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SUMMARY:Sindrome italiana
DESCRIPTION:Debutta martedì 4 dicembre alla Sala Bartoli del Politeama Rossetti “Sindrome italiana” di Lucia Calamaro\, un progetto di MitiPretese diretto da Manuela Mandracchia\, Sandra Toffolatti\, Mariàngeles Torres che ne sono anche interpreti assieme a Monica Bianchi. Lo spettacolo è una coproduzione che vede il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia al fianco del CTB – Centro Teatrale Bresciano e della Fondazione Teatro Due di Parma. \nÈ molto interessante il tema affrontato da “Sindrome italiana”\, spettacolo che – come sempre\, i progetti delle MitiPretese (Manuela Mandracchia\, Sandra Toffolatti\, Mariàngeles Torres) – racconta e osserva la figura femminile in modo diverso e nuovo rispetto ai clichès e ne fa addirittura lo strumento per indagare e riflettere in modo nuovo\, incisivo\, potente sulla nostra realtà\, sulla politica\, l’etica\, le prospettive sociali del presente. \n“Sindrome italiana” è il termine che nel 2005 due psichiatri ucraini hanno coniato per definire la depressione dilagante tra le tante donne tornate in patria dall’Italia\, uno fra i Paesi che richiede più badanti al mondo. Dopo anni di lavoro domestico e in particolare di cura degli anziani non auto-sufficienti\, spesso per 24 ore al giorno e in condizioni di isolamento\, al ritorno in patria esse presentano stati ansiogeni\, disturbi dell’identità\, tristezza persistente\, disturbi ossessivo- compulsivi\, fantasie suicide.  \n“Sindrome Italiana” va in scena alla Sala Bartoli del Politeama Rossetti da martedì 4 dicembre alle 19.30 per il cartellone “prosa” del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e replica fino a domenica 23 dicembre. Di martedì e venerdì lo spettacolo è in scena alle ore 19.30\, di domenica e sabato 15 dicembre alle 17\, tutti gli altri giorni alle ore 21. \nI biglietti ancora disponibili si possono acquistare nei consueti punti vendita e circuiti oppure in internet accedendo direttamente dal sito del Teatro\, www.ilrossetti.it. Per ogni informazione ci si può rivolgere al numero 040. 3593511.
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SUMMARY:Tempo di Chet. La versione di Chet Baker
DESCRIPTION:Generali offre alla città di Trieste un grande evento culturale nelle serate di lunedì 3 e martedì 4 dicembre al Politeama Rossetti: “Tempo di Chet. La versione di Chet Baker”\, che sarà interpretata dal grande trombettista di fama internazionalePaolo Fresu.\nLo spettacolo scritto e diretto da Leo Muscato con Laura Perini\, con le musiche originali di Paolo Fresu e in collaborazione con il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.\nL’iniziativa rientra nel progetto Valore Cultura di Generali. Fino a lunedì 26 novembre i biglietti saranno disponibili in prelazione alle scuole e ai dipendenti del Gruppo Generali al prezzo simbolico di 2 euro. Gli eventuali posti residui saranno disponibili\nallo stesso prezzo a partire da martedì 27 novembre. Basterà rivolgersi alla biglietteria del Politeama Rossetti e ai consueti punti vendita. L’intero importo raccolto dall’acquisto dei biglietti verrà devoluto al Centro Salute per il Bambino di Trieste\, che viene sostenuto da Generali attraverso il progetto The Human Safety Net.\nLo spettacolo di Leo Moscato arriva a Trieste poco dopo il suo debutto assoluto\, al teatro Stabile di Bolzano. La pièce nasce dalla fusione e dalla sovrapposizione di scrittura drammaturgica e partitura musicale e crea un unico flusso organico di parole\, immagini e musica per rievocare lo stile lirico e intimista di Chet Baker\, trombettista geniale e maledetto che ha scritto pagine assolutamente memorabili della storia della musica del Novecento Leo Muscato\, regista di spessore e sensibile all’uso innovativo dei linguaggi teatrali\, indaga nelle complessità di questo personaggio\, nei suoi momenti più fulgidi come in quelli più cupi\, attraverso uno spettacolo che armonizza recitazione\, musica e immagini in un continuo sfalsamento di piani temporali e pone al proprio centro il\nracconto di un uomo dall’incredibile e incontenibile talento e dell’epoca che ha attraversato.\nGenerali – attraverso il progetto Valore Cultura – promuove l’arte e la cultura su tutto il territorio italiano. L’intento è creare valore condiviso per la comunità attraverso occasioni di fruizione artistica che siano accessibili ad un pubblico sempre più vasto.\nQuesto si realizza con il sostegno e l’ideazione di mostre\, eventi\, iniziative didattiche e di formazione per i più giovani\, esperienze legate alla scoperta delle forme artistiche più celebri e delle istituzioni musicali più prestigiose. Tutto questo\nsupportando la conoscenza del patrimonio artistico e incoraggiando l’innovazione.
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SUMMARY:Misura per Misura
DESCRIPTION:“Paolo Valerio dirige massimo Venturiello e una numerosa compagnia d’interpreti in “Misura per Misura” una fra le più misteriose opere di Shakespeare. Lo spettacolo va in scena da mercoledì 28 novembre alla Sala Assicurazioni Generali del Politeama Rossetti per la Stagione di Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Repliche fino a domenica 1 dicembre”. \nUn grande classico illumina la Stagione Prosa dello Stabile regionale: “Misura per Misura”  di Shakespeare arriva al Politeama Rossetti da mercoledì 28 novembre a domenica 2 dicembre.  \nIl testo a tratti cupo e fra i più misteriosi – e perciò intriganti sul piano artistico – appare oggi ancor più tagliente e incisivo: Paolo Valerio\, regista di questa nuova edizione prodotta dallo Stabile di Verona con il Teatro della Toscana e l’Estate Teatrale Veronese\, lo ha compreso chiaramente e ha concepito l’intera messinscena tenendo conto di questa dimensione.\nGli attori\, capitanati da Massimo Venturiello nei panni del Duca\, attraversano la drammaturgia con ritmo incalzante\, incastonati in un’ambientazione che non è collocabile in un tempo definito. Il Duca – ha evidenziato la critica – sembra concepire un “Truman Show” al contrario. La fascinazione del male\, le contraddizioni interiori dell’essere umano\, l’egoismo\, la perdita dei valori fondamentali risuonano dunque con ancor maggiore potenza fra il palcoscenico e la platea e inducono a importanti riflessioni. «Questo malessere umano\, oltre tutti i limiti possibili\, oltre la farsa\, oltre l’ironia\, diventa gioia e dolore di un luogo immaginario ma così reale e vicino\, dove la forza dell’amore e della bellezza silenziosa forse trionferanno sulla schiavitù della paura e dell’istinto. Per ritornare a sognare\, nonostante tutto» scrive il regista\, accennando al finale della commedia che affida la speranza ad un ambiguo\, poetico silenzio. \nLa trama shakespeariana vuole che il Duca di Vienna\, stanco dei vizi e degli eccessi che ammorbano la sua città\, decida di allontanarsi\, affidandone la guida ad Angelo\, uomo coscienzioso e apparentemente morigerato che assume la carica di governatore. In realtà il Duca ha architettato una finzione\, per osservare – assumendo una falsa identità – il comportamento e i pensieri dei propri concittadini. Si traveste da religioso\, prende il nome di frate Ludovico\, ed assiste agli eventi\, talvolta intervenendo in modo da evitare il peggio e prendendo coscienza della deriva intrapresa dalla sua comunità.\nCome gli altri\, anche l’integerrimo Angelo si lascia presto corrompere: da un lato esercita con ottuso rigore il proprio potere condannando a morte il giovane Claudio\, colpevole di attendere un figlio dalla propria fidanzata prima delle nozze. Dall’altro però\, quando la sorella del condannato – la novizia Isabella – si presenta da lui per intercedere e salvare almeno la vita al giovane\, Angelo si lascia tentare e compie un ricatto sessuale: Claudio avrà la vita salva se Isabella si concederà a lui per una notte.\nLa deprecabile proposta scatena un’ondata di sviluppi discutibili: Claudio pur di non morire accarezza la tentazione di sacrificare l’onore della sorella\, lei per salvarsi lascia senza troppi scrupoli che un’altra donna la sostituisca nell’orribile notte con Angelo… Per fortuna la sostituzione è una macchinazione del Frate-Duca che opportunamente mette fra le braccia di Angelo la sua legittima moglie.  \nCosì la commedia si conclude armoniosamente\, con la celebrazione di quattro matrimoni.\nLascia l’amaro in bocca però: perché il finale gioioso e riparatore – a ben guardare – non assicura affatto che l’indomani la società scelga di abbandonare la china di depravazione intrapresa. E ad amplificare questo senso d’inquietudine\, sono certo le assonanze che percepiamo fra la collettività tratteggiata fantasiosamente nei primi anni del ‘600 e quella attuale. È in questo la grandezza di Shakespeare\, l’immensità della sua scrittura\, l’universalità della sua invenzione. \n“Misura per Misura” di William Shakespeare va in scena nella traduzione di Masolino D’Amico e per la regia di Paolo Valerio.\nDaranno vita ai molti personaggi dello spettacolo Massimo Venturiello (IL DUCA\, Vincenzo)\, Simone Toni (ANGELO\, il vicario)\, Roberto Petruzzelli (ESCALO\, anziano lord)\, Francesco Grossi (CLAUDIO\, giovane gentiluomo)\, Alessandro Baldinotti (LUCIO\, uno stravagante)\, Marco Morellini (BARGELLO)\, Simone Faloppa (GOMITO\, gendarme stordito)\, Luca Pedron (SCHIUMA\, gentiluomo sciocco)\, Roberto Petruzzelli (POMPEO\, servo di madama Strafatta)\, Luca Pedron (ABOMINO\, boia)\, Simone Faloppa (BERNARDINO\, detenuto dissoluto)\, Camilla Diana (ISABELLA\, sorella di Claudio)\, Federica Castellini (MARIANA\, promessa sposa di Angelo)\, Federica Pizzutilo (GIULIETTA\, amata da Claudio)\, Alessandro Baldinotti (MADAMA STRAFATTA\, mezzana).\nHa curato i movimenti di scena Monica Codena\, le scene e le immagini sono di Antonio Panzuto\, i costumi sono creazioni di Luigi Perego\, firma le luci Nevio Cavina e le musiche Antonio Di Pofi.\nLo spettacolo è una coproduzione del Teatro Stabile di Verona con il Teatro della Toscana e l’Estate Teatrale Veronese. \n“Misura per Misura” va in scena al Politeama Rossetti da mercoledì 28 novembre a sabato 1 dicembre alle ore 20.30 e domenica 2 dicembre va in scena la recita pomeridiana alle 16.  \nGiovedì 29 novembre alle 18 alla Sala Bartoli si terrà un incontro di approfondimento sullo spettacolo e sul testo a cura del direttore della British School del Friuli Venezia Giulia\, il professor Peter Brown\, che converserà con alcuni egli interpreti di “Misura per Misura”. La conversazione si ripeterà venerdì 30 novembre alle ore 17.30 in lingua inglese.\nL’ingresso a entrambi gli appuntamenti\, è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. \nI biglietti ancora disponibili si possono acquistare nei consueti punti vendita e circuiti oppure in internet accedendo direttamente dal sito del Teatro\, www.ilrossetti.it. Per ogni informazione ci si può rivolgere al numero 040.
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SUMMARY:La gioia
DESCRIPTION:Pippo Delbono ritorna a Trieste con il suo nuovo spettacolo “La gioia” e il suo teatro totale\, ricco di emozioni e di immagini. Lo spettacolo va in scena soltanto sabato 24 alle ore 20.30 e domenica 25 novembre alle 16\, ospite della Stagione “altri percorsi” del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.\nLe note avvolgenti di “Don’t worry be happy” e l’immagine di un attore che innaffia un giardino per farlo crescere… “La gioia” – il nuovo spettacolo di Pippo Delbono ospite del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia sabato 24 e domenica 25 novembre per il cartellone “altri percorsi”– si avvia con questo presagio. \nA patire da questa immagine\, il pubblico che assiste a “La gioia” intraprende un viaggio attraverso differenti situazioni\, attraverso un teatro che ogni sera è diverso perché «è un rito\, è un apparire e un gesto unico che lega chi agisce a chi guarda\, in un comune respiro» riportano le note di presentazione.\nIn effetti sono del tutto particolari l’istinto creativo e  il linguaggio di Pippo Delbono – punta di diamante del teatro italiano – che sgorgano da una ricerca meticolosa e caparbia. Una ricerca che non produce tradizionali messinscene\, ma creazioni totali\, che sono valse all’artista i massimi riconoscimenti del teatro italiano (dal Premio Ubu\, agli Olimpici\, al Premio della Critica) e l’ammirazione dei maggiori festival e palcoscenici internazionali che regolarmente lo ospitano\, assieme alla sua straordinaria compagnia. \nAttori singolari condividono infatti con Delbono una estesa e importante parabola non solo artistica ma esistenziale e offrono alle platee in ogni spettacolo un’esperienza teatrale di straordinaria bellezza e portata emotiva. In questo nuovo spettacolo\, daranno la chiave per cogliere quell’istante di “gioia” che Pippo Delbono rincorre sul palcoscenico\, attraversando un ampio trascolorare di emozioni e partendo dagli estremi più distanti da essa.\n«Fare uno spettacolo sulla gioia – spiega l’artista ligure – vuol dire cercare quella circostanza unica\, vuol dire attraversare i sentimenti più estremi\, angoscia\, felicità\, dolore\, entusiasmo\, per provare a scovare\, infine\, in un istante\, l’esplodere di questa gioia».  \nEcco allora che la prospettiva iniziale dello spettacolo sembra capovolgersi\, con Delbono che scava nel dolore\, nell’angoscia della follia\, nella prigionia e poi via via si avvicina\, incontrando i suoi attori che incarnano personaggi e stati d’animo diversi.\nC’è una citazione del circo con i suoi clown metafisici\, c’è la danza di uno sciamano che libera anime oppresse\, o il ballo spontaneo e felice di una solista sulle note di Henry Salvador. C’è il tango\, che come poche altre espressioni artistiche intreccia malinconia e passione\, e un’ondata di barchette di carta che lasciano spazio a panni e stracci colorati… una citazione scenica di quel «mare nostro che non sei nel cielo» dalla preghiera laica di Erri De Luca. E poi c’è Bobò\, ormai un emblema della compagnia\, che con la sua strana voce e la sua presenza in scena esprime con irraggiungibile efficacia e poesia il bisogno di aprirsi ed aprire spazi alla fantasia\, all’ascolto\, e poi alla gioia.\nCome un demiurgo Pippo Delbono segna la direzione di questo viaggio che si snoda tortuoso e chiude ritornando alla promessa dell’immagine iniziale: pubblico e attori godono di un gioioso trionfo visuale\, di fiori e colori\, in un finale che è frutto della collaborazione fra l’artista ligure e Thierry Boutemy\, fleuriste di spicco internazionale. \n“La gioia” è uno spettacolo di Pippo Delbono interpretato da Dolly Albertin\, Gianluca Ballarè\, Bobò\, Margherita Clemente\, Pippo Delbono\, Ilaria Distante\, Simone Goggiano\, Mario Intruglio\, Nelson Lariccia\, Gianni Parenti\, Pepe Robledo\, Zakria Safi\, Grazia Spinella. \nLa composizione floreale è opera di Thierry Boutemy\, le musiche sono di Pippo Delbono\, Antoine Bataille\, Nicola Toscano e autori vari\, firma le luci Orlando Bolognesi\, il suono Pietro Tirella/Giulio Antognini. I costumi sono a cura di Elena Giampaoli.\nLo spettacolo è una produzione di Emilia Romagna Teatro Fondazione con Théâtre de Liège\, Le Manège Maubeuge – Scène Nationale. \n“La gioia” va in scena al Politeama Rossetti solo sabato 24 novembre alle ore 20.30 e domenica 25 novembre alle ore 16\, per il cartellone “altri percorsi” del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.  \nI biglietti ancora disponibili si possono acquistare nei consueti punti vendita e circuiti oppure in internet accedendo direttamente dal sito del Teatro\, www.ilrossetti.it. Per ogni informazione ci si può rivolgere al numero 040. 3593511.
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SUMMARY:Un’altra Cenerentola
DESCRIPTION:“Gli allievi dell’Associazione StarTs Lab diretti da Luciano Pasini sono protagonisti di “Un’altra Cenerentola” in scena da venerdì 16 novembre al 2 dicembre. Lo spettacolo\, musicale e ricco di magia è una produzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia con l’Associazione StarTs Lab”.\nÈ una scelta coraggiosa e insolita\, ma non azzardata\, quella che ogni anno fa il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, quando produce e inserisce nella propria programmazione ufficiale lo spettacolo degli allievi dell’Associazione Culturale starTs Lab. \nQuesti ragazzi\, diretti da Luciano Pasini\, per un anno studiano teatro nel modo più coinvolgente e completo: i loro sforzi (svolti con serietà e parallelamente agli obblighi scolastici e sportivi) sono necessari per presentarsi in scena ed hanno il risultato di condurre ogni anno a un lavoro degno di essere visto\, valutato e applaudito da un pubblico eterogeneo.  \nSarà così anche per “Un’altra Cenerentola” che va in scena alla Sala Bartoli da venerdì 16 novembre (debutta alle 19.30) a domenica 2 dicembre\, inserita fra gli “Eventi speciali” della stagione 2018-2019. \nL’allestimento nuovo fa seguito a una lunga schiera di successi\, amati da spettatori adulti e “in erba”: dal delizioso “Ventimila leghe sotto i mari” a “ Le avventure di Gian Burrasca”\, da “Il mago di Oz” a “Il sogno di Alice”.\nLuciano Pasini\, direttore del Laboratorio e regista dello spettacolo s’ispira ancora una volta alla letteratura per ragazzi\, con “Cenerentola”.\nPer la verità\, quella interpretata dai giovani attori sarà “Un’altra Cenerentola” perché sul palcoscenico intreccia la “Cenerentola” di Charles Perrault agli accenti reali del romanzo “Wanting mor” di Rukhsana Khan\, pluripremiata scrittrice pachistana\, emigrata in Canada.\n«Cosa unisce la Francia del 1600 all’Afghanistan del terzo millennio’» spiega Luciano Pasini a proposito dello spettacolo. «Un sottile filo rosso tenuto dalle mani di due bambine. Bambini bistrattati\, maltrattati\, abbandonati a volte addirittura venduti e resi schiavi e spesso l’unico strumento che hanno è il sogno. Sognare di poter incontrare un principe che si innamori di te e ti sposi o sognare di poter studiare\, sognare in ogni caso di poter diventare una persona libera e non più dimenticata. Il mio spettacolo non vuole essere un barricadiero teatro di denuncia politica o sociale\, tanto più che sarà edulcorato dalla presenza dei personaggi della fiaba di Perrault addirittura in chiave disneiana\, ma sono certo che lo spettatore attento saprà cogliere il pensiero che mi ha portato ad occuparmi di Cenerentola». \nCome sempre\, gli allievi attori metteranno in gioco tutti i linguaggi del teatro: la messinscena\, così come la loro formazione\, fonde infatti musica\, canto\, coreografia alla recitazione e li impegna in un’espressività “a tutto tondo”. \nFondamentale dunque il contributo delle insegnanti che\, assieme a Pasini\, aiutano pazientemente il loro talento a sbocciare: Noemi Calzolari si occupa dell’educazione al linguaggio e Daniela Ferletta dell’educazione musicale.\nSpeciale anche l’impegno dedicato ai costumi\, fantasiosi capolavori di Sara Bessich che  riescono a connotare anche quella dimensione fiabesca dove è possibile che una fata con “un po’ di velo color del cielo” apra le porte a ogni bambina verso la realizzazione di un sogno.
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SUMMARY:(Tra parentesi) la vera storia di un’impensabile liberazione
DESCRIPTION:Converseranno Peppe Dell’Acqua e Nico Pitrelli\nAlle ore 17.30 alla Sala Bartoli si tiene un incontro di approfondimento legato allo spettacolo. L’evento è organizzato dallo Stabile regionale in collaborazione con ProESOF Towards Trieste 2020 Euroscience Open Forum:. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. \nContinua a suscitare consenso\, commozione e nuova consapevolezza “(Tra parentesi) la vera storia di un’impensabile liberazione”\, la nuova produzione dello Stabile regionale che ha debuttato il 18 ottobre e replica fino all’11 novembre alla Sala Bartoli. \nAllo spettacolo – scritto e interpretato da Peppe Dell’Acqua e Massimo Cirri e diretto da Erika Rossi – sarà dedicato un incontro di approfondimento e discussione che si terrà martedì 6 novembre alle 17.30 alla Sala Bartoli. \nL’evento – che è organizzato dallo Stabile regionale in collaborazione con ProESOF Towards Trieste 2020 Euroscience Open Forum – proporrà una conversazione fra lo stesso Peppe Dell’Acqua e Nico Pitrelli\, autore del libro su Franco Basaglia “L’uomo che restituì la parola ai matti” e responsabile della comunicazione per ESOF 2020.\nI temi della riflessione saranno naturalmente quelli percorsi nello spettacolo: l’azione e la “rivoluzione” di Franco Basaglia letti da un punto di vista privilegiato\, nel quarantennale della Legge 180. \nL’ingresso all’incontro sarà libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.\nIn occasione dell’incontro saranno in vendita i volumi della Collana 180.
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SUMMARY:Trieste Science+Fiction 2018
DESCRIPTION:Dal 30 ottobre al 4 novembre sotto la cupola stellata del Politeama Rossetti ritorna il grande cinema di fantascienza: la 18° edizione del Trieste Science+Fiction Festival\, organizzato da La Cappella Underground\, porta nel capoluogo giuliano le migliori produzioni di genere fantastico\, con oltre venti anteprime cinematografiche mondiali\, internazionali e nazionali e tre concorsi alla presenza di registi\, attori e autori da tutto il mondo.\nA Trieste ritorna anche il Fantastic Film Forum per i professionisti del settore con un’intera giornata dedicata al marketing e al crowdfunding. Non mancano gli attesi Incontri di Futurologia e quelli di letteratura curati con la celebre rivista Mondadori Urania\, le esposizioni\, i workshop e le iniziative per genitori e kids\, i concerti e i dj set che rendono Trieste Science+Fiction Festival un immancabile viaggio nel futuro per gli appassionati e gli esperti della fantascienza. \nLe proiezioni e gli eventi del Trieste Science+Fiction Festival si terranno al Politeama Rossetti\, al Teatro Miela\, al Cinema Ariston e alla Casa del Cinema.
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SUMMARY:A Night in Kinshasa - Muhammad Ali vs George Foreman
DESCRIPTION:Ritorna sul palcoscenico del Politeama Rossetti dopo il successo de “Le Olimpiadi del 1936” Federico Buffa con un nuovo spettacolo che coniuga teatro e sport: “A Night in Kinshasa – Muhammad Ali vs George Foreman”.\nLo spettacolo va in scena soltanto lunedì 22 ottobre alle 20.30\, non replica il 23 ottobre come inizialmente programmato. \n«Un ring prende forma sulla scena\, corde tese sulla quarta parete. È lo stacco deciso che ancora oggi l’umanità pone sul tema aperto dei diritti civili. Federico Buffa\, con la straordinaria capacità di trasmettere l’umanità che sta dietro ogni suo racconto\, mettendo al primo posto – sempre – lo spettatore\, narra le vicende di una sfida che è stata sì un incontro di boxe ma soprattutto il simbolo dell’inizio di una presa di coscienza su alcune tra le tematiche più sentite del secolo scorso. Tematiche che oggi più che mai si ripresentano\, in nuovi scenari\, sempre intrise della medesima irragionevole assenza di pudore. Violenze nei confronti dell’umanità\, della ragione\, della giustizia.  Gesti plateali esibiti fuori contesto riscontrano seguito e pensiero. E il mondo sportivo si conferma attento e presente» scrive  la regista\, Maria Elisabetta Marelli. \n“A Night in Kinshasa – Muhammad Ali vs George Foreman” in un tessuto fatto di musica e di essenziali elementi scenici\, incastona il potente racconto che Federico Buffa offre di una pagina monumentale della storia sportiva e di un altrettanto monumentale personaggio: Muhammad Ali. \nIl tema si confà particolarmente a Buffa\, giornalista e telecronista di Sky che ha studiato sociologia negli Stati Uniti\, famoso per i suoi racconti di grandi eventi sportivi\, ma anche storyteller molto seguito dai millennials sul web: un narratore eclettico e dalle grandi risorse che riesce in una sola serata teatrale a restituire il complesso e inaspettato profilo di Muhammad Ali e a far rivivere la sua vittoria forse più emblematica\, quella di “The Rumble in the Jungle”\, la famosa notte a Kinshasa. \nPer questo Buffa è accompagnato in scena dalle percussioni di Sebastiano Nidi – a richiamare i tamburi dell’Africa – e dal pianoforte del fidato Alessandro Nidi (che lo affiancava anche in occasione de “Le Olimpiadi del 1936). Elementi di un viaggio musicale che è anche geografico e che raccontando di boxe\, dice invece di riscatto sociale\, di diritti civili\, di pace\, di coraggio.
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SUMMARY:La Principessa della Czarda di Imre Kálmán
DESCRIPTION:“Con “La Principessa della Czarda” di Imre Kálmán\, l’operetta ungherese è protagonista al Politeama Rossetti dal 6 all’8 luglio. Ritorna infatti a Trieste il Teatro dell’Operetta di Budapest che del capolavoro musicale offrirà un’edizione accuratissima\, con grande orchestra\, coro ed eccellenti solisti. Fra tutti Monika Fischl che avrà il ruolo del titolo e che ha presenziato alla conferenza stampa eseguendo in anteprima un’aria dalla partitura di Kálmán. Lo spettacolo è ospite del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia in esclusiva per l’Italia: i biglietti saranno in vendita da sabato 19 maggio.”\nIl Teatro dell’Operetta di Budapest sarà ospite al Politeama Rossetti dal 6 all’8 luglio con “La Principessa della Czarda” di Imre Kálmán: un evento che approda a Trieste in esclusiva nazionale e che è stato presentato in conferenza stampa venerdì 18 maggio al Café Rossetti\, alla presenza di Sergio Pacor\, Presidente del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, dell’Assessore ai Teatri del Comune di Trieste\, Serena Tonel e – per la compagnia produttrice – di Dániel Vadász\, rappresentante della direzione del Teatro dell’Operetta di Budapest e della protagonista\, il soprano Mónika Fischl. \n«Il ritorno del Teatro dell’Operetta di Budapest al Politeama Rossetti\, dopo il successo ottenuto lo scorso anno con il “Gala” e “La vedova allegra” – ha commentato il Presidente Sergio Pacor – è motivo di orgoglio\, come poter proseguire la collaborazione con questa realtà europea d’eccellenza – per tradizione e livello artistico – che arricchisce la rete di rapporti internazionali del Teatro Stabile\, motivo d’impegno costante. Allo stesso tempo le proposte del Teatro magiaro (quest’anno si tratta de “La Principessa della Czarda”) ci permettono di offrire un tipo di repertorio che in regione e in particolare a Trieste ha grande tradizione\, quello della piccola lirica. Siamo certi di assicurare agli appassionati un piacevole e accurato allestimento\, con orchestra\, coro\, corpo di ballo e naturalmente gli ottimi solisti del Teatro nazionale ungherese\, che ha scelto Trieste come esclusivo riferimento italiano». \nA dare immediatamente prova dello spessore e del talento della compagnia ha provveduto il soprano Mónika Fischl\, vera star del teatro\, che non si è limitata a partecipare alla conferenza stampa presentando il proprio personaggio – interpreterà proprio Silvia\, la “Principessa” del titolo – ma ha addirittura eseguito un’aria dalla partitura di Kálmán\, accompagnata al pianoforte dal Maestro Corrado Gulin. \nSolo un “assaggio” della preziosa\, trascinante musica di Imre Kálmán\, autore ispiratissimo\, che assieme a Franz Lèhar è il maggiore rappresentante dell’età d’argento dell’operetta viennese. \nSecondo gli esperti di piccola lirica – sottolineano dal Teatro dell’Operetta di Budapest\, produttore dello spettacolo – non passa nemmeno un minuto in cui nel mondo (in un teatro\, a un concerto\, alla televisione o alla radio) non risuoni una delle splendide melodie di Imre Kálmán e di certo molte volte si tratterà di brani de “La Principessa della Czarda” che gli valse il massimo della popolarità e del successo come compositore.\nL’operetta debuttò a Vienna\, allo Johann Strauss Theater nel 1915\, ed ebbe un tale esito che replicò per ben 533 serate: successivamente conquistò tutta l’Europa. Nonostante lo scoppio della prima guerra mondiale\, venne immediatamente data in Svezia\, Finlandia\, Polonia\, Russia\, Italia e a Budapest\, nel novembre del 1916. Un anno dopo fu applaudita a New York\, a Broadway\, dove P. G. Wodehouse\, autore del libretto inglese\, decretò che la partitura de “La Principessa della Czarda” non fosse solo la migliore del compositore ungherese\, ma anche una fra le musiche più belle di tutti i tempi. \nIn effetti l’operetta è vivacissima e ricca di melodie diverse\, piena di ritmi e abbandoni\, scritta con estrema raffinatezza tecnica e attraverso notevoli intuizioni del compositore: fra tutte quella di fondere stilemi del folklore ungherese al valzer\, ma sempre con eleganza. Imre Kálmán teneva infatti ben presenti le lezioni e le influenze di Ciaikovskij\, di Puccini e la sua musica anche per questo\, nonostante la partitura abbia “compiuto” il secolo nel 2015\, risulta fresca\, interessante  e coinvolgente. \nAl Politeama Rossetti sarà eseguita dalla notevole orchestra del Teatro dell’Operetta di Budapest\, mentre in scena si ammireranno il coro\, il corpo di ballo e i solisti del Teatro\, impegnati a recitare in italiano e in un allestimento che non lesina in costumi e scene\, necessari per evocare le diverse ambientazioni de “La Principessa della Czarda”.\nL’operetta si svolge fra Budapest e Vienna\, fra le sfavillanti e scatenate atmosfere dell’Orpheum – il locale notturno di Budapest di cui Silvia è la stella – e il raffinato palazzo Lippert-Weilersheim\, dove vive il nobile rampollo di cui\, ricambiata\, la protagonista s’innamora.\nAl centro dell’operetta è infatti una contrastata storia d’amore: il legame fra la celebre cantante di czardas ed il principe Edvino Lippert-Weilersheim\,\, non può durare. Sono contrari all’unione gli aristocratici genitori di lui\, che non solo cercano con ogni mezzo di farlo rientrare a Vienna\, ma addirittura combinano il fidanzamento fra il giovane e la loro prescelta\, la contessina Stasi. Ma il gentile conte Boni\, sempre pronto a scherzare\, il capocameriere Miska e suo fratello gemello Alfonso\, maggiordomo dei Lippert-Weilersheim\, e l’amico Feri\, si alleano invece con Silvia per il bene della coppia d’innamorati. A risolvere nel migliore dei modi l’intricata vicenda\, saranno proprio le loro trame\, una promessa di matrimonio firmata in segreto dal principe e soprattutto una “scandalosa” sorpresa che si nasconde nel passato della sua nobile madre… \nLa compagnia molto numerosa\, è composta da Mónika Fischl (Silvia)\, Zsolt Vadász (Edvino)\, Annamari Dancs (Stasi)\, Máté Kerényi Miklós (Boni)\, Tamás Földes (Zio Feri)\, Alessio Colautti (Miska/Alfonso)\, László Csere (Leopold Maria)\, Bori Kállay (Anhilte)\, Attila Miklós (Arnold Schulteis)\, Gábor Dézsy Szabó (colonello Rohnsdorf)\, Andor Szegedi (Kiss\, notaio).\nL’orchestra è diretta da Makláry László. Gyarmathy Ágnes firma le scene\, i costumi sono di Füzér Anni\, le coreografie di Gesler György.\nLa regia è di KERO®.\nLo spettacolo è una produzione del Teatro dell’Operetta di Budapest – Budapest Theatre Operetta &Musical.		 \nDopo il successo ottenuto lo scorso anno con il Gala e “La vedova allegra” di Léhar\, il Teatro dell’Operetta di Budapest rinnova il proprio rapporto di collaborazione con il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e presenta questo nuovo allestimento a Trieste in esclusiva italiana dal 6 all’8 luglio prossimi\, al Politeama Rossetti. \nLa prevendita dei biglietti si aprirà sabato 19 maggio presso i punti vendita del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e attraverso i consueti circuiti. I biglietti si acquistano anche on line\, attraverso il sito del Teatro www.ilrossetti.it.\nIl prezzo dei biglietti andrà da €59 per i primi posti di Platea agli €19 e naturalmente sono previste riduzioni per gli abbonati del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, per gli Under16 e gli Over65.
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SUMMARY:Il sogno di Giulia
DESCRIPTION:“Il sogno di Giulia”\, ritorna anche quest’anno in ricordo della giovane concittadina Giulia Buttazzoni con la serata musicale che si terrà martedì 19 giugno\, alle ore 20.30\, al Politeama Rossetti di Trieste. All’evento benefico – promosso dalla parrocchia di Santa Caterina da Siena\, assieme ai genitori Roberta e Silvio e al fratello Marco e con il contributo e la co-organizzazione del Comune di Trieste\, in collaborazione con la Polizia di Stato\, e con il patrocinio della Prefettura di Trieste – parteciperanno “The 1000 Streets’ Orchestra”\, Les Babettes\, la Banda Berimbau\, l’Adriatic Express\, il gruppo vocale strumentale dell’Istituto Comprensivo “Iqbal Masih” e Leonardo Zannier in veste di animatore-presentatore e cantante. Special guest star della serata\, sarà Maurizio Vandelli\, leader carismatico e voce solista del più importante gruppo italiano degli anni ’60\, l’Equipe 84.La serata-evento è stata presentata oggi in Municipio dall’Assessore comunale ai Teatri\, Serena Tonel alla presenza del padre di Giulia\, Silvio\, di don Lorenzo Magarelli\, parroco di Santa Caterina da Siena\, comunità che Giulia frequentava\, del Maestro Walter Grison\, direttore della “The 1000 Streets’ Orchestra” e del Comandante della Sezione provinciale della Polizia Stradale Antonio Di Gregoli.\n“Questa seconda edizione vuole essere una vera festa in musica affinchè permanga un intenso ricordo di Giulia con i suoi desideri\, le sue aspirazioni: diventare medico\, aiutare gli altri grazie al suo impegno e la sua passione – ha detto l’assessore Tonel -. Con questa serata vogliamo portare avanti i suoi valori\, i suoi principi\, che sono importanti per tutti i giovani. E per la realizzazione del progetto finalizzato a offrire agli studenti “Deledda-Fabiani” l’opportunità di arricchirsi intellettualmente e come persone attraverso la conoscenza di nuovi luoghi\, popolazioni e culture\, nonché a contribuire alla realizzazione dell’aula di microbiologia dell’Istituto.”\nPer volontà della famiglia\, grazie alla collaborazione della Polizia di Stato – ha sottolineato Don Magarelli – la serata fornirà anche l’occasione per dedicare uno spazio di riflessione ai temi più attuali della sicurezza stradale\, con un appello rivolto non solo ai giovani ma a tutti i presenti in sala\, affinché non succeda più ad altri quanto è accaduto a Giulia.\nL’ingresso alla serata sarà libero\, ma chi lo vorrà potrà contribuire per far sì che “il sogno di Giulia” possa realizzarsi. L’intero ricavato verrà infatti devoluto all’organizzazione di questo progetto di crescita personale e culturale dei giovani e di progresso degli studi medici\, “Il sogno di Giulia”\, appunto.\nRingraziando tutti coloro che sono stati così vicino alla famiglia e che aiutano a mantenere viva la memoria e il ‘sogno di Giulia’\, il papà Silvio\, visibilmente commosso\, ha voluto ribadire che questa serata-evento “sarà il modo migliore per ricordare la sua Giulia\, la sua voglia di vivere\, la sua allegria\, la sua contagiosa risata”.\nIl Comandante Di Gregoli ha messo in evidenza l’importanza di un appuntamento al quale non può mancare la Polizia di Stato e nello specifico la Stradale\, per il messaggio che si vuole dare in particolare ai giovani\, in termini di sicurezza stradale. La maggior parte degli incidenti di oggi – ha detto – avvengono per ‘distrazione’ . In questa occasione\, attraverso dei video\, spiegheremo quanto poco sia sufficiente per evitare appunto la causa principale di tante tragedie.\nPer quanto concerne gli aspetti più prettamente musicali\, gli artisti protagonisti di una festa musicale certamente rivolta ai giovani\, ma con un’attenzione anche per chi ha qualche capello grigio\, saranno “The 1000 Streets’ Orchestra” assieme a Les Babettes\, la Banda Berimbau\, l’Adriatic Express\, un gruppo di 4 ballerini provenienti da Lubiana e il Coro Iqbal Masih\, formato dai bambini della Scuola Collodi e dal Gruppo vocale e strumentale della scuola Rismondo diretto da Anna Stopper. Special guest star della serata\, sarà Maurizio Vandelli\, leader carismatico e voce solista del più importante gruppo italiano degli anni ’60\, l’Equipe 84. Un ospite d’eccezione a cui è lasciata la seconda parte della serata con il quale l’orchestra eseguirà il brano conclusivo del concerto.\nLa serata sarà presentata da Leonardo Zannier che a sua volta canterà anche un brano con la big band.L’evento si svolge in collaborazione con Polizia di Stato con il contributo del Comune di Trieste e con il patrocinio della Prefettura di Trieste.
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SUMMARY:Perlasca. Il coraggio di dire no
DESCRIPTION:Replica straordinaria – lunedì 14 maggio alle ore 20.30 al Politeama Rossetti– per “Perlasca. Ilcoraggio di dire no” lo spettacolo scritto e interpretato da Alessandro Albertin e curato da Michela\nOttolini che per il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia rappresenta un vero “titolo record”.\nNon è infatti usuale che uno spettacolo “ospite” sia programmato in due stagioni consecutive –\ncom’è stato nel caso di “Perlasca. Il coraggio di dire no” – né che in entrambe le tranches l’esito sia\ntale da indurre a una nuova replica\, e questa volta nella Sala Assicurazioni Generali\, per soddisfare\nla grande richiesta delle scuole e degli spettatori rimasti esclusi dalle date di marzo scorso…\n“Perlasca. Il coraggio di dire no” scritto e interpretato da Alessandro Albertin e messo in scena a\ncura di Michela Ottolini\, con le luci di Emanuele Lepore\, è una produzione del Teatro de Gli\nIncamminati e del Teatro di Roma in collaborazione con Overlord Teatro e con il patrocinio della\nFondazione Giorgio Perlasca.\nI biglietti per “Perlasca. Il coraggio di dire no” sono disponibili presso tutti i punti vendita del\nTeatro Stabile regionale e naturalmente anche attraverso il sito www.ilrossetti.it. Lunedì 14 maggio\nla Biglietteria del Politeama Rossetti sarà aperta a partire dalle ore 18.
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SUMMARY:Milite Ignoto
DESCRIPTION:“Una sinfonia di lingue e dialetti\, di un Paese che si conosceva e si “incontrava” per la prima volta nel fango delle trincee. In “Milite Ignoto – quindicidiciotto” è questo punto di vista da cui parte Mario Perrotta\, artista pluripremiato\, per raccontare la Prima guerra mondiale\, intrecciando le storie dei soldati agli eventi della Storia. Lo spettacolo è in scena soltanto mercoledì 9 maggio alle 20.30 al Politeama Rossetti\, ultimo titolo della stagione altripercorsi del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia”.La ricorrenza del centenario della Prima guerra mondiale ha indotto in questi anni ad un’articolata riflessione su questo conflitto\, e molti artisti se ne sono fatti portavoce. Naturale dunque evocare a teatro gli eventi storici del ’14 – ’18 e richiamare attraverso quelle immagini l’angoscia per tanti altri conflitti che continuano a insanguinare il pianeta…\nCon “Milite ignoto”\, pluripremiato spettacolo conclusivo della stagione “altripercorsi” dello Stabile regionale – in scena soltanto mercoledì 9 maggio al Politeama Rossetti – si arricchisce quest’analisi\, con un racconto sulla Prima guerra mondiale\, che con grandissimo talento Mario\nPerrotta svolge in una chiave ancora diversa\, significante\, originale.\nDue sono i cardini attorno ai quali l’autore e interprete articola la sua drammaturgia: da un lato osserva che la Prima guerra mondiale è stata l’ultima in cui il soldato abbia posseduto un valore umano\, una personalità\, la possibilità di una scelta solitaria: successivamente il nemico non ha più una fisionomia\, non ha occhi\, non ci sono “corpo a corpo” ma solo armi devastanti che da lontano distruggono e uccidono.\n«Per “ignoto” – sottolinea infatti Perrotta alludendo al titolo dello spettacolo – ho voluto intendere “dimenticato”: dimenticato in quanto essere umano che ha\, appunto\, un nome e un cognome. E una faccia\, e una voce».\nL’altro focus del pensiero di Perrotta è invece nell’osservare come quel conflitto fosse stato in realtà il primo vero momento di unità nazionale. «È nelle trincee di sangue e fango che gli “italiani” si sono conosciuti e ritrovati vicini per la prima volta – spiega infatti – veneti e sardi\, piemontesi e siciliani\, pugliesi e lombardi accomunati dalla paura e dallo spaesamento per quell’evento più grande di loro. Spaesamento acuito dalla babele di dialetti che risuonavano in quelle trincee. Per questo ho immaginato tutti i dialetti italiani uniti e mescolati in una lingua d’invenzione\, una lingua che si facesse carne viva». \nLo spettacolo è dunque connotato ed espresso da una lingua nuova\, una sinfonia di dialetti e termini sconosciuta e assieme familiare\, capace di esprimere le note dolci e amare della nostalgia e le fratture violente e crude della disperazione e dell’orrore.\nUna lingua giusta per addentrarsi nelle piccole storie\, nelle segrete speranze e paure di ognuno dei soldati in trincea\, soldati che paradossalmente non conoscevano l’Italia oltre i confini della loro città\, della loro regione: eppure le si sacrificarono\, in un conflitto che coinvolse il mondo e per sempre lo cambiò.\nIl Teatro Stabile ha indagato questo evento storico da diversi punti di vista – attraverso un intrecciarsi di produzioni e spettacoli ospiti\, un interessante itinerario di memoria e di pensiero che culmina proprio in “Milite ignoto”: il pubblico ha infatti potuto “leggere” il primo conflitto\nmondiale da diversi punti di vista. Quello di Paolo Rumiz ad esempio\, in “Come cavalli che dormono in piedi” o quello di Gilberto Forti nell’affascinante “A Sarajevo il 28 giugno” che della guerra analizza i fatti scatenanti. E lo sguardo ha poi spaziato su riflessioni universali con “La guerra” di Carlo Goldoni diretto in questa stagione da Franco Però fino a toccare eventi bellici molto più prossimi\, sia nel tempo che nello spazio\, come in “Anomalie” in cui Mauro Covacich racconta delle lotte fratricide nella ex Jugoslavia.\n“Milite Ignoto – quindicidiciotto” è uno spettacolo di e con Mario Perrotta tratto da “Avanti sempre” di Nicola Maranesi e da “La Grande Guerra\, i diari raccontano” un progetto a cura di Pier Vittorio Buffa e Nicola Maranesi per Gruppo editoriale L’Espresso e Archivio Diaristico Nazionale. Lo\nspettacolo è prodotto da Permàr\, Archivio Diaristico Nazionale\, dueL\, La Piccionaia.\n“Milite Ignoto – quindicidiciotto” va in scena solo mercoledì 9 maggio alle ore 20.30 alla Sala Assicurazioni Generali per il cartellone “altripercorsi” del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.\nI biglietti per lo spettacolo sono ancora disponibili presso tutti i punti vendita del Teatro Stabile regionale e anche attraverso il sito www.ilrossetti.it.
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SUMMARY:From Bach to Bowie
DESCRIPTION:“Chiusura di spessore internazionale per la Stagione Danza del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, che martedì 8 maggio ospita al Politeama Rossetti il Complexions Contemporary Ballet fondato da Desmond Richardson e Dwight Rhoden. “From Bach to Bowie” traccia un ponte fra passato e presente\, fra classico e contemporaneo: si apre con una coreografia su musiche di Bach e si conclude con un articolato omaggio a David Bowie sulla colonna sonora dei suoi successi. Le coreografie sono di Rhoden\, un incantevole assolo sarà danzato da Desmond Richardson”.\nÈ una serata di danza di elevatissimo livello e di grande fascino quella che chiude il cartellone Danza del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, il prossimo martedì 8 maggio: occasione unica di applaudire nuovamente sul palcoscenico del Politeama Rossetti gli straordinari ballerini del Complexions Contemporary Ballet. \nDesmond Richardson è il primo afroamericano eletto “Principal dancer” dell’American Ballet: un ballerino e coreografo che la stampa americana definisce «una scultura in movimento\, un corpo che è arte\, attraversa il tempo e lo spazio con forza e grazia – ogni parte del corpo è connessa\, mai fermo\, ma il cuore si ferma nella bellezza» (Lara Hartley su Ballet Magazine).\nDwight Rhoden che è stato ballerino principale dell’Alvin Ailey American Dance Theater e ha danzato in molte compagnie importanti\, ha intrapreso con tale successo la carriera di coreografo da essere indicato dal New York Times come «uno dei coreografi più richiesti della nostra epoca» e da avere creato per le più importanti compagnie del pianeta\, dal Mariinsky di San Pietroburgo al New York City Ballet.  \nSingolarmente\, i due sono dunque eccellenti artisti\, ma è assieme che la loro creatività esplode in qualcosa di straordinario: assieme infatti\, nel 1994\, hanno fondato il Complexions Contemporary Ballet\, che nel mondo della danza non ha eguali.\nLa compagnia assume come punto di partenza l’idea che la danza debba rimuovere le frontiere e non rinforzarle. Ecco dunque nascere il loro stile unico e innovativo che germoglia dalla capacità di svincolarsi dai limiti di un preciso stile\, o luogo\, o periodo\, e che invece unisce vari metodi\, modelli\, ispirazioni\, creando una forma di danza aperta ed in continua evoluzione\, che riflette il movimento del mondo e tutte le sue culture. \nIl risultato è un approccio inedito alla danza che\, attraverso il tempo\, si arricchisce riuscendo a “parlare” al pubblico con grande intensità. Lo testimonia la forza con cui i Complexions si sono imposti all’attenzione delle platee e degli addetti ai lavori di tutto il mondo. In questi 24 anni sono stati applauditi nei maggiori teatri negli Stati Uniti\, in tutta Europa e Canada\, Australia\, Nuova Zelanda\, Corea\, Brasile\, Giappone\, Egitto\, Israele\, Giamaica… \nGli appassionati\, a Trieste\, hanno avuto il privilegio di ammirarli già in due occasioni\, sempre ospiti del Teatro Stabile\, la più recente nel 2011: i Complexions sapranno magnetizzare il pubblico anche con questo nuovo spettacolo che traccia un ponte ideale fra passato e presente\, fra classico e moderno\, fra Johann Sebastian Bach e David Bowie.  \n“From Bach to Bowie” si apre con “Ballad Unto…” una coreografia di Rhoden su musiche di Bach in cui è impegnata l’intera compagnia: sette coppie interagiscono in un’intima astrazione sull’amore. Nel secondo atto si succedono quattro coreografie: “Gone”\, per tre ballerini sul tema della fratellanza e della sopravvivenza\, “Testament” una riflessione su fede e devozione espressa in un pas de deux su canti spiritual afroamericani\, “Imprint/Maya” è un emozionante “solo” interpretato dal leggendario Desmond Richardson unendo linguaggio della strada e classico e infine “Ave Maria”\, toccante pas de deux che esplora la spiritualità. Il terzo atto è invece completamente declinato in in tributo a David Bowie: “Star Dust” è la prima parte di un balletto che si ispira all’innovazione e alla personalità camaleontica della grande rockstar\, costruito su brani straordinari come “Lazarus”\, “Life on Mars”\, “1984” e “Modern Love”. \nI posti ancora disponibili si possono acquistare nei consueti circuiti e punti vendita dello Stabile e tramite il sito www.ilrossetti.it.
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SUMMARY:Dirty Dancing
DESCRIPTION:«Dirty Dancing” è per il teatro un titolo molto più importante di quello che si pensi: infatti rappresenta uno dei pochi spettacoli in grado di portare davanti al sipario persone che non ci sono mai state\, ed è l’unico titolo anglosassone in assoluto il cui allestimento italiano è stato esportato in tutto il mondo\, compreso il celeberrimo West End di Londra» sottolinea infatti il regista nelle sue note. «Le coreografie hanno una connotazione sexy e sensuale in riferimento al titolo dello spettacolo\, balli proibiti\, e la direzione musicale affonda invece nei master originali della celeberrima colonna sonora del film\, per esplodere nel canto live in momenti topici come “Time of My Life”. Le scenografie\, le luci\, i costumi\, le acconciature e il trucco si rifanno invece proprio al periodo\, 1963\, più che sul grande schermo\, dove per ovvie ragioni era evidente un sapore anni ’80\, non più inerente oggigiorno alla messa in scena del titolo\, anche se sempre con qualche eccezione come la trascinante “Hungry Eyes”. La regia\, servita dal disegno del suono\, desiderano scorrere in modo efficiente e “reale”\, come era il film mito\, dove\, per volere dell’autrice\, non sono i protagonisti a cantare\, ma una volta da un giradischi\, una volta da una radio\, o ancora da un pianoforte nella sala da ballo dell’hotel\, sgorgano con nostalgico ricordo le melodie che accompagnano la crescita di Baby\, una ragazza semplice e in gamba\, nel suo passaggio da ragazza a donna\, e della sua ricerca di coraggio per l’affermazione di sé. “Dirty Dancing” è infatti un inno all’affermazione del proprio io: siate quello che sentite di essere\, solo così vivrete il momento più bello\, The Time of Your Life»\n“Dirty Dancing” è scritto da Eleanor Bergstein\, diretto da Federico Bellone \, le coreografie sono di Gillian Bruce\, la supervisione musicale di Simone Giusti\, le scenografie di Roberto Comotti\, i costumi di Marco Biesta e Marica D’Angelo\, il disegno luci di Valerio Tiberi mentre Armando Vertullo firma il suono. Video e Proiezioni sono di Matteo Luchinovich e Virginio Levrio  e le Parrucche di Mario Audello. L’adattamento e la traduzione sono di Alice Mistroni.\nLo spettacolo è prodotto da Wizard Productions e il primo tour italiano di Dirty Dancing è organizzato da Show Bees in collaborazione con Bananas.
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SUMMARY:Mariti e mogli
DESCRIPTION:L’ironia di Woody Allen arriva a teatro grazie al talento di Monica Guerritore e all’intuizione di Francesca Reggiani. Le due attrici portano in scena assieme a un’ottima compagnia “Mariti e mogli”\, gustosa commedia dell’artista statunitense\, che indaga sulle dinamiche di coppia con cinismo e humour. Monica Guerritore ha curato anche la regia dello spettacolo e l’adattamento della sceneggiatura che per la prima volta in assoluto trova la via del palcoscenico. “Mariti e mogli” va in scena al Politeama Rossetti\, per la stagione Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, da mercoledì 4 aprile.\nAl talento di Monica Guerritore e all’intuizione di Francesca Reggiani si deve l’attivo a teatro della  piacevolissima commedia “Mariti e mogli” tratta dall’omonimo film di Woody Allen. Il nuovo appuntamento della stagione “Prosa” del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia è in cartellone da mercoledì 4 a domenica 8 aprile. \n«Nella mia scrittura teatrale dalla sceneggiatura del film di Allen tutto accade in una notte piena di pioggia in un luogo che con il passare delle ore diventerà una sala da ballo\, una sala d’attesa\, un ristorante deserto e che costringe gli otto i personaggi (mariti\, mogli\, amanti e altro…) al “girotondo di piccole anime che sempre insoddisfatte girano e girano intrappolate nella insoddisfazione cronica di una banale vita borghese” (Allen). Tradendo le location del film (Manhattan e altro) evoco nel luogo teatrale unico\, i luoghi delle vite coniugali e nelle simultaneità delle relazioni e degli intrecci clandestini\, nelle rotture e improvvise riconciliazioni\, percepisco le “piccole altezze degli esseri umani” cosi familiari a Bergman\, a Strindberg. E nel perdersi in danze all’unisono su musiche bellissime da Louis Armstrong a Etta James\, Cechov e il tempo che intanto scivola via».\nMonica Guerritore\, racconta poeticamente “Mariti e mogli” di Woody Allen\, di cui ha curato l’adattamento\, la regia e che interpreta assieme a Francesca Reggiani\, attorniata da un affiatatissimo cast.  \nIl suo lavoro di scrittura e la sua visione registica hanno convinto l’artista statunitense a consentire che – in quest’occasione per la prima volta in assoluto – la sua sceneggiatura del 1992 venisse portata su un palcoscenico teatrale. \nA considerare l’accoglienza del pubblico\, riservata alla commedia in ogni tappa della tournée\, Woody Allen ci ha visto giusto: lo spettacolo è un successo e coniuga ironia\, divertimento\, all’analisi sottile e “senza sconti” dell’uomo contemporaneo che è tipica di questo autore\, e intreccia riflessione e sorrisi.  \nL’intuizione è stata di Francesca Reggiani: «Considero Allen un genio – ha dichiarato l’attrice al Corriere della Sera – ho avuto occasione di leggere la sceneggiatura e me ne sono innamorata. Lì ho avuto un’illuminazione e ho pensato di proporlo a Monica Guerritore perché ne facesse un adattamento a teatro. È la prima volta che lavoriamo assieme». \nIl plot di “Mariti e mogli” immagina che un nubifragio trasformi una consueta serata fra amici in una claustrofobica occasione per sfoderare “pubbliche confessioni”\, malcelati sotterfugi\, rivelazioni\, intrighi clandestini che divertono il pubblico ma esprimono anche la brillante capacità di penetrazione di Allen nei recessi della psiche e della coscienza dell’uomo contemporaneo\, ritratto in modo assai godibile in tutti i suoi momenti di fragilità\, vigliaccheria o spavalderia. \nLo spettacolo tratteggia i ménage di coppia nella loro sconfortante prevedibilità e la vita nella sua continua capacità di sorprendere: e così se lo scroscio notturno di rivelazioni è aperto da un marito e moglie che annunciano la loro separazione (civile e condivisa soltanto a livello di facciata)\, si finirà per assistere alla loro insospettabile riconciliazione e alla rottura inattesa di un altro legame\, apparentemente inscalfibile. Fra un confronto e l’altro\, fra una battuta graffiante e un’incredibile evoluzione della trama\, si attraversano le vite dei protagonisti cullati da una fluida\, accattivante colonna sonora: un linguaggio musicale che – nell’efficace lettura registica di Monica Guerritore – riesce a sottolineare\, commentare\, accompagnare ogni emozione del testo\, ogni vibrazione che si muove nell’anima dei personaggi.
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SUMMARY:Il Misantropo
DESCRIPTION:“Un capolavoro molieriano come “Il Misantropo” rivela nella lettura della regista Monica Conti\, risvolti ancor più potenti e universali: si sorride e si riflette sulle relazioni umane\, non sempre facili\, e si gode dell’interpretazione accurata di un ottimo cast capeggiato da Roberto Trifirò nel ruolo del titolo. Lo spettacolo debutta alla Sala Bartoli\, nuovo appuntamento della stagione altripercorsi del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, martedì 3 aprile e replica fino a domenica 8 aprile”.\nCon “Il Misantropo” di Molière si riflette sulle relazioni umane\, in particolare nella nuova lettura registica che Monica Conti propone alla Sala Bartoli dal 3 all’8 aprile\, ospite del cartellone “altripercorsi” del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. \nMesso in scena per la prima volta a Parigi nel 1666\, “Il Misantropo” è uno dei grandi capolavori di Molière e Monica Conti – regista di spicco nel panorama italiano – lo affronta a conclusione di un ciclo di spettacoli che ha costruito basandosi sulla necessità di ripresentare testi classici passando attraverso il corpo dell’attore.\nNon si tratta dunque di una messinscena classica\, con grandi impianti scenografici\, bensì di un lavoro che si concentra molto sull’interpretazione attoriale\, puntando con decisione sull’esplorazione dell’energia e della dinamicità delle relazioni in scena.\nL’indagine delle relazioni umane disvelerà i nodi più universali e senza tempo di questo testo\, trasmettendole con forza. Assi portanti della ricerca registica e del lavoro attoriale sono perciò l’indagine sugli stati d’animo\, in cui non si ricerca in chiave psicologica ma tipologica. Hanno inoltre fondamentale importanza i rapporti\, le situazioni\, i sottotesti e la musica. \nGià ne “Le Intellettuali” (precedente lavoro molieriano di Monica Conti) musicalità e ritmo nei dialoghi avevano costituito per la regista materia d’indagine. Ne “Il Misantropo” prosegue questo lavoro\, teso a dare rilievo al ritmo e al suono non come forme estetiche\, ma come forme di espressione dell’inconscio.\nAnche lo spettatore\, dunque\, aiutato dallo spazio raccolto della Sala Bartoli\, che permette di rapportarsi con gli attori quasi in un continuo “primo piano”\, è chiamato a considerare soprattutto il lavoro degli interpreti in relazione ai temi del testo\, godendosi l’apporto davvero notevole di una preparata compagnia\, con Roberto Trifirò impegnato nel ruolo del protagonista Alcesti. \nQuesti è l’emblema di un ambire disperato e costantemente deluso all’armonia: Alcesti è intransigente\, ma anche il mondo in cui vive è duro\, e in questa sua lotta egli viene talmente frustrato da risultare infine molto comico. Molière lo sapeva bene e lo pone davanti a un “Teatrino del Mondo” di cui egli – puro\, sincero e rigoroso fino al parossismo – non riesce ad accogliere o a perdonare ipocrisie e stupidità. \nIl pubblico lo comprende fin dal primo atto: mentre aspetta l’amata Celimène (per un gioco del destino si è innamorato proprio di una donna vanesia e superficiale) uscita a far compere\, Alceste appare subito impegnato a dichiarare a Filinte la propria incapacità di accettare corruzione e ipocrisia. E a nulla valgono i miti consigli dell’amico: non passa un attimo che Alceste sbatte in faccia al potente Oronte di aver detestato un suo sonetto… Naturale che Oronte non la prenda affatto bene. E con la medesima tragicomica caparbietà si pone in modo “stonato” in ognuno dei suoi rapporti sociali\, traendone insoddisfazione\, rabbia\, infelicità\, fino ad autoemarginarsi dal mondo. «È uno spettatore passivo della vita\, talmente scontento da rimanere immobilizzato a causa del suo avvilimento» dice la regista di questo disperato e disarmonico eroe\, emblema di come l’uomo sia sempre in difficoltà nella percezione di una realtà sfuggente.
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SUMMARY:Sunset Boulevard
DESCRIPTION:Con il debutto nazionale del musical “Sunset Boulevard” nell’edizione originale inglese diretta da Nikolai Foster – il 21 marzo al Politeama Rossetti di Trieste – anche l’Italia celebra il 70° compleanno dell’autore\, il re del musical Andrew Lloyd Webber (nato il 22 marzo 1948). Allestimento ricco costruito sulle suggestioni degli studios cinematografici\, cast capeggiato da una star del West\nEnd del calibro di Ria Jones nel ruolo di Norma Desmond\, la diva del muto incapace di adattarsi al cinema moderno e ossessivamente innamorata dello sceneggiatore Joe Gillis\, che avrà il volto e la voce di Denny Mac.\nAccanto a loro saranno applauditi Adam Pearce (il maggiordomo Max von Meyerling) e Molly Linch (Betty Schaefer). \nRepliche fino a domenica 25 marzo\n\nAnche l’Italia celebra il più grande compositore di musical contemporaneo\, Andrew Lloyd Webber\, che il 22 marzo festeggia il 70esimo compleanno.\nLo fa – il 21 marzo a Trieste – con la prima esecuzione italiana (nell’edizione originale inglese dell’UK Tour e in esclusiva nazionale) del musical “SUNSET BOULEVARD”\, uno dei suoi grandi capolavori assieme a “Cats”\, “Evita”\,“Jesus Christ Superstar”…\nTitoli che il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ha ospitato in questi anni\, spesso in edizione originale\, e con successo: non è dunque un caso che sia proprio Trieste ad augurare “Happy Birthday\, Sir Andrew Lloyd Webber!”\nE non è un caso che sia stato scelto “Sunset Boulevard”: intervistato dalla BBC nel 2013\, infatti\, lo stesso Webber ha dichiarato che si tratta probabilmente della sua composizione più completa «Libretto\, musica e trama – ha detto – si intrecciano alla perfezione\, in modo diverso e unico rispetto a tutti gli altri musical che ho scritto» e a conferma di ciò\, nella nuova raccolta celebrativa di CD “Unmasked”– uscita il 16 marzo scorso con le hit dei suoi show – Webber ha incluso ben 5 brani tratti da “Sunset Boulevard”.\nAllo stesso tempo\, questo capolavoro arricchisce il significativo percorso dello Stabile regionale che da anni\, nel cartellone Musical\, intreccia alle migliori creazioni “made in Italy”\, ricercate proposte internazionali rendendosi vetrina di importanti produzioni originali\, vere chicche per il pubblico. \n“Sunset Boulevard” tratto dall’omonimo film di Billy Wilder (“Il viale del tramonto” in Italia) arriva al Politeama Rossetti dal 21 al 25 marzo e sarà una delle rarissime possibilità di applaudirlo: fuori dall’Inghilterra lo si vedrà solo a Trieste e Amsterdam.
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SUMMARY:Cronache del bambino anatra
DESCRIPTION:Sonia Antinori racconta attraverso il teatro la difficoltà di essere “imperfetti”. La dislessia è infatti al centro dello spettacolo “Cronache del bambino anatra”\, interpretato da Maria Ariis e Carla Manzon dirette da Gigi Dall’Aglio e ospite della stagione altripercorsi del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia da martedì 20 a domenica 25 marzo alla Sala Bartoli.\nUn regista colto e sensibile come Gigi Dall’Aglio\, due interpreti ineccepibili\, che calamitano il pubblico con un efficacissimo intreccio di versatilità e intensità espressiva – le corregionali Maria Ariis e Carla Manzon – e un’autirce\, Sonia Antinori\, che sceglie di affrontare un argomento complesso\, come quello della dislessia\, o – in un orizzonte di più ampio respiro – del rapporto con l’“imperfezione”. \nSu queste basi si fonda “Cronache del bambino anatra” che sarà in scena alla Sala Bartoli dal 20 al 25 marzo\, per il cartellone altripercorsi del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. \nSe negli anni Sessanta\, quando inizia la storia narrata in “Cronache del bambino anatra”\, l’ “imperfezione” di chi soffriva di disturbi dell’apprendimento non era compresa soprattutto per ignoranza\, per mancanza di mezzi attraverso i quali avvicinarsi al problema\, la società di oggi – che ormai possiede questi mezzi (la legge 170\, ad esempio) – rischia tuttavia di mostrare verso ogni imperfezione una sorta di sordo rifiuto. Tende a isolare\, ignorare ottusamente ciò che è imperfetto. E se l’”imperfetto” è un essere umano\, questo atteggiamento si ammanta di pieghe davvero inquietanti. \nÈ dunque teatro fine e necessario\, quello proposto da “Cronache del bambino anatra”. Sonia Antinori ha preparato il proprio lavoro drammaturgico\, anteponendogli un lungo percorso di conoscenza e studio: due anni di ricerca sul campo\, durante i quali ha incontrato persone affette da disturbi dell’apprendimento\, genitori\, studiosi e insegnanti. Da questa esperienza nasce lo spettacolo\, concepito come una favola semplice al cui centro c’è il rapporto – universalmente riconosciuto e fondamentale – fra una madre e un figlio. Il loro percorso di vita è portato in scena attraverso una serie di salti temporali che informano il pubblico sul loro passato\, lo mettono in rapporto al loro presente\, e – teatralmente – offrono alle attrici materia per costruire vere e proprie prove di bravura. \nUna sorta di ciclo d’energia percorre la piéce e il rapporto fra i protagonisti: se all’inizio è quella madre insegnante a sostenere e aiutare il figlio dislessico\, alla fine è invece lui – divenuto adulto\, autonomo e consapevole – ad assicurare serenità alla madre\, a propria volta “imperfetta” a causa dell’avanzare dell’età. \nIn questa parabola di tenerezza\, c’è spazio per raccontare una molteplicità di snodi emotivi: la preoccupazione della madre davanti a quel bambino per cui ha desiderato il meglio e che invece risponde al mondo in modo così “strano”\, poi la comprensione del problema e il senso di colpa per non averlo intuito prima… Ma non basta: ci sono da combattere l’ignoranza della gente\, i pregiudizi\, l’inadeguatezza del sistema scolastico davanti a disturbi dell’apprendimento che attualmente colpiscono poco meno di  2 milioni di persone…\nL’infanzia – che per ogni figlio si vorrebbe spensierata e felice – è in realtà una battaglia per il protagonista e sua madre. E sarà naturale chiedersi\, indotti dallo spettacolo\, quante altre infanzie infelici sarebbero evitabili\, quanti “bambini anatra” non sono stati capiti\, protetti\, accompagnati a diventare adulti e sereni\, attraverso un percorso forse più tortuoso e faticoso\, ma affrontabile e soprattutto efficace. \nIn occasione della spettacolo giovedì 22 marzo alle 17.30 si terrà\, presso la Sala Bartoli un incontro aperto al pubblico. Un’opportunità per dialogare con le protagoniste Maria Ariis e Carla Manzon\, e per approfondire il variegato tema della dislessia grazie all’intervento della signora Erica Sirotich\, presidente della sezione triestina dell’Associazione Italiana Dislessia. Un prezioso racconto a più voci\, dove il linguaggio logico della scienza e quello creativo del teatro accompagnano lo spettatore alla visione dello spettacolo. \n“Cronache del bambino anatra” di Sonia Antinori è interpretato da Maria Ariis\, Carla Manzon per la regia di Gigi Dall’Aglio. È un progetto in collaborazione con Teatro Verdi di Pordenone e Ass. Malte  \n“Cronache del bambino anatra” va in scena da martedì 20 a domenica 25 marzo. Martedì e venerdì le rappresentazioni iniziano alle ore 19.30 alla Sala Bartoli\, gli altri giorni alle 21 e domenica si tiene l’unica pomeridiana alle ore 17.\nI biglietti per lo spettacolo sono ancora disponibili presso tutti i punti vendita del Teatro Stabile regionale e anche attraverso il sito www.ilrossetti.it.
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SUMMARY:Lunga giornata verso la notte
DESCRIPTION:Lunga giornata verso la notte di Eugene O’Neill illumina squarci molto drammatici sulla famiglia: nessun cliché edulcorato\, anzi scavo profondo in un malessere che si fatica a celare. Nella drammaturgia americana del Novecento\, la tragedia si instilla infatti nella quotidianità e sgorga soprattutto dai primi\, più naturali rapporti umani\, quelli familiari.Il poco frequentato testo di O’Neill arriva al Politeama Rossetti mercoledì 14 marzo e vi replica fino al 18\, per la Stagione Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia in un nuovo allestimento formato da Arturo Cirillo per il Tieffe Teatro di Milano\, e fresco di debutto nazionale.\nArturo Cirillo\, nel suo scandagliare il testo con sensibilità contemporanea\, ne amplifica ulteriormente la crudeltà\, non tanto indagando negli eccessi morbosi dei confronti e dei legami familiari (oggi siamo abituati a ben altri “inferni” privati)\, quanto concentrandosi sulla solitudine e sulla finzione che connota ognuno dei protagonisti. Solitudine\, finzione che avvicinano a noi quei personaggi e che fanno scattare in scena un affascinante e interessante cortocircuito metateatrale.\nSul palco il regista pone qualche essenziale\, raro oggetto d’arredo\, funzionale allo sviluppo del plot\, e quattro “camerini” – un tavolino\, uno specchio circondato da luci\, una sedia – dovei dopo ogni scena si accomoderanno i personaggi\, rimanendo a tutti gli effetti sempre “dentro” lo spettacolo.\nUna scelta che Cirillo costruisce sulla base di due riflessioni: innanzitutto l’idea che ognuno dei personaggi sia costantemente diviso fra la propria realtà segreta e la recita del proprio ruolo “pubblico” che sostiene in famiglia (il pater familias\, il bravo figlio…). Secondariamente riconosce\nsimbolicamente quale situazione di profonda solitudine quella dell’attore davanti allo specchio\, sospeso per un istante fra sé stesso\, l’esistenza reale e il personaggio cui ha appena dato vita. \n«Ma possiamo considerare attori tutti e quattro i protagonisti di questa lunga nottata\, dove la nebbia è data dalla macchina del fumo\, dove gli attori/personaggi escono e rientrano nel proprio camerino\, come nella propria solitudine» spiega infatti il regista. «Il testo di O’ Neill mi si è rivelato come un enorme celebrazione dell’immaginazione\, dove i personaggi hanno continuamente un doppio binario di menzogna e verità\, ma per citare il titolo di un libro di Elsa Morante\, a vincere è il sortilegio: della droga\, dell’alcol\, ma soprattutto del teatro».\n\nSi muovono dunque spaesati e infelici fra questi estremi i protagonisti del possente dramma che il padre del teatro moderno americano scrisse negli anni Quaranta infarcendolo di molti scomodi\, imbarazzanti spunti autobiografici (nuovamente altalenando fra la propria realtà e la finzione letteraria) e imponendo che venisse rappresentato soltanto dopo la sua morte. Debuttò perciò solo nel 1956 con clamoroso successo e valse a O’Neill il primo premio Pulitzer della storia tributato postumo.\nLo spettacolo si svolge nell’arco di un giorno lunghissimo\, in cui i membri della famiglia Tyrone\, si urlano in faccia reciprocamente disperazione e solitudini\, annegando nel buio del dolore. Il padre James è un ex-attore ricco ma avaro che si rifugia nell’alcool\, la madre Mary una donna rovinata\ndalle droghe\, frustrata\, apprensiva. Teme soprattutto di perdere il figlio minore Edmund malato di tisi\, mentre il maggiore è un’infelice replica del padre che si abbandona all’alcool e alle donne\, per dimenticare la propria misera carriera attoriale.\n“Lunga giornata verso la notte” di Eugene O’ Neill va in scena nella traduzione di Bruno Fonzi e per la regia di Arturo Cirillo.\nNe sono interpreti Milvia Marigliano (Mary)\, Arturo Cirillo (James)\, Rosario Lisma (James Jr.) e Riccardo Buffonini (Edmund).\nLe scene sono di Dario Gessati\, i costumi di Tommaso Lagattolla\, le luci di Mario Loprevite.\n“Lunga giornata verso la notte” va in scena da mercoledì 14 a domenica 18 marzo. Da mercoledì a sabato le rappresentazioni iniziano alle ore 20.30 alla Sala Assicurazioni Generali. Domenica 18 marzo si tiene l’unica pomeridiana alle ore 16.\nI biglietti per lo spettacolo sono ancora disponibili presso tutti i punti vendita del Teatro Stabile regionale e anche attraverso il sito www.ilrossetti.it.
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SUMMARY:Sunset Boulevard
DESCRIPTION:“Una serie di eventi collaterali si concentreranno nella settimana precedente il musical “Sunset Boulevard”\, nell’ottica di invitare il pubblico al grande evento internazionale e di fornire gli strumenti per apprezzarlo al meglio: si inizia parlando della musica di Webber nel pomeriggio del 12 marzo e si prosegue per l’intera settimana con incontri e proiezioni cinematografiche. Waiting for… Sunset Boulevard!”\nDa lunedì 12 marzo si avvieranno gli appuntamenti in attesa del grande evento internazionale della Stagione Musical 2017-2018 dello Stabile regionale: quel Sunset Boulevard” che dal 21 al 25 marzo arriva a Trieste in esclusiva nazionale\, nell’allestimento originale inglese e con un cast stellare. \nPer meglio apprezzare questo straordinario spettacolo (che viaggerà dall’Inghilterra su 5 Tir\, necessari a spostare un allestimento molto “cinematografico”\, accuratissimo sia dal punto di vista  delle scenografie che da quello dei ricchi costumi) il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia organizza nella settimana che precede l’arrivo del musical una serie di iniziative collaterali che ne approfondiranno e spiegheranno diversi aspetti. \nRadunati sotto il titolo di “Waiting for Sunset Boulevard” ecco gli appuntamenti in calendario.\n\nSi inizia lunedì 12 marzo alle ore 17.30 al Caffé Rossetti con l’incontro “Andrew Lloyd Webber e la musica di Sunset Boulevard” organizzato in collaborazione con l’Associazione Amici della Lirica. La giornalista Sara Del Sal e il direttore organizzativo dello Stabile regionale Stefano Curti parleranno delle musiche e dei brani che compongono la colonna sonora trascinante e raffinata. Ci sarà modo di ascoltare alcuni brani del musical e di  comprenderne le difficoltà vocali\, le particolarità\, il loro portato nell’economia dello spettacolo. Certamente ci si sorprenderà a riconoscere molti dei brani di “Sunset Boulevard”: comprende infatti veri “show stopper”\, hit emozionanti che sono state interpretate dalle più grandi cantanti\, come Barbra Streisand che ha dato una celebre versione di  “As if we never said goodbye”. L’ingresso è libero.\n\nMercoledì 14 marzo alle ore 18 e in replica alle ore 20 al Cinema Giotto grazie alla collaborazione con EGM Cinema\, verrà trasmesso il film “Jesus Christ Superstar” a tracciare un trait d’union fra i due capolavori di Andrew Lloyd Webber\, cui si devono non solo le musiche di “Jesus” e di “Sunset Boulevard” ma di irraggiungibili successi come “Cats”\, “Evita” e il leggendario “The Phantom of the Opera”. I biglietti saranno in vendita a €7\,50 con riduzioni a €5 (e prezzo speciale a €3\,50 per gli abbonati del Rossetti).\n\nGiovedì 15 marzo alle ore 18 alla Sala Bartoli in collaborazione con la British School del Friuli Venezia Giulia il professor Peter Brown con Stefano Curti curerà una “Guida all’inglese di Sunset Boulevard”. Il musical arriva infatti al Rossetti in edizione originale inglese con sopratitoli in italiano: ma dopo aver partecipato a questo incontro per gli spettatori il testo e le battute del copione non avranno più alcun segreto. L’incontro è a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.\n\nVenerdì 16 marzo gran finale: alle ore 18 e in replica alle ore 20 al Cinema Giotto grazie alla collaborazione con EGM Cinema\, verrà trasmesso il film di Billy Wilder “Il Viale del Tramonto” da cui il musical è stato tratto. Alle 18 la proiezione sarà introdotta dal giornalista Umberto Bosazzi  esperto e appassionato di cinematografia e grande conoscitore della filmografia e del linguaggio cinematografico di Billy Wilder. I biglietti saranno in vendita a €7\,50 con riduzioni a €5 (e prezzo speciale a €3\,50 per gli abbonati del Rossetti).\n\nDopo una così ampia introduzione non resterà che accostarsi con soddisfazione alla magia di un grande musical come “Sunset Boulevard”: le repliche saranno sia serali alle 20.30 (ogni giorno da mercoledì 21 a domenica 25 marzo) sia pomeridiane con inizio alle 16 (nel weekend\, il 24 e il 25 marzo). Gli acquisti si possono effettuare nei consueti punti vendita dello Stabile regionale\, dal circuito vivaticket o entrando dal sito del teatro www.ilrossetti.it.
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SUMMARY:Ogni donna è una diva
DESCRIPTION:“L’8 marzo il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia dedica alle donne l’iniziativa “Ogni Donna è una Diva” e offre alle signore che si recheranno alla biglietteria del Politeama Rossetti una promozione speciale per alcuni titoli che si incentrano su figure femminili\, a partire dal musical “Sunset Boulevard”. Per l’occasione la Biglietteria del Politeama Rossetti resterà aperta con orario continuato e accoglierà le clienti con un piccolo omaggio floreale”“Ogni Donna è una Diva” e per questo motivo il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia offre alle sue spettatrici\, giovedì 8 marzo\, una giornata speciale.\nAlla Biglietteria del Politeama Rossetti alle donne sarà riservato uno sconto speciale di €10 sui biglietti di platea (al massimo 2) per alcuni spettacoli che hanno al loro centro una Donna\, una Diva: a partire dall’atteso musical “Sunset Boulevard” con la colonna sonora di Andrew Lloyd Webber (tratto dal celeberrimo film di Billy Wilder “Il viale del tramonto”). Racconta la storia di Norma Desmond\, una star del cinema muto che non riesce ad adattarsi all’avvento del sonoro\, e del suo ossessivo amore per il giovane sceneggiatore Joe Gillis. A Trieste i due ruoli saranno interpretati da una vera stella del West End\, Ria Jones\, e dall’affascinante Danny Mac\, due talenti che promettono faville fra il 21 e il 25 marzo\, in un ricchissimo allestimento scenografico e con una grande orchestra dal vivo.\nDue figure femminili forti sono anche al centro di “Mariti e mogli” diretto e interpretato da Monica Guerritore e da Francesca Reggiani: storie di coppie\, amori\, matrimoni raccontate con l’ironia irresistibile di Woody Allen (dal 4 all’8 aprile). Una donna-scienziato è invece l’autrice e interprete di “1927-Monologo Quantistico” al Teatro Miela (ma inserito nel cartellone altripercorsi dello Stabile) dal 10 al 12 aprile. Vale la pena di scoprire le capacità di coinvolgere e spiegare di Gabriella Greison che narra i fatti più misteriosi e gli aneddoti più umani e divertenti che hanno accompagnato la nascita della Fisica Quantistica: una materia insospettabilmente “teatrale”!\nInfine chi è più Diva di una mamma\, alle prese con una famiglia moderna’ Stare al passo con la vita “digitale” e con i piccoli e grandi drammi sentimentali dei figli non è semplice\, soprattutto se si vuol dare il massimo anche nella vita di coppia e nel lavoro. Lo racconta Cristina Comencini in “Tempi nuovi”\, commedia in cui duettano Ennio Fantastichini e Iaia Forte (dal 25 al 29 aprile).\nPer l’occasione\, l’8 marzo\, la Biglietteria del Politeama Rossetti resterà aperta con orario continuato\, offrendo alle spettatrici la possibilità di acquistare i biglietti (al massimo 2) per questi spettacoli con uno sconto di €10 sul prezzo di Platea\, e accogliendole con un omaggio floreale.
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SUMMARY:Intrigo e amore
DESCRIPTION:“Debutta al Politeama Rossetti mercoledì 7 marzo\, “Intrigo e amore” nel nuovo allestimento che Marco Sciaccaluga firma per il Teatro Stabile di Genova. Storia coinvolgente con al centro l’uomo e le sue passioni che Friedrich Schiller scrisse a poco più di vent’anni e che oggi ci è restituita da un’ottima compagnia d’interpreti. Lo spettacolo è inserito nella stagione Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia”.\n«Di “Intrigo e amore” colpiscono veramente tante cose» afferma Marco Sciaccaluga\, regista della nuova edizione del capolavoro schilleriano\, ospite del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia dal 7 all’11 marzo. «Innanzitutto – continua – che sia stato scritto da un ragazzo di poco più di vent’anni. Un ragazzo di genio\, certo\, ma anche con la voglia tipica dei giovani di dire tutto. Di qui\, è nato un testo veramente “smisurato”\, per dirla con Hölderlin\, che procede per grandi sequenze messe una dopo l’altra\, che infine però raggiungono la finalità di raccontare una storia compiuta: coinvolgente\, emozionante\, con sempre al centro l’uomo con le sue contraddittorie passioni».\nLo spettacolo\, nuovo allestimento del Teatro Stabile di Genova\, è in programma alla sala Assicurazioni Generali per il cartellone Prosa. \nFriedrich Schiller compone nel 1783 – appena ventiquattrenne – “Kabale und Liebe” (Intrigo e Amore) e vi trasferisce non soltanto gli aneliti dello Sturm und Drang e le utopie dei riformisti del teatro tedesco\, che appartenevano alla sua epoca\, ma anche il proprio spirito impetuoso e appassionato\, di poeta e di giovane uomo che aspirava alla libertà\, agli ideali di giustizia e che odiava la corruzione. Emozioni che si riconoscono potenti\, in molte battute dei protagonisti del dramma ed in particolare in quelle della coraggiosa Luise Millerin e del suo amato Ferdinand\, che la corrotta realtà della corte condanna a un destino crudele. \nCon una nuova traduzione affidata a Danilo Macrì (è stata sua la traduzione del bellissimo “Ivanov”\, applaudito un paio di stagioni fa al Rossetti\, con Filippo Dini)\, con l’efficace riduzione e la scorrevole e accurata regia di Marco Sciaccaluga\, “Intrigo e Amore” ha già meritato numerose menzioni dalla critica per la modernità che riesce ad evidenziare e per il magnetismo che questo “teatro di parola” magicamente esercita sulle platee. \nIl merito va certo anche a una precisa e generosa compagnia di interpreti\, centrata dal primo all’ultimo ruolo\, dai candidi innamorati – Luise e Ferdinand – al corrotto ministro von Walter\, alla viscida figura del segretario Wurm (verme)\, novello Iago che tende le fila del tranello in cui cadono i due giovani e dentro il quale il loro sentimento si spegne assieme alle loro vite.\nÈ infatti drammatico e pieno di pathos il plot (che Giuseppe Verdi trasferì poco cambiato nell’opera “Luisa Miller”): di Luise\, figlia di un umile violoncellista si innamora – ricambiato – il nobile Ferdinand figlio del potente ministro von Walter. Nella piccola e corrotta corte tedesca\, in cui la vicenda ha luogo\, tale sentimento non può esistere: lo sanno bene gli “adulti”. Il sottomesso padre di Luise\, che cerca di dissuaderla con parole affettuose e ragionamenti\, e l’arrogante genitore di Ferdinand che davanti ai dinieghi del figlio – che avrebbe deciso di far sposare per puro interesse alla favorita del principe – reagisce con la più ottusa violenza\, affidandosi agli intrighi del suo malvagio segretario. I due giovani tentano di imporre i loro amore\, certi che possa vincere sulle differenze di classe\, nitidi nell’opporsi alle nefandezze della corte\, ed è da ravvisare in tali confronti la forza universale di questo testo: ma il seme della gelosia\, instillato da Wurm nel giovane innamorato\, conduce la storia al suo crudele finale.  \n«Ma attenzione – sottolinea ancora Marco Sciaccaluga – il dramma di Schiller non è neppure una riscrittura di “Romeo e Giulietta”. I due protagonisti shakespeariani non hanno mai il dubbio che amarsi e sposarsi segretamente sia la cosa giusta da fare\, mentre Ferdinand e Luise (soprattutto lei) sanno che vanno a fare qualcosa di estremamente pericoloso e forse di ingiusto: sono i primi a essere convinti di non poterlo o di non doverlo fare. La legge dei padri ha insegnato a Luise che il suo è un amore proibito e anche Ferdinand è continuamente assalito dal dubbio. Loro non sono Romeo e Giulietta\, il loro è vero amore\, ma anche un continuo dubitare dell’amore. Ferdinand è un personaggio che rinvia sia ad Amleto\, sia a Otello». \nIl regista incornicia la storia in una sorta di sala prove\, dove gli strumenti di un’orchestra – come i protagonisti – sembrano  cercare invano un’impossibile armonia. \nDiretti da Marco Sciaccaluga\, vedremo in scena Stefano Santospago (Presidente Von Walter\, alla corte di un Principe tedesco)\, Simone Toni (Ferdinand\, suo figlio\, Maggiore)\, Roberto Alinghieri (Von Kalb\, Maresciallo di corte)\, Mariangeles Torres (Lady Milford\, favorita del Principe)\, Andrea Nicolini (Wurm\, segretario del Presidente)\, Enrico Campanati (Miller\, maestro di musica)\, Orietta Notari (Frau Millerin\, sua moglie)\, Alice Arcuri (Luise\, sua figlia)\, Daniela Duchi (Sophie\, cameriera di Lady Milford)\, Nicolò Giacalone (Un cameriere del Principe)\, Marco Avogadro (Un cameriere).\nCatherine Rankl ha creato la scena ed i costumi dello spettacolo\, le musiche sono di Andrea Nicolini\, le luci di Marco D’Andrea. La produzione è firmata da Teatro Stabile di Genova. \n“Intrigo e amore” va in scena da mercoledì 7 a domenica 11 marzo. Da mercoledì a sabato le rappresentazioni inizialo alle ore 20.30 alla Sala Assicurazioni Generali. Domenica 11 marzo si tiene l’unica pomeridiana alle ore 16.\nI biglietti per lo spettacolo sono ancora disponibili presso tutti i punti vendita del Teatro Stabile regionale e anche attraverso il sito www.ilrossetti.it.
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SUMMARY:Tutti insieme appassionatamente
DESCRIPTION:“Dall’1 al 4 marzo ritorna al Politeama Rossetti uno dei titoli più amati della storia del musical: “Tutti insieme appassionatamente” nella nuova ed efficace edizione che Fabrizio Angelini firma per la Compagnia dell’Alba. Cast energico e nitido capeggiato dalla applaudiota Maria von Trapp di Carolina Ciampoli e dal Comandante di Gabriele de Guglielmo”.\n«“Tutti insieme appassionatamente” è un successo planetario» riconosce Fabrizio Angelini\, artista di riferimento importante nel mondo del musical italiano\, che della nuova edizione del musical\, prodotta dalla Compagnia dell’Alba con lo Stabile d’Abruzzo firma la regia\, le coreografie e interpreta con gusto e simpatia il ruolo di Max Detweiler. «È un musical ricco di sfaccettature – prosegue – portarlo in scena non significa assolutamente  offrire solo intrattenimento ma valore sociale. C’è un risvolto storico\, mette in luce valori morali esaltati e riscoperti\, e oltre a ciò ha un elevato valore artistico. Per noi della Compagnia dell’Alba è molto impegnativo\, basti pensare ai 17 giovanissimi che si alternano nei ruoli dei figli di von Trapp: ma in questo possiamo contare sul sostegno delle loro famiglie che riconoscono il valore educativo del teatro e l’occasione di crescita e di formazione rappresentata da questo lavoro». \n“Tutti insieme appassionatamente” va in scena in questa nuova edizione alla sala Assicurazioni Generali da giovedì 1 a domenica 4 marzo. \nPer la giovane e sempre più affermata Compagnia dell’Alba (ammirata realtà emergente nel mondo del musical che ha già conquistato il pubblico dello Stabile regionale con una recente edizione di “Aggiungi un posto a tavola” e meritato prestigiosi premi nazionali per i suoi spettacoli) affrontare il capolavoro di Rodgers e Hammerstein offre da un lato la sicurezza di un titolo amato\, dall’altro la sfida di una storia ricca di piani di lettura\, impreziosita da una partitura non scontata che esige accurata preparazione teatrale e musicale degli interpreti. \n “Tutti insieme appassionatamente” ispirato alla vera storia di Maria Augusta von Trapp nella forma di musical nasce dalla creatività di Richard Rodgers e Oscar Hammerstein II\, per le indimenticabili musiche e liriche: debutta a Broadway nel 1959 collezionando sei Tony Award e quasi 1.500 repliche. A Londra approda nella regia di Jerome Whyte nel 1961 con un esito tale da rimanere in scena per sei anni consecutivi… Anche in Italia ci sono ben due applaudite edizioni – una firmata da Saverio Marconi per la Compagnia della Rancia e l’altra\, più recente\, da Massimo Romeo Piparo – a precedere questa nuova messinscena ad opera della Compagnia dell’Alba. \nUn cult il film\, che la 20th Century Fox realizza nel 1965 con Julie Andrews e Christopher Plummer\, vincitore di cinque Oscar: è stato il più clamoroso successo di botteghino della storia del cinema\, battendo i record di “Via col vento” e rimanendo tuttora al top nella classifica dei film più visti di tutti i tempi.  \nLe ragioni di tanta fortuna\, sono senz’altro nella poetica e accattivante partitura\, nei coinvolgenti numeri coreografici\, nelle popolarissime canzoni (da “Do – Re – Mi” a “Le cose che piacciono a me”\, da “Addio\, ciao ciao” alla deliziosa “Edelweiss”) nel ritmo di uno spettacolo che appassiona e tocca con leggerezza temi forti e universali.\nCarolina Ciampoli e Gabriele De Guglielmo rispettivamente nei ruoli di Maria e del comandante von Trapp\, lo stesso Angelini (Max Detweiler) e una preparata e generosa compagnia d’interpreti li restituiscono in questo allestimento in modo appassionato.  \nIncorniciato in un’essenziale ed efficace scenografia\, il musical ci porta nell’Austria del 1938: la badessa del convento di Nonnberg mette alla prova la vocazione della novizia Maria\, mandandola a fare l’istitutrice per i sette bambini von Trapp rimasti orfani di madre. Il padre è un ex ufficiale della Marina austriaca e li cresce con eccessivo rigore\, ma la dolcezza di Maria conquista presto i bambini e addolcisce il capofamiglia che finisce per innamorarsi di lei. Inoltre Maria evidenzia un’inattesa vena musicale dei von Trapp\, che salverà loro la vita… Incombe infatti l’ombra del nazismo che costringe la famiglia alla fuga in Svizzera e poi in America. \n“Tutti insieme appassionatamente” ha le musiche di Richard Rodgers e le liriche di Oscar Hammerstein II. Il libretto è di Howard Lindsay e Russel Crouse ispirato a “The Trapp Family Singer” di Maria Augusta Trapp. Lo spettacolo è presentato grazie a uno speciale accordo con R&H Theatricals Europe.\nL’adattamento e la traduzione in italiano sono di Massimo Romeo Piparo\,  la direzione musicale è di Gabriele De Guglielmo\, ha creato le scene Gabriele Moreschi\, mentre firma i costumi Marcella Zappatore. Il sound designer è Alberto Soraci\, mentre il light designer è Alberto Tizzone. Regia e coreografie sono opera di Fabrizio Angelini.\nLa produzione è della Compagnia dell’Alba e del Teatro Stabile d’Abruzzo. \nLo spettacolo replica al Politeama Rossetti per il cartellone Musical del Teatro Stabile regionale da giovedì 1 a domenica 4 marzo. \nGli ultimi biglietti per lo spettacolo si possono acquistare presso tutti i punti vendita del Teatro Stabile regionale e naturalmente anche attraverso il sito www.ilrossetti.it.
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SUMMARY:Anomalie
DESCRIPTION:Debutto nazionale\, mercoledì 28 febbraio alle 21 alla Sala Bartoli\, per il cartellone Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: va in scena un nuovo spettacolo di produzione\, da tre racconti dell’importante autore triestino Mauro Covacich. Si tratta di “Anomalie” che prende il nome dalla raccolta da cui sono tratti i diversi testi.Testi che compongono da un lato una riflessione universale e emozionante sul tema della guerra\, e contemporaneamente ripercorrono il conflitto nell’ex Jugoslavia che viene usato come pars pro toto per raccontare di atrocità ancora attuali.\n«Ogni parte del trittico – spiega Igor Pison\, l’ottimo regista cui è stato affidato questo significativo lavoro con la Compagnia Stabile – presenta una peculiarità estetica e poetica\, perché viene filtrata dal personaggio che la racconta. Anche il lavoro sugli attori della compagnia è stato portato avanti in questa direzione: si mischiano infatti realismo e formalismo. La guerra è una situazione che nega\nla vita. Tutti ne sono possibili e potenziali vittime»\nPison ha già lavorato con successo con gli attori della Compagnia Stabile ed in questo spettacolo dirige con l’intensità e la meticolosità che lo contraddistinguono Filippo Borghi\, Federica De Benedittis\, Andrea Germani e Riccardo Maranzana.\nIl colto e potente linguaggio registico di Pison saprà valorizzare al massimo i tre diversi “sguardi” sulla guerra della ex Jugoslavia\, restituiti da Covacich «proprio negli anni – scrive – in cui mi stavo abituando a pensare alla guerra come a un’esperienza televisiva».\nÈ anche in ciò il senso dell’operazione progettata dallo Stabile regionale: nella dura presa di coscienza che il dolore\, l’atrocità e l’insensatezza appartengono a ogni guerra\, ad ogni tempo e che non si tratta mai\, purtroppo\, di orizzonti lontani. Ed è particolarmente inquietante sottolinearlo\, riferendosi ad una guerra che un paio di decenni fa ci ha sfiorato appena\, e mentre i media propongono le terribili immagini della Ghouta dove civili indifesi sono rimasti intrappolati nello scontro fra siriani e ribelli. \nRepliche fino al 18 marzo
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SUMMARY:Animali da bar
DESCRIPTION:“Una metropoli\, un quartiere\, un bar: e i personaggi che di notte vi si incrociano tessendo rapporti carichi di cinismo e ironia. È “Animali da bar”: un quadro della realtà contemporanea raccontato nel linguaggio incisivo e divertente di Carrozzeria Orfeo\, pluripremiato gruppo d’artisti che ritorna al Politeama Rossetti dopo il travolgente exploit\, lo scorso anno\, con “Thanks for vaselina”. Attori\, autori\, registi delle loro creazioni\, in tutto bravissimi\, sono ospiti dello Stabile regionale martedì 27 e mercoledì 28 febbraio”.\nRitornano al Politeama Rossetti martedì 27 e mercoledì 28 febbraio\, i bravissimi artisti di Carrozzeria Orfeo\, che dopo l’exploit dello scorso anno con “Thanks for vaselina” presentano al pubblico del teatro Stabile regionale un altro lavoro\, nuovamente giocato su un efficacissimo intreccio di ironia e cinismo: “Animali da bar”. \nAnche questo spettacolo\, nasce dalla creatività collettiva di questo affiatato e validissimo gruppo di artisti\, che si sta imponendo a ragione e sempre con maggior forza sulla scena contemporanea: la drammaturgia di “Animali da Bar” è di Gabriele Di luca\,. che ritroviamo anche impegnato nella regia con Alessandro Tedeschi e Massimiliano Setti\, ed in scena assieme a Beatrice Schiros\, Massimiliano Setti\, Pier Luigi Pasino e Paolo Li Volsi. \n“Animali da bar” ha vinto il Premio HYSTRIO TWISTER 2016 \nLo spettacolo si apre su un quadro di metropoli notturna\, in un quartiere non molto “in”: l’interno di un bar si rivela presto un’efficace metafora della vita contemporanea.\nL’attenzione dell’autore illumina ad uno ad uno\, come fosse il fascio di un riflettore\, i sei personaggi che “abitano” quel bar\, “animali” che il pubblico potrà scrutare e conoscere nelle loro individualità e nelle dinamiche sociali in cui sono coinvolti.\nSi tratta di strani individui che si ritrovano attorno al bancone\, ognuno con il proprio vissuto ed il proprio portato di ossessioni\, frustrazioni\, rabbie e desideri.\nC’è un vecchio ormai malato\, talmente razzista\, misantropo e ossessionato dalla gente da vivere rintanato nel proprio appartamento. Si incontra poi una giovane donna proveniente dall’Ucraina. È segnata da un passato duro\, che potrebbe darle ragione di non provare più fiducia per il prossimo: invece porta avanti una “gravidanza in affitto” per una coppia italiana. Quella delle pompe funebri per animali domestici potrebbe essere una nuova branca di mercato da non trascurare: lo dimostra\, davanti al bancone\, un imprenditore di successo… la sua vita però è alienata dall’ipocondria. È in qualche modo una “attività” anche quella dello zoppo bipolare che assesta notevoli furti nelle case dei morti e sceglie di compiere il misfatto proprio nel giorno del loro funerale. Più dolorosa la routine del buddista in lotta per la liberazione del Tibet: il suo fervore cela un’inettitudine grazie a cui sua moglie riesce a infliggergli violenze domestiche. E infine lo scrittore che annega nell’alcol l’orrenda prospettiva di dover scrivere un romanzo sulla Grande Guerra\, per un editore tirannico. \nCos’avranno da dirsi questi animali notturni\, apparentemente tanto lontani l’uno dall’altro\, e in realtà accomunati dalla loro dimensione di perdenti\, illusi\, eppure caparbiamente aggrappati ad un’ultima – e probabilmente vana – speranza…  \nIncarnati dai bravissimi attori di Carrozzeria Orfeo ed intrappolati nella ragnatela dei loro discorsi surreali\, percorsi da un’irresistibile vena ironica\, questi personaggi esprimono la deriva del mondo occidentale ormai animato soltanto da risentimento\, paura e voglia di vendetta. Si riconosceranno – purtroppo – nelle loro battute la retorica svuotata di valori\, la morale corrosa e svenduta\, la decadenza e le dipendenze che ormai caratterizzano la realtà. E forse inquieterà il fatto di trovare fra le loro parole e gli slogan che si è abituati sentire – magari sul bus o in televisione\, o proprio al bar – la sola distanza del filtro comico…  \n“Animali da bar” è uno spettacolo di Carrozzeria Orfeo. La drammaturgia è di Gabriele Di Luca\, la regia di Alessandro Tedeschi\, Gabriele Di Luca\, Massimiliano Setti. Ingterpretano i diversi personaggi Beatrice Schiros\, Gabriele Di Luca\, Massimiliano Setti\, Pier Luigi Pasino\, Paolo Li Volsi. La voce fuori campo è di Alessandro Haber.\nHa creato le musiche originali Massimiliano Setti\, ha progettato le scene Maria Spazzi. I costumi sono di Erika Carretta\, le luci di Giovanni Berti\, l’allestimento di Leonardo Bonechi. l’ illustrazione di Federico Bassi.\nLo spettacolo è stato prodotto da Fondazione Teatro della Toscana 2015\, Carrozzeria Orfeo\nin collaborazione con Festival Internazionale di Andria – Castel dei Mondi. \n“Animali da bar” va in scena martedì 27 e mercoledì 28 febbraio alle ore 20.30 alla Sala Assicurazioni Generali del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia per il cartellone altripercorsi. \nI biglietti per lo spettacolo sono ancora disponibili presso tutti i punti vendita del Teatro Stabile regionale e anche attraverso il sito www.ilrossetti.it.
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SUMMARY:Hopera
DESCRIPTION:“Si può danzare un duetto di Mozart attraverso movimenti di hip hop\, o modern dance\, o break’ Certo: e ce lo dimostra “Hopera” in scena lunedì 26 febbraio alle 20.30 al Politeama Rossetti. La compagnia E.sperimenti GDO Dance Company lo esegue su celebri arie di Verdi\, Leoncavallo\, Rossini e molti altri celebri compositori\, in un linguaggio coreografico ricco di contaminazioni fresche e gioiose. Lo spettacolo è ospite del festival TSDanza 4.0 organizzato dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia”.\nFrutto della grammatica stilistica di una compagnia particolare come è E.sperimenti GDO Dance Company\, “Hopera” – il nuovo appuntamento con il festival TSDanza 4.0 – è uno spettacolo capace di coniugare la più classica delle tradizioni con gli stili di danza più all’avanguardia. \n“Hopera” va in scena solo la sera di lunedì 26 febbraio alle ore 20.30 al Politeama Rossetti e stupirà il pubblico con una commistione di linguaggi davvero insolita. \nEleganza e humor sottile caratterizzano i coinvolgenti performers di un cast prevalentemente maschile\, molto diversi tra loro per linee\, gestualità\, fisicità e virtuosismo\, capaci però di diventare un tutt’uno nel momento corale della coreografia. E capaci ugualmente di passare fluidamente dall’uno all’altro stile\, dal breakin’ al modern\, dal floorwork al teatrodanza.\nAttraverso questi linguaggi\, però\, i ballerini di E.sperimenti sfidano un repertorio tutt’altro che banale: quello delle arie d’opera o delle sinfonie\, delle melodie simbolo del nostro grande repertorio e delle nostre radici\, ma anche di quel patrimonio inestimabile che tutto il mondo ammira. È questo meraviglioso repertorio il vero protagonista di questa produzione artistica molto apprezzata fin dal suo debutto. \n“Hopera” suggerisce dunque una diversa prospettiva per approcciare quel repertorio musicale colto e godere della sua estrema ‘freschezza’ e attualità\, avvicinando così mondi diversi e lontani e contagiando il pubblico nel sorriso e nella leggerezza.\nVerdi\, Leoncavallo\, Rossini\, ma anche Handel e Mozart\, risplendono nel tocco raffinato degli interpreti forti di un linguaggio teatrale\, contaminato\, fresco\, gioioso e di contenuto drammaturgico.  \nIl merito va ai tre giovani coreografi Galimberti\, de Virgiliis\, Di Luzio\, che hanno costruito l’architettura di questo spettacolo con una levità coreografica mai banale\, nel suo repentino susseguirsi di scene ed atmosfere\, arricchito com’è da un impianto scenico importante e di innovazione tecnologica\, fatta di siparietti computerizzati e di tulle tradizionale\, che si alzano ed abbassano per scoprire o nascondere le figure in scena.\nSul palcoscenico ammireremo una compagnia di giovani danzatori\, composta da Filippo Braco\, Mattia de Virgiliis\, Francesco Di Luzio\, Andrea Ferrarini\, Federica Galimberti\, Eleonora Lippi\, Stefano Otoyo\, Silvia Pinna\, Laura Ragni\, Daniele Toti\, Martina Ragni (sostituta).\nLa regia e la direzione del team coreografico è di Federica Galimberti. Il team coreografico è composto da Mattia De Virgiliis\, Francesco Di Luzio\, Federica Galimberti. \nLe musiche sono di Verdi\, Leoncavallo\, Rossini\, Handel\, Mozart con la consulenza di Marco Schiavoni. \nE.sperimenti GDO Dance Company\, compagnia di punta di GDO\, è una fucina giovane e dinamica che vuole portare in scena il vissuto e il reale dell’essere\, dare spazio alle componenti più giovani della società. Esprime un linguaggio contaminato\, coinvolgente\, geniale pronto al ‘sorriso’ in ogni sua espressione artistica.\nI componenti sono performers di estrazione e vissuti differenti che mantengono la propria individualità\, ma sono un tutt’uno quando lavorano insieme.\nQuesta effervescente eccellenza italiana ‘under 35’\,si esibisce spesso all’estero: recenti le loro performance in Brasile\, Stati Uniti\, Russia\, Thailandia\, Giordania\, Palestina. “Hopera”\, scelto per la NID Platform 2015\, è stato invitato al Beijing Dance Festival 2016\, al Vantaa Gala Helsinki\, al Sziget Festival e in Cina nel 2017 per inaugurare il Teatro SIDC a Shanghai.  \n“Hopera” va in scena solo lunedì 26 febbraio alle 20.30 alla Sala Assicurazioni Generali nell’ambito del festival TS Danza 4.0 organizzato dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.  \nI biglietti sono in vendita presso tutti i consueti circuiti e punti vendita del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e tramite il sito www.ilrossetti.it.
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SUMMARY:Trieste per Giorgio Strehler
DESCRIPTION:Nel ventesimo anniversario della scomparsa di Giorgio Strehler (Trieste 1921 – Lugano 1997)\, la sua città natale lo ricorda attraverso un fitto calendario di iniziative a partire dalla serata “Trieste per Giorgio Strehler” in scena lunedì 11 dicembre alle 20.30 al Politeama Rossetti.
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SUMMARY:Stefano Bollani - Cerimonia dei Méliès d'Or
DESCRIPTION:Trieste Science+Fiction Festival annuncia che sarà il concerto di Stefano Bollani a illuminare la notte della cerimonia dei Méliès d’Or in calendario il 3 novembre 2017 al Politeama Rossetti. \nDal 31 ottobre al 5 novembre Trieste ritornerà ad essere nuovamente la capitale europea del cinema fantastico\, con la 21a Golden Méliès Ceremony\, cerimonia di consegna del premio Méliès d’Or della European Fantastic Film Festivals Federation per il migliore lungometraggio e cortometraggio. Un appuntamento d’eccezione in sé che gli organizzatori de La Cappella Underground hanno voluto rendere ancora più prezioso con il concerto di Stefano Bollani. \nDaniele Terzoli\, direttore del festival\, dichiara: “Trieste città della scienza e della fantascienza\, Trieste Capitale europea della scienza 2020 e Trieste capitale della fantascienza 2017 con il ritorno della cerimonia di consegna del premio Méliès d’Or\, vero e proprio Oscar del cinema fantastico europeo. Per festeggiare l’evento ospitiamo un artista simbolo dell’eccellenza italiana come Stefano Bollani\, tra i più importanti pianisti jazz del mondo. Nelle opere di Bollani\, grande appassionato di fantascienza\, il tema degli alieni è un tema ricorrente\, dall’album “Arrivano gli alieni” al recente libro “Dialogo sugli alieni”. Da qui è nata l’idea di chiedere a Stefano Bollani di sonorizzare dal vivo un programma di film del cinema delle origini\, tra classici\, sorprese e simboli del cinema fantastico italiano ed europeo\, nella splendida cornice del Politeama Rossetti. Siamo veramente onorati che il grande pianista milanese abbia raccolto la nostra sfida!” \nPianista e compositore\, Stefano Bollani si è esibito con direttori d’orchestra come Zubin Mehta\, Daniel Harding\, Kristjan Järvi\, Leonard Slatkin\, Gianandrea Noseda e Antonio Pappano e ha suonato\, tra le altre\, con l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma\, l’Orchestra del Concertgebouw di Amsterdam\, l’Orchestre de Paris\, l’Orchestre de Lyon\, la Danish Radio Orchestra e la Toronto Symphony Orchestra. \nNel 2007\, con la Filarmonica ’900 del Teatro Regio di Torino e la direzione di Jan Latham-Koenig ha registrato il “Concert champêtre di Poulenc” (AVIE Records). Insieme alla Gewandhausorchester di Lipsia\, diretta da Riccardo Chailly\, ha inoltre inciso la “Rapsodia in blu” e il “Concerto in fa” di Gershwin (Decca 2010) e il “Concerto per pianoforte in sol” di Ravel (Decca 2012). L’album dedicato a Gershwin ha vinto il Disco di platino in Italia rimanendo in classifica per numerose settimane; dallo stesso repertorio e dalla collaborazione con il maestro Chailly è inoltre nato il dvd “Live at La Scala”\, realizzato questa volta con la Filarmonica della Scala. Come compositore\, ha scritto il “Concertone per trio jazz e orchestra”\, registrato nel 2004 con l’Orchestra della Toscana (etichetta Label Bleu; direzione e arrangiamento di Paolo Silvestri). Al Maggio Musicale Fiorentino 2017 ha debuttato dal vivo “Concerto azzurro”\, nuova composizione per pianoforte e orchestra\, diretta da Kristjan Järvi\, con gli arrangiamenti di Paolo Silvestri. \nLa musica per Stefano Bollani è un gioco da ricreare di volta in volta\, da soli o con partner diversi. \nBollani cerca costantemente stimoli\, nella musica del passato e nell’esplorazione del presente\, improvvisando a fianco di grandi artisti come il suo nobile mentore Enrico Rava\, Richard Galliano\, Bill Frisell\, Paul Motian\, Chick Corea\, Hamilton de Holanda. Ha celebrato la forma canzone a fianco di Caetano Veloso e Hector Zazou\, e con celebri compatrioti come Irene Grandi\, Fabio Concato\, Elio e le Storie Tese. \nQuando non suona\, scrive libri o crea spettacoli teatrali come “Primo Piano”\, con la Banda Osiris o “La regina dada”\, scritto e interpretato con Valentina Cenni. Fresco di stampa il suo “Dialoghi tra Alieni”\, per Trigono Edizioni\, un viaggio attraverso storia\, religione\, filosofia\, fisica e scienza\, per far luce sui tanti misteri che ancora sfuggono alla nostra comprensione: dall’esistenza di dimensioni e universi paralleli alla presenza di vita su altri pianeti. \nAlla radio\, con la collaborazione di David Riondino\, ha dato vita al Dottor Djembè\, musicologo omnisciente che per diversi anni ha diffuso semi di ironia e sarcasmo dai microfoni di Radio Rai 3. \nDopo l’esperienza con Renzo Arbore\, Stefano Bollani ha il merito di aver portato la musica jazz in televisione\, cercando di veicolarla in modo originale e all’insegna delle contaminazioni\, gettandosi in spettacolari jam session nella sua trasmissione “Sostiene Bollani” su Rai 3. \nLa musica per comunicare la gioia. La gioia nonostante tutto\, come dice il titolo del suo recente lavoro per ECM\, prendendo in prestito una frase di Tom Robbins. \nLa vendita degli accrediti per il festival sarà disponibilie online sul sito del festival a partire da lunedì 2 ottobre. I biglietti per il concerto di Stefano Bollani al Politeama Rossetti saranno disponibili a partire dal 9 ottobre.
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SUMMARY:Trieste Science+Fiction Festival
DESCRIPTION:La 17a edizione del Trieste Science+Fiction Festival – lo storico festival della fantascienza organizzato da La Cappella Underground – si terrà quest’anno dal 31 ottobre al 5 novembre nella nuova prestigosa sede del Politeama Rossetti\, al Teatro Miela e al Cinema Ariston. \nLa selezione ufficiale di Trieste Science+Fiction Festival 2017 comincia a svelare i primi titoli della sua esplorazione dei mondi del fantastico cinematografico contemporaneo. Opere prime\, registi emergenti e gioielli di genere tra robot\, zombie\, astronavi e affascinanti ipotesi su un futuro tutto da costruire\, come anticipato nell’immagine ufficiale del manifesto di quest’anno\, disegnato da Lorenzo LRNZ Ceccotti. \nTrieste Science+Fiction Festival presenterà in anteprima italiana il thriller fantascientifico americano Beyond Skyline\, diretto da Liam O’Donnell\, con Frank Grillo (“Capitan America”\, “The Shield”\, “Prison Break”) nei panni del detective Mark Corley alla ricerca del figlio rapito da una nave da guerra aliena. E  il colossal russo Salyut-7 (2017) di Klim Shipenko\, appassionante cronaca spaziale della missione più avventurosa dell’intera storia dell’esplorazione spaziale (di prossima distribuzione italiana con Blue Swan Entertainment). Trieste ospiterà la prima italiana di due film francesi molto attesi: il postapocalittico Hostile\, diretto da Mathieu Turi e prodotto da Xavier Gens (“Frontiers”\, “The Divide”)\, che verrà distribuito in Italia da Twelve Entertainment\, e Seuls – Alone del regista di “Them” David Moreau\, che adatta la celebre serie a fumetti su un gruppo di adolescenti risvegliatisi soli in un mondo deserto (distribuirà nei cinema italiani Draka). Sempre in anteprima nazionale\, il thriller fantamedico Replace\, girato in Canada dal tedesco Norbert Keil\, scritto da Richard Stanley e interpretato da Barbara Crampton (“Omicidio a luci rosse“\, “Re-Animator“\, “Le streghe di Salem“) e Rebecca Forsythe nei panni di una giovane senza memoria la cui pelle inizia ad invecchiare troppo rapidamente; l’avvolgente thriller sui paradossi spazio-temporali Hurok – Loop dell’ungherese Isti Madarász\, già apprezzato nei migliori festival di genere; e la parabola africana sulla vita e la morte Kati Kati del regista keniota Mbithi Masya. \nScarica il comunicato stampa [pdf]
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SUMMARY:Il corsaro del vento. Tino Straulino
DESCRIPTION:testi tratti dal libro “Straulino\, signore del mare”a cura di Tiziana Oselladore\ncon gli attori della Compagnia del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia \nPer tutti quelli che lo hanno conosciuto e per chi ama andar per mare\, Agostino Straulino è un mito.\n“Il corsaro del vento. Tino Straulino” propone la lettura di una serie di brani tratti dal libro Straulino signore del mare che raccoglie momenti di vita del grande campione della vela. Ne saranno protagonisti gli attori della Compagnia Stabile\, che in un’atmosfera di suggestioni marine\, vento e vele comporranno un mosaico che ci dirà molto di Tino Straulino. A partire da Arma e vai!\, il suo libro culto\, ma anche delle interviste\, dai diari bordo scritti durante le crociere sulla Vespucci o sul Corsaro II\, quello che traspare in modo indelebile e rimane come grande insegnamento di vita\, è non solo il racconto dell’uomo-Straulino ma un intero mondo fatto di amore incondizionato per il mare\, di sensibilità e attenzione\, principi e coerenza\, onestà intellettuale e umiltà\, serietà e responsabilità e soprattutto… buon senso. Un mondo insomma fatto di valori antichi come le forze che regolano i mari e i venti: valori concreti e forti come la temperanza\, il coraggio e la prudenza\, che ogni buon marinaio deve possedere per considerarsi tale.\nOggi si crede\, spesso erroneamente\, che l’incalzante progresso tecnologico abbia completamente stravolto il modo in cui si va per mare. Essere un marinaio è un’altra cosa. Bisogna “sentire il mare”\, saper leggere sulla sua superficie il vento\, assecondare gli elementi e non opporsi ad essi\, sentire la barca\, conoscerla intrinsecamente e sentire soprattutto la sua anima\, essere tutt’uno con lei. Solo così si potrà sapere come risponderà ai comandi\, e né lei né il mare tradiranno mai. Solo così si può diventare un marinaio!
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