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SUMMARY:L’Idroscalo di Trieste. L’epopea dei Cant e le sue architetture.
DESCRIPTION:Un incontro che narra una storia iniziata a Monfalcone\, nel 1908\, con la fondazione del Cantiere Navale Triestino da parte degli armatori Cosulich per poter realizzare in proprio il naviglio della loro flotta commerciale.\nDopo la seconda guerra mondiale inizia la costruzione anche di idrovolanti e\, nel 1922\, viene costituita la SISA per il trasporto via aerea di merci e persone. Nel 1926 parte il primo volo da Trieste (Portorose) a Torino. Nel 1926 viene collocata una stazione galleggiante di fronte all’Hotel de la Ville\, distrutta però già nell’anno successivo da una violenta mareggiata. Nel 1931 inizia la costruzione di un nuovo Idroscalo di Trieste alla testa del Molo IV: un imponente edificio dai caratteri razionalisti che non aveva uguali nel Paese per grandezza e modernità funzionale. La storia termina con la costruzione alla fine degli anni Trenta delle importanti officine aeronautiche monfalconesi\, purtroppo distrutte durante i bombardamenti alleati del 1944.
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SUMMARY:1986 – 2026: 40 anni di passione condivisa per il mare di Trieste
DESCRIPTION:Manifestazione dedicata al 40° anno di fondazione dei circoli subacquei Murena Diving Sporting Club e Circolo Sommozzatori Trieste\, Bignami Sub e dell’Area Protetta di Miramare WWF.
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SUMMARY:Evento collaterale alla mostra L’arte triestina al femminile nel ‘900 d’avanguardia italiano ed europeo | Jelenski & Fini\, artisti della vita
DESCRIPTION:Proiezione del video inedito sulla conferenza di approfondimento tenuta all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi da Marianna Accerboni e dal prof. Piotr Bilos\, docente di letteratura polacca all’Istituto nazionale di lingue e civiltà orientali di Parigi (Sorbonne Paris Cité)\, sull’intenso rapporto tra la Fini e Costantin Jelenski\, importante intellettuale polacco e suo compagno per molti anni\, cui è dedicato uno dei due profumi ideati da Accerboni per Leonor\, intitolato Kot (in polacco gatto)\, come la pittrice\, appassionata dei felini\, lo chiamava.
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SUMMARY:Jelensky e Fini. Due artisti della vita
DESCRIPTION:Nell’ambito della mostra “L’arte triestina al femminile nel ‘900 d’avanguardia italiano ed europeo”\, domenica 20 settembre alle 18.30\, nella sala Luttazzi del Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste\, sarà proiettato il video inedito sulla conferenza di approfondimento sull’intenso rapporto affettivo e intellettuale tra Leonor Fini e Costantin Jelenski (Varsavia 1922 – Parigi 1987)\, tenuta all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi\, in collaborazione con l’Istituto polacco della capitale francese\, da Marianna Accerboni\, curatrice della mostra e dell’evento\, e dal prof. Piotr Bilos\, noto studioso e docente universitario di letteratura polacca moderna e contemporanea all’Istituto nazionale di lingue e civiltà orientali di Parigi (INALCO\, Sorbonne Paris Cité). Bilos è anche fondatore e direttore della collezione Polish Domains (Ambiti polacchi)\, Classiques Garnier\, Parigi. L’incontro\, intitolato “Jelenski & Fini. Artisti della vita”\, è introdotto dal direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi Diego Marani\, scrittore e glottoteta di fama internazionale e già consigliere del Ministro della Cultura durante la presidenza italiana del consiglio dell’UE\, e moderato da Natalia Barbarska\, responsabile dei progetti visivi dell’Istituto Polacco di Parigi.\nJelenski fu uno dei più importanti intellettuali polacchi in esilio all’epoca\, funzionario della Fao\, critico d’arte e letterario\, traduttore\, collaboratore della rivista culturale e geopolitica Kultura\, fondata a Roma dopo la seconda guerra mondiale e successivamente stampata e diffusa a Parigi: diretta da Jerzy Giedroyc a Maisons-Laffittes\, piccolo comune nei dintorni di Parigi\, è stata un’autentica piattaforma di idee e studi storici di un’epoca\, di cui il video dà testimonianza. Jelenski fu per molti anni compagno di Leonor\, che conobbe alla Quadriennale romana del ’52: Costantin e la Fini costituivano una coppia eccezionale per la quale la vita e l’arte erano inseparabili. Provenienti da mondi diversi\, entrambi cosmopoliti\, cittadini d’Europa e tormentati dalle grandi questioni del loro tempo\, erano legati dallo stesso spirito di libertà e hanno creato un universo che apparteneva solo a loro e che s’irradiava sull’ambiente circostante e sulla vita artistica del loro tempo\, come sottolinea nel video Natalia Barbarska. Costantin fu però in realtà uno dei due compagni “storici” dell’artista: con Jelenski e con il diplomatico\, pittore e marchese Stanislao Lepri (Roma 1905 – Parigi 1980)\, conosciuto da Leonor in un cinema di Montecarlo\, dove lui era console nel ’41\, la Fini intrattenne infatti per molti anni un ménage à trois nella sua casa di Parigi.\nTutti tre sono ora sepolti assieme nella stessa tomba\, sotto una semplice\, unica lastra di marmo scuro\, lei al centro\, Costantin e Stanislao ai lati\, nel piccolo cimitero di campagna di St-Dyé-sur-Loire\, un paesino a 175 chilometri a Sud di Parigi\, dove Leonor aveva una casa di vacanza\, nei cui pressi la promenade è a lei intitolata.\nNel video viene anche ricordato il ventennale rapporto di amicizia\, fatto di telefonate e lettere spesso giornaliere\, fra Giorgio Cociani\, per decenni presidente de Il Gattile di Trieste\, e Leonor Fini\, generato dalla comune passione per i felini\, che vide coinvolto anche Jelenski.\nA seguire avrà luogo una visita guidata alla mostra con la curatrice e una degustazione di vini offerta dall’Azienda Benjamin Zidarich. In questi giorni e fino al 19 settembre è possibile partecipare alle visite guidate delle ore 18 con la curatrice Marianna Accerboni. \nL’incontro si situa nel fine della rassegna\, promossa e realizzata dall’Associazione Foemina APS di Trieste in coorganizzazione con  il Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e  del Turismo e il sostegno\, tra gli altri\, delle Fondazioni CRTrieste e Kathleen Foreman Casali e il media partenariato de Il Piccolo: mira ad approfondire la personalità e l’opera di Leonor Fini\, Maria Lupieri\, Maria Melan\, Anita Pittoni e Miela Reina\,  poliedriche artiste triestine di livello internazionale\, molto apprezzate dal critico e pittore triestino Gillo Dorfles.
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SUMMARY:Flying Racquets: Diavoli con la racchetta
DESCRIPTION:La mostra fotografica “Flying Racquets. Il tennis in un millesimo di secondo” di Ray Giubilo ospita le quindici sfide leggendarie che hanno fatto la storia del tennis moderno\, con la presentazione del libro di Stefano Semeraro “Diavoli con la racchetta” in dialogo con il fotografo internazionale Ray Giubilo e con il curatore della mostra Aldo Poduie. Modera Valerio Fiandra. Stefano Semeraro\, giornalista e scrittore con una lunga esperienza nel racconto sportivo\, ci guida in un viaggio emozionante tra alcune delle sfide più leggendarie mai giocate su un campo da tennis. Ogni capitolo è dedicato a un incontro simbolo\, in cui tecnica\, tensione e talento si intrecciano in storie uniche\, capaci di raccontare non solo lo sport\, ma anche l’anima dei suoi protagonisti. Evento organizzato in collaborazione con Aps comunicazione.
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SUMMARY:Diavoli con la racchetta
DESCRIPTION:Il giornalista e scrittore Stefano Semeraro presenta il suo libro “Diavoli con la racchetta” \nLa mostra fotografica “Flying Racquets. Il tennis in un millesimo di secondo” di Ray Giubilo\, vistata da un pubblico superiore alle aspettative\, ospita le quindici sfide leggendarie che hanno fatto la storia del tennis moderno\, con l’evento di finissage “Diavoli con la racchetta”\, organizzato sabato 19 settembre\, alle ore 17.30\, in Sala Luttazzi – Magazzino 26 – Porto Vecchio Trieste\, da Triestebookfest con il contributo della Fondazione CRTrieste.\nIn programma la presentazione del libro “Diavoli con la racchetta”\, insieme all’autore e giornalista Stefano Semeraro in dialogo con il fotografo internazionale Ray Giubilo\, appena rientrati entrambi dagli USA Open. Moderatore Valerio Fiandra. Seguirà una visita alla mostra “Flying Racquets”\, coorganizzata con il Comune di Trieste (visitabile alla Sala Leonor Fini del Magazzino 26 fino a domenica 20 settembre). \n“Diavoli con la racchetta. I campioni che fanno fatto la storia del tennis in 15 match leggendari” è un libro pensato per chi ama il tennis\, ma anche per chi vuole scoprire cosa si cela dietro ogni colpo\, ogni sconfitta\, ogni vittoria. Stefano Semeraro\, giornalista e scrittore con una lunga esperienza nel racconto sportivo\, ci guida in un viaggio emozionante tra alcune delle sfide più leggendarie mai giocate su un campo da tennis. Ogni capitolo è dedicato a un incontro simbolo\, in cui tecnica\, tensione e talento si intrecciano in storie uniche\, capaci di raccontare non solo lo sport\, ma anche l’anima dei suoi protagonisti. Dalla rivalità epica tra Federer e Nadal alle battaglie senza tempo di Borg e McEnroe\, fino agli incontri che hanno consacrato nuove stelle come Sinner e Alcaraz o segnato momenti di svolta\, il volume non è solo una raccolta di partite: è un viaggio nel cuore del tennis. Con uno stile avvincente e ricco di aneddoti\, Semeraro ci porta dietro le quinte\, rivelando dettagli curiosi\, emozioni nascoste e il lato più umano di grandi campioni e campionesse. \nStefano Semeraro (Bologna\, 1963)\nScrive da anni per “La Stampa” di Torino\, per cui ha seguito quasi cento tornei dello Slam\, quattro edizioni della 24 Ore di Le Mans\, vent’anni di Sei Nazioni di Rugby e due Olimpiadi. Dal gennaio 2020 è direttore responsabile de “Il Tennis Italiano”\, la più antica rivista di tennis del mondo. Nel 1999 ha pubblicato la raccolta di poesie Due inverni\, con la quale è giunto in finale al premio Dario Bellezza. Appassionato di viaggi\, dal 1994 è direttore responsabile della rivista di letteratura “Versodove”. \nLa mostra “Flying Racquets”\, vistata da oltre 1.500 persone e apprezzata per la qualità delle fotografie di Ray Giubilo\, la particolarità delle opere di Federica Ramani e il percorso espositivo proposto da Aldo Poduie\, è stata realizzata dall’Associazione culturale Triestebookfest\, in coorganizzazione con il Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo\, il contributo della Fondazione CRTrieste e la collaborazione di Aps comunicazione\, curatore Aldo Poduie. Con il patrocinio della Federazione Italiana Tennis e Padel\, Federalberghi Trieste e Tennis Club Triestino; main partner AMICA\, partner Imobilia\, Lacoste e Trieste Trasporti\, media partner Il Tennis Italiano\, Rai FVG e Telpress; partner tecnici Dunlop\, Matras\, Newlab\, Acqua Valmora e Cantine Damilano.
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SUMMARY:Flying Racquets: Diavoli con la racchetta
DESCRIPTION:La mostra fotografica “Flying Racquets. Il tennis in un millesimo di secondo” di Ray Giubilo ospita le quindici sfide leggendarie che hanno fatto la storia del tennis moderno\, con la presentazione del libro di Stefano Semeraro “Diavoli con la racchetta” in dialogo con il fotografo internazionale Ray Giubilo e con il curatore della mostra Aldo Poduie. Modera Valerio Fiandra. Stefano Semeraro\, giornalista e scrittore con una lunga esperienza nel racconto sportivo\, ci guida in un viaggio emozionante tra alcune delle sfide più leggendarie mai giocate su un campo da tennis. Ogni capitolo è dedicato a un incontro simbolo\, in cui tecnica\, tensione e talento si intrecciano in storie uniche\, capaci di raccontare non solo lo sport\, ma anche l’anima dei suoi protagonisti. Evento organizzato in collaborazione con Aps comunicazione.
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SUMMARY:80 anni FIPAV
DESCRIPTION:La Federazione Italiana Pallavolo (FIPAV) nel 2026 compie 80 anni\, un traguardo importante che la Federazione festeggia con un percorso di celebrazioni in tutta Italia\, attraverso eventi che ripercorreranno la storia della pallavolo italiana. Il Comitato Territoriale Trieste-Gorizia è organizzatore dell’evento a Trieste\, che sarà occasione per rivivere la storia del volley sul territorio. Saranno conferiti importanti riconoscimenti alle società A. R. Torriana\, Pol. Libertas Turriaco\, ASD Olympia Gorizia\, ASD SSD Breg Trieste\, a Francesco Cipolla\, Fabrizio Brezigar\, Alessandro Corga\, Giorgio Tirel\, Ivan Peterlin\, Paolo Ruggeri (alla memoria)\, che hanno contribuito a diffondere e a far crescere la pallavolo nelle province di Trieste e Gorizia. In qualità di testimonial dell’evento\, saranno presenti Elisa Togut e Loris Manià\, atleti che hanno vestito la maglia della nostra Nazionale.
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SUMMARY:Duemila Grotte. 1926-2026\, La Speleologia\, cent’anni dopo
DESCRIPTION:Il workshop celebra la ricorrenza dei cento anni dalla pubblicazione del volume “Duemila Grotte” che può ritenersi ancora oggi non solo un riferimento storico sullo stato della speleologia locale del secolo scorso\, primo nel suo genere nel contesto mondiale di allora\, ma anche un documento insostituibile per confrontare l’evoluzione tecnica\, scientifica e esplorativa sviluppatasi in questo secolo e che trova le proprie radici proprio in questo incredibile inventario delle cavità naturali del Carso.
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SUMMARY:Da Flying Racquets all’NBA: Sergio Tavčar racconta il basket americano
DESCRIPTION:La mostra fotografica “Flying Racquets. Il tennis in un millesimo di secondo” di Ray Giubilo\, visitabile fino al 20 settembre\, apre le porte a un’altra storia di grande sport\, questa volta dedicata alla pallacanestro.\nProtagonista è Sergio Tavčar\, voce che ha segnato la storia del giornalismo sportivo e delle telecronache di basket\, con oltre 3.000 partite raccontate. Nel suo libro “C’era una volta l’NBA” ripercorre la parabola della pallacanestro americana attraverso campioni leggendari come Michael Jordan\, Larry Bird e Magic Johnson\, ma anche i cambiamenti che hanno trasformato profondamente il gioco.\nÈ il racconto di un amore e\, insieme\, di una disillusione: secondo Tavčar\, l’NBA ha progressivamente privilegiato spettacolo\, marketing\, fisicità e atletismo\, lasciando meno spazio a tecnica\, creatività e gioco di squadra. Un punto di vista personale e senza sconti\, che diventa occasione per parlare di sport\, cultura e società. Con Tavčar interviene Raffaele Baldini.
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SUMMARY:Sulle Ali della Melodia
DESCRIPTION:Dall’opera alle melodie senza tempo\, un volo tra le emozioni con Elisa Iovele (soprano)\, Sibilla Serafini (mezzosoprano)\, Ennio Ficiur (tenore)\, Dante Roberto Muro (basso) e Mauro Berton (crooner)\, accompagnati al pianoforte dal M° Corrado Gulin e con la partecipazione straordinaria del M° Stefano Casaccia al flauto.\nIl programma spazierà dalle più celebri arie d’opera\, come Habanera\, La donna è mobile e Là ci darem la mano\, fino ai grandi classici del musical\, tra cui West Side Story\, per concludersi con melodie senza tempo come My Way e La Vie en Rose.\nPiccolo Georg and Friends in collaborazione con Nova Academia Alpe Adria.\nIl biglietto sarà acquistabile presso la Sala Luttazzi un’ora prima dello spettacolo.
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SUMMARY:La Croce di Ferro e Lady Darkness – Il cinema indipendente racconta la storia
DESCRIPTION:Il cinema indipendente racconta la storia. Due opere indipendenti raccontano il passato attraverso linguaggi diversi.\nLa Croce di Ferro di Luca Bertossi\, ambientato nel Friuli del 1944\, racconta l’incontro tra un partigiano ferito e un soldato tedesco\, tra guerra\, memoria e umanità.\nLady Darkness di Elisabetta Cancelli rilegge invece il passato attraverso il gotico\, il mistero e le ferite familiari.\nPresenta Giacomo Palcini. Organizzato da Silent Dream e Petit Soleil Aps\, con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia.
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SUMMARY:Evento collaterale alla mostra “L’arte triestina al femminile nel ‘900 d’avanguardia italiano ed europeo” – Leonor Fini da Trieste a Parigi
DESCRIPTION:Nell’ambito della mostra “L’arte triestina al femminile nel ‘900 d’avanguardia italiano ed europeo”\, avrà luogo la presentazione del catalogo “Leonor Fini. Memorie triestine” (ed. Istituto Italiano di Cultura di Parigi)\, con testi del direttore Diego Marani\, importante scrittore e glottoteta\, e di Marianna Accerboni\, ideatrice e curatrice della mostra e degli eventi collaterali. Seguiranno la presentazione dei profumi “Lolò” e “Kot”\, creati da Accerboni per interpretare la duplice e complessa personalità della Fini e realizzati in edizione limitata\, e la proiezione di due video dedicati alla celebre artista di madre e formazione triestine: uno\, inedito\, ambientato a Parigi e uno ambientato nella sua casa di Saint-Dyé-sur-Loire\, a Sud della capitale francese. Seguiranno una visita guidata con la curatrice e un brindisi offerto dall’Azienda Benjamin Zidarich.
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SUMMARY:Evento collaterale alla mostra “L’arte triestina al femminile nel ‘900 d’avanguardia italiano ed europeo” – Leonor Fini da Trieste a Parigi
DESCRIPTION:Nell’ambito della mostra “L’arte triestina al femminile nel ‘900 d’avanguardia italiano ed europeo”\, avrà luogo la presentazione del catalogo “Leonor Fini. Memorie triestine” (ed. Istituto Italiano di Cultura di Parigi)\, con testi del direttore Diego Marani\, importante scrittore e glottoteta\, e di Marianna Accerboni\, ideatrice e curatrice della mostra e degli eventi collaterali. Seguiranno la presentazione dei profumi “Lolò” e “Kot”\, creati da Accerboni per interpretare la duplice e complessa personalità della Fini e realizzati in edizione limitata\, e la proiezione di due video dedicati alla celebre artista di madre e formazione triestine: uno\, inedito\, ambientato a Parigi e uno ambientato nella sua casa di Saint-Dyé-sur-Loire\, a Sud della capitale francese. Seguiranno una visita guidata con la curatrice e un brindisi offerto dall’Azienda Benjamin Zidarich.
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SUMMARY:Leonor Fini da Trieste a Parigi
DESCRIPTION:Nell’ambito della mostra “L’arte triestina al femminile nel ‘900 d’avanguardia italiano ed europeo”\, venerdì 4 settembre alle 18.30\, presso la Sala Luttazzi del Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste\, avrà luogo la presentazione del catalogo “Leonor Fini. Memorie triestine” (ed. Istituto Italiano di Cultura di Parigi) con testi del direttore Diego Marani\, scrittore e glottoteta di valenza internazionale\, e di Marianna Accerboni\, ideatrice e curatrice della mostra e degli eventi collaterali\, che ha inserito nel volume notizie e immagini inedite provenienti dalle sue ricerche. Seguiranno la presentazione dei profumi “Lolò” e “Kot”\, creati da Accerboni per interpretare la duplice e complessa personalità della Fini e realizzati in edizione limitata\, e la proiezione di due video dedicati alla celebre artista di madre e formazione triestine: uno\, inedito\, ambientato a Parigi e uno ambientato nella sua casa di Saint-Dyé-sur-Loire\, a Sud della capitale francese. Seguiranno una visita guidata con la curatrice (€ 5\,00) e un brindisi offerto dall’Azienda Benjamin Zidarich. \nLeonor Fini amava molto le fragranze e nel ‘36 aveva disegnato un flacone per il profumo Shocking di Elsa Schiapparelli\, la grande sarta italiana che in quegli anni aveva inventato il colore rosa shocking e da Parigi stava spopolando nel mondo. La Fini\, divenuta\, grazie anche al suo corpo flessuoso\, la testimonial di Schiapparelli\, per il profumo della maison aveva disegnato un’iconica boccetta\, oggi molto ricercata dai collezionisti del vintage\, con la forma di un busto da sartoria ispirato alle famose curve dell’attrice Mae West\, cliente della Schiapparelli che\, non amando l’aereo\, si faceva inviare gli abiti da Parigi direttamente negli Stati Uniti. Per Leonor Marianna Accerboni ha ideato due fragranze: “Lolò”\, come la pittrice veniva chiamata a Trieste da ragazza\, e “Kot”\, che in polacco significa gatto\, soprannome con cui la Fini chiamava Costantin Jelenski\, importante intellettuale di Varsavia che\, in un ménage à trois con Stanislao Lepri\, fu una presenza fondamentale nella sua vita.\n“Lolò” è un eau de parfum intensa e sensuale\, che interpreta la personalità dell’artista attraverso note di testa d’ispirazione mitteleuropea\, tra cui cumino e cannella\, di cuore come per esempio lo zenzero e note di fondo\, tra cui l’ambra. “Kot” interpreta invece quella traccia sottilmente androgina che s’intuisce nella personalità della Fini e quella efebica dei suoi compagni prediletti attraverso note tra cui emergono il fico e la tuberosa. Ambedue le fragranze sono realizzate utilizzando componenti a base di estratti naturali provenienti da coltivazioni biologiche e biodinamiche\, che caratterizzano gli oli essenziali e l’alcool derivante dalla canna da zucchero presenti in ambedue i profumi. \nL’evento è inserito nella rassegna “Una Luce sempre accesa”\, promossa e organizzata dal Comune di Trieste – Assessorato alle politiche della cultura e del turismo\, nella Sala Luttazzi del Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste. \nSabato 5 e domenica 6 settembre alle 18 avrà luogo una visita guidata condotta dalla curatrice\, seguita da una degustazione di vini offerta dall’Azienda Benjamin Zidarich. \nL’incontro si situa nel fine della mostra – realizzata in coorganizzazione con il Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo\, il sostegno\, tra gli altri\, delle Fondazioni CRTrieste e Kathleen Foreman Casali e il media partenariato de Il Piccolo – che mira ad approfondire la personalità e l’opera di Leonor Fini\, Maria Lupieri\, Maria Melan\, Anita Pittoni e Miela Reina nell’ottica dell’innovazione cui aderirono. Tutte formatesi\, eccetto la più giovane Miela\, a stretto contatto con il colto milieu internazionale e d’avanguardia che connotava allora Trieste\, in cui già brillavano personaggi triestini loro coetanei\, che sarebbero divenuti famosi a livello mondiale: tra questi\, il futuro gallerista Leo Castelli e Bobi Bazlen\, il famoso critico\, estetologo e artista Gillo Dorfles\, il grande traghettatore della letteratura dell’Est europeo in Italia\, accanto a Italo Svevo e Umberto Saba. Poliedriche\, indipendenti sul piano personale e professionale e grandi viaggiatrici\, queste artiste furono a contatto con le avanguardie internazionali\, da cui trassero linfa\, novità e ispirazione.
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