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SUMMARY:Omaggio a Ugo Borsatti (1927-2025). L’immagine come testimonianza
DESCRIPTION:Convegno a un anno dalla scomparsa del fotografo triestino\nA un anno dalla scomparsa di Ugo Borsatti (18 gennaio 1927 – 21 marzo 2025)\, fotografo che ha raccontato Trieste e il suo territorio attraverso migliaia di immagini\, i Civici Musei di Storia ed Arte\, nell’ambito delle attività collaterali della mostra “La Fototeca in piazza. Scatti di storia e storie”\, promuovono un incontro di studio e testimonianza dedic \nIl convegno\, in programma venerdì 20 marzo 2026 alle ore 15.00 nella Sala Bazlen di Palazzo Gopcevich\, intende riflettere sul valore della fotografia come documento storico\, strumento di ricerca e racconto della città. \nAttraverso i contributi di archivisti\, studiosi\, cineoperatori\, fotografi e giornalisti\, l’incontro offrirà un’occasione per approfondire l’opera di Borsatti e il ruolo della fotografia nella costruzione della memoria collettiva\, mettendo in luce il rapporto tra archivio\, testimonianza visiva e narrazione storica. \nDalla tutela degli archivi fotografici alla trasformazione delle tecniche e dei linguaggi della fotografia\, fino ai ricordi personali di chi ha conosciuto e collaborato con lui\, il convegno propone uno sguardo articolato su uno dei più importanti testimoni visivi della storia contemporanea di Trieste. \nL’incontro sarà moderato dal giornalista Pietro Spirito. \nDopo i saluti istituzionali di Giorgio Rossi\, Assessore alle Politiche della Cultura e del Turismo del Comune di Trieste\, Luca Caburlotto\, Soprintendente archivistico del Friuli Venezia Giulia\, e Paolo Santangelo\, Segretario generale della Fondazione CRTrieste\, interverranno: \n\nFrancesca Frugoni\, funzionaria archivista di Stato\, con un intervento dedicato alla tutela degli archivi privati e all’archivio di Ugo Borsatti\nClaudia Colecchia\, responsabile della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte\, sugli archivi di Borsatti conservati in Comune\nFabio Parenzan\, fotografo dello studio Visual Art e allievo di Borsatti\, che porterà una testimonianza sul passaggio dalla pellicola al digitale nella fotografia professionale\nBorder Studio\, società di produzione cinematografica\, con una riflessione sull’approccio alla fotografia e l’evoluzione del linguaggio documentaristico\nClaudio Ernè\, giornalista e fotografo\, sul rapporto tra fotografia e giornalismo nello sguardo di Borsatti\nRoberto Spazzali\, storico\, docente e pubblicista\, sul valore della fotografia come strumento di ricerca e testimonianza\nIl nipote Carlo Minisini\, con un ricordo personale del fotografo.\n\nIl convegno si propone come un momento di confronto e di memoria\, per restituire la complessità dello sguardo di Ugo Borsatti e il valore del suo lavoro come patrimonio documentario e culturale della città. \nIngresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili. \nLa mostra “La Fototeca in piazza. Scatti di storia e storie” rimarrà aperta fino al 6 aprile 2026\, con i seguenti orari: a mercoledì a domenica\, dalle 10.00 alle 17.00; lunedì e martedì chiuso. Ingresso libero. \nPer l’occasione\, l’orario di apertura sarà prolungato sino alle ore 18.30.
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SUMMARY:Il teatro giapponese a Trieste
DESCRIPTION:Si intitola “Il teatro giapponese a Trieste” la conversazione di Carmen Covito e Giovanna Coen in calendario lunedì 16 marzo 2026\, alle ore 17.30\, alla Sala Bazlen di Palazzo Gopcevich (Via Rossini 4)\, per il cartellone dei “Lunedì dello Schmidl”\, il ciclo di incontri e approfondimenti a cura di Stefano Bianchi che il Museo Teatrale da vent’anni offre al pubblico dei cultori della musica e del teatro. \nIl rapporto tra Trieste e il teatro giapponese ha una storia di presenze e di occasioni mancate. Dopo un tentativo fallito di portare a Trieste la famosa compagnia di Kawakami Sadayakko\, il primo incontro del teatro giapponese con la città si ebbe nel 1910 con la visita dell’attrice Hanako. Ma sarà la compagnia di Tsutsui Tokujirō che nel 1931 porterà al teatro Verdi di Trieste le prime rappresentazioni di teatro professionale\, un kabuki in versione adattata e semplificata. A seguire\, nel 1938\, ancora un altro tentativo fallito per un problema organizzativo della compagnia Takarazuka. \nI giornali dell’epoca restituiscono comunque una chiara immagine del progressivo mutamento della percezione con cui la critica e il pubblico hanno accolto il teatro giapponese: da impressioni basate sull’aspetto “esotico”\, a un giudizio attento e interessato\, grazie a una maggiore comprensione del valore artistico delle opere portate in scena. \nScrittrice e traduttrice\, Carmen Covito si occupa di cultura giapponese come studiosa indipendente\, con un focus particolare sul teatro. Tra il 1981 e il 1985 ha partecipato all’organizzazione della tournée in Italia del kabuki di Ichikawa Ennosuke III. In seguito\, ha contribuito ad organizzare eventi e mostre su vari aspetti della tradizione giapponese\, tra cui la calligrafia\, tenendo conferenze e curando cataloghi. Dal 2011 dirige la rivista di studi online “AsiaTeatro”. Nel 1993 ha vinto il premio Bancarella con il romanzo “La bruttina stagionata”\, tradotto in molte lingue\, portato in teatro da Franca Valeri e trasposto anche in un film. Pubblica in seguito altri romanzi e\, recentemente\, il saggio storico “Sadayakko\, la Duse del Giappone” (CLUEB 2023). \nGiovanna Coen è una ricercatrice indipendente specializzata nella storia e nella cultura tradizionale giapponese\, approfondita attraverso ricerche dirette e numerosi viaggi in Giappone. Organizza cicli di conferenze a Trieste su vari aspetti della cultura nipponica Ha collaborato con importanti Istituzioni\, tra le quali figurano l’Università Statale di Milano e il Museo d’Arte Orientale di Trieste\, e collabora da anni con il Far East Film Festival. Autrice di pièce teatrali e letture sceniche\, ha promosso spettacoli musicali e artistici sia a Gorizia che a Trieste\, contribuendo a diffondere la cultura giapponese in Friuli Venezia-Giulia. \nL’ingresso alla manifestazione è libero fino ad esaurimento di posti disponibili. \n 
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SUMMARY:Presentazione dell’Archivio fotografico di Marino Sterle
DESCRIPTION:Mercoledì 11 marzo alle ore 17\, presso la Sala Bazlen di Palazzo Gopcevich\, si terrà la presentazione dell’Archivio fotografico di Marino Sterle\, acquisito dalla Fondazione CRTrieste e depositato presso la Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte del Comune di Trieste. \nL’incontro fa parte degli eventi collaterali della mostra “La Fototeca in piazza. Scatti di Storia e Storie”\, attualmente esposta presso la Sala Selva di Palazzo Gopcevich\, ed è dedicato alla valorizzazione di un importante patrimonio fotografico triestino. \nL’archivio di Marino Sterle comprende circa 500.000 documenti fotografici\, tra materiali analogici e digitali\, e documenta oltre venticinque anni di vita triestina: trasformazioni urbane\, cronaca cittadina\, attività del porto\, eventi istituzionali\, paesaggi urbani\, ritratti e sperimentazioni fotografiche. Si tratta di una testimonianza visiva unica che restituisce le trasformazioni della città (e non solo) dagli anni Novanta a oggi\, colmando una significativa lacuna nella documentazione pubblica della memoria recente. \nIl fondo è attualmente oggetto di un articolato progetto di catalogazione e digitalizzazione. L’intervento prevede attività di ordinamento\, inventariazione\, ricondizionamento conservativo\, digitalizzazione e catalogazione con l’obiettivo di rendere progressivamente consultabile il patrimonio fotografico attraverso il catalogo dei beni culturali del Comune di Trieste. \nAd oggi è disponibile circa un terzo del materiale\, nell’ambito di un lavoro che ha visto impegnato il personale della Fototeca con il supporto di collaborazioni esterne. \nAlla presentazione interverranno il segretario generale della Fondazione CRTrieste\, Paolo Santangelo\, che illustrerà le ragioni dell’acquisizione del fondo e la responsabile della Fototeca\, Claudia Colecchia\, che presenterà il lavoro archivistico svolto e una riflessione sul ruolo della fotografia come fonte storica\, memoria urbana e testimonianza civile della città contemporanea. \nL’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili. \nIn occasione dell’incontro\, la mostra – che ripercorre le trasformazioni della piazza attraverso le testimonianze fotografiche conservate nella Fototeca\, anche attraverso le immagini di Marino Sterle – resterà eccezionalmente aperta fino alle ore 18.30. \nLa mostra rimarrà aperta fino al 6 aprile 2026 con i seguenti orari:\nda mercoledì a domenica\, dalle 10.00 alle 17.00\n(lunedì e martedì chiuso)\nIngresso libero \nInfo\nbibliotecacmsa.comunetrieste.it\ncmsafototeca@comune.trieste.it\ncmsabiblioteca@comune.trieste.it\ntel. 040/6754039
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SUMMARY:Divulgare il sapere: Elisabetta Caminer Turra (1751–1796) tra giornalismo\, scienza ed emancipazione femminile
DESCRIPTION:La veneziana Elisabetta Caminer Turra (1751–1796) fu una delle più importanti giornaliste dell’Italia illuminista. Attraverso i periodici da lei diretti contribuì in modo decisivo alla diffusione delle nuove idee scientifiche e filosofiche del Settecento\, rendendo accessibili al pubblico italiano i dibattiti europei più avanzati. Nei suoi giornali dedicò grande attenzione alla divulgazione scientifica e al ruolo dell’educazione come strumento di progresso civile. Particolarmente significativa fu la sua riflessione sull’istruzione delle donne\, di cui sottolineò costantemente il ruolo di soggetti attivi della società e della conoscenza. \nL’incontro – ad ingresso libero fino ad esaurimento dei posti – propone un approfondimento sul contributo di Caminer Turra alla circolazione del sapere scientifico e sul suo costante impegno per la valorizzazione delle donne nel mondo della cultura\, offrendo uno sguardo attuale su una figura chiave dell’Illuminismo italiano. A dialogare con Silvia Corelli sarà la responsabile del Museo petrarchesco piccolomineo Alessandra Sirugo. \nSilvia Corelli è laureata con lode in Lettere moderne all’Università Ca’ Foscari Venezia. Funzionario direttivo della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia\, è attualmente dottoranda in double degree presso l’Universität Klagenfurt (Romanistik) e l’Università Ca’ Foscari Venezia (Italianistica)\, con un progetto di ricerca dedicato alla produzione poetica inedita di Elisabetta Caminer Turra. Si occupa di letteratura italiana tra Sette e Novecento\, filologia dei testi e archivi d’autore\, con attenzione ai rapporti tra letteratura e arti figurative. Parallelamente all’attività accademica\, opera nella pubblica amministrazione come funzionario specialista in ambito culturale e turistico\, con una lunga esperienza nei settori museale e bibliotecario. Da anni è impegnata sui temi delle questioni di genere\, della parità e della valorizzazione della voce femminile nella storia e nella società. \nPer informazioni \n+39 040 675 8184\nmuseopetrarchesco@comune.trieste.it\nfb @museopetrarchesco
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SUMMARY:L’uomo come fine: la Società Olivetti nella fotografia di Gianni Berengo Gardin
DESCRIPTION:Nel calendario degli eventi collaterali alla mostra La Fototeca in piazza. Scatti di storia e storie\, in corso a Palazzo Gopcevich\, venerdì 6 marzo 2026 alle ore 17.00\, presso la Sala Bazlen\, si terrà la conferenza L’uomo come fine: la Società Olivetti nella fotografia di Gianni Berengo Gardin. \nInterverrà Margherita Naim\, collaboratrice scientifica del Kunsthistorisches Institut in Florenz – Max-Planck-Institut\, che approfondirà il rapporto tra Gianni Berengo Gardin — tra i più autorevoli fotografi italiani del Novecento — e la storica azienda Olivetti di Ivrea\, espressione concreta del pensiero visionario e progressista del suo fondatore Adriano Olivetti. \nNel 1964 Alberto Moravia pubblicava L’uomo come fine\, una raccolta di saggi pensati nell’ultimo ventennio. Ricorreva l’idea che la società contemporanea rappresentasse un universo di antiumanesimo in cui le arti si stavano trasformando in beni di consumo.
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SUMMARY:Il LLoyd Triestino e la rivoluzione del container
DESCRIPTION:Il volume IL LLOYD TRIESTINO E LA RIVOLUZIONE DEL CONTAINER\, a cura di Sergio Bologna e Claudio Orelli è il quarto titolo della collana del Museo del Mare di Trieste\, avviata nel 2023 in concomitanza con l’apertura della nuova sede nel Magazzino 26 di Porto Vecchio. La nuova pubblicazione\, che viene presentata il 5 marzo 2026\, segue la recente inaugurazione del riallestimento della sezione del Museo dedicata al Lloyd\, prima Austriaco poi Triestino\, ripercorrendone la storia dagli albori della navigazione a vapore fino all’avvento del container. \nIl volume è il risultato di una ricerca promossa da AIOM\, Agenzia Imprenditoriale Operatori Marittimi di Trieste\, dedicata proprio all’ingresso del Lloyd Triestino nel sistema della containerizzazione avvenuto all’inizio degli anni Settanta attraverso la pionieristica partecipazione ad alcuni consorzi. Tali raggruppamenti permisero alle compagnie di navigazione di unire le forze per affrontare il peso degli investimenti necessari per restare al passo con i tempi nel settore del trasporto merci\, mentre era già chiaro che le linee di trasporto passeggeri non avrebbero avuto futuro. La ricerca prende le mosse dalla partecipazione del Lloyd nel consorzio MAFECS di linee per l’Estremo Oriente\, una delle destinazioni tradizionali del Lloyd\, rotta che nella difficile congiuntura di quegli anni soffriva anche per la chiusura del Canale di Suez\, un tema tornato recentemente di attualità e che porta a riflettere sul ruolo e le evoluzioni future dei traffici marittimi. \nIl volume riflette inoltre sugli aspetti tecnologici nonché sulle trasformazioni che accompagnano e vengono prodotte dall’intermodalità sia nel mondo del lavoro che nella struttura urbana della città. \nA parlarne saranno alcuni degli addetti ai lavori che hanno vissuto in prima persona questa rivoluzione.
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SUMMARY:Storia e Storie di Palazzo Stratti
DESCRIPTION:Nel contesto degli eventi collaterali alla mostra “La Fototeca in piazza – Scatti di storia e storie” a Palazzo Gopcevich\, mercoledì 25 febbraio 2026\, alle ore 17\, presso la Sala Bazlen\, Roberta Spada\, Head of Corporate Heritage & Historical Archive di Generali\, proporrà un viaggio attraverso la storia di Palazzo Stratti\, storico edificio di proprietà Generali e parte integrante del paesaggio di piazza Unità d’Italia. \nL’incontro metterà in luce come Palazzo Stratti\, nel corso dei decenni\, sia stato un crocevia di attività e relazioni. Sede Generali dal 1866 al 1871 e del Circolo Generali\, ma anche casa per diverse associazioni che hanno animato la vita culturale cittadina\, il palazzo ha raccolto e custodito storie piccole e grandi\, professionali e quotidiane. Attraverso fotografie d’epoca\, documenti e testimonianze\, l’intervento offrirà uno sguardo su come questo edificio abbia accompagnato i cambiamenti di Trieste. \nLa presentazione sarà un’occasione per leggere la città da un punto di vista privilegiato: quello di un palazzo che osserva la piazza e i suoi mutamenti da oltre un secolo e mezzo\, e che continua ancora oggi a rappresentare un tassello fondamentale dell’identità urbana triestina. \nIn occasione dell’incontro\, la mostra – che ripercorre le trasformazioni della piazza attraverso le testimonianze fotografiche conservate nella Fototeca – resterà eccezionalmente aperta fino alle ore 18.30.\nL’ingresso è libero. \nInfo \ncmsafototeca@comune.trieste.it \ntel. 040/6754039
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SUMMARY:Ritratti e costumi: la moda di inizio ’900
DESCRIPTION:Martedì 24 febbraio alle ore 17\, nella Sala Bazlen di Palazzo Gopcevich\, la Casa del Cinema di Trieste propone l’incontro Ritratti e costumi: la moda di inizio ’900\, con Arianna Boria\, moderato da Sara Del Sal. L’appuntamento si inserisce nel calendario di eventi collaterali della mostra Volti di donna. Nella Trieste della Belle Époque\, ospitata al Magazzino 26. \nL’incontro prende le mosse dal saggio Ritratti e costumi\, scritto da Arianna Boria per il catalogo della mostra\, e propone una riflessione sul ruolo della fotografia come strumento privilegiato per leggere l’evoluzione della moda\, dei comportamenti e dell’identità femminile nella Trieste di inizio Novecento. Attraverso gli scatti anonimi che ritraggono la vita quotidiana della città\, emergono gesti\, abiti e posture che raccontano una società sospesa tra tradizione e modernità. \n“Ci immaginiamo così l’artista triestino\, di cui non conosciamo né nome né sesso\, che al nascere del Novecento percorre le strade del grande porto dell’Impero\, osserva gli avventori dei caffè\, gironzola tra le bancarelle dei mercati\, si mescola alla buona società dell’Ippodromo\, si ossigena sul mare e nel verde seguendo i passi e i gesti di signore e signori\, bambini e governanti\, venditrici e giovani donne affamate di libertà\, cristallizzandoli sulle lastre della sua macchina fotografica di legno – scrive la Boria nel suo saggio. Senza mai rubare uno scatto\, senza la sgradevolezza dell’appostamento che si imprime sulla pellicola insieme al soggetto\, ma regalandoci un repertorio di volti\, sorrisi\, ammiccamenti\, sguardi\, intese\, che si offre al suo obiettivo o se ne lascia catturare senza resistenza. Con lui sentiamo il fruscio delle sete\, avvertiamo il peso di un cappello\, infiliamo le dita nel tepore di un manicotto di pelliccia\, reggiamo la sigaretta tra le dita guantate\, ci stupiamo di un vitino da clessidra del tutto contro natura. Precursore del fashion street style\, anche il Nostro ci squaderna un piccolo\, circoscritto ma affascinante album di famiglia: la Trieste della Belle Époque in bilico tra due mondi\, legata ai modelli del passato e aperta al futuro\, indecisa tra costrizione e liberazione\, dove anche nei canoni del vestire si intravedono i primi segnali dello stravolgimento che dilagherà con la Grande Guerra.” \nL’intervento di Arianna Boria accompagna dunque il pubblico in questo viaggio tra ritratti e costumi\, offrendo uno sguardo attento e sensibile su una Trieste in bilico tra due mondi: ancora legata ai modelli del passato ma già aperta al futuro\, attraversata da tensioni tra costrizione e liberazione che si riflettono anche nei canoni dell’abbigliamento\, preludio ai profondi cambiamenti che seguiranno la Grande Guerra. \nLa mostra “Volti di donna. Nella Trieste della Belle Époque”\, visitabile fino al 15 marzo 2026 dal giovedì alla domenica dalle 10 alle 17 a ingresso libero\, riunisce 70 fotografie stampate su pannelli e 100 fotografie originali\, componendo un insieme di grande fascino che permette di riscoprire atmosfere\, gesti e volti di un’epoca in trasformazione. \nL’iniziativa è realizzata dalla Casa del Cinema di Trieste nell’ambito delle attività culturali ospitate al Magazzino 26 con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e delle Fondazioni Casali\, in collaborazione con Associazione Hubgrade\, I.R.C.I.\, Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia e Trart\, e in coorganizzazione con il Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo. \n  \nI prossimi appuntamenti di “Volti di donna. Nella Trieste della Belle Époque”: \nmercoledì 4 marzo\nSala Luttazzi – Magazzino 26\nore 17\nTrieste Belle Époque\nDonne in Musica\ndi e con Paolo Venier\, al pianoforte Bruno Jurcev \ndomenica 8 marzo\nSala Sbisà – Magazzino 26\nore 11\nIl ritratto di strada oggi\nDaniele Sandri e la sua minutera\nVerranno realizzati sul posto ritratti nella tradizionale fotografia analogica \ndomenica 15 marzo\nSala Sbisà – Magazzino 26\nore 11\nVisita guidata con il giornalista e curatore Claudio Ernè \nmartedì 17 marzo\nSala Bazlen – Palazzo Gopcevich\nVia Rossini\, 4\nore 17\nAlla ricerca degli archivi perduti:\nil mosaico straordinario della fotografia a Trieste\nCon Claudia Colecchia\, Claudio Ernè\, Massimiliano Muner
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SUMMARY:Presentazione del volume “Experience Trieste. Una città inventata”
DESCRIPTION:Nel contesto degli eventi collaterali alla mostra “La Fototeca in piazza – Scatti di storia e storie” a Palazzo Gopcevich\, mercoledì 18 febbraio 2026\, alle ore 17.00\, presso la Sala Bazlen\, sarà presentato il volume “Experience Trieste. Una città inventata”\, con testi di Claudia Cervo e Federica Luser. \nLe autrici dialogheranno con Claudia Colecchia\, responsabile della Fototeca e della Biblioteca dei Civici Musei di Storia ed Arte. \nA passeggio lungo le Rive o il Canal Grande\, nel parco del castello di Miramare o seduti a un caffè\, risuona la voce della storia dei luoghi: è quella di Trieste\, città magica adagiata sul golfo più a nord del mare Adriatico. \nTrieste si visita a piedi\, seguendo i propri tempi e lasciandosi guidare dall’intuizione. È una città da esplorare lentamente\, dai vicoli della Cittavecchia fino al colle di San Giusto\, per poi scendere verso la città nuova\, progettata dagli architetti di Maria Teresa\, Giuseppe II e Francesco I nella metà del XVIII secolo. Non è un caso che i principali quartieri conservino ancora i nomi dei sovrani che ne hanno plasmato il volto. \nFederica Luser racconta che\, come un flâneur che si muove con le mani in tasca\, con leggerezza apparente e occhi attenti ai dettagli\, ha voluto “annusare l’aria della mia città”. \nDa questa esperienza è nato un volume cross-mediale\, che unisce parole\, disegni e tecnologie: i testi illustrativi e i disegni di Patrizia Bigarella sono accompagnati da QR code per approfondimenti tramite immagini\, realtà virtuale e audio. In questo modo\, il lettore diventa visitatore e ascoltatore\, guidato passo passo alla scoperta dei luoghi\, dei dettagli nascosti e degli aneddoti che rendono Trieste unica. \nPer l’occasione\, sarà possibile acquistare il volume e prolungare così l’esperienza tra le strade e le storie di Trieste. \nLa mostra “La Fototeca in piazza” sarà straordinariamente aperta fino alle 18.30\, con ingresso libero.
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SUMMARY:Resistenza e memoria: Dietrich Bonhoeffer ieri e oggi
DESCRIPTION:L’evento è realizzato dal Comune di Trieste\, Museo della Risiera di San Sabba-Monumento Nazionale e dal Centro Studi Albert Schweitzer\, centro culturale delle chiese evangeliche avventista\, luterana\, metodista e valdese di Trieste.\nL’incontro è dedicato alla figura di Dietrich Bonhoeffer\, pastore e teologo luterano nato a Breslavia nel 1906\, fondatore della “chiesa confessante”\, la corrente antinazista della Chiesa Evangelica Tedesca. Condannato a morte per aver partecipato a un complotto allo scopo di eliminare Hitler\, Bonhoeffer fu impiccato nel campo di concentramento di Flossenbürg nel 1945\, meno di un mese prima della resa del Reich. È rimasto celebre non solo per il martirio\, ma anche per gli scritti dal carcere pubblicati con il titolo Resistenza e resa\, un vero e proprio testamento teologico e spirituale\, rilevante ancora oggi per il cristianesimo tutto e per il mondo laico.\nL’evento si tiene in occasione dei 120 anni dalla nascita di Bonhoeffer e a 178 anni dalla concessione delle libertà civili ai valdesi. \nIntervengono Fulvio Ferrario\, docente della Facoltà Valdese di Teologia di Roma\, e Jutta Sperber\, pastora della Comunità Luterana di Genova. Modera Eva Valvo\, presidente del Centro Studi Albert Schweitzer di Trieste. Introduce Anna Krekic\, conservatrice del Museo della Risiera di San Sabba – Monumento Nazionale.
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SUMMARY:Zlatorog
DESCRIPTION:È dedicato all’opera “Zlatorog” di Viktor Parma l’appuntamento di lunedì 2 febbraio 2026\, alle ore 17.30\, alla Sala Bazlen di Palazzo Gopcevich (Via Rossini 4)\, per il cartellone dei “Lunedì dello Schmidl”\, il ciclo di incontri e approfondimenti a cura di Stefano Bianchi che il Museo Teatrale da vent’anni offre al pubblico dei cultori della musica e del teatro. \nRealizzato in collaborazione con il circolo culturale Društvo slovenskih izobražencev\, l’incontro illustra l’opera la cui esecuzione\, in coorganizzazione con il Comune di Trieste\, è in programma al Teatro Verdi lunedì 9 febbraio 2026 – con Iztok Kocen sul podio dell’Orchestra dell’Accademia di Musica di Lubiana – quale tappa conclusiva del progetto «La musa smarrita – Viktor Parma 1858-1924»\, avviato nel 2024 dal Circolo della Stampa di Trieste. Il progetto\, sostenuto dall’Assessorato alla Cultura della Regione Friuli Venezia Giulia\, dalla Fondazione CRTrieste e dalla Fondazione Polojaz\, ha trovato quali partner\, oltre al Comune di Trieste\, l’Università di Lubiana con l’Accademia di Musica\, il Conservatorio “Tartini” e la Glasbena Matica\, il Centro sloveno di educazione musicale “Emil Komel” di Gorizia e l’Associazione Internazionale dell’Operetta. \nCoordinato dalla musicologa Rossana Paliaga\, l’incontro allo Schmidl vede la partecipazione\, accanto agli attori istituzionali coinvolti\, del musicologo Paolo Petronio\, autore del volume “Viktor Parma – Padre dell’opera slovena” (Hammerle Editori\, 2025)\, del direttore d’orchestra Iztok Kocen e del giornalista Luciano Santin\, ‘anima’ dell’intero Progetto. \nComposta negli anni della Prima Guerra Mondiale\, l’opera di Viktor Parma venne messa in scena a Lubiana il 17 marzo 1921\, osannata dal pubblico\, che affollò il teatro in ben 14 repliche\, ma avversata\, per invidia\, da altri musicisti\, e accolta freddamente dalla critica perché l’autore – “dilettante” e “forestiero”\, non si mancò di ribadire – risentiva sempre troppo dell’opera italiana. Se quest’ultima osservazione è corretta (e non necessariamente ascrivibile a demerito) va detto che “Zlatorog” risente molto anche dell’operetta viennese (che influenzò Parma nei suoi studi nel conservatorio della capitale) e dà ampio spazio alla tradizione corale slovena. \nIl libretto\, tratto dall’omonima Alpensage scritta da Rudolf Baumbach\, poeta turingio triestino d’adozione\, è opera del viennese Richard Brauer. La storia innesta una tragica storia d’amore sulle antiche credenze slovene: la leggenda di entità femminili benefiche\, le Rojenice\, e quella dell’animale magico\, il camoscio dalle corna d’oro custode del Triglav e dell’immenso tesoro nascosto nelle viscere del vicino monte Bogatin. \nSi tratta di miti comuni nell’arco alpino che assumono qui una forma compiuta legandosi alla vicenda di Janez\, Jerica\, Špela e Marco e componendo un affresco nazional-identificativo dai risvolti arcani\, ma\, se vogliamo\, anche sociali. Lo sfondo è quello del monte sacro alla Slovenia (campeggia nella bandiera della repubblica e si dice che nessuno può dirsi veramente sloveno se non lo ha salito)\, mentre nel testo\, oltre alle tradizioni locali\, ci sono un ammonimento legato all’intangibilità del sacro e una condanna della mercificazione di tutto. \nL’ingresso alla manifestazione è libero fino ad esaurimento di posti disponibili.
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SUMMARY:Giuseppe Tartini. Il genio dell'arco
DESCRIPTION:È dedicata a “Giuseppe Tartini\, genio dell’arco” la conversazione di Mirko Schipilliti e Ivano Cavallini in calendario lunedì 19 gennaio 2026\, alle ore 17.30\, alla Sala Bazlen di Palazzo Gopcevich (Via Rossini 4)\, per il cartellone dei «Lunedì dello Schmidl»\, il ciclo di incontri e approfondimenti a cura di Stefano Bianchi che il Museo Teatrale da vent’anni offre al pubblico dei cultori della musica e del teatro. \nLa conversazione prende a prestito il titolo dell’ultimo libro di Mirko Schipilliti\, recentemente pubblicato da Zecchini Editore\, con il sostegno del Comune di Pirano\, della Comunità degli Italiani di Pirano\, della Comunità autogestita della nazionalità italiana di Pirano e con la collaborazione del Comune di Padova e degli Amici della Musica di Padova. \nNel Settecento Tartini è stato il più importante violinista e uno dei più affermati musicisti\, appassionato studioso\, didatta di fama internazionale\, scopritore del “terzo suono”. \nConsiderato «uno dei più celebri violinisti» (Leopold Mozart)\, “il maggiore compositore di questi tempi” (Eulero)\, “Maestro delle nazioni” (Lalande)\, è da sempre stato circondato da approssimazioni\, mito e leggenda\, con una vita che nasconde ancora aspetti misteriosi o poco indagati. Negli ultimi decenni le numerose ricerche concentrate in testi di non facile reperimento e in analisi sparse\, hanno tuttavia collezionato notizie frammentarie\, focalizzandosi su aspetti isolati del musicista. \nAttraverso un’analisi comparata delle fonti\, dei documenti e degli studi fino ad ora compiuti\, in relazione al contesto storico-culturale e con nuove evidenze e deduzioni\, Mirko Schipilliti offre un quadro organico su una tra le più complesse\, audaci\, affascinanti ed enigmatiche personalità musicali di tutto il XVIII secolo\, ripercorrendo una ricostruzione fedele e lineare del percorso biografico del violinista e della sua produzione musicale. \n“Un lavoro enorme – precisa Schipilliti – che dalla nascita alla morte di Tartini ne analizza le relazioni con la storia contemporanea e la storia della musica\, le composizioni e i trattati”\, restituendoci l’immagine di un compositore geniale che visse al di fuori dell’ordinario\, massima espressione del suo tempo e precursore del Classicismo in una dimensione europea. \nMirko Schipilliti si è laureato in direzione d’orchestra e in pianoforte col massimo dei voti e lode presso il Conservatorio B. Marcello di Venezia\, dove ha inoltre seguito gli studi in composizione. Perfezionatosi in direzione d’orchestra con Giancarlo Andretta e Isaac Karabtchevsky\, ha ottenuto master e diplomi di alto perfezionamento sotto la guida di Neeme Jarvi\, Jorma Panula\, Kurt Masur\, Jesus Lopez-Cobos e ha frequentato i seminari di Riccardo Muti e Gustav Kuhn. Ha diretto numerose orchestre in Italia e all’estero e ha suonato in formazioni cameristiche. \nCritico musicale per “Musica” e per la rivista francese “Opéra Magazine”\, membro dell’Associazione Nazionale Critici Musicali\, ha collaborato dal 1999 per i quotidiani “Il Mattino di Padova”\, “La Nuova Venezia”\, “La Tribuna di Treviso”. Appassionato studioso\, si dedica a saggi musicologici per i programmi di sala di importanti istituzioni. Nel 2015 ha pubblicato il saggio “Zanetto. Mascagni tra verismo e stile liberty” (ed. La Caravella). Dirigente medico di Pronto Soccorso\, si è laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Medicina interna presso l’Università di Padova. \nIvano Cavallini\, già professore di Storia della musica al Conservatorio di Trieste e di Musicologia all’università di Palermo\, è membro dei comitati scientifici dei periodici “Recercare” (Roma)\, “Arti Musices” (Zagabria)\, “De Musica Disserenda” (Lubiana). \nNel 1998 ha vinto il premio “Città di Iglesias” con il libro “Il direttore d’orchestra: genesi e storia di un’arte”. Dal 2002 al 2007 è stato membro del comitato scientifico della Fondazione Levi di Venezia. Nel 2012 ha ricevuto la nomina di membro onorario per meriti scientifici dalla Società Croata di Musicologia. Nel 2020\, con la plaquette “Fango pannonico: un paradigma populista per Miroslav Krleža” (EUT)\, ha ricevuto il premio Experimenta Saggistica d’Arte e nel 2025 ha ricevuto la nomina di socio “ad honorem” dell’Accademia Filarmonica di Bologna. Si occupa di storiografia della musica e dei rapporti tra la musica italiana e i paesi dell’Europa Centro-orientale nella prima età moderna. \nL’ingresso alla manifestazione è libero fino ad esaurimento di posti disponibili.
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SUMMARY:L’Ottocento delle attrici: da Carlotta Marchionni a Eleonora Duse
DESCRIPTION:È dedicata a “L’Ottocento delle attrici: da Carlotta Marchionni a Eleonora Duse” la conversazione di Laura Mariani e Annamaria Cecconi in calendario lunedì 12 gennaio 2026\, alle ore 17.30\, alla Sala Bazlen di Palazzo Gopcevich (Via Rossini 4)\, per il cartellone dei “Lunedì dello Schmidl”\, il ciclo di incontri e approfondimenti a cura di Stefano Bianchi che il Museo Teatrale da vent’anni offre al pubblico dei cultori della musica e del teatro. \nLa conversazione prende a prestito il titolo dell’ultimo libro di Laura Mariani dedicato appunto alle attrici dell’Ottocento. È un secolo lungo\, complesso e sorprendente\, nel corso del quale – osserva Laura Mariani – le attrici dominano i palcoscenici\, dirigono compagnie\, rappresentano un modello di presenza nella sfera pubblica\, mentre le donne acquistano visibilità e cominciano a lottare per conquistare diritti e spazi di libertà. \nLo studio si concentra su quattro grandi figure: Carlotta Marchionni definisce il modello dell’attrice moderna\, che coniuga l’arte con la costruzione sapiente della propria immagine pubblica; Adelaide Ristori conquista i palcoscenici internazionali\, diventando ambasciatrice del teatro italiano; Giacinta Pezzana incarna l’anima emancipazionista dell’epoca; Eleonora Duse guarda al Novecento e apre nuove strade all’arte dell’attore/attrice. Quattro biografie per raccontare il cortocircuito fra arte e vita che caratterizza il teatro in rapporto alla società. \nLaura Mariani\, già titolare della cattedra di Storia dell’attore all’Università di Bologna\, che ora tiene a contratto\, ha pubblicato saggi su Sarah Bernhardt\, Colette\, Giacinta Pezzana\, Eleonora Duse\, Leo de Berardinis\, Ermanna Montanari\, Pina Patti Cuticchio\, Elio De Capitani e sul cinema di Marco Martinelli. È una delle fondatrici della Società italiana delle storiche e dell’Associazione Orlando che gestisce il Centro di documentazione delle donne di Bologna. Ha vinto il Premio Vittime e Martiri di Sant’Anna di Stazzema con il suo primo libro\, Quelle dell’idea. Storie di detenute politiche. 1927-1948 (De Donato 1982) e il premio Gisa Giani con l’ultimo\, L’Ottocento delle attrici. Da Carlotta Marchionni a Eleonora Duse (Viella 2024) oltre al Premio Ivo Chiesa – Museo Biblioteca dell’Attore 2024. \nDi formazione filosofica\, già titolare della cattedra di Poesia per Musica e Drammaturgia Musicale\, Annamaria Cecconi ha insegnato in diversi Conservatori Statali di Musica. La sua ricerca musicologica è indirizzata all’ambito degli studi culturali e di genere. Ha pubblicato articoli e saggi sulla rappresentazione e costruzione del femminile e del maschile nell’opera lirica\, in particolare nel XIX secolo\, sulla biografia di donne di palcoscenico\, e sulla relazione tra attrici e cantanti liriche.
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SUMMARY:Presentazione del volume: “Bora. Quel gran vento di Trieste”
DESCRIPTION:Nel contesto degli eventi collaterali alla mostra “La Fototeca in piazza – Scatti di storia e storie” a Palazzo Gopcevich\, mercoledì 10 dicembre 2025\, alle ore 17\, presso la Sala Bazlen\, avrà luogo la presentazione del primo volume de “La collana di IES Trieste Lifestyle” dal titolo “Bora. Quel gran vento di Trieste” di Rino Lombardi\, alla presenza dell’Editore Federico Prandi e dell’Autore. \nPer l’occasione l’esposizione\, a ingresso libero\, sarà straordinariamente aperta fino alle ore 18.30.\nIl volume è stato realizzato grazie alla preziosa collaborazione della Fototeca dei Civici Musei di Storia e Arte. \n\n\n“Bora. Quel gran vento di Trieste” è un libro illustrato edito da Prandicom e curato da Rino Lombardi\, ideatore del progetto Bora Museum\, che esplora il vento triestino nelle sue più svariate sfaccettature\, tra episodi memorabili del passato e curiosità contemporanee. Dalle canzoni alle cartoline\, dall’arte alla letteratura. Il volume\, che vanta la direzione editoriale di Giovanni Marzini e il progetto grafico di Matteo Bartoli ed Elisa Dudine (Basiq)\, contiene un album di fotografie di noti autori triestini\, reso possibile grazie alla collaborazione con la Fototeca dei Civici Musei di Storia e Arte. Il portfolio centrale\, invece\, ospita una serie di scatti inediti del fotoreporter Gabriele Crozzoli. \nNel riattraversare la storia della Bora nell’ultimo secolo\, spiccano anche diversi titoli pubblicati sui giornali locali nel corso dei decenni. Tra questi\, “La città squassata dal ciclone della Bora”\, comparso sulle pagine del quotidiano il Piccolo nel febbraio del 1954\, quando i refoli raggiunsero la velocità record di 171 km/h. \nTante le curiosità che riguardano la convivenza con la Bora: dagli storici stratagemmi antibora come le tradizionali corde dispiegate lungo le strade e le doppie finestre\, fino ai numeri e all’evoluzione del vento triestino\, con il parere di Renato R. Colucci\, ricercatore e presidente della Società Meteorologica Alpino Adriatica. \n 
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SUMMARY:Verso le vette: dopo la mostra
DESCRIPTION:Presentazione del numero monografico 2025 di «Alpi Giulie»\, rivista della Società Alpina delle Giulie – Sezione di Trieste del Club Alpino Italiano \nMartedì 18 novembre alle ore 17.30 nella Sala Bazlen di Palazzo Gopcevich\, in via Rossini 4 a Trieste si terrà l’incontro di presentazione del numero monografico 2025 di «Alpi Giulie»\, la rivista della Società Alpina delle Giulie – Sezione di Trieste del Club Alpino Italiano. \nLa monografia è dedicata alla mostra Verso le vette. L’alpinismo e Trieste\, tenutasi dal 6 dicembre 2024 all’8 giugno 2025 nelle sale del Bastione Fiorito del Castello di San Giusto. \nL’iniziativa è organizzata dal Comune di Trieste – Musei Storici – Museo del Castello di San Giusto in collaborazione con la Società Alpina delle Giulie. \nPresenteranno il volume: Anna Krekic\, conservatrice del Castello di San Giusto e curatrice della mostra\, e Flavio Ghio\, autore della monografia e co-curatore della mostra. Saranno presenti Paolo Toffanin\, presidente della Società Alpina delle Giulie – Sezione di Trieste del CAI\, e Giorgio Gregorio\, direttore di «Alpi Giulie». \nL’ingresso è libero e gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili.
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SUMMARY:I campi di Salò. Internamento ebraico e Shoah in Italia
DESCRIPTION:Sabato 8 novembre alle ore 17.00 nella Sala “Bobi Bazlen” di Palazzo Gopcevich in via Rossini\, 4 a Trieste si terrà la presentazione\, alla presenza dell’autore\, del volume I campi di Salò. Internamento ebraico e Shoah in Italia di Carlo Spartaco Capogreco (Ed. Einaudi Storia\, 2025). L’evento è a ingresso gratuito e libero fino a esaurimento dei posti disponibili. \nL’iniziativa è realizzata dall’Istituto per la storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea nel Friuli Venezia Giulia – Irsrec FVG in collaborazione con il Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo / Museo della Risiera di San Sabba – Monumento Nazionale e gode del contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. \nLa presentazione del libro rientra nel programma di attività culturali realizzate dal Museo della Risiera di San Sabba – Monumento Nazionale in occasione delle importanti ricorrenze del 2025: 80° anniversario della Liberazione\, 60esimo anniversario della dichiarazione di Monumento Nazionale della Risiera di San Sabba (1965) e 50° anniversario dell’apertura del Museo e Memoriale al pubblico (1975). \nInterverranno Tristano Matta\, vicepresidente Irsrec FVG\, Anna Krekic\, conservatrice del Museo della Risiera di San Sabba-Monumento Nazionale e Carlo Spartaco Capogreco\, Università della Calabria\, autore del libro.
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SUMMARY:Terra irredenta\, terra incognita. L'ora delle armi al confine orientale d'Italia 1914-1918
DESCRIPTION:Mercoledì 20 novembre alle 17.30 \nIl volume Terra irredenta\, terra incognita. L’ora delle armi al confine orientale d’Italia 1914-1918 viene presentato dall’autore Fabio Todero\, mercoledì 20 novembre alle 17.30 in Sala Bazlen a Palazzo Gopcevich (Via Rossini 4)\, nell’ambito delle attività collaterali della mostra “Vola Colomba. Lunario triestino 1953-54”.\nDottore di ricerca in Italianistica\, ricercatore dell’Istituto regionale per la Storia della Resistenza e dell’età contemporanea\, Todero descrive nel suo volume l’irredentismo adriatico nella Prima guerra mondiale e racconta la Venezia Giulia che è stata nell’immaginario nazionale italiano la terra irredenta per antonomasia.   \nIl fenomeno dell’Irredentismo ha la sua conclusione nei tragici fatti del 1953 descritti nella mostra di Palazzo Gopcevich grazie ai fotografi Ugo Borsatti\, Adriano de Rota\, Gianni Anzalone\, Livio Amstici e l’agenzia fotografica Giornalfoto. \n“Pochi sapevano dove si trovasse Trieste e cosa fosse quella mitica regione” – ricorda Frando Todero. “A scoprirlo furono i milioni di italiani che vi affrontarono la guerra nelle trincee del Carso o sulle vette delle Alpi Giulie. Laboratorio storico emblematico del contesto europeo” – aggiunge l’autore – “qui convivevano popoli diversi che vissero il conflitto con animo contrastante\, specie quando l’Italia decise di parteciparvi rompendo la Triplice alleanza. La multietnica società giuliana era stata coinvolta sin dal 1914: la mobilitazione di massa vide partire decine di migliaia di uomini nelle file dell’esercito dell’Austria Ungheria per luoghi i cui nomi ricorrono oggi nuovamente sulle pagine dei giornali a causa dell’invasione russa dell’Ucraina. \nItaliani\, sloveni e croati della Venezia Giulia venivano mandati a morire in Serbia o in Galizia. Nelle città della regione\, donne\, bambini e anziani rischiavano di morire di fame e dovevano misurarsi con le conseguenze della guerra totale\, rese ancor più severe nella primavera del 1915 quando le operazioni militari coinvolsero direttamente il territorio”. \nIl libro Terra irredenta\, terra incognita. L’ora delle armi al confine orientale d’Italia 1914-1918 offre al lettore uno sguardo d’insieme sulle vicende belliche della regione Giulia\, sul coinvolgimento di uomini e donne nel conflitto\, ma soprattutto il modo in cui queste e il territorio vennero descritti ai contemporanei e al pubblico del dopoguerra. Memorie\, articoli di giornale\, pagine di diario e di letteratura\, canti\, testi di riflessione politica e immagini sono utilizzati per raccontare\, per la prima volta in un’opera organica\, un momento chiave della storia di quest’area multiculturale. Ben lungi da concluderne le travagliate vicende le conseguenze della Grande guerra furono alla base delle successive nuove tragedie che con la Seconda guerra mondiale l’avrebbero investita.
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SUMMARY:Vola Colomba. Lunario triestino 1953_54
DESCRIPTION:Intrecciato alla narrazione della quotidianità cittadina\, il catalogo della mostra “Vola Colomba. Lunario triestino 1953_54“ si ispira al percorso espositivo del lunario fotografico scandito in quindici mesi: un diario visivo che documenta\, in oltre 200 pagine\, i tragici giorni del novembre 1953 fino all’effervescenza connessa al ritorno all’Italia del 1954. \nLa pubblicazione sarà presentata dal giornalista Pietro Spirito e dalla curatrice della mostra e del catalogo\, responsabile della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte\, Claudia Colecchia\, mercoledì 16 ottobre\, alle ore 17.30\, alla Sala Bazlen di Palazzo Gopcevich. L’iniziativa rientra all’interno della manifestazione “Archivi Aperti” organizzata dall’associazione Rete Fotografia\, nell’ambito degli eventi culturali identificati dal titolo “Vola Colomba” del Comune di Trieste con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia\, promossi per il settantesimo anniversario del ritorno di Trieste all’Italia. \n\n“Un’accurata ricognizione dei fondi dei fotografi” – sottolinea Claudia Colecchia\, ricordando Ugo Borsatti\, Adriano de Rota\, Livio Amstici\, Gianni Anzalone – “dell’agenzia fotografica Giornalfoto\, dell’archivio fotografico comunale e dell’archivio donato dalla famiglia del Sindaco Gianni Bartoli\, tutti conservati in Fototeca\, incrociata con l’analisi di altre fonti documentali e bibliografiche coeve\, consente una sorta di rendicontazione che mira a illustrare i grandi e piccoli eventi occorsi\, senza alcuna pretesa di completezza ed esaustività”.\n \nLa straordinaria carrellata di giornali e immagini d’epoca – si legge sul sito dell’associazione Rete Fotografia al link https://www.archiviaperti.it/event/fototeca-dei-civici-musei-di-storia-ed-arte/ – restituisce l’operazione mediatica condotta a livello nazionale tesa ad esaltare il mito dell’italianità di Trieste. La presenza in Fototeca di interi reportage consente di effettuare un confronto tra la ricchezza degli scatti dei servizi e la più scarna proposta dalla stampa. Dall’analisi traspare come non sempre la foto prescelta sia quella esteticamente migliore\, ma piuttosto quella in cui si ritiene che vi sia la migliore convergenza e univocità tra immagine e testo.\n\nIl catalogo è disponibile presso i bookshop di tutti i Civici Musei del Comune di Trieste e naturalmente a Palazzo Gopcevich\, che ospita la mostra in Sala Selva\, al costo di 25 euro. Edizioni Comune di Trieste\, Civici Musei di Storia ed Arte.
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SUMMARY:Il Teatro Verdi e Dino Tamburini: storie e metafore di una scenografia urbana
DESCRIPTION:«Il Teatro Verdi e Dino Tamburini: storie e metafore di una scenografia urbana» è il titolo dell’appuntamento in calendario lunedì 14 ottobre 2024 alle ore 17.00\, alla Sala Bazlen di Palazzo Gopcevich (Via Rossini\, 4)\, nell’ambito del cartellone dei «Lunedì dello Schmidl»\, il ciclo di approfondimenti che il Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” da oltre un quindicennio offre sulle proprie collezioni al pubblico dei cultori della musica e del teatro. \nIl 14 ottobre 1924 nasceva a Trieste Dino Tamburini\, architetto a cui si devono numerose opere importanti: collaborò alla progettazione delle torri IACP e del mercato ortofrutticolo e si dedicò personalmente al restauro e al recupero del Teatro Comunale “Giuseppe Verdi”.\n \nL’appuntamento di lunedì 14 ottobre si configura come un seminario dedicato alla sua eredità professionale\, con il precipuo obiettivo di sondare il rapporto di Dino Tamburini con il teatro\, concentrandosi in particolare sul suo progetto di ristrutturazione del Verdi. Intervengono Lucia Krasovec-Lucas\, Stefano Bianchi\, Graziella Bloccari\, Giovanni Basilisco\, Diana Barillari\, Rossella Fabiani\, Donato Riccesi e la famiglia Tamburini. \n  \nL’incontro mira anche a esplorare l’interazione tra l’architettura di Tamburini e la vita culturale di Trieste\, attraverso una lettura approfondita del suo lavoro nel contesto urbano\, e costituisce un preludio al progetto “Dino Tamburini ingegnere e architetto a Trieste. 1950 – 2005”\, organizzato da IN/Arch Triveneto e patrocinato dal Comune di Trieste\, che si sostanzia in una serie di eventi previsti per dicembre 2024. \n  \nIl progetto ha l’obiettivo di descrivere e valorizzare il fitto dialogo intercorso tra la città di Trieste e la complessa attività professionale e artistica di Dino Tamburini (1924-2011)\, nella ricorrenza del centenario dalla nascita. Ingegnere e architetto\, disegnatore\, editore\, appassionato d’arte e di cultura\, Tamburini verrà celebrato attraverso le seguenti attività: la redazione di un catalogo e l’allestimento di una mostra che rappresenteranno la sua attività progettuale e d’arte; la realizzazione di un sito web con archivio opere dedicato per la consultazione gratuita aperta; altre attività parallele per la divulgazione del suo operare\, inserito in un contesto culturale prima ancora di quello architettonico\, che restituisce identità alla città di Trieste e al suo importante patrimonio storico collettivo del Novecento ancora da rivalutare.\n \nIl progetto è sostenuto con il contributo di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia\, Fondazione CRTrieste\, Fondazione Benefica Kathleen Foreman Casali\, ANCE Alto Adriatico\, Generali srl\, Famiglia Tamburini.\n\nI partner di progetto sono la Soprintendenza archivistica del Friuli – Venezia Giulia\, la Biblioteca Statale Stelio Crise di Trieste\, l’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Trieste\, l’Ordine degli Ingegneri di Trieste\, la Società di Minerva\, l’Associazione culturale L’Officina e l’Università di Trieste – smaTS – Archivio degli Scrittori e della Cultura Regionale.\n\nHanno dato il patrocinio: Comune di Trieste\, Italia Nostra Trieste\, Circolo della Cultura e delle Arti di Trieste\, Associazione nazionale degli archivi di architettura contemporanea e Studio Tommaseo Trieste.\n \nL’ingresso all’incontro di lunedì 14 ottobre è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.
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SUMMARY:Il cammino dei Masci - 70 anni di storia dell'Associazione M.A.S.C.I. - Regione Friuli Venezia Giulia
DESCRIPTION:Nella Sala Umberto Veruda di Palazzo Costanzi\, viene inaugurata venerdì 10 maggio alle ore 18 la mostra storico-fotografica ‘Il Cammino del MASCI – 70 anni di storia’ che racconta lo sviluppo del Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani dalla sua fondazione nel giugno 1954. La Mostra presenta l’attualità dello scautismo adulto come è vissuto oggi in Italia e nella nostra Regione\, evidenziando le vie di cittadinanza attiva\, servizio\, fede\, e natura che lo caratterizzano.\nLa Mostra resterà aperta sabato 11 e domenica 12 maggio. \nQueste le iniziative collaterali alla Mostra che si svolgono sabato 11 maggio: \n– ore 11.00 SANTA MESSA PER LA PACE\, nella chiesa della Beata Vergine del Soccorso (S. Antonio Vecchio) presieduta da mons. Enrico Trevisi\, vescovo di Trieste \n– ore 15.30 TAVOLA ROTONDA dal titolo ‘Perché impegnarsi ancora per un mondo migliore’ presso la Sala teatrale del Santuario di Santa Maria Maggiore\, in Via del Collegio 6\, nella quale intervengono: don Paolo Iannaccone (Presidente Centro Balducci)\, Anna Perale (membro C.E. Masci)\, Raoul Pupo (storico)\, Giorgio Zanin (insegnante\, e deputato nella XVII legislatura)\, modera Ambra Cusin (psicoterapeuta) \n– ore 18.30 RASSEGNA di canti della tradizione scout\, presso la Sala teatrale del Santuario di Santa Maria Maggiore\, in Via del Collegio 6\, a cura del Coro Scout di Trieste\, in memoria del maestro prof. Maria Susovsky \n\nperiodo espositivo: 10_12 maggio 2024\ncon orario: venerdì 10 maggio 17_20\n                     sabato 11 maggio 10_13/14.30_20\n                     domenica 12 maggio 10_13/17_20
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SUMMARY:Histri\, archeologia\, l’anfiteatro e il teatro romano: il Museo Archeologico dell’Istria
DESCRIPTION:L’ultimo evento collaterale della mostra “Histri in Istria” è dedicato al Museo archeologico dell’Istria a Pola\, partner della Comunità Croata di Trieste nella progettazione della preziosa esposizione ospitata al Museo Winckelmann\, organizzata insieme al Comune di Trieste (aperta fino al 1 aprile 2024\, dalle 10.00 alle 17.00) con il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e della Fondazione CRTrieste.Dal titolo “Histri\, archeologia\, l’anfiteatro e il teatro romano: il Museo Archeologico dell’Istria”\, è in programma martedì 26 marzo\, alle ore 17.30\, alla Sala Bobi Bazlen di Palazzo Gopcevich\, e prevede come relatore il direttore del Museo archeologico dell’Istria/Arheološki muzej Istre a Pola/Pula Darko Komšo. Presente anche il sindaco di Pola\, Filip Zoričić in rappresentanza del Comune di Pola e della partecipata Agenzia del turismo della città di Pola sponsor della mostra. Moderatore il presidente della Comunità Croata di Trieste\, Damir Murkovic.
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SUMMARY:Dobrila Tat. Il tesoro di Erpelle 1921
DESCRIPTION:Sarà presentato a Trieste venerdi 22 marzo 2024 il nuovo libro di Giulio Carraro “Dobrila Tat. Il tesoro di Erpelle 1921”\, pubblicato da EUT\, dedicato al Civico Museo d’Antichità “J.J. Winckelmann”.Il tardo medioevo fu un’epoca di intensa tesaurizzazione monetaria\, quale naturale reazione della popolazione alle circostanze sociali\, politiche ed economiche. Composto da oltre cinquemila monete d’oro e argento\, il tesoro di Erpelle rappresenta uno dei principali esempi di questo fenomeno. Rinvenuto nel 1921 e “dimenticato” nuovamente subito dopo la sua scoperta\, questo ripostiglio è rimasto inedito per un secolo\, rischiando l’oblio. L’eterogeneità delle valute presenti nel tesoro offre uno spaccato della vitalità economica e monetaria nell’Europa centrale e orientale del XIV secolo\, fornendo un prezioso supporto allo studio delle relazioni mercantili e degli scambi commerciali attraverso l’area alpina e quella balcanica. Le caratteristiche del tesoro permettono inoltre un approfondimento degli studi sul fenomeno del banditismo medievale\, spesso stimolato non solo dalla cupidigia\, ma anche dall’istinto di sopravvivenza.\nQuesti temi sono stati oggetto di ricerca da parte dell’autore Giulio Carraro\, che è assegnista di ricerca in Numismatica e Storia monetaria presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste e Visiting Scholar dell’Inventar der Fundmünzen der Schweiz di Berna.\nLa presentazione del volume avrà luogo presso la sala Bobi Bazlen di Palazzo Gopcevich (via Rossini 4)\, alle ore 17.00 e interverranno Marzia Vidulli Torlo\, conservatrice del Museo “J.J. Winckelmann” di Trieste e Bruno Callegher\, docente di numismatica e storia monetaria dell’Ateneo triestino.\nIngresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili. \nDownload al seguente link: https://www.openstarts.units.it/handle/10077/35761
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SUMMARY:Scoprire Antiche Civiltà: il ruolo dell'archeologia nel turismo
DESCRIPTION:Come fa un luogo a mantenere la sua identità’ Ci riesce quando i legami con il suo passato\, la sua storia e la sua cultura\, con ciò che sono state e hanno rappresentato le civiltà che ci hanno preceduto\, vengono preservati e tramandati. In questo processo\, l’archeologia\, che ricerca e studia le testimonianze dell’antichità per farci conoscere e interpretare il nostro passato\, gettando nuova luce sul presente\, è insostituibile. Questo – in estrema sintesi – il tema della conferenza “Scoprire Antiche Civiltà: il ruolo dell’archeologia nel turismo” in programma martedì 12 marzo\, alle ore 17.30\, alla Sala Bobi Bazlen di Palazzo Gopcevich\, che vedrà alternarsi come relatrici Angela Borzacconi\, funzionario archeologo del Ministero della Cultura e Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Cividale e Nadia Pasqual\, giornalista e professionista di marketing e comunicazione con importanti esperienze nel settore turistico. Tra i temi\, il valore del riconoscimento Unesco\, la valorizzazione culturale dei siti archeologici\, il ruolo dei musei oggi\, il rapporto tra archeologia\, musei\, comunità\, identità; la collaborazione in atto tra istituzioni ed esperti di archeologia italiani e croati\, che trova conferma con la mostra sugli Histri.
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SUMMARY:Le sculture preromane di Nesazio
DESCRIPTION:Dopo il successo dei primi due eventi\, la prossima conferenza collegata alla mostra Histri in Istria – Histri u Istri allestita al Museo d’antichità “J. J. Winckelmann si terrà martedì 20 febbraio\, alle ore 17.30\, relatore Paolo Paronuzzi\, docente dell’Università degli Studi di Udine\, che parlerà de “Le sculture preromane di Nesazio”. Realizzata dalla Comunità Croata di Trieste/Hrvatska Zajednica u Trstu insieme al Museo Archeologico dell’Istria/Arheološki Muzej Istre u Puli\, in coorganizzazione con il Comune di Trieste\, la mostra è aperta al pubblico fino al 1 aprile 2024\, da martedì a domenica\, dalle 10.00 alle 17.00).Sono state programmate due visite guidate nelle domeniche del 4 e 18 febbraio alle ore 11:00\, con ingresso gratuito\, ma con un limite massimo di 15 partecipanti\, a cura del conservatore Marzia Vidulli.
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SUMMARY:Gli Histri e i loro contemporanei
DESCRIPTION:“Gli Histri e i loro contemporanei” è il titolo del secondo evento collaterale della mostra Histri in Istria – Histri u Istri allestita al Museo d’antichità “J. J. Winckelmann“ a Trieste\, realizzata dalla Comunità Croata di Trieste/Hrvatska Zajednica u Trstu insieme al Museo Archeologico dell’Istria/Arheološki Muzej Istre u Puli\, in coorganizzazione con il Comune di Trieste (aperta al pubblico fino al 1 aprile 2024\, da martedì a domenica\, dalle 10.00 alle 17.00).\nIn programma martedì 30 gennaio\, alle ore 17.30\, alla Sala Bobi Bazlen di Palazzo Gopcevich (con traduzione simultanea in italiano) avrà come protagonista la curatrice della mostra\, Martina Blečić Kavur\, professoressa di storia presso l’Università del Litorale di Capodistria\, che nel suo intervento presenterà gli Istri nel contesto regionale delle culture dell’Adriatico settentrionale\, in particolare della zona del Quarnero e il suo retroterra\, e la loro inclusione nelle differenti reti di comunicazione e interazioni strutturate\, soprattutto con le civiltà italiche e mediterranee\, come contributo alla connessione universale delle società del periodo.
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SUMMARY:Storia e contemporaneità
DESCRIPTION:Davvero notevole la risposta del pubblico che ha gremito la Sala Bobi Bazlen di Palazzo Gopcevich per il primo dei sei eventi collaterali alla mostra “Histri in Istria – Histri u Istri”\, intitolato a “Nesazio. Dalle fonti ai primi scavi”.L’esposizione\, che è un viaggio virtuale nella storia dell’antico popolo che ha dato il nome alla penisola istriana\, è stata organizzata dalla Comunità Croata di Trieste in collaborazione con il Museo archeologico dell’Istria di Pola e il Comune di Trieste è attualmente visitabile presso il Museo Winckelmann di Trieste fino al 1° aprile\, propone oltre 200 tra i più preziosi reperti della collezione stabile del museo polesano ed ha già riscosso l’interesse di oltre 5000 visitatori.\nIl prossimo appuntamento con gli Histri si terrà martedì 30 gennaio con inizio alle 17.30\, sempre presso la Sala Bobi Bazlen di Palazzo Gopcevich\, quando la curatrice della mostra\, Martina Blečić Kavur\, professoressa di storia presso l’Università del Litorale di Capodistria\, parlerà sul tema “Storia e contemporaneità”.
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SUMMARY:Il Kitsch secondo Gillo Dorfles
DESCRIPTION:Presentazione della riedizione Bompiani de “Il Kitsch. Antologia del cattivo gusto” di Gillo Dorfles   \nPerché ripubblicare ai giorni nostri Il Kitsch. Antologia del cattivo gusto di Gillo Dorfles\, edito in Italia la prima volta nel 1968′ La risposta è nell’estrema attualità del fenomeno del Kitsch che ancora oggi\, sconfinando dall’ambito artistico\, si insinua in ogni aspetto della vita contemporanea\, dal design alla comunicazione\, dalla moda all’arredamento\, dallo sport allo spettacolo\, come emerge dal libro di Gillo Dorfles\, uno dei testi classici del Novecento che hanno rivoluzionato il modo di concepire l’arte e il campo più esteso e vivo dell’estetica quotidiana.    \nSull’argomento interverranno:  \nMarianna Accerboni architetto e critico d’arte\nGianni Contessi professore ordinario di Storia dell’Arte Contemporanea\, Università di Torino\nRoberto Curci giornalista e operatore culturale\nIncontro ad ingresso libero fino ad esaurimento dei posti.  \nAssociazione culturale Gillo Dorfles  \nin collaborazione con il Comune di Trieste
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SUMMARY:Francesco Penco. Fotografie e filmati
DESCRIPTION:In occasione della mostra “Trieste\, il tempo della storia. I filmati e le fotografie di Francesco Penco. 1918-1950” organizzata assieme al Comune di Trieste\, si terrà la conferenza\, mercoledì 4 ottobre ore 17.00 (Sala “Bobi Bazlen” – Palazzo Gopcevich Trieste):\nFRANCESCO PENCO. FOTOGRAFIE E FILMATI\nClaudia Colecchia\, Claudio Erné\, Sergio M. Grmek Germani.\nModera Sabrina Morena \nSi racconterà il primo fortunoso ritrovamento di un archivio considerato disperso. In questi vent’anni il materiale è continuato a emergere da fiere\, collezionisti fino alla scoperta della cassa con 70 scatole di filmati girati e inediti del fotografo Francesco Penco. \nLa mostra\, allestita a Palazzo Gopcevich\, è visitabile dal martedì alla domenica con orario 10-17 fino al 10 dicembre.
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SUMMARY:Zoran Mušič. Un pittore a Dachau
DESCRIPTION:Mercoledì 25 gennaio\, alle ore 17.30\, nella sala Bazlen di palazzo Gopcevich\, in via Rossini 4 a Trieste\, il regista Giampaolo Penco presenterà la nuova versione del\ndocumentario Zoran Mušič. Un pittore a Dachau (1998\, 2022) in cui l’artista rievoca\nl’esperienza della deportazione.\nIl video è stato realizzato nell’occasione del novantesimo compleanno del maestro e ricorda gli\neventi accaduti nel lager e la vicenda dei disegni realizzati a Dachau. Le opere\, che descrivono l’orrore dei campi di concentramento\, sono state compiute in condizioni di rischio estremo\, utilizzando l’inchiostro nascosto e allungato con acqua e la carta e le penne sottratte ai laboratori dove\nlavorava con gli altri prigionieri.\nL’evento\, curato dalla responsabile della Fototeca\, Claudia Colecchia\, a ingresso libero e senza prenotazione fino a esaurimento dei posti disponibili\, fa parte delle iniziative organizzate dal Comune\ndi Trieste in occasione del Giorno della Memoria 2023 e di quelle correlate alla mostra Foto\nOmnia di Ugo Borsatti. Scatti in Comune\, ideata e realizzata dal Servizio Promozione Turistica\, Musei\, Eventi Culturali e Sportivi del Comune di Trieste\, nell’occasione dei settant’anni dalla\nnascita dello studio fotografico Foto Omnia\, tutt’ora attivo. A soli 16 anni\, Borsatti immortala i soldati italiani resi prigionieri dai tedeschi il 14 settembre 1943 mentre scendono\, lungo via Ginnastica\,\ndiretti in stazione.\nLa mostra\, propone\, fino al 26 febbraio\, una selezione di duecento scatti\, alcuni inediti\, ed è aperta\nal pubblico\, a ingresso libero\, tutti giorni da martedì a domenica (chiuso il lunedì\, dalle 10.00 alle\n17.00).\nNell’occasione dell’evento\, l’apertura della mostra sarà prolungata fino alle ore 18.45.  \nInfo\nwww.risierasansabba.it\nfototeca.trieste.it\ncmsafototeca@comune.trieste.it\ntel. 040/6754039
URL:https://triestecultura.it/evento/zoran-music-un-pittore-a-dachau/
LOCATION:Sala Bobi Bazlen\, Via Gioachino Rossini\, 4\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:Terza età\, ciclo di conferenze
DESCRIPTION:TERZA ETA’ TRA RISCHI E OPPORTUNITA’   è il titolo di due incontri organizzati dalla nostra associazione\, che avranno luogo il 10 e il 24 gennaio 2023\, nella Sala\nBobi Bazlen di Palazzo Gopcevich in via Gioachino Rossini 4 a Trieste. \nAffronteremo il tema della terza età nella società odierna sotto i diversi aspetti: culturale\, sociologico\, psicologico\, giuridico\, socio sanitario.  \nL’iniziativa è rivolta a tutta la cittadinanza a titolo gratuito ed ha la finalità di tutelare gli anziani\, una categoria di persone che spesso incorrono in situazioni di fragilità e di rischio\, sia fisicamente che psichicamente; offrire utili informazioni a famiglie e caregiver per la cura e la gestione dei medesimi; fornire elementi di conoscenza ad operatori del settore per interventi maggiormente qualificati. \nGli argomenti saranno trattati da relatori altamente qualificati ed esperti della materia.\nVi aspettiamo numerosi. \n\n10 gennaio 2023. \nLa vecchiaia nell’antichità\nMassimo BAZZOCCHI\, medico radiologo\, già\nprofessore c/o Università di Udine\nL’invecchiamento nella nostra\ncultura e società\nAugusto DEBERNARDI\, sociologo\, già\ncollaboratore W.H.O. for Mental Health\nStudy\, coordinatore sociale U.S.L. Goriziana e\npresidente ITIS di Trieste.\nAspetti psicologici\ndell’invecchiamento: luci e ombre.\nFabio DEL MISSIER\, professore associato in\npsicologia generale\, psicobiologia e psicometria\nc/o Università di Trieste\nIL DIRITTO verso L’ANZIANO\nGloria CARLESSO\, giudice presso il Tribunale di\nTrieste\nPolizia Postale: prevenzione\ne contrasto alla criminalità\ninformatica e alle truffe online\nManuela DE GIORGI\, dirigente del Centro\nOperativo per la Sicurezza Cibernetica\, Polizia\nPostale e delle Comunicazioni – Friuli Venezia\nGiulia.\n. \n24 gennaio 2023. \nTerza età e mass media\nTiziana MELLONI\, giornalista professionista\ne vicepresidente dell’UCSI (Unione Cattolica\nStampa Italiana) del FVG.\nL’invecchiamento neurobiologico\ntra normalità e patologie\nMauro CATALAN\, medico neurologo\, dirigente\nmedico c/o SC UCO Clinica Neurologica\nI Servizi sociali per gli anziani del\nComune di Trieste\, un osservatorio\nprivilegiato\nCarlo GRILLI\, assessore ai servizi e alle politiche\nsociali del Comune di Trieste\nL’intervento sociosanitario a\nTrieste\nVladimir SELMO\, medico geriatra\, facente\nfunzioni di direttore e responsabile S.S.Anziani\ne Residenze c/o Distretto1 -ASUGI
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LOCATION:Sala Bobi Bazlen\, Via Gioachino Rossini\, 4\, Trieste\, Trieste\, Italy
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