a Grado\, riconfermando un rapporto di stima e collaborazione che si ripeterà più volte in future.\n\nCon la produzione della Good Vibrations Entertainment\, “Canto Libero” nasce da un’idea di Fabio “Red” Rosso\, già lead vocalist di varie band\, e la direzione di Giovanni Vianelli. La band propone uno spettacolo che omaggia sì Battisti e Mogol\, ma che va ben oltre alla semplice esecuzione di cover dei brani dei classici del repertorio dei due: Canto Libero\, infatti\, rilegge gli originali mantenendo una certa aderenza ma cercando di non risultare mera copia\, mettendoci la propria personalità e sensibilità musicale e facendo emergere anche tutta l’anima blues e rock che Battisti aveva.\n\nLa voce di Fabio “Red” Rosso\, il pianoforte e la direzione musicale di Giovanni Vianelli\, le chitarre di Emanuele “Graffo” Grafitti e Luigi Di Campo\, Alessandro Sala al basso e alla programmazione computer\, la batteria di Jimmy Bolco\, le percussioni e la batteria di Marco Vattovani\, Luca Piccolo alle tastiere\, le splendide voci di Joy Jenkins e Michela Grilli\, i video di Francesco Termini e l’eccezionale ingegnere del suono Ricky Carioti (fonico anche di Elisa) rileggono “La canzone del sole”\, “Una donna per amico”\, “Ancora tu”\, “E penso a te”… e gli altri grandi successi di Battisti che hanno fatto e fanno tuttora sognare intere generazioni.\n\nI biglietti saranno in vendita a partire dalle ore 10:00 di giovedì 26 settembre alle biglietterie del teatro\, online su www.ilrossetti.it\, Ticketone.it\, Vivaticket.it e nei punti vendita autorizzati. Tutte le informazioni sono consultabili sul sito www.ilrossetti.it
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SUMMARY:Valzer per un mentalista
DESCRIPTION:“Dal 2 gennaio riprendono le repliche di “Valzer per un mentalista” di Davide Calabrese e Fabio Vagnarelli\, per la regia di Marco Lorenzi\, già molto applaudito nella prima tranche del 2019. Prodotto dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia lo spettacolo è un affascinante crossing fra prosa e magia: il mnemonista Vanni De Luca con gli attori Andrea Germani e Romina Colbasso coinvolgono il pubblico intrecciando sfida\, memoria\, finzione\, verità”.\nDopo il successo della prima tranche di recite\, alla fine del 2019\, riprendono il 2 gennaio alla Sala Bartoli le repliche di “Valzer per un mentalista” progetto che il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ha commissionato a Davide Calabrese e Fabio Vagnarelli per la drammaturgia e affidato al regista Marco Lorenzi. \nÈ una creazione singolare ed innovativa un affascinante crossing tra uno spettacolo di prosa e di magia\, alla ricerca di un’esperienza e di un territorio nuovi. Vi è impegnata una compagnia di talenti decisi e giovani\, tutti\, dagli attori ai creatori\, ben “under 35”. \nL’idea parte dall’incontro del direttore del Teatro Stabile\, Franco Però\, con il regista Marco Lorenzi e la compagnia de Il Mulino di Amleto (ospiti la scorsa stagione allo Stabile con un’applaudita  messinscena di “Platonov”) e dal desiderio lavorare sul tema della mente umana\, degli studi che la riguardano\, dei suoi misteri.  Lo Stabile\, già da più stagioni è infatti impegnato a trattare sulla scena anche argomenti scientifici\, e recente è il successo di “Tra parentesi. La vera storia di una impensabile liberazione” di e con Peppe Dell’Acqua e Massimo Cirri\, sul tema della rivoluzione basagliana. E infine la passione per il mentalismo di Davide Calabrese e Fabio Vagnarelli – due degli Oblivion – con cui lo Stabile ha un rapporto di grande reciprocità…  \n«“Valzer per un mentalista” è un lavoro di equilibrio davvero affascinante. Credo che in questo carattere di grande novità sia il motivo che mi ha spinto ad abbracciare una sfida come questa. Se ci penso bene\, non conosco niente che possa assomigliare ad uno spettacolo come questo\, che si propone di non essere né uno spettacolo di prosa\, né uno spettacolo di magia\, ma di essere entrambi e forse anche qualcosa di più. Ovvero una scommessa per una forma nuova e avvincente. Qualcosa che porti gli spettatori e gli attori in un gioco con regole nuove. Con il quale riconsegnare al pubblico alcune domande per me davvero importanti: cosa saremmo noi senza la memoria del nostro passato’ Cosa saremmo senza la possibilità di immaginare il nostro domani’ E infine\, la ricerca della verità è davvero legata al nostro desiderio della felicità’» il regista Marco Lorenzi introduce con queste riflessioni “Valzer per un mentalista”\, che ha portato in scena attraverso un linguaggio colto e stimolante\, che si avvale di potenti contaminazioni. Questo fin dalla composizione del cast: due attori della compagnia dello Stabile del Friuli Venezia Giulia – Andrea Germani e Romina Colbasso – e un mentalista: si tratta di Vanni De Luca\, che stupisce la platea per la straordinaria forza della sua mente\, ma certo anche per la sua eccellente espressività in scena. \nLo spettacolo si ambienta nella Trieste del 1919. Un giovane uomo completamente privo di memoria viene rinchiuso nel manicomio cittadino. Lì Nemo (Vanni De Luca) – questo il nome assegnato al misterioso uomo senza passato – incontra la dottoressa Martha Bernard (Romina Colbasso) che sperimenta insieme a lui la tecnica della psicanalisi\, allora agli albori. Ma c’è anche un altro strano paziente con cui Nemo condivide la stanza di degenza: Edi (Andrea Germani). Tre personaggi diversi tra loro\, ma che sembrano essere le molte facce di una stessa medaglia. Un sistema di scatole cinesi in cui niente è come sembra e che annoda le vicende dei protagonisti in un vero e proprio Valzer continuamente spiazzante: la dottoressa Bernard sembra perseguire la missione di riabilitare il giovane senza memoria e contemporaneamente affrancare la dottrina psicanalitica agli occhi dei colleghi detrattori; Edi è intento a smontare gli entusiasmi del compagno di stanza e a ricordargli quanto la condizione del malato mentale sia irreversibile; Nemo\, completamente smarrito dalla perdita della sua identità\, è attanagliato da paure\, speranze\, incubi atroci e abilità straordinarie che emergono suo malgrado.  \nNodi che si sciolgono in un finale che ci ricorda come non ci si debba fidare delle apparenze e che la realtà è sempre più complessa di ciò che sembra. “Valzer per un mentalista” si propone di catapultare il pubblico all’interno di una vicenda avvincente e di metterlo nella condizione di sﬁdare le capacità mentali di Nemo. Memoria\, finzione\, verità ed intrattenimento si fondono e si confondono in un contesto onirico nel quale ci sembrerà di muoverci come in un sogno. \nLe repliche proseguiranno fino al 12 gennaio\, con inizio alle ore 19.30 di martedì e venerdì\, di mercoledì\, giovedì e sabato alle ore 21 e di domenica alle ore 17. Per biglietti e prenotazioni si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti\, agli altri consueti punti vendita\, o via internet sul sito www.ilrossetti.it. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.
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SUMMARY:Lo Schiaccianoci
DESCRIPTION:“Il Russian Classical Ballet apre la Stagione della Danza del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia con “Lo Schiaccianoci” nella coreografia di Petipa in scena il 23 dicembre al Politeama Rossetti. Il balletto viene presentato nel perfetto rispetto della tradizione del balletto russo\, fra tecnica elevatissima\, costumi delicati e intensità interpretativa”.\nSono diplomati nelle più prestigiose scuole coreografiche di Mosca\, San Pietroburgo\, Novosibirsk e Perm i ballerini ed i solisti che compongono la compagnia del Russian Classical Ballet che porta anche quest’anno\, il 23 dicembre\, sul palcoscenico del Politeama Rossetti un soffio della più sognante tradizione del balletto\, con “Lo Schiaccianoci”.\nIl Russian Classical Ballet\, infatti\, fin dalla fondazione avvenuta nel 2005 a Mosca ambisce a conservare integralmente la tradizione russa della danza e a proporla nel mondo\, dove la compagnia è sempre invitata\, in ragione della sua elevata qualità artistica. \nLo spettacolo – in data unica – apre la stagione della Danza del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. \nDiretto da Evgeniya Bespalova e Denis Karakashev il Russian Classical Ballet sarà dunque protagonista di una preziosa edizione di questo amato titolo del repertorio ottocentesco\, nella splendida coreografia di Marius Petipa e sulle incantevoli musiche di Piotr Ilic Ciajkovskij. Non mancheranno fondali dipinti e costumi delicati che aiuteranno il pubblico ad entrare nell’atmosfera fiabesca del racconto di E.T.A. Hoffmann\, da cui il libretto prende ispirazione. \nAllo Stabile regionale lo spettacolo va in scena alla Sala Assicurazioni Generali alle ore 20.30 lunedì 23 dicembre. Per biglietti e prenotazioni si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti agli altri consueti punti vendita\, o via internet sul sito www.ilrossetti.it. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.
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SUMMARY:Harlem Gospel Choir
DESCRIPTION:È il più famoso coro gospel del mondo e uno dei più longevi. Fondato nel 1986 da Allen Bailey per le celebrazioni in onore di Martin Luther King\, l’Harlem Gospel Choir è formato dalle più raffinate voci e dai migliori musicisti delle Chiese Nere di Harlem e di New York e gira il mondo condividendo la gioia nella Fede e raccogliendo fondi da devolvere in opere di bene. \nScelti anche dagli U2 nel 1988 per il video di “I Still Haven’t found What I’m Looking For”\, in oltre 30 anni di grandiosa carriera l’Harlem Gospel Choir ha sempre cercato di oltrepassare barriere culturali unendo nazioni e persone e condividendo attraverso la propria musica il messaggio di amore\, pace e armonia con migliaia di persone di nazioni e culture diverse.\n\nSono l’unico coro gospel ad essersi esibito per due Papi (Giovanni Paolo II e Benedetto XVI)\, due Presidenti degli Stati Uniti d’America (Carter e Obama)\, la Famiglia Reale\, Nelson Mandela e in eventi di rilievo mondiale\, quali l’International Broadcast Memorial a Times Square per Michael Jackson\, il 60° compleanno di Elton John e tantissimi altri. Vere e proprie superstar mondiali hanno voluto inoltre collaborare con loro: da Bono degli U2 a Keith Richards dei Rolling Stones\, dal Maestro Andre Rieu a Diana Ross\, dai The Chieftains a Ben Harper e Pharrell Williams. Nell’ultima edizione dei Grammy Awards hanno cantato assieme a Sam Smith\, una delle più importanti voci contemporanee\, riconfermando che le loro armoniose voci sono davvero senza tempo e senza fine. \n \nOgni loro concerto è entusiasticamente contagioso\, un giro sulle montagne russe del canto e della danza: un’autentica celebrazione del migliore Gospel. A dicembre l’Harlem Gospel Choir parte in tour con un nuovissimo show\, che li vedrà cantare sui principali palchi di tutti il mondo i più famosi brani della tradizione gospel\, da Oh Happy Day ad Amazing Grace\, alternati a brani gospel contemporanei\, alcuni successi pop riarrangiati e rivisitati in chiave gospel e uno speciale omaggio al grande Prince.\n\nA grande richiesta torneranno al Politeama Rossetti di Trieste con uno speciale doppio appuntamento: sabato 21 dicembre alle ore 21:00 e domenica 22 dicembre alle ore 16:00\, saranno gli unici due concerti in Friuli Venezia Giulia\, organizzati da VignaPR in collaborazione con il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. \n\nI biglietti saranno in vendita a partire dalle ore 10:00 di giovedì 26 settembre alle biglietterie del teatro\, online su www.ilrossetti.it\, Ticketone.it\, Vivaticket.it e nei punti vendita autorizzati. Tutte le informazioni sono consultabili sul sito www.ilrossetti.it
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SUMMARY:(tra parentesi) la vera storia di un’impensabile liberazione
DESCRIPTION:Più di cinquanta repliche\, cinquemila spettatori\, lo spettacolo teatrale (Tra parentesi)\, prodotto dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia oggi è diventato un libro. racconto-testimonianza della “rivoluzione” basagliana entra a far parte dei titoli della Collana 180 delle Edizioni Alpha Beta Verlag di Merano.  \nIl volume sarà presentato al pubblico sabato 21 dicembre alle ore 18.00 al Caffè Rossetti di Trieste\, con ingresso libero: Sergia Adamo\, critica letteraria e docente dell’Università degli Studi di Trieste terrà le redini dell’incontro con gli autori Peppe Dell’Acqua e Massimo Cirri\, la regista Erika Rossi e Franco Però\, direttore de Il Rossetti\, che ha fortemente voluto lo spettacolo\, prodotto in occasione del quarantesimo anniversario dell’approvazione della legge 180.  \nNelle pagine intense di “(tra parentesi) La vera storia di un’impensabile liberazione”  (2019\, Euro 12\, pp. 152) quella “rivoluzione” impensabile prende di nuovo vita. Peppe Dell’Acqua racconta gli anni memorabili trascorsi con Basaglia quando la malattia mentale fu messa “tra parentesi” e i malati\, da internati senza più un nome\, tornarono a essere cittadini\, persone\, individui. Lo fa con delicatezza e non senza emozione\, dipanando il filo dei ricordi e inanellando curiosi aneddoti\, incalzato da un partner d’eccezione\, Massimo Cirri. così forma un dialogo narrativo che ricostruisce la vicenda umana e professionale di Franco Basaglia\, dall’esperienza goriziana fino all’apertura del manicomio di Trieste con il corteo di Marco Cavallo per le vie cittadine.  \n<> commenta Massimo Cirri.
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SUMMARY:Canto di Natale. Buon Natale Mister Scrooge!
DESCRIPTION:“Diretti da Luciano Pasini\, dal 13 al 29 dicembre i giovani allievi dell’Associazione StarTs Lab sono protagonisti alla Sala Bartoli di “Canto di Natale. Buon Natale Mister Scrooge!”\, il nuovo spettacolo prodotto dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia liberamente tratto dalla celebre favola di Charles Dickens”. \nOgni “prima”\, anche per gli attori più navigati\, è un momento delicato e di particolare tensione… Ma alla Sala Bartoli l’emozione sarà addirittura tangibile la sera del 13 dicembre\, quando debutterà “Canto di Natale. Buon Natale Mister Scrooge!” il nuovo spettacolo che il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia produce con l’Associazione StarTs Lab e con protagonisti gli allievi che per tutto l’anno hanno studiato la splendida arte del teatro.\nGiovani attori – fra i 6 e i 18 anni – che si impegnano per molti pomeriggi\, lungo tutta la stagione\, e che passo dopo passo imparano i segreti della dizione\, della musica e del canto\, dello “stare in scena”… competenze che richiedono concentrazione e applicazione oltre che un pizzico di talento naturale e la voglia di sfidare i propri limiti. \nA giudicare dall’ormai lunga storia della Scuola diretta da Luciano Pasini – coadiuvato da Noemi Calzolari per l’educazione al linguaggio e da Daniela Ferletta per l’educazione musicale – e dall’entusiasmo con cui i ragazzi vi si avvicinano e vi si impegnano\, queste doti non mancano e\, correttamente coltivate\, germoglieranno in futuro forse in qualche attore professionista\, sicuramente in spettatori molto più preparati e consapevoli della complessità e delle fatiche che determinano ogni “alzata di sipario”. \nProseguendo nella scelta di portare in scena grandi classici della letteratura per ragazzi\, quest’anno la scelta è caduta su “A Christmas Carol”  di Charles Dickens\, una delle favole natalizie più amate al mondo\, scritta a metà Ottocento ma davvero universale per la forza e il messaggio che racchiude.  \nLuciano Pasini ne ha tratto “Canto di Natale. Buon Natale Mister Scrooge!” di cui è anche il regista: vi recitano due cast numerosi che si alternano in scena ogni sera fino al 29 dicembre\, in una sequenza di repliche che entrano nella regolare programmazione dello Stabile.  \nDel tutto particolare e ancor più elettrizzante sarà invece la doppia “matinée” del 17 dicembre\, quando i giovani attori reciteranno “Canto di Natale” esclusivamente per spettatori coetanei delle scuole di Trieste\, che affolleranno per due repliche successive ogni posto disponibile nella grande sala del Politeama Rossetti.  \n«In un’epoca “social” dove la velocità è tutto e l’unica cosa che sembra contare è l’essere sempre “connessi” con tutto e tutti – commenta Luciano Pasini – per fortuna rimangono i “classici” a farci rallentare\, a farci ricordare quei valori fondamentali che la velocità del vivere moderno ci fa talvolta perdere di vista. E allora\, forse\, scopriamo l’altro\, quello vicino a noi che la velocità e l’egoismo non ci avevano mai consentito di conoscere. Questa dovrebbe essere la vera connessione col mondo e i classici ci aiutano a non perdere di vista le grandi possibilità dell’animo umano».  \nE allora ecco materializzarsi sul palcoscenico i lampioni di una strada londinese fredda e nebbiosa\, ma scaldata dai tipici “carols” natalizi (i giovani attori ne interpretano alcuni\, dimostrando la consueta formazione “a 360 gradi”)\, ed il buio ufficio di Mister Scrooge\, che resta sordo ad ogni tenerezza e ad ogni calore. A “connetterlo” e a restituirgli empatia verso il mondo che lo circonda\, penseranno i tre spiriti del Natale Passato\, del Natale Presente e del Natale Futuro. \nAlla Sala Bartoli lo spettacolo replica dal 13 al 29 dicembre secondo il seguente calendario: venerdì 13 dicembre ore 19.30\, sabato 14/12 ore 21\, domenica 15/12 ore 17\, mercoledì 18 /12 ore 19.30\, giovedì 19/12 ore 21\,  venerdì 20 /12 ore 19.30\, sabato 21/12 ore 19.30\, domenica 22 /12 ore 17\, venerdì 27 /12 ore 19.30\, sabato 28/12 ore 19.30\, domenica 29/12 ore 17. \nI biglietti ancora disponibili si possono acquistare alla Biglietteria del Politeama Rossetti agli altri consueti punti vendita\, o via internet sul sito www.ilrossetti.it. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.
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SUMMARY:Canto di Natale
DESCRIPTION:«In un’epoca “social” dove la velocità è tutto e l’unica cosa che sembra contare è l’essere sempre “connessi” con tutto e tutti\, per fortuna rimangono i “classici” a farci rallentare\, a farci ricordare quei valori fondamentali che la velocità del vivere moderno ci fa talvolta perdere di vista. E allora\, forse\, scopriamo l’altro\, quello vicino a noi che la velocità e l’egoismo non ci avevano mai consentito di conoscere. Questa dovrebbe essere la vera connessione col mondo e i classici ci aiutano a non perdere di vistale grandi possibilità dell’animo umano» scrive Luciano Pasini\,direttore della Scuola StarTs Lab che è molto apprezzata per il lavoro di formazione al teatro dei ragazzi e per i tanti piacevoli spettacoli realizzati con protagonisti i giovani allievi attori.Ma Pasini non è un semplice direttore: è l’anima dei progetti della scuola\, nonché il regista e il riferimento nella creazione dei saggi che – dopo una stagione di lavoro con i ragazzi – germogliano in veri e propri spettacoli inseriti nella programmazione del Teatro Stabile\, adatti al pubblico dei “coetanei”\, delle scuole\, e non solo. La necessità e l’attenzione che il regista esprime verso i classici\, si traducono quest’anno in una pièce dal fondamentale messaggio di apertura verso il prossimo\, “Canto di Natale. Buon Natale Mister Scrooge!” liberamente tratto da “A Christmas Carol” di Charles Dickens. Grazie al prezioso contributo formativo assicurato da Noemi Calzolari per l’educazione al linguaggio e Daniela Ferletta per l’educazione musicale\, gli allievi interpretano lo spettacolo recitando\, cantando\, muovendosi in scena a 360 gradi. Il loro lavoro è dunque ricco di contaminazioni e volto a una comunicazione piena\, fresca\, spontanea e moderna\, senza nulla perdere della serietà con cui i ragazzi si accostano al “mestiere dell’attore” né del senso profondo dell’originale dickensiano. \nIl romanzo forse più celebre dell’autore britannico\, “A Christmas Carol” è stato pubblicato a metà Ottocento e pur essendo una delle favole natalizie più amate al mondo\, diffonde anche una potente critica alla società dell’epoca e un universale monito a guardare con sensibilità e generosità chi ci circonda. Un esempio di letteratura adatta ai giovani\, di altissimo livello e portatrice di input fondamentali per la riflessione. \nDopo successi molto amati – da “Il Mago di Oz” al “Gian Burrasca”\, da “Ventimila leghe sotto i mari” al più recente “Un’altra Cenerentola” – susciterà dunque attesa anche questo titolo\, che si inserisce perfettamente nell’offerta del periodo natalizio.
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SUMMARY:La Tempesta
DESCRIPTION:“Renato Carpentieri in una grande prova d’attore interpreta Prospero ne “La Tempesta” di Shakespeare\, diretto da Roberto Andò. Lo spettacolo è in scena al Politeama Rossetti di Trieste dall’11 dicembre per la stagione di Prosa del Teatro Stabile regionale. Martedì 10 dicembre alle 18 al CaféRossetti Peter Brown terrà una prolusione al capolavoro shakespeariano\, a ingresso libero”.\nUn Prospero “autorevole\, monumentale\, nobile\, incantatorio…” Renato Carpentieri dona una prova d’attore davvero raffinata e accolta con grande favore dalla critica nel ruolo del protagonista de “La Tempesta” di Shakespeare in scena al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia da mercoledì 11 a domenica 15 dicembre per il cartellone di Prosa. \nLo spettacolo\, prodotto dallo Teatro Biondo di Palermo e diretto da Roberto Andò\, colto regista cinematografico e teatrale\, ha affrontato il capolavoro shakespeariano attraverso a una lettura e un’interpretazione affascinanti e ad un allestimento allusivo e sorprendente\, con Ariel che invece di volare appare da segrete finestrelle e i personaggi che si muovono in una scena invasa tangibilmente dall’acqua del mare e dagli spruzzi della tempesta. \nÈ come se il regista osservasse gli eventi attraverso la mente grandiosa di Prospero mentre svela alla figlia il “mistero dell’esistenza”. Ed in questo mistero sono presenti nodi tematici che ci appartengono e tuttora non sappiamo completamente sciogliere: la percezione dell’“altro” dal mondo occidentale\, il gioco di realtà e illusione\, l’incantesimo della mente\, il pericolo del complotto e dell’usurpazione\, il mistero della giovinezza e l’incombere della fine. \n«Penso che “La tempesta” sia un geniale omaggio al teatro – dice il regista – e una delle commedie più profonde che siano state dedicate al senso della vita. È l’opera della rigenerazione\, dove il naufrago\, il disperso\, l’usurpato ritrovano il filo interrotto delle loro esistenze. Se c’è una ragione per cui ancora oggi questa commedia ci parla\, è nell’idea\, per nulla semplice o banale\, che l’essere umano sia destinato a convivere con la tempesta\, e che dopo ogni tempesta debba fare chiarezza dentro di sé». \nIl grande mago Prospero vive su una misteriosa isola del Mediterraneo assieme alla figlia Miranda\, allo spirito Ariele e allo “schiavo”\, il mostro umano Calibano. Vi è giunto fortunosamente anni prima\, quando il fratello lo ha spodestato dal ducato di Milano abbandonandolo su una piccola barca. Ma ora è la caravella del traditore a veleggiare poco lontano e Prospero gli scatena contro una tempesta: la nave fa naufragio. Tutti però si salvano. Il mago fa in modo che i flutti portino il re di Napoli\, Alonso\, suo figlio Ferdinando\, suo fratello Sebastiano\, il duca di Milano Antonio in luoghi diversi: Ferdinando si troverà vicino a Prospero e Miranda così che i giovani si incontreranno e innamoreranno profondamente. Il re di Napoli e il duca di Milano dovranno invece attraversare tutta l’isola\, mentre i marinai Stefano e Trinculo conosceranno Calibano e assieme progetteranno un vano colpo di stato. Anche Sebastiano ed Antonio – non pago delle malefatte del passato – complotteranno contro Alonso\, ma falliranno e questi conserverà il regno i Napoli. Il tempo delle vendette è passato e il saggio Prospero si accontenta di riportare l’ordine\, e perdonare: con un grande spettacolo celebra le nozze di Miranda e Ferdinando e\, sotterrata la bacchetta magica\, ritorna con gli altri in Europa\, lasciando a Calibano l’isola e il caos. \nÈ celebre e ricca di sortilegio la trama de “La Tempesta”\, un testamento teatrale per Shakespeare\, perfettamente congegnato drammaturgicamente\, poetico\, universale\, che ha stimolato la fantasia dei migliori artisti di ogni tempo\, e di cui si sono date messinscena davvero memorabili\, come quella di Giorgio Strehler per il Piccolo Teatro alla fine degli anni Settanta  e successivamente quella di Peter Brook. \nDi notevole pregio il cast che Roberto Andò ha impegnato in questa nuova\, applaudita messinscena:	Renato Carpentieri (Prospero)\, Giulia Andò (Miranda)\, Filippo Luna (Ariel)\, Vincenzo Pirrotta (Calibano)\, Paolo Briguglia (Ferdinando)\, Gianni Salvo (Gonzalo/ Iris)\, Paride Benassai (Trinculo\, Antonio)\, Francesco Villano (Stefano\, Alonzo). \nMartedì 10 dicembre alle ore 18 al CaféRossetti Peter Brown\, direttore della British School del Friuli Venezia Giulia terrà in lingua italiana una prolusione al capolavoro shakespeariano.\nGiovedì 12 dicembre alle 18 sempre al CaféRossetti avrà luogo invece un incontro di approfondimento su “La Tempesta” in lingua inglese\, sempre tenuto da Peter Brown. L’ingresso  ad entrambi gli eventi sarà libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. \nAlla Sala Assicurazioni Generali lo spettacolo replica alle ore 20.30 dall’11 al 14 dicembre e domenica 15 dicembre va in scena alle ore 16. Per biglietti e prenotazioni si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti agli altri consueti punti vendita\, o via internet sul sito www.ilrossetti.it. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.
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SUMMARY:Aggiungi un posto a tavola
DESCRIPTION:Nel prezioso e mitico allestimento originale\, con la grande arca che si costruisce scena dopo scena davanti agli occhi del pubblico\, e i divertenti numeri coreografici sulle musiche di Trovajoli\, ritorna al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia “Aggiungi un posto a tavola” di Garinei & Giovannini. \nDal 5 all’8 dicembre nell’ambito del cartellone Musical ed Eventi\, la nuova edizione della deliziosa commedia musicale\, divenuta un vero classico\, riempirà il Politeama Rossetti di allegria e canto. \nGianluca Guidi racconta così l’emozione di quando gli è stato proposto di essere protagonista e regista di uno dei titoli più amati del teatro italiano: «Rimettere in scena “Aggiungi un posto a tavola”! Quando Alessandro Longobardi mi ha chiesto di tentare questa impresa\, l’entusiasmo è salito subito alle stelle; poi (un po’ come Don Silvestro che col martello\, guardando l’arca spalle al pubblico\, dice “… va bene farò da solo… da solo” per poi crollare su sé stesso) il senso della realtà ha avuto la meglio. Il Teatro di Garinei & Giovannini non è mai stato facile da riproporre\, paradossalmente\, nemmeno per loro stessi. La genesi di numerosi spettacoli concepiti dalla celeberrima coppia era sempre un perfetto mix di idee autoriali\, costruzione registica collaudata\, team creativo d’eccellenza\, e\, non ultimo\, l’apporto interpretativo di veri e propri mostri sacri del palcoscenico\, testimoni ultimi di una generazione attoriale e di una professione ormai in via d’estinzione. (…) Il dovere di un regista dovrebbe essere quello di non tradire gli autori… soprattutto (visto il vantaggio che comporta) in casi ove la materia è consolidata e soprattutto di comprovato successo. “Aggiungi un posto a tavola” è una favola che parla d’amore\, di accoglienza\, di vita nuova da inventare e\, possibilmente\, migliorare\, di esseri umani che hanno la possibilità di creare un mondo nuovo… e perché no’ Anche di fede… minuscola per la scrittura ma assolutamente maiuscola se intesa come fiducia in se stessi\, nel prossimo e nel futuro».\nNon si poteva trovare un interprete più preparato di Gianluca Guidi né un regista più sensibile e attento per questa messinscena\, preziosa\, accurata\, a cui il produttore Longobardi ha assicurato un cast eccellente d’artisti (accanto a Guidi (Don Silvestro)\, recitano Marco Simeoli (Sindaco Crispino)\, Piero Di Blasio (Toto)\, Camilla Nigro (Clementina)\, Francesca Nunzi (Ortensia) ed Enzo Garinei che è “La Voce di Lassú”). Inoltre è notevole l’assieme creativo: fondamento di un successo che ha già al suo attivo tre stagioni di repliche con oltre 160 mila spettatori\, un ulteriore arricchimento per l’incredibile palmarès di questa commedia musicale. \n“Aggiungi un posto a tavola” va in scena alle ore 20.30 dal 5 al 7 dicembre\, per la pomeridiana di sabato 7 e per domenica 8 dicembre alle ore 16. Per biglietti e prenotazioni si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti agli altri consueti punti vendita\, o via internet sul sito www.ilrossetti.it.\nInformazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.
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SUMMARY:Il gatto
DESCRIPTION:“Alvia Reale ed Elia Schilton straordinari interpreti dell’odio coniugale fra Marguerite ed Émile\, i coniugi protagonisti de “Il gatto” commedia tratta dall’omonimo romanzo di Georges Simenon. Lo spettacolo\, firmato da Roberto Valerio è in scena alla Sala Bartoli  dal 3 all’8 dicembre per il cartellone Altri Percorsi dello Stabile regionale”. \nSono necessari due grandi interpreti per duettare in un testo come “Il gatto” di Georges Simenon: infatti non è semplice portare in scena la tensione continua e nevrotica che connota il rapporto fra i due protagonisti del celebre romanzo da cui Fabio Busotti ha tratto un incalzante testo teatrale. \nDiretti da Roberto Valerio\, danno loro vita sul palcoscenico Alvia Reale ed Elia Schilton e trovano per Marguerite ed Émile – gli sfortunati e terribili coniugi in questione – straordinarie\, inattese chiavi espressive e di analisi. \nAlla Sala Bartoli\, i due si fronteggeranno dal 3 all’8 dicembre protagonisti appunto de “Il Gatto” di Simenon\, in programma per il cartellone Altri Percorsi del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. \n«Il silenzio ostinato è la cifra della loro esistenza\, un nutrimento vivo ed essenziale che li unisce vigorosamente ed instancabilmente» spiegano le note alla messinscena.\nIl famoso romanziere belga\, uno fra i più letti del XX secolo – creatore del popolare personaggio del commissario Maigret\, ma prolifico autore di molti scritti psicologici\, noir\, oltre che gialli – ha infatti immaginato un tipo di legame del tutto particolare per l’uomo e la donna al centro di uno dei suoi migliori romanzi\, forse il più fulminante\, cattivo\, geniale.  \nAllo Stabile regionale lo spettacolo replica alle ore 19.30 martedì 3 dicembre e alla stessa ora venerdì 6 dicembre; il 4\, il 5 e il 7 dicembre le repliche si succedono alle ore 21 e domenica 8 dicembre va in scena la pomeridiana alle ore 17. Per biglietti e prenotazioni si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti agli altri consueti punti vendita\, o via internet sul sito www.ilrossetti.it. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.
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SUMMARY:Kobane calling on stage
DESCRIPTION:Tratto dal libro di ZEROCALCARE.È vocazione del cartellone “Altri percorsi” dare spazio alla drammaturgia contemporanea\, all’innovazione e alla contaminazione di linguaggi: ecco allora che nella Stagione 2019-2020\, è stato scelto un nuovo ambito di indagine\, in cui i codici del palcoscenico si armonizzano all’universo\, carico di possibilità e fantasia\, del fumetto.
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SUMMARY:La grande storia dell’impressionismo
DESCRIPTION:Arriva finalmente anche a Trieste “La grande storia dell’impressionismo”\, lo straordinario racconto-spettacolo creato da Marco Goldin che mette in scena l’incanto della pittura da Monet a Van Gogh\, entusiasmando il pubblico dei principali teatri italiani con delle bellissime musiche originali e una produzione visiva davvero unica che dà vita ai quadri degli impressionisti.
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SUMMARY:Patti Smith
DESCRIPTION:Cantautrice\, poetessa e soprattutto icona vivente assoluta\, la “sacerdotessa” del rock\, nella sua carriera di oltre quaranta anni\, ha attraversato il punk diventandone l’icona\, analizzato il mondo in tutte le sue forme d’arte\, attraverso la musica\, la fotografia\, la poesia\, i romanzi\, la pittura e la scultura\, lasciando un segno indelebile in ogni sua espressione. Amata\, discussa\, potente e idealista\, Patti Smith è un vero e proprio mito musicale per tutte le generazioni e tra gli artisti più importanti e influenti di sempre.\nIl nuovo tour “Words and Music” (prodotto da Imarts) – sul palco con Tony Shanahan alla chitarra e al pianoforte – partirà il prossimo 26 novembre dal Politeama Rossetti di Trieste e proseguirà nei teatri di città italiane selezionate attentamente dall’artista sulla base della loro bellezza e unicità artistica.\nPer la prima volta Patti Smith arriva in concerto a Trieste\, città scelta espressamente dall’artista rimasta affascinata dalla sua cultura mitteleuropea. La cantautrice ha già dichiarato di voler ripercorrere gli itinerari di Svevo\, Joyce\, Rilke\, Saba e approfondire la conoscenza dei luoghi più importanti della città.\nI biglietti per l’atteso ed esclusivo appuntamento saranno in vendita a partire dalle ore 10:00 di giovedì 4 luglio online su Ticketone.it\, sul sito del Rossetti\, sul circuito sloveno Eventim.si\, nei punti vendita autorizzati e alle biglietterie del Teatro Rossetti. Il concerto del 26 novembre 2019 a Trieste\, prima data del suo nuovo tour\, è organizzato da VignaPR e il Politeama Rossetti – Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.
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SUMMARY:Nel tempo degli Dei
DESCRIPTION:Il nuovo spettacolo di Marco Paolini è in scena al Politeama Rossetti\, dal 27 novembre all’1 dicembre: l’artista\, amatissimo dal pubblico dello Stabile regionale non poteva mancare dalla programmazione con questo “Nel tempo degli dei. Il Calzolaio di Ulisse” che lo vede coautore assieme a Francesco Niccolini\, immerso nelle musiche dal vivo di Lorenzo Monguzzi\, diretto da Gabriele Vacis e attorniato sul palco da Saba Anglana\, Elisabetta Bosio\, Vittorio Cerroni\, Lorenzo Monguzzi\, Elia Tapognani. Lo spettacolo è ospite del cartellone di Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. \nMarco Paolini studia da anni la figura di Ulisse e – come spesso accade nell’iter creativo di questo artista – un’evoluzione molto articolata lo ha condotto a “Nel tempo degli déi”. Un primo racconto dal titolo “U” va in scena addirittura nel 2003 nel sito archeologico di Carsulae e vede il racconto di Paolini intrecciarsi alle improvvisazioni musicali di Giorgio Gaslini e Uri Cane. Poi un lungo momento di riflessione e nel 2013\, in occasione del progetto “Odyssey” di Robert Wilson al Piccolo Teatro di Milano\, Marco Paolini si occupa nuovamente di Odissea in una rilettura al Teatro Strehler. È il volano di un intenso periodo di ricerca\, di una forte ispirazione e di un’urgenza creativa che sfociano nel 2017 nei primi studi per trovare la lingua e la storia della “Piccola Odissea Tascabile”. Nel 2018 all’Estate Teatrale Veronese va in scena “Il Calzolaio di Ulisse” in forma d’oratorio\, che fonde parola recitata e cantata e dopo un’altra pausa in cui decantare l’esperienza\, ecco che per l’artista – affiancato dal coautore Francesco Niccolini e dal regista Gabriele Vacis – arriva il momento di varare “Nel tempo degli dèi”\, che nel marzo scorso è stato presentato al Teatro Strehler\, coprodotto con il Piccolo di Milano\, e che ora viene applaudito a Trieste e in tutta Italia.\nNon è facile immaginare quanto intenso\, travagliato\, entusiasmante\, possano essere il percorso creativo che conduce a uno spettacolo e la profondità di lavoro di un artista come Paolini. \nGiovedì 28 novembre alle 17.30 al CaféRossetti si terrà l’incontro GALASSIA PAOLINI. CONVERSAZIONE MIGRANTE tra MARCO PAOLINI e ROBERTO CANZIANI in cui si parlerà dello spettacolo ma anche dei vent’anni di “Jolefilm” luogo di elaborazione e di produzione dell’attività di Marco Paolini. L’ingresso sarà libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. \nA Trieste lo spettacolo replica alle ore 20.30 dal 27 al 30 novembre e domenica 1 dicembre alle ore 16. Per biglietti e prenotazioni si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti agli altri consueti punti vendita\, o via internet sul sito www.ilrossetti.it. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.
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SUMMARY:Rumori fuori scena
DESCRIPTION:“Una perfetta macchina comica\, “Rumori fuori scena” di Michael Frayn\, che arriva al Politeama Rossetti dal 20 al 24 novembre nella regia di Valerio Binasco che ne è anche interprete\, assieme agli affiatati attori della Compagnia dello Stabile di Torino.  L’esilarante commedia che dal debutto a Londra nel 1982 è costantemente portata in scena in tutto il mondo è ospite del cartellone Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Domani\, martedì 19 novembre alle 17.30 prolusione sullo spettacolo al Café Rossetti con Peter Brown”. \n“Rumori fuori scena” di Michael Frayn: un cult del teatro comico contemporaneo\, arriva al Politeama Rossetti dal 20 al 24 novembre\, nell’accurato allestimento firmato da Valerio Binasco per il Teatro Stabile di Torino: compagnia perfettamente accordata\, testo fra i più divertenti mai scritti\, lo spettacolo è in programma nel il cartellone di Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. \nPrimo atto: una sgangherata compagnia d’attori è alle prese con la prova generale di un nuovo lavoro teatrale\, un’esilarante pochade. Gli spettatori\, per una volta\, dalla platea vengono messi a parte di un momento che di solito resta segreto\, e sorridere delle tensioni\, dei vuoti di memoria e delle esilaranti improvvisazioni degli interpreti durante le prove.\nSecondo atto: lo spettacolo è in scena e il pubblico è invitato a sbirciare il “dietro le quinte” di una replica. La scenografia – firmata da Margherita Palli – si “rovescia” e il backstage svela tutto ciò che – dalla platea – non si potrebbe mai immaginare: tic\, isterie\, rivalità fra gli attori\, ripicche\, errori che rischiano continuamente di compromettere la riuscita dello spettacolo.\nTerzo atto: la prospettiva è nuovamente quella “regolare”\, il pubblico è in platea e vede lo spettacolo… durante la tournée. È una replica ormai stanca\, con la pièce resa quasi irriconoscibile dalle nevrosi e dai comportamenti sconsiderati dei membri del cast. A partire dal regista\, rigoroso ed esigente\, ma troppo incline ad amoreggiare con le giovani attrici\, per arrivare all’attricetta bella ma sciocca\, all’interprete impegnato – anche troppo – ad analizzare ogni gesto e ogni sillaba della propria parte\, all’attore frustrato e incline all’alcol… Si salverà il lavoro o si è destinati al naufragio’\nTre cambi di prospettiva e tre visioni diverse\, ma sempre molto esilaranti\, sul mondo del teatro e sui suoi protagonisti – che altro non sono che un “campione” di umanità in cui ritrovarsi con leggerezza – fanno di “Rumori fuori scena” un testo davvero speciale\, che intreccia il metateatro ad una scrittura comica perfetta\, capace di non perdere nessuna sfumatura\, gioco di equivoci\, occasione di divertimento\, battuta…\nL’autore\, Michael Frayn\, è uno dei più interessanti e versatili scrittori inglesi contemporanei: giornalista e opinionista per “The Observer”\, è anche autore di una decina di romanzi\, traduttore molto apprezzato di Cechov\, e se non bastasse\, ha firmato opere filosofiche e molto teatro\, passando – in quest’ambito – da perfette macchine comiche (come “Rumori fuori scena”) a testi di tutt’altro tenore (basti pensare alle dissertazioni profonde di “Copenhagen”) e mantenendo costanti un’ammirevole capacità di scrittura e una notevolissima raffinatezza stilistica. \n“Rumori fuori scena” ha debuttato a Londra nel 1982 ed è stato subito un trionfo: il testo\, amato dagli attori per le mille possibilità che l’autore offre al loro talento e dal pubblico che ne esce esilarato\, è diventato un cult internazionale. Dieci anni dopo ne è stata tratta una bella edizione cinematografica diretta da Peter Bogdanovich e interpretata tra gli altri da Michael Caine e Christopher Reeve. \nOra sul palcoscenico del Rossetti lo spettacolo arriva in una ricca edizione firmata da Valerio Binasco. Fin dalla recente prima nazionale\, la stampa ha registrato il divertimento del pubblico e gli applausi a scena aperta per la piéce: un’accoglienza che non stupisce\, se si pensa alla qualità dell’affiatata compagnia dello Stabile di Torino e alla perizia di un regista (qui anche interprete\, proprio nel ruolo del regista) che ha una lunga e felice frequentazione con i meccanismi della commedia e con grandi autori come Goldoni\, Shakespeare\, Molière. \nDirettore artistico del Teatro Stabile di Torino\, Valerio Binasco ha spesso orientato le sue scelte registiche verso il teatro contemporaneo\, con lavori da Pinter\, Fosse\, Paravidino\, McPherson\, che si sono alternati ai grandi classici\, come il “Don Giovanni” di Molière\, programmato nella stagione 2017/2018 con grande successo di critica e pubblico. Ha vinto cinque premi Ubu\, tra cui quello del 1998 per la sua interpretazione del personaggio di Amleto diretto da Carlo Cecchi e quello del 2004 per il ruolo di Polinice nell’“Edipo a Colono” diretto da Mario Martone\, e due Premi dell’Associazione Nazionale dei Critici di Teatro. La giuria del Premio “Le Maschere del Teatro Italiano 2018” gli ha conferito il premio per la migliore regia per lo spettacolo “La Cucina” di Arnold Wesker. Nella sua carriera è stato diretto dai più importanti registi italiani (Martone\, Comencini\, Giordana\, Ozpetek)\, nel 2016 Binasco è stato nominato per il David di Donatello come miglior attore non protagonista per il film “Alaska” di Claudio Cupellini. \nUna interessante prolusione allo spettacolo sarà tenuta dal direttore della British School del Friuli Venezia Giulia\, Peter Brown\, domani – martedì 19 novembre – alle ore 17.30 al Café Rossetti. Come sempre\, l’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. \nA Trieste lo spettacolo replica alle ore 20.30 fino al 23 novembre e domenica 24 novembre alle ore 16. Per biglietti e prenotazioni e per acquistare nuovi abbonamenti si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti agli altri consueti punti vendita\, o via internet sul sito www.ilrossetti.it. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.
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SUMMARY:The Choir of Man
DESCRIPTION:Arriva a Trieste in prima ed in esclusiva nazionale “The Choir of Man” che dopo essere stato uno degli eventi più applauditi e amati dalla critica all’Edinburgh Fringe Festival 2017 (dove ha debuttato)\, e dopo una trionfale tournée nel Regno Unito\, in Australia e America\, debutta al Politeama Rossetti.
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SUMMARY:Previdenza e Provvidenza
DESCRIPTION:Martedì 12 novembre\, alle ore 17.30\, il Teatro Politeama Rossetti di Trieste ospiterà “Previdenza e Provvidenza”\, un suggestivo appuntamento culturale promosso dal “Cortile dei Gentili”\, dipartimento del Pontificio Consiglio della Cultura per il dialogo tra credenti e non credenti\, e organizzato in collaborazione con Assicurazioni Generali.\nL’incontro si propone di aprire una riflessione multidisciplinare sul significato e sulla storia della Previdenza e della Provvidenza\, ponendo in dialogo esponenti del mondo laico e cattolico\, chiamati a confrontarsi sull’attualità socio-economica\, ma anche sull’aspetto etico-spirituale del tema. \nSul palco del Teatro interverranno il Card. Gianfranco Ravasi\, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura\, il Prof. Massimo Bray\, Direttore Generale dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani\, la Prof.ssa Paola Severino\, Vicepresidente dell’Università LUISS Guido Carli\, il dott. Gabriele Galateri di Genola\, Presidente di Assicurazioni Generali e il Dott. Marco Sesana\, Country Manager & CEO di Generali Italia e Global Business Lines. La conversazione\,  moderata da Antonio Polito\, Vicedirettore del Corriere della Sera\, si completerà con l’intervento di Simone Bemporad\, Direttore Comunicazione e Public Affairs di Assicurazioni Generali che introdurrà l’iniziativa The Human Safety Net\, la fondazione del Gruppo che ha l’obiettivo di generare un impatto di lungo termine nella vita delle persone più vulnerabili\, affinchè possano esprimere il loro potenziale\, migliorando le comunità in cui vivono.  \nAd arricchire la conversazione ci sarà una performance teatrale dell’attore Giovanni Scifoni\, che metterà in scena alcuni dei passi più significativi de “I promessi sposi” di Alessandro Manzoni e de “I Miserabili” di Victor Hugo. \n «“Previdenza” e “provvidenza” – commenta il Card. Ravasi – nella loro radice etimologica contengono entrambe il verbo “vedere”: la “pre-videnza”\, tuttavia\, rimanda a un “prima” temporale\, alla prudenza\, alla lungimiranza\, a una pianificazione futura. La “pro-vvidenza”\, invece\, evoca la benevolenza\, un atto gratuito a favore dell’uomo\, donato per amore. Sono\, in un certo senso\, parole tra loro sorelle\, che nella società contemporanea rimandano però a due universi differenti\, quello della fede e della trascendenza\, e quello legislativo\, socio-economico e politico. A Trieste affronteremo entrambe le dimensioni\, da un punto di vista laico e cattolico\, nel vero spirito del “Cortile dei Gentili”: ci interrogheremo sul significato di “bene comune”\, sul confine tra bisogni materiali e bisogni spirituali e sulle principali sfide economiche e culturali del nostro tempo.” \nL’evento è gratuito\, aperto al pubblico e alla stampa\, fino ad esaurimento posti. Per partecipare è necessario ritirare il proprio biglietto presso il botteghino del Teatro\, dal martedì al sabato\, dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30.
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SUMMARY:triesteXmanuel
DESCRIPTION:Lunedì 11 novembre 2019 alle ore 20.30 si terrà al Politeama Rossetti di Trieste\, con la coorganizzazione del Comune di Trieste e del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, il concerto/spettacolo di beneficenza ideato e coordinato da Fabrizio Somma a favore  di Manuel Bortuzzo. \nLa serata\, dedicata al giovane nuotatore triestino Manuel Bortuzzo è il primo evento del genere organizzato in Italia a suo favore.\nLo spettacolo verrà condotto da Rosanna Bubola e “disturbato” da Flavio Furian.\nManuel sarà presente e verrà intervistato dal giornalista Alberto Bollis\, vicedirettore de Il Piccolo. \nL’evento avrà come protagonisti i seguenti artisti che hanno aderito da subito gratuitamente all’evento nel senso della solidarietà civile (tribute band e giovani emergenti triestini in ordine alfabetico): ACQUA & SALE – AMIR & ALEKSANDRA – BLUES METROPOLITANO – DENNIS FANTINA – EMPORIO DANZA – FABIO RED ROSSO & GIOVANNI VIANELLI – GABRIELE GRIECO – DUO INDACO – I SOLITI POOH – MAGAZZINO COMMERCIALE – NICOLE PEROSSA – PINKOVER – RESPECT A NIGHT FOR ARETHA – REWIND – SWING DEAL\nLa direzione artistica è composta da: STEFANO GASPERINI – ELVIO MORATTO – PAOLO MUSCOVI – ARIELLA PETELIN – DAVID SYON \nDurante la serata verranno eseguiti brani inediti d’autore e cover delle più famose band italiane ed internazionali. Il filo conduttore sarà l’acqua\, elemento naturale del nostro protagonista\, ma anche soprattutto l’amicizia\, il coraggio\, il desiderio di riscatto e la forza di carattere\, messaggio per i giovani e tutte le persone che non devono rassegnarsi nei momenti di difficoltà ma continuare a desiderare la Vita. \nLa prevendita dei biglietti inizierà il 24 ottobre alla Biglietteria del Politeama Rossetti e negli altri punti vendita e circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e prevede un prezzo speciale per gli under 25.\nIl ricavato al netto delle spese sarà devoluto a Manuel Bortuzzo\, nella prosecuzione di tutte le iniziative intese a promuovere una campagna di crownfunding destinata esclusivamente\, a provvedere alle necessità attuali e future del giovane triestino\, ferito nel vile agguato e rimasto paralizzato alle gambe dallo scorso febbraio.
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SUMMARY:Le ultime lune
DESCRIPTION:“Andrea Giordana è il protagonista de “Le ultime lune” di Furio Bordon\, da mercoledì 6 a domenica 10 novembre in scena al Politeama Rossetti\, nel nuovo allestimento diretto da Daniele Salvo. Completano l’eccellente cast Galatea Ranzi e Luchino Giordana. Lo spettacolo è ospite del cartellone di Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia”.\nDa mercoledì 6 novembre il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ospita nel proprio cartellone di Prosa una nuova edizione de “Le ultime lune”\, capolavoro di Furio Bordon.  \nPortato in scena nella regia di Daniele Salvo\, il toccante testo trova in Andrea Giordana un protagonista sensibile – molto apprezzato dalla critica e dal pubblico – che ha trovato una propria ammirevole via d’introspezione per plasmare l’immagine dell’anziano professore al centro della commedia. Una figura capace di far riflettere\, sorridere e toccare nervi scoperti nel suo rapporto con il figlio (Luchino Giordana\, figlio anche in arte) e con il ricordo della moglie (l’intensa Galatea Renzi) morta tanti anni prima\, ma con cui non smette di tenere una tenera\, immaginaria conversazione. \n“Le ultime lune”\, assieme a “La notte dell’angelo” e a “Un momento difficile” – tutte opere dell’autore triestino\, che il pubblico ha già avuto modo di applaudire al Politeama Rossetti nelle stagioni passate – compongono una trilogia che ruota intorno al nodo emozionale di vecchiaia e infanzia\, le due età della debolezza\, gli anni in cui l’individuo è più vulnerabile\, più esposto a prevaricazioni\, violenze\, umiliazioni\, in cui la fortuna di essere nati diventa troppo spesso fatica di vivere e amarezza.  \nEd è combattendo l’amarezza con l’ironia dell’intelligenza che\, ne “Le ultime lune”\, il vecchio professore di lettere\, in attesa che il figlio torni dall’ufficio per accompagnarlo in una Casa di riposo\, conversa con la moglie morta. È un dialogo al tempo stesso amoroso e conflittuale. Come commossa e crudele sarà l’ultima discussione con il figlio. Nel secondo atto\, lo si ritroverà anni dopo\, rintanato come ogni pomeriggio nella soffitta della “Villa”\, intento a sfogliare un vecchio album di fotografie e a esercitare la sua ironia confidandosi con una piantina di basilico e una sedia vuota.  \n«Dal punto di vista stilistico – scrive Furio Bordon – questa trilogia (della quale “Le ultime lune” devono considerarsi la pietra fondante) rappresenta per me l’ormai definitiva identificazione del palcoscenico come il luogo della libertà assoluta\, un luogo in cui tutto diventa possibile: i vivi dialogano con i morti\, i morti con i morti\, i ricordi\, i rimorsi\, i desideri si fanno personaggi\, ciò che esiste si confronta con ciò che non esiste più o che non è mai esistito\, ma soprattutto\, chi ha sempre taciuto può parlare e chi ha sempre perduto può trovare il suo riscatto. In un luogo simile non funziona più alcun vincolo naturalistico\, alcun tracciato spazio-temporale\, ma solo la grande legge del teatro\, in forza della quale tutto quanto accade in scena\, nel momento stesso in cui accade e per il solo fatto di accadere è credibile e vero. Non c’è il quotidiano lassù sulla scena\, ma il teatro\, non la verità del reale\, ma quella dell’immaginazione. Ne “Le ultime lune” la figura della moglie morta è un’allucinazione del vecchio protagonista o è una presenza fantasmatica’ Non lo so e non mi interessa saperlo. Forse sono sia una cosa che l’altra. Io so solo che siamo su un palcoscenico\, luogo sospeso fra cielo e terra\, nel quale\, come ci insegna Amleto\, “esistono più cose di quanto la tua filosofia conosca”». \n“Le ultime lune” ha debuttato a Venezia nel 1994: dell’edizione prodotta dallo Stabile del Veneto è  protagonista Marcello Mastroianni: due anni di repliche e un’interpretazione entrata nella leggenda teatrale. Seguono l’edizione televisiva dello spettacolo veneziano con Marcello Mastroianni e un’edizione radiofonica con Gastone Moschin. Nel 2001 nuova edizione teatrale con Gianrico Tedeschi che la replica per 10 stagioni consecutive. Ma lo spettacolo è costantemente riallestito anche all’estero\, con grande successo. \nL’autore\, Furio Bordon è nato e vive a Trieste.\nA 26 anni lascia la professione di avvocato per dedicarsi al lavoro teatrale.\nRegista e scrittore\, ha diretto il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, il Teatro Romano di Trieste\, il Mittelfest Prosa di Cividale. La sua narrativa comprende: “A gentile richiesta” (Mondadori 1974\, Finalista ai premi L’Inedito\, Sila\, Viareggio – Sellerio 2009)\, “Il canto dell’orco” (Longanesi 1985\, Finalista Premio Dessì – Sellerio 2007)\, “La città scura” (Marsilio 1994)\, “Stanze di famiglia” (Garzanti\, 2016\, Premio Settembrini 2017). \nIl suo teatro è stato allestito e tradotto all’estero in venti lingue e in trenta Paesi. (Prix du Theatre 1998 a Bruxelles. In Italia Premio IDI 1994\, Premio Internazionale Flaiano 2010 e Premio Volterra per la drammaturgia 2019). \n“Le ultime lune” va in scena nell’ambito del cartellone di Prosa alla Sala Assicurazioni Generali dal 6 al 10 novembre. Lo spettacolo inizia alle ore 20.30 tutti i giorni tranne la domenica in cui la replica è pomeridiana\, alle ore 16. \nPer biglietti e prenotazioni e per acquistare nuovi abbonamenti si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti\, agli altri consueti punti vendita\, o via internet sul sito www.ilrossetti.it. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511.
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DESCRIPTION:Anno 2122. Ellen Ripley e i suoi compagni di viaggio percorrono distanze siderali a bordo della Nostromo. Destinazione: Terra. Captato un segnale proveniente dal pianeta LV-426\, l’astronave però cambia rotta e…  Il resto è storia. Storia del cinema.Nel quarantesimo anniversario di Alien\, gli Incontri di futurologia decollano proprio dal film cult di Ridley Scott per esplorare le origini del capolavoro cinematografico che ha segnato il genere fanta-horror. Ma accompagnano i fan anche a conoscere la scienza dell’ipersonno.\nIl capitano Dallas e il resto dell’equipaggio\, infatti\, sono ibernati per poter affrontare il lungo viaggio spaziale. \nMa davvero l’ibernazione può essere sfruttata per la futura esplorazione interplanetaria’ L’Agenzia spaziale europea e la Nasa ci stanno lavorando perché ne intravedono i vantaggi. Intanto vi ricorre Saturnino\, l’alieno venuto dalla Terra\, per raggiungere Drakon in cerca di scampo dalla fine del mondo. Saturnino è un migrante spaziale. Lo diventeremo anche noi per fuggire dalla Terra in fiamme’ \nAncora una volta le conversazioni mattutine del TS+FF esploreranno il confine tra scienza e fantascienza\, per riflettere sul cortocircuito che si innesca tra fiction e realtà. E così tra docs & talks\, ci interrogheremo sul futuro della nostra specie intercettando segnali dal presente. \nParleremo dunque di migrazioni forzate provocate dal cambiamento climatico\, della troppa plastica che soffoca il nostro pianeta ma anche della necessaria transizione energetica per mitigare il riscaldamento globale e le sue conseguenze catastrofiche\, dopo la sbornia di carbone\, petrolio e gas. Perché se senza queste fonti non sarebbe stato possibile il progresso civile e tecnologico che abbiamo conosciuto\, oggi è evidente che non sono più sostenibili. \nE analizzeremo lo sviluppo dell’intelligenza artificiale e i suoi effetti sulla nostra vita: tema ricorrente in molti film della selezione ufficiale al Trieste Science+Fiction Festival 2019. Quale\, per esempio\, l’impatto di robot che sanno raccontare barzellette\, parlare di musica\, film e libri\, cucinare\, pulire casa\, accudire bambini e anziani e anche fare sesso’ Non più fantascienza\, ma realtà: perché i sex robot sono già tra noi e fanno discutere. \nTutti gli incontri sono ad ingresso libero.
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SUMMARY:L’infinito tra parentesi
DESCRIPTION:“Maddalena Crippa e Giovanni Crippa\, sono gli eccellenti protagonisti de “L’infinito tra parentesi” di Marco Malvaldi\, giallista\, scrittore e chimico che nel testo ha ricreato un “duello” fra cultura umanistica e sapere scientifico\, usando un tono agile e seducente. Diretta da Piero Maccarinelli la nuova produzione del Teatro Stabile regionale debutta alla Sala Bartoli del Politeama Rossetti\, il 29 ottobre e vi replica fino al 17 novembre.  Poi in tournée italiana”.\n«La scienza e la letteratura sono entrambe figlie del cervello dell’uomo – sostiene Marco Malvaldi autore de “L’infinito tra parentesi”–  e conoscere entrambe ci permette di costruire scorciatoie. Ponti che collegano posti lontani in modo veloce\, sfruttando meglio la rete di comunicazione del nostro cervello. Non scordiamocelo mai; la tentazione è forte\, ogni giorno».\nIl tema\, che Malvaldi ha trattato inizialmente in un saggio omonimo\, diviene ora materia teatrale: a dargli forma drammaturgica è stato lo stesso autore\, indotto da Piero Maccarinelli\, regista che già in passato (firmando “La domanda della regina”) ha collaborato con il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia nell’indagine dedicata al mondo della scienza\, affrontato attraverso i linguaggi del palcoscenico. Nella produzione di questo spettacolo hanno collaborato con lo Stabile del Friuli Venezia Giulia\, il Teatro della Toscana – Teatro Nazionale e Mittelfest 2019 \nNe “L’infinito tra parentesi” Marco Malvaldi mette a frutto tutto il suo istinto di affermato scrittore e giallista\, e tutta la sua sapienza di chimico per inscenare un un “duello” interessante fra due linee che percorrono ogni aspetto della nostra esistenza: scienza e umanesimo.\nEcco allora che la cifra dello spettacolo si annuncia del tutto particolare. Lo stile di Malvaldi è agile e divulgativo\, induce a riflettere ma diverte e seduce\, e viene perfettamente incarnato in ogni sua sfumatura e valorizzato in ogni potenzialità dalla bravura di Maddalena e Giovanni Crippa. \nAl centro dello spettacolo dunque\, due protagonisti di assoluto spessore: straordinaria carriera internazionale per lei\, duttile e raffinatissima\, eccellenti traguardi per lui\, fra gli attori prediletti di  Luca Ronconi al Piccolo di Milano\, profondo\, emozionante in ogni interpretazione… \nMaddalena Crippa interpreta Francesca\, accademica di Letteratura\, che invita a cena il fratello Paolo Borghesi (Giovanni Crippa)\, docente di fisica nello stesso ateneo. L’uomo ha intrapreso la complessa scalata alla carica di rettore. L’attesa spasmodica dei risultati\, gli equilibri fra voti e candidature\, il gioco di ipotesi e rivelazioni messo in campo da Francesca (qui si evidenzia l’anima di giallista dell’autore) sono davvero intriganti.\nSi resta così catturati dalla trama\, che però è anche pretesto per innescare quel confronto fra sapere scientifico e umanistico che sa volare alto\, e fa vibrare la mente e il cuore passando da enunciazioni scientifiche a delicati versi poetici (va ascoltata con attenzione l’incantevole poesia di Wisława Szymborska interpretata da Maddalena Crippa!)\, dalla complessità delle scoperte di Dirac e Oppenheimer alle giocose intuizioni di Paperino\, o alle note de “Il chimico” di De André che Giovanni Crippa restituisce in modo sinceramente toccante. Chissà se alla fine vincerà il duello la cultura scientifica o quella umanistica… Lo spettacolo non dà una risposta\, ogni spettatore può trovarne una propria. Ma una cosa\, di certo\, chiarisce: come fra le due non debbano esserci barriere\, perché il loro denominatore comune\, che offre loro senso e respiro\, è unico\, ed è l’essere umano. \nDopo il debutto in anteprima accolto con grande successo al Mittelfest lo scorso luglio\, lo spettacolo replica a lungo alla Sala Bartoli dal 29 ottobre al 17 novembre. Di martedì e venerdì lo spettacolo inizia alle ore 19.30; mercoledì\, giovedì e sabato l’orario d’inizio è alle ore 21 e la domenica lo spettacolo è pomeridiano\, alle ore 17. \nPer biglietti e prenotazioni e per acquistare nuovi abbonamenti si suggerisce di rivolgersi alla Biglietteria del Politeama Rossetti\, agli altri consueti punti vendita\, o via internet sul sito www.ilrossetti.it. Informazioni anche al numero del Teatro 040.3593511. \nL’INFINITO TRA PARENTESI\ndi Marco Malvaldi\ncon Maddalena Crippa\, Giovanni Crippa\nregia di Piero Maccarinelli\nscene di Maurizio Balò\nmusiche di Antonio Di Pofi\nluci di Alessandro Macorigh\nproduzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, Teatro della Toscana – Teatro Nazionale\, Mittelfest 2019 \nLA TOURNÉE\nDopo le date di Trieste\, lo spettacolo sarà in tournée a Torino (19-24 novembre)\, Gemona (27 novembre)\, Codroipo (28 novembre)\, Udine (29-30 novembre)\, Cervignano (1 dicembre)\, Milano (3-15 dicembre)\, Firenze (7-12 gennaio)\, Palermo (14-19 gennaio).
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SUMMARY:Trieste Science Plus Fiction
DESCRIPTION:Dal 29 ottobre al 3 novembre Trieste sarà ancora una volta Fantascienza!\nUna settimana di film in anteprima nazionale e internazionale\, cortometraggi\, classici e cult; universi paralleli e viaggi spaziali\, mostre e mostri\, concerti e dj set\, laboratori\, esperimenti\, alabarde spaziali e raggi fotonici!\nTrieste Science+Fiction Festival\, la principale manifestazione italiana dedicata alla fantascienza ritorna al Politeama Rossetti\, al Teatro Miela e al Cinema Ariston.
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SUMMARY:L'ingenua curiosità - Jacopo Starace
DESCRIPTION:È Jacopo Starace quest’anno ad illustrare il festival. Il fumettista più giovane di sempre\, col suo stile immaginifico\, ci regala un manifesto sospeso tra sogno e utopia\, con echi che rimandano al Giudizio Universale di Michelangelo e ai mondi di Moebius:\n“La mia idea di fantascienza racconta l’evoluzione dei luoghi d’incontro e di aggregazione. Se in passato abbiamo avuto Horti\, Salotti e Café\, oggi immagino un grande convivio informatico in cui la coscienza collettiva dà origine alla “grande rete”\, zona di conoscenza e libertà ma anche di dubbio e menzogna. I nostri apparecchi spalancano finestrelle luminose da cui assorbiamo un nettare mediatico gustoso ma a quale prezzo’ Informazioni di ogni genere riposano con noi nel nostro nido di comfort\, in attesa di essere assimilate e riproposte ad altre persone in una continua esplosione di incontri e scontri ideologici\, tale e quale al big bang universale.\nChe sia questo incontro un nuovo inizio glorioso\, un nuovo step evolutivo per il grande cervello’ Oppure il principio di una prima grande glaciazione informatica’” \nMa questo convivio fantascientifico non è altro che una delle molte rappresentazioni dell’universo interno dell’autore\, quasi contemplativo\, che richiama momenti nostalgici soprattutto legati all’infanzia\, per sua stessa ammissione. è proprio questa sua poetica personale di ingenua curiosità che ci accompagna in un universo visionario composto da ricerche e attese\, di curiosità e scoperte. Ogni immagine è la cristallizzazione di un attimo che introduce a qualcosa che andrà a scatenarsi di lì a poco\, in un vortice nel momento in cui la realtà incontra i sogni in un vortice di meraviglia: di fronte ad essi si sente subito il frinire delle cicale\, il ronzio estivo delle luci al neon e il suono ovattato di quando si immerge la testa nell’acqua.\nI suoi disegni hanno la capacità di bloccare il tempo in una crisalide di colori di primo acchito malinconici ma che regalano poi la saldezza e potenza di un ricordo che rivive nel presente\, dentro al quale ci si rifugiare solo chiudendo la porta della propria cameretta.
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SUMMARY:L’onore perduto di Katharina Blum
DESCRIPTION:“Debutta in prima nazionale il 22 ottobre 2019 alla Sala Assicurazioni Generalidel Politeama Rossetti\, “L’onore perduto di Katharina Blum” di Heinrich Böll\,\nnuova produzione con cui il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia inaugura la\nStagione 2019-2020. Un avvincente giallo e un’antesignana critica al mondo della\ncomunicazione\, fra fake news e “macchine del fango”\, in cui Franco Però dirige\nnei ruoli dei protagonisti Elena Radonicich e Peppino Mazzotta. Repliche a\nTrieste fino al 27 ottobre\, poi in tournée italiana. Grazie al contributo della\nFondazione benefica Kathleen Foreman Casali a partire dalla prima si\nsperimenta l’ascolto dello spettacolo in cuffia per chi ha problemi d’udito”. \nIn una scenografia che gioca con simultaneità\, opacità\, trasparenze\, improvvise illuminazioni\, e che\nmetaforicamente allude al rigore della protagonista\, si muovono i personaggi de “L’onore perduto di\nKatharina Blum”: spettacolo tratto dall’omonimo romanzo breve\, graffiante\, sorprendentemente\nantesignano che Heinrich Böll pubblica nel 1974. \nL’idea di portarlo dalla pagina alla scena è di Franco Però – regista e direttore del Teatro Stabile del\nFriuli Venezia – che ne ha riconosciuto la forza e l’incisività con cui “parla” al nostro presente\, e\nche ne ha affidato l’adattamento a Letizia Russo\, autrice molto colta e ispirata.\nNe saranno interpreti Elena Radonicich nel ruolo del titolo e Peppino Mazzotta (l’avvocato Hubert\nBlorna) – ottimi attori di teatro\, che il grande pubblico conosce per i ruoli sostenuti al cinema e in\nfortunate fiction (per lei “La porta rossa”\, lui è l’ ispettore Fazio de “Il commissario Montalbano”) –\nattorniati da alcuni attori di riferimento dello Stabile: Emanuele Fortunati (Alois Sträubleder)\, Ester\nGalazzi (Trude Blorna)\, Riccardo Maranzana (Werner Tötges\, giornalista)\, Francesco Migliaccio\n(Erwin Beizmenne\, commissario capo)\, Jacopo Morra (Walter Moeding\, commissario assistente)\,\nMaria Grazia Plos (Else Woltersheim\, madrina di Katharina). \nÈ una coproduzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, con gli Stabili di Napoli e Catania.\nIl debutto sarà martedì 22 ottobre al Politeama Rossetti di Trieste\, Sala Assicurazioni Generali.\nA partire dalla prima il pubblico\, in particolare coloro che hanno difficoltà d’udito\, avrà una\npiacevole sorpresa: grazie a un contributo della Fondazione Benefica Kathleen Foreman Casali\, lo\nStabile regionale avvia in fase sperimentale l’ascolto in cuffia dello spettacolo.
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SUMMARY:(Tra parentesi) la vera storia di un’impensabile liberazione
DESCRIPTION:“In occasione di un importante convegno internazionale che si tiene a Trieste \, ritorna in scena solo il 23 settembre alla Sala Bartoli “(Tra parentesi) la vera storia di un’impensabile liberazione”. La produzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia racconta la rivoluzione basagliana attraverso la testimonianza di Massimo Cirri e Peppe Dell’Acqua\, diretti da Erika Rossi”. \nIn occasione del Convegno Internazionale della Scuola Internazionale Franca e Franco Basaglia – The Practice of Freedom intitolato “Good Practice Services: Promoting Human Rights & Recovery in Mental Health” che si terrà a Trieste dal 23 al 26 Settembre 2019\, il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ripropone il 23 settembre alle ore 21 alla Sala Bartoli “(Tra parentesi) la vera storia di un’impensabile liberazione”\, concepito\, scritto e portato in scena da Massimo Cirri e Peppe Dell’Acqua per la regia di Erika Rossi. \nLo spettacolo è stato un grande successo al debutto dello scorso ottobre\, tanto da essere riproposto a maggio 2019 sempre alla Sala Bartoli ed un esito altrettanto positivo\, fra commozione e sold out\, ha ottenuto in ogni tappa della tournée. Già applaudito da oltre 5000 persone\, continua ad essere proposto a livello nazionale e in occasione dell’importante convegno in programma a Trieste sarà un’occasione ulteriore di conoscenza e riflessione. \n“(Tra parentesi) la vera storia di un’impensabile liberazione” sarà proposto ai convegnisti e aperto a tutti gli spettatori interessati\, che potranno acquistare i biglietti a partire da giovedì 19 settembre nei consueti punti vendita del Teatro Stabile regionale. Avranno il costo di 19 euro a prezzo intero con riduzione a 16 euro (over 65 e under 26) e una speciale riduzione a 12 euro per gli abbonati del Teatro Stabile. \nMassimo Cirri e Peppe Dell’Acqua possiedono un punto di vista privilegiato sul tema della Legge Basaglia\, su una rivoluzione fondamentale per tutti ma tanto più significativa nella regione e nella città dove è nata…\n«Quando il direttore del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, Franco Però\, ha proposto a Massimo Cirri\, conduttore radiofonico\, psicologo e amico mio carissimo\, a Erika Rossi\, giovane regista triestina e a me di fare qualcosa in occasione dei 40 anni della legge 180\, ho pensato che scherzasse» ricorda ora Peppe Dell’Acqua. «Per più di un mese ho tenuto lontano anche il pensiero di quell’improbabile avventura. Temevo che\, specie a Trieste\, lo spettacolo potesse avere scarsa partecipazione dal momento che i triestini sanno già tutto e da decenni sono partecipi di questa storia e poi temevo potesse far riemergere contrasti feroci che sempre ci hanno accompagnato. Erika e Massimo\, invece\, erano entusiasti. Durante l’estate abbiamo cominciato a pensare a cosa e come raccontare. Non era solo l’orrore del manicomio l’oggetto delle nostre chiacchierate. Non voleva essere l’oggetto del nostro narrare soltanto “la distruzione dell’ospedale psichiatrico come luogo di istituzionalizzazione”. Bisognava cercare di andare alle radici della “rivoluzione”. Il tema avrebbe dovuto essere: Basaglia non solo chiude i manicomi\, restituisce diritto\, dignità\, soggettività. Bisognava raccontare la vera storia. “Messa tra parentesi la malattia…” L’ingresso di Basaglia a Gorizia l’inizio del canovaccio».\nDa qui si sviluppa lo spettacolo: «In scena una panchina rossa\, Massimo e io a conversare\, alle spalle le immagini degli uomini e delle donne che faticosamente procedono verso la loro liberazione. Come si capisce è stato per me un andare indietro. Le storie che ogni sera raccontavamo muovevano  passioni\, interrogativi memoria di sconfitte brucianti e conquiste gioiose. Emozioni che non mi hanno mai lasciato. Ci sentivamo\, noi ragazzi venuti da mezz’Italia\, nel cuore di una storia impensabile che accadeva davanti ai nostri occhi. Contribuire allo smontamento della grande e secolare istituzione manicomiale era come vivere nell’urgenza di un capovolgimento epocale che non poteva fare a meno della nostra passione.\nAffrontavamo rischi\, amori\, conflitti nella vertigine di orizzonti sconosciuti. (…) Ogni sera a teatro ho raccontato di me e delle cose meravigliose e ruvide che accadevano intorno» conclude Peppe Dell’Acqua. \nGLI AUTORI\nPeppe Dell’Acqua\, giovane medico non ancora specializzato in psichiatria\, cerca Franco Basaglia per lavorare con lui. Lo segue a Trieste – dopo Gorizia in questa storia c’è Trieste – e prosegue il viaggio.\nMassimo Cirri conduce Caterpillar su Radio 2 ma ha lavorato per 25 anni nei servizi di salute  mentale\, quelli al posto del manicomio. \nLA COLLANA 180\nMolti dei temi e delle storie toccate nello spettacolo provengono dai libri della Collana 180 – Archivio critico della salute mentale delle Edizioni Alpha Beta Verlag\, diretta da Peppe Dell’Acqua con la collaborazione di Pier Aldo Rovatti. La collana a oggi conta ventuno titoli divisi in quattro sezioni (narrazione\, riproposte\, attualità e traduzioni) e propone storie di persone\, saggi e ricerche che si costruiscono intorno al disagio e alla malattia.\nI libri “accompagnano” le tappe dello spettacolo: sarà possibile trovarli anche prima della replica del 23 settembre alla Sala Bartoli\, in vendita dopo lo spettacolo (www.edizionialphabeta.it/180)  \nUlteriori informazioni sul sito www.ilrossetti.it. e al tel 040.3593511.
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