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SUMMARY:"Alfabeto pettegolo" di Nadia Bassanese
DESCRIPTION:La Biblioteca e Fototeca dei Civici Musei ospita la presentazione del volume Alfabeto pettegolo di Nadia Bassanese\, un mosaico di memorie che attraversa la vita culturale triestina attraverso volti\, luoghi e storie. \nL’incontro\, introdotto da Claudia Colecchia\, responsabile della Biblioteca e Fototeca\, dove è conservato l’archivio fotografico e documentale della galleria di Nadia Bassanese: un fondo di grande valore che testimonia una stagione significativa dell’arte contemporanea e della vita culturale cittadina. \nA presentare il volume\, conversando con l’autrice\, sarà Alessandro Del Puppo\, professore di Storia dell’arte contemporanea all’Università degli Studi di Udine e Massimiliano Schiozzi\, curatore del volume. \nDopo Schegge (2021) e Non solo mostre (2023) Nadia Bassanese ci regala un nuovo viaggio nel tempo e nelle memorie della cultura e dell’arte a Trieste. In Alfabeto pettegolo – 160 pagine impreziosite da alcune fotografie conservate nei suoi album privati – l’autrice fa sfilare luoghi\, amici\, memorie\, aneddoti che intrecciano\, tra sorridente nostalgia e solido affetto\, la sua vita a quella della città.
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SUMMARY:La Fototeca in piazza. Scatti di storia e storie
DESCRIPTION:La mostra è stata ideata e realizzata dal Servizio Promozione Turistica\, Musei\, Eventi Culturali e Sportivi del Comune di Trieste\, da Stefano Bianchi\, P.O. dei Musei Storici e Artistici ed è stata curata da Claudia Colecchia\, responsabile della Fototeca e Biblioteca dei Civici Musei di Storia ed Arte. \nNel 2025 ricorre il centocinquantesimo anniversario della costruzione del palazzo municipale di Trieste\, edificio che domina Piazza Unità d’Italia e ne costituisce il fulcro istituzionale e simbolico. La ricorrenza offre l’occasione per estendere lo sguardo sull’intero spazio urbano che lo accoglie\, esplorandone le trasformazioni lungo l’asse non sempre rettilineo del tempo\, a partire dalle prime testimonianze fotografiche. \nOltre 40 fotografi\, tra cui Carlo e Giuseppe Wulz\, Ferdinando Ramann\, Carlo Wernigg\, Pietro Opiglia\, Adriano de Rota\, Ugo Borsatti\, l’agenzia Giornalfoto\, Tullio Stravisi\, Gianni Berengo Gardin\, Franco Fontana e Marino Sterle documentano momenti\, volti\, gesti e atmosfere. Le vedute più antiche restituiscono una piazza brulicante affiancata dal giardino ottocentesco: esercizi commerciali\, barbieri\, ambulanti e bancarelle\, tram affollati\, alberghi\, caffè. Sullo sfondo i velieri evocano il ruolo storico della città come porto imperiale. \nAltre immagini raccontano i momenti iconici: l’attesa delle navi del 1918\, i tragici giorni del 1953 e le emozioni del 1954 per il ritorno di Trieste all’Italia. \nNon mancano scatti di indimenticabili lampi di quotidianità\, come la piazza sferzata dalla bora\, le riprese di Senilità\, con una giovane Claudia Cardinale\, gli eventi sportivi e le storie movimentate della fontana dei quattro continenti. Cuore visivo e simbolico dell’identità triestina\, la piazza è un habitat fortemente vissuto\, crocevia di tensioni sociali\, spinte e istanze identitarie\, proscenio dove la città si interroga e si racconta generazione dopo generazione\, attraverso l’inesauribile linguaggio fotografico. \nIn esposizione trovano posto anche oggetti di vita quotidiana e curiosità: dal gioco della campana\, al prezioso mandolino in vendita presso il negozio di Carlo Schmidl\, ai rasoi dei barbieri\, fino alle tazzine da caffè e alla tazza dotata di copribaffi di fine Ottocento. A impreziosire ulteriormente il percorso espositivo contribuiscono materiali inediti\, macchine fotografiche storiche e guide turistiche che rendono la visita un’esperienza coinvolgente e sorprendente.
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SUMMARY:Alfabeto Schmidl - 100 anni di Museo Teatrale
DESCRIPTION:Dicembre 2024: il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” compie cent’anni. La mostra Alfabeto Schmidl celebra questa ricorrenza con un abecedario di suoni\, immagini\, oggetti e documenti che arbitrariamente declina la multiforme varietà delle collezioni del Museo\, nato per volontà dell’editore musicale Carlo Schmidl. Costumi e gioielli di scena\, manifesti\, locandine\, fotografie\, stampe\, medaglie\, dipinti\, strumenti musicali\, cimeli\, libri\, fondi archivistici e manoscritti costituiscono l’ossatura di un teatro della memoria che da un secolo incrementa le sue collezioni nello spirito del fondatore. Curata da Stefano Bianchi\, Conservatore dello Schmidl\, assieme a Elisabetta Buffulini\, Emilio Medici e Cristina Zacchigna\, e con la collaborazione di Francesco Recanati e Cristiano Rossetti\, l’esposizione suggerisce inediti percorsi di lettura in questo straordinario patrimonio\, in un itinerario dalla A alla Z anche attraverso una serie di incontri di approfondimento\, distribuiti nell’ambito del tradizionale cartellone dei «Lunedì dello Schmidl».\nLa mostra sarà visitabile nella sala Attilio Selva di Palazzo Gopcevich (sede dello Schmidl)\, fino a domenica 4 maggio 2025 a ingresso libero\, negli orari di apertura del Museo (10-17\, da martedì a domenica).
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SUMMARY:Alfabeto Schmidl. 100 anni di Museo Teatrale
DESCRIPTION:Dicembre 2024: il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” compie cent’anni. La mostra Alfabeto Schmidl celebra questa ricorrenza con un abecedario di suoni\, immagini\, oggetti e documenti che arbitrariamente declina la multiforme varietà delle collezioni del Museo\, nato per volontà dell’editore musicale Carlo Schmidl. Costumi e gioielli di scena\, manifesti\, locandine\, fotografie\, stampe\, medaglie\, dipinti\, strumenti musicali\, cimeli\, libri\, fondi archivistici e manoscritti costituiscono l’ossatura di un teatro della memoria che da un secolo incrementa le sue collezioni nello spirito del fondatore. Curata da Stefano Bianchi\, Conservatore dello Schmidl\, assieme a Elisabetta Buffulini\, Emilio Medici e Cristina Zacchigna\, e con la collaborazione di Francesco Recanati e Cristiano Rossetti\, l’esposizione suggerisce inediti percorsi di lettura in questo straordinario patrimonio\, in un itinerario dalla A alla Z anche attraverso una serie di incontri di approfondimento\, distribuiti nell’ambito del tradizionale cartellone dei «Lunedì dello Schmidl».\nLa mostra sarà visitabile nella sala Attilio Selva di Palazzo Gopcevich (sede dello Schmidl)\, fino a domenica 15 giugno 2025 a ingresso libero\, negli orari di apertura del Museo (da mercoledì a domenica 10-16).\nSi devono a Matteo Bartoli per Basiq il progetto grafico e di allestimento\, a Artgroup la stampa di materiali in esposizione\, a Riccigraf la stampa di un catalogo in corso di realizzazione\, a Diego Cenetiempo e Alessio Bozzer la realizzazione di filmati in mostra.
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SUMMARY:Vola Colomba – Lunario triestino 1953-54
DESCRIPTION:Nell’ambito delle iniziative finalizzate a celebrare la ricorrenza dei settant’anni del ritorno di Trieste all’Italia\, presso la Sala Selva di Palazzo Gopcevich\, la Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte presenta un lunario fotografico scandito in quindici mesi.\nIl diario visivo documenta\, con ricercata densità informativa\, i tragici giorni del novembre 1953 fino all’effervescenza connessa al ritorno all’Italia dell’ottobre 1954. \nLungo il percorso circa trecento fotografie arricchite da alcuni oggetti iconici d’epoca tra cui la Topolino\, la Lambretta\, la radio Geloso\, il vinile originale di Vola Colomba\, giocattoli\, macchine fotografiche\, documenti e riviste. \nUn’accurata ricognizione dei fondi dei fotografi Ugo Borsatti\, Adriano de Rota\, Livio Amstici\, Gianni Anzalone\, dell’agenzia fotografica Giornalfoto\, dell’archivio fotografico comunale e dell’archivio donato dalla famiglia del Sindaco Gianni Bartoli\, tutti conservati in Fototeca\, incrociata con l’analisi di altre fonti documentali e bibliografiche coeve\, consente una sorta di rendicontazione che mira a illustrare i grandi e piccoli eventi occorsi\, senza alcuna pretesa di completezza ed esaustività.
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SUMMARY:Lunario Triestino 1953_1954
DESCRIPTION:Una visita guidata gratuita della mostra Lunario Triestino 1953_1954 è in programmavenerdì 25 ottobre\, alle ore 11.00\, nella Sala “Attilio Selva” di Palazzo Gopcevich\n(ingresso gratuito fino a esaurimento posti). La curatrice e responsabile dalla Fototeca dei\nCivici Musei di Storia ed Arte\, Claudia Colecchia\, illustrerà il percorso espositivo\, un diario\nvisivo che documenta\, con ricercata densità informativa\, i tragici giorni del novembre 1953\nfino all’effervescenza connessa al ritorno all’Italia dell’ottobre 1954.\n\nL’esposizione in Sala Selva presenta circa trecento fotografie conservate dalla Fototeca\,\narricchite da alcuni oggetti iconici tra cui la FIAT Topolino\, la Lambretta\, la radio Geloso\, il\nvinile originale di Vola Colomba\, giocattoli\, macchine fotografiche\, documenti e riviste\nd’epoca. Un’accurata ricognizione dei fondi dei fotografi Ugo Borsatti\, Adriano de Rota\,\nLivio Amstici\, Gianni Anzalone\, dell’agenzia fotografica Giornalfoto\, dell’archivio fotografico\ncomunale e dell’archivio donato dalla famiglia del Sindaco Gianni Bartoli\, tutti conservati in\nFototeca\, incrociata con l’analisi di altre fonti documentali e bibliografiche coeve\, consente\nuna sorta di rendicontazione che mira a illustrare i grandi e piccoli eventi occorsi.\n\nSono immagini evocative quelle depositate negli archivi che hanno il pregio di mettere in\nevidenza storie\, fatti\, oggetti\, opere\, autori\, personalità\, relazioni in alcuni casi sconosciuti\no inesplorati.\nLa mostra (visitabile da martedì a domenica\, dalle 10.00 alle 17.00\, lunedì chiuso) fa parte\ndelle iniziative culturali identificate dal titolo “Vola Colomba” del Comune di Trieste con il\nsostegno della Regione Friuli Venezia Giulia\, promosse per il settantesimo anniversario\ndel ritorno di Trieste all’Italia.
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SUMMARY:Lunario Triestino 1953 / 1954
DESCRIPTION:Una visita guidata gratuita della mostra Lunario Triestino 1953_1954 è in programma mercoledì 9 ottobre\, alle ore 17.30\, nella Sala “Attilio Selva” di Palazzo Gopcevich. La curatrice e responsabile dalla Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte\,  Claudia Colecchia\, illustrerà il percorso espositivo\, un diario visivo che documenta\, con ricercata densità informativa\, i tragici giorni del novembre 1953 fino all’effervescenza connessa al ritorno all’Italia dell’ottobre 1954.\nL’esposizione in Sala Selva presenta circa trecento fotografie conservate dalla Fototeca\, arricchite da alcuni oggetti iconici tra cui la FIAT Topolino\, la Lambretta\, la radio Geloso\, il vinile originale di Vola Colomba\, giocattoli\, macchine fotografiche\, documenti e riviste d’epoca. Un’accurata ricognizione dei fondi dei fotografi Ugo Borsatti\, Adriano de Rota\, Livio Amstici\, Gianni Anzalone\, dell’agenzia fotografica Giornalfoto\, dell’archivio fotografico comunale e dell’archivio donato dalla famiglia del Sindaco Gianni Bartoli\, tutti conservati in Fototeca\, incrociata con l’analisi di altre fonti documentali e bibliografiche coeve\, consente una sorta di rendicontazione che mira a illustrare i grandi e piccoli eventi occorsi.\nSono immagini evocative quelle depositate negli archivi che hanno il pregio di mettere in evidenza storie\, fatti\, oggetti\, opere\, autori\, personalità\, relazioni in alcuni casi sconosciuti o inesplorati.\n\nLa mostra (visitabile da martedì a domenica\, dalle 10.00 alle 17.00\, lunedì chiuso) fa parte delle iniziative culturali identificate dal titolo “Vola Colomba” del Comune di Trieste con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia\, promosse per il settantesimo anniversario del ritorno di Trieste all’Italia.
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SUMMARY:Foto Omnia di Ugo Borsatti - Scatti in Comune
DESCRIPTION:Vista l’affluenza alla mostra e la partecipazione alle iniziative collaterali\, l’esposizione Foto Omnia di Ugo Borsatti Scatti in Comune\, proposta alla sala Selva di palazzo Gopcevich\, in via Rossini 4 a Trieste\, è stata ulteriormente prorogata fino al 16 aprile\, con i seguenti orari: da martedì a domenica\, dalle 10.00 alle 17.00\, lunedì chiuso. Ingresso libero.\nL’esposizione\, ideata e realizzata dal Servizio Promozione Turistica\, Musei\, Eventi Culturali e Sportivi del Comune di Trieste\, è curata da Claudia Colecchia\, responsabile della Fototeca e Biblioteca dei Civici Musei di Storia ed Arte\, nell’occasione dei settant’anni dalla nascita dello studio fotografico Foto Omnia\, tutt’ora attivo. \nL’archivio Foto Omnia di Ugo Borsatti\, acquistato dalla Fondazione CRTrieste e depositato presso la Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte\, consta di 350.000 negativi\, prevalentemente su pellicola. Anche durante le prossime vacanze pasquali sarà possibile apprezzare l’esposizione che propone duecento fotografie\, alcune delle quali mai presentate al pubblico\, una selezione di macchine fotografiche\, una video intervista al fotografo curata da Border Studio\, alcuni ritratti di Ugo Borsatti realizzati da Marino Ierman. \nL’archivio dell’Omero di Trieste offre una documentazione ricca e unica\, caratterizzata da uno sguardo sempre acuto e originale nel raccontare non solo la quotidianità ma anche gli eventi coevi. Il fotografo descrive Trieste\, le strade\, gli abitanti\, gli stereotipi climatici che la caratterizzano come la bora\, le mareggiate. Non trascura i fatti di cronaca\, la tragedia degli esuli o le partenze degli emigranti per terra o per mare. \nUgo Borsatti\, attento osservatore\, documenta il tempo libero scandito dalle feste e dai riti che la comunità riconosce come proprio patrimonio culturale\, tra cui\, il Carnevale\, le Nozze Carsiche\, la Festa di San Nicolò. Le foto dedicate allo sport costituiscono uno straordinario scrigno che documenta la passione sportiva del fotografo e dei triestini. \nLa foto più amata dal fotografo è quella del “Bacio” del soldato Jim Swain e della mula triestina Graziella Cirrincione quando le truppe alleate lasciano Trieste nel 1954. Un bacio che il fotografo scambia per addio e invece è un arrivederci. I baci fotografati\, spesso spontanei\, sono diffusi in tutto l’archivio: il preludio al bacio\, il bacio rubato\, il bacio cinematografico\, baci d’addio\, il bacio istituzionale\, il bacio nuziale\, il tenero bacio tra padre e figlio. Le foto\, tutte insieme\, manifestano la capacità del fotografo di affrontare temi e linguaggi diversi con un accento sempre autenticamente inconfondibile. \nAl fine di garantire al pubblico una migliore conoscenza dei contenuti dell’esposizione\, saranno proposte nuove visite guidate gratuite con la curatrice Claudia Colecchia: mercoledì 29 marzo\, ore 17.30; mercoledì 5 aprile\, ore 17.30; mercoledì 12 aprile\, ore 17.30; sabato 15 aprile\, ore 11.00. \nNell’occasione delle visite guidate pomeridiane\, l’esposizione sarà accessibile fino alle ore 18.45. Prenotazione a cmsafototeca@comune.trieste.it
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SUMMARY:Visita guidata - Tiepolo. La straordinaria storia dei disegni triestini
DESCRIPTION:Mercoledì 7 e mercoledì 14 settembre 2022 ore 17 Visita guidata a cura di Lorenza Resciniti\nalla mostra Tiepolo. La straordinaria storia dei disegni triestini\nSala Selva Palazzo Gopcevich – Trieste\, via Rossini 4\nmostra del Comune di Trieste – Assessorato alle politiche della cultura e del turismo\na cura di Lorenza Resciniti e Anna Krekic
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SUMMARY:Tiepolo. La straordinaria storia dei disegni triestini
DESCRIPTION:Venerdì 24 giugno 2022\, alle ore 11.00\, nella Sala Attilio Selva di Palazzo Gopcevich\, si terrà l’inaugurazione della mostra “Tiepolo. La straordinaria storia dei disegni triestini”\, che resterà aperta fino al 18 settembre 2022.L’iniziativa è promossa e realizzata dal Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo – Dipartimento Scuola\, Educazione\, Promozione Turistica\, Cultura e Sport – Servizio Musei e Biblioteche. \nNel 2020 ricorreva il 250esimo anniversario della morte del celebre pittore veneziano Giambattista Tiepolo\, interprete assoluto della grandiosità di Venezia proprio in quel secolo\, il Settecento\, che della Serenissima vide anche la decadenza e la fine. All’appuntamento con l’importante ricorrenza non potevano mancare i Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste\, che custodiscono una delle più rilevanti collezioni al mondo di disegni tiepoleschi\, oggi conservata al Civico Museo Sartorio. Nel 2021 è stato infatti pubblicato il nuovo catalogo completo dell’importante raccolta\, che ne ricostruisce anche le complesse vicende storiche (Lorenza Resciniti\, Tiepolo. Catalogo dei disegni del Civico Museo Sartorio di Trieste\, Comune di Trieste-Civici Musei di Storia ed Arte\, Trieste\, 2021\, 576 pagine).\nQuesta mostra\, a cura di Lorenza Resciniti e Anna Krekic\, conservatori dei Musei Storici e Artistici\, intende ripercorrere le tappe salienti di questa storia: la singolare acquisizione dei disegni da parte del collezionista triestino Giuseppe Sartorio nella Trieste di fine ’800; il dono ai musei civici per il tramite delle sue eredi nel 1910; l’allontanamento dei disegni da Trieste nel 1916 per proteggerli dai danni del conflitto; i fatti avvenuti tra la prima e la seconda guerra mondiale; l’atteso rientro della collezione in città nel 1941. \n\nLa mostra sarà visitabile dal 25 giugno al 18 settembre 2022 da martedì a domenica dalle 10 alle 17. L’ingresso è libero (info 040 +39 675 4068)
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SUMMARY:L'archivio di Alfonso Mottola nella Fototeca dei Civici Musei dei Storia ed Arte di Trieste. Non solo fotografie
DESCRIPTION:La mostra è stata ideata e realizzata dai Civici Musei di Storia ed Arte\, con la direzione di Fabio Lorenzut\, direttore del Dipartimento Scuola\, Educazione\, Promozione Turistica\, Cultura e Sport\, ed è stata curata da Claudia Colecchia\, responsabile della Fototeca e Biblioteca dei Civici Musei di Storia ed Arte. Nell’occasione del centenario della nascita del fotografo Alfonso Mottola (1921-2008)\, l’archivio\, donato dalla moglie subito dopo la sua scomparsa\, è stato in gran parte condizionato e digitalizzato. Il patrimonio\, che risulta di particolare rilevanza non solo quantitativa ma anche qualitativa\, si differenzia dagli altri coevi\, parimenti conservati in Fototeca\, perché non ci restituisce scatti di cronaca nera o rosa o il mondo dello sport. Né sono colti i momenti intimi e privati dei triestini: dai matrimoni alle comunioni. Le brevi\, quanto preziose\, annotazioni manoscritte sono state di grande aiuto per identificare i macro nuclei tematici tra cui si ricordano Trieste\, il Carso\, San Giusto\, Miramare\, Umberto Saba\, Marcello Mascherini\, la Risiera di San Sabba\, Muggia\, l’Operazione Corsaro e le foto mediche. La produzione fotografica di Mottola\, titolare del negozio Foto Astra di via Carducci 10 dal 1951 al 1999\, è legata principalmente ai libri pubblicati da solo o in collaborazione con altri autori e copre un arco cronologico compreso tra gli anni Cinquanta e la fine degli anni Novanta.
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SUMMARY:La Carnia di Antonelli - Ideologia e Realtà
DESCRIPTION:La Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte in collaborazione con il Circolo Culturale Fotografico Carnico organizza il 13 novembre 2021\, alle ore 11.00\, presso la Sala Selva di Palazzo Gopcevich in via Rossini 4\, la presentazione del libro “La Carnia di Antonelli. Ideologia e Realtà” alla presenza dei curatori Tarcisio Not e Marco Lepre con introduzione della Responsabile della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte\, Claudia Colecchia.\nA quarant’anni dalla prima edizione\, il libro fotografico più rilevante per la Carnia viene ristampato. Impaginato nel 1980 da Renato Calligaro\, con le fotografie del fotografo e farmacista Umberto Antonelli scattate prevalentemente nel periodo tra le due guerre mondiali\, rappresenta uno dei libri fotografici di maggior successo stampati nella nostra Regione. Queste immagini hanno plasmato il vissuto collettivo della percezione della vita di montagna di quel tempo. I negativi\, su lastre di dimensioni 13X18 e 10X15\, sono ora conservati presso la fototeca CarniaFotografia.
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SUMMARY:Trieste 1921. Luoghi storie e memorie
DESCRIPTION:Venerdì 8 ottobre alle ore 11.00\, presso la Sala A. Selva di Palazzo Gopcevich\, in via Rossini 4\, a Trieste\, avrà luogo l’inaugurazione della mostra Trieste 1921. Luoghi storie e memorie che rimarrà aperta fino al giorno 8 dicembre 2021\, con i seguenti orari: da martedì a domenica\, dalle ore 10.00 alle ore 17.00\, lunedì chiuso. Ingresso libero.La mostra è stata ideata e realizzata dai Civici Musei di Storia ed Arte\, con la direzione di Laura Carlini Fanfogna\, direttore del Servizio Musei e Biblioteche\, a cura di Stefano Bianchi\, conservatore del Civico Museo Teatrale C. Schmidl\, Claudia Colecchia\, funzionario direttivo archivista della Fototeca e della Biblioteca dei Civici Musei di Storia ed Arte e Antonella Cosenzi\, funzionario direttivo archivista dei musei del Risorgimento e Storia Patria.\nNell’ambito delle iniziative finalizzate a celebrare la ricorrenza del centenario del Milite Ignoto\, in stretta connessione con la mostra open air\, itinerario per immagini che attraversa alcuni dei luoghi più attrattivi della città\, il Servizio Musei e Biblioteche propone un’esposizione che narra la Trieste di cento anni fa.\nLa fonte è rappresentata dalle ricche collezioni delle istituzioni culturali comunali: la Biblioteca e la Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte\, il Civico Museo di Storia Patria\, il Civico Museo del Risorgimento e Sacrario Oberdan\, il Civico Museo Teatrale Carlo Schmidl.\nLe opere d’arte\, gli oggetti\, i manifesti\, le fotografie\, i documenti\, i libri\, i giornali\, i francobolli ci aiutano a entrare nel clima di quei giorni di straordinaria intensità: come tessere di un mosaico\, innanzi ai nostri occhi si parano i cambiamenti culturali\, sociali ed economici della città dalla scontrosa grazia\, come ricorda Umberto Saba nel Canzoniere pubblicato anch’esso nel 1921.\nL’excursus alterna la bora di entusiasmo delle feste dell’Annessione e dello Statuto al pathos suscitato dalla cerimonia del Milite Ignoto: evento collettivo fortemente caratterizzato dalla presenza di madri e vedove dei numerosi caduti. Altri focus sono dedicati alla vita dei teatri e a quella dei musei nell’anno in cui si accolgono i cimeli di Guglielmo Oberdan.\nAncora\, dagli scrigni museali emergono variegate testimonianze che riecheggiano le tensioni e gli scontri politici di quelle giornate inaspriti dalla crisi economica e occupazionale.\nLuoghi\, storie e memorie evocati dalle suggestioni e sollecitazioni provenienti dagli archivi e dai depositi\, ci ricordano l’importanza della conservazione della memoria e della sua trasmissione.\nTre brevi video-interviste con i curatori renderanno la mostra fruibile nel tempo e da remoto.
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SUMMARY:Vedute e visioni di Porto Vecchio negli scatti della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte e dintorni
DESCRIPTION:Visto il gradimento del pubblico\, la mostra “Vedute e visioni di Porto Vecchio negli scatti della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte e dintorni” presso la Sala Selva di Palazzo Gopcevich in via Rossini 4\, prorogata fino al 2 febbraio 2020 con i seguenti orari: da martedì a domenica\, 10-17\, prevede nuove visite guidate sempre condotte da Claudia Colecchia\, curatrice della mostra\, nelle seguenti giornate: mercoledì 15 e 29 gennaio\, sabato 1 febbraio\, sempre alle ore 16.\n	Il percorso espositivo si concentra principalmente su quella porzione di Porto Vecchio che oggi sta rinascendo a nuovi usi\, e si articola in più sezioni. Nell’ala interna sono collocate le immagini storiche dalla seconda metà dell’Ottocento fino agli anni Sessanta del Novecento che testimoniano non solo le diverse sensibilità al servizio della rappresentazione del “luogo”\, ma anche la varietà delle tecniche fotografiche utilizzate: dalle albumine alle gelatine ai sali d’argento\, dalle carte de visite alle fotografie stereoscopiche sino alle cartoline. L’excursus novecentesco si conclude con i reportage degli anni Cinquanta e Sessanta di Adriano de Rota\, Ugo Borsatti e dell’agenzia Giornalfoto. Se nelle fotografie più antiche prevale la veduta\, ora si predilige la fusione dell’uomo con l’ambiente. Dagli scatti prodotti emerge la cifra stilistica del singolo fotografo ma\, al contempo\, una comune sensibilità di fondere i paesaggi fisici con quelli umani. \n	La sala centrale accoglie il visitatore con i positivi di Gabriele Basilico\, commissionati dal Comune di Trieste ed esposti in occasione della mostra Trouver Trieste a Parigi. Da qui prende avvio il tema del vedere fotografico riferito all’architettura del Porto Vecchio: tema rilevante sviluppato dal fotografo che indaga forme\, caratteri\, materiali e tessiture di manufatti e superfici urbane. Sono anni in cui\, l’autore\, costantemente all’inseguimento dei confini\, ama immortalare i porti limes per eccellenza. In una delle ultime interviste rilasciate prima di morire\, Basilico sostiene che gli sarebbe piaciuto fotografare ancora i porti: Tutte le città del mondo sono ormai fotografate e allora vorrei ricominciare dai porti. Sono i luoghi in cui la natura e l’architettura si integrano e si contrastano: ci sono le mie strutture industriali\, ma non su uno sfondo piatto\, ma sul mare e sul cielo. Questa è la perfezione. \n	Nell’ala esterna del Palazzo\, rivolta verso quel canale che fungeva da attracco per le merci\, le immagini esposte narrano il luogo attraverso testimonianze autoriali del XXI secolo\, conservate in archivio. Le stesse sono state realizzate dal fotografo della Fototeca Marino Ierman\, da Eugenio Novajra e generosamente donate dal medesimo\, e da Graziano Perotti\, concesse in occasione del Trieste Photo Days. In questi scatti la fotografia non è mera fonte di documentazione tecnica\, mamedium per la ri-costruzione identitaria del porto: occhi attenti a cogliere lo spirito del luogo e lo stato delle cose\, il battere della pendola del tempo\, tra un passato che non c’è più e un futuro da inverare. \n	L’esposizione è completata da una selezione degli scatti realizzati in occasione dell’Instameet svoltosi a Porto Vecchio\, nel marzo scorso\, nell’ambito della manifestazione della Settimana dell’Amministrazione Aperta\, promossa dagli assessorati alla Cultura e alla Comunicazione in collaborazione con gli Igers FVG e Pasocial. In questo caso\, si tratta di testimonianze visive condivise in modo ubiquo\, orizzontale e simultaneo che\, al di là del valore estetico\, posseggono un valore documentale perché\, come sostiene André Gunthert\, consentono alla fotografia amatoriale di contribuire alla costruzione del racconto dell’attualità e alla sua preservazione. \nINGRESSO LIBERO\nDurata della visita: 50 minuti circa \nAltri appuntamenti disponibili su prenotazione (cmsafototeca@comune.trieste.it)
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SUMMARY:Vedute e visioni di Porto Vecchio negli scatti della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte e dintorni
DESCRIPTION:Mercoledì 18 dicembre\, alle ore 16\, presso la Sala Selva di Palazzo Gopcevich in via Rossini 4\, Claudia Colecchia\, curatrice della mostra “Vedute e visioni di Porto Vecchio negli scatti della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte e dintorni”\, condurrà l’ULTIMA visita guidata.\nIl percorso espositivo si concentra principalmente su quella porzione di Porto Vecchio che oggi sta rinascendo a nuovi usi\, e si articola in più sezioni. Nell’ala interna sono collocate le immagini storiche dalla seconda metà dell’Ottocento fino agli anni Sessanta del Novecento che testimoniano non solo le diverse sensibilità al servizio della rappresentazione del “luogo”\, ma anche la varietà delle tecniche fotografiche utilizzate: dalle albumine alle gelatine ai sali d’argento\, dalle carte de visite alle fotografie stereoscopiche sino alle cartoline. L’excursus novecentesco si conclude con i reportage degli anni Cinquanta e Sessanta di Adriano de Rota\, Ugo Borsatti e dell’agenzia Giornalfoto. Se nelle fotografie più antiche prevale la veduta\, ora si predilige la fusione dell’uomo con l’ambiente. Dagli scatti prodotti emerge la cifra stilistica del singolo fotografo ma\, al contempo\, una comune sensibilità di fondere i paesaggi fisici con quelli umani. \nLa sala centrale accoglie il visitatore con i positivi di Gabriele Basilico\, commissionati dal Comune di Trieste ed esposti in occasione della mostra Trouver Trieste a Parigi. Da qui prende avvio il tema del vedere fotografico riferito all’architettura del Porto Vecchio: tema rilevante sviluppato dal fotografo che indaga forme\, caratteri\, materiali e tessiture di manufatti e superfici urbane. Sono anni in cui\, l’autore\, costantemente all’inseguimento dei confini\, ama immortalare i porti\, limes per eccellenza. In una delle ultime interviste rilasciate prima di morire\, Basilico sostiene che gli sarebbe piaciuto fotografare ancora i porti: Tutte le città del mondo sono ormai fotografate e allora vorrei ricominciare dai porti. Sono i luoghi in cui la natura e l’architettura si integrano e si contrastano: ci sono le mie strutture industriali\, ma non su uno sfondo piatto\, ma sul mare e sul cielo. Questa è la perfezione. \nNell’ala esterna del Palazzo\, rivolta verso quel canale che fungeva da attracco per le merci\, le immagini esposte narrano il luogo attraverso testimonianze autoriali del XXI secolo\, conservate in archivio. Le stesse sono state realizzate dal fotografo della Fototeca Marino Ierman\, da Eugenio Novajra e generosamente donate dal medesimo\, e da Graziano Perotti\, concesse in occasione del Trieste Photo Days. In questi scatti la fotografia non è mera fonte di documentazione tecnica\, ma medium per la ri-costruzione identitaria del porto: occhi attenti a cogliere lo spirito del luogo e lo stato delle cose\, il battere della pendola del tempo\, tra un passato che non c’è più e un futuro da inverare. \nL’esposizione è completata da una selezione degli scatti realizzati in occasione dell’Instameet svoltosi a Porto Vecchio\, nel marzo scorso\, nell’ambito della manifestazione della Settimana dell’Amministrazione Aperta\, promossa dagli assessorati alla Cultura e alla Comunicazione in collaborazione con gli Igers FVG e Pasocial. In questo caso\, si tratta di testimonianze visive condivise in modo ubiquo\, orizzontale e simultaneo che\, al di là del valore estetico\, posseggono un valore documentale perché\, come sostiene André Gunthert\, consentono alla fotografia amatoriale di contribuire alla costruzione del racconto dell’attualità e alla sua preservazione.
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DESCRIPTION:Mercoledì 11 dicembre\, presso la Sala Selva di Palazzo Gopcevich in via Rossini 4\, Claudia Colecchia\, curatrice della mostra “Vedute e visioni di Porto Vecchio negli scatti della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte e dintorni” condurrà due visite guidate: la prima con inizio alle ore 16 e la seconda con inizio alle ore 17.Solo mercoledì 11 dicembre\, la mostra sarà straordinariamente aperta fino alle ore 18.\n	Il percorso espositivo si concentra principalmente su quella porzione di Porto Vecchio che oggi sta rinascendo a nuovi usi\, e si articola in più sezioni.\nNell’ala interna sono collocate le immagini storiche dalla seconda metà dell’Ottocento fino agli anni Sessanta del Novecento. Alle pareti e nelle vetrine albumine\, gelatine ai sali d’argento\, carte de visite\, stereoscopiche e cartoline testimoniano non solo le diverse sensibilità al servizio della rappresentazione del “luogo”\, ma anche la varietà delle tecniche fotografiche utilizzate. L’excursus novecentesco si conclude con i reportage degli anni Cinquanta e Sessanta di Adriano de Rota\, Ugo Borsatti e dell’agenzia Giornalfoto. \nDurata della visita: 50 minuti circa.\nLa mostra è visitabile fino al 6 gennaio 2020\, da martedì a domenica\, ore 10-17.00\nIngresso libero
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DESCRIPTION:Mercoledì 27.11.2019\, alle ore 16.00\, presso la Sala Selva in via Rossini 4\, Claudia Colecchia\, curatrice della mostra Vedute e visioni di Porto Vecchio negli scatti della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte e dintorni\, condurrà una visita guidata impreziosita da un reading curato da Luisa Cividin su alcune immagini e documenti del Porto Vecchio.Albumine\, gelatine ai sali d’argento\, carte de visite\, stereoscopiche\, cartoline\, album sino alle più recenti fotografie digitali d’autore per arrivare a quelle postate nel social network Instagram\, testimoniano non solo le diverse sensibilità al servizio della rappresentazione del “luogo”\, ma anche la varietà delle tecniche fotografiche utilizzate.\nIl racconto iconografico è composto dagli scatti di Giuseppe Wulz\, Anna Scrinzi\, Giuseppe Malovich\, Adriano Cadel\, Adriano de Rota\, Ugo Borsatti\, Giornalfoto\, Gabriele Basilico che definisce i porti luoghi di strana bellezza\, frammento di storia\, da Marino Ierman\, Eugenio Novajra e Graziano Perotti. \nLa visita guidata gratuita della mostra\, inaugurata nell’ambito del Festival Trieste Photo Days\, rientra nell’ambito delle iniziative del progetto Rotte Globali\, coordinato dall’Istituto Saranz. \nE’ obbligatoria la prenotazione scrivendo a rotteglobali@gmail.com oppure telefonando al 040/415141 dal lunedì al giovedì\, dalle 9 alle 12.
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DESCRIPTION:Mercoledì 6 novembre\, alle ore 16\, presso la Sala Selva di Palazzo Gopcevich in via Rossini 4\, Claudia Colecchia\, curatrice della mostra “Vedute e visioni di Porto Vecchio negli scatti della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte e dintorni”\, condurrà una visita guidata. \nCalendario delle visite guidate gratuite senza prenotazione: mercoledì 20 novembre ore 16.00; mercoledì 11 dicembre ore 16.00; mercoledì 18 dicembre ore 16.00;\nDurata della visita: 60 minuti circa\nAltri appuntamenti disponibili su prenotazione (cmsafototeca@comune.trieste.it)
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DESCRIPTION:Prorogata fino al 2 Febbraio\nIl Servizio Musei e Biblioteche del Comune di Trieste\, in collaborazione con l’Associazione dotART\, per il secondo anno consecutivo\, propone una serie di esposizioni/occasioni volte a indagare l’interazione tra la fotografia contemporanea e i luoghi museali. \nNell’ambito del sesto Trieste Photo Days – Festival di Fotografia Urbana\, il rapporto tra i due soggetti si è ulteriormente consolidato\, proponendo delle esposizioni in cui la fotografia storica della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte dialoga con quella contemporanea\, vagliata dall’art director del Festival Angelo Cucchetto e dal presidente dell’Associazione dotART\, Stefano Ambroset. \nNella mostra “Vedute e visioni di Porto Vecchio negli scatti della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte e dintorni”\, che si inaugurerà giovedì 24 ottobre alle ore 17  alla presenza dell’Assessore Giorgio Rossi\, presso la Sala Selva di Palazzo Gopcevich a Trieste\, viene proposto un excursus\, curato da Claudia Colecchia\, responsabile della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte\, in cui la fotografia storica si confronta con le fotografie contemporanee dei professionisti Eugenio Novajra e Graziano Perotti e con quelle di Marino Ierman\, fotografo dell’Archivio. Tutte insieme offrono un accattivante puzzle della stratificazione storica di una porzione grandemente significativa della città\, il Porto per l’appunto. Gli sguardi dei fotografi spaziano in libertà dalle vedute a singoli elementi\, abbandonati o vitali\, proponendo molteplici e inediti punti di osservazione e lettura. \nLa mostra\, a ingresso libero\, sarà visitabile dal martedì alla domenica\, dalle 10 alle 17\, fino al 6 gennaio.
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SUMMARY:Il Cinema in posa
DESCRIPTION:Negli scatti della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte di Trieste\nLa mostra\, ideata e realizzata dai Civici Musei di Storia ed Arte\, con la direzione di Laura Carlini Fanfogna\, direttore del Servizio Musei e Biblioteche\, a cura di Claudia Colecchia\, responsabile della Fototeca e delle Biblioteche dei Civici Musei di Storia ed Arte\, propone un percorso narrativo per vedere il cinema a Trieste\, e non solo\, dal secondo dopoguerra alla prima metà degli anni Sessanta.\nUna ricognizione sistematica dei fondi custoditi in Fototeca di Adriano de Rota e Ugo Borsatti\, di proprietà della Fondazione CRTrieste e qui depositati\, di Giornalfoto e dell’Archivio Comunale\, incrociata con lo studio di altre fonti documentali e bibliografiche coeve\, consente di raccontare il mondo del cinema. I fotografi documentano con continuità la frequentazione dei triestini\, rendendo omaggio\, attraverso la memoria visiva\, a quella moltitudine di luoghi che oggi non esiste più come il cinema Fenice\, l’Excelsior o l’Alabarda perché trasformati in garage\, supermercati\, palestre o negozi. \n\nMercoledì 4 settembre\, alle ore 16.00\, nella sala Selva di palazzo Gopcevich\, in via Rossini 4 a Trieste\, sarà effettuata una visita guidata gratuita della mostra fotografica “Il Cinema in posa negli scatti della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte”.\nLa curatrice\, Claudia Colecchia\, accompagnerà i visitatori illustrando il percorso espositivo costituito da immagini degli anni Cinquanta e dei primi anni Sessanta che propone una selezione dei film\, degli attori\, dei registi e delle sale ospitanti\, nonché dei consumatori\, come documentati in Fototeca: itinerario indotto dai fotografi\, veri protagonisti del percorso visivo e insostituibili compagni di viaggio che catturano\, curiosi\, le emozioni\, i volti\, i cappellini\, gli abiti del pubblico al cinema. I ruminatori di lupini come li chiama Tino Ranieri\, poi ruminatori di popcorn.\nLa matrice linguistica di Adriano de Rota\, Ugo Borsatti e dell’agenzia Giornalfoto risente dell’esperienza del cinema neorealista\, raccontando senza orpelli e artifizi un mondo fatto di sale numerose e sempre affollate.\nLa passeggiata fotografica restituisce nomi\, contesti\, avvenimenti ai personaggi ritratti come i triestini Fulvia Franco\, Federica Ranchi\, Mario Valdemarin\, Elio Ardan o ai set come quello di Senilità con Claudia Cardinale\, della La Grande Guerra a Venzone\, con le foto di Vittorio Gassman (di cui\, il primo settembre\, ricorreva l’anniversario dalla nascita avvenuta a Genova nel 1922)\, Silvana Mangano e Mario Monicelli o ai volti noti che arrivano a Trieste per motivi diversi come Federico Fellini alla ricerca di una bellezza fastosa e opulenta che non trova\, Carla Gravina in vacanza con la contessa Marta Marzotto all’Hotel Jolly\, Vittorio De Sica che qui scopre Giorgio Listuzzi\, il protagonista del film Il Tetto. \nAperta liberamente al pubblico tutti giorni da martedì a domenica (chiuso il lunedì) fino al 13 ottobre\, con orario 10.00-17.00\, si propongono visite guidate gratuite (sempre con inizio alle ore 16.00): \nCalendario visite guidate gratuite \nmercoledì 4 settembre\, ore 16 \nmercoledì 18 settembre\, ore 16 \nmercoledì 2 ottobre\, ore 16 \nmercoledì 9 ottobre\, ore 16 \nsabato 12 ottobre\, ore 16 \nAltri appuntamenti disponibili su prenotazione (cmsafototeca@comune.trieste.it)
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SUMMARY:Camillo Castiglioni e il mito della BMW
DESCRIPTION:A Palazzo Gopcevich\, museo della città\, il Sindaco di Trieste e il Presidente della Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia è stata inaugrata sabato 29 giugno alle 12 la mostra dedicata a “Camillo Castiglioni e il mito della BMW”\, realizzata dalla Fondazione Franco Bardelli in collaborazione con il Comune di Trieste\, curata da Mauro Martinenzi e Susanna Ognibene e visitabile fino al 21 luglio 2019.\nCamillo Castiglioni\, nato a Trieste il 22 ottobre 1879\, è stato un grande esponente della finanza europea dagli anni ’20 del Novecento e anche l’uomo che ha rilanciato l’azienda BMW dal 1918. Figura poco nota ma di grandissimo livello nella storia dell’Automotive di ogni tempo.\n\nAll’inauguazione della mostra sono stati presenti anche i vertici di BMW Classic nella figura di Fred Jacobs e per il BMW Group l’Hauptabteilungleiter Ulrich Knieps che presenteranno alla mostra la prima motocicletta costruita dal gruppo\, la R32 e\, in anteprima assoluta fuori dai musei BMW\, il primo motore Klein Boxer M2B15\, che è il primo boxer tedesco montato per lo sviluppo del motore della R32\, già nel 1921\, sulla Victoria per volontà di Camillo Castiglioni. \n\nLa mostra è strutturata con andamento cronologico attraverso un ampio apparato fotografico\, corredato da spiegazioni e approfondimenti tematici. Sono esposti documenti di archivio\, fotografie\, giornali d’epoca\, oggetti\, moto d’epoca\, con materiale proveniente da diversi archivi pubblici e privati.
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SUMMARY:Fotomorfosi
DESCRIPTION:Si inaugurerà martedì 30 aprile\, alle ore 18\, alla Sala “Attilio Selva” di Palazzo Gopcevic (in via Rossini 4\, sul Canal Grande di Trieste\, dove sarà aperta al pubblico dal 1 al 26 maggio\, da martedì a domenica\, con orario 10 – 17 e ingresso libero)\, la mostra “Fotomorfosi” del fotografo fiumano Rino Gropuzzo\, realizzata dal Comune di Trieste-Assessorato alla Cultura–Servizio Musei e Biblioteche grazie alla collaborazione e al contributo della Comunità Croata di Trieste-Hrvatska Zajednica u Trstu.\n“L’amore è il generatore della vita. Nella quotidianità qualche volta c’è. Il più delle volte non c’è. Di solito accade quando meno te lo aspetti. Nei segni di tenerezza tra madre e figlio\, nelle gesta inebriate di due innamorati. Tutti pensano all’amore (se pensano)\, parlano (se parlano)\, sentono (se sentono) o dimostrano (se dimostrano). Io invece vedo l’amore attraverso l’obiettivo della macchina fotografica…”. Il messaggio di Gropuzzo arriva forte e chiaro\, basta sfogliare il suo più recente catalogo che accompagna la mostra.\n\nPerché Gropuzzo’ “Rino Gropuzzo – risponde Gian Carlo Damir Murkovic\, Presidente della Comunità Croata di Trieste – è un artista poliedrico\, senza barriere mentali e geografiche\, pronto a gustare con i suoi scatti il mondo circostante in tutte le sue forme. E lo fa da fotografo affermato al quale nulla sfugge\, ma mantenendo sempre quel tratto umano e generoso\, senza precluderci nulla. La mostra che la Comunità Croata propone al pubblico di Trieste e ai suoi ospiti\, ha proprio questo intento: presentare un artista affermato attraverso un percorso pensato ed elaborato che vuole spingere il visitatore a lasciarsi coinvolgere e a non rimanere indifferente. Il titolo stesso ‘Fotomorfosi’ rappresenta uno sprone a cambiare\, a plasmare il nostro approccio\, per guardare l’opera con occhi diversi”.\n\nMa non soltanto. Gropuzzo fa parte di quella generazione di artisti che sono riusciti a “rimanere con i piedi ben piantati nella realtà locale ma con gli occhi rivolti al mondo”\, per citare il critico d’arte Sergio Molesi. Da Fiume è partito per Parigi e per Milano\, entrando in contatto con ambienti artistici che hanno dato vigore alla sua aspirazione\, al suo naturale talento\, fino a portarlo sulle copertine delle riviste di moda\, nelle sale d’esposizione\, nel novero dei grandi autori. Nel suo intento il ritorno a Fiume\, dove vive e dove nasce anche la serie di immagini che compongono la mostra triestina. \n\nL’Autore\, “classe” 1955 e parte del gruppo nazionale italiano di Fiume\, è l’emblema della multiculturalità della città quarnerina\, ma non soltanto. Fiume è anche un luogo d’arte in cui la fotografia ha un ruolo importante e forse unico per i suoi esordi. Ricordiamo che qui vennero realizzati da Salcher nel 1886\, per la prima volta nella storia\, gli scatti di un proiettile in movimento: arte e tecnologia\, la bellezza e l’ingegno che ritroviamo anche nelle ispirazioni di Gropuzzo\, che sceglie ambientazioni particolari in cui esprimersi col suo obiettivo.\n\nDopo i suoi tanti anni di lavoro assiduo e proficuo\, di intensa attività espositiva di grande rinomanza\, il progetto che ora vede la luce a Trieste è una retrospettiva dell’opera di Rino Gropuzzo. Ciò che s’intende esaltare è l’approccio “multistrutturale dell’Autore e il suo talento fotografico” avvertono gli organizzatori\, per cui “si è deciso di suddividere questa mostra retrospettiva in capitoli tematici e cicli che fanno parte della sua opera”. I più significativi sono: la bellezza canonizzata nel motivo del nudo femminile\, il ritratto e la rappresentazione articolata in figure fotografate in studio\, nell’ambiente architettonico (archeologia industriale) e nella natura; cicli narrativi; la figurazione geometrizzante; paesaggi e figurazione organica dei dettagli; la fotografia di moda.\n\nLe opere esposte alla mostra (nate negli ultimi quattro decenni della sua carriera artistica) sono dei testimoni sia dei cambiamenti tettonici avvenuti in quest’arco di tempo nel mondo della fotografia di moda o pubblicitaria\, sia dello sviluppo tecnologico dello stesso mezzo artistico.\n\nDal catalogo “Fotomorfosi”:\n\n“…È molto importante sottolineare che l’espressività delle sue opere è stata determinata dai principi specifici utilizzati proprio nell’ambito della moda e della pubblicità\, di cui si occupa sin dagli inizi della sua carriera di fotografo professionista. Ciò ha inevitabilmente contribuito\, naturalmente\, alla sua padronanza delle tecnologie\, alla precisione e accuratezza che dimostra nel suo lavoro e all’applicazione dell’imperativo estetico; tutte quante caratteristiche fondamentali nei menzionati campi della fotografia applicata. Bisogna anche mettere in rilievo un fatto teorico molto interessante che si riscontra nel processo della sua attività artistico-espositiva: una buona parte delle opere di Gropuzzo sono delle immagini decontestualizzate (rispetto alla loro funzione originale) che attraverso il processo di ri(nominazione) ottengono nuovi significati della prassi artistica istituzionalizzata. Così le opere nate nell’ambito della fotografia applicata\, oppure sperimentazioni e annotazioni fotografiche private dell’autore\, diventano oggetti (più) nuovi\, apprezzabili e valutabili a livello estetico-artistico”.
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SUMMARY:Teatri di guerra\, teatri di pace. Figure e memorie Trieste 1918/1919
DESCRIPTION:La mostra\, ideata e realizzata dai Civici Musei di Storia ed Arte\, con la direzione di Laura Carlini Fanfogna\, direttrice del Servizio Musei e Biblioteche\, a cura di Stefano Bianchi\, Claudia Colecchia\, Antonella Cosenzi\, Lorenza Resciniti\, con la collaborazione di Michela Messina\, Gabriella Norio e Cristina Zacchigna ricorda l’ingresso di Trieste in Italia\, attingendo alle ricche collezioni delle sue istituzioni culturali: la Biblioteca e la Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte\, il Civico Museo di Storia Patria\, il Civico Museo del Risorgimento\, il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”\, il Civico Museo Sartorio\, il Civico Museo d’Arte Orientale\, la Biblioteca Civica “Attilio Hortis”.La mostra consolida il comune intento di valorizzare e far conoscere il patrimonio posseduto\, attraverso l’esposizione di manifesti\, fotografie\, disegni\, documenti\, testi letterari\, giornali\, opere d’arte. Manufatti che consentono di narrare la città\, i suoi teatri\, le donne e gli uomini nel periodo che immediatamente precede e segue la fine della Prima guerra mondiale.\nUna selezione delle testimonianze fotografiche originali realizzate da Arnaldo Polacco\, dai Fratelli Avanzo\, da Giuseppe Furlani\, da Umberto Morterra documentano il clima di quei giorni. L’occhio fotografico irrompe sulla scena\, certifica e pubblicizza il fluire della Storia. I fotografi selezionano istanti con palese intento narrativo che evoca rappresentazioni teatrali. Gli stessi selezionano i positivi da donare al Comune: oggi\, a loro volta\, oggetto di discernimento\, finalizzato alla mostra allestita a distanza di un secolo. [vai alla mostra]
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SUMMARY:Aspettando la Barcolana
DESCRIPTION:È allestita nel segno di una consolidata collaborazione tra la Fototeca dei Civici Musei e il Circolo Fotografico Triestino la mostra fotografica collettiva «Aspettando la Barcolana» che si inaugura mercoledì 19 settembre\, alle ore 18.00\, nella Sala Attilio Selva di Palazzo Gopcevich in Via Rossini 4.In mostra quasi duecento scatti di Antonio Calonico\, Alida Cartagine\, Marco Cartagine\, Paolo Cartagine\, Lucia Crepaldi\, Vittorio Maria D’Angelo\, Emanuela Dossi\, Paolo Drioli\, Luciano Dubs\, Giovanni Lo Greco\, Riccardo Macuglia\, Olga Micol\, Paolo Nigido\, Elio Ravalico\, Rina Rossetto\, Arianna Simcic\, Mauro Varagnolo\, Emanuele Vespa\, unitamente a immagini dell’archivio CFT.\nLe immagini\, per lo più inedite\, afferiscono alla tipologia fotografica di documentazione.\nIn tal senso gli autori hanno appositamente ricercato\, prima dello scatto\, gli elementi caratterizzanti delle scene da riprendere\, con il duplice scopo di far convergere l’attenzione dell’osservatore su elementi imprescindibili e\, togliendo il superfluo\, di non diluire il messaggio veicolato.\nLa selezione e la collocazione espositiva delle foto a Palazzo Gopcevich segue criteri di sintesi\, congruenza e coerenza in modo da facilitare la leggibilità delle singole immagini\, e da consentire l’individuazione delle reciproche interrelazioni. \nLa mostra sarà visitabile fino a domenica 30 settembre tutti i giorni ad eccezione del lunedì\, con orario 10-18\, a ingresso libero.
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SUMMARY:Il Secolo Italiano. 1918-2018: com’è cambiata la città a cent’anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale
DESCRIPTION:Mercoledì 12 settembre\, alle ore 17.00\, ultima visita guidata per la mostra “Il Secolo Italiano. 1918-2018: com’è cambiata la città a cent’anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale“. Allestita nella sala Attilio Selva di Palazzo Gopcevich\, la mostra ripercorre i principali cambiamenti della città attraverso cinquanta immagini e costituisce uno degli ultimi eventi di commemorazione del centenario della Grande Guerra\, che si avvia quest’anno alla sua conclusione (1918-2018). Espone materiale proveniente da archivi pubblici e privati sulle opere che l’Italia ha realizzato a Trieste dal 1918 ai giorni nostri.\nLa mostra rimarrà visitabile fino al 16 settembre 2018 con orario dalle 10 alle 18.\nL’ingresso è gratuito.
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SUMMARY:Il secolo italiano. 1918-2018: com'è cambiata la città a cent'anni dalla fine della prima guerra mondiale
DESCRIPTION:Prorogata fino a domenica 16 settembre\nRealizzata nell’ambito degli eventi e delle iniziative collegate al Centenario della Grande Guerra – che prevede manifestazioni connesse con la storia e la cultura del territorio\, attuate anche sviluppando relazioni con reti e sistemi museali\, istituti\, associazioni e altri soggetti privati – la mostra su “Il secolo italiano” esporrà materiale fotografico proveniente da archivi pubblici e privati sulle opere che l’Italia ha realizzato a Trieste dal 1918 ai giorni nostri.
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SUMMARY:Oltre il 90°
DESCRIPTION:La Triestina e Trieste nello sguardo dei fotografi della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed ArteProrogata fino al 15 luglio.\nProseguono anche le visite guidate gratuite\, ogni mercoledì alle ore 17.00. \nLa mostra\, ideata e realizzata dai Civici Musei di Storia ed Arte\, con la direzione di Laura Carlini Fanfogna\, direttore del Servizio Musei e Biblioteche\, a cura di Claudia Colecchia\, responsabile della Fototeca e delle Biblioteche dei Civici Musei di Storia ed Arte\, nell’approssimarsi del centenario dalla nascita della squadra di calcio cittadina\, propone un percorso narrativo\, costituito da immagini degli anni Cinquanta e Sessanta di Trieste e della sua squadra\, come fissate dagli obiettivi dei fotografi dell’epoca. L’affermazione in serie A dell’Unione Sportiva Triestina\, nel dopoguerra\, coincide con il consolidamento economico e politico della città che\, progressivamente\, si risolleva tra slanci e contraddizioni\, conquiste e conflitti. L’andamento ascendente e discendente della squadra è\, per certi versi\, speculare a quello della vita dei cittadini triestini. \nL’indagine fotografica è congiuntamente testimone degli eventi sportivi e di quelli di cronaca\, delle trasformazioni economico-sociali e delle abitudini. La rappresentazione fotografica proposta consente di tratteggiare una storia della città e delle sue mutazioni\, sotto molteplici profili: architettonici\, sociologici\, antropologici\, di cui lo sport è parte integrante. \nIntrecciata alla narrazione della quotidianità cittadina\, i fotografi ci restituiscono flash dell’epopea sportiva di quegli anni: il racconto iconografico dei giorni della settimana\, che cattura i momenti pubblici\, il mondo del lavoro\, la vita famigliare\, il tempo libero\, ricomprende anche il tifo alabardato\, evento domenicale per eccellenza. Repertorio antropologico di scatti al maschile\, ma in cui timidamente si affaccia anche la rappresentanza femminile. Tutti\, a vario titolo\, sono protagonisti: giocatori\, pubblico\, tifosi e costume. \nLa straordinaria ricchezza delle immagini presenti nella Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte consente di disporre di testimonianze provenienti da archivi diversi\, tra cui: Ugo Borsatti\, Adriano de Rota\, con cui collabora Fulvio Bronzi\, Silvio Vuga e Marcello Bari\, che fonderanno Attualfoto\, l’agenzia Giornalfoto\, dove lavora anche Vinicio Vallon\, che proseguirà l’attività per conto proprio\, fondando FotoViva (il cui archivio è anch’esso conservato in Fototeca)\, Gianni Anzalone\, Mario Magajna\, Alfonso Mottola\, lo Studio Pozzar. \nDal diario iconografico emerge una rappresentazione fortemente caratterizzata da fede\, dedizione\, gioia\, sofferenza\, passione\, suscitati dalla “Squadra paesana”: la simbiosi della città con la propria squadra\, efficacemente espressa nel nome “Unione”\, capace di far dimenticare per 90 minuti\, la quotidianità.
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SUMMARY:Trieste\, un racconto per immagini
DESCRIPTION:Realizzata dal Circolo Fotografico Triestino\, presieduto da Alida Cartagine\, in coorganizzazione con il Comune di Trieste.\n“La Mostra – spiega Alida Cartagine – racconta con immagini in bianco e nero alcuni aspetti significativi della vita a Trieste dal secondo dopo guerra ai giorni nostri.\nÈ un omaggio dei fotoamatori del Circolo Fotografico Triestino alla città ed è dedicata ai fatti di ogni giorno\, a momenti apparentemente banali (non alla cronaca su cui operano i professionisti) che però\, con lo scorrere del tempo\, si trasformano in storia\, forse con la “s” minuscola\, ma non per questo meno rappresentativa di una realtà in evoluzione e comunque degna di essere ricordata.\n	Immagini preziose\, a cui si aggiunge qualche evento consolidato\, di grande richiamo e sempre attraente\, come la Barcolana.\n	Per regalare agli altri occasioni di incontro\, per far riemergere dalla stanza dei ricordi situazioni lontane\, persone anche sconosciute che sono transitate sul nostro sentiero e personaggi pubblici importanti. Attimi di vita colti e impreziositi dal desiderio di ricerca degli Autori\, istanti unici che si ripropongono a noi con tutta l’energia di ieri. Per camminare nuovamente assieme nell’esperienza del vissuto\, per imparare e migliorare il presente ed il futuro”. \nEspongono: Paolo Bullo\, Vittorio Buzzi\, Anna Calonico\, Antonio Calonico\, Claudio Caramia\, Alida Cartagine\, Marco Cartagine\, Paolo Cartagine\, Rocco Colavito\, Ermanno Comar\, Oscar Costantini\, Lucia Crepaldi\, Carmen Crepaz\, Ferruccio Crovatto\, Vittorio Maria D’Angelo\, Emanuela Dossi\, Paolo Drioli\, Luciano Dubs\, Marina Fonda\, Nino Gaudenzi\, Estella Levi\, Giovanni Lo Greco\, Riccardo Macuglia\, Giulia Manca\, Emma Manestovich\, Stefano Marsi\, Sergio Marsi\, Olga Micol\, Giulio Milion\, Moreno Moro\, Paolo Nigido\, Ernesto Petronio\, Laura Plossi\, Elio Ravalico\, Alessandro Rosani\, Rina Rossetto\, Nevio Saule\, Andreea Sava\, Arianna Simcic\, Fabiana Stranich\, Tullio Stravisi\, Roberta Toso\, Mauro Varagnolo\, Stefania Varagnolo\, Francesca Vernier\, Umberto Vittori e Massimiliano Waiglein.
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SUMMARY:Trieste in bianco e nero nelle fotografie di Adriano de Rota
DESCRIPTION:Mercoledì 30 agosto\, dalle ore 17.00 alle ore 18.00\, nella Sala Selva di Palazzo Gopcevich\, sarà effettuata una visita guidata gratuita della mostra “Trieste in bianco e nero nelle fotografie di Adriano de Rota”. Claudia Colecchia che\, con Stefano Bianchi\, ha curato l’esposizione\, condurrà la visita. Sapiente regista di scena\, Adriano de Rota\, restituisce il racconto della città\, lo sport e il tempo libero nelle sue varie declinazioni con irrefrenabile passione e curiosa partecipazione.\nL’esposizione propone una selezione degli scatti\, alcuni noti\, altri inediti\, degli anni 50 e 60 tratti dal ricchissimo archivio fotografico conservato dalla Fototeca comunale e dal Museo teatrale Carlo Schmidl.\nNell’ultima settimana di apertura della mostra\, i visitatori riceveranno in omaggio una riproduzione dello scatto dei Bagni a Barcola\, immortalato dal fotografo.
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SUMMARY:Trieste in bianco e nero nelle fotografie di Adriano de Rota
DESCRIPTION:La mostra\, ideata e realizzata dai Civici Musei di Storia ed Arte\, con la direzione di Laura Carlini Fanfogna\, direttrice del Servizio Musei e Biblioteche\, a cura di Claudia Colecchia\, responsabile della Fototeca e delle Biblioteche dei Civici Musei di Storia ed Arte\, e di Stefano Bianchi\, conservatore del Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”\, propone\, nell’occasione del centenario dalla nascita di Adriano de Rota\, una retrospettiva dell’opera del fotografo\, con focus sugli anni Cinquanta e Sessanta\, presso la Sala Selva di Palazzo Gopcevich.\nIl patrimonio\, in parte di proprietà della Fondazione della Cassa di Risparmio di Trieste\, narra di luoghi\, volti\, eventi\, momenti pubblici e privati della Trieste nel periodo 1946-1991. Gran parte dei beni fotografici sono descritti nel Catalogo integrato dei beni culturali del Comune di Trieste e consultabili all’indirizzo: biblioteche.comune.trieste.it. Una selezione del materiale è già stata digitalizzata. \norari: da martedì a domenica\, 10-18\, lunedì chiuso. \nCalendario visite guidate gratuite\nmercoledì 26 luglio\, ore 17 \nmercoledì 2 agosto\, ore 17 \nmercoledì 9 agosto\, ore 17 \nmercoledì 23 agosto\, ore 17 \nlunedì 28 agosto\, ore 17 \nmercoledì 30 agosto\, ore 17 \ndomenica 3 settembre\, ore 17
URL:https://triestecultura.it/evento/trieste-in-bianco-e-nero-nelle-fotografie-di-adriano-de-rota/
LOCATION:Sala Attilio Selva\, Via Rossini Gioacchino\, Trieste\, Trieste\, Italy
CATEGORIES:Mostra
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