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SUMMARY:FITTKE2020 preview
DESCRIPTION:Sabato 15 e domenica 16 febbraio\, nella Sala A. Fittke e nell’ambito della preview di FITTKE 2020\,	Artifragili\, Artifragili\, compagnia teatrale professionista accreditata al PAG Progetto Area Giovani del Comune di Trieste\, propone un laboratorio teatrale intensivo condotto da Omar Giorgio Makhloufi\, in collaborazione con l’APS Parole Controvento\,  	Il laboratorio teatrale è rivolto a chi voglia avvicinarsi al teatro per la prima volta ma anche a chi ha già maturato esperienze in questo ambito.\nUn’occasione di studio e di gioco assieme per approfondire\, o incontrare per la prima volta\, le basi fondamentali della disciplina teatrale.\n	In particolare\, ci si focalizzerà sull’importanza della relazione in scena: attraverso improvvisazioni ed esercizi e analisi dei testi proposti. Il tema della relazione verrà sviscerato in tutti i suoi aspetti\, cercando via via di trovare insieme quali sono gli elementi necessari ed indispensabili per dare vita a una relazione scenica che sia concreta\, credibile e\, perché no\, efficace.\n	Il laboratorio sarà anche un’occasione per scoprire insieme come le relazioni tra persone (non per forza amorose) siano cambiate nel tempo\, usando il “gioco teatrale” per indagare la nostra attitudine a relazionarci all’altro. I testi di riferimenti sono due atti unici di A. Cechov: “L’orso” e “La domanda di matrimonio” che verranno analizzati e utilizzati per le improvvisazioni.\n	Omar Giorgio Makhloufi\, regista e attore professionista\, si diploma presso la Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe” nel 2018 e fonda presto la compagnia teatrale Artifragili con sede a Trieste. Interessato alla regia e alla pedagogia fin dall’ultimo anno di accademia\, inizia poi un percorso di lavoro sulla contaminazione tra classico e contemporaneo\, mettendo al centro della sua ricerca la relazione tra attore\, personaggio e persona nonché l’importanza del rapporto con il pubblico durante la performance.\nDurata: Sabato 15 dalle ore 14.30 alle 19.30; Domenica 16 dalle ore 14.30 alle 18.30 \nContributo: 35 euro a persona \nIl laboratorio necessita di un minimo di 6 partecipanti fino ad un massimo di 10.\nPrenotarsi via whatsapp scrivendo al numero: 327/4455640
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SUMMARY:Mind Vogue di Piergiorgio Del Ben
DESCRIPTION:Supportare la mobilità\, la visibilità e la formazione dei giovani artisti è uno degli obiettivi del PAG_Progetto Area Giovani del Comune di Trieste. Piergiorgio Del Ben è stato selezionato attraverso un bando promosso dall’associazione internazionale BJCEM – Biennale des Jeunes Créateurs de l’Europe et de la Méditerranée\, di cui il Comune di Trieste è socio. L’artista e designer pordenonese\, in arte PeterOfGood\, ha rappresentato il Friuli Venezia – Giulia a Nottingham\, lo scorso febbraio\, all’UKYA – United Kingdom Young Artists City Takeover\, una delle più importanti biennali al mondo riservata ai giovani artisti. Grazie alla collaborazione con l’associazione culturale On Art di Udine\, che promuove l’arte contemporanea attraverso iniziative per la valorizzazione della cultura d’impresa e del territorio\, il PAG_Progetto Area Giovani presenta alla Sala Fittke di piazza Piccola 3\, la collezione MIND VOGUE. 	“Il PAG_Progetto Area Giovani è il fiore all’occhiello delle politiche giovanili del Comune di Trieste ed eccelle nella sua componente di arte\, musica e cultura e la mostra Mind Vogue ne è un esempio” – afferma Francesca De Santis\, assessore comunale ai Giovani -.\n	L’inaugurazione  si terrà  MERCOLEDI’ 19 GIUGNO\, alle ore 19.00\, alla presenza dell’assessore ai Giovani Francesca De Santis e la presentazione della mostra a cura di Gino Colla\, fondatore di On Art. \n“Quando guardi a lungo in un abisso\, anche l’abisso ti guarda dentro”. (F. Nietzsche) \n	Chi sono i personaggi di MIND VOGUE’ Sono persone semplici che camminano attorno a noi\, che aspettano il treno o l’autobus alla mattina per andare al lavoro\, sono gli impiegati allo sportello della posta o i bagnanti di una spiaggia affollata in un caldo giorno d’agosto. Siamo tutti noi\, che camminiamo su questo pianeta disperso nell’universo\, in rapido mutamento.\n	Adesso  fermiamoci per un attimo e chiediamoci se siamo davvero in grado di vedere la realtà attorno a noi.\n	Un tramonto\, un aereo che decolla\, una folla di manifestanti\, un contadino che zappa l’orto o un gatto che dorme\, sono tutti elementi familiari che siamo in grado di osservare e riconoscere\, ma siamo in grado di percepire in maniera profonda questi e altri elementi della nostra vita quotidiana’ Siamo in grado di non Fermarci alla superficie tridimensionale degli oggetti o delle persone e andare a fondo\, nel reticolo cristallino della realtà dei quali sono costituiti’\n	I personaggi della collezione MIND VOGUE di Piergiorgio Del Ben cercano di percepire la realtà che li circonda ma senza successo\, perché la nebbia dell’omologazione indotta dalla moda offusca la loro vista. Questo li spinge a roteare gli occhi dentro il cranio per osservare cosa si cela nella loro testa. In questo modo esploreranno l’ignoto che alberga in loro\, il loro abisso personale\, e ben presto scopriranno che quella è la porta che si apre sull’ignoto cosmico\, lo spazio infinito. Aprendo questa porta si accorgeranno che l’infinito interiore e quello cosmico sono in realtà un nastro di Mobius\, ovvero un’unica superficie infinita sulla quale possono camminare tornando al punto di partenza senza bisogno di orientarsi.\n	Questi personaggi si fanno molte domande e sollevano congetture distorte sulla natura della realtà e del tempo. Qualcuno aspetta il suo destino\, qualcuno scruta le stelle\, qualcun altro sostiene di essere il messia.\n	Sembra che siano molto confusi\, ma non era forse una grande confusione anche il brodo primordiale dal quale tutto è nato’		 \nTesto a cura di E.B. Mc Leonard \nSala Fittke\, p.zza Piccola\, 3 Trieste\n20 giugno – 7 luglio 2019\nlunedì – mercoledì – giovedì 17 – 20\nmartedì 10 – 13\nvenerdì – sabato – domenica 10.00 – 13  | 17.00 – 20.00
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SUMMARY:Il nostro sentiero
DESCRIPTION:Lunedì 22 ottobre 2018 alle ore 11 si terrà l’inaugurazione della mostra “Il nostro sentiero”\, nella Sala A. Fittke di piazza Piccola 3. \nL’Unione Nazionale Sottufficiali Italiani Sezione di Trieste in collaborazione con il Comune di Trieste\, presenta “IL NOSTRO SENTIERO”. Percorso fotografico delle attività di sezione in occasione del ventennale della sezione. \nLa mostra oltre a valorizzare il ruolo dei Sottufficiali\, ripercorre le fasi delle attività più significative\, che hanno visto la sezione impegnata a favore dei familiari caduti nella grande guerra\, proiettando l’associazione a traguardi e riconoscimenti a livello Nazionale. \nLa mostra rimarrà aperta al pubblico con orario feriale e festivo: 10_13 / 17_20 sino a tutto il 26 ottobre 2018.
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SUMMARY:CeramicArte - dal Classico al Moderno\, Le decorazioni su porcellana di Eda Scrigner
DESCRIPTION:Lunedì 20 novembre\, alle ore 18\, si terrà l’inaugurazione della mostra “CeramicArte – dal Classico al Moderno\, Le decorazioni su porcellana di Eda Scrigner.” \, alla Sala A. Fittke\, piazza Piccola 3. L’artista e le sue opere saranno presentate da Loretta Marsilli.\nLa mostra di Eda Scrigner “CeramicArte\, dal classico al moderno” (la prima che l’artista tiene a Trieste) offre al visitatore l’occasione di addentrarsi in un mondo fatto di oggetti di raffinata qualità: creazioni uniche decorate a mano con motivi che\, con grandi eleganza e originalità\, spaziano dai temi classici\, arricchiti dall’uso di metalli preziosi come l’oro e il platino\, a quelli moderni\, declinati sui lustri\, sullo scavo e sui colori metallici. Con le sue opere\, l’artista ci conduce nel suo mondo creativo dove\, attraverso il segno e il colore\, oggetti puri\, nati completamente bianchi\, si offrono a inedite – a volte inaspettate – possibilità. \nNata a Umago 26 gennaio 1950\, Eda Scrigner vive a lungo fra Parigi\, Roma e Milano prima di stabilirsi\, nel 2010\, a Trieste. E’ nella capitale a francese che\, nel 1998\, si accosta per la prima volta all’arte della decorazione su porcellana. La sua prima insegnante è Patricia Wiriath\, docente presso il Museo Nazionale della Ceramica di Sèvres. Dall’artista Eda apprende i modelli e le modalità realizzative della tecnica classica\, in particolare Sevrès e Meissen. Traferitasi a Roma nel 2002\, approfondisce gli studi e la pratica su questi stili frequentando il laboratorio di Agatina Mileto. Ma a Roma Eda si apre anche al moderno\, sperimentando tecniche più innovative\, che arricchiscono la sua produzione d’inediti elementi policromi fino a giungere – attraverso proficui scambi con artisti di respiro internazionale – alla sicurezza e alla forza espressiva che oggi le concedono accostamenti arditi fra la rigidità del segno e l’esplosiva duttilità dei colori e dei lustri. \nLa mostra rimarrà aperta al pubblico con orario feriale e festivo: 10-13 / 17-20 fino a tutto il 13 dicembre 2017.
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SUMMARY:5^ Young Art Selection
DESCRIPTION:L’evento viene organizzato dal Centro Iniziative Culturali Z04 con il contributo del Comune di Trieste\, e curato da Franco Rosso e da Enea Chersicola che hanno invitato una dozzina di creativi\, in buona parte di provenienza dall’Istituto d’Arte U. Nordio\, che già hanno dato modo di farsi apprezzare per il loro lavoro e che in questa occasione allineano una serie di opere liberamente interpretate (pittura\, digital art\, ecc.)\, avendo come riferimento il tema del “sacro” e della “blasfemia” non legata però alla bestemmia ma alla sua radice etimologica greca che significa confondere\, far uscire di senno. Una dimensione del sacro che diventa intollerabile e che diventa persino illegale. Già Spinoza\, che visse in un’epoca di guerra di religione\, affermava che\, se fossero perseguibili solo le azioni\, le dispute suscitate sotto il pretesto della religione non si convertirebbero in conflitti.\nArtisti invitati alla 5^ Young Art Selection: Leone Maria Kervischer\, Nathan Marin\, Phelipe\, Piero Hlavaty\, Paolo Urizzi\, Federico Sciuca\, Delphi Morpurgo\, Eeva Kukkonen\, Francesca Alessandrini\, Filippo Alzetta\, Francesca Giassi\, Andrea Solaja. \nL’undicesima edizione del Salone d’Autunno dell’Arte Triestina si svolgerà invece dal 18 al 29 novembre e come ogni anno proporrà una finestra sul fare arte a Trieste\, presentando il lavoro di una cinquantina di artisti scelti tra coloro che possono rappresentare il meglio dell’espressione creativa nella pittura e nella scultura prodotta in città. \nOrario: feriale e festivo: \n10_13 / 17_20 \nInfo: 333.8345924 – Info@z04.it
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SUMMARY:Lo spirito del mare
DESCRIPTION:Apertura al pubblico: da giovedì 21 a sabato 23 settembre 2017Orario:\ngiovedì 21 ore 9-19\nvenerdì 22 ore 9-22\nsabato 23 ore 10-22\nA cura del liceo artistico E. e U. Nordio di Trieste
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SUMMARY:Il porto delle prospettive
DESCRIPTION:In occasione della terza edizione Slofest 2017: \nnella sala Fittke di piazza Piccola 3\, a Trieste\, dal 15 al 17 settembre 2017\, è prevista l’esposizione delle creazioni di moda realizzate dalle giovani stiliste e stilisti Mojca Ziberna\, Ivana Arduini\, Valentina Cunja\, Melania Calzi\, Irina Obersnel\, Margerita Cenzon\, Jakob Vascotto\, Marco Trevisan (e delle truccatrici Viviana Vodopivec e Martina Sanna)\, che hanno presentato in anteprima le loro creazioni durante la serata “Promo Fashion Session – Protagonisti a 360°” svoltasi il 13 settembre presso il Teatro Stabile Sloveno. \nL’esposizione sarà arricchita dai servizi fotografici e video realizzati nei più suggestivi scorci della città a cura dei giovani fotografi Jasna Košuta\, Danilo Pahor\, Beatrice Goiza. \nUno dei fini del progetto è proprio stimolare e premiare i più giovani che hanno deciso di approcciarsi al mondo della moda e del fashion style cercando di far conoscere anche al pubblico adulto il valore di questa produzione artistica. \nLa mostra\, ad ingresso libero\, con orario feriale e festivo 10_20\, rimarrà aperta fino al 17 settembre 2017.
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SUMMARY:La Grazia di Trieste tra Bianchi e Neri
DESCRIPTION:Perché esporre a Trieste foto di Trieste’\nLe foto sono state realizzate da un fotografo non triestino\, proveniente dal Cadore\, che a Trieste non ha né vissuto né studiato ma a cui è legato per le vicende della vita. \nL’idea di fondo\, da cui ha preso le mosse il progetto\, era quella di conoscere la città vera\, nascosta al turista che si alterna tra piazza Unità e San Giusto. La città è stata percorsa a piedi\, per lo più senza meta\, con la macchina fotografica sempre pronta in mano. \nSi è cercato di entrare nel cuore della città\, non fermandosi alla superficie “patinata” e fotogenica di Piazza Unità; l’essenza stessa del lavoro è racchiusa nel titolo: la grazia non è il “bello”\, il “meraviglioso” ma qualcosa di più sottile\, impercettibile\, raffinato ed è proprio questo che si voleva trovare nella città…e dove trovarlo se non nel bello e nel brutto\, nel ricco e nel povero\, nel pulito e nello sporco\, nel grande e nel piccolo\, ecc. e quindi proprio tra i bianchi e i neri’ che poi il bianco e nero è anche la cromia delle foto stesse. \nIl progetto fotografico ha avuto un inizio e anche una sua fine\, almeno formale\, con la consapevolezza che non basterebbe una vita a cogliere l’anima di una città così ricca di storia e culture come Trieste. \nEcco dunque che esporre a Trieste foto di Trieste è innanzitutto un orgoglio\, ma è anche una provocazione\, rivolta a chi la città la vive quotidianamente\, a guardare la città attraverso un altro occhio\, arrivando magari a scoprire un angolo sconosciuto\, ma soprattutto a riflettere sui contrasti che questa città offre\, per ridurre i “neri” a favore dei “bianchi”. \nLa mostra\, ad ingresso libero\, con orario feriale e festivo 10.00_13.00 e 17.00_20.00\, si concluderà domenica 6 agosto 2017.
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SUMMARY:#Chi sei'
DESCRIPTION:La mostra dal titolo un po’ inquietante racchiude le opere di nove artisti che si interrogano in diverso modo sulla difficoltà odierna di conoscere se stessi e gli altri. “Chi sei ‘”\, “Chi vorresti essere’” è la domanda che ci si pone\, una domanda necessaria in una realtà fattasi “ multimediale” in cui tutti vogliono apparire e distinguersi dando di sé una “rappresentazione” che a volte finisce per sovrapporsi alla propria\, fino quasi a prenderne il posto.Questa mostra\, come altre precedenti allestite da 6idea\, è un progetto condiviso e sviluppato in comune dal gruppo di artisti che collaborano da alcuni anni con l’associazione e viene proposta\, principalmente\, come uno spazio di libertà in cui sono la curiosità e la partecipazione interattiva del pubblico a scoprire e condividere le riflessioni e le suggestioni suggerite dai lavori degli artisti. Una serie di quadri\, pannelli ed assemblaggi con diversi materiali e tecniche ci invitano ad entrare in un ambiente immaginario in cui riflettere su se stessi e sul senso del proprio comunicare.  \nLa mostra rimarrà aperta dal 26 maggio e fino al 14 giugno 2017\, con orario dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20\, ingresso libero. \nINFO: cell. 3356543460 | facebook : 6idea | info@6idea.it
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SUMMARY:La bellezza è donna
DESCRIPTION:‘La bellezza è donna. Le donne viste… da noi’\, organizzata dalla Cooperativa Sociale a marchio Anffas Onlus Trieste Integrazione\, con il contributo del Comune di Trieste.\nLa mostra è nata grazie all’impegno delle persone con disabilità che partecipano al laboratorio artistico di Trieste Integrazione e permetterà di esporre in un contesto elegante e apprezzato del centro cittadino di Trieste le opere realizzate direttamente da loro. \nL’esposizione\, che sarà presentata dagli autori della opere mercoledì 8 marzo alle ore 17\, sarà visitabile tutti i giorni con orario dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20 fino al 9 marzo.
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SUMMARY:Vincent - Omaggio a Vincent Van Gogh
DESCRIPTION:“Mosaicamente – Omaggio a Vincent Van Gogh” arriva aTrieste dopo Pordenone\, Udine\, Parma e rappresenta un\nevento che la Fondazione Bambini e Autismo Onlus persegue\ncon lo scopo di far vedere il lavoro che si compie\nall’Officina dell’arte – il centro lavorativo regionale per\npersone con autismo adulte di Pordenone – un centro che\nnon ha uguali in Italia. Guardando le opere il visitatore è\ncolpito dal livello raggiunto nella confezione dei mosaici.\nNessuno infatti penserebbe che le opere esposte siano state\nrealizzate da persone con handicap\, ma l’alchimia che\npermette tutto ciò sta nel fatto che i mosaici sono il risultato\ndi un lavoro “vero”. Il centro in cui si realizzano infatti è\nuna palestra di vita a misura di persona con autismo dove\nsi impara a lavorare attraverso anche la scansione del\ntempo e l’apprendistato delle tecniche musive condotto da\nun maestro mosaicista che\, oltre ad insegnare la tecnica\nagli utenti\, esercita il controllo di qualità sul prodotto.\nCon le opere realizzate presso il Centro lavorativo per persone con autismo adulte “Officina dell’arte” di Pordenone \nQuesta mostra è dedicata all’autodidatta Van Gogh che\nsoprattutto dopo il suo trasferimento dal paese natio a\nParigi\, si ispirò ai grandi del tempo e a quella corrente\nartistica\, l’impressionismo allora dominante che riscopriva\nla pittura dei paesaggi e l’interesse rivolto più al colore che\nal disegno. La sua personale ricerca però lo portò a superare\ni confini di una corrente e anticiparne piuttosto un’altra\,\nl’espressionismo\, che privilegiava il lato “emotivo” della\nrealtà. Le opere musive che compongono la mostra sono\nispirate a quelle più famose dell’artista che fu un formidabile\npittore “en plen air” molto spesso notturno. A tal\nproposito Van Gogh pensava: «Spesso ho l’impressione\nche la notte sia molto più viva e riccamente colorata del\ngiorno» si legge in una lettera al fratello Theo. Dire che\nVan Gogh fu un incompreso è quasi un eufemismo\, infatti\nse non ci fossero state persone “caritatevoli” come suo\nfratello probabilmente oggi non potremmo godere delle\nopere che\, tardivamente\, riscuotono grande ammirazione.\nAnche per questa sua condizione di incompreso e pittore\ndiverso abbiamo trovato nella rappresentazione dei mosaici\nrealizzati molte affinità tra le persone con autismo e\nl’artista\, non sul piano clinico\, ma sul piano delle condizioni\ndi vita che ancora oggi subiscono le persone con\nautismo soprattutto adulte. \nLa mostra è per noi bella a prescindere perché segna un\nriscatto\, una unione ideale con Van Gogh\, realizzata nei\nmodi e con le competenze dei nostri straordinari artisti\, ma\ncome sempre l’ultimo giudizio sarà quello del visitatore. \nIngresso libero\nOrari di apertura: Tutti i giorni\n10.00 – 13.00 / 17.00 – 20.00
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LOCATION:Sala Arturo Fittke\, Piazza Piccola\, 3\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:Young Art Selection - Sacro: 30volte30x30
DESCRIPTION:Rassegna-satellite dell’annuale Salone d’Autunno dell’Arte Triestina e dedicata ai giovani artisti emergenti con meno di trenta anni. 	L’evento viene organizzato dal Centro Iniziative Culturali Z04 con il contributo del Comune di Trieste ed è curato da Franco Rosso e da Enea Chersicola che hanno invitato 15 creativi\, in buona parte di estrazione Istituto d’Arte U. Nordico\,  e che già hanno dato modo di farsi apprezzare per il loro lavoro e che in questa occasione allineano 30 opere pittoriche\, tutte nel formato 30X30. Quest’anno agli artisti invitati è stato chiesto di cimentarsi su una tematica\, quella del SACRO\, termine che normalmente viene associato a santo\,  e che in questa occasione è stato proposto invece nella sua accezione indoeuropea di separato. Sacro\, quindi\, come luogo delle contaminazioni dei contrari\, come caratteristica confusione dei codici\, come contrapposizione di bene e male\, di giusto e ingiusto. Da qui il “sottotitolo” assegnato alla rassegna: SACRO: 30VOLTE30X30. \n	Artisti invitati alla 4° Young Art Selection : Leone Kervischer\, Nathan Marin\, Phelipe Traco\, Piero Ramella\, Paolo Urizzi\, Federico Sciuca\, Delphi Morpurgo\, Alan Stefanato\, Francesca Alessandrini\, Filippo Alzetta\, Francesca Giassi\, Vanessa D’Alessio\, Andrea Solaja\, Arianna Bosa\, Valentina Coretti. \n	La decima edizione del Salone d’Autunno dell’Arte Triestina si svolgerà invece dal 9 al 23 dicembre\, presso la Sala del Giubileo\, e come ogni anno proporrà una finestra sul fare arte a Trieste\, presentando il lavoro di una cinquantina di artisti scelti tra coloro che possono rappresentare il meglio dell’espressione creativa nella pittura e nella scultura prodotta in città. \nOrario: feriale e festivo:10.00 – 13.00 / 17.00 – 20.00 \nInfo: 333.8345924  –  Info@z04.it   \nLa mostra sarà aperta al pubblico sino al 27 novembre 2016 con orario feriale e festivo: 10-13 e 17-20.
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SUMMARY:Tra terra e mare - Mostra personale di Giorgio Rutter
DESCRIPTION:Come in un viaggio autobiografico – scrive la curatrice della mostra Erica Rutter – pieno di ricordi e di rimandi\, Giorgio Rutter dipinge la dimensione urbana di Trieste e di Venezia interpretando la città come un grande e scenografico interno urbano. Le piazze\, i monumenti\, la periferia\, i porti e le marine diventano immagini (anche) visionarie del repertorio figurativo di riferimento caro all’artista. La teatralità urbana delle due città adriatiche\, così come del paesaggio carsico triestino\, viene trasfigurata e reinterpretata nella pittura densa e vivace di Giorgio Rutter.\nLa terra e il mare si fondono per dare vita ai paesaggi della nostra Trieste contemporanea. Il paesaggio che noi osserviamo\, ci restituisce immediatamente il rapporto dialettico che esiste fra la città di Trieste e il suo territorio/intorno. Una monumentalità urbana costruita da architetture “note” come la chiesa di Sant’Antonio Taumaturgo posta in relazione al Tempio Serbo Ortodosso di San Spiridione. O ancora il Teatro Romano\, ai piedi del Colle di San Giusto ai limiti della Città Vecchia tra via del Teatro Romano e via della Cattedrale\, importante reperto di grande valore storico e urbano. Ma è qui che Giorgio Rutter contrappone\, alle architetture monumentali storiche di Trieste\, la visione della città contemporanea e della sua periferia\, questione quanto mai attuale oggi\, rappresentata dalla Ferriera di Servola e dai cantieri. \nEd ancora\, il paesaggio carsico come un “Theatrum-territorio”\, dove l’architettura si dispone a configurare scenari (inattesi)\, e costruire contesti forse a volte immaginari.\nIl racconto pittorico di Giorgio Rutter si dipana fra l’architettura cosiddetta “spontanea“ del Carso triestino e la sua natura rurale\, fra un interno urbano codificato nei valori tipologici della Casa Carsica e un esterno ricco ed inviolato\, segnato da siti naturali\, tracce di piccole chiese carsiche\, cisterne d’acqua e piccole piazze nate da uno sviluppo edilizio non pianificato.\nAttivo anche nelle nature morte e nel ciclo di “composizioni marine”\, Giorgio Rutter rivela con genuinità e schiettezza i luoghi della sua vita\, dove la quotidianità degli spazi si dissolve e si arresta in composizioni astratte\, in cui colore e geometria ne sono i diretti protagonisti. \nUn’altra suggestione che Giorgio Rutter dipinge\, forse la città del colore per eccellenza\, è Venezia\, luogo della sua giovinezza. E’ qui che la città “anfibia” viene calata in una scena teatrale dove gli oggetti “poveri”\, forse funzionali\, della/alla vita quotidiana si mescolano ai nobili spazi progettati della città\, dove svettano le architetture della storia\, come la Basilica di Santa Maria della Salute\, con cui la pittura si confronta e si rapporta. Il disegno è riconducibile compositivamente a pochi elementi finiti: la Fondamenta\, il campo\, il ponte\, gli squeri\, le altane\, i camini “carpacceschi” a tronco di cono rovesciato\, i grandi cerchi dei rosoni romanici\, i vaporetti e le imbarcazioni mercantili\, le bricole.\nUna Venezia – conclude Erika Rutter – dunque\, fatta di superfici\, di ombre e di luci\, di pieni e di vuoti\, di masse edilizie e di volume scavati\, e di architetture costruite\, dove i luoghi si fondono ai colori\, non solo i gialli e i viola delle brillanti vernici navali ma anche il rosso della terra bruciata degli intonaci delle case veneziane\, quello ferruginoso delle gru e delle carene\, del giallo ocra\, dell’azzurro del rame ossidato ed il bianco della pietra d’Istria. \nAttivo anche – conclude Erika Rutter – nelle nature morte e nel ciclo di “composizioni marine”\, Giorgio Rutter rivela con genuinità e schiettezza i luoghi della sua vita\, dove la quotidianità degli spazi si dissolve e si arresta in composizioni astratte\, dove colore e geometria ne sono i diretti protagonisti. \nGiorgio Rutter nasce a Trieste nel 1932\, consegue il diploma di maturità artistica al Liceo Artistico di Venezia dove apprende le tecniche del disegno e della pittura; opera successivamente a Trieste in diversi studi di ingegneria ed architettura con attività di progettazione e di disegno tecnico. Nel 2011 è attivo in una mostra collettiva alla Galleria d’arte Rettori Tribbio di Trieste e alla Stazione Marittima. Gli anni precedenti a Grado\, è presente a La Saletta d’Arte. \nLa mostra sarà aperta al pubblico sino al 5 giugno 2016 con orario feriale e festivo: 10-13 e 17-20.
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SUMMARY:Mostra Gioia di un bimbo
DESCRIPTION:Si apre la mostra delle opere finaliste in gara per l’assegnazione del premio nazionale “Gioia di un bimbo” 2015\, organizzata dal Centro Aiuto alla Vita ‘Marisa’ e realizzata con il contributo del Comune di Trieste. Il Premio artistico-letterario “Gioia di un Bimbo” è giunto alla sua nona edizione\, e viene indetto annualmente con l’intento di testimoniare la bellezza della vita umana.
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