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SUMMARY:Biennale Internazionale Donna: La Boemia sta sul mare
DESCRIPTION:Giunta alla sua quinta edizione\, la Biennale Internazionale Donna conferma il proprio ruolo di piattaforma culturale capace di interrogare criticamente il presente attraverso le pratiche artistiche contemporanee\, la ricerca teorica e il dialogo internazionale. Realizzata in coorganizzazione con il Comune di Trieste e con il patrocinio di Io Sono FVG\, la Biennale rinnova la propria vocazione a costruire uno spazio aperto di riflessione\, trasformazione e confronto. \nCurata da Riccardo Rizzetto in qualità di curatore invitato\, questa edizione prende forma attorno al titolo La Boemia sta sul mare. Esercitare discontinuità\, immaginare altrimenti\, sviluppando una riflessione sulla nostalgia non come desiderio di ritorno\, ma come possibilità critica di riaprire il tempo\, restituire visibilità a ciò che è stato marginalizzato e immaginare alternative nel presente. \nIn un’epoca segnata da categorie sempre più rigide e da una crescente pressione alla semplificazione del reale\, la Biennale assume la parola donna non come definizione identitaria o categoria descrittiva\, ma come campo critico\, luogo di tensione e ridefinizione\, in cui si intrecciano aspettative culturali\, proiezioni politiche\, economie del desiderio e forme di esclusione. In questa prospettiva\, la Biennale non offre risposte chiuse\, ma apre uno spazio di immaginazione\, resistenza e trasformazione. \nAccanto al percorso espositivo principale\, la mostra accoglie anche una serie di attivazioni a cura di Riccardo Rizzetto riunite sotto il titolo interferences PUBLIC PROGRAMME. Pensato come una costellazione di interventi che intersecano la mostra e talvolta se ne discostano\, il programma non opera come una semplice sequenza parallela di eventi\, ma come un insieme di interferenze interne al campo curatoriale\, capaci di complicarne\, amplificarne e rilanciare le traiettorie. \nAttraverso proiezioni\, walkshop\, workshop\, performance e display temporanei\, interferences apre la Biennale a ulteriori voci\, pratiche e forme di conoscenza. Ogni attivazione introduce uno spostamento di scala o di prospettiva\, permettendo alla mostra di rimanere permeabile a incontri\, gesti e situazioni collettive che si dispiegano nel tempo. Molti di questi momenti si svolgono all’interno dell’Ephemeral Library – A Library for the Time Being\, concepita non come archivio stabile ma come infrastruttura temporanea di incontro\, scambio e sperimentazione; altri abitano differenti spazi della Biennale\, tra cui la Sala Luttazzi\, sede delle proiezioni curate all’interno di BID the Screen. Insieme a interventi come il walkshop Architetture del Postporre di Communal Matters\, il workshop TRACEFORM e il display temporaneo Stories as Forms\, queste attivazioni compongono una costellazione mobile di pratiche che attraversa la Biennale dall’interno\, aprendola a forme ulteriori di incontro\, scambio e costruzione collettiva di significato. \nAccanto al percorso espositivo e al public programme\, la mostra accoglie anche A Library for the Time Being\, una biblioteca effimera ideata come organismo vivo e commons contemporaneo\, attiva esclusivamente per la durata della Biennale. Più che conservare saperi\, la biblioteca li mette in circolazione\, li espone all’uso\, allo scambio\, alla trasformazione\, configurandosi come soglia condivisa di attivazione culturale nel presente. \nIl programma si amplia con un Progetto Satellite\, curato da Marlene Elvira Steinz\, che per questa quinta edizione assume un rilievo particolare: presso Portopiccolo\, il Satellite Pavilion austriaco sviluppa infatti un dialogo autonomo ma strettamente connesso alla mostra principale\, rafforzando il carattere internazionale e plurale della Biennale. Il progetto approfondisce i temi della luce\, della fragilità e del desiderio come forze attive del presente\, costruendo un ponte curatoriale tra Trieste e l’Austria. \nLa V edizione della Biennale sarà accompagnata anche dal catalogo La Boemia sta sul mare. Esercitare discontinuità\, immaginare altrimenti\, con progetto editoriale a cura di Antonella Trotta\, che affianca la mostra come spazio autonomo di riflessione e condivisione. \nDichiarazione della presidente di BID\, Šeherzada Ahmetović\n“Questa inaugurazione restituisce con chiarezza la forza collettiva che sostiene oggi la Biennale Internazionale Donna. La partecipazione del pubblico\, il dialogo tra artiste\, curatori\, istituzioni e partner\, e la qualità delle opere e dei contenuti presentati confermano la solidità di un progetto che continua a crescere\, mantenendo viva la propria capacità critica.\nQuesta edizione si distingue per una composizione curatoriale e progettuale ampia e articolata: il lavoro di Riccardo Rizzetto\, il contributo editoriale di Antonella Trotta\, il progetto satellite curato da Marlene Elvira Steinz e la biblioteca effimera A Library for the Time Being aprono insieme un campo di ricerca condiviso\, in cui il sapere\, l’arte e il pensiero si incontrano in forme vive e trasformative.\nRingrazio il Comune di Trieste\, le artiste\, la giuria\, i partner\, il team organizzativo e tutte le persone che hanno reso possibile questa apertura. Trieste si conferma ancora una volta un luogo capace di accogliere un progetto culturale internazionale che non si limita a esporre opere\, ma costruisce relazioni\, domande e possibilità.” \nInformazioni per il pubblico\nLa mostra è visitabile fino al 2 maggio 2026.\nBiglietto unico: 5 euro. \nDate utili – interferences PUBLIC PROGRAMME \n03.04.2026 – Venerdì | Ephemeral Exhibition\n17:00–20:00 Stories as Forms – Preview della Ephemeral Exhibition di Malles Design Mediterraneo\n(in mostra fino al 12.04.2026) \nMagazzino 26\, Porto Vecchio\, Trieste \n19.04.2026 – Domenica | Screening\n15:00 BID the Screen – Lagoon / Ice / Data\nSonia Levy (We Marry You\, O Sea)\, Susan Schuppli (Moving Ice)\, Felix Lenz (Brute Force)\nSala Luttazzi\, Magazzino 26\, Porto Vecchio\, Trieste \n25.04.2026 – Sabato | Screening\n15:00 BID the Screen – Optics / Communication\nFilipa César & Louis Henderson (Sunstone)\, Nick Calori & Nicola Sersale (Letters from the Blue)\nSala Luttazzi\, Magazzino 26\, Porto Vecchio\, Trieste \n01.05.2026 – Venerdì | Ephemeral Exhibition\n17:00–19:00 TRACEFORM – Preview della Ephemeral Exhibition che presenta i risultati del workshop curato da Riccardo Rizzetto con Sarah Staton per il Royal College of Art MA Sculpture 2026\n(in mostra fino al 02.05.2026) \nMagazzino 26\, Porto Vecchio\, Trieste \n  \n02.05.2026 – Sabato | Finissage\n16:30–18:00 Presentazione di Intersections Research Art Residency\, Presentazione catalogo \nMagazzino 26\, Porto Vecchio\, Trieste \n  \nArtiste invitate\nVeronica Barbato\, Francesca Centonze\, Luisa Elia\, Arianna Giorgi\, Silvia Giordani\, Francesca Pionati\, Marta Ravasi\, Laura Russell\, Vittoria Serena (Claudia Zaggia)\, Andrea Solaja\, Sarah Staton\, Vivianne van Singer\, Sarah Kate Wilson\, Alba Zari. \nArtiste partecipanti alla V edizione della Biennale Internazionale Donna\nGaia Aducchio\, Karina Akopyan\, Aliteia (Alice Babolin)\, Anastasiia Artiukhina\, Beatrice Bartolozzi\, Franca Bertani\, Letizia Carattini\, Chiara Anna Colombo\, Marina Comerio\, Tiziana Contu\, Martina Dallastella\, Marie-José D’Aprile\, Marija Delić\, Donatella Donatelli\, Elisabetta Eleutieri Serpieri\, Fabiola Faidiga\, Marica Fasoli\, Kikki Ghezzi\, Monica Gorini\, Valentina Grilli\, Barbara Grossato\, Jane Kerry Lowery\, Paulina Jazvić\, Sofia MacGregor Oettler\, Micol Magni\, Eliana Marinari\, Pamela Martinez Rod\, Maria Cristina Marzola\, Viviana Rasulo\, Giorgia Razzetta\, Ann Russell\, Claudia Villani\, Ana Vivoda. \nArtiste Satellite Pavilion\nJulia Bugram\, Julia Dorninger\, Julia Hovorka\, Marion Kilianowitsch\, Gabriele Kutschera\, Dora Mai\, Teresa Maria von Matthey\, Viktoria Morgenstern\, Nora Mü\, Lea Radatz\, Michaela Schwarz-Weismann\, Birgit Schweiger\, Hannah Stippl\, Heike Stuckstedde\, Noémi Kiss\, Billi Thanner\, ISA Stein. \nCrediti\nPromozione: Biennale Internazionale Donna APS \nPresidente: Šeherzada Ahmetović \nConsiglio direttivo: Mirela Ahmetović\, Alessandra Postir\nPresidente onorario: Alda Radetti \n  \nCoorganizzazione: Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo \nAssessore: Giorgio Rossi \nCuratore invitato: Riccardo Rizzetto\nProgetto Satellite: a cura di Marlene Elvira Steinz \nDirezione artistica: Šeherzada Ahmetović\, Francesca Carmellino\, Antonella Trotta\nProgetto editoriale / Catalogo: a cura di Antonella Trotta \nBiennale Internazionale Donna\nVia San Giorgio 1\, 34123 Trieste\, Italy\ninfo@bidartbiennale.com\nwww.bidartbiennale.com \nPress office\nSTUDIO THEO\nfrancesca@studio.theo.com\nwww.studio-theo.com
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SUMMARY:Visita guidata con Alfonso Firmani
DESCRIPTION:Domenica 15 febbraio 2026 alle ore 11 si terrà una visita guidata con Alfonso Firmani alla mostra “Odissee. L’esperienza dell’orizzonte” alla sala Nathan del Magazzino 26\, dove l’artista racconterà la nascita\, l’evoluzione e la realizzazione del progetto. \nLa mostra\, realizzata in coorganizzazione con il Comune di Trieste\, Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo\, fa parte del progetto CHRONOCROMA Memorie\, conflitti ed ecologie nell’arte contemporanea e rientra nell’ambito del bando Manifestazioni Espositive 2025\, Regione Friuli Venezia Giulia.
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SUMMARY:Odissee. L'esperienza dell'orizzonte
DESCRIPTION:Sabato 7 marzo 2026 alle ore 17 in occasione della chiusura della mostra (8 marzo) si terrà un finissage in presenza dell’artista Alfonso Firmani a cui seguiranno delle letture da parte di Sara\nAlzetta\, attrice e performer. Laureata in filosofia\, ha studiato al Piccolo di Milano e all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico. Ha lavorato prevalentemente a Milano (Giorgio\nStrehler). \nPer l’occasione la mostra chiuderà alle ore 19. \nLa mostra\, realizzata in coorganizzazione con il Comune di Trieste\, Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo\, fa parte del progetto CHRONOCROMA Memorie\, conflitti ed ecologie nell’arte contemporanea e rientra nell’ambito del bando Manifestazioni Espositive 2025\, Regione Friuli Venezia Giulia. “ \n“Odissee. L’esperienza dell’orizzonte”\nLe nostre esistenze si muovono su di un piano delimitato da barriere\, da confini dentro ai quali fingiamo di sentirci sicuri. \nViviamo in città prive di sbocchi verso l’orizzonte e la sua vocazione all’infinito. Sembra che il nostro destino si possa nutrire solo della ineluttabilità del cibo necessario al rafforzamento del nostro ego. \nCrediamo che la sola dimensione possibile sia quella di un ordine regolato nei confronti del quale non c’è che da soggiacere e dentro al quale l’unica strada possibile sia quella dell’affermazione del proprio io. \nMa uno sguardo persistente\, reiterato verso l’orizzonte\, può aiutare a raggiungere la percezione di altri piani sui quali orientare la ricerca e il nostro viaggio verso l’accettazione della continua trasformazione del tutto. \nL’idea che stava alla base del progetto era proprio quella di attivare quello sguardo persistente verso l’orizzonte e trasformarlo in una narrazione. \nUn viaggio a cui sottrarre l’idea della meta; una sorta di Odissea senza Itaca\, attraversando anche le sue carcasse fumanti; un concedersi completamente all’assenza del limite\, attraversando le terre di nessuno prive di identità\, come una nuova frontiera invisibile senza più nessuna biografia\, eliminando tutte quelle strutture consolatorie che trovi nel tuo quotidiano. \nLa mappatura del viaggio è un insieme di parole che danno il ritmo\, la traiettoria: assenze\, dissolvenze\, disassamenti; desideri\, spezie\, segreti\, intuizioni\, corrispondenze; luci di lune\, terre da attraversare o da portate con sé\, isole nuove a cui approdare. \nE questo mare infinito negli occhi\, oscillando tra orrore e bellezza. \nIn mostra sarà proiettato il video “Odissee. L’esperienza dell’orizzonte” \nediting: Nanni Spano \nmusiche di Andrea Michelutti \nWorkshop\nIl workshop è indirizzato agli studenti dei licei artistici delle città di Trieste\, Udine e Gorizia . \nSi svilupperà in due appuntamenti in due giornate consecutive. L’obiettivo è quello di stimolare un’esperienza artistica legata al tema attraverso una riflessione sui contenuti espressi dall’esposizione\, una riflessione sull’arte contemporanea e sulle diverse tipologie di linguaggi che le sono proprie; la definizione del percorso creativo capace di individuare la miglior forma possibile in relazione ai contenuti espressi dal tema. Inoltre il workshop\, come obiettivo operativo\, promuoverà una esperienza progettuale sempre legata al tema. \nPrima giornata\nLezione teorica relativa all’individuazione delle varie articolazioni del tema: \n\n– orizzonte come limite del conoscibile\n– orizzonte e indicibile\n– orizzonte geometrico come linea a cui appartengono tutti i punti di fuga delle linee di profondità\n– orizzonte come elemento compositivo\n-l’orizzonte e il corpo umano\nl’esperienza dell’orizzonte nell’arte contemporanea.\n\nSeconda giornata\n\n-impostazione di un’ipotesi progettuale avente come tema centrale quello dell’esperienza dell’orizzonte\n-produzione di un elaborato grafico capace di sintetizzare la suddetta ipotesi.\n\nChronocroma\nI colori hanno sempre suscitato dibattiti tra filosofi\, psicologi\, scienziati e pittori. Ogni colore evoca infatti emozioni e stati d’animo differenti\, e può essere legato a eventi specifici\, assumendo un ruolo fondamentale nella nostra personale interpretazione del mondo. \nIl modello additivo RGB\, composto da tre colori primari – rosso\, verde e blu – rappresenta lo spettro dei colori visibili e si presta a una riflessione artistica che attraversa il tempo e lo spazio. \nIl progetto “RGB: significanti artistici tra attuale\, memoria e futuro” si sviluppa su tre linee temporali\, ciascuna rappresentata da un colore e un orizzonte distinti. Ogni colore rappresenta una dimensione specifica\, offrendo un punto di vista critico sulla relazione tra arte\, società e tempo. Le linee si intrecciano dinamicamente durante le manifestazioni\, proponendo prospettive in continua evoluzione. \nAlfonso Firmani\nAlfonso Firmani si è formato presso lo I.U.A.V di Venezia alla fine degli anni ‘70 immerso nello spirito culturale di quegli anni. Nel 1982 ha aperto a Udine il suo studio professionale e dal 1987 è docente di progettazione architettonica e progettazione scenografica presso il Liceo Artistico Sello. \nÈ stato tra i fondatori dei gruppi artistici “Magazzino” e CasAltrove. \nHa esposto in numerose mostre personali e collettive a Parigi\,Vilnius\,Venezia\, Novara\, Vercelli\, Vienna\, Bologna\, Udine\, Trieste. \nLa sua ricerca in campo artistico sperimenta contaminazioni tra diversi linguaggi. Le composizioni si ispirano ai temi strutturanti l’arte contemporanea e alla capacità dei suoi linguaggi di rivelazione e di evocazione. L’impianto poetico è basato su un’idea di una narrazione sviluppata attraverso la tecnica compositiva delle corrispondenze e il loro automatismo inconscio in grado di svelare direzioni di senso orientate alla formulazione delle giuste domande. I suoi lavori sono molto spesso ispirati dallo spazio in cui opera\, spazio che viene inteso come un impianto drammaturgico all’interno del quale il tema viene messo in scena. Una sorta di autonomo microcosmo dove tutto succede e si risolve nelle corrispondenze tra i vari elementi\, dove tutto si raccoglie e parte verso l’ignoto approdo di chi guarda. \nInfo:\ndaydreamingproject2022@gmail.com\nGiovanni Spano 3337245244
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SUMMARY:I Cavalieri dei Mari
DESCRIPTION:Conte Rosso – Conte Verde – Conte Biancamano – Conte Grande \nQuesta mostra\, curata dallo storico Maurizio Eliseo\, nasce per celebrare un fatto storico per la città di Trieste e la sua industria navale. \nNel 1925 entra in servizio il primo colosso dei mari italiano\, il Conte Biancamano\, costruito dal celebre cantiere scozzese Beardmore\, che pochi anni prima ha dato i natali anche al Conte Rosso e al Conte Verde. Tutte navi care ai ricordi dei triestini\, avendo navigato molti anni per il Lloyd sulle rotte dell’Estremo Oriente. \nNel 1925 viene presa una decisione fondamentale. La nave gemella del Conte Biancamano\, la grande turbonave Conte Grande\, verrà costruita in città\, sugli scali del cantiere San Marco. È un fatto epocale\, perché fino ad allora la cantieristica locale non aveva mai costruito navi oceaniche di tali dimensioni e in particolare nessun transatlantico. Il successo del Conte Grande\, completato nel 1928\, segna l’ingresso della cantieristica italiana nell’empireo dei costruttori delle più grandi\, belle e veloci navi di linea\, ammirate in tutto il mondo\, mettendo le basi per la nascita di Fincantieri. Infatti\, grazie all’esperienza ottenuta con il Conte Grande\, i cantieri di Trieste vareranno la motonave Victoria (1931) e i supertransatlantici Conte di Savoia (1932) e Raffaello (1965)\, solo per citare alcuni dei nomi più famosi di unità concepite nel capoluogo giuliano. \nFortuita coincidenza di questo 2025 è la messa in vendita dei pannelli dipinti da Umberto Noni nel 1927 per la sala di scrittura e lettura di prima classe del Conte Grande. A oggi\, si conoscono pochissimi reperti di allestimento e arredo dei transatlantici italiani costruiti prima della Seconda guerra mondiale. Il planisfero\, con le navi dei grandi esploratori del Quattrocento\, firmati dall’artista triestino Umberto Noni\, costituiscono dunque un unicum. \nQuesti pannelli\, oggi sottoposti a un dovuto restauro da parte di Opera Est conservazione e restauro Srl\, saranno visibili nella mostra al termine del loro delicato intervento. \nConte Rosso\, Conte Verde e Conte Biancamano diventeranno celebri per aver traghettato a Shangai 17.000 ebrei in fuga dall’Europa nazi-fascista tra il 1938 e il 1940. Ma sono molti altri gli episodi degni nota: a esempio\, nel 1930 il Conte Verde avrebbe trasportato la prima coppa mondiale di Calcio sponsorizzata dal presidente della FIFA Jules Rimet\, le squadre\, gli arbitri e tutto il personale che diede vita al celebre campionato in Uruguay. \nOltre agli aspetti legati alla geopolitica mondiale\, i quattro Conti hanno avuto un ruolo importante in molte altre discipline\, a cominciare da quella dell’arredamento navale. Allestite in origine dai noti fratelli Coppedè di Firenze in maniera molto sontuosa e storicista\, nel dopoguerra Conte Biancamano e Conte Grande si riveleranno una palestra di arte e decorazione nazionale del Novecento\, con l’intervento dei massimi designer e artisti italiani degli anni Cinquanta. \nVa infine ricordato che una parte del Conte Biancamano\, oggi preservato presso il Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano\, resta l’unica testimonianza effettiva di una delle grandi navi di linea nazionali ancora esistenti.
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SUMMARY:Mondi Astrali
DESCRIPTION:La mostra\, promossa dal Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo e prodotta da MLZ Art Dep\, presenta in anteprima l’inedito ciclo pittorico “Mondi Astrali”: suggestivi trittici e dittici su acetato che aprono varchi verso dimensioni interiori inesplorate. Accanto a queste opere\, anche una selezione significativa delle sue celebri serie “Cristalli Silenti” e “Acque Sognanti”\, offrendo una panoramica completa della poliedrica ricerca artistica di Trovato. Come ha sottolineato il curatore Sebastiano Daverio\, l’arte di Trovato ha la rara capacità di non stancare mai lo sguardo\, rivelando nuove profondità nel tempo.\nLa mostra sarà visitabile\, ad ingresso libero\, dal 7 giugno al 3 agosto 2025 con i seguenti orari: \n– giovedì e venerdì 17_20 \n– sabato\, domenica e festivi 10_20
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