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SUMMARY:La Locandiera nei Memoires di Carlo Goldoni - Piazza Goldoni. Personaggi e figure
DESCRIPTION:“Carlo Goldoni è al centro dell’apertura della Stagione del Settantennale del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: una lettura e un convegno sono gli approfondimenti in programma questa settimana. Lunedì 14 ottobre la lettura “La Locandiera nei Memoires di Carlo Goldoni” a cura di Lino Marrazzo mentre il 15 ottobre a ingresso libero dalle 16 si tiene l’importante giornata di studi “Piazza Goldoni. Personaggi e figure” con quattro prestigiosi studiosi in materia Marzia Pieri\, Anna Scannapieco\, Piermario Vescovo e Paolo Quazzolo”.\nSi lega alla “nascita” del Teatro Stabile una serie di attività legate alla figura e all’opera di Carlo Goldoni che si svolgono in questi giorni al Politeama Rossetti\, dopo l’inaugurazione della Stagione 2024-2025 con il “Sior Todero brontolon”.\nUn progetto su Goldoni avvia la Stagione del 70° della fondazione dello Stabile regionale\, proprio così come 70 anni fa tutto partì da una commedia goldoniana\, “La donna di garbo”\, primo spettacolo messo in scena dallo Stabile nel 1954. \nEcco allora che proseguono spettacoli e approfondimenti su questo autore\, pietra miliare della cultura e della tradizione teatrale italiana. \nLunedì 14 ottobre alle ore 18 la Sala 1954 ospiterà “La Locandiera nei Memoires di Carlo Goldoni” a cura di Lino Marrazzo con brani recitati da Andrea Germani e Maria Grazia Plos (in attesa dell’allestimento firmato da Antonio Latella e interpretato da Sonia Bergamasco\, del capolavoro dell’autore veneto\, “La locandiera”\, che sarà al Rossetti da giovedì 17 a domenica 20 ottobre). \nIl 15 ottobre alle ore 16 alla Sala 1954 si terrà a ingresso libero una tavola rotonda intitolata “Piazza Goldoni-Personaggi e figure” occasione da non perdere per ascoltare quattro studiosi in materia goldonianadi grande prestigio: Marzia Pieri\, Anna Scannapieco\, Piermario Vescovo e Paolo Quazzolo.
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SUMMARY:L’incognita
DESCRIPTION:“Una commedia rimasta incredibilmente quasi sconosciuta\, di Carlo Goldoni – “L’incognita” viene riscoperta da uno studioso di pregio come Piermario Vescovo e ritorna alla scena in un affascinante allestimento tutto al femminile\, in cui interagiscono attrici e burattini. Lo spettacolo va in scena il 15 e 16 ottobre alla Sala Bartoli per la stagione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia”.\n“L’incognita” di Carlo Goldoni appartiene alla stagione delle “sedici commedie nuove” (1750-51) e d è rimasta inspiegabilmente quasi sconosciuta.\nL’ha riportata sulla scena lo studioso e regista Piermario Vescovo – assieme ad Antonella Zaggia – si deve il fantasioso allestimento in scena alla Sala Bartoli in 15 e 16 ottobre\, per la stagione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, incentrata in questa prima fase sull’autore – Goldoni appunto – con cui 70 anni fa\, iniziò la sua storia.\nLa commedia vede interagire in scena in una trama molto avvincente attrici e burattini. \nLo spettacolo va in scena il 15 ottobre alle ore 19.30 e il 16 ottobre alle ore 21 alla Sala Bartoli. Biglietti e abbonamenti sono ancora disponibili presso i punti vendita e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it \nInformazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Andrea Pucci - 30 anni... e non sentirli
DESCRIPTION:Andrea Pucci arriva a Trieste con il suo nuovo spettacolo 30 anni… e non sentirli: ilrecital comico sarà ospite il 14 e 15 ottobre al Politeama Rossetti.\n\nDal 2 luglio alle ore 17 si possono acquistare i biglietti sul circuito TICKETONE oppure\npresso la biglietteria del Politeama Rossetti ed i punti vendita del Teatro Stabile del Friuli\nVenezia Giulia.
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SUMMARY:La coscienza di Zeno con Alessandro Haber
DESCRIPTION:“Nella settimana della Barcolana\, quando Trieste attrae turisti da ogni dove\, il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia porta in scena per due giorni – il 10 e l’11 ottobre –  “La coscienza di Zeno” di Italo Svevo – con protagonista Alessandro Haber e la regia di Paolo Valerio – che di Trieste offre una visione culturale\, ironica e raffinata. Un modo per conoscerne milieu e atmosfere\, per avvicinarsi alla geniale scrittura sveviana\, attraverso uno spettacolo da record che riprende  per il secondo anno la tournée proprio dalla sede di Trieste\, dopo una prima stagione di sold out e successi in tutta Italia”.\nNella settimana della Barcolana\, quando Trieste attrae turisti da ogni dove\, il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia porta in scena uno spettacolo che fa “entrare” profondamente e con grande piacevolezza nella cultura e nell’atmosfera di Trieste\, si tratta de “La coscienza di Zeno” capolavoro di Italo Svevo che – giovedì 10 alle 20.30 e venerdì 11 ottobre alle 17 – è in programma al Politeama Rossetti per la regia di Paolo Valerio e con protagonista Alessandro Haber.  \nProduzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e Goldenart Production lo spettacolo ha aperto la scorsa stagione a Trieste\, ha segnato fin dalla partenza record di pubblico e sold out in tutta Italia e riparte per una lunga tournée che lo porterà a Milano e in moltissimi altri teatri nazionali: prima di riprendere il tour regala ancora due repliche nella città di Italo Svevo e – per chi si trova in città attratto dalla grande regata – potrà rappresentare un’occasione molto gustosa di comprendere meglio il genio della letteratura del Novecento che\, con ritardo rispetto ai meriti\, proprio questo romanzo (edito 100 anni fa) ha proiettato nell’empireo della letteratura mondiale. \nFra affascinanti suggestioni video (di Alessandro Papa) e un elegante ed efficace adattamento (firmato dallo stesso regista Paolo Valerio e da Monica Codena)\, il romanzo si sfoglia davanti agli occhi della platea intrecciando cultura\, eleganza\, ironia e magnetizzando il pubblico in un plot avvincente\, dove è impossibile non parteggiare per il protagonista Zeno. \nMeticolosamente orchestrata la compagnia di interpreti capeggiata da un apprezzatissimo e originale Alessandro Haber: Francesco Godina è il suo “doppio” uno Zeno giovane che agisce in scena dai suoi ricordi\, raccontati allo psicanalista. Negli altri ruoli\, Alberto Fasoli\, Valentina Violo\, Ester Galazzi\, Stefano Scandaletti\, Emanuele Fortunati\, Meredith Airò Farulla\, Caterina Benevoli\, Chiara Pellegrin\, Giovanni Schiavo. Si muovono in una affascinante fusione di linguaggi scenici: con Paolo Valerio hanno infatti collaborato Marta Crisolini Malatesta per la scena e i costumi\, Gigi Saccomandi per le luci\, Alessandro Papa per i video e Oragravity per le musiche. \nLo spettacolo restituisce l’affascinante complessità del milieu in cui Svevo concepisce e ambienta il romanzo e ne illumina i nodi fondamentali e potentemente antesignani attraverso l’inedito adattamento\, di Paolo Valerio e Monica Codena. Hanno lavorato attentamente sull’innovativa scrittura sveviana su interessanti scelte di messinscena e su un protagonista fuori da ogni cliché come Alessandro Haber.\nSarà lui a coniugare la profondità e l’ironia surreale di Zeno Cosini\, a tratteggiarne complessità e fragilità\, senso d’inadeguatezza e successi\, autoassoluzione e sensi di colpa\, la nevrosi e quell’incapacità di sentirsi “in sintonia” con la società\, che lo porteranno sul lettino del Dottor S e alla scrittura del diario psicanalitico… Aspetti che si rispecchiano potentemente nelle contraddizioni dell’uomo contemporaneo\, e lo rendono un personaggio attuale e teatralissimo nella sua surrealtà\, nei suoi divertenti lapsus e ostinazioni\, nelle sue intuizioni che ancora ci scuotono.  \nPaolo Valerio concretizza sulla scena la fascinazione dell’analisi che il protagonista fa della propria esistenza e del suo mondo interiore\, sdoppiando il personaggio di Zeno e rendendo così quasi tangibile il dialogo che egli ha con sé stesso\, il confronto con la sua “coscienza”\, lo sguardo partecipe e allo stesso tempo scettico che pone sui ricordi e gli eventi della sua vita. \n«Come scrive Giorgio Strehler\, “La coscienza di Zeno” è «una pietra nel cuore di tutti i triestini» e per me è una sfida davvero particolare» – scrive il regista nelle sue note. «Zeno ci rivela l’inciampo\, l’umanità… E anche il personaggio di Alessandro Haber s’intreccia a questa inettitudine e talvolta\, durante lo spettacolo\, si sovrappone l’uomo all’attore\, per sottolineare “l’originalità della vita”. Zeno ci appartiene\, racconta di noi\, della nostra fragilità\, della nostra ingannevole coscienza\, della voce che ci parla e che nessuno sente e che ci suggerisce la vita. Attraverso l’occhio scrutatore del Dottor S. ho cercato di restituire la dimensione surreale\, ironica e talvolta bugiarda di Zeno\, immersa nell’atmosfera della sua Trieste e di tutti gli straordinari personaggi che la vivono.\nUn immaginario il cui respiro cerebrale dialoga con il mondo dell’arte\, con la psicoanalisi e dove ho cercato di rendere con forza la dialettica fra “esterno e interno” nella spietata analisi che Zeno fa della propria esistenza\, lasciando costantemente aperta una finestra sul proprio mondo interiore». \nLa produzione de “La coscienza di Zeno” – era nata nel 2023 fra gli eventi del protocollo siglato\, per il centenario della pubblicazione del romanzo\, dallo Stabile con Comune di Trieste e LETS Letteratura Trieste\, l’Università degli Studi e la Fondazione lirica Teatro Verdi – appartiene a una linea di ricerca e di valorizzazione dei grandi autori che radicati a Trieste\, sono stati fondamentali nella letteratura del Novecento europeo. \nLA COSCIENZA DI ZENO / personaggi e interpreti in ordine di apparizione
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SUMMARY:L’Acqua cheta
DESCRIPTION:Nato dalla collaborazione tra Comune di Trieste nell’ambito di Triestestate\,Associazione Internazionale dell’Operetta FVG\, Fondazione Teatro Lirico\nGiuseppe Verdi di Trieste e Teatro Stabile FVG\, il Festival propone quest’anno\nuna ricca produzione di operette e spettacoli musicali. Si comincia con\n“L’Acqua cheta”\, operetta tratta dall’omonima commedia di Augusto Novelli\ncon le musiche di Giuseppe Pietri\, soprannominato il Puccini della piccola\nlirica italiana.\nGli interpreti di questa divertente commedia in musica sono Ilaria Zanetti e\nMarzia Postogna\, le sorelle Ida e Anita\, Andrea Binetti\, il garzone di stalla\nStinchi\, Giacomo Segulia\, il falegname Cecco\, Gualtiero Giorgini e Michela\nVitali\, il fiaccheraio Ulisse e sua moglie Rosa\, Alessio Colautti nei panni di\nAlfredo\, un giovane elegante\, l’avvocato Francesco Cozzi\, i musici Giulio Gessi e\nMatteo Fragiacomo. La FVG Orchestra è diretta da Romolo Gessi\, la regia è di\nAndrea Binetti. In scena i coristi diretti da Andrea Mistaro.\n\nProdotto dall’Associazione Internazionale dell’Operetta FVG lo spettacolo che apre il\nFestival dell’Operetta 2024\, nel grande contenitore di TriesteEstate del Comune di Trieste\,\ncon il contributo della Regione FVG\, si avvale di scene e costumi della Fondazione Teatro\nLirico Giuseppe Verdi di Trieste e della collaborazione del Teatro Stabile del FVG.\n“L’Acqua cheta” è una commedia in fiorentino di Augusto Novelli\, che venne rappresentata\nper la prima volta al Teatro Alfieri di Firenze il 29 gennaio 1908. Il Novelli affermava di aver\npensato per molto tempo di ridar vita al teatro fiorentino prendendo a modello le commedie\nscritte da l’abate Zannoni\, segretario della Crusca. I suoi primi lavori in tal senso furono però\nben presto dimenticati\, finché nel 1908 con “L’Acqua cheta” ottenne un notevole successo. Il\nconnubio Augusto Novelli e Giuseppe Pietri produsse l’omonima operetta che debuttò nel novembre 1920 al Teatro Drammatico Nazionale di Roma con la scenografia di Aldo\nMolinari. Dopo il debutto un giornale romano dichiarava “È nata l’operetta italiana”. Luciano\nRamo scrisse “Pietri amò sempre per i suoi libretti le belle commedie nostrane; mai andò a\ncaccia di nuvole nel campo della cosiddetta fantasia\, né di principesse in licenza estiva\npresso circhi equestri\, e cose consimili. Preferì sempre pane di casa\, per allietare le mense\noperettistiche”. E i proverbi come quello che recita “L’acqua cheta rovina i ponti”. \n\n“L’Acqua cheta” si svolge infatti a Firenze in riva all’Arno\, in un semplice cortile davanti a una casetta\npopolare. Ida e Anita le due figlie di mamma Rosa e papà Ulisse ricamano; Cecco\, il\nfalegname\, lustra un mobile e lancia occhiate ad Anita\, delle due la più sbarazzina\, mentre\nIda\, autentica acqua cheta\, tiene gli occhi bassi facendo finta di non accorgersi di nulla. Ma\nnel profondo anche un’acqua cheta può commettere qualche imprudenza\, una fuga d’amore\ncon il proprio innamorato segreto. Alla grande disperazione di Rosa e Ulisse segue un lieto\nfine\, con il ritorno di Ida e il matrimonio con il grande amore Alfredo. Una storia vera che\nattinge ad autentici momenti di vita\, raccontati in musica con brani che sono rimasti celebri:\nOh com’è bello guidare i cavalli\, Sul carrozzin\, Fiorin Fiorello\, Su le stelle sorridono quiete\,\nInsiem potrem\, fino al famoso Coro della “rificolona”.\n\nL’incontro di Pietri con la musica era stato casuale\, quando in famiglia scoprirono che la\nsorella non aveva alcun talento e permisero al maestro di istruire al pianoforte il fratello più\ngiovane\, ma talentuoso. Alcuni anni dopo per questioni di debiti il direttore della Compagnia\ndei fratelli Ricci\, che doveva eseguire “Crispino e la comare” sull’isola d’Elba\, non potè\ngiungere nel teatro di Portoferraio. Giuseppe Pietri a soli 15 anni lo sostituì\, senza mai aprire\nlo spartito. “Addio giovinezza” è considerata il suo capolavoro\, è l’operetta che lo consacrò\n‘re della piccola lirica’. Nel 1920 con L’Acqua cheta bissò il successo. Nell’aria “Lo so che tu\nsei tanto buono” si rispecchia la spiritualità e lo stile di un altro grande toscano “Oh\, mio\nbabbino caro” dal “Gianni Schicchi” di Giacomo Puccini.\n\nL’Acqua cheta manca da molto tempo dai palcoscenici della città\, da quel 1981 quando andò\nin scena con le coreografie e la regia di Gino Landi\, recentemente scomparso. Direttore\nd’orchestra Guerrino Gruber\, specialista di tante produzioni operettistiche del famoso\nFestival\, con le scene di William Orlandi\, i costumi di Sebastiano Soldati. Sul palco la\nsplendida Daniela Mazzucato con Sandro Massimini e ancora Anna Campori\, il tenore\nWilliam Matteuzzi e Giampiero Becherelli. L’operetta mancava a sua volta da Trieste dal\n1962 quando nel cast figuravano Elvio Calderoni (Stinchi)\, Carlo Rizzo (Ulisse). Di sicura\nmemoria l’edizione televisiva del 1974 per la regia di Vito Molinari\, con Nada Malanima e\nDaniela Goggi\, Nino Castelnuovo\, Gianrico Tedeschi\, Renzo Montagnani e Ave Ninchi.\n“La nostra forza – dichiara Rossana Poletti\, che dirige la produzione- è essere una squadra\,\normai affiatata\, per l’aver sperimentato a lungo questo genere musicale. Artisti\, cantanti\,\nattori e musicisti\, tecnici e collaboratori concorrono tutti con entusiasmo e passione alla\nriuscita degli spettacoli”.\n\n“L’Acqua cheta è musica piena di grazia ed armonia\, – ricorda il direttore musicale\, Romolo\nGessi- è un’operetta ricca di arie bellissime\, ora dolci\, ora vivaci”.\nAndrea Binetti\, regista ed adattatore\, afferma che “questo titolo si rifà ad argomenti del\ntutto attuali; racconta dei problemi che anche oggi affrontano i genitori con i figli\nadolescenti”.\n\nI biglietti per L’Acqua cheta si possono acquistare presso la Biglietteria del Politeama Rossetti\ndi Largo Giorgio Gaber 1\, lunedì 16.00-19.00; martedì-venerdì 10.00-19.00; sabato 10.00-\n13.00 e 16.00-19.00; domenica chiuso\, e un’ora prima dello spettacolo. È possibile\ncontattare la biglietteria al numero: 040.3593511 oppure inviando una mail all’indirizzo:\nprenotazioni@ilrossetti.it . Sul circuito VIVATICKET.\nPresso Ticket Point di Corso Italia 9- Galleria Rossoni a Trieste\, dal lunedì al sabato 8.30-\n12.30 e 15.30-19.00\, tel. 040 3498276.\nInformazione su www.triesteoperetta.it \, info@triesteoperetta.it\n\nIl festival proseguirà il 16 luglio al Verdi con “Sogno di un valzer”\, operetta di Oscar Strauss in forma di concerto scenico\, e il 20 luglio al Castello di San Giusto con lo spettacolo “Ti racconto… La Vedova allegra”\, musiche di Franz Lehár\, adattamento del testo di Andrea Binetti
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SUMMARY:La madre di Eva
DESCRIPTION:“Stefania Rocca è protagonista e regista de “La madre di Eva”\, spettacolo in cui l’attrice – ispirandosi al romanzo omonimo di Silvia Ferreri – affronta il contrasto generazionale e le tematiche transgender dal punto di vista di chi ne è fisicamente coinvolto. Lo spettacolo è ospite del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia”.\nC’è un muro\, sia concreto che metaforico\, fra la madre e la figlia al centro dello spettacolo  multimediale e coinvolgente che Stefania Rocca – da regista\, autrice e interprete – trae dal romanzo di Silvia Ferreri “La madre di Eva” (finalista al Premio Strega 2018). \nLo spettacolo arriva ora a Trieste\, al Politeama Rossetti per una data unica stimolante e ricca di spunti di riflessione\, il 15 maggio alle ore 20.30. \nIl muro concreto\, si trova nella clinica di Belgrado in cui la madre protagonista\, parla in modo interiore e toccante alla figlia\, che\, negli stessi istanti\, al di là di quello stesso muro\, viene preparata all’operazione che la renderà un uomo.  \n«Prima dei miei diciotto anni voglio sottopormi all’intervento che mi renderà quello che sono davvero: un uomo»: per Alessandro quel percorso è una liberazione. La madre invece ha sempre considerato quella figlia una femmina\, vive la transizione come un calvario ingiustificato: non è bigotta ma ha paura\, per la probabile sofferenza della figlia per il giudizio degli altri\, per le difficoltà esistenziali e oggettive che affronterà\, per il pregiudizio. Ecco il muro metaforico. \nLa madre attende\, e instaura un dialogo surreale senza risposte\, narrando la loro vita fino a quel momento\, fra amore e odio\, sensi di colpa\, turbamenti\, speranze e pericoloso senso di solitudine. Ma alla fine entrambe rinasceranno.  \nLo spettacolo alla Sala Assicurazioni Generali di Trieste va in scena solo il 15 maggio alle ore 20.30: i biglietti ancora disponibili sono in vendita nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it \nInformazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Indagini Live
DESCRIPTION:È partito ad aprile con sei date sold-out tra Milano (TAM – Teatro Arcimboldi Milano) e Roma (Teatro Olimpico) il tour di INDAGINI LIVE di STEFANO NAZZI\, lo spettacolo con cui il giornalista e scrittore porta dal vivo il suo celebre podcast\, raccontando con il suo stile ormai inconfondibile e amatissimo dai fan uno dei casi di cronaca che più ha segnato la storia del nostro Paese\, il delitto del Circeo\, consumatosi tra il 29 e il 30 settembre 1975 a San Felice Circeo.\nLa tournée tocca ora Trieste\, ospite solo il 14 maggio del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. \nSin dalle prime date l’accoglienza per lo spettacolo è stata eccezionale\, tra gli applausi all’ingresso di Nazzi con l’ormai iconica intro del podcast e un’atmosfera da fiato sospeso durante la narrazione.  \nLo stile narrativo di Nazzi è la sua impronta più riconoscibile: oggettività\, approfondimento\, ricerca\, per il racconto non solo dei due terribili giorni di quel settembre di quasi cinquant’anni fa\, ma anche e soprattutto di quello che ne è seguito: le indagini – appunto – attraverso le testimonianze\, le carte giudiziarie\, il racconto dei media.\nCome commenta lo stesso Nazzi\, si tratta di un caso che – nonostante il tempo trascorso – presenta elementi ancora tristemente attuali: «Quella del delitto del Circeo è una delle storie che più hanno segnato l’Italia. Non solo per la crudeltà e la sospensione di umanità che fu messa in atto dai tre ragazzi protagonisti di quella violenza senza limiti ma anche per ciò che avvenne dopo. E cioè come durante il processo gli avvocati difensori tentarono di attribuire parte di responsabilità alle vittime\, ed è una mentalità che in forme diverse e magari non esplicite come allora è ancora\, a volte\, attuale. E anche alcuni organi di stampa si adeguarono con frasi del tipo «Ma se le ragazze non avessero seguito quei tre\, se non avessero cercato la bella vita…». Ma è anche la storia di coperture e protezioni su cui poterono contare i tre responsabili del delitto\, di fughe improbabili e facili\, di come uno dei condannati riuscì a svanire nel nulla\, un altro a nascondersi per anni in Sudamerica e un altro ancora a prendere in giro procure di mezza Italia per poi uscire dal carcere e uccidere ancora». \nSul palco con Stefano Nazzi\, per ciascuna data\, due ospiti a sorpresa. \nStefano Nazzi\, giornalista\, si è sempre occupato di cronaca\, seguendo i casi più conosciuti e di maggiore risonanza\, ma anche vicende meno note. Oggi racconta la cronaca e l’attualità per Il Post. È ideatore e autore di “Indagini”\, ai primi posti delle classifiche dei podcast\, e di “Altre indagini”\, sempre per «il Post». Da Mondadori ha pubblicato “Il volto del male” (2023) e il nuovo libro “Canti di Guerra. Conflitti\, vendette\, amori nella Milano degli anni Settanta”. \nLo spettacolo va in scena alla Sala Assicurazioni Generali solo il 14 maggio alle 20.30. I biglietti sono disponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sul sito www.ilrossetti.it e allo 040.3593511.
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SUMMARY:Magnifica presenza
DESCRIPTION:Ferzan Ozpetek ritorna a teatro con l’adattamento scenico di “Magnifica presenza”\, unodei suoi successi cinematografici: il Politeama Rossetti sceglie questo titolo per concludere\nla programmazione di Prosa per la stagione 2023-2024.\nL’appuntamento è per giovedì 9 maggio alle ore 20.30 con repliche fino a domenica 12\nmaggio.\n\nIl regista\, tra i più amati del cinema italiano e internazionale\, prosegue così il percorso\ninaugurato con “Mine vaganti”\, e fa rivivere in teatro uno dei suoi film cult portando con sé\nin questa avventura una compagnia di attori di spessore\, a partire da Serra Yilmaz\, Tosca\nD’Aquino\, Federico Cesari\, Toni Fornari\, Luciano Scarpa\, Tina Agrippino\, Sara Bosi\, Fabio\nZarrella. Saranno loro a interpretare i grandi protagonisti di questa commedia\, in equilibrio\ntra illusione e realtà\, sogno e verità\, amore e cinismo\, cinema\, teatro e incanto.\nFederico Cesari dà vita a Pietro\, il pasticcere catanese che arriva a Roma con l’ambizione\ndi diventare attore e un grande amore per questo lavoro: ma a rendere sorprendente e\nmisteriosa questo suo inizio di carriera sarà anche l’emozione di ritrovarsi – ospite della\ncugina (Tosca D’Aquino) – a vivere in una casa popolata da spettri. Sono presenze\nsignificative per Pietro: le ombre di attori come lui\, appartenenti a una compagnia rimasta\nstritolata nel 1943 dagli eventi della seconda guerra mondiale. Fra loro Lea (Serra Yilmaz)\nche solo Pietro riesce a vedere.\n\n«È buffo dire di uno spettacolo che è “molto teatrale”\, ma “Magnifica Presenza” lo è\ndavvero e ho l’impressione che piaccia quasi più del film. Farà riflettere e anche ridere\nperché ha tanti aspetti divertenti. Chi ci vuole trovare solo leggerezza troverà solo\nleggerezza\, chi ci vuole riflettere un po’\, troverà di più» commenta Serra Yilmaz\, spesso\nstella dei film di Ozpetek. «Conoscevo già Trieste – continua – perché vi ero stata diverse\nvolte negli anni Novanta per curiosità un po’ letteraria\, sulle tracce di Saba\, perché avevo\nun compagno che era scrittore e condividevamo questi interessi. Quando sono ritornata con “Don Chisciotte” avrei desiderato rimanere e mi sono detta “speriamo che un lavoro mi\nporti a Trieste così me la godo un po’”… Ed ora sono molto contenta di concludere la\ntournée di “Magnifica Presenza” proprio qui».\n\nNato a Istanbul\, Ferzan Ozpetek si trasferisce nel 1976 a Roma per studiare storia del\ncinema all’università “La Sapienza”. Il suo primo film\, “Il bagno turco – Hamam” (1997)\nregistra da subito un grande successo di critica e di pubblico\, presentato alla Quinzaine\ndes Réalizateurs a Cannes. Due anni dopo altro successo con “Harem Suaré” anch’esso a\nCannes nella sezione Un Certain Regard.\n\n“Le fate ignoranti”\, affermazione straordinaria del regista\, è la commedia sentimentale che\nsi colloca come il più importante film della stagione cinematografica 2001\, richiamando\nl’attenzione anche della scena internazionale\, ottiene quattro Nastri d’Argento e tre Globi\nD’Oro. Nel 2003 torna a stupire il pubblico con “La finestra di fronte” che fa incetta di premi\ne riconoscimenti. Si susseguono fino ad oggi opere per il cinema e la\nserialità televisiva\, regie di opere liriche\, editoria\, allestimenti teatrali tra cui nella scorsa\nstagione il suo applauditissimo monologo “Ferzaneide”. Lavori di grande qualità capaci\nsempre di coniugare portata emotiva ed eleganza espressiva.\n\n“Magnifica presenza” va in scena alla Sala Assicurazioni Generali dal 9 al 12 maggio.\nI biglietti sono disponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei circuiti consueti del\nTeatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it \nInformazioni sul sito www.ilrossetti.it e 040.3593511.
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SUMMARY:Ezra in gabbia
DESCRIPTION:“Ezra in gabbia”\, con Mariano Rigillo e Anna Teresa Rossini  è ospite del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia nell’ambito della proposta di prosa dal 2 al 5 maggio.\nIl regista e drammaturgo Leonardo Petrillo si lascia nuovamente ispirare dalla figura e dalla poesia di Ezra Pound e dopo “Pasolini/Pound.Odi et amo” crea “Ezra in gabbia” ricorrendo a un linguaggio suggestivo\, fatti di contributi e linguaggi diversi.  \n“Ezra in gabbia” riporta sul palcoscenico del Politeama Rossetti un attore amato come Mariano Rigillo. Il regista lo trova perfetto – grazie alla sua gestualità\, alla ricerca del silenzio\, alla parola in idea – per interpretare il poeta americano. Al suo fianco Anna Teresa Rossini ne evocherà il pensiero ed i “Cantos”\, rendendo bello il difficile. \n«“Ezra in gabbia” è uno spettacolo basato sulle ossessioni: ossessione per la giustizia\, per la libertà\, per l’usura\, che corrode il mondo…» spiega nelle sue note Leonardo Petrillo. «L’ossessione dell’uomo Pound che si sente inadeguato\, per non essere riuscito\, se non a sprazzi\, a far fluire carità e amore\, “a rendere le cose coerenti”; ma difende la sua poesia\, la scoperta delle incongruenze sociali e artistiche\, del mondo e degli uomini. È una messinscena che tutto mostra e tutto nega. La scena è spoglia\, a eludere sé stessa. La musica è distorsione del reale. I video montano e smontano il concetto stesso di materico\, come un bimbo che gioca a creare. Solo la parola\, ghianda di luce\, trova la propria forma e la propria ragione. Solo il silenzio\, finale e definitivo apre la memoria finalmente alla danza della vita e gli restituisce dignità e libertà». \n“Ezra in gabbia” va in scena alla Sala Assicurazioni Generali d giovedì 2 maggio alle ore 20.30 a domenica 5 maggio alle 16. I biglietti sono disponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sul sito www.ilrossetti.it e allo 040.3593511.
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SUMMARY:“Six” di Toby Marlowe e Lucy Moss.
DESCRIPTION:“È partito con grande successo mercoledì 13 marzo da Berlino il toureuropeo del musical “Six” di Toby Marlowe e Lucy Moss. Lo spettacolo\nnella sua edizione originale inglese è completamente declinato al\nfemminile\, attuale\, rock: debutterà a Trieste in esclusiva per l’Italia\,\nospite del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Repliche dal 24 al 28\naprile”.\nÈ partito con successo mercoledì 13 marzo – dall’Admiralspalast di Berlino – il tour europeo\ndel pluripremiato musical “Six” di Toby Marlowe e Lucy Moss\, che sarà in scena a Trieste\nin esclusiva per l’Italia dal 24 al 28 aprile.\nLo spettacolo nell’edizione originale inglese – scintillante\, rock\, attuale e declinato tutto al\nfemminile – dopo la capitale tedesca toccherà Monaco e Zurigo\, per avere il suo debutto\nitaliano ospite del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.\nLe protagoniste sono Caterina d’Aragona\, Anna Bolena\, Jane Seymour\, Anna di Cleves\,\nKatherine Howard e Catherine Parr: le sei mogli di Enrico VIII d’Inghilterra escono dalle\npolverose pagine dei manuali scolastici ed entrano in un musical e sfoderando un’energia\nincredibile\, splendide voci e capacità coreografiche\, ci ricordano le star del pop e ci\nregalano un racconto storico – ricco di appigli all’attualità\, ai temi del rispetto e della dignità\ndelle donne – davvero indimenticabile.\nLo spettacolo sgorga dalla fresca creatività di Toby Marlow e Lucy Moss due autori alla\nsoglia dei trent’anni\, che per “Six” hanno collezionato l’Outer Critics Circle Award alla\nmigliore colonna sonora\, il Drama Desk Award alle migliori musiche\, il Drama Desk Award\nai migliori testi e il Tony Award alla migliore colonna sonora originale.\nI biglietti per le repliche italiane sono disponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e\nnei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it\nInformazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Mi abbatto e sono felice
DESCRIPTION:Uno spettacolo “ecosostenibile” – “Mi abbatto e sono felice” di e con Daniele Ronco\, ospite il 22 e 23 aprile del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – corona una stagione in cui con decisione\, il direttore Paolo Valerio ha avviato una linea di riflessione dedicata al tema del rispetto per l’ambiente.\nGià a partire dalla scorsa estate\, infatti\, il Teatro Stabile si è fatto portatore – attraverso i linguaggi della scena – di un messaggio di sensibilizzazione sulla fragilità della natura e sull’urgenza di tutelarla: ad esempio attraverso il video “Natura io ti ringrazio. Il mio Carso è duro e buono” girato fra danza e poesia sul territorio interessato dai devastanti incendi del 2022 e diffuso nel primo anniversario in collaborazione con il FAI FVG\, oppure con gli spettacoli delicati e green concepiti per il Parco di Miramare\, e portati in scena senza l’uso di luci (si sfrutta quella del tramonto) o strutture invasive (fra tutti “Green Shakespeare: Trees Storms Flowers and the Moon”). Nel corso della stagione il rispetto per l’ambiente è stato anche focale sul piano dei contenuti\, basti pensare a “Il Vajont di tutti” e al progetto collettivo “VajontS 23”- a cui lo Stabile ha preso parte – ispirato da Marco Paolini\, oppure all’interessante laboratorio-spettacolo “Le cronache della discarica” a cura di Paola Bonesi e sostenuto dall’Assessorato all’Ambiente della regione\, rivolto agli allievi delle scuole elementari e mirato all’educazione al riciclo… \nEd ecco che ora il cartellone di “Scena contemporanea” propone uno spettacolo completamente concepito nel segno del Green. “Mi abbatto e sono felice” – ispirato a “La decrescita felice” di Maurizio Pallante – è un monologo di Daniele Ronco a impatto ambientale “0”\, autoironico\, dissacrante\, che vuole far riflettere su come si possa essere felici abbattendo l’impatto che ognuno di noi ha nei confronti del Pianeta. Lo spettacolo  non utilizza energia elettrica in maniera tradizionale. Si autoalimenta\, grazie allo sforzo fisico prodotto dall’attore in scena: pedalando per un’ora intera su una bicicletta recuperata nel garage del nonno\, fa girare una dinamo collegata ad un faro\, che si illumina a seconda dell’intensità della pedalata. Non sono presenti altri elementi scenici\, le musiche sono live – è lo stesso attore ad accompagnare il pubblico in alcune esperienze sensoriali\, suonando uno strumento a percussione in legno\, realizzato a mano da un artigiano africano – i costumi sono essenziali e recuperati dal guardaroba di nonno Michele (il nonno dell’autore e interprete\, dalla cui lezione nasce l’idea di questa produzione). \n“Mi abbatto e sono felice” va in scena alla Sala Bartoli lunedì 22 aprile alle ore 21 e martedì 23 alle 19.30. I biglietti sono disponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sul sito www.ilrossetti.it e allo 040.3593511.
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DESCRIPTION:A Trieste “Grease” è un “cult”: uno degli spettacoli più amati\, vissuti\, cantati assieme agli artisti. Una proposta che unisce generazioni di spettatori e non perde – è il caso di dirlo – brillantezza! Dal 1997 – quando la Compagnia della Rancia fece di “Grease” per la prima volta un sogno possibile per il teatro italiano – lo spettacolo è stato applaudito costantemente e in sempre nuove edizioni.\nL’ultima edizione sarà sul palcoscenico del Politeama Rossetti il 16 e 17 aprile\, firmata da Saverio Marconi per la Compagnia della Rancia: nomi che sono garanzia di successo.  \nLo spettacolo di Jim Jacobs e Warren Casey\, è una festa travolgente che accende le platee italiane e ha dato il via alla musical-mania trasformandosi in un vero e proprio fenomeno di costume “pop”: un cult intergenerazionale che\, dopo aver superato i 2.000.000 di spettatori complessivi dal primo debutto\, si rinnova a ogni stagione\, è sempre più attuale ed è amatissimo anche dalle nuove generazioni che si immedesimano in una storia d’amore e di amicizia senza tempo\, dal messaggio inclusivo. \n“Grease” va in scena alla Sala Assicurazioni Generali martedì 16 e mercoledì 17 aprile alle ore 20.30. I biglietti sono disponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sul sito www.ilrossetti.it e  040.3593511.
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SUMMARY:Giacomo
DESCRIPTION:“Dare corpo teatrale a chi ha sentito il bisogno di “dare corpo laico alle proprie idee”: arriva alla Sala Bartoli il 16 e 17 aprile “Giacomo” del Teatro dei Borgia. Un lavoro di ricerca affascinante\, dedicato a Giacomo Matteotti nel centenario della scomparsa e portato in scena da Elena Cotugno con la regia di Gianpiero Borgia\, artisti che allo Stabile sono già stati apprezzati per “La città dei Miti”. Lo spettacolo è ospite del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia nell’ambito della proposta di “Scena contemporanea””. «Con il lavoro sulla trilogia “La Città dei Miti” (che nelle scorse stagioni è stata applaudita anche dal pubblico del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ndr) abbiamo voluto portare il teatro nella realtà» spiegano Elena Cotugno e Gianpiero Borgia del Teatro dei Borgia e ideatori di questo spettacolo.\n «Con la serie dei Ritratti vogliamo portare la realtà nel teatro. I Ritratti drammatici sono creazioni dedicate a chi ha sentito il bisogno di “Dare corpo laico alle proprie idee”\, come diceva Pannella\, figure della storia e della cronaca che hanno collocato la propria esistenza dove le parole lavoro e politica si sovrappongono. Nei ritratti drammatici la parola detta\, la drammaturgia orale è il documento storico\, oggettivo. La vita scenica\, il tratto umano sono invece la prospettiva d’artista\, la parte soggettiva del racconto. “Giacomo” è il primo di questi Ritratti» \nIl Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia programma “Giacomo” nell’ambito del cartellone “Scena Contemporanea” – il 16 e 17 aprile\, occasione – nel centenario della morte di Giacomo Matteotti – di riflettere sulla sua figura e sul suo messaggio.
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SUMMARY:Quasi Amici
DESCRIPTION:Portando per la prima volta sulle scene italiane “Quasi Amici” – tratto dal fortunatissimo filmdi Eric Toledano e Olivier Nakache – Massimo Ghini e Paolo Ruffini\, diretti da Alberto\nFerrari (autore anche dell’adattamento)\, parlano di temi fondamentali e attualissimi:\nl’amicizia\, la fragilità\, l’inclusione\, l’educazione…\n\nIn scena al Politeama Rossetti da giovedì 11 a domenica 14 aprile lo spettacolo è ospite\ndella stagione Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e vanta una notevolissima\ncompagnia d’interpreti accanto al duo Ghini-Ruffini: Claudia Campolongo\, Francesca\nGiovannetti\, Leonardo Ghini\, Giammarco Trulli\, Giulia Sessich\, Diego Sebastian Misasi.\nSaranno protagonisti anche dell’incontro di approfondimento dedicato allo spettacolo\ne condotto dallo storico del teatro Paolo Quazzolo che si terrà alla Sala Bartoli\nvenerdì 12 aprile alle ore 18\, a ingresso libero. L’iniziativa è organizzata dallo stabile\nregionale con il circolo della Cultura e delle Arti di Trieste.\n\n“Quasi amici” racconta la storia vera di un’amicizia davvero speciale\, quella fra il ricco\nuomo d’affari Philippe Pozzo – divenuto tetraplegico a seguito di un incidente in\nparapendio – e il suo assistente Abdel Yasmin Sellou. La vicenda – che da un fatto\ndevastante riesce a trarre un messaggio positivo e costruttivo – è stata oggetto di\nun’intervista e di un docu-film prima di solleticare l’interesse dei due arguti autori che ne\nhanno fatto il film francese più visto di tutti i tempi e un successo mondiale.\nL’abissale diversità fra i due protagonisti rende incredibile la loro amicizia\, e per questo\nancor più significativa: Philippe (Ghini) è molto ricco\, affascinante\, intelligente\, vive di\ncultura\, costretto su una sedia a rotelle. Driss (Ruffini) invece è giovane rozzo ed ha fatto\ndella propria superficialità e ignoranza un comodo espediente per non occuparsi e\npreoccuparsi di nulla.\n\nLa convivenza fra i due scaturisce dal fatto che Driss si vede costretto ad accettare\nl’impiego che Philippe gli offre: diventare il suo assistente per le necessità del vivere\nquotidiano. Le loro differenze caratteriali\, di estrazione sociale\, di gusti e abitudini\, dopo un\niniziale periodo burrascoso sono superate e i due trovano il modo di conoscersi\, aiutarsi a\nvicenda e diventare praticamente indispensabili l’uno per l’altro.\n\n«Paul Valéry ha detto: Il faut être léger comme l’oiseau\, et non comme la plume» ha\ncommentato il regista Alberto Ferrari. «Uno dei protagonisti usa il corpo e uno la mente.\nOccorre una ridistribuzione totale dei talenti. Nell’adattamento teatrale il ruolo di Philippe\,\nl’uomo sulla sedia\, dovrà essere riequilibrato\, perché nella versione cinematografica è\nmolto sbilanciato il racconto a favore di Driss\, l’uomo che arriva ad aiutarlo. Nella versione\nteatrale i due ruoli saranno equiparati per poter scavare molto di più̀ nel loro rapporto e\nnella loro ricerca di questa leggerezza calviniana che ci faccia emozionare\, godere e\nridere fino alle lacrime se necessario e alle lacrime anche arrivare nelle emozioni\nprofonde\, sulle loro riflessioni\, sulla loro vita e sulle loro backstory.\n\nHo immaginato quindi\, di inserire anche a quei momenti di sconforto che nel film\, per\nnecessità del tempo di racconto non hanno probabilmente trovato spazio\, invece nella\nversione teatrale ci permettono di entrare nella psiche di un uomo completamente\nparalizzato che diventa tutt’uno con la sua sedia a rotelle elettrica. E nella testa di un altro\nuomo che ha considerato la vita fino allora come un aperitivo leggero da ingurgitare e poi\ntranquillamente digerire».\n\nNon mancherà – nemmeno a teatro – la famosa scena del volo in parapendio\, metafora\ndell’acquisita leggerezza di Philippe e del raggiunto senso di responsabilità di Driss.\nMassimo Ghini\, già applaudito dal pubblico del Teatro Stabile regionale in “Cage aux\nFolles” accanto a Cesare Bocci e prima in “Vacanze Romane” con Serena Autieri\, e Paolo\nRuffini\, regaleranno agli spettatori momenti di riflessione\, di emozioni e altrettanti di\ndivertimento.\n\n“Quasi amici” va in scena alla Sala Assicurazioni Generali dall’11 al 14 aprile. \nI biglietti sono disponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei circuiti consueti del Teatro\nStabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it \nInformazioni sul sito\nwww.ilrossetti.it e 040.3593511.
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SUMMARY:Malèfici
DESCRIPTION:Un family show che affascinerà i bambini e divertirà le loro famiglie è in programmadomenica 7 aprile alle ore 18 al Politeama Rossetti: si tratta di “Malèfici” che è ospite della\nstagione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.\n\nCom’erano\, da bambini\, i cattivi delle fiabe’ E perché sono diventati così’\nIl comico\, scrittore\, attore e cantautore Dario Vergassola approda per la prima volta al\nteatro ragazzi\, partendo proprio da queste domande: nasce così “Malefici”\, musical per\nfamiglie\, adatto a bambini dai 5 anni.\nLa regia è di Manuel Renga\, già autore\, regista e curatore di progetti didattici legati alle\nopere liriche\, andate in scena su palcoscenici internazionali\, come le Théâtre des Champs\nElysées a Parigi\, l’Opéra de Rouen e la Royal Opera House di Muscat. È sua anche\nl’elaborazione drammaturgica del testo\, scritta a quattro mani con l’autrice teatrale\nElisabetta Tulli. Le musiche originali sono della pianista e compositrice Eleonora\nBeddini e le coreografie di Giuseppe Brancato.\n\nLo spettacolo non vuole giustificare i celebri antagonisti delle fiabe per le loro azioni\, ma\nnemmeno darle per scontate. I protagonisti sono la Regina cattiva\, il Gran visir\, La\nstrega del Mare e il Lupo delle fiabe. Tutti personaggi che si rifanno all’immaginario\ncollettivo dei cattivi più celebri. La Regina cattiva è ossessionata dall’idea di essere bella:\nse un tempo c’era lo specchio a testimoniare la sua bellezza\, oggi si fa direttamente i selfie\ncon lo smartphone. Il Gran visir è il personaggio più antipatico e scorbutico di tutti\, ma non\nc’è spigolo caratteriale che non possa essere smussato e accettato. La strega del Mare\nfinalmente può fare a meno di avere una voce potente\, perché oggi ci sono i microfoni a\ndarle manforte. Approfittando della sua presenza\, si riflette anche sull’inquinamento dei\nmari\, deturpati dalla plastica e dai rifiuti. Infine c’è il Lupo delle fiabe\, storicamente cattivo\,\nche in realtà è vegano\, ma si vergogna ad ammetterlo in pubblico. Ognuno racconta il suo\ndisagio nel sentirsi cattivo o addirittura nel fingersi più cattivo di quello che è. I quattro anti-\neroi si trovano nell’ascensore di un palazzo\, senza sapere di essere diretti tutti nello stesso\nposto\, ovvero dall’analista.\n\n«Ogni piano svela le difficoltà e i problemi che si porta dietro ognuno di loro» spiega Dario\nVergassola. «L’amicizia che s’instaura diventa una terapia di gruppo. I miei amici di\noggi sono gli stessi che venivano con me alle elementari e alle medie\, perché con gli amici\ndi vecchia data non si deve far finta di essere qualcun altro: è una fatica in meno\, che\ntrovo terapeutica. Quando si diventa grandi\, si ha voglia di capire quello che c’è dietro le\ncose\, anche dietro un comportamento strano\, frutto magari di un disagio che non è stato\nespresso e trattato\, di qualcosa che non è andato nel verso giusto. Probabilmente se\nfossero stati sorvegliati e guidati meglio\, i cattivi delle fiabe sarebbero cresciuti bene e oggi\nvivrebbero anche loro felici e contenti».\nEppure nessuna etichetta è per sempre e\, in fin dei conti\, non è mai troppo tardi per\ninterrogarsi\, conoscersi\, saltare dalla realtà virtuale a quella concreta\, salutare i social\nnetwork e abbracciare gli amici\, ed essere felici davvero.\n\nA firmare la locandina dello spettacolo è Daniel Cuello\, illustratore e fumettista della\nscuderia Bao Publishing (la stessa di Zerocalcare)\, con cui ha pubblicato l’ultimo libro di\ngraphic novel “Le buone maniere”.\nLo spettacolo è prodotto da Associazione Atti\, Fondazione Aida e il Centro Servizi\nCulturali Santa Chiara di Trento\, in collaborazione con il Coordinamento Teatrale\nTrentino e il sostegno della Fondazione Caritro.\nInterpreti sono I Muffins\, quartetto artistico formato da: Stefano Colli\, Maddalena Luppi\,\nGiulia Mattarucco e Riccardo Sarti. La compagnia si è formata nel 2015 e lavora\nstabilmente con Fondazione Aida.\n\nLo spettacolo alla Sala Assicurazioni Generali di Trieste va in scena solo il 7 aprile alle ore\n18: i biglietti ancora disponibili sono in vendita nei circuiti consueti del Teatro Stabile del\nFriuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it\nInformazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Salveremo il mondo prima dell’alba
DESCRIPTION:Protetti da una luminosa vetrata\, coccolati da ogni comfort sulle sdraio di un giardinod’inverno si muovono gli ospiti e lo staff di una lussuosa rehab: i ricchi\, i vincenti asfissiati\nda responsabilità\, sensi di colpa\, doveri castranti rappresentano il centro dell’attenzione\nper gli artisti di Carrozzeria Orfeo in “Salveremo il mondo prima dell’alba” che va in scena\nal Politeama Rossetti di Trieste solo giovedì 4 aprile – dopo essere stato in scena il 3 aprile\nal CSS di Udine – ospite della Stagione di Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia\nGiulia.\n\nDopo aver a lungo indagato la dimensione dei perdenti – pensiamo a “Thanks for vaselina”\no “Cous Cous Klan” entrambi notevoli successi al Rossetti\, nelle passate stagioni – la\nnuova produzione firmata da Gabriele Di Luca (che ne è anche il drammaturgo)\,\nMassimiliano Setti\, Alessandro Tedeschi\, guarda al mondo del benessere e del successo.\nMa solo per scoprirne le fragilità\, la ricerca spasmodica di un senso autentico\nnell’esistenza\, la ridda di dipendenze contemporanee che denunciano il disagio e i limiti di\nun modello di vita giunto a un punto di non ritorno.\n\nLo spettacolo porta in scena\, in perfetto stile-Carrozzeria Orfeo\, quest’attualissima\ndenuncia\, ricorrendo a personaggi carichi di umanità e ironia\, vestendo un taglio critico\ndisilluso e lucido con una scrittura paradossale che regala forte divertimento. Si illuminano\ncosì alcuni fra i nodi più sensibili di una contemporaneità che vive del fascino delle\ncelebrità\, del culto delle immagini\, del mito del successo psicofisico e del dominio\ndell’altro. Un mondo – il nostro – che racconta sempre più della felicità ma non sa affrontare\nil dolore; una società sempre più triste ma paradossalmente piena di foto felici…\nUn’umanità che non riesce più essere tale e che per affrontare le impellenti grandi\nbattaglie comuni\, dovrà ritrovare sé stessa\, il coraggio della lealtà e il senso di solidarietà.\n\n«Quando i politici stessi si espongono su tik tok per pubblicizzarsi e la vita politica\, al pari\ndi tutto il resto\, diventa mera comunicazione\, non può esistere una classe dirigente in\ngrado di sensibilizzare la cittadinanza sui grandi temi» commenta infatti Gabriele Di Luca.\n«Forse\, allora\, per poter combattere delle grandi battaglie comuni\, dovremo prima essere\nin grado di ritrovare quel senso di reciprocità e solidarietà che sembriamo aver smarrito.\nPotremo concentrarci sulle grandi battaglie collettive solo se riusciremo prima a riabituarci\na guardare con occhi attenti ciò che ci è vicino. Potremo\, forse\, farcela solo se riusciremo\nad arginare tutta quell’invisibile\, eppur feroce\, violenza quotidiana tra uomo e uomo.\nPerché lo sappiamo tutti\, ci troviamo di fronte a una pandemia\, sì… di indifferenza ed\negoismo. Ma se riusciremo in questo\, se riusciremo a riavvicinarci attraverso un gesto e\nun pensiero sincero\, un insignificante atto di cura gratuita; se riusciremo a ritagliare\, in\nmezzo al caos\, uno spazio per il pensiero semplice\, familiare e umano\, forse\, come\nproveranno a fare i ricchi e delusi ospiti del nostro rehab… beh\, forse (ma chi può dirlo)\,\npotremo salvare il mondo prima dell’alba».\n\n«“Salveremo il mondo prima dell’alba” è la Fatality di Carrozzeria Orfeo» spiega Andrea\nColamedici che ha collaborato con l’autore sul piano della consulenza filosofica. «Finisce\nlo spettatore togliendogli tutte le illusioni perbeniste\, le certezze su buoni e cattivi e le\naspettative sull’umano mal riposte\, e lo obbliga a godersi notte oscura del nostro tempo\,\nsenza speranze a fare da lucine d’emergenza e a rovinare il buio. In questo modo\, però\, fa\naccadere l’impossibile: la manifestazione di un senso della vita. Un senso forse tragico\,\nsenz’altro ironico\, ma comunque un senso capace di tenerci in piedi malgrado tutto. E di\nfar vedere\, con Nietzsche\, “La vita come mezzo della conoscenza”: con questo principio\nnel cuore si può non soltanto valorosamente\, ma perfino “gioiosamente vivere e\ngioiosamente ridere”. Prima\, però\, “vi farà molto incazzare”».\n\nA dare vita ai disperati e divertenti personaggi dello spettacolo\, un’ottima compagnia\nd’interpreti in cui figurano Sebastiano Bronzato\, Alice Giroldini\, Sergio Romano\,\nRoberto Serpi\, Massimiliano Setti\, Ivan Zerbinati.\n\n“Salveremo il mondo prima dell’alba” va in scena alla Sala Assicurazioni Generali solo\ngiovedì 4 aprile alle 20.30. I biglietti sono in vendita alla Biglietteria del Politeama Rossetti\ne nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it\nInformazioni sul sito www.ilrossetti.it e 040.3593511.
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SUMMARY:Billy Elliot
DESCRIPTION:Il sogno di “Billy Elliot” continua a incantare il pubblico grazie al Musical firmato da Massimo Romeo Piparo\, un successo in tour che tocca ora il palcoscenico del Politeama Rossetti dove arriva ospite della stagione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, dal 26 al 28 marzo.\nIl musical prodotto dalla PeepArrow Entertainment racconta la vicenda appassionante di Billy\, ragazzo pieno di talento pronto a lottare contro chiunque voglia ostacolare il suo unico obiettivo: quello di diventare un ballerino «Io non voglio una qualunque adolescenza. Io voglio diventare un ballerino!» Dice infatti in una delle più famose battute.\nCon le musiche pluripremiate composte da Elton John\, un cast di oltre 30 artisti\, “Billy Elliot” vanta le coreografie di Roberto Croce e le scenografie di Teresa Caruso\, i costumi di Cecilia Betona\, le luci di Daniele Ceprani e il suono di Stefano Gorini.\n“Billy Elliot the Musical” ha debuttato nel West End (Victoria Palace Theatre) nel 2005 ed è stato nominato per nove Laurence Olivier Awards (ne ha vinti quattro). L’incredibile successo conseguito ha fatto sì che il musical approdasse in molti altri Paesi\, in Australia (2007) e a Broadway (2008). A New York\, ha vinto dieci Tony Awards e dieci Drama Desk Awards.
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SUMMARY:La buona novella
DESCRIPTION:Neri Marcoré ritorna a Trieste con un affascinante progetto che intreccia musica e teatro:si tratta dello spettacolo “La Buona Novella” diretta da Giorgio Gallione\, che alterna e\nintreccia le canzoni di Fabrizio de André (per gli arrangiamenti e la direzione musicale di\nPaolo Silvestri) con i brani narrativi tratti dai Vangeli apocrifi cui lo stesso autore si è\nispirato: dal protovangelo di Giacomo al Vangelo dell’Infanzia Armeno a frammenti dello\nPseudo-Matteo.\n\nProsa e musica\, perciò\, montati in una partitura coerente al percorso tracciato dall’autore\nnel disco del 1970. I brani parlati\, come in un racconto arcaico\, sottolineano la forza\nevocativa e il valore delle canzoni originali\, svelandone la fonte mitica e letteraria.\nDi taglio esplicitamente teatrale\, costruita quasi nella forma di un’Opera da camera “La\nBuona Novella” è il primo concept-album dell’autore\, con partitura e testo composti per\ndar voce a molti personaggi: Maria\, Giuseppe\, Tito il ladrone\, il coro delle madri\, un\nfalegname\, il popolo. Ed è proprio da questa base che prende le mosse la versione\nteatrale.\n\n“Compito di un artista credo sia quello di commentare gli avvenimenti del suo tempo\nusando però gli strumenti dell’arte: l’allegoria\, la metafora\, il paragone”. Questa\ndichiarazione di De André è emblematica di come l’autore si sia posto\, in tempi di piena\nrivolta studentesca\, nei confronti di un tema così delicato e dibattuto dal punto di vista\npolitico e spirituale.\nCon “La Buona Novella” De André lavora certo a un’umanizzazione dei personaggi\, ma\nquesta traduzione cantata dai temi degli Apocrifi è fatta con grande rispetto etico e\nreligioso. La valenza “rivoluzionaria” della riscrittura sta più nella decisione di un laico di\naffrontare un tema così anomalo per qui tempi che nei contenuti o nel taglio ideologico.\nSolo a tratti nel racconto appare l’attualizzazione; più spesso le ricche e variegate\nsuggestioni immaginifiche\, fantastiche e simboliche degli Apocrifi sono ricondotte a una\npurezza quasi canonica\, e talvolta traspare la sensazione che esista\, anche per l’autore\, la\nsconvolgente possibilità che in Gesù umanità e divinità abbiano convissuto.\nTraspare così un percorso parallelo nella interpretazione di De André\, da una parte una\ninnata tendenza a mettere in discussione tutto ciò che appare codificato\, dogmatico o\ntradizionale\, dall’altro una sensibilità che gli fa preferire tra le molte versioni degli Apocrifi\nsempre la scelta più nobile\, matura e ricca umanamente\, alla ricerca di un racconto forse\nmeno sacro\, ma sempre profondamente morale.\n\nLa drammaturgia aggiunta\, recitata in gran parte da Neri Marcorè racconta l’antefatto de\nL’infanzia di Maria\, svelandone la nascita ‘miracolosa’\, e riempie il vuoto che va\ndall’infanzia del Cristo alla Crocifissione.\n«Quando avevo più o meno 13 anni – racconta Neri Marcorè – una mia zia molto\nappassionata di De André mi regalò il vinile de “La Buona Novella”. Confesso che dopo\naverlo ascoltato un paio di volte finì nelle retrovie perché a quel tempo non fui conquistato\nné dalla musica né dai testi che componevano quello che può essere considerato uno dei\nprimi\, se non addirittura il primo\, concept album della discografia italiana. Forse non era\nl’approccio più indicato\, soprattutto a quell’età\, per iniziare a scalare metaforicamente\nquella montagna che Faber\, come lo chiamava il suo amico Villaggio\, rappresenta ancora\noggi. Tempo dopo cominciai ad apprezzare le sue canzoni grazie al doppio live suonato\ncon la Pfm (al primo ascolto di un pezzo mi colpisce sempre più l’arrangiamento musicale\,\ntra armonia e melodia; solo in un secondo momento pongo attenzione al testo) e da lì mi\nvenne naturale esplorare la sua produzione fino ad allora e continuare a seguirlo nei dischi\nsuccessivi\, appassionandomi al suo sguardo originale sul mondo\, alla cura delle parole\, a\nquella voce profonda al cui registro\, col passare degli anni\, ho finito curiosamente per\naderire. Al punto che circa dieci anni fa ho cominciato a eseguire parte del suo repertorio\nin concerti dal vivo\, con la difficoltà di dover limitare la scaletta a una ventina di pezzi. Con\nGiorgio Gallione\, il regista al quale sono legato da una collaborazione ormai ventennale\,\ndopo aver messo in scena Gaber e molti altri autori\, decidemmo di intrecciare le canzoni\,\nle riflessioni di De André con le invettive e il pensiero di Pasolini\, nello spettacolo Quello\nche non ho. L’impatto fu folgorante\, tant’è che il cerchio immaginario non poteva che\nessere chiuso con una rappresentazione su De André o\, per meglio dire\, attraverso De\nAndré».  \n\n«“La Buona Novella” infatti – conclude l’attore – è un’opera polifonica che mediante\nmetafora e allegoria parla dell’arroganza del potere\, il quale mal digerisce gli uomini troppo\nliberi di pensiero\, intralcio per l’esercizio del potere stesso\, sia esso famigliare\, religioso o\npolitico. La spiritualità\, intrinseca nel momento in cui si parla di Gesù e della Madonna\, è\nperò qui contemplata nella sua dimensione terrena\, laddove “il più grande rivoluzionario\ndella Storia” resta prima di tutto un uomo\, con una fisicità che non lo rende diverso dai\nsuoi simili. Eppure\, nonostante i suoi limiti\, ogni essere umano può compiere imprese\nstraordinarie e dar vita a nuovi corsi ogni volta che non si pone al primo posto ma si mette\nal servizio di un bene superiore\, collettivo».\n\n“La Buona Novella” va in scena alla Sala Assicurazioni Generali da martedì 19 e\nmercoledì 20 marzo\, sempre alle 20.30 \n\nI biglietti sono in vendita alla Biglietteria del\nPoliteama Rossetti e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia:\nwww.ilrossetti.vivaticket.it \nInformazioni sul sito www.ilrossetti.it e 040.3593511.
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SUMMARY:Un curioso accidente
DESCRIPTION:Una splendida commedia di Carlo Goldoni riporta sul palcoscenico del Politeama Rossetti il grandissimo Gabriele Lavia\, regista e protagonista di “Un curioso accidente”.Lo spettacolo è in programma – per la Stagione di Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – da giovedì 14 a domenica 17 marzo.\nUn capolavoro che al Politeama Rossetti è stato rappresentato solo altre due volte\, la prima interpretata da Cesco Baseggio nel 1957\, la seconda quasi 20 anni fa. Era dunque il momento di un nuovo accurato e interessante allestimento\, come quello firmato da Lavia e molto apprezzato dalla critica e dal pubblico.\nDella eccellente messinscena costruita da Gabriele Lavia\, Federica Di Martino\, Simone Toni\, Giorgia Salari\, Andrea Nicolini\, Lorenzo Terenzi\, Beatrice Ceccherini\, Lorenzo Volpe\, Leonardo Nicolini si parlerà venerdì 15 marzo alle ore 18\, alla Sala Bartoli\, nel corso dell’incontro con Gabriele Lavia e gli interpreti di “Un curioso accidente” condotto dal professor Paolo Quazzolo. L’iniziativa è realizzata dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia in collaborazione con il Circolo della Cultura e delle Arti di Trieste: è a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti. \n“Un curioso accidente” va in scena alla Sala Assicurazioni Generali giovedì\, venerdì e sabato alle ore 20.30 e domenica alle ore 16. IAcquisti alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it  Informazioni sul sito www.ilrossetti.it e  040.3593511.
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SUMMARY:Iliade. Il gioco degli dèi
DESCRIPTION:Arriva finalmente al Politeama Rossetti di Trieste – da giovedì 7 a domenica 10 marzo – unappuntamento molto atteso della Stagione di Prosa\, “Iliade. Il gioco degli dei”\, uno\nspettacolo di Roberto Aldorasi\, Alessio Boni\, Francesco Niccolini e Marcello Prayer\nche è anche una coproduzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia che per questo\nprogetto si lega al Nuovo Teatro di Marco Balsamo\, assieme alla Fondazione Teatro\nDonizzetti di Bergamo e alla Fondazione Teatro della Toscana.\n\nIl Quadrivio – formato da Roberto Aldorasi\, Alessio Boni\, Francesco Niccolini e Marcello\nPrayer – festeggia il decennale della nascita con questo nuovo lavoro\, che segue successi\ncome “I Duellanti” e “Don Chisciotte”\, quest’ultimo molto applaudito nella scorsa stagione\ndal pubblico del Teatro Stabile regionale. “Iliade. Il gioco degli dei” riscrive e mette in\nscena l’“Iliade” per specchiarsi nei miti più antichi della poesia occidentale e nella guerra di\ntutte le guerre.\n\nLo spettacolo – che è anche interpretato da Alessio Boni assieme a Iaia Forte e Haroun\nFall\, Jun Ichikawa\, Francesco Meoni\, Elena Nico\, Marcello Prayer\, Elena Vanni canta di\nun mondo in cui l’etica del successo non lascia spazio alla giustizia e gli uomini non\ndecidono nulla\, ma sono agiti dagli dèi in una lunga e terribile guerra senza vincitori né\nvinti.\n\n«La coscienza e la scelta non sono ancora cose che riguardano gli umani – dicono i registi\n– la civiltà dovrà attendere l’età della Tragedia per conoscere la responsabilità personale e\ntutto il peso della libertà da quegli dèi che sono causa di tutto ma non hanno colpa di nulla.\nIn quel mondo arcaico dominato dalla forza\, dal Fato ineluttabile e da dèi capricciosi non è\ndifficile specchiarci e riconoscere il nostro: le nostre vite dominate dalla paura\, dal\ndesiderio di ricchezza\, dall’ossessione del nemico\, dai giochi di potere e da tutte le forze\ndistruttive che ci sprofondano nell’irrazionale e rendono possibile la guerra. Ci sono tutti i\nsemi del tramonto del nostro Occidente in Iliade che\, come accade con la grande poesia\,\ncontiene anche il suo opposto: la responsabilità e la libertà di scegliere e di dire no\nall’orrore».\n\n“Iliade. Il gioco degli dèi” offrirà quindi l’occasione per confrontarsi con i miti più antichi\ndella poesia occidentale e per osservare lo strano mondo delle divinità classiche e della\nguerra di tutte le guerre\, argomento che purtroppo rimane di stretta attualità. Sotto la loro\nlente di ingrandimento gli dèi ci appaiono capricciosi\, vendicativi\, disumani: sono gli dèi\nimmortali e la loro commedia è la tragedia degli uomini\, da sempre. Da un po’ di tempo\nperò qualcosa è cambiato: sono diventati pallidi\, immagini sbiadite dell’antico splendore\,\nhanno perso i loro poteri e non sanno spiegarsi né come né quando sia iniziato il loro\ntramonto. Non si incontrano da secoli\, dai tempi di Elena\, Achille\, Ettore\, Andromaca\,\nPriamo\, Ecuba\, Agamennone\, Patroclo\, Odisseo e degli altri personaggi di cui si\ndivertivano a muovere i fili del destino\, ma oggi un misterioso invito li riunisce tutti\, dopo\ntanto tempo. Chi li ha invitati’ Per quale motivo’\n\nAlessio Boni\, Iaia Forte e la compagnia di “Iliade. Il gioco degli dèi” incontreranno il\npubblico\, intervistati dal professor Paolo Quazzolo dell’Università degli Studi di\nTrieste. L’evento organizzato con il Circolo della Cultura e delle Arti si terrà venerdì\n8 marzo alle ore 18 alla Sala Bartoli. L’ingresso è libero fino ad esaurimento della\ndisponibilità.\n\n“Iliade. Il gioco degli dèi” va in scena alla Sala Assicurazioni Generali da giovedì 7 a\ndomenica 10 marzo\, sempre alle 20.30 tranne domenica (inizio ore 16).\nI biglietti sono in vendita alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del\nFriuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it \nInformazioni sul sito www.ilrossetti.it e 040.3593511.
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SUMMARY:(Tra parentesi) La vera storia di un’impensabile liberazione
DESCRIPTION:Dopo l’applaudita prima edizione – varata nel 2018\, in occasione del quarantennale della legge Basaglia – il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia riprende in sede e in tournée la fortunata produzione “(Tra parentesi) La vera storia di un’impensabile liberazione” scritta e interpretata da Massimo Cirri e Peppe Dell’Acqua e diretta da Erika Rossi.\nLo spettacolo va in scena alla Sala Bartoli il 5 marzo alle ore 21 e vi replica fino a domenica 10 marzo\, anticipando di poche ore il giorno della nascita di Franco Basaglia\, avvenuta cent’anni fa. \nLo spettacolo ha infatti l’intento di ricordare Franco Basaglia\, nel centenario della sua nascita (1924-2024)\, ponendo in luce la sua professionalità\, l’umanità\, le fondamentali intuizioni così “rivoluzionarie” e fondamentali per la cura e la dignità dei malati. \nIn particolare in una regione come il Friuli Venezia Giulia\, e in una città  – Trieste – dove l’azione e la “rivoluzione” di Franco Basaglia sono state tanto significative\, ricordare\, continuare a discutere ed essere consapevoli di tutto questo è essenziale.  \nIl Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia prende parte a tale riflessione con i propri strumenti: quelli del palcoscenico\, del linguaggio teatrale\, che può diventare più di ogni altra arte la chiave per addentrarsi in ambiti solo apparentemente lontani. \nEcco allora “(Tra parentesi) la vera storia di un’impensabile liberazione”\, che sgorga dall’inestimabile apporto di due autori e protagonisti inconsueti\, ma che possiedono un punto di vista privilegiato e importante sul tema: Massimo Cirri e Peppe Dell’Acqua. \nLo spettacolo alla Sala Bartoli di Trieste va in scena alle ore 21 dal 5 al 10 marzo: i biglietti ancora disponibili sono in vendita nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it \nInformazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Hybris
DESCRIPTION:Martedì 5 marzo il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ospita “Hybris” opera di due grandi nomi del teatro contemporaneo e di ricerca: Antonio Rezza e Flavia Mastrella.Lo spettacolo va in scena al Politeama Rossetti\, in replica unica alle ore 20.30. \nFlavia Mastrella e Antonio Rezza si occupano di comunicazione involontaria ed hanno creato un tipo di teatro del tutto singolare: attraversano il mondo dell’arte in modo trasversale\, passando dal cinema\, alla letteratura\, all’arte plastica\, alla fotografia. Raccolgono\, nel corso della loro carriera\, l’apprezzamento di un ampio appassionato pubblico e della critica internazionale (pluripremiati\, hanno meritato dal Premio Ubu al Leone d’Oro per il teatro alla Biennale di Venezia\, si esibiscono regolarmente in contesti prestigiosi\, da Parigi a Mosca\, dal Festival di Avignone a quello di Spoleto).\nPosseggono un modo graffiante\, un segno di anarchia nel loro linguaggio che in “Hybris” – il loro ultimo spettacolo – assume anche tratti di rabbia\, estraneità. \nLo spettacolo alla Sala Assicurazioni Generali di Trieste va in scena alle ore 20.30 solo il 5 marzo: i biglietti ancora disponibili sono in vendita nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it\nInformazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Alice in Wonderland reloaded
DESCRIPTION:Ritorna al Politeama Rossetti per una sera\, dopo il successo riscosso nel 2022\, “Alice in Wonderland”\, favoloso spettacolo di nuovo circo con gli artisti del  Circus-Theatre Elysium di Kiev\,  25 straordinari ballerini e acrobati.\nL’appuntamento è per lunedì 4 marzo alle ore 20.30. \nLo spettacolo evoca la favola che Lewis Carrol creò nel 1865\, attraverso un linguaggio scenico composito e sofisticato capace di intrecciare tante diverse discipline\, dalla ginnastica acrobatica alla recitazione\, dal pattinaggio\, alla musica\, alla danza con i tessuti aerei… Un adattamento scenico avveniristico ed esaltante che arricchisce la linea narrativa del racconto originale.  \nÈ in questa dimensione\, di colori\, forme e melodie incalzanti\, che il viaggio di Alice si compie.  \nGli artisti del Circus-Theatre Elysium posseggono una salda poetica\, tanta fantasia e una preparazione invidiabile: i loro numeri e le loro impeccabili acrobazie sono racchiuse in un impianto scenotecnico all’avanguardia\, con affascianti effetti luce e scenari tridimensionali\, proiettati su grandi schermi a led.  \nPattinatori\, acrobati\, danzatori\, trapezisti in movimento su una coinvolgente colonna sonora e avvolti in sfarzosi e mutevoli costumi\, danno allora vita ad Alice\, e a tutti i fantasiosi altri protagonisti della sua avventura: il Cappellaio Matto\, la Regina Nera\, il Bianconiglio\, il Gatto. Alle loro storie si intreccia nello spettacolo una linea narrativa più romantica\, quella dell’amore fra Alice e un Principe Azzurro che la sostiene nell’attraversare molte prove ed ostacoli. La favola\, impreziosita da questo contesto di nuovo circo\, rapisce gli spettatori di ogni età. \nIl Circus-Theatre Elysium\, fondato nel 2012 a Kiev\, vanta nel suo team i più talentuosi creativi dal mondo della danza e del circo est-europeo. La Compagnia\, ha conquistato il pubblico internazionale con lo straordinario spettacolo “Alice in Wonderland Reloaded”. Grazie al suo mix unico di arte circense contemporanea e danza\, questa produzione ha registrato sold-out in prestigiosi teatri di Italia\, Francia\, Corea\, Kuwait e Cina.  \nLo spettacolo alla Sala Assicurazioni Generali del Politeama Rossetti va in scena alle ore 20.30 solo il 4 marzo: i biglietti ancora disponibili sono in vendita nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it \nInformazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:La lezione
DESCRIPTION:«Lo spettacolo che è desunto da uno dei testi canonici dell’innovazione teatrale delNovecento\, di un autore particolare come Eugene Ionesco\, è la descrizione di una lezione\ndi un professore nei confronti di un’allieva. Ma questa lezione\, che sembra essere lieve e\nin qualche modo divertente\, a poco a poco si trasforma in un atto di violenza\, di\nvessazione. Questo professore arriverà al punto di uccidere la sua allieva. Ora tutti si\nchiedono: ma allora è un dramma’ No. È una commedia\, che fa ridere pur essendo\ntragica. Potremmo dire che questo è il teatro più indicativo della tradizione della\ntragicommedia\, uno spettacolo che fa ridere e fa molto riflettere. Credo che sia una sorta\ndi caratteristica che deve invitare e sollecitare a venire a teatro» dice il regista Antonio\nCalenda a proposito de “La Lezione” di Ionesco coprodotto dal Teatro Stabile del\nFriuli Venezia Giulia che sarà in scena al Politeama Rossetti dal 29 febbraio al 3\nmarzo.\n\nLe sue parole danno ragione di una crescente curiosità e attenzione attorno a questa\noperazione che è stata molto lodata al suo recente debutto e conta su un cast di attori\nmolto intrigante.\nUn interprete dalla comicità rarefatta e surreale come Nando Paone è infatti stato scelto\nper il ruolo del professore\, mentre l’allieva sarà Daniela Giovanetti\, che il pubblico di\nTrieste ha apprezzato tante volte\, fino al fantasioso e contemporaneo “Cuore – Sostantivo\nmaschile” in cui è stata applaudita lo scorso aprile. Completa il cast Valeria Almerighi nel\nruolo della cameriera.\nPer Antonio Calenda – che lo scorso anno\, ha ricevuto il Sigillo Trecentesco della Città a\nriconoscimento del prezioso contributo culturale e artistico che ha offerto durante i molti\nanni di direzione del Teatro Stabile – sarà dunque un ritorno che susciterà molto interesse\,\nproprio per la scelta di questo testo\, che dalle scene triestine manca addirittura dagli anni\nSettanta e che invece può dire molto alle platee contemporanee.\n\n«“La lezione” è una delle opere più rappresentative della produzione di Eugène Ionesco.\nCon il suo nonsense\, attraverso una comicità paradossale\, il drammaturgo mette in scena\nl’irrazionalità della condizione umana e l’angoscia che opprime le esistenze. La\ndeformazione del linguaggio e delle psicologie dei personaggi\, sono la più rarefatta\nmetafora della sterilità degli individui; che si muovono come fantasmi grotteschi e\, talvolta\,\nsono colmi di umorismo malinconico. Il rovesciamento delle situazioni\, riflette senz’altro\nl’ipocrisia dei rapporti sociali e delle convenzioni all’interno della società. Infine\, la\ncircolarità dello spettacolo\, che termina nello stesso modo in cui è iniziato\, lascia\nintravedere l’impossibilità del cambiamento.È bene ricordare – sottolinea il regista nelle\nsue note – che “La Lezione” è stata scritta nel 1951. Ionesco aveva assistito ai drammi\ndelle due Guerre mondiali. La nascita e la diffusione di quel teatro inscrivibile sotto il nome\ndi “Assurdo” è ben comprensibile. Soltanto le atrocità della guerra possono far\ncomprendere il non-senso\, il paradossale e l’illogico che contraddistinguono il genere\numano. Il suo teatro allude\, profetico\, all’attualità disarmante che ci circonda. Crediamo\nche Ionesco meriti la Renaissance che si sta profilando sui palcoscenici di tutta Europa e\nalla quale il nostro spettacolo vuole contribuire».\nEugène Ionesco è nato a Slatina\, in Romania\, da padre romeno e madre francese\, figlia\ndi un ingegnere ferroviario. La sua famiglia emigra in Francia nel 1913 e all’età di undici\nanni inizia a scrivere i suoi primi testi. Nel 1925 il divorzio dei genitori lo riporta in Romania\nassieme al padre\, dove intraprende gli studi letterari all’Università di Bucarest. Sentitosi\nincompreso dal padre\, che non capisce il suo interesse per la letteratura\, torna a vivere\ncon la madre che nel frattempo l’aveva raggiunto in Romania.\nNel 1938 parte per la Francia per preparare la sua tesi ma l’inizio della Seconda Guerra\nMondiale lo obbliga a ritornare in Romania dove rimarrà fino al 1942. Ritorna poi in\nFrancia definitivamente e nel 1950 ottiene la nazionalità francese.\nNel 1950 Eugène Ionesco presenta al pubblico la sua prima opera\, “La cantatrice calva” al\nThéâtre des Noctambules. Malgrado l’insuccesso segna profondamente il teatro\ncontemporaneo con l’impiego del “non-sens” e il grottesco come leva satirica e metafisica\,\ndiventando così il padre di un nuovo genere teatrale: il teatro dell’assurdo\, o meglio dell’\n“insolito” come preferisce definirlo. Conosciuto ormai per il suo talento\, che gli permette di\nvivere della sua arte\, raggiunge nel 1959 la consacrazione con l’opera “Rinoceronti”\, dove\ndenuncia ogni forma di totalitarismo.\n\nAutore di importanti scritti sul teatro\, entra nel 1971 a far parte de l’Académie française.\nNegli ultimi ultimi anni si cimenta nei generi del romanzo e dell’autobiografia.\n\n“La lezione” va in scena alla Sala Assicurazioni Generali da giovedì 29 febbraio a\ndomenica 3 marzo\, sempre alle 20.30 tranne domenica (inizio ore 16).\n I biglietti sono\ndisponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it \nInformazioni sul sito www.ilrossetti.it e\n040.3593511.
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SUMMARY:Symposion
DESCRIPTION:«Il nostro è un viaggio all’interno della relazione di coppia e dentro noi stessi e la nostraconsapevolezza – spiegano gli artisti – finalizzato alla ricerca consapevole della nostra\nidentità. Il punto di vista rivoluzionario è che quindi è necessaria in entrambi i sessi\, e\nimplicitamente nelle “deviazioni” dalla loro fissazione di ruolo che società storicamente\nspecifiche stabiliscono\, la manifestazione di un’unica essenza\, di un’unica natura\, la\nnatura umana\, mai definibile una volta per tutte\, poiché è sempre “in fieri”»: con queste\nparole i danzatori e coreografi Giovanni Gava Leonarduzzi e Claudia Latini presentano il\nloro spettacolo “Symposion” con cui sono ospiti al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia il\n21 e 22 febbraio.\nFondata nel 2012 da Giovanni Gava Leonarduzzi\, la Compagnia Bellanda esprime\nun’evoluzione personale della breakdance: significativo l’incontro con la danzatrice e\ncoreografa corregionale Claudia Latini e la decisione di proseguire assieme nella ricerca di\nun punto d’incontro fra la tecnica della danza contemporanea e quella della breakdance.\nLa Compagnia è la prima con matrice e base “urban” ad ottenere in Italia dal Ministero\ndella Cultura il riconoscimento nella Produzione di Danza\, ed è invitata e premiata da\nimportanti rassegne internazionali.\nIn “Symposion” i due artisti traggono ispirazione dal “Discorso di Aristofane” contenuto nel\n“Simposio” di Platone ed in particolare dal tema del continuo desiderio di ricongiungimento\nche anima i corpi.\nUna danza sensuale – fatta di prese morbide ma anche di un comporsi e scomporsi dei\ncorpi in modo incredibilmente naturale – traduce l’anelare alla creazione di un corpo unico\ne più grande\, completo\, che si raggiunge attraverso quattro momenti distinti: l’origine\,\nl’incontro\, la scoperta\, il dono.\n“Symposion” va in scena alla Sala Bartoli solo il 21 e 22 febbraio\, rispettivamente alle ore\n19.30 e alle 21. I biglietti sono disponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei\ncircuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it\nInformazioni sul sito www.ilrossetti.it e 040.3593511.
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SUMMARY:I ragazzi irresistibili
DESCRIPTION:Umberto Orsini e Franco Branciaroli: un duetto irresistibile! Ancor più se a dirigere i duestraordinari attori è un artista dello spessore di Massimo Popolizio e se il testo su cui\nimpegnano il loro seducente talento è firmato da un maestro della commedia e della\nscrittura come Neil Simon.\nArriva al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia “I ragazzi irresistibili”\, uno dei titoli più\nattesi della stagione: da non perdere le due repliche in programma lunedì 19 e martedì 20\nfebbraio alle ore 20.30.\nFra le oltre 40 commedie di Neil Simon rappresentate a Broadway “The Sunshine Boys” (“I\nragazzi irresistibili”) dopo il debutto del 1972 è diventato un classico\, in forza\ndell’ingranaggio perfetto di battute geniali e delicata malinconia.\nI “ragazzi irresistibili” del titolo\, sono due attori di varietà che hanno lavorato in coppia per\ntutta la vita e sono diventati molto celebri: ad un certo punto insanabili incomprensioni\nhanno fatto sì che il duo si rompesse ed ora\, in occasione di un programma televisivo che\ncelebra il varietà americano\, viene chiesto loro di riunirsi per una sera. Dopo undici anni di\nsilenzio e separazione i due attori provano allora a ricucire lo strappo\, ma non è semplice:\nle incomprensioni\, i tic gli egocentrismi si ripresentano accentuati dall’età e danno la stura\na comicissime situazioni\, come anche a un tenero affresco di due anziane e ormai fragili\nstar sul viale del tramonto.\nNelle mani di Umberto Orsini\, Franco Branciaroli e Massimo Popolizio il testo di Simon\ndiviene un omaggio al mondo degli attori\, alle loro piccole e deliziose manie e tragiche\nmiserie\, e riesce ad intessere al divertimento\, le note appassionate di un inno al teatro e a\ncoloro che a questo mondo assurdo e incantato votano la propria intera esistenza.\nLa commedia di Simon in questi anni è diventata un classico\, nel tentativo di cogliere tutto\nquello che lo rende più vicino al teatro di un Beckett (Finale di Partita) o addirittura a un\nCechov (Il Canto del Cigno) piuttosto che a un lavoro di puro intrattenimento.\nIspirata alla vita di una famosa coppia di artisti del vaudeville\, Joe Smith e Charles Dale\,\nThe Sunshine Boys di Neil Simon fu diretta da Alan Arkin nella prima edizione del 1972.\nNumerosi e di grande successo gli allestimenti teatrali che si sono susseguiti in tutto il\nmondo e\, con la sceneggiatura dell’autore\, pluripremiata la versione cinematografica del\n1975 diretta da Herbert Ross\, protagonisti Walter Matthau e George Burns. Del 1995 è la\ntrasposizione per il piccolo schermo statunitense affidata a due stelle di prima grandezza\ncome Woody Allen e Peter Falk.\nParlerà del testo di Neil Simon il direttore della British School Peter Brown nel corso di un\nincontro che si terrà martedì 20 febbraio alle ore 18 alla Sala Bartoli. \nL’appuntamento è come sempre a ingresso libero fino ad esaurimento della disponibilità.\n“I ragazzi irresistibili” va in scena alla Sala Assicurazioni Generali solo il 19 e 20 febbraio.\nI biglietti sono disponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei circuiti consueti del\nTeatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it \nInformazioni sul sito www.ilrossetti.it e 040.3593511.
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SUMMARY:Fino alle stelle! Scalata in musica lungo lo stivale
DESCRIPTION:Agnese Fallongo e Tiziano Caputo\, nei panni di Maria e del cantastorie Tonino sono i protagonisti di “Fino alle stelle! Scalata in musica lungo lo stivale”\, spettacolo che contamina musica e recitazione e va in scena alla Sala Bartoli solo il 16 e 17 febbraio\, per la Stagione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.\nI due\, partendo da una Sicilia degli anni Cinquanta\, senza un soldo in tasca\, si impegnano a inseguire il loro sogno di gloria attraversando una dopo l’altra le regioni del nostro Paese e venendo a contatto con i rispettivi patrimoni di storie\, dialetti\, usi e costumi.  \nAllo stesso tempo il loro è anche un viaggio di introspezione\, di conoscenza e di apprezzamento reciproci raccontato con tanta musica tradizionale\, romanticismo\, commozione e divertimento. Da sottolineare la versatilità dei due attori che oltre ad essere straordinari cantanti\, musicisti a tutto tondo e veri “animali da palcoscenico” sanno gestire al meglio i vari dialetti della penisola; pregevole la regia di Raffaele Latagliata che mette in scena una pièce divertente e leggera assecondando al meglio la fluidità del racconto di questo viaggio umano e musicale; ottimo il coordinamento creativo di Adriano Evangelisti vero collante tra i vari stili delle canzoni regionali\, i dialetti\, le storie che racconteranno al pubblico del Rossetti delle generazioni che ci hanno preceduti grazie a testimonianze e interviste reali di persone comuni che quelle esperienze le hanno veramente vissute e un’approfondita documentazione storica. Il tutto rielaborato e trasformato in materia teatrale che permette il recupero della tradizione e della memoria di un passato ancora vivo nel cuore di molti. Perché è fondamentale essere consapevoli che …. “non sapremo mai dove andiamo se non sappiamo da dove veniamo”. \nIl duo artistico Agnese&Tiziano nasce dall’incontro tra Agnese Fallongo\, attrice-cantante e autrice teatrale di spiccato talento\, e Tiziano Caputo\, attore-cantante e musicista poli-strumentista\ngrazie alla collaborazione con i due registi Adriano Evangelisti e Raffaele Latagliata che si realizza quel sodalizio artistico che porta alla nascita della “Trilogia degli ultimi”\, di cui “Fino alle stelle” è una parte.\nL’elemento che contraddistingue la ricerca di questo collettivo artistico\, e che ne delinea maggiormente la poetica\, è quello di sfiorare il presente attraverso il passato. Raccontare\, cioè\, le “storie dei nostri nonni”\, delle generazioni che ci hanno preceduti\, per riuscire a comprendere meglio il momento presente: Non saprai mai dove vai se non sai da dove vieni. Per aderire a questo tipo di contenuto\, si è scelto di utilizzare un codice teatrale che attinge al “teatro di narrazione” rielaborandolo\, però\, in chiave estremamente moderna e originale. L’obiettivo è quello di dare voce alle persone “comuni”\, a “gli ultimi”\, appunto\, quelli rimasti nell’ombra durante alcune delle vicende più significative della nostra penisola. Un lavoro di costruzione drammaturgica che parte sempre da un’approfondita documentazione storica\, per poi avvalersi\, in un secondo momento\, della testimonianza reale di chi ha vissuto quelle esperienze in prima persona.  \n“Fino alle stelle! Scalata in musica lungo lo stivale” va in scena alla Sala Bartoli il 16 e 17 febbraio: le repliche sono il 16 alle ore 19.30 e il 17 alle ore 21. I biglietti per lo spettacolo sono disponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it\nInformazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:True Tales of Sex\, Success and SEX AND THE CITY
DESCRIPTION:Giovedì 15 febbraio alle ore 18 appuntamento alla Sala Bartoli con la moda\, l’amore\, laforza dell’amicizia al femminile ed i tanti temi che percorrono “Sex and the City”.\nAspettando di vedere in scena Candace Bushnell – autrice della famosa serie – sarà una\ngiornalista esperta di moda come Arianna Boria\, che da oltre trent’anni tiene la sua\nrubrica sul quotidiano “Il Piccolo”\, a ripercorrere l’evoluzione del costume negli ultimi anni\ne l’influenza esercitata da “Sex and The City” nel nostro guardaroba. Abiti iconici\,\nabbinamenti azzardati\, e scarpe\, un universo di scarpe da far girare la testa…\nQuando le grandi maison si sono accorte del successo di “Sex and The City”’ È meglio\ncorrere dietro a Mr. Big o lasciarsi sedurre dalle suole rosse di Louboutin o dalle Manolo’\nVedremo molte immagini e ne parleremo con Arianna Boria\, affiancata da Sara Del Sal\,\nanche lei giornalista fashionista\, in un incontro in cui si esploreranno diverse passioni\ndell’universo femminile.\n\nL’incontro è a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.\nLo spettacolo di e con Candace Bushnell\, “True Tales of Sex\, Success and SEX AND\nTHE CITY” invece\, arriva a Trieste per una sola sera il 23 febbraio al Politeama Rossetti\,\ngrazie al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia che ne cura il tour italiano.\nI biglietti sono disponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei circuiti consueti del\nTeatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it\n\nInformazioni sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Ginger e Fred
DESCRIPTION:“Ginger e Fred” duro e malinconico capolavoro felliniano trova la sostanza del palcoscenico grazie a Monica Guerritore che ne è protagonista con Massimiliano Vado\, nonché regista e che ne ha firmato anche l’adattamento. Lo spettacolo è ospite della stagione Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia da giovedì 15 a domenica 18 febbraio.\nÈ la vigilia di Natale. Nel piazzale deserto entra in scena un gruppo personaggi spaesati. Chi regge la testina con la parrucca\, chi la valigia con l’abito di scena\, chi un cilindro da frac avvolto in carta velina\, gli attrezzi del mestiere. Sono lì per partecipare allo show di Natale di una televisione privata. Sullo sfondo si intravede la vetrata di un albergo e l’insegna luminosa di una discoteca anni Ottanta\, qualche lampadina colorata ricorda una festa che è finita. I nostri protagonisti\, scritturati come ospiti per lo show di Natale di una televisione privata\, sono emozionati per la serata che li porterà sotto le luci dei riflettori. Quello che non sanno è che\, derubricati alla voce “materiale di varia umanità”\, sono necessari a mandare avanti l’ingranaggio spietato della televisione commerciale\, riempiendo i buchi tra una pubblicità e l’altra. Nella notte\, e poi in sala trucco\, prima che il teatro stesso\, pubblico compreso\, diventi lo studio dello show e il Presentatore\, come il Domatore di un circo\, li faccia entrare come bestie ammaestrate\, questa piccola umanità fatta di personaggi bizzarri e imperiosi\, pavidi e coraggiosi\, si imporrà intenerendo il pubblico per la realtà delle loro vite fatte di solitudine\, piccole ambizioni e basse aspirazioni\, menzogne e confessioni improvvise\, tutto comico e tragico allo stesso tempo\, nell’esaltazione di un giorno “straordinario”.  \nAmelia e Pippo\, Ginger e Fred\, sono tra loro\, ma per loro è diverso: era il loro talento a essere ammirato\, a brillare sotto le luci dei riflettori\, prima che Ginger rinunciasse lasciando Fred solo e spaesato. Si ritrovano qui\, cercheranno di riannodare quel “filo nascosto”\, ritrovare la luce… balleranno… e per un momento ritroveranno la bellezza e l’intimità di un tempo\, ma solo per un momento. Il loro mondo fatto di Incanto\, come la luna di carta che Fred ha chiesto al macchinista di far apparire magicamente durante il ballo\, non c’è più; la vede per un attimo\, traballante\, che viene calata dai macchinisti\, per essere chiusa in un baule durante lo smontaggio. La serata è finita. \n“Ginger e Fred” va in scena alla Sala Assicurazioni Generali dall’15 al 18 febbraio. I biglietti sono disponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sul sito www.ilrossetti.it e  040.3593511.
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DESCRIPTION:Ritorna in scena OPEN\, lo show diretto e coreografato da Daniel Ezralow che è un innogioioso alla vita e a tutto ciò che essa porta inevitabilmente con sé\, gioia\, amore\, rabbia\,\ndolore. Appuntamento solo domani sera – 14 febbraio alle 20.30 – al Teatro Stabile del\nFriuli Venezia Giulia.\n\nLo show si compone di brevi quadri fulminanti\, ironici\, spiazzanti\, divertenti\, realizzati con\nl’uso magistrale di luci\, costumi e videoproiezioni. Una multimedialità ricca che si intreccia\ncon i corpi e costruisce brevi e sofisticate storie che esaltano la cifra stilistica di Daniel\nEzralow.\n\nUno show che torna a grande richiesta sui palcoscenici italiani e che per questa nuova\nedizione si presenta con una grande novità: il cast\, totalmente rinnovato\, annovera\ngiovani e talentuosi ballerini provenienti da quella incredibile factory di talenti che è\nAmici di Maria De Filippi.\nArtisti che il pubblico italiano ha già amato e applaudito come Klaudia Pepa\, Samuelino\nAntinelli\, Claudia Bentrovato\, Oliviero Bifulco\, Miguel Chavez\, Mimmina Ciccarelli\,\nRosa Di Grazia e Christian Stefanelli.\n\nOPEN nasce a Los Angeles nel 2012 e debutta per la prima volta a Civitanova Marche nel\nnovembre dello stesso anno per poi proseguire la tournée nei principali teatri italiani fino al\n2014. Nel 2016 debutta negli Stati Uniti. Torna in scena\, sempre applauditissimo\, più volte\nfino alla scorsa edizione del 2021 quando nuovamente viene accolto con grande\nentusiasmo sui palcoscenici italiani. Questo nuovo tour 2024\, con i ragazzi di Amici\nche daranno nuova energia e linfa vitale alle geniali coreografie di Ezralow\, porta\nancora lo show nelle più importanti città italiane.\n\nScritto da Daniel Ezralow a quattro mani con la moglie Arabella Holzbog\, OPEN è un\npatchwork di piccole storie che strizzano l’occhio allo spettatore con numeri a effetto\,\nmultimedialità\, ironia e umorismo\, all’insegna del più puro entertainment. La musica classica si mescola alla danza contemporanea per dare vita a momenti di alta\nintensità emotiva e grande bravura tecnica.\n“E’ un antidoto alla complicazione della vita\, come dichiara lo stesso Ezralow. Uno\nspettacolare inno alla libertà creativa\, al ciclo della vita e alla rivisitazione dei successi da\nlui creati\, volto a trasportare il pubblico in una nuova dimensione dove umorismo e\nintensità danno vita a una miscela esplosiva di straordinaria fantasia creativa ed emozione\nscenica.\n“Io e mia moglie Arabella abbiamo pensato di intitolare lo spettacolo Open perché è una\nparola che\, con le sue quattro lettere molto bilanciate ha in sé tanta energia. Open vuol\ndire aperto al mondo\, al lavoro\, al business\, agli altri. Bisogna guardare al presente senza\nremore\, appunto con mente aperta La vita è spesso pesante\, ma abbiamo tanta energia\npositiva che aiuta a risolvere i problemi. Il titolo fa riferimento a un’apertura culturale ma\nanche stilistica. A me piace mescolare.”\n\nSul palcoscenico\, oltre ad una scenografia molto semplice composta di quattro pannelli su\ncui vengono proiettati una successione di quadri visivi e vignette in movimento\, vi sono i\ndanzatori che\, nelle numerose sequenze di gruppo così come negli assoli\, coniugano\ncon scioltezza il linguaggio neoclassico e la modern dance\, incantando il pubblico in un\nmix tra sorpresa\, divertimento\, leggerezza e agilità. Si susseguono emozioni e sensazioni\ndifferenti\, come l’ironia\, il dolore\, o la speranza\, fino ad arrivare a toccare il tema\ndell’ecologia.\nL’arte\, dice Ezralow\, “è l’unica arma che l’uomo possiede per superare momenti di crisi\,\nperché dà gioia\, voglia di vivere e senso alla vita. Ed è proprio nei momenti di crisi che\, chi\nce l’ha\, tira fuori tutta la propria creatività. L’arte è una delle rare cose che non può andare\nindietro\, ma solo avanti”.\nOpen riesce a catturare il pubblico dal primo minuto\, senza battute d’arresto\, con la sua\nenergia coinvolgente. Open è un consiglio\, un invito che Ezralow rivolge al pubblico:\napritevi al mondo\, alla vita\, all’amore\, progettate di lasciarvi sorprendere.\n\nDANIEL EZRALOW – COREOGRAFO\nDaniel Ezralow\, nato a Los Angeles\, inizia lo studio della danza all’Università di Berkeley\nin California\, e fra il 1976 e il 1986 collabora con 5×2 Plus\, Lar Lubovitch\, Paul Taylor e i\nPilobolus.\nEccezionale performer e ballerino solista\, si distingue come coreografo per il suo\nlinguaggio fatto di nuove e sempre sorprendenti idee originali. È tra i fondatori dei celebri\nMOMIX e ISO (I’m So Optimistic)\, un gruppo di danza che unisce al talento artistico uno straordinario virtuosismo tecnico e acrobatico. Con la compagnia ISO è in tournée in tutto\nil mondo in qualità di co-direttore\, coreografo e ballerino solista\, firmando numerose\ncoreografie per molti Festival internazionali e grandi compagnie stabili.\nParallelamente agli ISO firma coreografie per Hubbard Street Dance Company Chicago\,\nBatsheva Dance Company of Israel\, Paris Opera Ballet\, Rudolf Nureyev\, London\nContemporary Dance Company\, Maggio Musicale Fiorentino\, Manhattan Ballet\, Atlanta\nBallet\, Kibbutz Contemporary Company\, per la Fête de l’Humanité di Parigi ed altri. Per il\nteatro lirico realizza coreografie per L’Olandese Volante di Wagner all’Opera di Los\nAngeles\, alla Houston Opera e alla English National Opera.\nNel 1994 debutta con lo spettacolo multimediale Salgari come primo coreografo\, ballerino\ne regista. Nel 1994 collabora alla creazione delle coreografie del musical Love del Cirque\nDu Soleil\, con musiche dei Beatles. Tra il 1995 e il 1996\, per l’apertura del Festival\nInternazionale della Danza di Milano\, crea\, direge e coreografa Mandala\, lavoro\nmeditativo-multimediale ispirato al buddhismo tantrico. Con questo spettacolo inizia una\nlunga tournée nei maggiori teatri italiani\, poi a Londra al Peacock Theatre nella stagione\ndel Sadlers Wells e in Sud America.\nNell’edizione del 1996 del Maggio Musicale Fiorentino coreografa e balla in Aida.\nTra le molteplici partecipazioni teatrali\, coreografa a Broadway lo spettacolo di Julie\nTaymor The Green Bird e crea la coreografia per un adattamento del Moby Dick di Melville\nal Théâtre des Champs-Élysées affiancando Vittorio Gassman sul palcoscenico.\nNel 2000 coreografa e co-dirige Aeros\, spettacolo unico nel suo genere che debutta al\nTeatro Smeraldo di Milano nel corso della stagione 2004/2005\, insieme a David Parsons\,\nMoses Pendelton e i campioni della Federazione Ginnastica Rumena. Nel 2001 inizia a\ncollaborare come coreografo con la televisione italiana. Nel 2003 coreografa e co-dirige il\nmusical Tosca – Amore Disperato di Lucio Dalla e nel 2007 debutta a Milano il suo\nspettacolo Why be extraordinary when you can be yourself\, show di grande impatto visivo\nche si avvale delle più moderne tecnologie scenografiche.\nDal 2007 per diverse stagioni collabora con la produzione della trasmissione Amici di\nMaria De Filippi realizzando le coreografie del suo corpo di ballo durante le sfide dei\ncantanti nella fase serale del programma.\nNella stagione 2009 firma le coreografie della versione italiana del musical Cats curando la\nregia con Saverio Marconi. Nel 2010\, nel 2011\, nel 2012 e nel 2013 crea le coreografie di\napertura del Festival di Sanremo.\nSempre nel 2011 cura le coreografie del musical Spiderman – turn off the dark\, diretto da\nJulie Taymor\, con musiche di Bono e The Edge. Nel 2014 lavora alle coreografie della\ncerimonia di apertura delle XXII Olimpiadi Invernali a Sochi\, in Russia.\nEzralow ha ricevuto dall’American Choreographer Innovetor’s Award il premio “Aeros\nBravo” come miglior coreografo in uno show tv; un Emmy Awar per “PBS special episodes”; una nomination agli Emmy Award per lo spettacolo del 1998 agli Academy\nAward\, oltre ai premi ricevuti al Premio Positano e al Nijinsky Award.\nNel mondo della musica pop ha creato coreografie per video musicali e tournée\,\ncollaborando con Sting\, U2\, David Bowie\, Pat Metheny\, Andrea Bocelli\, Ricky Martin\, Josh\nGroban\, Faith Hill e Katy Perry.\nNel mondo del cinema ha preso parte alla realizzazione di numerosi film\, tra cui La visione\ndel sabba di Marco Bellocchio\, L’ultimo concerto di Francesco Laudadio\, Un complicato\nintrigo di donne\, vicoli e delitti di Lina Wertmuller\, Ulisse e la balena bianca di Vittorio\nGassman\, Casa ricordi di Mauro Bolognini\, The Grinch di Ron Howard\, Stereo Future di\nNakano Hiroyuki\, Across the Universe di Julie Taymor.\nEzralow ha offerto la sua collaborazione anche al mondo della moda lavorando con stilisti\nquali Issey Miyake e Koji Tatsuno\, Roberto Cavalli e Hugo Boss. Inoltre la sua immagine è\nstata utilizzata per diverse campagne pubblicitarie internazionali.\n\nKLAUDIA PEPA\nKlaudia nasce a Tirana\, entra per la prima volta in una scuola di danza a 5 anni e capisce\nche ballare per lei è qualcosa di essenziale. “Quando vedevo i balletti\, a teatro o in tv\, fin\nda piccola avevo questa sensazione molto chiara che per me la danza fosse una\nnecessità”.\nLa tv italiana entra nelle case di Tirana raccontando un sogno e Klaudia non può stare a\nguardare.\nParte per l’Italia per vedere il sogno da vicino\, per toccarlo. Partecipa ad Amici:\nprogramma cult di Canale 5 e fucina dei migliori giovani talenti della danza e della musica\nitaliana contemporanea. “Per me\, guardare Amici in TV era come sognare l’America”\nKlaudia arriva in finale e viene confermata come ballerina professionista per l’edizione\nsuccessiva.\nNegli anni successivi balla nei videoclip di Pop star italiane ed internazionali\, da Ricky\nMartin ad Achille Lauro e partecipa a diversi programmi TV sia in Italia che in Albania.\nDanzare in teatro resta la sua grande passione:\n“Il palcoscenico è il luogo dove preferisco ballare. È un posto magico”\nKlaudia Pepa è nel cast di OPEN lo spettacolo di Daniel Ezralow. “Sono entusiasta di\nessere parte di questo progetto\, sarà uno spettacolo dinamico e moderno. Per me è un\ngrandissimo onore lavorare con Ezralow.”\n\nSAMUELINO ANTINELLI\nSamuelino Antinelli studia danza da quando aveva sei anni. Questa disciplina è per lui\nforza e vocazione ed è stata la strada da seguire dopo la scomparsa di suo padre. “Ogni\nvolta che ballo\, ogni volta che salgo su un palcoscenico lo faccio per lui.”\n\nSpecializzato in hip-hop ha studiato anche danza classica e moderna. Nel 2022 partecipa\nal programma Amici di Maria De Filippi. “Quando ho fatto il provino ho cercato di non farmi\ncondizionare\, mi dicevo se non ti prendono riproverai. Ma non ci dormivo la notte.\nSognavo Maria che mi chiamava.”\nNel 2023 è nel corpo di ballo del film “The Opera” con le coreografie di Daniel Ezralow.\nSamuelino Antinelli è nel cast di OPEN lo spettacolo di Daniel Ezralow. “Sono molto\ncurioso e non vedo l’ora di iniziare questo progetto. Daniel Ezralow fa cose che non ho\nmai visto fare a nessuno. Per me è un grande privilegio lavorare con lui.”\n\nCLAUDIA BENTROVATO\nClaudia Bentrovato danza da quando ha 6 anni e ballare per lei è sempre stato un modo\nper conoscere sé stessa. Per Claudia la danza avvicina le persone all’arte ed è un modo\nper esprimersi liberamente. “Studiavo danza classica e crescendo ho perfezionato anche\naltri stili come l’hip hop e la street dance. Questo mi ha permesso di scoprire ed esplorare\naltri lati di me che non conoscevo.”\nNel 2022 partecipa al programma Amici di Maria De Filippi. È stata un’esperienza intensa\nche ha avuto un impatto sulla mia vita a 360 gradi.”\nClaudia Bentrovato è nel cast di OPEN lo spettacolo di Daniel Ezralow. “Essere parte di\nquesto progetto è un’esperienza incredibile e stimolante\, sono felicissima e non vedo l’ora\ndi lavorare con Daniel Ezralow.”\n\nOLIVIERO BIFULCO\nOliviero Bifulco balla da quando aveva sette anni\, di formazione scaligera\, nasce come\nballerino classico ma ama le contaminazioni tra i generi. “Ho capito che la danza era il mio\nfuturo quando danzando mi sono sentito libero\, quando ha smesso di essere esercizio e\nripetizione ma è diventata libertà di movimento.”\nCon la Scala di Milano partecipa a numerose produzioni\, tra cui “Raymonda” e “Aida”. “Per\nme la danza è uno strumento perfetto per comunicare.”\nPartecipa ad Amici di Maria De Filippi nel 2017. “È stato come fare 5 anni in 1\, e’\nun’esperienza che ti insegna moltissimo non solo nella danza ma come attitudine al\nlavoro.”\nOliviero Bifulco è nel cast di OPEN lo spettacolo di Daniel Ezralow. “Non ho mai lavorato\ncon Daniel Ezralow e sono curioso ed entusiasta di fare parte di questo progetto\, non vedo\nl’ora!”\n\nMIGUEL CHAVEZ\nPer Miguel Chavez la danza è energia. “Per me è stata una folgorazione\, negli Stati Uniti\nsono entrato in contatto con talenti e ballerini eccezionali\, quando sono tornato ho iniziato\na studiare danza.”\n\nNel 2018 partecipa al programma Amici di Maria De Filippi. “Un’esperienza unica\, una\npalestra di vita che mi ha fatto crescere come persona e come ballerino.”\nL’essenza della danza per Miguel è nello scambio di energia con il pubblico. “Quando\nballo sento il pubblico\, basta un sorriso\, uno sguardo\, percepisco la loro voglia di ballare e\nquesto mi da una grande energia.”\nMiguel Chavez è nel cast di OPEN lo spettacolo di Daniel Ezralow. “Sono entusiasta\, per\nme è un’esperienza totalmente nuova e un’occasione unica. Sono felice di essere parte di\nquesto progetto.”\n\nMIMMINA CICCARELLI\nMimmina Ciccarelli studia danza dall’età di 3 anni e sin da piccola non ha dubbi su quale\nsia il suo sogno. “La danza per me è come un’amica che non mi abbandona mai\, è stata\ned è la soluzione a tutti i miei problemi.”\nPartecipa ad Amici\, il programma cult di Canale 5\, nel 2018. È stata un’esperienza\ntotalizzante\, avevo appena compiuto 18 anni e mi sono ritrovata in questo mondo magico\nche mi ha dato moltissimo a livello professionale e personale.”\nBalla in Cenerentola e Lo Schiaccianoci entrambi di Luciano Cannito con il “Roma City\nBallet”.\nMimmina Ciccarelli è nel cast di OPEN lo spettacolo di Daniel Ezralow. “Conoscere Daniel\nè stata una delle esperienze più belle che mi siano mai capitate. Per me è un mentore.”\n\nROSA DI GRAZIA\nPer Rosa Di Grazia la danza è sempre stato il punto fermo in una vita di cambiamenti e\nprove da affrontare. “La mia vita è stata un viaggio continuo\, sempre con una valigia da\nprendere per spostarmi. Per questo la danza è la mia casa\, il posto dove mi sono sempre\nsentita al sicuro.”\nStudia danza sin da piccolissima e nel 2020 partecipa al programma Amici di Maria De\nFilippi. È stata un’esperienza straordinaria\, una di quelle cose che ti capitano una volta\nnella vita e che ti cambiano profondamente come ballerina e come persona.”\nNel 2023 è nel Corpo di ballo nel film “Romeo e Giulietta” progetto internazionale dello\nscenografo Dante Ferretti.\nRosa di Grazia è nel cast di OPEN lo spettacolo di Daniel Ezralow. “Amo il pensiero e la\nprospettiva che Ezralow proietta sul ballerino e sono entusiasta di fare parte di questo\nprogetto.”\n\nCHRISTIAN STEFANELLI\nChristian Stefanelli nella danza ci è letteralmente nato. Impara a camminare e a ballare\nallo stesso tempo\, nella scuola di Hip Hop della madre\, e dall’età di tre anni dedica tutte le\nsue energie al sogno di diventare un ballerino. “Per me la danza è come l’ossigeno\, senza\nnon ci posso stare.”\nSpecializzato in hip-hop e break dance\, durante la sua formazione artistica studia anche\ndanza classica e moderna. Nel 2015 è il vincitore della Floor Wars durante l’Urban Street\nDance di Bruxelles. Diventa campione nazionale e internazionale di street e break dance\,\nvincendo con la sua crew il Dance Crew Selecta. Dal 2017 al 2019 è stato uno dei\nballerini del tour King of Pop – Tribute Michael Jackson.\n“Il mio sogno è semplicemente quello di ballare. Vivere della mia passione\,\nindipendentemente da come andranno le cose nella mia vita. Se potessi vorrei non dover\nmai smettere di ballare.”\nChristian è tra i protagonisti di Amici 21 il programma cult di Canale 5. “Per me è stata\nun’esperienza desiderata\, ho provato per 3 anni ad entrare nella scuola. Quando mi è\nstata data l’occasione sono molto cambiato. Sono stato motivato non solo artisticamente\nma anche a livello personale.”\nChristian Stefanelli è nel cast di OPEN lo spettacolo di Daniel Ezralow. “Sono felice e\nonorato di essere parte di questo progetto. Daniel Ezralow per me è un vero e proprio\nvisionario”.
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