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SUMMARY:Mosaicamente da Leonardo a Andy Warhol femminile a mosaico
DESCRIPTION:Alla sala Umberto Veruda di Palazzo Costanzi a Trieste giovedì 15 dicembre p.v alle ore 18 si inaugurerà una mostra intrigante: DA LEONARDO A ANDY WARHOL – FEMMINILE A MOSAICO.\nUna rassegna di opere musive realizzata nella nostra regione e che\, per la prima volta\, viene esposta iniziando il suo percorso proprio da Trieste. \nLa mostra è proposta dal Comune di Trieste con il contributo di associazioni di area e con il sostegno di Fondazioni Casali ed è realizzata da Fondazione Bambini e Autismo ONLUS di Pordenone che\, a dispetto del nome\, in realtà si occupa anche di persone con autismo adulte principalmente nel suo centro “Officina dell’Arte” che il prossimo anno compirà venti anni. \nCome spiega il Direttore di Fondazione\, Davide Del Duca\,” questa mostra in parte raccoglie opere realizzate negli anni per omaggi a singoli autori che l’Officina ha creato nella fortunata serie Mosaicamente\, in parte invece presenta opere appositamente create per l’evento. Tutte le opere però hanno in comune il soggetto: la figura femminile che ha sempre attirato l’attenzione degli artisti divenendone la musa ispiratrice per le loro composizioni pittoriche e non.” \nL’esposizione però vuole essere\, non solo un omaggio alla figura femminile nell’arte\, ma anche uno spaccato del lavoro che le persone con autismo adulte all’Officina sono state in grado di fare migliorando nel tempo le tecniche e presentando\, di volta in volta\, la “loro visione” delle opere basata più sulla scelta dei particolari che sull’insieme. Accanto a questo aspetto\, che rende le opere dell’Officina uniche\, vi è anche la scelta dell’uso dei materiali per comporre i mosaici che a volte si compongono con quelli tradizionali\, le tessere di vetro policrome\, e con materiali più poveri: scarti\, scelti e giustapposti per le loro caratteristiche cromatiche. I mosaici dell’Officina e dunque anche quelli di questa mostra sono il frutto di un lavoro collettivo dove ognuno\, secondo le sue capacità\, aggiunge il suo contributo con l’obbiettivo di creare l’opera. Gli “speciali mosaicisti” del Centro di Pordenone non solo creano le opere\, ma seguono anche l’allestimento delle mostre grazie al lavoro e all’esperienza di maestri mosaicisti e operatori che senza sostituirsi alle persone insegnano loro a creare le condizioni perché la mostra possa essere fruita dal pubblico. I volti delle donne contenuti in questa esposizione sono accattivanti e nella loro spettacolarità ci raccontano anche come sia possibile che le persone con autismo\, se messe nelle giuste condizioni\, possano esprimere i loro talenti. \nLa mostra sarà aperta al pubblico dal 16 dicembre e fino all’ 8 gennaio 2023\, con orario feriale e festivo 10_13 / 17_20. \nIngresso libero. \nDurante le festività natalizie la mostra rimarrà chiusa: \n24 dicembre – pomeriggio \n25 dicembre – mattino e pomeriggio \n31 dicembre – pomeriggio \n1° gennaio – mattina e pomeriggio
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SUMMARY:7/6 '20-'21 – Our Journey When The World Stopped Spinning
DESCRIPTION:Giovedì 6 ottobre alle ore 18 viene inaugurata nella Sala U.Veruda di Palazzo Costanzi (Piazza Piccola 2) del Comune di Trieste l’esposizione intitolata “7/6 ’20-’21 – Our Journey When The World Stopped Spinning”. La mostra sarà aperta al pubblico dal 7 ottobre 2022\, con orario feriale e festivo: 10_13 / 17_20. Visitabile nel rispetto delle disposizioni anti Covid.\nDalle parole dell’autore: \n“Giugno 2020\, l’Europa riapre dopo il primo lockdown\, carico attrezzatura e cani sul van per un viaggio di lavoro in Sicilia.\nBen presto il viaggio prende un corso inaspettato; quello di cammino a ritroso nel tempo sulle orme delle civiltà che ci hanno preceduto\, dipanandosi dai fasti dell’Impero Romano\, passando per l’idealizzazione dell’età ellenistica\, proseguendo via via in profondità sino a scontrarsi con la furia dei cosiddetti popoli del mare”. \nLo storytelling che ne consegue è il primo episodio di un ciclo intitolato “Attraverso Paesaggi” (prossimamente in televisione) narrato nella mostra fotografica “7/6 ’20-’21 – Our Journey When The World Stopped Spinning”: 365 giorni di viaggio dalla Sicilia al Confine Turco-Siriano attraverso un mondo svuotato dei suoi stessi abitanti; una fitta trama di percorsi non sempre evidenti ma consequenziali. Un viaggio in solitaria percorrendo 20000+ Km\, attraversando 8 paesi\, 2 continenti e 1 pandemia globale grazie a 2 passaporti.\nÈ un luogo transliminare dove lo scibile collettivo si incontra con l’esperienza personale\, una testimonianza di come si possa trasformare una crisi globale in una serie di opportunità.\nÈ una serenata appassionata alla vita\, volta a scoprire persone e luoghi prima sconosciuti. Un’occasione per entrare in contatto con qualcosa più grande del nostro piccolo io.\nÈ un’alternanza di sogni che si manifestano\, un processo introspettivo di conoscenza e stupore.\nUn viaggio al centro del proprio se\, intimo ma allo stesso tempo inclusivo.\nUn luogo dove è futile barare con l’ineluttabilità della vita\, ma dove\, accettandocene gli esiti\, si crescerà in consapevolezza.\nVivere le alternanze di gioia e di dolore\, realizzando che la vita è qui e ora\, è uno degli elementi centrali di questa favola moderna che attraverso una serie di ritualità ci connette indissolubilmente a ciò che ci circonda. \nCon cortese preghiera di pubblicazione/diffusione
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SUMMARY:Fortitudo: La spedizione antartica dell’Endurance di Sir Ernest Shackleton nei dipinti di Paola Folicardi Suh
DESCRIPTION:Venerdì 15 luglio alle ore 18 viene inaugurata presso la Sala U\, Veruda (Piazza Piccola\, 2) del Comune di Trieste l’esposizione intitolata “Fortitudo: La spedizione antartica dell’Endurance di Sir Ernest Shackleton nei dipinti di Paola Folicardi Suh”. La mostra\, ad ingresso libero\, sarà aperta al pubblico dal 16 luglio al 16 settembre 2022\, con orario feriale e festivo: 10_13 / 17_20\, visitabile nel rispetto delle disposizioni anti Covid. Promossa e realizzata dal Museo Nazionale dell’Antartide in collaborazione con il Comune di Trieste\, la mostra è curata da Ester Colizza\, Ioanna Protopsalti e Gianguido Salvi del Dipartimento di Matematica e Geoscienze dell’Università di Trieste con il coordinamento generale di Francesca Pitacco.\nIl titolo “Fortitudo”\, deriva dal motto della famiglia di Sir Shackleton “Fortitudine Vincimus – Con fortezza d’animo si vince” e riporta alla luce – proprio nel centenario della morte dell’esploratore irlandese (Kilkee\, 1874-South Georgia\, 1922) – la drammatica storia della spedizione antartica dell’Endurance (1914-1917). \nSir Ernest Shackleton fu veterano delle campagne antartiche\, cominciando da quella del 1901\, sotto il comando del capitano Robert Falcon Scott. Nel dicembre 1902 Shackleton insieme a Scott e Wilson arrivò a 400 miglia dal Polo Sud. In una successiva spedizione iniziata nel 1907 l’esploratore localizzò il Polo Sud magnetico\, ma dovette rinunciare a proseguire per il polo a causa della mancanza assoluta di viveri. \nIl suo nome sarà per sempre legato all’epica spedizione sulla nave Endurance. Salpata allo scoppio della Prima Guerra Mondiale dal porto di Plymouth\, la nave porterà l’equipaggio di Shackleton nel cuore del continente antartico rimanendo schiacciata nella banchisa. Le incredibili peripezie per portare in salvo il proprio equipaggio dopo ventidue mesi nella morsa del ghiaccio costituiscono una delle imprese più eroiche e più note della storia delle esplorazioni polari. \nIl 9 marzo 2022 Mensun Bound\, archeologo subacqueo e direttore della spedizione internazionale Endurance22\, ha annunciato al mondo il ritrovamento del relitto dell’Endurance\, affondato il 21 novembre 1915 nel mare di Weddell. Il relitto giace in condizioni di conservazione incredibilmente buone a 3.008 metri sotto il livello del mare. \nLa pittrice Paola Folicaldi Suh ha dedicato oltre due anni allo studio della spedizione\, realizzando un ciclo di dipinti epici che ne rievocano lo spirito e l’atmosfera. Paola è partita da fotografie in bianco e nero scattate da Frank Hurley\, il fotografo della spedizione\, e ha ricreato con successo l’atmosfera e la luce\, nonché il dramma e i rischi della spedizione in modo del tutto originale. \nLa mostra Fortitudo è approdata\, oltre che in Italia\, in Gran Bretagna\, Austria e in Nuova Zelanda all’Antarctic Opening Season Festival di Christchurch.
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SUMMARY:XXXIV Concorso per le Arti Figurative
DESCRIPTION:Domenica 8 maggio alle ore 11 alla Sala “Umberto Veruda” (piazza Piccola\, 2) si terrà la Premiazione delle opere presentate al “XXXIV Concorso per le Arti Figurative” della Fondazione ‘Lilian Caraian’ di Trieste per incoraggiare i giovani artisti della Regione. La mostra\, ad ingresso libero\, sarà aperta al pubblico da lunedì 9 maggio a martedì 17 maggio 2022\, con orario feriale e festivo: 10_13 / 17_20\, visitabile nel rispetto delle disposizioni anti Covid. \nSono presenti 23 artisti\, afferenti alla Regione Friuli Venezia Giulia\, ai quali è stata data la più ampia libertà di espressione\, con due opere ciascuno di vario genere: dall’acquerello alla pittura acrilica\, alla grafica e alla elaborazione fotografica. \nVerranno assegnati tre premi\, ai quali hanno dato sostegno la Fondazione Kathleen Forman Casali e il Soroptimist International Club di Trieste. \nLa Fondazione è intitolata a Lilian Caraian (1914-1982)\, artista triestina che operò nelle arti figurative\, in campo musicale e nella poesia\, ottenendo significativi risultati e riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale. La Caraian costituì un lascito testamentario per realizzare una fondazione avente lo scopo di incoraggiare giovani particolarmente meritevoli nelle arti figurative e nella musica. La Fondazione fu costituita nell’ottobre 1984 con l’approvazione della Regione che l’ha inserita nel Registro delle Persone Giuridiche al n.119\, Presidente l’esecutrice testamentaria Bianca De Rosa Di Giorgio (1923-2006). Annualmente la Fondazione bandisce un concorso per le Arti figurative ed uno per la Musica.
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SUMMARY:ABBRACCIARE IL MARE. Difenderlo\, rispettarlo e salvaguardarlo
DESCRIPTION:Si inaugura mercoledì 13 aprile 2022\, alle ore 18.30\, nella sala U. Veruda di Palazzo Costanzi la mostra d’arte internazionale “ABBRACCIARE IL MARE. Difenderlo\, rispettarlo e salvaguardarlo”.\nAlla Sala Veruda\, l’espressività creativa dell’arte per una maggiore sensibilità sull’inderogabile necessità di preservare il mare dall’aggressione dell’uomo. \nPittura\, fotografia\, scultura\, installazione e video i linguaggi scelti dagli artisti provenienti da Italia\, Austria\, Croazia e Palestina. \nLa Rassegna è stata promossa dall’Associazione triestina Art Projects Association e organizzata dalla stessa in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche della Cultura e del Turismo del Comune di Trieste. \nAll’inaugurazione interverranno Qing Yue e Franco Rosso (Presidente e Vicepresidente di Art Projects Association) nonché Edoardo Nattelli (General Director di Mare Nordest di Trieste) e Ferdinand Goetz (Direttore di Deutschvilla Museum – Austria). La poetessa bulgara Liliya Radoeva Destradi chiuderà la presentazione con una sua poesia dedicata al mare. \nAll’inaugurazione interverranno Qing Yue e Franco Rosso (Presidente e Vicepresidente di Art Projects Association) nonché Edoardo Nattelli (General Director di Mare Nordest di Trieste) e Ferdinand Goetz ( Direttore di Deutschvilla Museum -Austria). La poetessa bulgara Liliya Radoeva Destradi chiuderà la presentazione con una sua poesia dedicata al mare. \nAlle creazioni dei sedici artisti provenienti da Italia\, Austria\, Croazia e Palestina si affiancheranno gli elaborati presentati da alcuni studenti dello United World College dell’Adriatico di Duino coordinati dalla Prof.ssa L. Veglia e dell’istituto Tecnico Grazia Deledda e Max Fabiani di Trieste coordinati dal Prof. A. Freni che testimoniano il coinvolgimento delle nuove generazioni in questa iniziativa di sensibilizzazione. \nIn miliardi di anni il nostro “pianeta blu” ha affrontato cambiamenti climatici e biologici che hanno influenzato e modificato i suoi numerosi abitanti marini e terrestri. \nNell’ultimo secolo\, però\, il mare è diventato un’immensa discarica: dagli scarichi industriali alle bottiglie di plastica\, dalle sostanze nocive utilizzate in agricoltura a quelle utilizzate in ambito domestico\, e tutto questo a causa dell’ avidità e della sete per un benessere istantaneo dell’essere umano. \nNoi\, esseri “intelligenti “\, siamo responsabili per la riduzione e l’estinzione di innumerevoli creature che coabitano con noi… \nCosa possiamo fare’ E’ troppo tardi’ Se lo sono chiesto gli organizzatori della rassegna e l’hanno chiesto agli artisti coinvolti che hanno risposto con il linguaggio della creatività declinato attraverso la pittura\, la fotografia\, la scultura\, le installazioni e i video per proporre una loro riflessione su questa emergenza. \nNel Mediterraneo sono recentemente apparse oltre 250 specie aliene di cui il 68 % è ormai stabile lungo le nostre coste. E non tutte le specie hanno la capacità di convivere ‘pacificamente’ con le creature autoctone creando degli squilibri non sempre positivi. \nE che dire dei rifiuti’ Con una media di 800 rifiuti ogni 100 metri\, le nostre spiagge sono diventate delle piccole discariche. I rifiuti più abbondanti (60%) sono le posate usa e getta\, le borse per la spesa\, cannucce\, bottiglie\, cotton fioc e così via. In alcune aree\, anche i rifiuti spiaggiati che derivano dalle attività di pesca e acquacoltura sono molto abbondanti. Fra questi le ‘reste’ – reti tubolari in plastica utilizzate per l’allevamento dei mitili – costituiscono un problema molto sentito soprattutto lungo le coste dell’Adriatico\, il mare italiano dove la mitilicoltura è più diffusa. Inoltre\, in profondità\, gli attrezzi da pesca\, persi accidentalmente o deliberatamente abbandonati hanno un impatto sugli ambienti profondi perché intrappolano gli organismi. In profondità\, esistono le foreste di animali: spugne\, gorgonie\, coralli neri. Nei fondali italiani\, dove si deposita più del 70% dei rifiuti marini\, il 77% è costituito dalla plastica\, con impatti drammatici sulla biodiversità e sulle risorse. \nGli artisti intendono invitare tutti a prendere a cuore queste preoccupazioni e sostenere in modo concreto le organizzazioni italiane e straniere che stanno facendo tutto quello che possono per bloccare la distruzione continua della popolazione ittica e dei nostri meravigliosi mari e oceani. \nLa mostra é una preghiera e una richiesta d’aiuto pronunciate al posto di queste creature che non parlano il nostro linguaggio\, ma che nascono\, vivono\, sentono e soffrono come noi. \nArtisti partecipanti \nGiuliana Balbi\, Italia \nPatrizia Bigarella\, Italia \nRaffaella Busdon\, Italia \nAnnamaria Castellan\, Italia \nMartina Cernetic\, Croazia \nAlexander Fasekasch\, Austria \nAntonio Freni\, Italia \nFerdinand Goetz\, Austria \nGianpiero Manca\, Italia \nJasna Merkù\, Italia \nBruno Paladin\, Croazia \nQing Yue \, Italia \nBashir Qonqar\, Palestina \nFranco Rosso\, Italia \nVioletta Wakolbinger\, Austria \nGloria Zoitl\, Austria \nGli studenti del ” Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico ” di Duino \nGli studenti dell’ Istituto Tecnico ” Max Fabiani ” di Trieste\, sezione grafica e comunicazione. \nL’esposizione é visitabile\, nel rispetto delle disposizioni anti-Covid\, dal 14 aprile al 2 maggio 2022\, con orario feriale e festivo : 10_ 13 / 17_20. \n“ABBRACCIARE IL MARE. Difenderlo\, rispettarlo e salvaguardarlo” – mostra d’arte internazionale \nSala U. Veruda\, Piazza Piccola n. 2 – TRIESTE \nperiodo espositivo : 14 aprile _2 maggio 2022 \nA cura di Art Projects Association \nInaugurazione: mercoledì 13 aprile ore 18.30 \nOrari: feriali e festivi: 10_13 /17_20 – Ingresso gratuito \nInfo: 3493162540
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SUMMARY:L'approdo degli antichi
DESCRIPTION:Si inaugura venerdì 25 marzo 2022\, alle ore 18.30\, nella sala U. Veruda di Palazzo Costanzi\, la mostra “L’approdo degli antichi” – mostra personale di Franco Chersicola. \nSala Veruda accoglie la mostra personale di Franco Chersicola\, divenendo luogo per l’Approdo degli antichi\, in occasione dei 50 anni di attività del pittore triestino. Un’esposizione che si pone in continuità con altri due eventi che scandiscono i trascorsi 10 anni di attività: in primo luogo l’esposizione del 2012\, con la pubblicazione del catalogo monografico di Chersicola\, tenutasi al Museo Casa dei Carraresi. Un lustro dopo\, nel 2017\, la mostra presso la galleria d’arte contemporanea Lux Art Gallery. \nTema centrale della ricerca è il rapporto tra gli esuli e la propria terra\, declinata in un doppio punto di vista: quella abbandonata e quella acquisita. La ricostruzione di un luogo laddove quello di appartenenza è stato perso\, all’interno di un nuovo e differente spazio; l’elemento del passato che trascende la componente a cui è legato nella sua istanza fisica e l’edificazione di una identità e di una realtà individuale in cui le radici sono profonde ma radicate altrove. Su questo tema\, e sull’esperienza di Chersicola e di altri artisti esuli del territorio\, è stata scritta la tesi di laurea “I corpi dell’oblio” discussa presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia da Enea Chersicola. \nL’approdo degli antichi è dunque un viaggio\, forse il raggiungimento di una destinazione\, che diviene però punto di partenza per una nuova\, forse non cercata\, fase di un percorso che l’esule\, benché individuo\, condivide arcaicamente all’interno una dimensione collettiva. Uno e molti.\nE così dopo l’ultima onda notturna emergono i solchi delle chiglie arenate. \nAntiche figure antropomorfe sono giunte in queste acque e manovrano presso le nostre rive. Il loro approdo sarà l’incontro con l’alterità\, con ciò che più ci è alieno. Le opere del pittore cronista che con essi ha navigato offre la sintesi di un viaggio lungo qualche secolo. \nDalla morte di James Cook al ritrovamento della carta nautica che conduce a casa. \nL’esposizione sarà scandita da eventi e visite notturne\, riservate a navigatori esperti. \nNel corso della mostra vi sarà un contest dedicato al riuso a cui potranno prendere parte tutti i fruitori. \n25 marzo: inaugurazione e apertura al pubblico con presentazione di Enea Chersicola – ore 18.30 \n1 aprile: 20.30 Notturno – visita esperienziale all’esposizione nelle ore serali\, con evento riservato\, prenotazione necessaria. \n2 aprile: 21.30  Notturno – visita esperienziale all’esposizione nelle ore serali\, con evento riservato\, prenotazione necessaria. \n9 aprile: Presentazione catalogo – ore 18 – presso Tivarnella Art Consulting \n10 aprile: Performance di live painting su prenotazione – ore 18\nFinissage – evento aperto al pubblico con presentazione delle opere selezionate per il contest di riuso. \nLa mostra presentata dall’associazione Il Sestante\, con la collaborazione del Liceo Artistico Umberto Nordio\, curata dal Tivarnella Art Consulting con la partnership dello Studio Pasacaropulo si aprirà il 25 marzo presso Sala Veruda\, Piazza Piccola 2\, Trieste. Per info e prenotazioni: info@tivarnellaart.com o 347.6091354 \nL’esposizione è visitabile\, nel rispetto delle disposizioni anti-Covid\, dal 26 marzo al 10 aprile 2022\, con orario feriale e festivo: 10_13 / 16_20. \nL’approdo degli antichi – mostra personale di Franco Chersicola \nTivarnella Art Consulting \nDal 26 marzo al 10 aprile\nInaugurazione 25 marzo ore 18.30
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SUMMARY:Mosaicamente - Omaggio ad Antonio Ligabue
DESCRIPTION:S’inaugura venerdì 4 marzo 2022\, alle ore 18\, a Trieste nella Sala U. Veruda di Piazza Piccola\,2 a Trieste una nuova mostra dedicata ad Antonio Ligabue realizzata da persone con autismo adulte che lavorano nel centro regionale lavorativo Officina dell’arte di Pordenone. La mostra è realizzata dalla Fondazione Bambini e Autismo ONLUS in collaborazione con il Comune di Trieste e da Noi Uniti per l’Autismo Pordenone e rientra nel solco delle esperienze già presentate negli anni in città. L’omaggio a Ligabue è particolarmente interessante perché l’artista ebbe una storia tormentata\, che partendo dal contesto contadino in cui visse la più parte della sua vita\, seppe trasformare animali e paesaggi del suo quotidiano in maniera visionaria creando a volte luoghi esotici e suggestivi. Con sollecitazioni casuali\, come forse l’immagine in un giornale\, una cartolina o ancora una proiezione cinematografica o uno spettacolo circense\, Ligabue\, grazie alla sua memoria visiva\, seppe creare opere di una “potenza” straordinaria. \nPartendo dalle suggestioni di alcune di queste\, all’Officina dell’arte hanno creato una mostra di mosaici che potesse rappresentare l’artista ponendo l’accento sull’uso dei materiali. Così alcune opere sono state confezionate con materiali tradizionali: tessere in pasta di vetro\, murrine\, pietre\, vetri colorati\, ecc. e altre invece con materiali meno consueti come quelli di riciclo: scarti di legno\, materiale elettrico di scarto\, tappi di plastica\, pezzi di stoffa\, ecc.. Altre ancora hanno visto la commistione tra materiali tradizionali e di scarto. L’uso del materiale di riciclo è stata una scelta che intendeva in questo omaggio avvicinare le opere musive allo spirito visionario di Ligabue. Infatti\, se Ligabue era in grado di trasformare\, attraverso la sua innata capacità pittorica\, un gatto in una tigre e i paesaggi di Gualtieri – il paese dove ha abitato da adulto – dopo essere stato espulso dalla Svizzera\, in una immaginaria giungla popolata da bestie feroci sempre in procinto di ”attaccare”\, così gli speciali mosaicisti che frequentano l’Officina dell’arte hanno creato opere musive con materiale “a perdere” trasformando questo materia di scarto in componente fondamentale per la composizione delle opere. Il visitatore potrà valutare il risultato. \nL’esposizione è visitabile\, nel rispetto delle disposizioni anti-Covid\, sino al 20 marzo 2022 con orario feriale e festivo: 10_13 e 17_20. \nL’ingresso è libero ma per la visita bisogna essere muniti di Green Pass rafforzato. \nPer info Fondazione Bambini e Autismo ONLUS Tel. 0434 551463 \ndirezione@officinadellarte.org www.bambinieautismo.org www.officinadellarte.org
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SUMMARY:LEGA NAZIONALE : mille parole d’amore in 130 anni di storia
DESCRIPTION:Riccardo Pitteri\, per tanti anni veramente la voce più qualificante della Lega Nazionale oltre che il reggitore e l’animatore appassionato\, così la presenta nel ventennale della fondazione : “Sciolta nel 1890 dalle autorità l’associazione “Pro Patria”\, sorse nel 1891 la “ Lega Nazionale”\, federazione delle cinque province italiane dell’Austria: Trentino\, Trieste\, Istria\, Friuli e Dalmazia\, per la tutela della lingua e della civiltà in esse da venti secoli italiche”. \nUna storia della Lega Nazionale è certamente la narrazione delle vicende ultracentenarie di questo Sodalizio ma al contempo è anche un qualcosa di più : la storia della città di Trieste e del suo entroterra giuliano. Tutta l’epoca del primo irredentismo ha visto la Lega protagonista assoluta\, specie con le sue scuole\, nell’ambito scolastico in genere e con larghissimo seguito giovanile. I Volontari Giuliani nella Prima Guerra Mondiale\, i Caduti nelle trincee del Carso ne danno perenne testimonianza. E\, nel secondo dopoguerra\, il ruolo non è stato diverso: al suo ricostituirsi\, nel 1946\, tra Trieste\, Gorizia e Pola\, la Lega ha raccolto in pochi mesi oltre 160.000 adesioni: in queste città il plebiscito per l’Italia negato dalle potenze vincitrici\, si è di fatto realizzato aderendo alla Lega Nazionale. \nRicorre quest’anno il centotrentesimo anno di fondazione e il Comitato Lega 130 ha sentito il dovere di richiamare l’attenzione della cittadinanza sulla vita e sull’attività del Sodalizio con tutta una serie di iniziative che si sono svolte nell’ultimo semestre e con la Mostra che qui presentiamo. \nLa documentazione esposta darà solo una visione parziale ed incompleta dell’attività svolta in tanti anni e in tanti settori diversi \, dall’attività scolastica e parascolastica \, alle scuole\, agli asili\, ai ricreatori\, dalle iniziative culturali e sportive alle manifestazioni più tipicamente ricreative come i veglioni e i concorsi di canzoni\, in un intento preciso di dare un’educazione civica ai giovani. \nLa mostra costituisce una significativa testimonianza della estrema modernità degli strumenti messi in atto dalla Lega Nazionale già sul finire dell’Ottocento e poi lungo tutto l’arco di un secolo. Sembra di trovarsi di fronte ad una sorta di logica gramsciana finalizzata ad “occupare” in modo organico ed articolato tutta la realtà sociale cui ci si rivolge\, al fine di realizzare – attraverso tali strumenti di presenza e di propaganda – l’egemonia della stessa. \nUna seconda considerazione: è difficile dire se si tratta di una causa o di un effetto di tale “egemonia”\, certo è che testimonia il coinvolgimento di personalità assolute del mondo delle Arti. I nomi sono tanti; basti ricordarne uno per tutti\, di valore addirittura mondiale : Fortunato Depero. \nNegli oggetti esposti\, conservati con amorevole impegno\, si potrà trovare adeguatamente ricostruiti il clima culturale e l’impronta sociale del Sodalizio \, i tratti essenziali della sua azione\, la funzione delle sue istituzioni e il profilo dei suoi maggiori animatori. Il fatto che la Lega Nazionale\, ad oltre 130 anni dalla sua costituzione e a 75 anni dalla sua seconda rinascita\, operi ancora\, dimostra l’indispensabilità della sua presenza. \nLa mostra “Lega Nazionale : mille parole d’amore in 130 anni di storia” gode della riorganizzazione del Comune di Trieste\, del patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. E’ allestita con la collaborazione del Centro Studi Talerta. \nLa mostra sarà aperta sabato 11 dicembre p.v. alle ore 9.30 e rimarrà aperta fino a lunedì 20 dicembre p.v. (giorno in cui si concluderanno le celebrazioni per il 130° anniversario di fondazione) La mostra sarà visitabile\, nel rispetto delle disposizioni anti-Covid\, tutti i giorni feriali e festivi\, con il seguente orario: 10_13 e 17_20.
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SUMMARY:Peripheral Memories
DESCRIPTION:Materiam superat opus: l’eccellenza friulano-giuliana nei processiindustriali ispira le suggestive opere d’arte di 9 artisti contemporanei\ninternazionali\, raccolte in una mostra che narra la memoria del lavoro\nnel territorio di confine e la trasformazione della materia stessa.\nMetallo\, tessuto\, caffè e navigazione sono gli elementi chiave di una\nrassegna che coglie la creatività e l’innovazione dell’industria tessile\,\nsiderurgica\, nautica e della torrefazione\, attraverso una vasta pluralità\ndi linguaggi artistici: videoarte\, sound art\, installazione\, fotografia.\nIl curvilineo percorso dell’esposizione porta i visitatori a contatto con\nuna Storia che si snoda tra luci e ombre (guerre\, catastrofi naturali\,\nparabole di investimento e disinvestimento)\, ma che trova sempre\ngli stessi baluardi nella sua produzione industriale: la tecnica e il\nradicamento al luogo. \nIn mostra\, opere di: Quynh Lahm (Vietnam)\, Yilin Zhu (Cina)\, Vanessa\nGageos (Romania)\, Neja Tomšič (Slovenia)\, Inês Coelho da Silva\n(Portogallo)\, Nicola Ellis (UK)\, Claudio Beorchia\, Laura Santamaria\,\nMarta Lodola.\nLa mostra\, ad ingresso libero\, è visitabile dal 13 al 28 novembre\n2021 presso la sala U. Veruda di Palazzo Costanzi in Piazza Piccola\,\n2 a Trieste\, adiacente a Piazza Unità d’Italia\, con orario feriale e\nfestivo: 10-13 /17-20.\nIngresso consentito previa esibizione del Green Pass.\nVisite guidate sono disponibili gratuitamente in loco.\nOgni sabato pomeriggio\, laboratori didattici per ragazzi.\nPer info e prenotazioni: prenotazioni@iodeposito.org
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SUMMARY:Labirinti contemporanei - percorsi visivi ispirati a le città invisibili di Italo Calvino
DESCRIPTION:Si apre mercoledì 25 agosto\, alle ore 10\, nella sala U. Veruda di Palazzo Costanzi\, la mostra di Maria Pia Mucci e Gabriela Spiller “Labirinti contemporanei – Percorsi visivi ispirati a Le città invisibili di Italo Calvino”\, in collaborazione con il Comune di Trieste.\nMucci e Spiller “interpreti” della fragilità urbana raccontata da Calvino . Dare forma concreta a quelle “città invisibili” raccontate da Italo Calvino\, offrendo ai visitatori la possibilità di scegliere il proprio itinerario da osservatore o protagonista del viaggio\, riflettendo sul modus vivendi dei contesti urbani contemporanei\, diventati labirinti sempre più complessi per le relazioni umane e per le interazioni con l’ecosistema circostante\, questa è l’affascinante proposta della mostra di Maria Pia Mucci e Gabriela Spiller\, legata alle suggestioni ispirate appunto dal romanzo “Le città invisibili”\, uscito nel 1972\, in cui Marco Polo riferisce al Kublai Kan sulle molteplici criticità e debolezze del tessuto urbano\, individuate nel corso delle sue visite alle città dell’Impero d’Oriente.\nCriticità e debolezze\, peraltro\, rese attuali e più marcate dalla recente pandemia\, involontario trait d’union fra passato e presente\, dalla quale sono derivate profonde modifiche a stili di vita e modalità di relazione e che hanno comunque indotto ad una riflessione\, più o meno diffusa e condivisa\, sull’ineludibilità di una nuova integrazione tra ambiente naturale e mondo urbano.\nAttraverso questa mostra\, le artiste mirano a esprimere appunto la complessità delle città\, attingendo a piene mani dalla loro fantasia e dal loro variegato universo di memorie. Un patrimonio sviluppato in forme\, tecniche e materiali assai differenti fra loro\, con due linguaggi unici\, capaci di entrare in armonia con le immagini letterarie in modo singolare e originale\, che trovano concretezza sorprendente in architetture e agglomerati urbani fantasiosi e surreali\, fuori dal tempo e dallo spazio e latori di sogni\, pensieri ed emozioni.\n	Il risultato è dunque un’esposizione di opere multiformi che\, seppur diverse per tecniche\, stili\, soluzioni creative\, sono capaci all’unisono di stimolare riflessioni sul nostro modo di vivere le città contemporanee e\, al contempo\, di sollecitare un impegno sia in termini individuali che di collettività intesa quale insieme di persone\, comunità e istituzioni.\n	Le opere di Maria Pia Mucci e Gabriela Spiller\, unite nella mostra “Labirinti contemporanei – Percorsi visivi ispirati a Le città invisibili di Italo Calvino”\, hanno trovato peraltro una prima apprezzata accoglienza di critica e pubblico presso il Museo Francesco Gonzaga a Mantova nel 2020\, in quanto inserite tra gli eventi collaterali del Festivaletteratura.\nLa mostra ospitata nella Sala Umberto Veruda di Palazzo Costanzi in Piazza Piccola\,2 dal 25 agosto al 19 settembre 2021\, con orario feriale e festivo 10_13 e 17_20\, è visitabile nel rispetto delle disposizioni anti-Covid\, e sarà illustrata in due visite guidate alle ore 17 di sabato 28 agosto e sabato 18 settembre. La mostra proseguirà come esposizione itinerante nel suo viaggio verso altre città italiane\, destinata ad arricchirsi progressivamente di nuove opere che andranno ad integrare quelle già esposte.
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SUMMARY:Sei visioni a confronto. Tecniche e poetiche del contemporaneo.Bortolossi\, Ciancia\, Condello\, Ghirardello\, Martelli Rossi\, Tubaro.
DESCRIPTION:Si apre giovedì 5 agosto 2021\, alle ore 18\, nella sala U. Veruda di Palazzo Costanzi\, la mostra d’arte contemporanea Sei visioni a confronto. Tecniche e poetiche del contemporaneo. Bortolossi\, Ciancia\, Condello\, Ghirardello\, Martelli Rossi\, Tubaro\, organizzata dall’Associazione Culturale Play Art\, all’interno dell’iniziativa “Arte in gioco”\, in collaborazione con il Comune di Trieste. \nIl lavoro dei sei artisti coinvolti nella mostra (Bortolossi\, Ciancia\, Condello\, Ghirardello\, Martelli Rossi\, Tubaro) vuole farsi portavoce dell’energia comunicativa che l’arte porta con sé\, mettendo a confronto visioni\, poetiche e tecniche che vanno dalla pittura alla fotografia alla scultura. \nLa mostra pone l’attenzione sulla necessità di ritrovare un’identità culturale ed artistica anche nella pluralità delle espressioni individuali e nella collaborazione reciproca per superare i disagi e le contraddizioni in atto nel mondo contemporaneo. \nIn un momento di crisi dovuto alla pandemia\, dove le possibilità espositive ed i momenti di dibattito artistico sono purtroppo ridotti\, l’esposizione offre l’opportunità al pubblico di spaziare attraverso una molteplicità di stili ed ambiti di ricerca\, dimostrando  che la voglia di comunicare e di mettersi in gioco attraverso l’arte travalica le difficoltà contingenti e\, nello stesso tempo\, le supera attraverso il dialogo ed il confronto. \nLa mostra rimarrà aperta al pubblico fino al 22 agosto 2021 con orario feriale e festivo: 10_13 / 17_20.
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SUMMARY:100 leoni in città - Prorogata fino a domenica 1 Agosto
DESCRIPTION:Si apre venerdì 16 luglio 2021 in sala U. Veruda di Palazzo Costanzi Trieste “ 100 LEONI IN CITTÀ”\, mostra collettiva internazionale\, allestita su progetto dell’Associazione culturale 6idea in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste; resterà aperta fino al 30 luglio.\nLa mostra gode anche del patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. \nIl leone e Trieste sono i protagonisti in questa mostra ideata per fare interagire presente e passato e\, tramite l’arte e la creatività\, per cogliere e trasmettere l’identità della città stessa. \nL’idea fondante di questa esposizione è quella di stimolare\, prima di tutto negli artisti\, e poi nei visitatori\, un maggior interesse ed uno sguardo più attento verso le nostre città\, luoghi che generalmente noi tutti percorriamo distratti\, abitualmente a testa bassa dando per scontato l’ambiente che ci circonda.\nTrascuriamo così la bellezza dei luoghi e dell’architettura delle nostre città ricche di storia e cultura. \nL ‘effige del leone\, ampiamente usata come decoro nell’architettura di tutte le epoche\, viene adottata\, in questo progetto di mostra di Luciana Costa e Paola Urso come strumento semplice e ideale per guardare Trieste in modo più attento\, nuovo e creativo. Un modo per “alzare la testa” e guardarsi intorno passeggiando per la città alla ricerca dei leoni. \nVa sottolineato tra l’altro che l’icona del leone risulta molto diffusa a Trieste dove si trova\, anche solo sotto forma di semplici protomi\, a decorare facciate\, portoni\, fontane\, cortili privati\, balconi e giardini. Sono più di duecento i leoni censiti dall’inizio del progetto\, duecento occasioni per scoprire magnifici edifici\, strade\, angoli dimenticati. \nAderiscono all’iniziativa venticinque artisti italiani e stranieri che\, seguendo personali ricerche e suggestioni\, hanno rivelato con i loro lavori (ad olio\, grafiche\, tecniche miste\, collage\, fiber-art\, opere tridimensionali e istallazioni) aspetti originali e fantasiosi in merito alla figura del leone\, a volte integrato nel tessuto urbano\, a volte\, suggerendo evocazioni oniriche\, simboliche in rapporto alla natura e al paesaggio. \nPartecipano: Alfiero Livia\, Maurizio Baraziol\, Tiziana Bevilacqua\, Helmut Blazej\, Isabel Carafì\, Luciana Costa\, Bruna Daus\, Elisabetta De Minicis\, Fulvia Dionis\, Paola Estori\, Samantha Fermo\, Laila Grison\, Monica Kirchmayr\, Vivjana Kljun\, Antonella Oliana\, Antonella Ongaro\, Rosanna Palombit\, Rupert Rebernig\, Monica Sartori\, Chiara Simon \,Darja Štefančič\, Marinella Terbon e Rossella Titz. L’allestimento è curato da Elisabetta De Minicis\, presente all’esposizione con una sua opera. \nFanno parte dell’esposizione anche alcuni dei lavori di ceramica degli artisti del laboratorio Eracreativa del CENTRO LYBRA CAMPANELLE (cooperativa sociale onlus e centro diurno in convenzione con il comune di Trieste). I laboratori di EraCreativa sono uno spazio dedicato alla creatività\, dove persone con disabilità sviluppano le proprie capacità e la propria creatività. \nSono inoltre in visione i lavori degli studenti della classe Prima Artistico della scuola Edilmaster di Trieste realizzati sul tema della mostra durante l’anno scolastico appena terminato sotto la guida della professoressa Elisa Vladilo. \nOltre ai lavori artistici\, che sono la parte principale della mostra\, completano l’esposizione alcuni pannelli\, a cura di Luciana Costa\, Simonetta Freschi e Paola Urso\, con qualche cenno e curiosità in merito ai leoni e alla loro presenza in architettura e nel tessuto sociale\, immagini e notizie utili per i visitatori che si volessero cimentare in questa singolare caccia ai leoni di città. \nUn pannello con alcune immagini e brevi testi ricorda\, infine\, l’esperienza del progetto didattico “Leoni in città\, gioco e scoperta ”\, a cui la mostra in parte si è ispirata. Un progetto che è stato sviluppato dall’artista e docente Luciana Costa con gli alunni delle scuole Brunner e Corsi di Trieste negli anni 2002- 2004 (divenuta poi anche una mostra ospitata nella hall del Palazzo della Borsa nel maggio del 2004). \nIn conclusione un’ultima considerazione: l’uso dell’effige leone\, da sempre simbolo positivo di forza e coraggio in tutte le culture e religioni\, può \, proprio in questo triste momento storico\, anche essere presa a icona per guardare al futuro con speranza e ottimismo\, un simbolo augurale per ripartire con la “normalità” della vita sociale dopo la pandemia. \nLa mostra è visitabile tutti i giorni in orario 10_13 e 17_20 . \nINFO: info@6idea.it| facebook: 6idea | miramare1.it | \nEVENTI COLLATERALI \n    “UN RUGGITO A BASSA VOCE” il giorno 17 dalle 17.30 alle 18.30\, un incontro di lettura rivolto alle famiglie con bambini da 3 a 6 anni dedicato al leone protagonista nella letteratura per l’infanzia\, si svolge nell’ambito del progetto Nati per leggere Trieste NpL grazie alla collaborazione di un gruppo di volontari dell’associazione Linea Azzurra Onlus ( la partecipazione è su prenotazione secondo le modalità usuali di NpL e in accordo alle vigenti norme covid ). \n    Per i giorni 22 e 26 luglio ore 17 l’agenzia La Via Degli Artisti Viaggi propone due passeggiate alla “ CACCIA DEI LEONI DI CITTÀ” con guida turistica autorizzata FVG\, su percorsi suggeriti da Luciana Costa di 6idea\,( prenotazioni e pagamento presso l’agenzia Viaggi in via degli artisti 2\, lun./ven. |9.30 – 16.30) \n    Ai bambini ed alle famiglie verrà data l’opportunità di giocare alla“ CACCIA ai LEONI di Piazza Unità e dintorni” con piccoli premi e gadget per i bambini che ultimeranno la caccia e porteranno un loro di disegno. \n    A tutti i visitatori verrà proposto il Concorso “ ADOTTA UN LEONE” \, in cui si invitano a “ scovare” il loro leone di affezione ed a testimoniarlo : con una foto\, uno scritto \, un contributo creativo. L’obbiettivo è sempre lo stesso guardare la città in modo nuovo ! ( maggiori informazioni in sala Veruda e/o su facebook: 6idea) \n    Contemporaneamente alla mostra “100 LEONI IN CITTÀ” \, si terrà dal 20 luglio al 5 settembre 2021 nel Palazzo delle Poste Centrali di Trieste\, in piazza Vittorio Veneto 1\, l’esposizione “LEONI A PALAZZO” con fotografie di Estella Levi. Francobolli di tutto il mondo e disegni originali di Maria Lupieri\, che raffigurano in modi diversi il re della foresta\, verranno esposti nel salone centrale delle Poste di piazza Vittorio Veneto e nello spazio Filatelia di via Galatti ( visitabile nel Palazzo Poste da lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 19.00\, sabato 8.30 12.00; Spazio Filatelia aperto dal lunedì al venerdì 8.30 – 15.30)
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SUMMARY:TELECALI MACOYPSO - Andy Prisney
DESCRIPTION:Andy Prisney e James Joyce uniti dal Bloomsday\, in mostra a Trieste. Telemaco e Calypso\, Bloom e Molly\, anagrammati in illustrazioni e grafiche\, invadono gli spazi della sala Veruda. Raffigurare i capitoli 1 e 4 dell’Ulisse di Joyce: una sfida impossibile\, che si vince solo disegnandola!\nAndy Prisney esiste più nei social che nella vita reale\, è una matita digitale nascosta dietro un segno. Ogni giorno pubblica le sue “vertical pics” intingendo la sua penna digitale nella realtà e nella sua fantasia.
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SUMMARY:Mosaicamente: Omaggio al Genio\, Leonardo da Vinci
DESCRIPTION:Dal 20 maggio fino al 6 giugno\, nella Sala U. Veruda di Palazzo Costanzi\, sarà allestita una mostra di mosaici dedicata al Genio Leonardo da Vinci organizzata dalla Fondazione Bambini e Autismo Onlus con il Comune di Trieste.\n	Da circa un anno Fondazione Bambini e Autismo ONLUS e Comune di Trieste volevano organizzare la mostra di mosaici dedicata al Genio di Leonardo da Vinci ma la pandemia non lo ha permesso. Ora\, seppur con molte restrizioni\, è possibile. Dal 20 maggio fino al 6 giugno si potrà visitare la mostra\, nella sala U. Veruda\, nelle immediate vicinanze di Piazza dell’Unità d’Italia. Causa covid non si potrà fare alcuna inaugurazione\, quindi la mostra partirà alle ore 10 di giovedì 20 maggio un po’ in sordina.\n	Le opere sono state realizzate presso l’Officina dell’Arte di Pordenone\, il Centro regionale per persone con autismo adulte che\, fra i suoi laboratori\, ha quello di mosaico professionale. I mosaici dell’Officina sono già stati esposti a Trieste con grande successo di visitatori negli anni passati. L’ultima mostra fu quella\, sempre in Sala U. Veruda\, dedicata a Gustav Klimt nel 2019.\n	Non potendo presentare l’esposizione ma allo stesso tempo volendo dare alcune indicazioni al visitatore si può dire che all’Officina si è tentato di fare una sintesi del lavoro Leonardesco dividendolo per settori e reinterpretando in maniera assai originale alcune opere del Genio. Sono stati presi in considerazione ad esempio i disegni\, che costituiscono una grande mole del lavoro dell’artista; sono stati realizzati attraverso l’uso di chiodi e viti\, materiali che hanno avuto la forza di reinterpretare i volti dei disegni di Leonardo attraverso un gioco di luci e posizionamenti. Di alcune opere del maestro\, molto note\, sono stati poi ripensati i particolari che hanno destato interesse nei nostri speciali artisti. Vi è anche una piccola sezione dedicata alle macchine che Leonardo inventò e che sono state reinterpretate tridimensionalmente a mosaico. Vi è poi una sezione pop art\, ovvero le opere Leonardesche rivisitate da artisti come Andy Warhol e ripensate a mosaico. Tra queste ultime opere è parso interessante agli organizzatori introdurre anche i “falsi” attribuiti a Leonardo come ad esempio la bicicletta\, falsi che comunque attestano come il mito del genio sia talmente radicato da far credere a molti che la biciletta sia stata una sua invenzione.  \n	La mostra sarà aperta fino al 6 giugno 2021\, con orario da lunedì a venerdì 10-13 / 17-20. Causa Covid\, possono entrare contemporaneamente 6 persone alla volta. Il sabato e la domenica visite su prenotazione telefonando allo 3497440779 con almeno un giorno di anticipo. Ingresso libero.
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SUMMARY:33 Premio Lilian Caraian per le Arti Figurative
DESCRIPTION:Il “XXXIII Concorso per le Arti Figurative” della Fondazione ‘Lilian Caraian’ di Trieste terrà la mostra dei lavori pervenuti presso la Sala “Umberto Veruda” di Palazzo Costanzi di piazza Piccola 2\, concessa dal Comune di Trieste\, dal 7 al 15 maggio 2021.\nPartecipano trenta artisti con opere che rispecchiano le diverse tendenze dell’arte attuale. \nSono previsti tre premi e giovedì 6 alle ore 17\, giorno di apertura della mostra\, verranno consegnati i premi ai tre vincitori (senza la presenza di pubblico nel rispetto delle disposizioni anti-Covid). \nIl Concorso\, si avvale del sostegno del Comune di Trieste\, della Fondazione Kathleen Casali e del Soroptimist International Club di Trieste. \nLa Fondazione “Caraian”\, sorta nel 1984\, organizza ogni anno concorsi per volontà testamentaria dell’artista triestina Lilian Caraian per premiare giovani artisti della Regione nel campo della Musica e delle Arti figurative. \nLa mostra sarà aperta fino al 15 maggio 2021\, con orario da lunedì a venerdì 10_13 / 17_20\, sabato e festivi su prenotazione: 3470689296 o fondazionecaraian@virgilio.it.
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SUMMARY:Bora vs Scirocco
DESCRIPTION:In Bora vs Scirocco Giulia Crimaldi presenta una cinquantina di opere che racchiudono non solo i luoghi dove vive e ama stare\, ma soprattutto le sue due anime. Quella ombrosa e riservata che racchiude in alcuni splendidi dipinti di antiche e storiche botteghe e quella solare e vivace delle sue origini siciliane\, liberata nei cieli azzurri e nell’opulenza di alcuni oggetti.\nIl percorso che ha scelto non è dei più facili\, anzi. \nLa scelta del figurativo e della natura morta in particolare\, la mette continuamente alla prova sia con se stessa che con la realtà. Osserva gli oggetti\, interviene su di essi e modifica dei dettagli nel tentativo di stupire e di stupirsi. Per questo mette in posa la natura: dipinge fiori\, frutta\, pesci\, libri\, ritratti\, ambienti\, senza alcun ordine gerarchico\, ne cattura particolari e dettagli\, anche quelli che normalmente non notiamo\, rendendoli visibili. \nIl suo è un lavoro paziente e solitario concentrato sull’arte di dipingere. La cura del dettaglio e della composizione\, la naturalezza della pennellata sottolineano la padronanza della tecnica pittorica\, che è sicuramente un dono\, ma anche tanto studio\, ricerca e lavoro. Giulia Crimaldi domina il mezzo pittorico con rara padronanza: il segno è preciso\, la pennellata decisa\, il colore vivo. Ogni singolo oggetto che sia un frutto\, un fiore\, una brocca è definito con attenzione e precisione certosina. La luce\, soprattutto nelle nature morte colpisce i soggetti allontanandoli dal fondo quasi sempre nero. L’amore per i colori saturi e caldi\, per la luce forte e avvolgente instilla nelle forme descritte quel particolare senso di vitalità che ci incanta. \nLa capienza massima della sala espositiva è di 7 persone.  \nLa mostra sarà aperta fino al 12 marzo 2021\, con orario da lunedì a venerdì 10_13 / 16_19. Con cortese preghiera di pubblicazione / diffusione.
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SUMMARY:Chromantic: presentazione mostra e premiazione a Trieste Photo Days 2020 - SOSPESO DAL 6 NOVEMBRE FINO AL 3 DICEMBRE
DESCRIPTION:Venerdì 23 ottobre 2020 alle 19 presso la Sala Xenia\, il critico d’arte Sandro Parmiggiani\, che ha curato l’introduzione del volume Chromantic\, presenterà il progetto assieme all’art director del Trieste Photo Days Angelo Cucchetto. Interverrà anche il fotografo ceco Miloš Nejezchleb\, ospite speciale del volume e della mostra.\nVerranno inoltre premiati il Miglior Autore e le Menzioni d’onore scelte dallo staff di Exhibit Around tra i 169 fotografi selezionati per il progetto. \nLanciato dall’associazione culturale dotART tramite la propria piattaforma Exhibit Around\, Chromantic nasce come ambizioso tributo collettivo ad Alex Webb\, pioniere della fotografia a colori in grado di spaziare dalla fotografia urbana al reportage giornalistico. \nUn progetto corposo\, unico nel suo genere\, che si compone di un prestigioso volume fotografico e di una mostra collettiva internazionale di fotografie e progetti fotografici rigorosamente a colori\, che utilizzano la luce in maniera artistica e originale\, donando vita agli elementi cromatici e trasformando il colore in un linguaggio autoriale in grado di raccontare la realtà contemporanea. \nSono coinvolti 169 autori da tutto il mondo\, selezionati tra gli oltre 430 che si sono candidati all’open call lanciata da Exhibit Around nel dicembre del 2019\, che ha raccolto oltre 4100 foto e 210 portfolio. \nUno straordinario omaggio a Alex Webb che raggiunge il proprio apice ad ottobre 2020 in occasione del Festival Trieste Photo Days con la presentazione ufficiale del volume\, a cui ha collaborato il critico Sandro Parmiggiani\, e della mostra collettiva “Chromantic. Tributo ad Alex Webb”\, coorganizzata con il Comune di Trieste\, nella Sala “U. Veruda” di piazza Piccola 2\, con oltre 150 foto.\nv \n    Mostra aperta da venerdì 23 ottobre a domenica 08 novembre 2020 \n    Sede: Sala “U. Veruda”\, piazza Piccola 2 Trieste \n    Orario apertura mostra: 23-24-25 ottobre 2020: 10_13 / 15_20. Fino all’8 novembre: 10_13 / 17_20. \n    Presentazione e cerimonia di premiazione: Venerdì 23 ottobre 2020 alle 19 / Sala Xenia\, Trieste
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SUMMARY:The Beautiful Life
DESCRIPTION:Martedì 29 settembre 2020 alle ore 17 verrà aperta al pubblico verrà aperta al pubblico la mostra fotografica “The beautiful life” \, promossa dalla Coop. Soc. “Trieste Integrazione” a m. Anffas e realizzata in collaborazione con il Comune di Trieste.\nLa Cooperativa Sociale Trieste Integrazione a marchio Anffas Onlus in collaborazione con il Comune di Trieste presenta al pubblico cittadino la mostra “ The Beautiful Life”: più di trenta intense fotografie raffiguranti le persone che frequentano il Centro di via Cesare Cantù 45. \nGli scatti nascono da un progetto del 2018 di Patrizia Clementi\, Stefania Span e Sabrina Zafferini; le educatrici proponevano l’uso della fotografia come presa di conoscenza di sé: come strumento di scoperta\, consapevolezza e riconoscimento degli stati emotivi\, come strumento per riconoscere l’essere adulto delle persone con disabilità nella propria unicità e nel rapporto con il mondo. \nA realizzare questi scatti Massimo Tommasini\, fotografo poliedrico che in passato si è cimentato in reportage di realtà complesse come i richiedenti asilo a Trieste o a Idomeni (Grecia) nel 2016\, ma anche come fotografo ufficiale della mostra del Cinema di Venezia dal 2012 e come fotografo di scena e backstage del film “Non odiare” di Mauro Mancini con Alessandro Gassmann e Sara Serraiocco girato a Trieste. Alcuni dei suoi scatti sono stati esposti alla Casa del Cinema di Villa Borghese a Roma. \nDa questi presupposti sono nate delle immagini potenti\, di ragazzi e ragazze\, di uomini e donne che esprimono tutta la loro gioia di vivere\, il desiderio di realizzare le loro passioni\, le difficoltà del quotidiano che accettano di superare con l’apprendimento continuo\, i momenti di tristezza che conosciamo tutti. \nLe splendide stampe sono state realizzate da Cherinfoto che ha anche ospitato i modelli e le modelle per le foto in studio. \nIl risultato è una personale dove i soggetti sono anche autori e dove l’autore\, Massimo Tommasini\, ha colto e dato luce a emozioni profonde ed a gesti quotidiani con grande sensibilità e professionalità. \nUna mostra da vedere\, sentire\, portare dentro e a cui ripensare. \n“The Beautiful Life” sarà visitabile presso la Sala Umberto Veruda dal 30 settembre al 18 ottobre 2020 dal lunedì alla domenica con orario 10-13 e 17-20.
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SUMMARY:Sguardi capovolti. Quando l'incontro rovescia i punti di vista
DESCRIPTION:Il progetto espositivo di Medici con l’Africa Cuamm rielabora il grande archivio storico dell’organizzazione\, raccolto in 70 anni di attività e presenza in Africa.\nVenerdì 11 settembre 2020 alle ore 10 verrà aperta al pubblico la mostra fotografica “Sguardi capovolti. Quando l’incontro rovescia i punti di vista” tratta dall’archivio storico di Medici con l’Africa Cuamm: un viaggio nelle relazioni umane e nell’incontro con l’altro\, promossa da Medici con l’Africa Cuamm e realizzata in collaborazione con il Comune di Trieste.\nUn viaggio attraverso foto e racconti di medici che nel corso della lunga e affascinante avventura di Medici con l’Africa Cuamm hanno messo al centro del loro impegno l’incontro e la cura dell’altro\, scoprendo che proprio dall’incontro si creano legami forti e indissolubili\, che cambiano le persone e la storia. \nPunto di vista privilegiato è quello dei bambini: al centro di numerosi scatti\, figli di operatori Cuamm e bambini africani\, che con la forza di un sorriso e la semplicità del gioco sanno andare oltre tutte le barriere e le fatiche degli adulti.\nLa mostra ad ingresso libero\,sarà aperta fino a sabato 19 settembre\, con orario feriale e festivo 10_13 / 17_20. \nMEDICI CON L’AFRICA CUAMM  \nNata nel 1950\, Medici con l’Africa Cuamm è la prima Ong in campo sanitario riconosciuta in Italia e la più grande organizzazione italiana per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane. Realizza progetti a lungo termine in un’ottica di sviluppo\, intervenendo con questo approccio\, anche in situazioni di emergenza\, per garantire servizi di qualità accessibili a tutti. Oggi Medici con l’Africa Cuamm è impegnato in 8 paesi dell’Africa sub-Sahariana (Angola\, Etiopia\, Mozambico\, Repubblica Centrafricana\, Sierra Leone\, Sud Sudan\, Tanzania\, Uganda) con circa 3.000 operatori sia europei che africani; appoggia 23 ospedali\, 64 distretti (per attività di sanità pubblica\, assistenza materno-infantile\, lotta all’Aids\, tubercolosi e malaria\, formazione)\, 3 scuole infermieri e 1 università (in Mozambico).
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SUMMARY:Naturografie\, un dialogo tra arte\, natura e uomo
DESCRIPTION:Sabato 15 agosto 2020 alle ore 19 nella Sala U. Veruda di Palazzo Costanzi\, Piazza Piccola\, 2 a Trieste verrà aperta al pubblico la mostra “Naturografie\, un dialogo tra arte\, natura e uomo” di Roberto Ghezzi\, evento inserito ufficialmente nella programmazione culturale di ESOF2020 (Trieste città europea della scienza 2020). \nLa mostra è il tassello finale di un progetto artistico e scientifico iniziato a luglio 2019 il cui fine è quello di unire idealmente l’arco geografico costiero dell’alto Adriatico attraverso l’arte e le sue peculiarità geoambientali. \nL’artista Roberto Ghezzi\, insieme ai curatori Elena Cantori\, Monica Mazzolini e Massimiliano Schiozzi\, dopo aver individuato numerosi luoghi in Friuli Venezia Giulia\, Slovenia e Croazia appositamente selezionati considerandone le caratteristiche estetiche\, fisiche\, chimiche e biologiche (flora e fauna)\, ha realizzato le installazioni per la creazione di Naturografie\, originali opere d’arte di sua invenzione mediante le quali uomo e ambiente entrano in profonda e continua connessione. \nIn questo processo creativo Roberto Ghezzi agisce scegliendo il luogo dell’installazione\, il materiale del supporto e il tempo della creazione\, lasciando alla Natura stessa il completamento dell’opera. Nascono così\, dalla mano degli elementi e dalla mente dell’uomo\, le Naturografie: opere che non rappresentano più il paesaggio\, ma lo sono. \nLe installazioni sono state realizzate grazie alla coorganizzazione con il Comune di Trieste in un tratto di Rio Farneto nel parco del Cacciatore\, quindi nel meraviglioso contesto della riserva naturale Val Rosandra con il patrocinio del Comune di San Dorligo della Valle (Trieste) ed in una zona antropomorfa del canale navigabile della zona industriale di Trieste grazie alla collaborazione della ditta Euronautica 2000 srl e dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale. \nA queste installazioni si aggiungono quelle realizzate nelle riserve naturali di Isola della Cona in collaborazione con il Comune di Staranzano (Gorizia) e di Canal Novo in collaborazione con il Comune di Marano Lagunare (Udine). \nUlteriori installazioni sono state create nel canale Anfora di Aquileia (Gorizia) grazie alla collaborazione del Comune dell’omonima cittadina\, nella riserva naturale di Capodistria “Val Stagnon” in Slovenia e nella riserva naturale alle foci del fiume Quieto in collaborazione con il Comune di Novigrad in Croazia. \nUn sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno creduto nel progetto ed in particolare agli sponsors che hanno fatto sì che si realizzasse: Fondazione Casali\, AcegaApsAmga e ai partners del progetto Kallipolis e Spazio Legno di Trieste. \nLa mostra sarà visitabile sino all’8 settembre 2020 \nOrario: tutti i giorni 10_13 / 17_20
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SUMMARY:Vedrai colori che son contenti. Elisa Vladilo. Interventi ambientali 1995-2019
DESCRIPTION:Prorogata fino a mercoledì 4 marzo\nInaugura venerdì 7 febbraio alle ore 18 presso la Sala Veruda di Palazzo Costanzi la mostra personale dell’artista triestina Elisa Vladilo intitolata Vedrai colori che son contenti. Elisa Vladilo. Interventi ambientali 1995-2019 e promossa da Trieste Contemporanea e realizzata in collaborazione con il Comune di Trieste e con il supporto della Fondazione Kathleen Foreman Casali. A cura di Alessandra Pioselli\, l’esposizione propone per la prima volta un percorso dedicato ai venticinque anni di lavoro artistico di Elisa Vladilo\, attraverso una selezione dei progetti realizzati in luoghi pubblici e ambienti naturali in Italia\, Austria\, Croazia\, Slovenia\, Gran Bretagna e Mongolia\, dal 1995 al 2019. Temporanei o permanenti\, gli interventi dell’artista triestina Elisa Vladilo sono presentati con fotografie\, video e disegni progettuali\, appunti. \nIl colore costituisce fin dagli esordi il segno distintivo della ricerca di Elisa Vladilo che dalla metà degli anni Novanta interviene nel paesaggio\, in spazi urbani e ambienti interni. Privilegiando il colore puro e tonalità accese di rosa\, giallo\, arancio\, verde e azzurro\, l’artista ha definito una personale gamma cromatica per alterare o enfatizzare le qualità e i significati dello spazio\, modificandone la percezione e l’uso. Realizzati con pittura lavabile o materiali morbidi come il feltro (ad es. The Melting Tower\, Villach\, Austria\, 2012)\, gli interventi di Elisa Vladilo occupano\, modificano\, si sovrappongono\, nascondono o sottolineano elementi architettonici\, spaziali e naturali\, diventando matrice d’inedite sollecitazioni sensoriali e relazionali. Investono l’intero corpo oltre che la vista\, il tatto e l’udito\, talvolta integrando i progetti con un elemento sonoro (ad es. Summertime\, Trieste 2010 o The Sound of Colors\, Celje\, Slovenia 2010). \nI colori di Elisa Vladilo introducono negli spazi naturali e urbani momenti di sospensione giocosa\, anche fiabesca\, aggiungendo sfumature emotive e immaginative che ne riscrivono le funzioni ordinarie. I colori vibranti assicurano allo spazio un inedito potenziale comunicativo\, attraverso una grammatica del colore d’immediata comprensione\, all’apparenza basica e essenziale. Per l’artista il colore solare\, portatore di vitalità\, possiede una potenzialità sociale. Gli interventi cromatici di Elisa Vladilo spesso riscrivono la tessitura urbana creando temporanei luoghi ospitali\, di sosta\, incontro e relazione (ad es. My Favourite Place\, Trieste 2007; DOTCOMmunity\, Trieste 2015; Spazio Linea Superfici\, Trento 2019). \nLa natura collaborativa dei progetti è un aspetto importante del percorso di Elisa Vladilo che ha spesso reso complici persone e abitanti nel processo di appropriazione immaginifica dei luoghi (ad es. Prendo il paesaggio e lo porto con me\, Nervesa della Battaglia\, 2011; Nel blu dipinto di blu\, Trieste\, 2013; Melting Street\, Pola\, Croazia\, 2013)\, giungendo con Rima d’origine (Trieste 2013\, Cambridge\, 2014) a mettere in gioco il tema della cittadinanza culturale. Nel corso della sua pluriennale attività l’artista si è confrontata con una grande varietà di luoghi e di persone che sono da considerarsi una componente attiva e centrale del suo lavoro. Attraverso lo studio del rapporto tra spazio\, corpo e colore\, Elisa Vladilo riflette sul destino degli spazi comuni\, la loro identità\, gli usi e le relazioni. \nElisa Vladilo si diploma all’Istituto Statale d’Arte Nordio di Trieste\, seguono poi gli studi di scenografia all’Accademia di Brera e all’Accademia di Venezia. Lavora nel campo della scenografia\, della grafica e dell’architettura fino al 1989\, quando inizia la sua carriera artistica. Viene selezionata per la mostra Whitechapel Open nel 1998\, nello stesso anno ottiene la borsa di studio della Pollock – Krasner Foundation di New York\, nel 2000 vince una residenza d’artista a Berlino assegnata all’interno di un progetto europeo di scambio tra Berlino e Londra\, città nella quale lavora e risiede per 3 anni (1997-2000). \nAlessandra Pioselli è direttore dell’Accademia di belle arti G. Carrara di Bergamo dal 2010. Insegna Storia dell’arte contemporanea presso la stessa Accademia e Arte pubblica al Master in economia e management dell’arte e dei beni culturali del Sole24Ore (Milano). È\, inoltre\, critico d’arte\, curatore e giornalista pubblicista. Collabora con Artforum (New York). Si occupa di ricerca storica e critica in prevalenza attorno a temi e progetti inerenti alla dimensione civica e urbana dell’arte. Nel 2015 ha pubblicato “L’arte nello spazio urbano. L’esperienza italiana dal 1968 a oggi”\, perJohan&Levi\, (e dedica la copertina del volume all’opera di Elisa Vladilo “My favourite place”\, intervento site-specific del 2007 sul Molo Audace). \n\na cura di Alessandra Pioselli \nmostra promossa da Trieste Contemporanea \nin collaborazione con il Comune di Trieste \ncon il supporto della Fondazione Kathleen Foreman Casali \ncon il supporto della Banca Generali Claudio Stagni Private Banker \ncon l’adesione della Casa dell’arte di Trieste \ne la partecipazione di Sandtex \norario: tutti i giorni 10_13 / 17_20 \ningresso libero
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SUMMARY:Trieste è…
DESCRIPTION:a mostra si compone di settantadue immagini suddivise in sei sezioni: «Trieste è… la Città del Mare»\, «Trieste è… la Città dell’Eredità Asburgica»\, «Trieste è… la Città della Cultura»\, «Trieste è… la Città della Memoria e del Ricordo»\, «Trieste è… la Città della Bora»\, «Trieste è… la Città dello Sport».\nAlla mostra hanno fornito il loro apporto ben trentasette fotografi\, che si sono impegnati per quasi due anni in una ricerca iconografica in grado di offrire un’immagine all’altezza dell’indiscutibile fascino e dell’indubbia attrattiva della città di Trieste. \nLe fotografie in esposizione sono il risultato di una selezione operata fra le immagini pubblicate sulla monografia «Trieste è…»\, edita di recente dal “Circolo Fincantieri – Wärtsilä” e inserita nella prestigiosa collana delle monografie della FIAF\, Federazione Italiana Associazioni Fotografiche. \nLa rassegna rimarrà aperta al pubblico rimarrà aperta al pubbico sino al 2 febbraio 2020 con orario feriale e festivo 10_13 e 17_20.
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SUMMARY:Mosaicamente: Omaggio a Gustav Klimt
DESCRIPTION:Il 20 Dicembre alle ore 18.00 si inaugura presso la sala U. Veruda di Palazzo Costanzi in Piazza Piccola a Trieste la mostra – Mosaicamente: Omaggio a Gustav Klimt – una mostra organizzata dalla Fondazione Bambini e Autismo ONLUS in collaborazione con il Comune di Trieste. L’esposizione riguarda una serie di mosaici ispirati alle opere più famose di Klimt che sono stati realizzati presso il centro regionale per persone con autismo adulte “Officina dell’arte” di Pordenone\, uno dei centri che la Fondazione ha creato per dare continuità alla presa in carico delle persone con autismo anche dopo l’età pediatrica.\nGustav Klimt fu l’animatore di quel movimento artistico noto come “secessione viennese” che a fine ‘800 si staccò dall’Accademia di Belle Arti per dar vita a un’arte che fosse fusione di arti fuori dai canoni accademici del tempo. Klimt era figlio di un orafo e questa dimestichezza con il metallo prezioso si è riverberata sicuramente in molte sue opere che vanno infatti raggruppate nel così detto “periodo aureo”. Oltre a ciò Klimt fece molti viaggi e visite a Ravenna dove rimase colpito dalla fattura dei mosaici. \nGià queste brevi indicazioni ci fanno capire come stretto è stato il legame tra le opere pittoriche dell’artista e l’arte musiva di cui fu un estimatore e che ebbe in lui un forte influsso artistico. \nAll’Officina dell’arte nel laboratorio professionale di mosaico le persone con autismo adulte\, sotto la guida del maestro mosaicista Davide Shaer\, hanno ripensato alcune delle opere di Klimt partendo dalla loro particolare visione del mondo e quindi delle opere figurative che predilige il particolare alla visione d’insieme. Ne è nata una produzione di mosaici in cui la fusione di tessere\, d’oro e non\, ha dato nuova vita alle opere dell’artista austriaco. Non solo: i manufatti raffinati ed eleganti che rappresentano il lavoro collettivo di molti stanno a dimostrare\, inequivocabilmente\, che le persone con autismo se messe nelle giuste condizioni possono esprimere talenti\, molte volte nascosti e trascurati\, che i più non si aspettano da loro. Infine la mostra\, che è composta da mosaici\, è un vero richiamo alla manualità e all’opera paziente di artisti artigiani che in un’epoca votata alla tecnologia e alla produzione seriale ci ricorda e mantiene vivo l’interesse per quei mestieri che hanno reso il nostro Paese famoso e ammirato nel mondo. \nLa mostra è stata realizzata grazie anche al sostegno di Confartigianato Trieste e Fondazione Ernesto Illy. \nSarà visitabile tutti i giorni dal 21 Dicembre al 6 Gennaio 2020 dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00\, nelle giornate del 24 e 31 dicembre solo dalle 10.00 alle 13.00 ;  i giorni 25 dicembre 2019 e 1 gennaio 2020 la mostra rimarrà chiusa. Nel periodo della mostra gli studenti del Liceo Artistico Nordio di Trieste accompagneranno i visitatori nella visione delle opere. Ingresso gratuito. Per info. direzione@officinadell’arte.org tel. 0434 551463. Altre notizie sulla mostra sui canali social della Fondazione Bambini e Autismo ONLUS.
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SUMMARY:HIV e AIDS: stigma e auto-stigma - Più o meno positivi #9
DESCRIPTION:La mostra di arti visive “più o meno positivi #9” si inserisce nell’ambito delle iniziative di sensibilizzazione\, informazione\, prevenzione e lotta alla discriminazione proposte per il 1° dicembre 2019\, Giornata Mondiale di Lotta all’AIDS. La manifestazione è organizzata dal Dipartimento delle Dipendenze dell’ASUITs\, in coorganizzazione con la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia\, con il Comune di Trieste e con le Aziende Sanitarie Regionali AAS2\, AAS5 e ASUIUd\, e gode del supporto dell’Azienda Trieste Trasporti. Partner dell’iniziativa sono le cooperative sociali Reset\, La Collina\, Duemilauno Agenzia Sociale\, La Quercia\, Clu\, Amico e l’ALT-Associazione di cittadini e familiari di Trieste per la prevenzione e contrasto alle dipendenze. A cui si aggiungono altri operatori del territorio come Gruppo78\, Arcigay Arcobaleno\, SISM Trieste\, Radio Fragola\, Officina Samos\, HeadMadeLab e l’associazione I Ragazzi della Panchina di Pordenone. \nLa mostra di arti visive “più o meno positivi #9”\, che inaugurerà domenica 1° dicembre alle ore 12 presso la centralissima Sala Veruda di Palazzo Costanzi\, quest’anno propone ben 25 artisti regionali con opere pittoriche di grande formato di Consuelo Rodriguez e Arianna Ellero\, opere su carta di Alessandro Vascotto e Lorenza Misigoi\, e infine delicate opere su stoffe e tessuti di Loretta Cappanera e Serena Bellini. A questi lavori di grande suggestione che declinano molto significativamente il tema proposto quest’anno\, stigma e auto-stigma\, si aggiungono i lavori di due classi\, 5B e 5D\, del Liceo Artistico “Enrico e Umberto Nordio” di Trieste\, con ben 20 lavori selezionati tramite un bando aperto e realizzati nelle tecniche più diverse all’interno dei laboratori di pittura dei professori Paride Di Stefano e Renzo Grigolon. \nInoltre\, il giorno dell’inaugurazione dalle 17 alle 18.30\, il pubblico avrà la possibilità di poter godere dell’anteprima dell’opera immersiva\, da fruire con visori Virtual Reality\, “Bye Bye Stigma VR” dell’artista multimediale Antonio Giacomin\, basato sul concept di Leo Schenk e Stefan Silvestri\, prodotto da Hello Gorgeous Foundation (Amsterdam) e fluido.it digital experience (Trieste)\, a cui seguirà una discussione sull’esperienza VR con gli studenti del SISM-Segretariato Italiano Studenti in Medicina di Trieste.\nLa grande mostra a Palazzo Costanzi rappresenta il cuore della manifestazione che sarà caratterizzata anche da molti incontri di approfondimento\, come la tavola rotonda sull’utilizzo della PREP di martedì 3 dicembre alle ore 14 presso la Sala Predonzani del Palazzo della Regione FVG\, ed eventi collaterali\, come il concerto di Lorenzo Fragiacomo di sabato 29 novembre alle ore 21 presso il Teatro Miela o la Poetry Slam di martedì 3 dicembre alle ore 20.30 presso Hangar Teatri.
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SUMMARY:13° Salone d'Autunno dell'Arte Triestina
DESCRIPTION:Venerdì 15 novembre alle ore 11 nella Sala U. Veruda (Trieste\, Piazza Piccola\,2 ) si inaugura il 13° Salone d’Autunno dell’Arte Triestina\, evento storicamente organizzato dal Centro Iniziative Culturali Z04\, con la collaborazione del Comune di Trieste e il sostegno delle Fondazioni Casali. La rassegna sarà affiancata (dal 20 al 26 novembre\, presso la Sala Xenia) dalla Settima edizione di Young Art Selection\, una sorta di “Salone satellite” del Salone d’Autunno che propone i lavori di giovanissimi artisti triestini emergenti che si sono pure ispirati al centenario della Bauhaus. \n“La XIIIa edizione del Salone d’Autunno dell’Arte Triestina ritorna quest’anno alla Sala U. Veruda di Palazzo Costanzi – ricorda Franco Rosso\, Presidente di Z04 – dove nel 2007 debuttò per iniziativa del Centro Iniziative Culturali Z04 all’epoca presieduto da Dante Pisani: lo scopo era e rimane tuttora quello di proporre un appuntamento annuale con il meglio del fare arte a Trieste attraverso la pittura e la scultura. E se il Salone si conferma viaggio nella creatività\, dove colori\, stili e plasticità dialogano magicamente\, la 7a edizione di Young Art Selection che tradizionalmente affianca il Salone\, quest’anno si propone più che in passato come platea di sperimentazione creativa dove si cimentano tanti giovanissimi creativi di talento. Dedicata al centenario della Bauhaus\, e grazie anche alla collaborazione avviata con alcuni docenti dell’Istituto Max Fabiani che seguono l’indirizzo di “Grafica destinata alla comunicazione multimediale”\, quest’anno la “sezione giovani” del Salone (presso la Sala Xenia) propone una selezione della giovane espressività creativa di Trieste attraverso la pittura\, i video\, la fotografia\, il design grafico per la cartellonistica. Ne esce un affascinante caleidoscopio espressivo che rivive coerentemente lo spirito che animò la nascita della Bauhaus\, a Weimar nel 1919\, dando vita ad un laboratorio della modernità estetica attraverso la contaminazione della creatività tra design\, tipografia grafica\, tessile e architettura. Non è casuale che in questo contesto espositivo trovi spazio pure una rassegna personale dedicata a Tullio Sila (che ha contribuito attivamente all’affermazione di Z04 )\, protagonista triestino dell’action painting e attivo per oltre cinquant’anni sul fronte della pittura e delle arti applicate con una cifra espressiva che lo inserisce a pieno titolo nella storia della cultura cittadina”. \nEnzo Santese nella sua presentazione critica pubblicata sul catalogo ricorda come “ il Salone ha la capacità di agire sulla forza centripeta della sua proposta aggregante e di riunire in un contesto estremamente sommosso da stili\, vocazioni e talenti\, varie personalità che esprimono la propria isionomia “intellettuale” e artistica sotto diverse latitudini caratteriali e temperature emotive. La Sala Veruda di Palazzo Costanzi si apre a raccogliere le “voci” di coloro che a Trieste\, nell’Isontino e nelle comunità italiane di Slovenia e Croazia si dispongono a un confronto\, a una verifica e\, quando esistono i presupposti della qualità\, all’apprezzamento degli operatori pubblici e privati del settore. La possibilità di avere sott’occhio l’intreccio di segnali indicatori che provengono dalla ricerca artistica pone gli appassionati e addetti nella condizione di valutare\, programmare ed eventualmente inserire consapevolmente le presenze entro i tracciati dei loro programmi. Qui l’obiettivo è facile anche perché la maggior parte dei partecipanti sono inclusi nelle varie edizioni passate del Salone in virtù dei loro significativi esiti artistici; quindi\, per molti l’edizione attuale è il momento di una conferma dei rispettivi trend di lavoro e di riscontro delle successive acquisizioni poetiche. Anche in questa sede non poteva mancare lo sguardo rivolto alle energie più giovani\, quelle che contengono in embrione la possibilità di lievitare verso posizioni di marcato rilievo. A dir il vero alcuni di questi già fanno notare segni sostanziali che lasciano presagire un futuro denso di sollecitanti sorprese. Ebbene\, lo spazio della Sala Xenia risuona delle presenze della settima edizione della Young Art Selection\, che in questa edizione si richiama a una ricorrenza significativa: il centenario del Bauhaus\, la scuola di architettura\, arte e design fondata da Walter Gropius che fu capace di riflessi e influenza in diverse parti del continente; operando dal 1919 a 1933\, dovette chiudere per le volontà del regime nazista. Accogliendo in sé le tensioni autenticamente innovatrici del movimento creativo internazionale (vi insegnarono\, tra gli altri\, Kandinskij; Moholly-Nagy e Klee) si proponeva come istituto formativo e centro ispiratore per esperienze autenticamente innovative con le forme\, i segni\, i materiali\, la concezione stessa dello spazio d’azione. I giovani sono i più disponibili ad aprire nuove vie rispetto al già acquisito e\, d’altro canto\, quelli provenienti dal “Nordio” appartengono a un istituto che nella sua storia annovera diversi innovatori del credo creativo”. \nArtisti partecipanti al 13° Salone d’Autunno dell’arte Triestina: \nCorrado Alzetta\, Akis\, Franca Batich\, Gabry Benci\, Patrizia Bigarella\, Fulvio Bonazza\, Raffaella Busdon\, Alessandro Calligaris\, Vera Cecchi\, Martina Cernetich\, Ennio Cervi\, Paolo Cervi Kervischer\, Claudia Cervo\, Fabiana Chiarelli\, Edoardo Coral\, Pino Corradini\, Massimo de Angelini\, Patrizia Delbello\, Francesco Demundo\, Manuela De Stefani\, Fulvio Dot (Isontino)\, Aldo Famà\, Christian Fermo\, Alessandro Finozzi\, Antonio Freni\, Ciro Gallo\, Paolo Guglielmo Giorio\, Carlo Fritsch\, Renato Manuelli\, Enzo E. Mari\, Giuliana Martinz\, Mauro Martoriati\, Walter Milan\, Patrizia Mikol\, Samanta Pagano\, Bruno Paladin (Croazia)\, Claudio Palcic\, Paolo Polenghi\, Qing Yue\, Lilli Radoeva Destradi\, Claudia Raza\, Alessandra Rossi\, Franco Rosso\, Caroll Rosso Cicogna\, Tullio Sila\, Claudio Sivini\, Adriano Stok\, Roberto Tigelli\, Bruno Tommasini\, Riccardo Tripodi\, Franco Vecchiet\, Villibossi\, Fulvia Zudic (Slovenia).
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SUMMARY:Short Street Stories
DESCRIPTION:Sabato 26 ottobre\, alle 16.30\, nella Sala Umberto Veruda di Piazza Piccola 2\, avrà luogo la presentazione della Grande mostra collettiva internazionale del progetto Short Street Stories presso la Sala “U. Veruda”\, a un passo da Piazza Unità\, Visitabile dal 25 ottobre al 10 novembre 2019. Orari: lunedì-domenica 10-13 / 17-20.	Sono 173 gli autori da tutto il mondo selezionati per questo ambizioso omaggio alla street photography satirica di Martin Parr e Nick Turpin ideato dalla piattaforma Exhibit Around.\n	Short Street Stories segue il successo dei primi due progetti originali di Exhibit Around: Urban & Human Empathy (2017) e Flowing City (2018)\, che riunivano rispettivamente 49 e 69 fotografi da tutto il mondo.\n	Ideato dall’associazione culturale dotART\, nell’ambito di Trieste Photo Days\, Short Street Stories nasce come ambizioso omaggio collettivo allo stile sardonico di Martin Parr\, Nick Turpin e dei collettivi fotografici In-Public\, Un-posed e Burn My Eye.\n	Foto e progetti rigorosamente street\, che gettano uno sguardo umoristico e satirico sulla società contemporanea. Fotografia “antropologica” dal taglio ironico e scanzonato\, in grado di raccontare attraverso una nuova prospettiva il mondo moderno\, le differenze sociali e i cambiamenti in corso.\n	Un progetto corposo\, unico nel suo genere\, che si compone di un prestigioso volume fotografico e di una mostra collettiva internazionale.\n	Gli autori provengono da tutto il mondo\, selezionati tra gli oltre 530 che si sono candidati all’open call lanciata da Exhibit Around nel dicembre del 2018.\n	Oltre a loro\, un ospite davvero speciale: Nick Turpin in persona\, che ci ha concesso l’onore di aprire il volume di Short Street Stories con alcune sue immagini. È la quadratura del cerchio: il maestro assieme ai continuatori della sua opera.\n	Gli autori di Short Street Stories dimostrano di aver imparato la lezione dei grandi street photographers e la reinterpretano secondo la propria sensibilità e cifra stilistica.
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SUMMARY:Avrelij Lukežič\, pittore-poeta
DESCRIPTION:Lo Slofest\, che si svolgerà nel cuore di Trieste per la quarta volta\, è un’occasione unica per presentare i migliori risultati in tutti i campi della cultura\, dell’arte e non solo\, degli Sloveni in Italia. Allo stesso tempo\, però\, con il suo ricco programma all’interno del mosaico multiculturale e multietnico aggiunge il tassello storico mancante all’insieme storico della città. Nell’insieme degli eventi troverà spazio anche anche la mostra antologica su Avrelij Lukežič (1912-1980)\, a distanza di quarant’anni dall’ultima esposizione in una delle gallerie comunali di Trieste.\nLa mostra e il catalogo sono stati realizzati dallo Založništvo tržaškega tiska – Editoriale Stampa Triestina in collaborazione con la Zveza slovenskih kulturnih društev – Unione dei circoli culturali Sloveni ed il festival Slofest. I curatori della mostra sono Alina Carli e Denis Lupo. \nNell’arco della sua vita e in particolare negli anni del dopoguerra\, Lukežič\, insieme ad Avgust Černigoj\, Lojze Spacal\, Jože Cesar\, Robert Hlavaty e Bogdanom Grom ha dipinto l’immagine artistica della città\, in modo lirico\, a volte quasi espressionista\, nonchè del paesaggio nei dintorni di Zaule\, del Carso e dell’Istria\, utilizzando in primis la tecnica all’olio e successivamente\, causa la mancanza di tempo\, con le tecniche della tempera e del disegno acquarellato. \nLukežič fu un abile falegname\, e arredatore d’interni di successo\, come artista invece fu autodidatta. Le sue opere nacquero dalla pura necessità di creare e trasmettere la propria visione del territorio in cui è cresciuto\, ha vissuto e lavorato. Le sue mostre destarono non poca ammirazione sia tra il pubblico che la critica Slovena ed Italiana. \nIl suo lascito pittorico è vasto\, poichè conta oltre un migliaio di opere\, la maggior parte delle quali sono ora in possesso del figlio Livio\, che è stato anche uno dei promotori di questa mostra e del catalogo. \nLa mostra di sala Veruda (Palazzo Costanzi) è solo un piccolo frammento dell’opera di Lukežič\, realizzata in un irrefrenabile ricerca della perfezione nell’espressione artistica. Saranno esposti paesaggi\, ritratti\, nature morte\, vedute e alcuni disegni acquarellati. \nOrari di apertura: dal 15. 9. 2019 al 19. 9. 2019: 10_13\, 17_20 \ndal 20. 9. 2019 al 22. 9. 2019: 10_20 \nVisite guidate:15. 9. 2019 e 22. 9. 2019 alle ore 10.30
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SUMMARY:Confini
DESCRIPTION:Inaugurazione: venerdì 23 agosto 2019 ore 18.00\nNell’ambito delle manifestazioni del Comune di Trieste\, venerdì 23 agosto\, alle ore 18.00\, nella sala Umberto Veruda di piazza Piccola 2\, sarà presentatè la mostra collettiva “CONFINI”. Presenti in mostra cinque artisti: Tommaso Andrea Bressan\, Pompeo Forgione\, Marcello Mazzella\, Chiara Tambani\, Carlo Vidoni. La rassegna espositiva sarà visitabile con ingresso libero fino all’8 settembre\, tutti i giorni con orario 10.00-13.00 e 17.00-20.00. \nSe cinque artisti in uno stesso spazio si confrontano sul tema del confine\, l’intento può essere quello di verificare quanto le convenzioni o gli ostacoli\, siano materia viva e plasmabile\, quanto la singola ispirazione possa parlarci\, specchiandosi e perdendosi\, nell’identità altrui. Gli artisti in mostra si incontrano a Trieste\, città emblema del senso del confine\, mettendo in dialogo i singoli percorsi di lavoro\, e i propri obiettivi\, indagando alcuni temi a loro cari e ricorrenti.Il catalogo realizzato\, presente in mostra\, contiene i contributi scritti di Sergia Adamo\, Massimo De Grassi e Corrado Premuda. \nScrive Corrado Premuda\, “se i presupposti di questa collettiva sono le linee che delimitano ma comunicano\, e le differenze che esaltano l’unicità\, la sfida lanciata dei cinque artisti è vinta.I linguaggi che si mescolano non temono il confronto con altre voci e altri sguardi offrono al pubblico un interessante punto di osservazione: un punto ottenuto in uno spazio interno\, quello espositivo\, rivolto all’esterno\, la città di Trieste. Da qui partono e si dipanano le storie di cinque artisti che\, contaminando le rispettive cifre espressive\, ci raccontano una bella porzione del nostro quotidiano.” \nLa mostra sarà visitabile sino all’8 settembre 2019\, tutti i giorni con orario 10-13 | 17-20.
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SUMMARY:32° Concorso Caraian per le arti figurative con borsa di studio
DESCRIPTION:Venerdì 9 agosto\, alle ore 18\, nella Sala U. Veruda di piazza Piccola 2\, si inaugura la mostra 32° Concorso Caraian per le Arti Figurative con Borsa di Studio”\, organizzata dalla Fondazione Lilian Caraian con il contributo del Comune di Trieste. 	Il “32° Concorso per le Arti Figurative” della Fondazione ‘Lilian Caraian’ di Trieste va a conclusione. Vi hanno aderito diciassette artisti della Regione\, comprendenti giovani tra i sedici e i trentaquattro anni\, che provengono in gran parte da Trieste\, ma anche da Udine e da Pordenone. Gli artisti nella loro più ampia libertà di espressione\, mostrano linguaggi diversi con la genuinità del sincero approccio all’espressione artistica.\n	Si contendono tre Premi e una Borsa di Studio per la frequenza ad uno stage dell’Accademia Estiva Internazionale di Belle Arti di Salisburgo (Austria). \n	La Premiazione avverrà venerdì 9 agosto\, alle ore 18\, nella Sala U. Veruda\, dove le opere rimarranno esposte fino a domenica 18 agosto. Il Concorso è sostenuto dal Comune di Trieste\, dal Soroptimist International Club di Trieste\, dalla Fondazione Forman Casali e da Marta Gruber Tassini\, che offre la Borsa di Studio per Salisburgo in ricordo dei suoi familiari Silvio e Delia Benco\, Aurelia Gruber Benco\, Carlo Gruber e Anna Gruber\, personalità ben note a Trieste\, ma non solo – anche in particolare a Turriaco\, che ha dedicato loro importanti manifestazioni e pubblicazioni in anni recenti\, per il loro fondamentale apporto alla vita culturale della Regione. \n	Una sezione della mostra è dedicata a Lilian Caraian (1914-1982)\, cui la Fondazione è intitolata\, artista triestina che operò nelle arti figurative\, in campo musicale e nella poesia\, ottenendo significativi risultati e riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale. In particolare saranno esposte alcune sue opere e sarà visibile un documentario realizzato dalla Fondazione stessa in cui si accostano alcune opere pittoriche\, in sequenza parallela alle sue fasi di maturazione stilistica come descritte nella sua monografia da Valeria De Tullio\, ad alcune liriche della Caraian\, affidate alla voce di Liliana Saetti.  \n	La Caraian costituì un lascito testamentario per realizzare una fondazione avente lo scopo di incoraggiare giovani particolarmente meritevoli nelle arti figurative e nella musica. La Fondazione fu costituita nell’ottobre 1984 con Presidente l’esecutrice testamentaria Bianca De Rosa Di Giorgio (1923-2006).  \n	La mostra rimarrà aperta fino al 18 agosto 2019\, con orario feriale e festivo 10-13/17-20.
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SUMMARY:Mostra di María Sánchez Puyade
DESCRIPTION:Sabato 20 luglio alle 19 a Trieste\, nella Sala U. Veruda di piazza Piccola 2\, si inaugura la mostra personale di María Sánchez Puyade “L’ombra chiara del TEMPO”\, organizzata dall’Associazione Culturale LiberArti con il contributo del Comune di Trieste. \nNel 2013 Adele Colbacchini\, la nonna del marito di María Sánchez Puyade\, si preparava a congedarsi dalla vita regalando ai parenti le sue cose più preziose. Ogni volta che le veniva fatta visita a Thiene essi tornavano con qualcosa: un quadro di San Girolamo\, delle tazzine di porcellana di Nove\, un ombrellino del Settecento\, una vecchia bicicletta Graziella. \nUn giorno Nonna Cocchi disse all-artista di andare ancora una volta in cantina\, a guardare se ci fosse qualcosa di suo interesse. \nScese con suo suocero\, Giovanni Laverda\, e iniziò a curiosare. \nVide una scatola di legno scuro con due musicisti intarsiati sul coperchio. Attratta dal mistero\, la aprì. Dentro\, innumerevoli scatole di cartone rosse e nere. Ne aprì una. Conteneva lastre di vetro. Nel buio della cantina guardò controluce e capì che erano dei negativi. \nUna ricerca di due anni le consentì di capire cosa ci fosse veramente dentro quel cofanetto. All’inizio pensava fossero fotografie di famiglia scattate da diverse persone. Un giorno arrivò alla lastra che diceva “Colón\, Viale di Eucaliptos”. Fu una rivelazione. Alcune erano state scattate nei suoi luoghi d’origine. \nIl marito le aveva parlato di un prete in famiglia\, missionario tra gli indios in America e autore del primo vocabolario dei Bororos. La sua curiosità era stata sempre inferiore al suo rifiuto: era sudamericana\, educata in una scuola di suore (dalla quale era scappata) e riteneva di sapere bene cosa avessero significato le Missioni dalle sue parti. \nNel 2018\, María Sánchez Puyade inaugurò il suo studio d’arte con una piccola mostra ispirata da quelle fotografie. Iniziò il lavoro da capo. Pulì le lastre una a una\, le mise in busta e le archiviò. Aveva 460 lastre circa\, quasi tutte dei negativi. \nv\nIniziò cosi lo “studium” sul Tempo. La prima mostra consisteva in una selezione di 9 fotografie\, segnate da cesure bianche\, tagli e modificate nella tonalità. Questo primo studio le fece comprendere che il cofanetto era in realtà uno scrigno e il suo contenuto\, il più grande dono che le si potesse fare: non un oggetto in sé ma la ricerca di un tesoro e del suo senso\, il suo svelamento. Arrivò alla conclusione che l’autore di tutte le lastre 5×4” era sempre la stessa persona che a volte compariva come un’ombra nei negativi\, riconoscibile dal suo cappello da prete. Aveva fra le mani l’archivio fotografico del Padre Salesiano Antonio Colbacchini. Seppe allora che questo prete le sarebbe stato sempre familiare e che la loro Terra era la stessa. Comprò tutti il libri di Colbacchini che riuscì a trovare\, cercò il materiale che ancora rimaneva in famiglia e iniziò a studiare le antiche tecniche fotografiche di stampa. \nContemporaneamente\, l’antropologa Sabine Kienzl le fornì un nuovo tassello: Claude Lévi-Strauss. Scoprì così che Antonio Colbacchini era la fonte principale a cui Lévi-Strauss aveva attinto per i suoi studi sui Bororos. \nIn una libreria dell’usato di Buenos Aires\, che a lei ricordò uno dei tanti Aleph raccontati da Borges\, trovò uno dei quattro esemplari del racconto Uke Waguu di Padre Colbacchini\, la storia del cacicco che ebbe la visione della Madonna prima di entrare in contatto con i missionari. Gli altri esemplari si trovavano a Sao Paolo\, in una biblioteca di Firenze e in California\, da un cugino di suo marito la cui famiglia è migrata in Nord America a metà del secolo scorso. \nQuesta mostra vuole essere un piccolo Aleph fatto di tempo\, il tempo passato a stampare a contatto\, con la tecnica della cianotipia\, una a una\, le 460 fotografie dell’archivio fotografico di Padre Antonio Colbacchini. Starà ai passanti sapersi fermare a scoprirlo. (María Sánchez Puyade) \nLa mostra rimarrà aperta sino al 4 agosto con orario feriale e festivo 10-13/17-20.
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