BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Trieste Cultura - ECPv6.17.0//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-ORIGINAL-URL:https://triestecultura.it
X-WR-CALDESC:Eventi per Trieste Cultura
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20150329T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20151025T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20160327T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20161030T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20170326T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20171029T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20160720
DTEND;VALUE=DATE:20160819
DTSTAMP:20250610T083824Z
CREATED:20250610T083824Z
LAST-MODIFIED:20250610T083824Z
UID:10003109-1468972800-1471478400@triestecultura.it
SUMMARY:Wavefront
DESCRIPTION:Irma Blank\, Igor Eškinja\, Emanuela Marassi\, Ian McKeever\, Adrian Paci\, Alfredo Pirri\, Nedko Solakov\, Bill Viola\nLa calda estate degli eventi culturali a Trieste sarà arricchita da WAVEFRONT\, una mostra d’arte contemporanea internazionale che esporrà una straordinaria raccolta di lavori\, tra cui alcune storiche pietre miliari dell’arte contemporanea. Tra di esse il videotape Chott el-Djerid (A Portrait in Light and Heat)\, 1979\, di Bill Viola che idealmente apre il percorso della mostra. Filmati quasi quarant’anni fa dal grande artista statunitense e diventati una delle icone della videoarte mondiale\, i miraggi nel deserto del Sahara e la neve abbacinante nelle praterie nordamericane\, che mettono alla prova la parte fisica e quella psicologica della nostra percezione della realtà\, fino al limite dell’allucinazione\, sono proposti come chiave di ingresso per lo sguardo contemporaneo dentro alle emozioni della visione di un’opera d’arte che la mostra vuole offrire. \nCon il contributo del Comune di Trieste e del Comitato Trieste Contemporanea\, che organizza l’esposizione\, WAVEFRONT apre mercoledì 20 luglio alle 19 a Palazzo Costanzi (Piazza Piccola 2)\, edificio\, tra i più curiosi del tessuto neoclassico della città\, che vede il mare di piazza Unità d’Italia attraverso la loggia del Municipio. Nella sala mostre del Comune di Trieste\, verranno esposte le opere di Irma Blank\, Igor Eškinja\, Emanuela Marassi\, Ian McKeever\, Adrian Paci\, Alfredo Pirri\, Nedko Solakov e Bill Viola che resteranno a disposizione del pubblico fino al 18 agosto (orario da lunedì – sabato 10-12.30 e 17-19.30; domenica 10-12.30; ingresso libero). \nLa mostra seleziona\, tra opere del panorama contemporaneo già di alta qualità tecnica e di intensa complessità semantica\, una serie di lavori in tutti i quali è possibile riconoscere una forte attenzione degli autori verso gli agenti\, siano essi fisici o concettuali\, che possono essere messi in campo in un’opera per attivare nello spettatore un processo di passaggio da una condizione visiva ad una emotiva.\nLe opere di Trieste sono in questo senso alcuni esempi che fanno parte del medesimo fronte d’onda\, come sottolinea la curatrice Giuliana Carbi Jesurun: “l’intento espositivo è quello di poter forse identificare come uno degli obiettivi oggi più formidabili per l’arte contemporanea proprio il dare rappresentazione aggiornata al ricondurre l’instabile ad equilibrio\, il minimo a partecipata risonanza\, il paradosso ad armonica accoglienza\, come era\, a ben guardare\, sempre sottinteso nel compito di “propagazione” di complessità vibrante/ordinata che era chiesto nei secoli passati a qualsiasi forma della nostra cultura in grado di far concordare la nostra mente e il nostro cuore… per le quali in campo visivo allora si parlava di bellezza\, classicità\, quid estetico…” \nA questo intento provano a rispondere l’otticità pulsante di una scrittura non legata al sapere ma all’essere degli Ur-Schrift (2000-2006) di Irma Blank (Germania 1934); il non-confine di luce e forma debordanti dei Kindertotenlieder\, (2015) dedicati a Gustav Mahler da Alfredo Pirri (Italia 1957)\, dove la superficie si riprende il suo ruolo puro di elemento spaziale; l’atto del vedere che si trasforma in esperienza mentale per Bill Viola (USA 1951); la purezza d’astrazione\, indistinta tra fotografia e pittura\, con la quale nella serie Eagduru (2013) Ian McKeever (UK 1946) sviluppa l’approccio “proto-fenomenologico” che aveva la parola finestra nell’inglese antico; la trasformazione della realtà – di una nave in viaggio e delle deformazioni produttive dell’economia globale – nel luogo di “lavorazione” dell’immaginazione\, come è nel video The Column (2013) di Adrian Paci (1969 Albania); le morbide sorprendenti modalità di un vero e proprio passaggio “autoriale” del tempo sui giornali non scritti nelle Camere con vista (2015-16) di Igor Eškinja (Croazia 1975); l’ambiguità tra la vanitas e il memento mori nel gioco di rimandi della storia uguale di parole e di materiali nell’opera Casanova (1999) di Emanuela Marassi (Italia\, 1937); la paradossale ciclicità ininfluente dell’opera-performance A Life (Black & White) (1998) con la quale Nedko Solakov\, (Bulgaria 1957) nel 2001 stupiva il pubblico della Plateau of Humankind di Harald Szeemann ridipingendo continuamente di bianco e di nero la stessa sala per tutta la durata della 49a Biennale di Venezia.
URL:https://triestecultura.it/evento/wavefront/
LOCATION:Sala Umberto Veruda\, Piazza Piccola\, 2\, Trieste\, Trieste\, Italy
CATEGORIES:Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/archivio/eventi/waterfront.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20160525
DTEND;VALUE=DATE:20160626
DTSTAMP:20250610T083601Z
CREATED:20250610T083601Z
LAST-MODIFIED:20250610T083601Z
UID:10003056-1464134400-1466812800@triestecultura.it
SUMMARY:Animazioni Italiane
DESCRIPTION:Fotogramma per fotogramma/Frames by FramesPrima tappa per questa mostra dedicata all’animazione italiana  in contemporanea con il festival Kino Otok a Izol\, che poi sarà poi proposta al festival Monstra di Lisbona.\nUna ricognizione sulla produzione contemporanea di cortometraggi d’animazione in Italia. La caratteristica tutta italiana di avere delle specificità che la diversificano e la rendono così interessante e unica per il suo policentrismo territoriale\, viene rimarcata in un percorso dove possiamo scorgere quanto sta avvenendo nel cinema d’animazione d’autore. Dalla tecnica del disegno animato classico e quindi dalla Scuola del libro di Urbino\, a Bologna e Firenze\, Roma\, ma anche Parma e Pesaro dovegli autori utilizzano le foto\, puppets e tecniche miste\, per arrivare al digitale con il Centro di Cinematografia Sperimentale di Torino\, Milano\, Modena e Venezia.\nL’iniziativa si sviluppa in una collaborazione con Trieste Contemporanea\, la Casa del Cinema di Trieste\, Ottomani Laboratori e ha il contributo del Comune di Trieste e della Regione Friuli Venezia Giulia. Verrà poi presentata e ampliata a Lisbona nel festival Monstra\, che ha un focus proprio dedicato all’animazione italiana. In mostra:\n– Il disegno animato\, la Scuola di Urbino: Roberto Catani\, Gianluigi Toccafondo\, Magda Guidi\, Virginia Mori\, Marco Capellacci\n– Tecnica mista\, puppets e sculture\, Bologna\, Firenze\, Parma\, Lucca\, Pesaro: Stefano Ricci\, Alvise Renzini\, Virgilio Villoresi\, Francesco Vecchi\, Beatrice Pucci\n– Digital Video\, il Centro Sperimentale di Torino\, Milano\, Modena\, Venezia: Michele Bernardi\, Igor imhoff\, Martina Scarpelli\, Mauro Carraro\, Rino Stefano Tagliafierro \nOrario: da lunedì a sabato 10.00-12.30 e 17.00-19.30; domenica 10.00-12.30\ningresso libero. \nwww.vivacomix.net
URL:https://triestecultura.it/evento/animazioni-italiane/
LOCATION:Sala Umberto Veruda\, Piazza Piccola\, 2\, Trieste\, Trieste\, Italy
CATEGORIES:Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/archivio/eventi/invito-web2.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;VALUE=DATE:20160430
DTEND;VALUE=DATE:20160518
DTSTAMP:20250610T083547Z
CREATED:20250610T083547Z
LAST-MODIFIED:20250610T083547Z
UID:10003046-1461974400-1463443200@triestecultura.it
SUMMARY:Utopia urbana
DESCRIPTION:La mostra nasce da una scrupolosa analisi visiva dell’urbanistica e dell’architettonica sovietica che Citron conduce da una decina di anni\, parte della quale è stata recentemente pubblicata nel libro Urbanism 1.01 che ha ricevuto grande attenzione dai media europei\, ma non ancora esposta in Italia. Utopia urbana raccoglie quaranta foto della sua recente produzione e una decina di scatti inediti che spaziano dalla fotografia panoramica all’impiego di cartoline vintage dell’era comunista\, che Citron ha ricondotto a nuova vita.La ricerca di Marco Citron è rivolta al paesaggio e al contesto cittadino\, con particolare attenzione alle dinamiche di antropizzazione e agli sviluppi dei complessi urbani. Le sue immagini analizzano le volumetrie delle grandi strutture abitative e i particolari rapporti tra i pieni e vuoti che si innescano nella grande scala. Gli scatti di Utopia urbana si misurano in particolare con l’edilizia popolare\, le infrastrutture stradali e gli edifici pubblici costruiti\, tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta\, in alcune città che costituivano le ex Repubbliche Sovietiche.\nCitron nei suoi scatti racconta un’architettura modernista e spigolosa\, a tratti apertamente brutalista\, ritratta però a decenni di distanza dalle condizioni storico-sociali che l’hanno prodotta. Le sue immagini non indugiano in alcuna forma di malinconia per il passato o di rimpianto per l’utopia politica – ed estetica – dei paesi del socialismo reale. Riflettono invece sul Novecento e su come in sostanza sia stato fortemente caratterizzato dalle istanze di miglioramento e di rinnovamento sociale. Ad una fotografia di architettura che è sovente costituita di narrazioni basate su elementi descrittivi concreti\, egli sembra così contrapporre una visione teorica dell’urbanistica e degli spazi\, che vengono quasi completamente privati dalle connotazioni accidentali\, temporali e topologiche. Prive di ogni riferimento che ci consenta di identificare un luogo determinato\, le viste di Citron (che appaiono realistiche benché spesso generino il sospetto di non essere compiutamente reali) sembrano città ideali\, contraddistinte da una forte tensione filosofica e razionale\, pur nella consapevolezza di un’utopia che è stata superata e forse dimenticata.\nNon sfugga però l’ironia delle sue immagini. Ludicamente chiamate Boring Landscapes\, in un omaggio a Martin Parr e alle serie delle sue Boring Postcards\, sono un conte philosophique in cui il passato\, l’utopia novecentesca\, il moderno (che è ormai pratica vintage) si misurano e discutono animosamente su quello che non è stato certo «il migliore dei mondi possibili».\n\nUtopia urbana è un progetto dell’ Associazione Culturale L’Officina di Trieste; si avvale del contributo del Comune di Trieste\, della collaborazione di Trieste Contemporanea\, dell’adesione della Casa dell’Arte di Trieste. E’ reso possibile grazie al generoso sostegno di tante persone che hanno contribuito alla sua realizzazione con una donazione ricevendo in cambio un’opera appositamente realizzata dall’artista.\nUna conversazione pubblica tra Marco Citron e il curatore è prevista sabato 14 maggio alle ore 18.30. In occasione di questo incontro una visita guidata della mostra sarà dedicata a tutti quelli che hanno contribuito alla sua realizzazione.  \n\nMarco Citron (Pordenone\, 1974) ha esposto le sue fotografie in Italia\, Austria\, Francia\, Germania\, Lituania\, Polonia\, Slovenia\, Spagna e Stati Uniti. Tra le personali: nel 2014 presso Izolyatsia Gallery a Kiev (UA)\, nel 2008 alla DesignHaus di Darmstadt (D) e nel 2007 alla IX Biennale di Fotografia di Tenerife (E). Nel 2014 ha pubblicato per Danilo Montanari il libro fotografico Urbanism 1.01. Nel 2011 è stato selezionato dalla Fondazione Izolyatsia in Ucraina per una residenza sotto la curatela di Boris Mikhailov e nel 2009 è tra i vincitori del Portfolio Review al 40° Rencontres di Arles. Tra gli altri\, hanno scritto del suo lavoro Martin Parr\, Gerry Badger ed Irina Tchmyreva.\n\nMarco Citron. Utopia urbana\na cura di Daniele Capra\nTrieste\, Palazzo Costanzi\, Sala Veruda (piazza Piccola 2)\ndal 30 aprile al 17 maggio 2016\norario: da lunedì a sabato 10.00-12.30 e 17.00-19.30; domenica 10.00-12.30\ningresso libero\nwww.utopiaurbana.it\ninfo@utopiaurbana.it\n+39.040.311079 – 639187
URL:https://triestecultura.it/evento/utopia-urbana/
LOCATION:Sala Umberto Veruda\, Piazza Piccola\, 2\, Trieste\, Trieste\, Italy
CATEGORIES:Mostra
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://triestecultura.it/wp-content/uploads/archivio/eventi/utopia-urbana-scaled.jpg
END:VEVENT
END:VCALENDAR