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SUMMARY:Iliade. Il gioco degli dèi
DESCRIPTION:Arriva finalmente al Politeama Rossetti di Trieste – da giovedì 7 a domenica 10 marzo – unappuntamento molto atteso della Stagione di Prosa\, “Iliade. Il gioco degli dei”\, uno\nspettacolo di Roberto Aldorasi\, Alessio Boni\, Francesco Niccolini e Marcello Prayer\nche è anche una coproduzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia che per questo\nprogetto si lega al Nuovo Teatro di Marco Balsamo\, assieme alla Fondazione Teatro\nDonizzetti di Bergamo e alla Fondazione Teatro della Toscana.\n\nIl Quadrivio – formato da Roberto Aldorasi\, Alessio Boni\, Francesco Niccolini e Marcello\nPrayer – festeggia il decennale della nascita con questo nuovo lavoro\, che segue successi\ncome “I Duellanti” e “Don Chisciotte”\, quest’ultimo molto applaudito nella scorsa stagione\ndal pubblico del Teatro Stabile regionale. “Iliade. Il gioco degli dei” riscrive e mette in\nscena l’“Iliade” per specchiarsi nei miti più antichi della poesia occidentale e nella guerra di\ntutte le guerre.\n\nLo spettacolo – che è anche interpretato da Alessio Boni assieme a Iaia Forte e Haroun\nFall\, Jun Ichikawa\, Francesco Meoni\, Elena Nico\, Marcello Prayer\, Elena Vanni canta di\nun mondo in cui l’etica del successo non lascia spazio alla giustizia e gli uomini non\ndecidono nulla\, ma sono agiti dagli dèi in una lunga e terribile guerra senza vincitori né\nvinti.\n\n«La coscienza e la scelta non sono ancora cose che riguardano gli umani – dicono i registi\n– la civiltà dovrà attendere l’età della Tragedia per conoscere la responsabilità personale e\ntutto il peso della libertà da quegli dèi che sono causa di tutto ma non hanno colpa di nulla.\nIn quel mondo arcaico dominato dalla forza\, dal Fato ineluttabile e da dèi capricciosi non è\ndifficile specchiarci e riconoscere il nostro: le nostre vite dominate dalla paura\, dal\ndesiderio di ricchezza\, dall’ossessione del nemico\, dai giochi di potere e da tutte le forze\ndistruttive che ci sprofondano nell’irrazionale e rendono possibile la guerra. Ci sono tutti i\nsemi del tramonto del nostro Occidente in Iliade che\, come accade con la grande poesia\,\ncontiene anche il suo opposto: la responsabilità e la libertà di scegliere e di dire no\nall’orrore».\n\n“Iliade. Il gioco degli dèi” offrirà quindi l’occasione per confrontarsi con i miti più antichi\ndella poesia occidentale e per osservare lo strano mondo delle divinità classiche e della\nguerra di tutte le guerre\, argomento che purtroppo rimane di stretta attualità. Sotto la loro\nlente di ingrandimento gli dèi ci appaiono capricciosi\, vendicativi\, disumani: sono gli dèi\nimmortali e la loro commedia è la tragedia degli uomini\, da sempre. Da un po’ di tempo\nperò qualcosa è cambiato: sono diventati pallidi\, immagini sbiadite dell’antico splendore\,\nhanno perso i loro poteri e non sanno spiegarsi né come né quando sia iniziato il loro\ntramonto. Non si incontrano da secoli\, dai tempi di Elena\, Achille\, Ettore\, Andromaca\,\nPriamo\, Ecuba\, Agamennone\, Patroclo\, Odisseo e degli altri personaggi di cui si\ndivertivano a muovere i fili del destino\, ma oggi un misterioso invito li riunisce tutti\, dopo\ntanto tempo. Chi li ha invitati’ Per quale motivo’\n\nAlessio Boni\, Iaia Forte e la compagnia di “Iliade. Il gioco degli dèi” incontreranno il\npubblico\, intervistati dal professor Paolo Quazzolo dell’Università degli Studi di\nTrieste. L’evento organizzato con il Circolo della Cultura e delle Arti si terrà venerdì\n8 marzo alle ore 18 alla Sala Bartoli. L’ingresso è libero fino ad esaurimento della\ndisponibilità.\n\n“Iliade. Il gioco degli dèi” va in scena alla Sala Assicurazioni Generali da giovedì 7 a\ndomenica 10 marzo\, sempre alle 20.30 tranne domenica (inizio ore 16).\nI biglietti sono in vendita alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del\nFriuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it \nInformazioni sul sito www.ilrossetti.it e 040.3593511.
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SUMMARY:(Tra parentesi) La vera storia di un’impensabile liberazione
DESCRIPTION:Dopo l’applaudita prima edizione – varata nel 2018\, in occasione del quarantennale della legge Basaglia – il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia riprende in sede e in tournée la fortunata produzione “(Tra parentesi) La vera storia di un’impensabile liberazione” scritta e interpretata da Massimo Cirri e Peppe Dell’Acqua e diretta da Erika Rossi.\nLo spettacolo va in scena alla Sala Bartoli il 5 marzo alle ore 21 e vi replica fino a domenica 10 marzo\, anticipando di poche ore il giorno della nascita di Franco Basaglia\, avvenuta cent’anni fa. \nLo spettacolo ha infatti l’intento di ricordare Franco Basaglia\, nel centenario della sua nascita (1924-2024)\, ponendo in luce la sua professionalità\, l’umanità\, le fondamentali intuizioni così “rivoluzionarie” e fondamentali per la cura e la dignità dei malati. \nIn particolare in una regione come il Friuli Venezia Giulia\, e in una città  – Trieste – dove l’azione e la “rivoluzione” di Franco Basaglia sono state tanto significative\, ricordare\, continuare a discutere ed essere consapevoli di tutto questo è essenziale.  \nIl Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia prende parte a tale riflessione con i propri strumenti: quelli del palcoscenico\, del linguaggio teatrale\, che può diventare più di ogni altra arte la chiave per addentrarsi in ambiti solo apparentemente lontani. \nEcco allora “(Tra parentesi) la vera storia di un’impensabile liberazione”\, che sgorga dall’inestimabile apporto di due autori e protagonisti inconsueti\, ma che possiedono un punto di vista privilegiato e importante sul tema: Massimo Cirri e Peppe Dell’Acqua. \nLo spettacolo alla Sala Bartoli di Trieste va in scena alle ore 21 dal 5 al 10 marzo: i biglietti ancora disponibili sono in vendita nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it \nInformazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Hybris
DESCRIPTION:Martedì 5 marzo il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ospita “Hybris” opera di due grandi nomi del teatro contemporaneo e di ricerca: Antonio Rezza e Flavia Mastrella.Lo spettacolo va in scena al Politeama Rossetti\, in replica unica alle ore 20.30. \nFlavia Mastrella e Antonio Rezza si occupano di comunicazione involontaria ed hanno creato un tipo di teatro del tutto singolare: attraversano il mondo dell’arte in modo trasversale\, passando dal cinema\, alla letteratura\, all’arte plastica\, alla fotografia. Raccolgono\, nel corso della loro carriera\, l’apprezzamento di un ampio appassionato pubblico e della critica internazionale (pluripremiati\, hanno meritato dal Premio Ubu al Leone d’Oro per il teatro alla Biennale di Venezia\, si esibiscono regolarmente in contesti prestigiosi\, da Parigi a Mosca\, dal Festival di Avignone a quello di Spoleto).\nPosseggono un modo graffiante\, un segno di anarchia nel loro linguaggio che in “Hybris” – il loro ultimo spettacolo – assume anche tratti di rabbia\, estraneità. \nLo spettacolo alla Sala Assicurazioni Generali di Trieste va in scena alle ore 20.30 solo il 5 marzo: i biglietti ancora disponibili sono in vendita nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it\nInformazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Alice in Wonderland reloaded
DESCRIPTION:Ritorna al Politeama Rossetti per una sera\, dopo il successo riscosso nel 2022\, “Alice in Wonderland”\, favoloso spettacolo di nuovo circo con gli artisti del  Circus-Theatre Elysium di Kiev\,  25 straordinari ballerini e acrobati.\nL’appuntamento è per lunedì 4 marzo alle ore 20.30. \nLo spettacolo evoca la favola che Lewis Carrol creò nel 1865\, attraverso un linguaggio scenico composito e sofisticato capace di intrecciare tante diverse discipline\, dalla ginnastica acrobatica alla recitazione\, dal pattinaggio\, alla musica\, alla danza con i tessuti aerei… Un adattamento scenico avveniristico ed esaltante che arricchisce la linea narrativa del racconto originale.  \nÈ in questa dimensione\, di colori\, forme e melodie incalzanti\, che il viaggio di Alice si compie.  \nGli artisti del Circus-Theatre Elysium posseggono una salda poetica\, tanta fantasia e una preparazione invidiabile: i loro numeri e le loro impeccabili acrobazie sono racchiuse in un impianto scenotecnico all’avanguardia\, con affascianti effetti luce e scenari tridimensionali\, proiettati su grandi schermi a led.  \nPattinatori\, acrobati\, danzatori\, trapezisti in movimento su una coinvolgente colonna sonora e avvolti in sfarzosi e mutevoli costumi\, danno allora vita ad Alice\, e a tutti i fantasiosi altri protagonisti della sua avventura: il Cappellaio Matto\, la Regina Nera\, il Bianconiglio\, il Gatto. Alle loro storie si intreccia nello spettacolo una linea narrativa più romantica\, quella dell’amore fra Alice e un Principe Azzurro che la sostiene nell’attraversare molte prove ed ostacoli. La favola\, impreziosita da questo contesto di nuovo circo\, rapisce gli spettatori di ogni età. \nIl Circus-Theatre Elysium\, fondato nel 2012 a Kiev\, vanta nel suo team i più talentuosi creativi dal mondo della danza e del circo est-europeo. La Compagnia\, ha conquistato il pubblico internazionale con lo straordinario spettacolo “Alice in Wonderland Reloaded”. Grazie al suo mix unico di arte circense contemporanea e danza\, questa produzione ha registrato sold-out in prestigiosi teatri di Italia\, Francia\, Corea\, Kuwait e Cina.  \nLo spettacolo alla Sala Assicurazioni Generali del Politeama Rossetti va in scena alle ore 20.30 solo il 4 marzo: i biglietti ancora disponibili sono in vendita nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it \nInformazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:La lezione
DESCRIPTION:«Lo spettacolo che è desunto da uno dei testi canonici dell’innovazione teatrale delNovecento\, di un autore particolare come Eugene Ionesco\, è la descrizione di una lezione\ndi un professore nei confronti di un’allieva. Ma questa lezione\, che sembra essere lieve e\nin qualche modo divertente\, a poco a poco si trasforma in un atto di violenza\, di\nvessazione. Questo professore arriverà al punto di uccidere la sua allieva. Ora tutti si\nchiedono: ma allora è un dramma’ No. È una commedia\, che fa ridere pur essendo\ntragica. Potremmo dire che questo è il teatro più indicativo della tradizione della\ntragicommedia\, uno spettacolo che fa ridere e fa molto riflettere. Credo che sia una sorta\ndi caratteristica che deve invitare e sollecitare a venire a teatro» dice il regista Antonio\nCalenda a proposito de “La Lezione” di Ionesco coprodotto dal Teatro Stabile del\nFriuli Venezia Giulia che sarà in scena al Politeama Rossetti dal 29 febbraio al 3\nmarzo.\n\nLe sue parole danno ragione di una crescente curiosità e attenzione attorno a questa\noperazione che è stata molto lodata al suo recente debutto e conta su un cast di attori\nmolto intrigante.\nUn interprete dalla comicità rarefatta e surreale come Nando Paone è infatti stato scelto\nper il ruolo del professore\, mentre l’allieva sarà Daniela Giovanetti\, che il pubblico di\nTrieste ha apprezzato tante volte\, fino al fantasioso e contemporaneo “Cuore – Sostantivo\nmaschile” in cui è stata applaudita lo scorso aprile. Completa il cast Valeria Almerighi nel\nruolo della cameriera.\nPer Antonio Calenda – che lo scorso anno\, ha ricevuto il Sigillo Trecentesco della Città a\nriconoscimento del prezioso contributo culturale e artistico che ha offerto durante i molti\nanni di direzione del Teatro Stabile – sarà dunque un ritorno che susciterà molto interesse\,\nproprio per la scelta di questo testo\, che dalle scene triestine manca addirittura dagli anni\nSettanta e che invece può dire molto alle platee contemporanee.\n\n«“La lezione” è una delle opere più rappresentative della produzione di Eugène Ionesco.\nCon il suo nonsense\, attraverso una comicità paradossale\, il drammaturgo mette in scena\nl’irrazionalità della condizione umana e l’angoscia che opprime le esistenze. La\ndeformazione del linguaggio e delle psicologie dei personaggi\, sono la più rarefatta\nmetafora della sterilità degli individui; che si muovono come fantasmi grotteschi e\, talvolta\,\nsono colmi di umorismo malinconico. Il rovesciamento delle situazioni\, riflette senz’altro\nl’ipocrisia dei rapporti sociali e delle convenzioni all’interno della società. Infine\, la\ncircolarità dello spettacolo\, che termina nello stesso modo in cui è iniziato\, lascia\nintravedere l’impossibilità del cambiamento.È bene ricordare – sottolinea il regista nelle\nsue note – che “La Lezione” è stata scritta nel 1951. Ionesco aveva assistito ai drammi\ndelle due Guerre mondiali. La nascita e la diffusione di quel teatro inscrivibile sotto il nome\ndi “Assurdo” è ben comprensibile. Soltanto le atrocità della guerra possono far\ncomprendere il non-senso\, il paradossale e l’illogico che contraddistinguono il genere\numano. Il suo teatro allude\, profetico\, all’attualità disarmante che ci circonda. Crediamo\nche Ionesco meriti la Renaissance che si sta profilando sui palcoscenici di tutta Europa e\nalla quale il nostro spettacolo vuole contribuire».\nEugène Ionesco è nato a Slatina\, in Romania\, da padre romeno e madre francese\, figlia\ndi un ingegnere ferroviario. La sua famiglia emigra in Francia nel 1913 e all’età di undici\nanni inizia a scrivere i suoi primi testi. Nel 1925 il divorzio dei genitori lo riporta in Romania\nassieme al padre\, dove intraprende gli studi letterari all’Università di Bucarest. Sentitosi\nincompreso dal padre\, che non capisce il suo interesse per la letteratura\, torna a vivere\ncon la madre che nel frattempo l’aveva raggiunto in Romania.\nNel 1938 parte per la Francia per preparare la sua tesi ma l’inizio della Seconda Guerra\nMondiale lo obbliga a ritornare in Romania dove rimarrà fino al 1942. Ritorna poi in\nFrancia definitivamente e nel 1950 ottiene la nazionalità francese.\nNel 1950 Eugène Ionesco presenta al pubblico la sua prima opera\, “La cantatrice calva” al\nThéâtre des Noctambules. Malgrado l’insuccesso segna profondamente il teatro\ncontemporaneo con l’impiego del “non-sens” e il grottesco come leva satirica e metafisica\,\ndiventando così il padre di un nuovo genere teatrale: il teatro dell’assurdo\, o meglio dell’\n“insolito” come preferisce definirlo. Conosciuto ormai per il suo talento\, che gli permette di\nvivere della sua arte\, raggiunge nel 1959 la consacrazione con l’opera “Rinoceronti”\, dove\ndenuncia ogni forma di totalitarismo.\n\nAutore di importanti scritti sul teatro\, entra nel 1971 a far parte de l’Académie française.\nNegli ultimi ultimi anni si cimenta nei generi del romanzo e dell’autobiografia.\n\n“La lezione” va in scena alla Sala Assicurazioni Generali da giovedì 29 febbraio a\ndomenica 3 marzo\, sempre alle 20.30 tranne domenica (inizio ore 16).\n I biglietti sono\ndisponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it \nInformazioni sul sito www.ilrossetti.it e\n040.3593511.
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DESCRIPTION:«Il nostro è un viaggio all’interno della relazione di coppia e dentro noi stessi e la nostraconsapevolezza – spiegano gli artisti – finalizzato alla ricerca consapevole della nostra\nidentità. Il punto di vista rivoluzionario è che quindi è necessaria in entrambi i sessi\, e\nimplicitamente nelle “deviazioni” dalla loro fissazione di ruolo che società storicamente\nspecifiche stabiliscono\, la manifestazione di un’unica essenza\, di un’unica natura\, la\nnatura umana\, mai definibile una volta per tutte\, poiché è sempre “in fieri”»: con queste\nparole i danzatori e coreografi Giovanni Gava Leonarduzzi e Claudia Latini presentano il\nloro spettacolo “Symposion” con cui sono ospiti al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia il\n21 e 22 febbraio.\nFondata nel 2012 da Giovanni Gava Leonarduzzi\, la Compagnia Bellanda esprime\nun’evoluzione personale della breakdance: significativo l’incontro con la danzatrice e\ncoreografa corregionale Claudia Latini e la decisione di proseguire assieme nella ricerca di\nun punto d’incontro fra la tecnica della danza contemporanea e quella della breakdance.\nLa Compagnia è la prima con matrice e base “urban” ad ottenere in Italia dal Ministero\ndella Cultura il riconoscimento nella Produzione di Danza\, ed è invitata e premiata da\nimportanti rassegne internazionali.\nIn “Symposion” i due artisti traggono ispirazione dal “Discorso di Aristofane” contenuto nel\n“Simposio” di Platone ed in particolare dal tema del continuo desiderio di ricongiungimento\nche anima i corpi.\nUna danza sensuale – fatta di prese morbide ma anche di un comporsi e scomporsi dei\ncorpi in modo incredibilmente naturale – traduce l’anelare alla creazione di un corpo unico\ne più grande\, completo\, che si raggiunge attraverso quattro momenti distinti: l’origine\,\nl’incontro\, la scoperta\, il dono.\n“Symposion” va in scena alla Sala Bartoli solo il 21 e 22 febbraio\, rispettivamente alle ore\n19.30 e alle 21. I biglietti sono disponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei\ncircuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it\nInformazioni sul sito www.ilrossetti.it e 040.3593511.
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SUMMARY:I ragazzi irresistibili
DESCRIPTION:Umberto Orsini e Franco Branciaroli: un duetto irresistibile! Ancor più se a dirigere i duestraordinari attori è un artista dello spessore di Massimo Popolizio e se il testo su cui\nimpegnano il loro seducente talento è firmato da un maestro della commedia e della\nscrittura come Neil Simon.\nArriva al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia “I ragazzi irresistibili”\, uno dei titoli più\nattesi della stagione: da non perdere le due repliche in programma lunedì 19 e martedì 20\nfebbraio alle ore 20.30.\nFra le oltre 40 commedie di Neil Simon rappresentate a Broadway “The Sunshine Boys” (“I\nragazzi irresistibili”) dopo il debutto del 1972 è diventato un classico\, in forza\ndell’ingranaggio perfetto di battute geniali e delicata malinconia.\nI “ragazzi irresistibili” del titolo\, sono due attori di varietà che hanno lavorato in coppia per\ntutta la vita e sono diventati molto celebri: ad un certo punto insanabili incomprensioni\nhanno fatto sì che il duo si rompesse ed ora\, in occasione di un programma televisivo che\ncelebra il varietà americano\, viene chiesto loro di riunirsi per una sera. Dopo undici anni di\nsilenzio e separazione i due attori provano allora a ricucire lo strappo\, ma non è semplice:\nle incomprensioni\, i tic gli egocentrismi si ripresentano accentuati dall’età e danno la stura\na comicissime situazioni\, come anche a un tenero affresco di due anziane e ormai fragili\nstar sul viale del tramonto.\nNelle mani di Umberto Orsini\, Franco Branciaroli e Massimo Popolizio il testo di Simon\ndiviene un omaggio al mondo degli attori\, alle loro piccole e deliziose manie e tragiche\nmiserie\, e riesce ad intessere al divertimento\, le note appassionate di un inno al teatro e a\ncoloro che a questo mondo assurdo e incantato votano la propria intera esistenza.\nLa commedia di Simon in questi anni è diventata un classico\, nel tentativo di cogliere tutto\nquello che lo rende più vicino al teatro di un Beckett (Finale di Partita) o addirittura a un\nCechov (Il Canto del Cigno) piuttosto che a un lavoro di puro intrattenimento.\nIspirata alla vita di una famosa coppia di artisti del vaudeville\, Joe Smith e Charles Dale\,\nThe Sunshine Boys di Neil Simon fu diretta da Alan Arkin nella prima edizione del 1972.\nNumerosi e di grande successo gli allestimenti teatrali che si sono susseguiti in tutto il\nmondo e\, con la sceneggiatura dell’autore\, pluripremiata la versione cinematografica del\n1975 diretta da Herbert Ross\, protagonisti Walter Matthau e George Burns. Del 1995 è la\ntrasposizione per il piccolo schermo statunitense affidata a due stelle di prima grandezza\ncome Woody Allen e Peter Falk.\nParlerà del testo di Neil Simon il direttore della British School Peter Brown nel corso di un\nincontro che si terrà martedì 20 febbraio alle ore 18 alla Sala Bartoli. \nL’appuntamento è come sempre a ingresso libero fino ad esaurimento della disponibilità.\n“I ragazzi irresistibili” va in scena alla Sala Assicurazioni Generali solo il 19 e 20 febbraio.\nI biglietti sono disponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei circuiti consueti del\nTeatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it \nInformazioni sul sito www.ilrossetti.it e 040.3593511.
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SUMMARY:Fino alle stelle! Scalata in musica lungo lo stivale
DESCRIPTION:Agnese Fallongo e Tiziano Caputo\, nei panni di Maria e del cantastorie Tonino sono i protagonisti di “Fino alle stelle! Scalata in musica lungo lo stivale”\, spettacolo che contamina musica e recitazione e va in scena alla Sala Bartoli solo il 16 e 17 febbraio\, per la Stagione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.\nI due\, partendo da una Sicilia degli anni Cinquanta\, senza un soldo in tasca\, si impegnano a inseguire il loro sogno di gloria attraversando una dopo l’altra le regioni del nostro Paese e venendo a contatto con i rispettivi patrimoni di storie\, dialetti\, usi e costumi.  \nAllo stesso tempo il loro è anche un viaggio di introspezione\, di conoscenza e di apprezzamento reciproci raccontato con tanta musica tradizionale\, romanticismo\, commozione e divertimento. Da sottolineare la versatilità dei due attori che oltre ad essere straordinari cantanti\, musicisti a tutto tondo e veri “animali da palcoscenico” sanno gestire al meglio i vari dialetti della penisola; pregevole la regia di Raffaele Latagliata che mette in scena una pièce divertente e leggera assecondando al meglio la fluidità del racconto di questo viaggio umano e musicale; ottimo il coordinamento creativo di Adriano Evangelisti vero collante tra i vari stili delle canzoni regionali\, i dialetti\, le storie che racconteranno al pubblico del Rossetti delle generazioni che ci hanno preceduti grazie a testimonianze e interviste reali di persone comuni che quelle esperienze le hanno veramente vissute e un’approfondita documentazione storica. Il tutto rielaborato e trasformato in materia teatrale che permette il recupero della tradizione e della memoria di un passato ancora vivo nel cuore di molti. Perché è fondamentale essere consapevoli che …. “non sapremo mai dove andiamo se non sappiamo da dove veniamo”. \nIl duo artistico Agnese&Tiziano nasce dall’incontro tra Agnese Fallongo\, attrice-cantante e autrice teatrale di spiccato talento\, e Tiziano Caputo\, attore-cantante e musicista poli-strumentista\ngrazie alla collaborazione con i due registi Adriano Evangelisti e Raffaele Latagliata che si realizza quel sodalizio artistico che porta alla nascita della “Trilogia degli ultimi”\, di cui “Fino alle stelle” è una parte.\nL’elemento che contraddistingue la ricerca di questo collettivo artistico\, e che ne delinea maggiormente la poetica\, è quello di sfiorare il presente attraverso il passato. Raccontare\, cioè\, le “storie dei nostri nonni”\, delle generazioni che ci hanno preceduti\, per riuscire a comprendere meglio il momento presente: Non saprai mai dove vai se non sai da dove vieni. Per aderire a questo tipo di contenuto\, si è scelto di utilizzare un codice teatrale che attinge al “teatro di narrazione” rielaborandolo\, però\, in chiave estremamente moderna e originale. L’obiettivo è quello di dare voce alle persone “comuni”\, a “gli ultimi”\, appunto\, quelli rimasti nell’ombra durante alcune delle vicende più significative della nostra penisola. Un lavoro di costruzione drammaturgica che parte sempre da un’approfondita documentazione storica\, per poi avvalersi\, in un secondo momento\, della testimonianza reale di chi ha vissuto quelle esperienze in prima persona.  \n“Fino alle stelle! Scalata in musica lungo lo stivale” va in scena alla Sala Bartoli il 16 e 17 febbraio: le repliche sono il 16 alle ore 19.30 e il 17 alle ore 21. I biglietti per lo spettacolo sono disponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it\nInformazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:True Tales of Sex\, Success and SEX AND THE CITY
DESCRIPTION:Giovedì 15 febbraio alle ore 18 appuntamento alla Sala Bartoli con la moda\, l’amore\, laforza dell’amicizia al femminile ed i tanti temi che percorrono “Sex and the City”.\nAspettando di vedere in scena Candace Bushnell – autrice della famosa serie – sarà una\ngiornalista esperta di moda come Arianna Boria\, che da oltre trent’anni tiene la sua\nrubrica sul quotidiano “Il Piccolo”\, a ripercorrere l’evoluzione del costume negli ultimi anni\ne l’influenza esercitata da “Sex and The City” nel nostro guardaroba. Abiti iconici\,\nabbinamenti azzardati\, e scarpe\, un universo di scarpe da far girare la testa…\nQuando le grandi maison si sono accorte del successo di “Sex and The City”’ È meglio\ncorrere dietro a Mr. Big o lasciarsi sedurre dalle suole rosse di Louboutin o dalle Manolo’\nVedremo molte immagini e ne parleremo con Arianna Boria\, affiancata da Sara Del Sal\,\nanche lei giornalista fashionista\, in un incontro in cui si esploreranno diverse passioni\ndell’universo femminile.\n\nL’incontro è a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.\nLo spettacolo di e con Candace Bushnell\, “True Tales of Sex\, Success and SEX AND\nTHE CITY” invece\, arriva a Trieste per una sola sera il 23 febbraio al Politeama Rossetti\,\ngrazie al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia che ne cura il tour italiano.\nI biglietti sono disponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei circuiti consueti del\nTeatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it\n\nInformazioni sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Ginger e Fred
DESCRIPTION:“Ginger e Fred” duro e malinconico capolavoro felliniano trova la sostanza del palcoscenico grazie a Monica Guerritore che ne è protagonista con Massimiliano Vado\, nonché regista e che ne ha firmato anche l’adattamento. Lo spettacolo è ospite della stagione Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia da giovedì 15 a domenica 18 febbraio.\nÈ la vigilia di Natale. Nel piazzale deserto entra in scena un gruppo personaggi spaesati. Chi regge la testina con la parrucca\, chi la valigia con l’abito di scena\, chi un cilindro da frac avvolto in carta velina\, gli attrezzi del mestiere. Sono lì per partecipare allo show di Natale di una televisione privata. Sullo sfondo si intravede la vetrata di un albergo e l’insegna luminosa di una discoteca anni Ottanta\, qualche lampadina colorata ricorda una festa che è finita. I nostri protagonisti\, scritturati come ospiti per lo show di Natale di una televisione privata\, sono emozionati per la serata che li porterà sotto le luci dei riflettori. Quello che non sanno è che\, derubricati alla voce “materiale di varia umanità”\, sono necessari a mandare avanti l’ingranaggio spietato della televisione commerciale\, riempiendo i buchi tra una pubblicità e l’altra. Nella notte\, e poi in sala trucco\, prima che il teatro stesso\, pubblico compreso\, diventi lo studio dello show e il Presentatore\, come il Domatore di un circo\, li faccia entrare come bestie ammaestrate\, questa piccola umanità fatta di personaggi bizzarri e imperiosi\, pavidi e coraggiosi\, si imporrà intenerendo il pubblico per la realtà delle loro vite fatte di solitudine\, piccole ambizioni e basse aspirazioni\, menzogne e confessioni improvvise\, tutto comico e tragico allo stesso tempo\, nell’esaltazione di un giorno “straordinario”.  \nAmelia e Pippo\, Ginger e Fred\, sono tra loro\, ma per loro è diverso: era il loro talento a essere ammirato\, a brillare sotto le luci dei riflettori\, prima che Ginger rinunciasse lasciando Fred solo e spaesato. Si ritrovano qui\, cercheranno di riannodare quel “filo nascosto”\, ritrovare la luce… balleranno… e per un momento ritroveranno la bellezza e l’intimità di un tempo\, ma solo per un momento. Il loro mondo fatto di Incanto\, come la luna di carta che Fred ha chiesto al macchinista di far apparire magicamente durante il ballo\, non c’è più; la vede per un attimo\, traballante\, che viene calata dai macchinisti\, per essere chiusa in un baule durante lo smontaggio. La serata è finita. \n“Ginger e Fred” va in scena alla Sala Assicurazioni Generali dall’15 al 18 febbraio. I biglietti sono disponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sul sito www.ilrossetti.it e  040.3593511.
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SUMMARY:Open
DESCRIPTION:Ritorna in scena OPEN\, lo show diretto e coreografato da Daniel Ezralow che è un innogioioso alla vita e a tutto ciò che essa porta inevitabilmente con sé\, gioia\, amore\, rabbia\,\ndolore. Appuntamento solo domani sera – 14 febbraio alle 20.30 – al Teatro Stabile del\nFriuli Venezia Giulia.\n\nLo show si compone di brevi quadri fulminanti\, ironici\, spiazzanti\, divertenti\, realizzati con\nl’uso magistrale di luci\, costumi e videoproiezioni. Una multimedialità ricca che si intreccia\ncon i corpi e costruisce brevi e sofisticate storie che esaltano la cifra stilistica di Daniel\nEzralow.\n\nUno show che torna a grande richiesta sui palcoscenici italiani e che per questa nuova\nedizione si presenta con una grande novità: il cast\, totalmente rinnovato\, annovera\ngiovani e talentuosi ballerini provenienti da quella incredibile factory di talenti che è\nAmici di Maria De Filippi.\nArtisti che il pubblico italiano ha già amato e applaudito come Klaudia Pepa\, Samuelino\nAntinelli\, Claudia Bentrovato\, Oliviero Bifulco\, Miguel Chavez\, Mimmina Ciccarelli\,\nRosa Di Grazia e Christian Stefanelli.\n\nOPEN nasce a Los Angeles nel 2012 e debutta per la prima volta a Civitanova Marche nel\nnovembre dello stesso anno per poi proseguire la tournée nei principali teatri italiani fino al\n2014. Nel 2016 debutta negli Stati Uniti. Torna in scena\, sempre applauditissimo\, più volte\nfino alla scorsa edizione del 2021 quando nuovamente viene accolto con grande\nentusiasmo sui palcoscenici italiani. Questo nuovo tour 2024\, con i ragazzi di Amici\nche daranno nuova energia e linfa vitale alle geniali coreografie di Ezralow\, porta\nancora lo show nelle più importanti città italiane.\n\nScritto da Daniel Ezralow a quattro mani con la moglie Arabella Holzbog\, OPEN è un\npatchwork di piccole storie che strizzano l’occhio allo spettatore con numeri a effetto\,\nmultimedialità\, ironia e umorismo\, all’insegna del più puro entertainment. La musica classica si mescola alla danza contemporanea per dare vita a momenti di alta\nintensità emotiva e grande bravura tecnica.\n“E’ un antidoto alla complicazione della vita\, come dichiara lo stesso Ezralow. Uno\nspettacolare inno alla libertà creativa\, al ciclo della vita e alla rivisitazione dei successi da\nlui creati\, volto a trasportare il pubblico in una nuova dimensione dove umorismo e\nintensità danno vita a una miscela esplosiva di straordinaria fantasia creativa ed emozione\nscenica.\n“Io e mia moglie Arabella abbiamo pensato di intitolare lo spettacolo Open perché è una\nparola che\, con le sue quattro lettere molto bilanciate ha in sé tanta energia. Open vuol\ndire aperto al mondo\, al lavoro\, al business\, agli altri. Bisogna guardare al presente senza\nremore\, appunto con mente aperta La vita è spesso pesante\, ma abbiamo tanta energia\npositiva che aiuta a risolvere i problemi. Il titolo fa riferimento a un’apertura culturale ma\nanche stilistica. A me piace mescolare.”\n\nSul palcoscenico\, oltre ad una scenografia molto semplice composta di quattro pannelli su\ncui vengono proiettati una successione di quadri visivi e vignette in movimento\, vi sono i\ndanzatori che\, nelle numerose sequenze di gruppo così come negli assoli\, coniugano\ncon scioltezza il linguaggio neoclassico e la modern dance\, incantando il pubblico in un\nmix tra sorpresa\, divertimento\, leggerezza e agilità. Si susseguono emozioni e sensazioni\ndifferenti\, come l’ironia\, il dolore\, o la speranza\, fino ad arrivare a toccare il tema\ndell’ecologia.\nL’arte\, dice Ezralow\, “è l’unica arma che l’uomo possiede per superare momenti di crisi\,\nperché dà gioia\, voglia di vivere e senso alla vita. Ed è proprio nei momenti di crisi che\, chi\nce l’ha\, tira fuori tutta la propria creatività. L’arte è una delle rare cose che non può andare\nindietro\, ma solo avanti”.\nOpen riesce a catturare il pubblico dal primo minuto\, senza battute d’arresto\, con la sua\nenergia coinvolgente. Open è un consiglio\, un invito che Ezralow rivolge al pubblico:\napritevi al mondo\, alla vita\, all’amore\, progettate di lasciarvi sorprendere.\n\nDANIEL EZRALOW – COREOGRAFO\nDaniel Ezralow\, nato a Los Angeles\, inizia lo studio della danza all’Università di Berkeley\nin California\, e fra il 1976 e il 1986 collabora con 5×2 Plus\, Lar Lubovitch\, Paul Taylor e i\nPilobolus.\nEccezionale performer e ballerino solista\, si distingue come coreografo per il suo\nlinguaggio fatto di nuove e sempre sorprendenti idee originali. È tra i fondatori dei celebri\nMOMIX e ISO (I’m So Optimistic)\, un gruppo di danza che unisce al talento artistico uno straordinario virtuosismo tecnico e acrobatico. Con la compagnia ISO è in tournée in tutto\nil mondo in qualità di co-direttore\, coreografo e ballerino solista\, firmando numerose\ncoreografie per molti Festival internazionali e grandi compagnie stabili.\nParallelamente agli ISO firma coreografie per Hubbard Street Dance Company Chicago\,\nBatsheva Dance Company of Israel\, Paris Opera Ballet\, Rudolf Nureyev\, London\nContemporary Dance Company\, Maggio Musicale Fiorentino\, Manhattan Ballet\, Atlanta\nBallet\, Kibbutz Contemporary Company\, per la Fête de l’Humanité di Parigi ed altri. Per il\nteatro lirico realizza coreografie per L’Olandese Volante di Wagner all’Opera di Los\nAngeles\, alla Houston Opera e alla English National Opera.\nNel 1994 debutta con lo spettacolo multimediale Salgari come primo coreografo\, ballerino\ne regista. Nel 1994 collabora alla creazione delle coreografie del musical Love del Cirque\nDu Soleil\, con musiche dei Beatles. Tra il 1995 e il 1996\, per l’apertura del Festival\nInternazionale della Danza di Milano\, crea\, direge e coreografa Mandala\, lavoro\nmeditativo-multimediale ispirato al buddhismo tantrico. Con questo spettacolo inizia una\nlunga tournée nei maggiori teatri italiani\, poi a Londra al Peacock Theatre nella stagione\ndel Sadlers Wells e in Sud America.\nNell’edizione del 1996 del Maggio Musicale Fiorentino coreografa e balla in Aida.\nTra le molteplici partecipazioni teatrali\, coreografa a Broadway lo spettacolo di Julie\nTaymor The Green Bird e crea la coreografia per un adattamento del Moby Dick di Melville\nal Théâtre des Champs-Élysées affiancando Vittorio Gassman sul palcoscenico.\nNel 2000 coreografa e co-dirige Aeros\, spettacolo unico nel suo genere che debutta al\nTeatro Smeraldo di Milano nel corso della stagione 2004/2005\, insieme a David Parsons\,\nMoses Pendelton e i campioni della Federazione Ginnastica Rumena. Nel 2001 inizia a\ncollaborare come coreografo con la televisione italiana. Nel 2003 coreografa e co-dirige il\nmusical Tosca – Amore Disperato di Lucio Dalla e nel 2007 debutta a Milano il suo\nspettacolo Why be extraordinary when you can be yourself\, show di grande impatto visivo\nche si avvale delle più moderne tecnologie scenografiche.\nDal 2007 per diverse stagioni collabora con la produzione della trasmissione Amici di\nMaria De Filippi realizzando le coreografie del suo corpo di ballo durante le sfide dei\ncantanti nella fase serale del programma.\nNella stagione 2009 firma le coreografie della versione italiana del musical Cats curando la\nregia con Saverio Marconi. Nel 2010\, nel 2011\, nel 2012 e nel 2013 crea le coreografie di\napertura del Festival di Sanremo.\nSempre nel 2011 cura le coreografie del musical Spiderman – turn off the dark\, diretto da\nJulie Taymor\, con musiche di Bono e The Edge. Nel 2014 lavora alle coreografie della\ncerimonia di apertura delle XXII Olimpiadi Invernali a Sochi\, in Russia.\nEzralow ha ricevuto dall’American Choreographer Innovetor’s Award il premio “Aeros\nBravo” come miglior coreografo in uno show tv; un Emmy Awar per “PBS special episodes”; una nomination agli Emmy Award per lo spettacolo del 1998 agli Academy\nAward\, oltre ai premi ricevuti al Premio Positano e al Nijinsky Award.\nNel mondo della musica pop ha creato coreografie per video musicali e tournée\,\ncollaborando con Sting\, U2\, David Bowie\, Pat Metheny\, Andrea Bocelli\, Ricky Martin\, Josh\nGroban\, Faith Hill e Katy Perry.\nNel mondo del cinema ha preso parte alla realizzazione di numerosi film\, tra cui La visione\ndel sabba di Marco Bellocchio\, L’ultimo concerto di Francesco Laudadio\, Un complicato\nintrigo di donne\, vicoli e delitti di Lina Wertmuller\, Ulisse e la balena bianca di Vittorio\nGassman\, Casa ricordi di Mauro Bolognini\, The Grinch di Ron Howard\, Stereo Future di\nNakano Hiroyuki\, Across the Universe di Julie Taymor.\nEzralow ha offerto la sua collaborazione anche al mondo della moda lavorando con stilisti\nquali Issey Miyake e Koji Tatsuno\, Roberto Cavalli e Hugo Boss. Inoltre la sua immagine è\nstata utilizzata per diverse campagne pubblicitarie internazionali.\n\nKLAUDIA PEPA\nKlaudia nasce a Tirana\, entra per la prima volta in una scuola di danza a 5 anni e capisce\nche ballare per lei è qualcosa di essenziale. “Quando vedevo i balletti\, a teatro o in tv\, fin\nda piccola avevo questa sensazione molto chiara che per me la danza fosse una\nnecessità”.\nLa tv italiana entra nelle case di Tirana raccontando un sogno e Klaudia non può stare a\nguardare.\nParte per l’Italia per vedere il sogno da vicino\, per toccarlo. Partecipa ad Amici:\nprogramma cult di Canale 5 e fucina dei migliori giovani talenti della danza e della musica\nitaliana contemporanea. “Per me\, guardare Amici in TV era come sognare l’America”\nKlaudia arriva in finale e viene confermata come ballerina professionista per l’edizione\nsuccessiva.\nNegli anni successivi balla nei videoclip di Pop star italiane ed internazionali\, da Ricky\nMartin ad Achille Lauro e partecipa a diversi programmi TV sia in Italia che in Albania.\nDanzare in teatro resta la sua grande passione:\n“Il palcoscenico è il luogo dove preferisco ballare. È un posto magico”\nKlaudia Pepa è nel cast di OPEN lo spettacolo di Daniel Ezralow. “Sono entusiasta di\nessere parte di questo progetto\, sarà uno spettacolo dinamico e moderno. Per me è un\ngrandissimo onore lavorare con Ezralow.”\n\nSAMUELINO ANTINELLI\nSamuelino Antinelli studia danza da quando aveva sei anni. Questa disciplina è per lui\nforza e vocazione ed è stata la strada da seguire dopo la scomparsa di suo padre. “Ogni\nvolta che ballo\, ogni volta che salgo su un palcoscenico lo faccio per lui.”\n\nSpecializzato in hip-hop ha studiato anche danza classica e moderna. Nel 2022 partecipa\nal programma Amici di Maria De Filippi. “Quando ho fatto il provino ho cercato di non farmi\ncondizionare\, mi dicevo se non ti prendono riproverai. Ma non ci dormivo la notte.\nSognavo Maria che mi chiamava.”\nNel 2023 è nel corpo di ballo del film “The Opera” con le coreografie di Daniel Ezralow.\nSamuelino Antinelli è nel cast di OPEN lo spettacolo di Daniel Ezralow. “Sono molto\ncurioso e non vedo l’ora di iniziare questo progetto. Daniel Ezralow fa cose che non ho\nmai visto fare a nessuno. Per me è un grande privilegio lavorare con lui.”\n\nCLAUDIA BENTROVATO\nClaudia Bentrovato danza da quando ha 6 anni e ballare per lei è sempre stato un modo\nper conoscere sé stessa. Per Claudia la danza avvicina le persone all’arte ed è un modo\nper esprimersi liberamente. “Studiavo danza classica e crescendo ho perfezionato anche\naltri stili come l’hip hop e la street dance. Questo mi ha permesso di scoprire ed esplorare\naltri lati di me che non conoscevo.”\nNel 2022 partecipa al programma Amici di Maria De Filippi. È stata un’esperienza intensa\nche ha avuto un impatto sulla mia vita a 360 gradi.”\nClaudia Bentrovato è nel cast di OPEN lo spettacolo di Daniel Ezralow. “Essere parte di\nquesto progetto è un’esperienza incredibile e stimolante\, sono felicissima e non vedo l’ora\ndi lavorare con Daniel Ezralow.”\n\nOLIVIERO BIFULCO\nOliviero Bifulco balla da quando aveva sette anni\, di formazione scaligera\, nasce come\nballerino classico ma ama le contaminazioni tra i generi. “Ho capito che la danza era il mio\nfuturo quando danzando mi sono sentito libero\, quando ha smesso di essere esercizio e\nripetizione ma è diventata libertà di movimento.”\nCon la Scala di Milano partecipa a numerose produzioni\, tra cui “Raymonda” e “Aida”. “Per\nme la danza è uno strumento perfetto per comunicare.”\nPartecipa ad Amici di Maria De Filippi nel 2017. “È stato come fare 5 anni in 1\, e’\nun’esperienza che ti insegna moltissimo non solo nella danza ma come attitudine al\nlavoro.”\nOliviero Bifulco è nel cast di OPEN lo spettacolo di Daniel Ezralow. “Non ho mai lavorato\ncon Daniel Ezralow e sono curioso ed entusiasta di fare parte di questo progetto\, non vedo\nl’ora!”\n\nMIGUEL CHAVEZ\nPer Miguel Chavez la danza è energia. “Per me è stata una folgorazione\, negli Stati Uniti\nsono entrato in contatto con talenti e ballerini eccezionali\, quando sono tornato ho iniziato\na studiare danza.”\n\nNel 2018 partecipa al programma Amici di Maria De Filippi. “Un’esperienza unica\, una\npalestra di vita che mi ha fatto crescere come persona e come ballerino.”\nL’essenza della danza per Miguel è nello scambio di energia con il pubblico. “Quando\nballo sento il pubblico\, basta un sorriso\, uno sguardo\, percepisco la loro voglia di ballare e\nquesto mi da una grande energia.”\nMiguel Chavez è nel cast di OPEN lo spettacolo di Daniel Ezralow. “Sono entusiasta\, per\nme è un’esperienza totalmente nuova e un’occasione unica. Sono felice di essere parte di\nquesto progetto.”\n\nMIMMINA CICCARELLI\nMimmina Ciccarelli studia danza dall’età di 3 anni e sin da piccola non ha dubbi su quale\nsia il suo sogno. “La danza per me è come un’amica che non mi abbandona mai\, è stata\ned è la soluzione a tutti i miei problemi.”\nPartecipa ad Amici\, il programma cult di Canale 5\, nel 2018. È stata un’esperienza\ntotalizzante\, avevo appena compiuto 18 anni e mi sono ritrovata in questo mondo magico\nche mi ha dato moltissimo a livello professionale e personale.”\nBalla in Cenerentola e Lo Schiaccianoci entrambi di Luciano Cannito con il “Roma City\nBallet”.\nMimmina Ciccarelli è nel cast di OPEN lo spettacolo di Daniel Ezralow. “Conoscere Daniel\nè stata una delle esperienze più belle che mi siano mai capitate. Per me è un mentore.”\n\nROSA DI GRAZIA\nPer Rosa Di Grazia la danza è sempre stato il punto fermo in una vita di cambiamenti e\nprove da affrontare. “La mia vita è stata un viaggio continuo\, sempre con una valigia da\nprendere per spostarmi. Per questo la danza è la mia casa\, il posto dove mi sono sempre\nsentita al sicuro.”\nStudia danza sin da piccolissima e nel 2020 partecipa al programma Amici di Maria De\nFilippi. È stata un’esperienza straordinaria\, una di quelle cose che ti capitano una volta\nnella vita e che ti cambiano profondamente come ballerina e come persona.”\nNel 2023 è nel Corpo di ballo nel film “Romeo e Giulietta” progetto internazionale dello\nscenografo Dante Ferretti.\nRosa di Grazia è nel cast di OPEN lo spettacolo di Daniel Ezralow. “Amo il pensiero e la\nprospettiva che Ezralow proietta sul ballerino e sono entusiasta di fare parte di questo\nprogetto.”\n\nCHRISTIAN STEFANELLI\nChristian Stefanelli nella danza ci è letteralmente nato. Impara a camminare e a ballare\nallo stesso tempo\, nella scuola di Hip Hop della madre\, e dall’età di tre anni dedica tutte le\nsue energie al sogno di diventare un ballerino. “Per me la danza è come l’ossigeno\, senza\nnon ci posso stare.”\nSpecializzato in hip-hop e break dance\, durante la sua formazione artistica studia anche\ndanza classica e moderna. Nel 2015 è il vincitore della Floor Wars durante l’Urban Street\nDance di Bruxelles. Diventa campione nazionale e internazionale di street e break dance\,\nvincendo con la sua crew il Dance Crew Selecta. Dal 2017 al 2019 è stato uno dei\nballerini del tour King of Pop – Tribute Michael Jackson.\n“Il mio sogno è semplicemente quello di ballare. Vivere della mia passione\,\nindipendentemente da come andranno le cose nella mia vita. Se potessi vorrei non dover\nmai smettere di ballare.”\nChristian è tra i protagonisti di Amici 21 il programma cult di Canale 5. “Per me è stata\nun’esperienza desiderata\, ho provato per 3 anni ad entrare nella scuola. Quando mi è\nstata data l’occasione sono molto cambiato. Sono stato motivato non solo artisticamente\nma anche a livello personale.”\nChristian Stefanelli è nel cast di OPEN lo spettacolo di Daniel Ezralow. “Sono felice e\nonorato di essere parte di questo progetto. Daniel Ezralow per me è un vero e proprio\nvisionario”.
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SUMMARY:Ti racconto una storia
DESCRIPTION:Edoardo Leo è un attore versatile\, che passa con naturalezza dal teatro al piccolo e al grande schermo (“Noi e la Giulia” nel 2015\, i recenti “I migliori giorni” e “I peggiori giorni” con Massimiliano Bruno e “Lasciarsi un giorno a Roma” di cui è anche regista\, sono solo alcuni fra i titoli dei suoi film). Ma è stato anche in grado di affrontare l’impegno insolito di un “DopoFestival di Sanremo” (nel 2018) o di mettersi alla prova come autore…\nSolo per la serata del 12 febbraio sarà protagonista al Politeama Rossetti\, con il reading-spettacolo “Ti racconto una storia”: un lavoro di cui è autore\, regista e interprete\, accompagnato dalle musiche di Jonis Bascir che il grande pubblico conosce per essere stato uno dei più amati protagonisti della serie “Un medico in famiglia”\, ma che è anche un dotato musicista e compositore.\n\nAssieme\, i due attraversano non solo racconti e monologhi di scrittori celebri (da Stefano Benni\, ad Italo Calvino\, da Gabriel Garcia Marquez\, ad Umberto Eco) ma anche articoli di giornale\, aneddoti e testi di giovani autori contemporanei.\n\n«Ne hanno da raccontare» scrive il critico Tommaso Chimenti su “Recensito”. «Staresti ad ascoltarli per ore. Davanti a Leo un leggio che qui non fa divisione né frontiera ma ci connette a quell’idea di ascolto\, andando a cogliere\, come ape da più fiori\, i nettari migliori. Ogni sera lo spettacolo cambia a seconda dell’umore del narratore\, a seconda del pubblico che hanno di fronte». \n\nSceglie le storie da un librone dove sono raccolti stralci di giornale\, di cronaca\, fax tramandati in famiglia\, sketch\, e brani da Alessandro Baricco\, dall’amico cineasta Massimiliano Bruno\, dallo scrittore e sceneggiatore Francesco Piccolo.\n\nI biglietti per lo spettacolo sono disponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it\nInformazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Cats
DESCRIPTION:Un’irresistibile colonia di gatti umanizzati che cantano e ballano sulle rovine della CittàEterna in una magica atmosfera scandita da fantasia\, dramma\, romanticismo e grande\nmusica: dopo il grande successo al Teatro Sistina di Roma con numeri record\, “CATS”\, la\ngrande Produzione della PeepArrow Entertainment in collaborazione con il Teatro Sistina –\nsu licenza esclusiva The Really Useful Group\, London- firmata dal più attivo e creativo\nRegista\, Produttore e adattatore di Musical italiano\, Massimo Romeo Piparo\, è ospite del\nTeatro Stabile del Friuli Venezia Giulia da giovedì 8 febbraio a domenica 11 febbraio.\nCon le splendide musiche di Sir Andrew Lloyd Webber e testi del Premio Nobel\nThomas Stearns Eliot\, “CATS” vedrà sul palco Chiara Canzian\, protagonista nel ruolo di\nGrizabella\, che canta l’intramontabile “Memory”\, un cast di oltre 30 artisti\, l’Orchestra dal\nvivo diretta dal Maestro Emanuele Friello e le coreografie di Billy Mitchell\, coreografo\ndel West End londinese\, attuale coreografo associato delle ultime produzioni di A.L.\nWebber\, da School of Rock a Cinderella.\nPer la prima volta al mondo\, il “Cats” di Massimo Romeo Piparo ha ottenuto dall’autore\nl’autorizzazione ad essere ambientato a Roma\, in una ipotetica e futuristica\n“discarica” di opere d’arte e di reperti archeologici\, con il Colosseo sullo sfondo.\nAnche nella versione italiana dello spettacolo – che a Broadway ha fatto registrare fino al\n2006 il record mondiale di repliche consecutive\, restando ancora oggi tra i primi quattro\nMusical più rappresentati della Storia –scenografie spettacolari e coreografie mozzafiato:\nsul palco il pubblico vedrà muoversi come veri felini gli artisti\, tutti sottoposti a lunghissime\nsedute di trucco per una metamorfosi sorprendentemente realistica in un trionfo di\nmiagolii\, nasi neri\, baffi\, lunghe code e zampe felpate.\n«È un’occasione – commenta Piparo – per ribadire ancora una volta a tutto il mondo la\ncentralità culturale e artistica della Capitale italiana\, della sua Storia e del fascino che può\nconferire a storie prettamente anglosassoni come questa dei gatti Jellicle narrati da\nT.S.Eliot. Lo spettacolo – continua – è stato riadattato\, restando come sempre fedelissimo\nalla partitura musicale e allo spirito voluto dai suoi creatori\, e ha un’aderenza completa al\ngusto del pubblico italiano. I personaggi-gatti portano tutti uno stile e un carattere molto in\nlinea con la nostra abitudine di interagire con questo animale-compagno di vita».\nIn una speciale notte dell’anno\, tutti i gatti del Jellicle si incontrano al Ballo Jellicle dove\nOld Deuteronomy (Fabrizio Corucci) il loro saggio e benevolo capo\, sceglie e annuncia\nchi di loro potrà rinascere a una nuova vita da Jellicle. Ma la festa felina è turbata da due\neventi: il rapimento di Old Deuteronomy e l’apparizione di Grizabella (Chiara Canzian)\,\nl’affascinante gatta-glamour che\, dopo aver lasciato i Jellicle per esplorare il mondo\, soffre\nl’esclusione e il rifiuto del branco e lancia il suo appello disperato e malinconico con la\nstruggente “Memory”. Tanti ancora i personaggi indimenticabili che popolano il Musical\, tra\ngli altri il vecchio Gus (Fabrizio Angelini)\, un tempo celebre per la sua carriera di attore e\nl’appariscente Rum Tum Tugger (Giorgio Adamo)\, che vuole sempre essere al centro\ndell’attenzione. E ancora\, il geniale Munkustrap (Sergio Giacomelli)\, che mette il suo\ncoraggio a disposizione di tutti i membri della tribù\, Mr. Mistoffelees (Pierpaolo Scida)\, il\ngatto ‘in smoking’ capace di compiere strabilianti magie\, Bustopher Jones (Jacopo\nPelliccia) e l’inseparabile coppia Mungojerrie (Simone Ragozzino) e Rumpleteazer\n(Rossella Lubrino).\nLa Direzione Musicale dell’Orchestra dal vivo\, nonché la programmazione dei suoni\noriginali di “Cats”\, sono affidate al Maestro Emanuele Friello\, Direttore di tutti i grandi\nsuccessi firmati da Piparo\, che annovera nel proprio curriculum “giovanile” la militanza\nall’interno dell’Orchestra originale di “Cats” nel West End londinese. Le scene – di\nsuggestiva ambientazione archeologica romana – sono di Teresa Caruso\, anch’essa\npresenza stabile del team di Piparo da oltre dieci anni\, come la costumista Cecilia Betona\na cui è stato affidato il delicato compito di supervisionare l’intero look della trasformazione\nrealistica\, da umano a felino\, del cast.\n“Cats” di Andrew Lloyd Webber è uno dei più famosi Musical nel mondo: ha battuto tutti\ni record di longevità\, spettatori e incassi. È stato visto da oltre 73 milioni di persone e ha\naffascinato il pubblico in oltre 300 città nel mondo. La trama del Musical è basata sul libro\ndi Thomas Stearns Eliot dal titolo “Old Possum’s Book of Practical Cats” (Il libro dei gatti\ntuttofare)\, raccolta di stravaganti e divertenti poesie nella quale i gatti sono i protagonisti.\nIn quest’opera l’autore si sofferma sul comportamento e sulla psicologia felina\, realizzando\nun vero e proprio amorevole omaggio ai gatti di tutti i tipi\, da quelli giovani agli anziani\, da\nquelli più allegri a quelli selvatici e aggressivi. Le poesie vennero scritte nel 1930 e firmate\nda Eliot con lo pseudonimo di “Old Possum” (Vecchio Opossum): perfette per un pubblico\ndi grandi e piccoli lettori\, furono poi pubblicate nel 1939\, con la copertina illustrata da Eliot\nstesso.\nProdotto da Cameron Mackintosh e da The Really Useful Group\, “Cats”\, dopo un anno di\ngrandi successi nel West End londinese\, ha debuttato a Broadway nel 1982. La canzone\n“Memory” è un autentico classico\, soprattutto per le incisioni di Elaine Paige e Barbra\nStreisand: sulle note di una melodia struggente\, la gatta Grizabella riflette sulla propria\nsolitudine\, ripensando alla giovinezza perduta e alla felicità dei giorni passati\, ma afferma\nanche il proprio desiderio e la speranza di ricominciare una nuova vita. Il brano è stato\ninciso da 150 artisti diversi tra cui anche Celine Dion\, Luciano Pavarotti\, Placido\nDomingo\, José Carreras\, Milva\, Ute Lemper\, Susan Boyle e nel recente film del 2019 da\nJennifer Hudson.
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SUMMARY:Paradiso XXXIII
DESCRIPTION:Solo per una sera al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia arriva “Paradiso XXXIII” con Elio Germano e Teho Teardo e la regia di Lulu Helbæk e Simone Ferrari: appuntamento da non perdere martedì 6 febbraio alle ore 20.30.\nUn attore sofisticato come Elio Germano – che ritorna a Trieste ad oltre dieci anni dalla sua raffinatissima prova d’attore nel monologo di Will Eno “Thom Pain” – assieme al compositore e sound designer Teho Teardo\, daranno voce e musica sulla scena al mistero e alla bellezza dell’eterno con cui Dante chiude la sua Divina Commedia. \nContemplare. Forse si può fare solo questo\, davanti ad una bellezza così elevata e misteriosa da far apparire piccoli\, limitati\, inadeguati ogni parola\, ogni linguaggio\, ogni raffigurazione umana… È il sentimento che prova Dante Alighieri nel XXXIII canto del Paradiso\, al cospetto di Dio\, dell’eterno\, dell’indicibile. Ma il poeta non può tacere quel mistero\, deve provare a dire l’indicibile\, a raccontare l’irracontabile…  \nAd orchestrare in un tutto armonico la partitura inaudita e imprevedibile del compositore d’avanguardia Teardo e l’intensa interpretazione di Germano\, provvederà la regia visionaria di una coppia di registi di fama internazionale\, Lulu Helbæk e Simone Ferrari. Nel loro carnet figurano spettacoli del Cirque du Soleil\, Cerimonie Olimpiche\, esperienze immersive oltre che naturalmente teatro e video: la loro poetica è volta alla multidisciplinarietà. I contributi creativi e artistici dei due registi\, assieme a quelli di Elio Germano e Teho Teardo produrranno dunque in scena qualcosa di magico e meraviglioso\, di inspiegabile\, trascendendo qualsiasi concetto di teatro\, concerto o rappresentazione dantesca attraverso\, una contaminazione di linguaggi tecnologici e teatrali.  \n“Paradiso XXXIII” va in scena alla Sala Assicurazioni Generali il 6 febbraio. I biglietti sono disponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sul sito www.ilrossetti.it e  040.3593511.
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SUMMARY:Cyrano de Bergerac
DESCRIPTION:Arturo Cirillo fa ritorno al Politeama Rossetti con una sorprendente edizione del grande e amatissimo classico “Cyrano de Bergerac”: sarà un Cyrano  ancor più poetico e visionario e grazie alla creatività di questo regista e protagonista (Cirillo sarà infatti anche nel ruolo del titolo) lo apprezzeremo in una dimensione contemporanea di teatro-canzone. Lo spettacolo è ospite del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia da giovedì 1 a domenica 4 febbraio\, per la stagione della Prosa.\nMusica e parole daranno voce alla commovente storia d’amore dell’uomo che\, a causa di un naso che “di un quarto d’ora ovunque lo precede”\, si considera indegno di essere amato. È perdutamente innamorato della cugina Rossana\, ma vergognandosi del proprio aspetto\, preferisce nascondere i sentimenti che prova facendo declamare i suoi meravigliosi versi d’amore a Cristiano\, piacente giovane per il quale la cugina sospira.\nBen lontano dall’ambientazione originale seicentesca immaginata dal poeta e drammaturgo francese Edmond Rostand\, che nello scrivere nel 1897 la sua celebre opera teatrale s’era ispirato a un personaggio realmente esistito all’epoca di Molière – Savinien Cyrano de Bergerac – l’atmosfera suggerita in questa versione dallo scenografo Dario Gessati è piuttosto quella retrò dei Gran Varietà degli anni Ottanta.\nEcco allora una scenografia molto colorata e piena di paillettes\, clin d’œil al film felliniano “Ginger e Fred” (di cui presto avremo ospite la versione teatrale). Ma il personaggio che Arturo Cirillo porta in scena non è solo un esuberante cabarettista con cilindro e cappello ma anche un Cyrano commovente e raffinato che rende omaggio al Pinocchio di Comencini.\nLa musica gioca un ruolo fondamentale nel dare coesione narrativa a questa edizione moderna del grande classico\, dove le rielaborazioni dei brani di Domenico Modugno per l’omonima commedia musicale\, quelli di Fiorenzo Carpi per “Pinocchio” e le musiche appositamente composte da Federico Odling si intrecciano per sottolineare i variegati momenti della pièce. \n“Cyrano de Bergerac” va in scena alla Sala Assicurazioni Generali dall’ 1 al 4 febbraio: le repliche sono tutte alle ore 20.30 tranne la domenica con inizio alle ore 16.I biglietti per lo spettacolo sono disponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it\nInformazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Brundibar
DESCRIPTION:Lunedì 29 gennaio alle ore 20.30 verranno rappresentate\, per la prima volta in un’unica serata\, alPoliteama Rossetti di Trieste l’opera per coro di bambini ed orchestra Brundibár (Calabrone) del\ncompositore Hans Krása su libretto di Adolf Hoffmeister (1938) e l’opera Der Kaiser von Atlantis\noder die Tod-Verweigerung (L’Imperatore di Atlantide ovvero il rifiuto della Morte) di Viktor\nUllmann su libretto di Peter Kien (1943-1944).\nA eseguire le partiture saranno l’Orchestra Abimà e la Civica Orchestra di Fiati “Giuseppe Verdi”\ndirette dal Maestro Davide Casali con la partecipazione del Coro VocinVolo – Ritmea (Maestro del\ncoro Lucia Follador).\nLo spettacolo\, della durata di un’ora e mezza\, è a ingresso gratuito fino ad esaurimento dei posti.\nRegia di Diana Höbel.\nLa mattina\, alle ore 11.30\, verrà eseguito il solo Brundibár\, in una rappresentazione dedicata agli\nallievi delle scuole di ogni ordine e grado della città.\nLa messa in scena delle due opere si inserisce all’interno della decima edizione del Festival Viktor\nUllmann\, realizzato dall’Associazione Musica Libera in collaborazione con Regione Autonoma Friuli\nVenezia Giulia\, Comunità Ebraica di Trieste e il progetto TerezÍn: la città delle false speranze\, che il\nComune di Trieste e l’Associazione Musica Libera propongono da diversi anni nelle scuole come percorso di approfondimento sulla Shoah e sulla realtà di Theresienstadt (in ceco TerezÍn)\, la città-\nfortezza austroungarica\, situata nei pressi di Praga\, che il regime nazista trasformò in un ghetto-\ncampo destinato agli ebrei. Pur in quel luogo di costrizione\, alcuni artisti hanno avuto la possibilità di svolgere dell’attività culturale e artistica in continuità con il loro passato\, realizzando alcune delle\nopere proposte nel corso della rassegna.\n\nDER KAISER VON ATLANTIS\n\nL’opera Der Kaiser von Atlantis oder die Tod-Verweigerung nasce dalla sinergia creativa di due\npersonalità artistiche note per il loro eclettismo\, deportate e imprigionate nel ghetto-campo\nnazista di Terezín: il musicista e critico musicale Viktor Ullmann e il poeta e pittore Peter Kien\, due\nartisti molto diversi per formazione\, che si ritrovano accomunati non solo dalla stessa condizione di\nperseguitati a causa della loro origine ebraica e deportati a Terezín\, ma anche dalla stessa\nconvinzione che “l’arte di fronte all’estremo” possa essere un mezzo di lotta e di contrasto al male\,\ngeneratore di odio\, di guerre e di morte.\n\nDer Kaiser von Atlantis\, opera in un atto\, suddivisa da un prologo e quattro Bildern (quadri) narra\nla storia del rifiuto della Morte a sottomettersi alla bramosia di potere e di dominio dell’Imperatore\ndi Atlantide Kaiser Overall (caricatura della figura di Hitler) che ha deciso di sfidare il mondo in una\nguerra assoluta di tutti contro tutti\, guerra che tiene Arlecchino prigioniero in un campo.\nLa Morte si ribella al volere dell’Imperatore: nessuno può più morire e il mondo cade nel caos.\nL’Imperatore governa attraverso l’opera del Tamburo (chiaro riferimento a Goebbels\, Ministro della\nPropaganda del regime nazista) e dell’Altoparlante (probabile riferimento a Goering\, Maresciallo\ndel Reich).\nNel terzo quadro\, mentre due soldati stanno combattendo\, si scopre che uno di loro\, Bubikopf\, è\nuna ragazza. I due soldati si innamorano e smettono di combattere nonostante le insistenze del\nTamburo: è questo il seme che farà rifiorire la vita.\nArlecchino\, ora libero\, si reca con la Morte al palazzo dell’Imperatore\, ormai sconfitto. Kaiser\nOverall chiede alla Morte di ricominciare ad operare nel mondo. Quest’ultima accetta alla sola\ncondizione che sia Overall il primo a morire. È così che l’ordine del mondo viene finalmente\nristabilito.\nLa musica composta da Ullmann per quest’opera è un continuo intreccio di diversi registri e stili\nmusicali. L’opera è ricca di elementi simbolici ed allegorici sia nel testo che nella musica. Ullmann\nprestò molta attenzione al testo di Kien in modo da far aderire la musica ad ogni passaggio del\nlibretto. Molte le citazioni melodiche di brani di compositori considerati degenerati dal regime\nnazista tra cui Josef Suk\, Kurt Weill\, Antonín Dvořák\, Gustav Mahler\, e abbondante è l’uso di generi\ndiversi\, dallo Swing al blues\, dalla canzone popolare alla sinfonia\, per arrivare alla trasposizione\nnella tonalità minore dell’inno nazionale nazista.\nSuggestivo è anche l’amalgama timbrico/sonoro dell’orchestra dovuto in particolare dalla limitata\ndisponibilità di strumenti e di musicisti all’interno del ghetto-campo di Terezín.\nDurata 55 minuti.\n\nViktor Ullmann\, musicista\, compositore\, direttore d’orchestra e critico\, nasce nel 1898 a Teschen\,\nfiglio di un ufficiale dell’esercito austro-ungarico. Studia a Vienna sotto la guida di Arnold\nSchönberg. Ritorna a Praga dove lavora con Alexander von Zemlinsky per il Nuovo Teatro Tedesco.\nNel 1929 si trasferisce ad Aussig e trova impiego come primo direttore e successivamente si\ntrasferisce a Zurigo. Qui aderisce alla Società Antroposofica di Rudolf Stein per la quale dirige una\nlibreria a Stoccarda. Dopo l’ascesa al potere di Hitler in Germania e della successiva emanazione\ndelle leggi di Norimberga (1935) si vede costretto a rientrare a Praga dove inizia l’attività di critico\nper la radio ceca e la rivista Der Auftak e riprende a comporre: tra il 1933-1935 lavorò alla stesura\ndell’opera lirica Der Sturz des Antichrist (La caduta dell’Anticristo).\nL’8 settembre 1942 viene deportato a Terezín insieme alla sua terza moglie. Nel 1943 comincia la\nsua collaborazione con il Freizeingenstaltung (dipartimento per il tempo libero) come critico\nmusicale\, organizzatore delle prove dei vari pianisti e durante la sua detenzione nel ghetto-campo\nriesce a comporre più di venti opere tra cui 3 sonate per pianoforte\, un quartetto e\, tra il 1943 e il\n1944\, l’opera Der Kaiser von Atlantis. Durante il 1944 si svolgono le prove per la messa in scena del\nKaiser von Atlantis\, prevista in occasione della visita della Croce Rossa Internazionale\, ma l’opera\nnon verrà mai eseguita pubblicamente a Terezín perché il 16 ottobre 1944 quasi tutto il cast\,\ncompreso Ullmann\, viene deportato ad Auschwitz. Il giorno successivo Viktor Ullmann viene\nassassinato in una camera a gas.\nPrima di partire Ullmann affida le partiture delle sue opere\, tra cui quella del Kaiser von Atlantis\, al\ndott. Emil Utiz\, direttore della biblioteca di Terezín\, il quale\, sopravvissuto alla guerra\, le\nconsegnerà nel 1947 a Londra al dott. Hans Gunther Adler. Solo il 16 dicembre 1975 il Kaiser von\nAtlantis verrà eseguito per la prima volta al mondo presso il Bellevue Centre ad Amsterdam\, sotto\nla direzione di Kerry Woodward.\nPeter Kien nasce a Varnsdorf nel 1919. Studia a Praga presso l’Accademia di Belle Arti e presso la\nscuola di pittura e grafica Officina Pragensis.\nIl 5 dicembre 1941 arriva a Terezín come componente del secondo Aufbaukommando\, gruppo di\nebrei deportati con il compito di trasformare la città fortezza di Terezín in un ghetto-campo nazista.\nDurante la sua prigionia Kien ha modo di realizzare poster e cartelloni degli spettacoli per il\nFreizeingenstaltung. Con Otto Ungar e Bedrich Fritta (I Pittori di Terezín) svolge un’intensa attività\nartistica clandestina\, con lo scopo di documentare e testimoniare le terribili condizioni di vita a cui\nerano costretti i deportati. Per questa loro attività\, una volta scoperti\, Ungar e Fritta furono\ntorturati e uccisi.\nPeter Kien in qualità di poeta scrive il libretto del Der Kaiser von Atlantis per l’amico Viktor Ullmann\n(a cui dedicherà anche un ritratto). Viene deportato ad Auschwitz con la famiglia il 16 ottobre\n1944\, dove morirà poco dopo il suo arrivo.\n\nBRUNDIBÁR\n\nL’opera per bambini Brundibár narra la storia di due bambini Aninka e Pepicek\, alla disperata\nricerca di denaro per curare la mamma malata. Il dottore prescrive alla madre di bere del latte per\nguarire dalla malattia. Ma per guadagnare i soldi necessari per comprare il latte iniziano a cantare\nper la strada\, ma devono vedersela con il cattivo Brundibár\, il suonatore di organetto. Solo con\nl’aiuto dei nuovi amici il Passero\, il Gatto e il Cane ed il coinvolgimento di un coro di bambini\nriusciranno nell’impresa.\nL’opera per coro di bambini ed orchestra Brundibár fu composta da Hans Krása sui testi di Adolf\nHoffmeister nel 1938 per partecipare a un concorso di composizione d’opera per bambini del\ngoverno cecoslovacco\, ma con l’occupazione nazista venne cancellato.\nNonostante il divieto agli ebrei di frequentare a vita pubblica\, nel 1941 iniziarono le prove del\nBrundibár presso l’orfanotrofio ebraico di Praga\, che fungeva temporaneamente da struttura\neducativa per i bambini ebrei.\nLa prima rappresentazione dell’opera si svolse nell’inverno del 1942 presso l’orfanotrofio\, quando\nsia il compositore Krása che lo scenografo František Zelenka\, direttore di palco per il Teatro\nNazionale Ceco\, erano già stati deportati a Terezín.\nNel luglio del 1943\, la maggior parte dei membri del coro e del personale dell’orfanotrofio fu\ndeportata a TerezÍn\, mentre solo il librettista Hoffmeister riuscì a fuggire in tempo da Praga.\nRiunito il cast a TerezÍn\, Krása ricostruì a memoria l’intera partitura dell’opera basandosi\nunicamente su una parte dello spartito per pianoforte che ancora possedeva. Adattò la partitura\nagli strumenti disponibili nel ghetto-campo\, tra cui flauto\, clarinetto\, chitarra\, fisarmonica\, piano\,\npercussioni\, quattro violini\, un violoncello e un contrabbasso.\nLa regia fu affidata a Zelenka.\n\nIl Brundibár venne rappresentato per la prima volta a TerezÍn il 23 settembre 1943 nella sala della\nMagdeburg Kaserne davanti a oltre duecentocinquanta spettatori\, e diretto da Rudolf Freudenfekd\ne con le coreografie di Camilla Rosenbaum. L’opera fu riproposta 55 volte durante l’anno\nsuccessivo. Nel 1944\, si tenne una rappresentazione speciale in occasione della visita della\ndelegazione della Croce Rossa Internazionale.\nNel corso dell’anno\, una rappresentazione di Brundibár fu anche filmata per un film documentario di\npropaganda dalla zona d’insediamento ebraico” (Theresienstadt – Ein Dokumentarfilm aus dem Jüdischen\nSiedlungsgebiet)\, e successivamente inclusa nel documentario “Voices of the Children” del 1999\,\nvincitore di un Emmy Award e diretto da Zuzana Justman\, una sopravvissuta di TerezÍn che aveva\ncantato nel coro.\nHans Krása e la maggior parte dei musicisti e dei bambini che avevano cantato nelle diverse\nrappresentazioni dell’opera morirono ad Auschwitz.\nDurata 27 minuti.\n\nHans Krása nasce a Praga da genitori ebrei. Laureatosi in composizione presso l’Accademia di\nMusica tedesca\, diventa maestro accompagnatore al Nuovo Teatro Tedesco dove incontra il\ncompositore e direttore Alexander von Zemlinsky. Nel 1927 si trasferisce a Berlino dove risente\ndelle influenze musicali di Gustav Mahler\, Arnold Schönberg e del Gruppo dei sei.\nAl rientro a Praga Krása debutta come compositore con Four Orchestral Songs op. 1\, lavoro basato\nsul Galgenlieder di Christian Morgenstern. La composizione di maggior rilivo è l’opera Verlobung im\nTraum (Il fidanzamento in un sogno) ispirata al romanzo Il sogno dello zio di Fëdor Dostoevskij.\nIl 10 agosto 1942 viene arrestato dai nazisti e deportato a Terezín e lavora alla riscrittura del\nBrundibar da far eseguire ai bambini internati\, come attività educativa e di svago. A Terezín Krása\ncompone una serie di opere da camera\, alcune delle quali rimangono incompiute. Il 16 ottobre\n1944 anche Hans Krása viene deportato ed assassinato ad Auschwitz.\nAdolf Hoffmeister\, nato il 15 agosto 1902 a Praga\, si laurea alla Facoltà di Legge dell’Università di\nPraga nel 1925 e inizia a lavorare presso lo studio del padre avvocato.\nNell’arco della sua intera vita sarà scrittore\, pubblicista\, drammaturgo\, pittore disegnatore\,\nscenografo\, fumettista\, traduttore\, diplomatico e professore universitario.\nNel 1920 diventa membro fondatore di Devĕtsil (Associazione di artisti d’avanguardia cechi)\,\ndirettore del Lidové Noviny\, uno dei principali quotidiani cechi\, e del principale giornale letterario\nLiterární Noviny. Nel 1938 scrive il libretto per l’opera per bambini Brundibár.\nDurante la guerra è redattore della stazione radiofonica Voice of America.\nNel 1939 emigra in Francia e poi in Marocco dove viene arrestato. Fuggito da un campo di\ninternamento\, raggiunge l’America.\nNel 1945 ritorna in Cecoslovacchia e inizia a lavorare per l’Unesco e per il PEN Club. Dal 1951 è\nprofessore all’Accademia delle Arti e dei Mestieri di Praga.\nDopo l’invasione sovietica della Cecoslovacchia\, Hoffmeister emigra nuovamente in Francia nel\n1969\, ma l’anno successivo decide di rientrare in patria.\nMuore il 24 luglio 1973 sui monti Orlichý\, dopo una vita errabonda da emigrante in Europa per\nsfuggire alle persecuzioni.\nNel 1945 ritorna in Cecoslovacchia dove lavora per l’Unesco. Dal 1951 è professore all’Accademia\ndelle Arti e dei Mestieri di Praga.\nDopo l’invasione sovietica della Cecoslovacchia\, Hoffmeister emigra nuovamente in Francia nel\n1969\, ma l’anno successivo decide di rientrare in patria.\nMuore il 24 luglio 1973 sui monti Orlichý\, giudicato dal regime una non-persona.\n\nIL FESTIVAL VIKTOR ULLMANN\n\nIl Festival Viktor Ullmann\, nato nel 2014 e giunto alla X edizione\, è dedicato ai compositori\, ebrei e\nnon\, perseguitati dal regime fascista e da quello nazista per il loro impegno culturale e la loro\nattività artistica.\nMolti di questi musicisti si sono salvati trovando rifugio nell’esilio\, fuori dall’Europa\, ma in tanti\nsono stati catturati dai nazisti\, imprigionati e deportati nei campi di concentramento e di sterminio\ndove morirono. Pochissimi invece sono sopravvissuti.\nLa loro arte fu etichettata come “degenerata” perché non corrispondente ai canoni estetici della\n“purezza” ariana.\nMolte sono state le prime esecuzioni assolute o italiane che hanno arricchito i concerti in\ncalendario e che sono frutto di approfondite ricerche storiche e filologiche.\nI curatori del Festival hanno intrecciato rapporti significativi con diversi studiosi dell’argomento\,\nsparsi in tutto il mondo\, e con i parenti dei compositori oggetto delle loro ricerche.\nNei concerti della rassegna\, pertanto\, si intende offrire al pubblico sia un’esperienza musicale\nnuova\, di scoperta di brani musicali sconosciuti che stimolano la curiosità e il senso critico\, che\nun’esperienza umana\, di intima riflessione sulle circostanze storiche e sociali che possono causare\,\nieri come oggi\, delle tragedie nella vita delle singole persone e di interi popoli.\nNumerose le collaborazioni sorte nel corso di questi anni in ambito artistico\, tra le quali si\nricordano quelle con la Fondazione del Teatro Lirico Giuseppe Verdi\, l’Associazione dei compositori\nebrei israeliani\, il Centro di Musica Contemporanea di Milano\, il Festival Nessiach di Pisa\,\nl’Orchestra San Marco di Pordenone\, la Civica Orchestra di Fiati Giuseppe Verdi di Trieste\, la Corale\nNuovo Accordo di Trieste e la Società dei Concerti di Trieste.\nTra gli artisti che si sono già esibiti nelle passate edizioni si possono citare il flautista Roberto\nFabbriciani\, il violista Peter Barsony\, il direttore d’orchestra Alan Bieljnski e il pianista Luca Buratto\,\nil pianista Bruno Canino e il violinista Davide Alogna.\nIl Festival Viktor Ullmann gode del contributo di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Le\nFondazioni Casali ed è sostenuto anche da associazioni e istituzioni civili quali l’Ucei – Unione delle\nComunità ebraiche Italiane\, il Museo della Shoah di Roma\, il Museo ebraico di Venezia\, il Comune\ndi Trieste\, il Comune di Udine\, il Comune di Gradisca\, la Comunità ebraica di Trieste\, la Comunità\nebraica di Venezia e la Comunità ebraica di Pisa e Firenze.
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SUMMARY:DARWIN’S SMILE
DESCRIPTION:Da poco insignita del prestigioso “David di Donatello speciale 2023” – e annoverata dalCorriere della Sera fra le Donne dell’Anno – eclettica\, simpatica\, carismatica\, Isabella\nRossellini arriva al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ed è fra gli ospiti più attesi della\nStagione di Prosa.\nL’appuntamento è dunque per sabato 20 e domenica 21 gennaio\, con lo spettacolo\n“Darwin’s Smile” da lei scritto e interpretato\, che ne ne rivela la sensibilità e la versatilità\ndal momento che vi intreccia due sue grandi passioni\, apparentemente distanti: quella per\nla recitazione e quella per l’etologia.\nNon è la prima volta – al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – che i linguaggi del teatro\nsi fanno strumento per approcciare mondi differenti: come quello dello sport\, della storia e\ndella scienza\, che sono stati oggetto di diverse produzioni.\nL’avventura di “Darwin’s Smile” nasce in uno dei luoghi più belli di Parigi\, il Museo d’Orsay\,\nche in occasione di una mostra dedicata a Darwin chiede proprio ad Isabella Rossellini\nuna conferenza sul tema. L’attrice accetta e inizia una ricerca ed una riflessione che\ntrasferisce poi sulle tavole del palcoscenico e che diviene lo spettacolo applaudito ora in\nItalia e che proseguirà il tour per l’intero 2024\, dalle Canarie\, a Dubai e di nuovo in\nFrancia. Isabella Rossellini recita questo suo one-woman-show – a seconda del Paese in\ncui lo propone – in italiano\, o in inglese o in francese.\nCome suggerisce il titolo\, per “Darwin’s Smile” il punto di partenza è molto poetico: è un\nsorriso. Perché mai il sorriso è compreso in ogni parte del mondo mentre altri gesti sono\nspecifici solo ad alcune culture’ E poi\, gli animali sanno sorridere’ Nasce da qui la\nriflessione etologica di Isabella Rossellini\, attrice di cinema\, teatro e televisione dalla\ncarriera internazionale\, ma anche giornalista\, modella e traduttrice. E laureata in etologia\,\nstudio che l’ha sempre interessata ma a cui ha potuto dedicare il giusto solo a\ncinquant’anni\, quando ha frequentato master e università… Ma poi\, chi meglio di un’attrice\nche lavora costantemente sul gesto\, sulle emozioni\, sui codici universali per esprimere\nsensazioni\, può mettersi al servizio della scienza per meglio far comprendere il\ncomportamento animale ed umano’\nNel suo libro “L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali” Charles Darwin ha\nsottolineato la continuità esistente tra gli esseri umani e gli animali che può essere\nritrovata anche nel modo di esprimere le emozioni. Così Isabella Rossellini\, interpretando\ncon umorismo e semplicità cani\, gatti\, galline\, pavoni e\, naturalmente\, Charles Darwin\,\nregala al pubblico\, oltre che a una magnifica lezione sull’evoluzione\, anche una grande\nlezione di teatro. Lo spettacolo ha riscosso successo di pubblico e di critica in teatri\namericani e europei\, suscitando ovunque enorme interesse sia per la particolare regia\ncurata da Muriel Mayette-Holtz – con effetti tutti “a vista” compresi i sorprendenti cambi di\ncostume – che per l’inconsueto contenuto; è un’occasione per imparare divertendosi e\nridendo tutto sull’arte della recitazione e su complesse teorie scientifiche.\nIsabella Rossellini è cresciuta tra Parigi e Roma. A 19 anni si trasferisce a New York e\nlavora come traduttrice e giornalista per la RAI. A 28 anni inizia la carriera di modella e\nappare sulle copertine di Vogue\, Elle\, Harper’s Bazaar e Vanity Fair… Icona di stile\, a\npartire dal 1982 è per 14 anni testimonial esclusivo di Lancôme. A 40 anni\, età considerata\ntroppo avanzata per rappresentare l’industria della bellezza\, il suo contratto non è\nrinnovato. Isabella lancia quindi il proprio marchio di cosmetici\, “Manifesto”\, e nel 2016\nLancôme l’assume nuovamente come testimonial con l’intento specifico di promuovere\nl’inclusività e combattere l'”ageism”.\nDebutta nel cinema come attrice nel 1979 nel film dei fratelli Taviani “Il Prato”: lavora con\nmolti registi tra cui Robert Zemeckis\, David O. Russell\, David Lynch\, Robert Wilson\, Taylor\nHackford\, Marjane Satrapi e Guy Maddin.\nÈ anche attrice televisiva e regista di successo\, con un forte interesse per gli animali e la\nconservazione della fauna selvatica. La sua premiata serie di cortometraggi “Green\nPorno”\, “Seduce Me” e “Mammas”\, offre studi comici e scientificamente approfonditi sui\ncomportamenti animali. I suoi monologhi teatrali sono applauditi in America\, Europa e\nAustralia.\nHa conseguito un master in Comportamento e preservazione degli animali presso l’Hunter\nCollege di New York e un dottorato di ricerca Honoris Causa dalla Facoltà di Scienze\ndell’Università del Quebec a Montreal. Recenti sono “Master of Photography” creato per\nSKY Europa e la serie americana “Shut Eye” per la piattaforma HULU. Si occupa inoltre\ndella conservazione dello straordinario patrimonio cinematografico della sua famiglia\,\ncompresi i film diretti da suo padre\, Roberto Rossellini\, e quelli con sua madre\, Ingrid\nBergman. Gestisce una fattoria biologica a Brookhaven in collaborazione con il Peconic\nLand Trust.\nVenerdì 19 gennaio alle ore 18 il direttore della British School Peter Brown\, terrà alla\nSala Bartoli una conferenza dedicata alla figura di Charles Darwin: l’ingresso è\nlibero fino ad esaurimento dei posti disponibili.\nI biglietti per lo spettacolo sono disponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei\ncircuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it\nInformazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:L’interpretazione dei sogni
DESCRIPTION:Prestigioso e atteso appuntamento – martedì 16 e mercoledì 17 gennaio – al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: Stefano Massini sarà in scena al Politeama Rossetti con “L’interpretazione dei sogni” spettacolo che nasce da un suo decennale lavoro di studio e ricerca sull’opera di Freud.\n«Il mio è un lavoro ultradecennale – spiega infatti Stefano Massini – e ho sempre continuato a studiare “L’interpretazione dei sogni”: è stata come una fissazione\, una sorta di bella ossessione per me… Questo testo racchiude in sé un materiale estremamente fertile dal punto di vista delle potenzialità teatrali e delle possibilità\, che dispiega in termini di racconto. Lo stesso Freud lo definisce come un’opera dalla “drammaturgia onirica”. È lui a dire: “Perché questo teatro ogni notte\, quando chiudo gli occhi\, apre il sipario’” Si crea allora una metafora continua\, perché ognuno di noi\, quando la notte sogna\, è come se costruisse una forma di teatro\, una vita inventata e reale al tempo stesso». \nPrimo autore italiano ad aver ricevuto il Tony Awards\, l’Oscar del teatro\, per il suo “Lehman Trilogy”\, oltre ad aggiudicarsi sia il Drama League Award 2022 che l’Outer Critics Circle Award 2022\, Stefano Massini è uno dei più accreditati e ammirati scrittori a livello internazionale ma è anche carismatico e incisivo sul palcoscenico\, come risulta evidente nelle sue tante apparizioni televisive e teatrali\, mondi che ama e frequenta costantemente. \nIl pensiero di Sigmund Freud gli offre ora la possibilità di una nuova\, affascinante incursione teatrale\, che condivide con alcuni musicisti e avvolto nelle suggestioni di una bella scenografia: l’autore partirà da alcuni quesiti che tutti ci poniamo.\nDove andiamo quando sogniamo’ Che cosa cerchiamo di dire a noi stessi in quello spazio sospeso\, ulteriore e intermedio\, che ci accoglie appena chiudiamo gli occhi’ Ogni essere sogna\, al di là del fatto che ne conservi memoria: la nostra esistenza è un susseguirsi di visioni notturne\, architetture elaborate e complesse\, la cui edificazione obbedisce a una necessità naturale. E allora la domanda diventa: perché sogniamo’ Perché per l’essere umano è un bisogno vitale e ineludibile’  \nLa ricerca sui sogni di Sigmund Freud\, pietra miliare del Novecento\, tenta una risposta attraverso l’analisi di numerosi casi clinici\, talora drammatici\, talora perfino buffi e occasionali\, ognuno capace di rivelarci qualcosa sulle leggi misteriose e splendide che sovrintendono alle nostre messinscene notturne. Sì\, messinscene. Perché il sogno nella lettura di Freud ha un impianto profondamente teatrale\, evidente fino da quel titolo originario del volume che alludeva a una vera e propria “drammaturgia onirica”. E dunque ecco scaturire l’ultima domanda: con quali regole si procede\, nel fantasmagorico teatro del Sogno’ \nStefano Massini porta a compimento il suo decennale lavoro su “L’interpretazione dei sogni” di Sigmund Freud\, iniziato nel 2008 e costellato di prestigiose occasioni pubbliche\, compresa la tappa intermedia del romanzo di grande successo pubblicato da Mondadori nel 2017 e tradotto in più lingue. Dopo l’acclamato spettacolo realizzato al Piccolo Teatro\, nel 2018\, Massini ritorna nel mondo di Freud con un testo completamente nuovo\, mettendo il suo estro di narratore al servizio di uno spettacolo liberamente ispirato e tratto dagli scritti di Freud.  \nUn impressionante catalogo umano: sulla scena\, fra le note di Enrico Fink\, prende forma un variopinto mosaico di personaggi che\, narrando i propri sogni\, compongono una sinfonia di immagini e di possibili interpretazioni\, in cui il pubblico si riconosce e ritrova.  \n«Esiste un punto molto personale che mi collega a Freud» spiega ancora Stefano Massini. «Io – essendo non un attore puro ma uno scrittore e un performer che va in scena\, sotto forma di un se stesso\, raccontando storie – faccio da narratore e prendo in prestito un Io altro. In questo caso si crea un ulteriore cortocircuito perché Freud\, quando pubblica “L’interpretazione dei sogni”\, ha la mia stessa età. Ho voluto raccontare sulla scena queste storie\, così potenti\, in un continuo sdoppiarsi di un Io in Freud. Come quando Freud inizia a domandarsi la motivazione dei suoi sogni\, è costretto ad andare indietro nella propria infanzia o nella propria vita coniugale\, alla ricerca di episodi che giustifichino quel determinato sogno che ha fatto. Oppure ci sono i suoi pazienti\, che vanno in cura da Freud raccontando i propri sogni: è tutto un rincorrersi sul palcoscenico di storie illuminanti\, in cui il pubblico può riconoscersi. Ingrediente fondamentale sono le musiche di Enrico Fink».\n«Come sempre nei miei lavori – continua l’autore – attraverso la narrazione delle vicende di un personaggio\, cerco di spiegare e rendere accessibile una storia che possa essere utile a tutti. Questo è uno spettacolo in cui\, forse\, si viene a teatro con un desiderio: arrivare a comprendere quali sono le regole fondamentali che sottintendono alla lettura di un sogno o di un incubo mai riusciti ad interpretare prima. Sulla scena di Marco Rossi\, attraverso tutta una serie di casi legati ai sogni\, resi immagini da Walter Sardonini\, cerchiamo di dare una risposta a questa domanda. Il sogno è qualcosa che nasconde\, come sottolineano le luci di Alfredo Piras\, molto di più di quello che all’apparenza sembra\, mentre per tanto tempo è stato ‘bocciato’ come qualcosa privo di valore\, un semplice fatto onirico. Nel parlare quotidiano spesso usiamo l’espressione “neanche per sogno”\, ed è un modo per dire “neanche nella più estrema delle ipotesi”: il sogno viene inteso allora come qualcosa di assurdo e inconcepibile\, lontano dalla realtà. Invece\, Freud inizia a rendersi conto che il sogno va preso sul serio. A un certo punto dello spettacolo\, a una festa dove indosso una maschera di Elena Bianchini (suoi anche i costumi)\, rivolgendosi a un collega che di fatto lo sta deridendo per questa sua attenzione ai sogni\, Freud pronuncia una battuta emblematica: “I sogni sono materiale a rischio. Se non li maneggi con cura puoi anche farti molto male”».\n“L’interpretazione dei sogni” di e con Stefano Massini va in scena al politeama Rossetti martedì 16 e mercoledì 17 gennaio alle ore 20.30.\nI biglietti per lo spettacolo sono disponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it\nInformazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Le cronache della discarica
DESCRIPTION:Nasce da un progetto del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia rivolto ai bambini dellescuole elementari e sostenuto dall’Assessorato regionale alla difesa dell’ambiente\, energia\ne sviluppo sostenibile\,“Le cronache della discarica”\, che per la prima volta sabato 20\ngennaio e poi il sabato successivo – sempre alle ore 17 al Politeama Rossetti – sarà aperto\nal pubblico delle famiglie.\nLo spettacolo è attualmente replicato ogni mattina per i bambini delle scuole elementari\nche affrontano in un modo giocoso e divertente\, ma anche incisivo e necessario il tema del\nrispetto della natura e dell’importanza del corretto riciclo.\nL’autrice e regista Paola Bonesi assieme ai due interpreti Romina Colbasso e Giacomo\nAndrea Faroldi hanno tenuto laboratori nelle scuole di Trieste\, Udine e Gorizia nel corso\ndei quali hanno parlato con i bambini di rifiuti e riciclo e hanno poi lavorato assieme\nassemblando creativamente rifiuti di ogni giorno: ne sono nati buffi personaggi\,\ndall’aspetto curioso e dalle più diverse personalità che diventano ora parte dello\nspettacolo.\nLi incontrerà l’alieno Oki che piomberà sulla terra e non saprà capacitarsi di quanto male\nstiamo trattando il nostro pianeta: il giovane alieno sarà al centro di una incredibile\navventura e salverà la Terra assieme a una bambina con cui fa amicizia.\nIl testo scritto da Paola Bonesi sgorga dalla rielaborazione del materiale narrativo raccolto\nnel corso di questi incontri nelle scuole. «L’idea centrale dello spettacolo mi è venuta\nmentre leggevo “Cronache Marziane” di Ray Bradbury» spiega l’autrice. «Ho immaginato\nun piccolo extraterrestre proveniente da un pianeta inospitale\, attratto dalle bellezze della\nTerra. Cosa avrebbe potuto pensare di quello che noi umani stiamo facendo al mondo in\ncui viviamo’ Il resto è venuto di conseguenza: la caduta accidentale del piccolo alieno Oki nella Grande Discarica\, con i suoi stravaganti abitanti\, l’incontro con la misteriosa bambina\nGretel e la loro alleanza per contrastare chi vuole distruggere il pianeta».\n«“Le cronache della discarica” è una fiaba moderna\, costruita sulle dinamiche suggerite\ndai bambini\, incontrati nei laboratori scolastici: parla anche di rapporti tra fratelli\, delle\npaure\, della scoperta della responsabilità\, della gioia smisurata di fare qualcosa di bello\ninsieme agli altri e dell’orgoglio di contribuire\, anche con piccoli gesti\, ad un futuro\nmigliore. Perché come dice la canzone che ascoltiamo nello spettacolo: Pla-pla-pla\,\nplastica con la plastica\, me-me-me metallo col metallo ed è già più bello\, questo mondo\nqui» conclude Paola Bonesi.\n“Le cronache della discarica” è assolutamente divertente e fantasioso e riesce\, con un\nlinguaggio adatto ai bambini\, a trasmettere messaggi educativi importanti: per questo il\nTeatro Stabile sceglie di aprire alcune recite pomeridiane anche alle famiglie.\n“Le cronache della discarica” va in scena al Rossetti sabato 20 e 27 gennaio alle ore\n20.30.\nI biglietti per lo spettacolo sono disponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei\ncircuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it\nInformazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:L’avaro
DESCRIPTION:Dopo il successo riscosso in “Tango Macondo”\, Ugo Dighero ritorna al Politeama Rossettinel ruolo del titolo del classico molièriano “L’avaro”\, diretto da Luigi Saravo. Lo spettacolo\nva in scena per la stagione di Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia da giovedì\n11 a domenica 14 gennaio.\nLa regia di Saravo trasporta “L’avaro” in una dimensione che rimanda al nostro quotidiano\,\ngiostrando riferimenti temporali diversi\, dagli smartphone agli abiti anni Settanta agli spot\nche tormentano Arpagone (la pubblicità è il diavolo che potrebbe indurlo nella tentazione\ndi spendere). Anche le musiche originali di Paolo Silvestri si muovono su piani diversi\,\nmentre la nuova traduzione di Letizia Russo\, fresca e diretta\, contribuisce a dare un ritmo\ncontemporaneo.\nMettendo al servizio del testo il suo naturale talento comico Dighero interpreta l’avido\nArpagone che\, costantemente intento ad anteporre i propri interessi a quelli dei figli\, a\ndispetto della loro felicità\, cerca di combinare matrimoni economicamente vantaggiosi per\nsé e per loro. Dopo una serie divertente d’intrighi\, Cleante ed Elisa – questi i nomi dei figli\nArpagone – nonostante l’opposizione del padre\, riusciranno a convolare felicemente a\nnozze sposando le persone amate.\n«La narrazione de “L’Avaro” di Molière ruota attorno a un tema centrale\, cui tutti gli altri si\nriconnettono: il danaro» spiega Luigi Saravo. «Il danaro e la sua conservazione\, il suo\nsperpero\, il gioco d’azzardo\, l’acquisto di beni e il loro degrado che porta all’acquisto di\nnuovi beni\, i prestiti\, gli interessi e i rapporti di potere che dal danaro discendono. Nella\nnostra contemporaneità orientata al consumo\, definita dalla necessità di far circolare il\ndanaro inseguendo una crescita economica infinita\, il gesto conservativo e immobilista di\nArpagone\, dal punto di vista finanziario\, ci suona come sovversivo\, in netta opposizione\nalla tirannia consumistica\, alla pubblicità che ne è motore\, e a quella patologia del\ndesiderio che vede nella sostituzione il suo fondamento (…) Intorno a lui si muovono gli\naltri personaggi\, apparentemente vittime della sua tirannia\, ma\, in realtà\, figure votate a\nideali ben riconoscibili in questo slittamento di contesto. Queste figure lamentano la loro\nprigionia\, la loro sottomissione forzata alle volontà di Arpagone\, ma in realtà sono\nsottomesse soprattutto al vincolo economico che le lega a lui\, potenzialmente capaci di\nsottrarsi a quella tirannia abbandonando la casa e gli averi promessi da eredità e salari. E\nin ultimo\, per dirla con Voltaire: gli uomini odiano coloro che chiamano avari solo perché\nnon ne possono cavar nulla».\nA fianco di Ugo Dighero\, Mariangeles Torres è impegnata in un doppio ruolo: sarà Freccia\,\nil servitore che sottrae la cassetta di denaro di Arpagone\, e la domestica / mezzana\nFrosina\, ovvero i due personaggi che muovono l’azione\, scatenando l’irresistibile gioco\ndegli equivoci\, sino al ribaltamento di tutte le carte in tavola.\nVenerdì 12 gennaio alle ore 18 al Caffé Rossetti si terrà un incontro con Ugo Dighero\ne alcuni altri interpreti de “L’Avaro” a cura di Paolo Quazzolo\, storico del teatro e\ndocente all’Università di Trieste. L’evento è organizzato dal Teatro Stabile del Friuli\nVenezia Giulia in collaborazione con il Circolo della Cultura e delle Arti. L’ingresso\,\ncome sempre\, è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.\n“L’avaro” va in scena alla Sala Assicurazioni Generali dall’11 al 14 gennaio. I biglietti sono\ndisponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei circuiti consueti del Teatro Stabile\ndel Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it Informazioni sul sito www.ilrossetti.it e\n040.3593511.
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SUMMARY:Quell’anno di scuola
DESCRIPTION:La bellissima storia di Giani Stuparich incanta nuovamente alla Sal Bartoli – dal 10 al 14 gennaio – racchiusa nello spettacolo “Quell’anno di scuola” portato in scena nell’adattamento di Alessandro Marinuzzi e Davide Rossi\, e interpretato da Ester Galazzi\, Riccardo Maranzana e gli attori del progetto TeSeO – Meredith Airò Farulla\, Riccardo Bucci\, Davide Falbo\, Chiara Pellegrin\, Emilia Piz\, Gregorio Righetti\, Andrea Sadocco\, Daniele Tessaro – diretti dallo stesso Marinuzzi.\nProduzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia con lo Stabile del Veneto\, il progetto ha una storia lunga: nasce nell’estate 2021 quando il Teatro Stabile organizza tre maratone letterarie nel Giardino di Piazza Hortis a Trieste. Attori e semplici lettori appassionati si passano il testimone nella lettura integrale di tre romanzi di autori triestini\, un modo – per il direttore Paolo Valerio – di valorizzare gli inestimabili giacimenti culturali della regione.  \nFra i tre romanzi c’è “Un anno di scuola”: dalle emozioni vissute in quel pomeriggio di lettura\, l’idea di portarlo sul palcoscenico sgorga immediata. \nLa messinscena viene affidata dunque ad Alessandro Marinuzzi\, regista e formatore teatrale triestino che in passato ha già collaborato con lo Stabile. \n“Quell’anno di scuola” va in scena alla Sala Bartoli dal 10 al 14 gennaio: vista la grande richiesta è stata aggiunta una replica straordinaria sabato 13 gennaio alle ore 18 (che si aggiunge a quella delle ore 21). I biglietti per lo spettacolo sono disponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it \nInformazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Cabaret
DESCRIPTION:CABARET – the musical\, nella nuova produzione firmata da Arturo Brachetti e LucianoCannito\, è ospite del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia dove va in scena da lunedì 8\na mercoledì 10 gennaio al Politeama Rossetti. Lo spettacolo trasporterà il pubblico nella\nsfrenata Berlino degli anni Trenta ad un passo dall’avvento del nazismo\, tra eccessi\,\nprivazione delle libertà\, decadenza e contraddizioni quotidiane\, in un momento storico\ndistante ma nello stesso tempo anche molto attuale.\nIrriverente\, piccante\, spettacolare\, divertente\, cinematografico\, Cabaret è uno di più famosi\nmusical di sempre.\nNato come musical\, divenuto popolarissimo quando divenne il film di Bob Fosse con Liza\nMinnelli che vinse ben 8 Oscar è uno dei musical più amati e ripresi e premiati sia a\nBroadway che a Londra.\nLa storia è basata su personaggi ed eventi veri\, accaduti a Berlino e descritti nel romanzo\nautobiografico “Goodbye to Berlin” di Cristopher Isherwood che passò tre anni della sua\nvita nella città\, a cavallo degli anni Trenta. La Berlino che sarà raccontata è la più vicina\npossibile a quella che era nella realtà\, con i suoi Cabaret\, i suoi bordelli\, la sua frenetica\nvita notturna\, le sue incredibili correnti artistiche che facevano di questa capitale il\ncrogiuolo di artisti\, liberi pensatori e gente comune\, di cui la maggior parte inconsapevole\ndell’avvento del nazismo.\nLo spettacolo narra la storia di un americano sbarcato a Berlino che incontra e si innamora\ndi Sally (Diana Del Bufalo)\, ragazza inglese dai liberi costumi. Condividono una stanza in\nuna pensione modesta\, tenuta da una anziana zitella tedesca innamorata a sua volta di un\nfruttivendolo ebreo. Fulcro della narrazione è il Cabaret Kit Kat Club dove EMCEE\, un\npresentatore ambiguo e irriverente (Arturo Brachetti)\, si prende gioco della libertà sessuale\ne del potere. Alla fine\, l’arrivo del nazismo spegne questa libertà di pensiero e di costumi\nper lasciar posto al periodo nero che tutti conosciamo e che la storia punirà.\nLo spettacolo\, messo in scena da Arturo Brachetti e Luciano Cannito\, corre veloce\, con\nun ritmo da montaggio cinematografico\, senza censura e pregiudizi\, snodandosi tra\nnumeri musicali conosciutissimi come “Cabaret”\, “Wilkommen”\, “Money Money“\, ricreati al\nmassimo della loro brillantezza e spettacolarità e la storia più umana e toccante delle due\ncoppie di innamorati\, poi travolti da un destino ineluttabile.\nCabaret è uno spettacolo rutilante\, decadente\, lussuoso e scioccante allo stesso tempo\,\nquale era la Berlino di 100 anni fa\, ma nello stesso tempo così attuale: con la sua colonna\nsonora suonata dal vivo\, si annuncia dunque come uno spettacolo contemporaneo\, a\ntratti provocatorio\, che esplora temi di politica\, amore\, e libertà personale in un’epoca di\ngrande incertezza\, offrendo nuovi spunti di riflessione.\nLe scene sono firmate da Rinaldo Rinaldi\, i costumi da Maria Filippi\, la direzione\nmusicale da Giovanni Maria Lori. Tutte figure di spicco nel mondo del musical e del\nteatro internazionale che daranno una nuova luce a questo titolo e renderanno questo\nallestimento totalmente diverso dalle edizioni precedenti.\nI biglietti per lo spettacolo sono disponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei\ncircuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it\nInformazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Il lago dei cigni
DESCRIPTION:La danza entra al Politeama Rossetti nel nuovo anno – il 4 gennaio – con un prezioso appuntamento\, un grande titolo del repertorio nella sua esecuzione più classica e ricca e presentando al pubblico una compagnia molto apprezzata a livello internazionale e alla sua prima esibizione a Trieste: un’esibizione che lascerà sicuramente incantati gli spettatori.\nL’Opera Nazionale di Romania di Iasi è un’istituzione storica e molto prestigiosa che ha sede nello splendido Teatro Nazionale (progettato dai rinomati architetti viennesi Feliner e Helmer nel 1896 e considerato tra i teatri più belli al mondo) e possiede un proprio corpo di ballo eccellente\, fin da metà Novecento.  \nEd è proprio questo straordinario\, impeccabile e imponente assieme il primo protagonista “sulle punte” sul palcoscenico del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\, nel 2024. Un appuntamento da non perdere – quello del 4 gennaio alle ore 20.30 – anche perché i bravissimi danzatori della compagnia rumena – preparatissimi a livello tecnico e dalla preziosa espressività – eseguiranno uno dei balletti più amati del grande repertorio\, “Il Lago dei Cigni”. \nI biglietti per lo spettacolo sono ancora disponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it\nInformazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Les Ballets Trockadero de Monte Carlo
DESCRIPTION:Quando arrivano i “Trocks” – come vengono affettuosamente nominati dai fan gli straordinari danzatori de LES BALLETS TROCKADERO DE MONTE CARLO – i teatri si affollano di spettatori che vivono un’esperienza indimenticabile assistendo a uno spettacolo di danza di ottimo livello\, che diverte fino alle lacrime…\nSarà così giovedì 21 dicembre al Politeama Rossetti\, che ospita una nuova performance della straordinaria compagnia di danza statunitense\, composta da soli\, straordinari ballerini\, che danzano con convinzione en travesti\, nei panni di silfidi (anche se il loro fisico è prestante)\, di cigni\, di dame e principesse\, avvolti in vaporosi tutù e calzando scarpette da punta dalla misura piuttosto fuori standard.\nFra il 2006 e il 2019 i Trocks sono stati ospiti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia per ben cinque volte\, lasciando sempre platee desiderose di applaudirli ancora.\nE lo stesso accade in tutto il mondo dove le loro tournée – a partire dalla fondazione nel 1974 in una sala “off-off-Broadway” – hanno toccato oltre 600 città e 40 Paesi e dove i loro spettacoli hanno ottenuto premi ambìti e inviti nei teatri internazionali più quotati. Niente di strano per una compagnia artisticamente e tecnicamente di rango così elevato. \nLa loro storia  è iniziata da un gruppo di ottimi ballerini che si divertivano a mettere in scena la parodia di balletti tradizionali “en travesti”… e sono diventati icone mondiali. La loro comicità non è mai facile o grossolana\, ma frutto di un profondo rispetto e conoscenza del mondo della danza\, di cui esasperano e prendono di mira i tratti più iconici\, gli incidenti più comuni\, le isterie delle più celebri étoiles… \nLo spettacolo  anche in questa edizione\, si comporrà di brani di repertorio arricchito da nuove rivisitazioni del balletto classico e dalla più irresistibile delle loro interpretazioni\, il secondo atto da “Il Lago dei cigni”  di Čajkovskij. \nI biglietti per lo spettacolo sono disponibili alla Biglietteria del Politeama Rossetti e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it\nInformazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Storia di una capinera
DESCRIPTION:“Con “Storia di una capinera” arriva al Politeama Rossetti un grande classico verghiano. Storia d’amore e di un drammatico rapporto padre-figlia lo spettacolo è ospite della Stagione Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia dal 14 dicembre in un allestimento del regista Guglielmo Ferro: fra gli interpreti\, Enrico Guarneri e Nadia De Luca”.\n“Storia di una capinera” attraverso la passionale narrazione della novizia Maria – nel riadattamento drammaturgico di Micaela Miano\, per la messinscena di Guglielmo Ferro –  stigmatizza il rigido impianto culturale e umano delle famiglie dell’epoca. Perché se Maria è vittima\, non lo è dell’amore “peccaminoso” per Nino che fa vacillare la sua vocazione\, ma lo è del vero peccatore ‘verghiano’ che è il padre Giuseppe Vizzini.\n«È sul drammatico rapporto padre figlia\, sui loro dubbi e tormenti che si mette in scena la storia della Capinera» spiega il regista. «La stanza del convento è il centro della scena\, Maria non esce da quella prigione\, e il padre Giuseppe ne è il carceriere. Entrambi dolorosamente vittime e carnefici.\nOgni evento che deflagra nella mente di Maria\, ogni personaggio altro che scardina il viaggio del suo noviziato\, sono elementi drammaturgici per sviscerare il dramma interiore di un padre che finisce per uccidere la figlia. È il racconto di legami infelici\, di dinamiche familiari per noi oggi impossibili da immaginare ma che Verga racconta con l’inesorabilità di una condanna».\nLo spettacolo è in scena da giovedì 14 fino a sabato 16 dicembre alle 20.30 e domenica 17 dicembre alle ore 16 alla Sala Assicurazioni Generali. I biglietti per lo spettacolo sono disponibili alla Biglietteria del Rossetti e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it\nInformazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Scusa sono in riunione… ti posso richiamare'
DESCRIPTION:Ironico e ispirato\, Gabriele Pignotta costruisce in “Scusa sono in riunione… ti posso richiamare’” la fotografia di una generazione dalla vita vorticosa\, presa da una ridda di impegni di lavoro\, di organizzazione della vita. E oltre che autore e regista è anche in scena con Vanessa Incontrada\, una protagonista dal temperamento e dalla simpatia contagiosi\, oltre che convincente interprete.\nLo spettacolo va in scena al Politeama Rossetti solo sabato 2 e domenica 3 dicembre rispettivamente alle 20.30 e alle 16\, ospite della Stagione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.  \nMa sarà davvero così impegnativa la vita contemporanea da non poter nemmeno rispondere al telefono’ La generazione di chi è in carriera – dei quarantenni\, dei cinquantenni – sarà veramente così presa da riunioni e “call” da avere sempre una scusa per rimandare le cose essenziali’\nE – naturalmente – la telefonata non è che una metafora: si parla invece\, ad esempio\, di concentrarsi nei sentimenti\, di fare figli\, di impegnarsi nella vita di coppia\, di accettare che i genitori diventino anziani…  \nVanessa Incontrada con Gabriele Pignotta e un gruppo di brillanti attori\, dà corpo in questa esilarante commedia a inquietudini e denunce che appartengono ai coetanei\, seguendo la drammaturgia intessuta di una verve incredibile. L’autore infatti unisce verità ad una scrittura ironica\, ricca di trovate spassose ed equivoci esilaranti.  \nI biglietti per lo spettacolo sono disponibili alla Biglietteria del Rossetti e nei circuiti consueti del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: www.ilrossetti.vivaticket.it\nInformazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it e al tel 040.3593511.
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SUMMARY:Boomers
DESCRIPTION:Ritorna – attesissimo – al Politeama Rossetti – Marco Paolini e al pubblico dàappuntamento dal 23 al 26 novembre… al Bar della Jole!\n\nChi ama il teatro di Marco Paolini – e il pubblico del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia\nè stretto a questo bravo e originale uomo di teatro e intellettuale da un appassionato\nlegame – conosce molto bene il bar della Jole.\n\nÈ il bar-centro-del-mondo\, meta raggiunta da tutte le storie ed i personaggi degli “Album”\ndi Marco Paolini… E lì si radunano anche in “Boomers” questi personaggi\, rimasti giovani\nma divenuti memoria.\n\n“Boomers” – questo il titolo del nuovo spettacolo che lo riporta a Trieste – rappresenta\ninfatti un salto nei ricordi\, nei frammenti di memorie condivise di un piccolo mondo\nneanche troppo antico\, ma tramontato\, nella rapida trasformazione del paesaggio\, del\ncostume\, della dipendenza da tecnologie portatili e pervasive.\nPaolini stesso – che sull’indagine nella memoria ha incentrato tanto del suo teatro –\nattraversa questa dimensione esistenziale «Novello viaggiatore in un tempo\, perso tra un\npassato da rimpiangere e un figlio proiettato nel futuro» come ha annotato la giornalista\nAngela Grassi.\n\n«Boomers – scrive Paolini – è il nome comune della generazione più vecchia oggi in scena\,\ned è anche un luogo comune dell’immaginario.  Ha senso proiettare sulle generazioni il\nconflitto tra chi vuole il mondo come adesso e chi ne immagina uno diverso’  Quali sono\nle cose che hanno lasciato il segno e quali no’ “Boomers” è sia racconto di memoria che\ngioco\, è mescolanza di virtuale e reale\,  ballata ribelle al destino e al “così va il mondo”\,\nnarrata e cantata a due voci».\n\nAl centro di tutto è una generazione che ha avuto un impatto pesante sul pianeta sia in\ntermini ecologici che tecnologici ed economici: se ne evocano conflitti\, dinamiche\,\npercorsi\, errori storici\, occasioni perdute. Ma si dà conto anche delle menti brillanti e delle\npersonalità che ha prodotto\, delle energie e idee che hanno compreso e combattuto\nquell’impatto.\n\nCon l’incedere intelligente ma anche leggero che gli è proprio\, Marco Paolini compie la\nsua indagine fra incisive riflessioni\, battute divertenti e tanta musica\, affiancato sul palco\ndalla brillante presenza e dalla splendida voce di Patrizia Laquidara.\n\n“Boomers” è una coproduzione Jolefilm e Teatro Stabile del Veneto e si inserisce nella\ncornice dei progetti legati a Fabbrica del Mondo.\n\nLo spettacolo è in scena da giovedì 23 fino a sabato 25 novembre alle 20.30 e domenica\n26 novembre alle ore 16 alla Sala Assicurazioni Generali: i biglietti sono disponibili nei\npunti vendita del Teatro Stabile\, alla Biglietteria del Politeama Rossetti o su internet tramite\nil sito del teatro www.ilrossetti.it. Informazioni anche allo 040.3593511.
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SUMMARY:Dizionario Balasso
DESCRIPTION:Natalino Balasso ritorna al Politeama Rossetti – dove è stato l’ultima volta nel 2011 quale interprete nei “Rusteghi” diretto da Gabriele Vacis – e vi presenta un suo monologo\, divertente e – come sempre – sottile. L’appuntamento è in serata unica\, martedì 7 novembre alle ore 20.30. \nIn questo nuovo spettacolo Balasso si preoccupa della nostra comprensione del mondo ed in particolare della parola “definizione” che ci fa credere che la verità sia una sentenza definitiva. Per questo sul palcoscenico campeggia un grande libro\, il “Dizionario Balasso” con 250 lemmi. BUONSENSO: Disturbo contemporaneo che si cura con lo shopping\, la televisione e i social. LAVORO: Tempo impiegato a compiere azioni non sempre desiderate\, che serve a guadagnare soldi che non potranno mai restituire quel tempo. SPETTATORE: Si aspetta sempre qualcosa che ha già visto. Andrebbe chiamato “aspettatore”. TERRITORIO: Ne parla soprattutto chi lo devasta. \n«Ciò che governa questo nuovo monologo è la parola “definizione” – spiega lo stesso Natalino Balasso – questo termine sarà disinnescato e raccontato perché la definizione è ciò che ci fa vedere il mondo in maniera distorta\, che ci fa credere che la Verità sia una sentenza “definitiva”. La parola porta già nel suo corpo la menzogna perché ogni significato ha confidenza col suo contrario\, così che si può estendere a tutti gli umani quel che Don De Lillo scrive nel suo magnifico Cosmopolis: “Mentire è il tuo modo di parlare”. Nel mondo contemporaneo le parole diventano “tag”\, cioè etichettano le cose come si etichettano le mele: una ad una ma con lo stesso disegno. Il tag è definitivo per definizione\, è la modalità tranciante in cui rientra la nostra comprensione della società. Ogni concetto è una scatola chiusa di cui leggiamo solo l’etichetta: il tag. Cosa c’è nella scatola’ Perché ci ostiniamo a tenerle chiuse quelle scatole’ È qui che Balasso si produrrà nell’arte in cui è ormai specializzato: rompere le scatole».  \nLo spettacolo va in scena solo il 7 novembre alle ore 20.30 alla Sala Assicurazioni Generali del Politeama Rossetti.\nI biglietti sono in vendita alla Biglietteria del Politeama Rossetti\, in tutti gli altri punti vendita del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e anche online tramite sito del Teatro Stabile www.ilrossetti.it. Ulteriori informazioni al tel 040-3593511.
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SUMMARY:I moti del ’53
DESCRIPTION:“I moti del ’53”\, questo il titolo di una lezione-spettacolo tenuta dagli storici Giuseppe Parlato e Davide Rossi alla Sala Bartoli martedì 7 novembre alle 18.30.L’iniziativa\, a cura di Paolo Valerio\, è realizzata dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia in collaborazione con la Lega Nazionale di Trieste\, con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e la co-organizzazione del Comune di Trieste e sarà ad ingresso libero con prenotazione obbligatoria. \n“I moti del ’53” ripercorre su drammaturgia e attraverso le spiegazioni dei due importanti studiosi le vicende dei moti che a Trieste\, fra il 5 e il 6 novembre di 70 anni fa\, portarono alla morte di sette persone che manifestavano per il ritorno di Trieste all’Italia.\nLa lezione spettacolo intersecherà le riflessioni di Giuseppe Parlato e Davide Rossi a contributi video storici e a passi recitati dagli attori del Teatro Stabile Maria Ariis e Giacomo Faroldi e da Edoardo Pahor\, allievo della Scuola StarTs Lab. \nLa ricostruzione di questo capitolo della storia di Trieste e del Novecento\, spesso poco approfondito anche nei libri di storia\, avverrà dunque attraverso racconti\, testimonianze\, pagine di giornale che riportano la cronaca di quelle drammatiche giornate\, cui gli interpreti daranno voce\, e immagini d’epoca. \nIn concomitanza con l’evento\, nel Foyer Vittorio Gassman sarà allestita una mostra fotografica dedicata a “I moti del ’53”\, che rappresenta il primo momento in un percorso di iniziative di approfondimento e riflessione che il Teatro Stabile regionale organizzerà in attesa del 26 ottobre 2024\, settantesimo anniversario del ritorno di Trieste all’Italia.\nDi assoluto interesse questo momento iniziale condotto da due storici di assoluto prestigio e di profonda competenza nel ambito del Novecento quali i professori Giuseppe Parlato e Davide Rossi. \nLa lezione spettacolo si terrà il 7 novembre alle ore 18.30 alla Sala Bartoli del Politeama Rossetti.\nLa prenotazione – data la limitata disponibilità di posti – è richiesta al numero di telefono 3485166126.
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SUMMARY:Trieste Science+Fiction Festival 2023
DESCRIPTION:Il più importante festival italiano dedicato al genere fantastico\, in programma dal 27 ottobre al 1 novembre nel capoluogo giuliano\,  svela il programma della 23° edizione: le migliori produzioni del genere fantastico e tre concorsi con oltre 50 anteprime insieme a ospiti italiani e internazionali.  \nTrieste Science+Fiction Festival\, il più atteso e importante evento italiano dedicato alla fantascienza\, si prepara per la sua 23° edizione che si svolgerà dal 27 ottobre al 1 novembre 2023 nel capoluogo giuliano. Come ogni anno\, anche il programma di questa edizione sorprenderà il pubblico con le migliori produzioni di genere fantastico\, oltre 50 anteprime cinematografiche mondiali\, internazionali e nazionali e tre concorsi alla presenza di registi\, attori e autori da tutto il mondo. \nTra gli ospiti più attesi nell’edizione 2023 l’attrice Claudia Gerini insieme al regista Federico Zampaglione\, che saranno presenti sabato 28 ottobre al Rossetti di Trieste per presentare il film “The Well” in anteprima italiana\, dopo quella mondiale al Sitges Film Festival 2023. “The Well” segna il ritorno del cineasta al cinema di genere dopo “Shadow – L’ombra” e “Tulpa – Perdizioni mortali”\, e vede protagonista l’attrice Lauren LaVera\, star di “Terrifier 2” in una storia di maledizioni legate a un misterioso dipinto. \nGrande attesa anche per la partecipazione di Paolo Nespoli\, il primo astronauta italiano a partecipare ad una missione di lunga durata sulla Stazione Spaziale Internazionale\, durata ben 313 giorni. L’astronauta sarà uno degli ospiti dei talk di Mondofuturo\, il ciclo di incontri a ingresso gratuito organizzati nell’ambito della manifestazione triestina per dialogare con divulgatori\, scienziati e comunicatori della scienza sul mondo di domani. In occasione dell’incontro\, lunedì 30 ottobre presso il DoubleTree by Hilton Trieste Nespoli racconterà la sua vita da astronauta con i piedi per terra\, illustrando quali lezioni ha imparato nello spazio.  \nOspite a Trieste anche il cantautore e compositore Pino Donaggio\, che sabato 28 ottobre al Teatro Miela presenterà la versione restaurata di “Don’t Look Now” (A Venezia… un dicembre rosso shocking)\, capolavoro horror di Nicolas Roeg. Protagonisti Julie Christie e Donald Sutherland\, una coppia in lutto per la morte della loro figlioletta\, che decidono di interpellare una misteriosa sensitiva a Venezia aggrappandosi al ricordo della bambina. Il film rappresenta l’esordio nel campo della colonna sonora del musicista veneziano e pop star Pino Donaggio\, che da qui ha intrapreso una lunga carriera come compositore di musiche da film\, segnata dal sodalizio con Brian De Palma. \nPresente alla manifestazione triestina anche il creatore di effetti speciali Tim Webber\, vincitore del Premio Oscar© per il film “Gravity” e autore degli effetti visivi di numerosi film\, tra cui Harry Potter e il calice di fuoco\, I figli degli uomini\, Il cavaliere oscuro e Avatar. Sabato 28 ottobre al Teatro Miela nell’ambito di European Fantastic Shorts\, la selezione di cortometraggi europei in concorso per il Premio Méliès d’argent\, Tim Webber presenterà il suo corto “Flite”\, ambientato in una Londra semisommersa del 2053\, in cui la campionessa del mondo di hoverboard tenta una pericolosa fuga dal lussuosissimo appartamento in cui è tenuta prigioniera dal suo manager. \n“Mentre ci “immergiamo nell’Iperfuturo” per il nostro 60° anniversario di diamante\, celebrando tutto ciò che di meraviglioso offre il genere della Fantascienza\, prendiamo nuovamente in considerazione i multiversi del possibile\, il futuro immaginato\, le molteplici possibilità intergalattiche\, le nuove tecnologie\, i progressi nell’esplorazione spaziale\, le riflessioni sui viaggi nel tempo\, gli universi paralleli e la vita extraterrestre. Con lo spettro dell’intelligenza artificiale che incombe su di noi\, sia in positivo che in negativo” -ha dichiarato il direttore del festival Alan Jones- “Il Trieste Science+Fiction Festival è sempre stato all’avanguardia nel mettere in luce importanti questioni di attualità\, con un’attenzione encomiabile sulla qualità che non ha rivali. Sempre un passo avanti rispetto alla curva cosmica\, la missione del Festival è spingere il genere verso nuove emozionanti direzioni per il nostro pubblico\, sempre più vasto. La nostra affidabilità nella programmazione garantisce la purezza di genere che ha coinvolto\, stimolato e deliziato i nostri devoti fan per un periodo record di sessant’anni. La Fantascienza è un genere dove abbonda la sperimentazione estetica e\, per necessità\, il pensiero innovativo e fuori dagli schemi\, tra professionisti come creativi dell’industria cinematografica\, registi\, produttori\, distributori nazionali e internazionali. Tutto questo mix travolgente si presenta ancora una volta come un altro esplosivo concentrato di film indimenticabili\, letteratura\, fumetti\, musica\, videogiochi e arti visive. Ecco perché il Trieste Science+Fiction Festival rimane così vivo\, così entusiasmante e così attuale. Ai prossimi sessant’anni!”
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