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SUMMARY:Sogno Occidentale di Arturo Picca
DESCRIPTION:Le opere esposte\, attraverso una rappresentazione realista basata sull’immaginazione e non sulla fotografia\, rimettono in gioco la pittura figurativa. \nSi possono cogliere infatti – talvolta in chiave seria\, talvolta in chiave ironica – richiami all’mpressionismo e al surrealismo\, alla metafisica e alla pop art\, unificati dall’originario amore per l’arte antica. \nLe ambientazioni marine ampie e profonde e la grande attenzione alla rappresentazione di una luce densa ed evocativa\, creano una scena in cui possono interagire sogni e quotidianità\, passato e futuro\, commedia e dramma.
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SUMMARY:Flash sulla Barcolana: alle luci della sera
DESCRIPTION:S’inaugura mercoledì 15 aprile 2026 alle ore 19 alla Sala Comunale d’Arte (piazza Unità d’Italia 4) di Trieste\, la mostra personale del fotografo e poeta napoletano Giacomo Garzya\, che sarà introdotta sul piano critico dall’arch. Marianna Accerboni. Nella mostra\, intitolata “Flash sulla Barcolana: alle luci della sera”\, sarà esposta una selezione di immagini fotografiche realizzate dall’autore con il mezzo digitale nel 2025 e nel 2024. Fino al 4 maggio (orario: ogni giorno 10_13 e 17_ 20). \nVedi Napoli e poi muori\, dice l’antico adagio\, ma c’è anche chi\, nato a Napoli – scrive Marianna Accerboni\, per gli accadimenti della vita\, sceglie di vivere a Trieste\, sulle sponde di un altro mare. È il caso di Giacomo Garzya\, prolifico poeta e fotografo che\, con questa mostra ci offre un’interpretazione raffinata e molto personale del paesaggio di mare triestino\, rivisitato attraverso il medium digitale con una sensibilità luministica mediterranea. \nGrande viaggiatore di ampia cultura e apertura europee\, Garzya rappresenta una sorta di fiume in piena: ricco di energia\, si fa autore di una fotografia vitale\, pervasa di cromatismi e luci potenti. La sua non è una rappresentazione romantica\, neoromantica o d’ispirazione sturm und drang (tempesta e impeto)\, narrata in chiave mitteleuropea come spesso accade ad autori giuliani quali per esempio Fabio Colussi o come evidenzia il lessico espressionista di Livio Rosignano nel raffigurare la bora scura\, ma è un’interpretazione con forti contrappunti di luce della natura di Trieste. In questa città\, in cui la cultura italiana s’intreccia a molteplici suggestioni culturali europee e internazionali\, Garzya porta i cromatismi accesi e brillanti e la luce intensa dell’arte visiva italiana. Un esempio per tutti potrebbe essere rappresentato dalla dinastia dei Tito\, il cui capostipite\, Ettore Tito\, pittore e scultore (Castellammare di Stabia 1859 – Venezia 1941)\, portò la luce partenopea nella città lagunare\, i cui artisti erano già caratterizzati da un’intensa e positiva sensibilità per il dato luministico\, seguito in questo orientamento dal figlio Luigi (Sambruson\, Dolo 1907 – Venezia\,1991)\, pittore\, e dal nipote Giuseppe (Venezia 1959 – 2022)\, pittore e scultore. \nGarzya va oltre la dimensione introspettiva della luce del mare di Trieste – i cui artisti storici si erano formati a Venezia\, Monaco di Baviera\, Vienna e Berlino -\, che riesce invece a traslare\, attraverso una verve luministica e cromatica coraggiosa e intensa\, in un fattore luministico gioioso e positivo\, che non si guarda dentro ma gode dell’essere luce. \nL’artista poeta ha inoltre avuto dal 1994 stretti rapporti di amicizia e di collaborazione con il grande fotografo Pepi Merisio\, da cui ha tratto ripetutamente linfa e incoraggiamento per affrontare l’arte del terz’occhio sul piano professionale. Ed è stato inoltre incoraggiato nel campo della poesia sia dal famoso storico Giuseppe Galasso\, che gli è stato Maestro negli studi\, stilando inoltre la prefazione del suo secondo libro di poesie Maree (Napoli\, 2001)\, che da Giuseppe Pontiggia. \nGiacomo Garzya\, nato a Napoli nel 1952 da padre leccese\, napoletano d’adozione\, e madre belga. Laureato in Storia moderna all’Università Federico II di Napoli\, borsista dell’Istituto Italiano per gli Studi Storici e ricercatore del CNR\, già docente di Materie letterarie\, ha pubblicato saggi storici\, una ventina di raccolte di poesie e diversi libri di fotografie. Ha partecipato a vari concorsi di poesia\, risultando secondo al IV Premio Internazionale Fëdor Dostoevskij e ottenendo il titolo di Alfiere della cultura al XIX Premio Internazionale Mario Luzi 2023/2024. Molte sue poesie sono state tradotte in inglese\, greco moderno\, francese\, spagnolo\, tedesco e arabo classico. Biografia completa sul sito web Giacomo Garzya – Le Immagini e la Poesia / https://www.maree2001.it. \nÈ autore di più 16.000 diapositive scattate dal 1981 al 2009 quasi sempre con una Kodak e di 30.000 foto realizzate in digitale dal 2009 a oggi. \nEvento collaterale: giovedì 23 aprile ore 17.30 \nSala Bobi Bazlen\, Palazzo Gopcevich \nPresentazione degli ultimi due libri di fotografie di Giacomo Garzya: Echi di pietra sulle rotte delle sirene. Gli ellenismi nel Mediterraneo (Napoli 2026\, Iuppiter edizioni\, pp. 80) e Mare. Sponde e onde dal mondo (Napoli 2026\, Iuppiter edizioni\, pp. 320) a cura di Claudia Colecchia\, responsabile della Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte del Comune di Trieste\, e dell’architetto Marianna Accerboni. \nDOVE: Sala Comunale d’Arte · piazza Unità d’Italia\, 4 · Trieste\nQUANDO: 16 aprile · 4 maggio 2026\nORARIO: tutti i giorni ore 10 · 13 e 17 · 20\nA CURA DI: Marianna Accerboni\nINFO: +39 339 1051815 – +39 335 6750946
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