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SUMMARY:13° Salone d'Autunno dell'Arte Triestina
DESCRIPTION:Venerdì 15 novembre alle ore 11 nella Sala U. Veruda (Trieste\, Piazza Piccola\,2 ) si inaugura il 13° Salone d’Autunno dell’Arte Triestina\, evento storicamente organizzato dal Centro Iniziative Culturali Z04\, con la collaborazione del Comune di Trieste e il sostegno delle Fondazioni Casali. La rassegna sarà affiancata (dal 20 al 26 novembre\, presso la Sala Xenia) dalla Settima edizione di Young Art Selection\, una sorta di “Salone satellite” del Salone d’Autunno che propone i lavori di giovanissimi artisti triestini emergenti che si sono pure ispirati al centenario della Bauhaus. \n“La XIIIa edizione del Salone d’Autunno dell’Arte Triestina ritorna quest’anno alla Sala U. Veruda di Palazzo Costanzi – ricorda Franco Rosso\, Presidente di Z04 – dove nel 2007 debuttò per iniziativa del Centro Iniziative Culturali Z04 all’epoca presieduto da Dante Pisani: lo scopo era e rimane tuttora quello di proporre un appuntamento annuale con il meglio del fare arte a Trieste attraverso la pittura e la scultura. E se il Salone si conferma viaggio nella creatività\, dove colori\, stili e plasticità dialogano magicamente\, la 7a edizione di Young Art Selection che tradizionalmente affianca il Salone\, quest’anno si propone più che in passato come platea di sperimentazione creativa dove si cimentano tanti giovanissimi creativi di talento. Dedicata al centenario della Bauhaus\, e grazie anche alla collaborazione avviata con alcuni docenti dell’Istituto Max Fabiani che seguono l’indirizzo di “Grafica destinata alla comunicazione multimediale”\, quest’anno la “sezione giovani” del Salone (presso la Sala Xenia) propone una selezione della giovane espressività creativa di Trieste attraverso la pittura\, i video\, la fotografia\, il design grafico per la cartellonistica. Ne esce un affascinante caleidoscopio espressivo che rivive coerentemente lo spirito che animò la nascita della Bauhaus\, a Weimar nel 1919\, dando vita ad un laboratorio della modernità estetica attraverso la contaminazione della creatività tra design\, tipografia grafica\, tessile e architettura. Non è casuale che in questo contesto espositivo trovi spazio pure una rassegna personale dedicata a Tullio Sila (che ha contribuito attivamente all’affermazione di Z04 )\, protagonista triestino dell’action painting e attivo per oltre cinquant’anni sul fronte della pittura e delle arti applicate con una cifra espressiva che lo inserisce a pieno titolo nella storia della cultura cittadina”. \nEnzo Santese nella sua presentazione critica pubblicata sul catalogo ricorda come “ il Salone ha la capacità di agire sulla forza centripeta della sua proposta aggregante e di riunire in un contesto estremamente sommosso da stili\, vocazioni e talenti\, varie personalità che esprimono la propria isionomia “intellettuale” e artistica sotto diverse latitudini caratteriali e temperature emotive. La Sala Veruda di Palazzo Costanzi si apre a raccogliere le “voci” di coloro che a Trieste\, nell’Isontino e nelle comunità italiane di Slovenia e Croazia si dispongono a un confronto\, a una verifica e\, quando esistono i presupposti della qualità\, all’apprezzamento degli operatori pubblici e privati del settore. La possibilità di avere sott’occhio l’intreccio di segnali indicatori che provengono dalla ricerca artistica pone gli appassionati e addetti nella condizione di valutare\, programmare ed eventualmente inserire consapevolmente le presenze entro i tracciati dei loro programmi. Qui l’obiettivo è facile anche perché la maggior parte dei partecipanti sono inclusi nelle varie edizioni passate del Salone in virtù dei loro significativi esiti artistici; quindi\, per molti l’edizione attuale è il momento di una conferma dei rispettivi trend di lavoro e di riscontro delle successive acquisizioni poetiche. Anche in questa sede non poteva mancare lo sguardo rivolto alle energie più giovani\, quelle che contengono in embrione la possibilità di lievitare verso posizioni di marcato rilievo. A dir il vero alcuni di questi già fanno notare segni sostanziali che lasciano presagire un futuro denso di sollecitanti sorprese. Ebbene\, lo spazio della Sala Xenia risuona delle presenze della settima edizione della Young Art Selection\, che in questa edizione si richiama a una ricorrenza significativa: il centenario del Bauhaus\, la scuola di architettura\, arte e design fondata da Walter Gropius che fu capace di riflessi e influenza in diverse parti del continente; operando dal 1919 a 1933\, dovette chiudere per le volontà del regime nazista. Accogliendo in sé le tensioni autenticamente innovatrici del movimento creativo internazionale (vi insegnarono\, tra gli altri\, Kandinskij; Moholly-Nagy e Klee) si proponeva come istituto formativo e centro ispiratore per esperienze autenticamente innovative con le forme\, i segni\, i materiali\, la concezione stessa dello spazio d’azione. I giovani sono i più disponibili ad aprire nuove vie rispetto al già acquisito e\, d’altro canto\, quelli provenienti dal “Nordio” appartengono a un istituto che nella sua storia annovera diversi innovatori del credo creativo”. \nArtisti partecipanti al 13° Salone d’Autunno dell’arte Triestina: \nCorrado Alzetta\, Akis\, Franca Batich\, Gabry Benci\, Patrizia Bigarella\, Fulvio Bonazza\, Raffaella Busdon\, Alessandro Calligaris\, Vera Cecchi\, Martina Cernetich\, Ennio Cervi\, Paolo Cervi Kervischer\, Claudia Cervo\, Fabiana Chiarelli\, Edoardo Coral\, Pino Corradini\, Massimo de Angelini\, Patrizia Delbello\, Francesco Demundo\, Manuela De Stefani\, Fulvio Dot (Isontino)\, Aldo Famà\, Christian Fermo\, Alessandro Finozzi\, Antonio Freni\, Ciro Gallo\, Paolo Guglielmo Giorio\, Carlo Fritsch\, Renato Manuelli\, Enzo E. Mari\, Giuliana Martinz\, Mauro Martoriati\, Walter Milan\, Patrizia Mikol\, Samanta Pagano\, Bruno Paladin (Croazia)\, Claudio Palcic\, Paolo Polenghi\, Qing Yue\, Lilli Radoeva Destradi\, Claudia Raza\, Alessandra Rossi\, Franco Rosso\, Caroll Rosso Cicogna\, Tullio Sila\, Claudio Sivini\, Adriano Stok\, Roberto Tigelli\, Bruno Tommasini\, Riccardo Tripodi\, Franco Vecchiet\, Villibossi\, Fulvia Zudic (Slovenia).
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SUMMARY:Short Street Stories
DESCRIPTION:Sabato 26 ottobre\, alle 16.30\, nella Sala Umberto Veruda di Piazza Piccola 2\, avrà luogo la presentazione della Grande mostra collettiva internazionale del progetto Short Street Stories presso la Sala “U. Veruda”\, a un passo da Piazza Unità\, Visitabile dal 25 ottobre al 10 novembre 2019. Orari: lunedì-domenica 10-13 / 17-20.	Sono 173 gli autori da tutto il mondo selezionati per questo ambizioso omaggio alla street photography satirica di Martin Parr e Nick Turpin ideato dalla piattaforma Exhibit Around.\n	Short Street Stories segue il successo dei primi due progetti originali di Exhibit Around: Urban & Human Empathy (2017) e Flowing City (2018)\, che riunivano rispettivamente 49 e 69 fotografi da tutto il mondo.\n	Ideato dall’associazione culturale dotART\, nell’ambito di Trieste Photo Days\, Short Street Stories nasce come ambizioso omaggio collettivo allo stile sardonico di Martin Parr\, Nick Turpin e dei collettivi fotografici In-Public\, Un-posed e Burn My Eye.\n	Foto e progetti rigorosamente street\, che gettano uno sguardo umoristico e satirico sulla società contemporanea. Fotografia “antropologica” dal taglio ironico e scanzonato\, in grado di raccontare attraverso una nuova prospettiva il mondo moderno\, le differenze sociali e i cambiamenti in corso.\n	Un progetto corposo\, unico nel suo genere\, che si compone di un prestigioso volume fotografico e di una mostra collettiva internazionale.\n	Gli autori provengono da tutto il mondo\, selezionati tra gli oltre 530 che si sono candidati all’open call lanciata da Exhibit Around nel dicembre del 2018.\n	Oltre a loro\, un ospite davvero speciale: Nick Turpin in persona\, che ci ha concesso l’onore di aprire il volume di Short Street Stories con alcune sue immagini. È la quadratura del cerchio: il maestro assieme ai continuatori della sua opera.\n	Gli autori di Short Street Stories dimostrano di aver imparato la lezione dei grandi street photographers e la reinterpretano secondo la propria sensibilità e cifra stilistica.
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SUMMARY:Avrelij Lukežič\, pittore-poeta
DESCRIPTION:Lo Slofest\, che si svolgerà nel cuore di Trieste per la quarta volta\, è un’occasione unica per presentare i migliori risultati in tutti i campi della cultura\, dell’arte e non solo\, degli Sloveni in Italia. Allo stesso tempo\, però\, con il suo ricco programma all’interno del mosaico multiculturale e multietnico aggiunge il tassello storico mancante all’insieme storico della città. Nell’insieme degli eventi troverà spazio anche anche la mostra antologica su Avrelij Lukežič (1912-1980)\, a distanza di quarant’anni dall’ultima esposizione in una delle gallerie comunali di Trieste.\nLa mostra e il catalogo sono stati realizzati dallo Založništvo tržaškega tiska – Editoriale Stampa Triestina in collaborazione con la Zveza slovenskih kulturnih društev – Unione dei circoli culturali Sloveni ed il festival Slofest. I curatori della mostra sono Alina Carli e Denis Lupo. \nNell’arco della sua vita e in particolare negli anni del dopoguerra\, Lukežič\, insieme ad Avgust Černigoj\, Lojze Spacal\, Jože Cesar\, Robert Hlavaty e Bogdanom Grom ha dipinto l’immagine artistica della città\, in modo lirico\, a volte quasi espressionista\, nonchè del paesaggio nei dintorni di Zaule\, del Carso e dell’Istria\, utilizzando in primis la tecnica all’olio e successivamente\, causa la mancanza di tempo\, con le tecniche della tempera e del disegno acquarellato. \nLukežič fu un abile falegname\, e arredatore d’interni di successo\, come artista invece fu autodidatta. Le sue opere nacquero dalla pura necessità di creare e trasmettere la propria visione del territorio in cui è cresciuto\, ha vissuto e lavorato. Le sue mostre destarono non poca ammirazione sia tra il pubblico che la critica Slovena ed Italiana. \nIl suo lascito pittorico è vasto\, poichè conta oltre un migliaio di opere\, la maggior parte delle quali sono ora in possesso del figlio Livio\, che è stato anche uno dei promotori di questa mostra e del catalogo. \nLa mostra di sala Veruda (Palazzo Costanzi) è solo un piccolo frammento dell’opera di Lukežič\, realizzata in un irrefrenabile ricerca della perfezione nell’espressione artistica. Saranno esposti paesaggi\, ritratti\, nature morte\, vedute e alcuni disegni acquarellati. \nOrari di apertura: dal 15. 9. 2019 al 19. 9. 2019: 10_13\, 17_20 \ndal 20. 9. 2019 al 22. 9. 2019: 10_20 \nVisite guidate:15. 9. 2019 e 22. 9. 2019 alle ore 10.30
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SUMMARY:Confini
DESCRIPTION:Inaugurazione: venerdì 23 agosto 2019 ore 18.00\nNell’ambito delle manifestazioni del Comune di Trieste\, venerdì 23 agosto\, alle ore 18.00\, nella sala Umberto Veruda di piazza Piccola 2\, sarà presentatè la mostra collettiva “CONFINI”. Presenti in mostra cinque artisti: Tommaso Andrea Bressan\, Pompeo Forgione\, Marcello Mazzella\, Chiara Tambani\, Carlo Vidoni. La rassegna espositiva sarà visitabile con ingresso libero fino all’8 settembre\, tutti i giorni con orario 10.00-13.00 e 17.00-20.00. \nSe cinque artisti in uno stesso spazio si confrontano sul tema del confine\, l’intento può essere quello di verificare quanto le convenzioni o gli ostacoli\, siano materia viva e plasmabile\, quanto la singola ispirazione possa parlarci\, specchiandosi e perdendosi\, nell’identità altrui. Gli artisti in mostra si incontrano a Trieste\, città emblema del senso del confine\, mettendo in dialogo i singoli percorsi di lavoro\, e i propri obiettivi\, indagando alcuni temi a loro cari e ricorrenti.Il catalogo realizzato\, presente in mostra\, contiene i contributi scritti di Sergia Adamo\, Massimo De Grassi e Corrado Premuda. \nScrive Corrado Premuda\, “se i presupposti di questa collettiva sono le linee che delimitano ma comunicano\, e le differenze che esaltano l’unicità\, la sfida lanciata dei cinque artisti è vinta.I linguaggi che si mescolano non temono il confronto con altre voci e altri sguardi offrono al pubblico un interessante punto di osservazione: un punto ottenuto in uno spazio interno\, quello espositivo\, rivolto all’esterno\, la città di Trieste. Da qui partono e si dipanano le storie di cinque artisti che\, contaminando le rispettive cifre espressive\, ci raccontano una bella porzione del nostro quotidiano.” \nLa mostra sarà visitabile sino all’8 settembre 2019\, tutti i giorni con orario 10-13 | 17-20.
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SUMMARY:32° Concorso Caraian per le arti figurative con borsa di studio
DESCRIPTION:Venerdì 9 agosto\, alle ore 18\, nella Sala U. Veruda di piazza Piccola 2\, si inaugura la mostra 32° Concorso Caraian per le Arti Figurative con Borsa di Studio”\, organizzata dalla Fondazione Lilian Caraian con il contributo del Comune di Trieste. 	Il “32° Concorso per le Arti Figurative” della Fondazione ‘Lilian Caraian’ di Trieste va a conclusione. Vi hanno aderito diciassette artisti della Regione\, comprendenti giovani tra i sedici e i trentaquattro anni\, che provengono in gran parte da Trieste\, ma anche da Udine e da Pordenone. Gli artisti nella loro più ampia libertà di espressione\, mostrano linguaggi diversi con la genuinità del sincero approccio all’espressione artistica.\n	Si contendono tre Premi e una Borsa di Studio per la frequenza ad uno stage dell’Accademia Estiva Internazionale di Belle Arti di Salisburgo (Austria). \n	La Premiazione avverrà venerdì 9 agosto\, alle ore 18\, nella Sala U. Veruda\, dove le opere rimarranno esposte fino a domenica 18 agosto. Il Concorso è sostenuto dal Comune di Trieste\, dal Soroptimist International Club di Trieste\, dalla Fondazione Forman Casali e da Marta Gruber Tassini\, che offre la Borsa di Studio per Salisburgo in ricordo dei suoi familiari Silvio e Delia Benco\, Aurelia Gruber Benco\, Carlo Gruber e Anna Gruber\, personalità ben note a Trieste\, ma non solo – anche in particolare a Turriaco\, che ha dedicato loro importanti manifestazioni e pubblicazioni in anni recenti\, per il loro fondamentale apporto alla vita culturale della Regione. \n	Una sezione della mostra è dedicata a Lilian Caraian (1914-1982)\, cui la Fondazione è intitolata\, artista triestina che operò nelle arti figurative\, in campo musicale e nella poesia\, ottenendo significativi risultati e riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale. In particolare saranno esposte alcune sue opere e sarà visibile un documentario realizzato dalla Fondazione stessa in cui si accostano alcune opere pittoriche\, in sequenza parallela alle sue fasi di maturazione stilistica come descritte nella sua monografia da Valeria De Tullio\, ad alcune liriche della Caraian\, affidate alla voce di Liliana Saetti.  \n	La Caraian costituì un lascito testamentario per realizzare una fondazione avente lo scopo di incoraggiare giovani particolarmente meritevoli nelle arti figurative e nella musica. La Fondazione fu costituita nell’ottobre 1984 con Presidente l’esecutrice testamentaria Bianca De Rosa Di Giorgio (1923-2006).  \n	La mostra rimarrà aperta fino al 18 agosto 2019\, con orario feriale e festivo 10-13/17-20.
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SUMMARY:Mostra di María Sánchez Puyade
DESCRIPTION:Sabato 20 luglio alle 19 a Trieste\, nella Sala U. Veruda di piazza Piccola 2\, si inaugura la mostra personale di María Sánchez Puyade “L’ombra chiara del TEMPO”\, organizzata dall’Associazione Culturale LiberArti con il contributo del Comune di Trieste. \nNel 2013 Adele Colbacchini\, la nonna del marito di María Sánchez Puyade\, si preparava a congedarsi dalla vita regalando ai parenti le sue cose più preziose. Ogni volta che le veniva fatta visita a Thiene essi tornavano con qualcosa: un quadro di San Girolamo\, delle tazzine di porcellana di Nove\, un ombrellino del Settecento\, una vecchia bicicletta Graziella. \nUn giorno Nonna Cocchi disse all-artista di andare ancora una volta in cantina\, a guardare se ci fosse qualcosa di suo interesse. \nScese con suo suocero\, Giovanni Laverda\, e iniziò a curiosare. \nVide una scatola di legno scuro con due musicisti intarsiati sul coperchio. Attratta dal mistero\, la aprì. Dentro\, innumerevoli scatole di cartone rosse e nere. Ne aprì una. Conteneva lastre di vetro. Nel buio della cantina guardò controluce e capì che erano dei negativi. \nUna ricerca di due anni le consentì di capire cosa ci fosse veramente dentro quel cofanetto. All’inizio pensava fossero fotografie di famiglia scattate da diverse persone. Un giorno arrivò alla lastra che diceva “Colón\, Viale di Eucaliptos”. Fu una rivelazione. Alcune erano state scattate nei suoi luoghi d’origine. \nIl marito le aveva parlato di un prete in famiglia\, missionario tra gli indios in America e autore del primo vocabolario dei Bororos. La sua curiosità era stata sempre inferiore al suo rifiuto: era sudamericana\, educata in una scuola di suore (dalla quale era scappata) e riteneva di sapere bene cosa avessero significato le Missioni dalle sue parti. \nNel 2018\, María Sánchez Puyade inaugurò il suo studio d’arte con una piccola mostra ispirata da quelle fotografie. Iniziò il lavoro da capo. Pulì le lastre una a una\, le mise in busta e le archiviò. Aveva 460 lastre circa\, quasi tutte dei negativi. \nv\nIniziò cosi lo “studium” sul Tempo. La prima mostra consisteva in una selezione di 9 fotografie\, segnate da cesure bianche\, tagli e modificate nella tonalità. Questo primo studio le fece comprendere che il cofanetto era in realtà uno scrigno e il suo contenuto\, il più grande dono che le si potesse fare: non un oggetto in sé ma la ricerca di un tesoro e del suo senso\, il suo svelamento. Arrivò alla conclusione che l’autore di tutte le lastre 5×4” era sempre la stessa persona che a volte compariva come un’ombra nei negativi\, riconoscibile dal suo cappello da prete. Aveva fra le mani l’archivio fotografico del Padre Salesiano Antonio Colbacchini. Seppe allora che questo prete le sarebbe stato sempre familiare e che la loro Terra era la stessa. Comprò tutti il libri di Colbacchini che riuscì a trovare\, cercò il materiale che ancora rimaneva in famiglia e iniziò a studiare le antiche tecniche fotografiche di stampa. \nContemporaneamente\, l’antropologa Sabine Kienzl le fornì un nuovo tassello: Claude Lévi-Strauss. Scoprì così che Antonio Colbacchini era la fonte principale a cui Lévi-Strauss aveva attinto per i suoi studi sui Bororos. \nIn una libreria dell’usato di Buenos Aires\, che a lei ricordò uno dei tanti Aleph raccontati da Borges\, trovò uno dei quattro esemplari del racconto Uke Waguu di Padre Colbacchini\, la storia del cacicco che ebbe la visione della Madonna prima di entrare in contatto con i missionari. Gli altri esemplari si trovavano a Sao Paolo\, in una biblioteca di Firenze e in California\, da un cugino di suo marito la cui famiglia è migrata in Nord America a metà del secolo scorso. \nQuesta mostra vuole essere un piccolo Aleph fatto di tempo\, il tempo passato a stampare a contatto\, con la tecnica della cianotipia\, una a una\, le 460 fotografie dell’archivio fotografico di Padre Antonio Colbacchini. Starà ai passanti sapersi fermare a scoprirlo. (María Sánchez Puyade) \nLa mostra rimarrà aperta sino al 4 agosto con orario feriale e festivo 10-13/17-20.
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SUMMARY:Laboratorio Venti 1999/2019 – Vent'anni al vento
DESCRIPTION:Venerdì 31 maggio alle ore 19 si inaugura la mostra “Laboratorio Venti – 1999/2019 – Vent’anni al vento”. Per l’occasione verrà presentato il modellino di una scultura da dedicare alla bora opera dall’artista Maurizio Stagni.L’esposizione intende celebrare\, nello stesso tempo\, i venti anni dell’Associazione Museo della Bora e la bora stessa. Il vento della nostra città raccoglie infatti sempre più interesse intorno a sé. \nNel 2010\, nella stessa cornice di palazzo Costanzi\, l’Associazione Museo della Bora\, sempre in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste\, aveva organizzato la mostra “LaBORAtorio – Alla scoperta del vento di Trieste”\, che attraverso tre sezioni (la bora ieri\, oggi e domani) faceva il punto sui primi dieci anni di attività dell’associazione. La mostra\, aperta per due settimane\, venne visitata da ben 4.700 persone. \nQuesta nuova esposizione intende mostrare nuovi materiali raccolti durante questi anni. Succede che in ogni occasione “il Museo” riceva omaggi e ricordi da tanti triestini. \nLa mostra quindi sarà essa stessa in progress\, prevedendo nuovi contributi dai nostri concittadini. La mostra consentirà inoltre di mostrare installazioni e altri oggetti che attualmente non è possibile esporre nei ridotti spazi del Magazzino dei Venti\, primo nucleo di un museo che sogna di crescere. \nSaranno visibili inoltre reperti a testimonianza delle diverse attività\, realizzazioni e collaborazioni dell’Associazione Museo della Bora in tutti questi anni\, per condividere questo patrimonio di memorie e di idee con la città e con chi la visiterà nel periodo. \nMemoria e creatività. Il percorso del museo e dell’associazione va in queste due direzioni. \nLa mostra cercherà di esprimerle come sempre in una maniera fresca e originale. \nUno spazio importante verrà dedicato all’aspetto scientifico del nostro vento\, grazie al prezioso contributo di alcune realtà di primo piano come OGS – Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale\, WWF – Area Marina Protetta di Miramare nonché con l’Unione Meteorologica del Friuli Venezia Giulia. \nLa mostra Laboratorio Venti e l’evento Boramata si fregiano del patrocinio del Comitato triestino proESOF 2020 verso Trieste Capitale europea della ricerca scientifica. \nNei giorni della mostra sono previsti una serie di incontri con realtà scientifiche\, museali e non solo\, a dimostrazione di come la bora e il suo museo siano temi di grande interesse e pieni di connessioni. \nIl primo appuntamento speciale è previsto per sabato 1° giugno alle ore 18.30 con la proiezione unica straordinaria del film “Bora su Trieste”\, il mitico cortometraggio di Gianni Alberto Vitrotti premiato con il Leone d’Argento al Festival di Venezia (1953) molto caro ai triestini. \nDal 7 al 9 giugno alla mostra si affiancherà l’evento “Boramata-La festa del vento nella città della bora” che quest’anno giunge alla sua quinta edizione e che si svolge in piazza Ponterosso\, piazza dell’Unità e piazza della Borsa.
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SUMMARY:La memoria diviene presenza
DESCRIPTION:Sabato 11 maggio alle 11.30 a Trieste\, nella Sala U. Veruda di piazza Piccola 2\, si inaugura la mostra personale ”La memoria diviene presenza” di Gianni Mazzoccoli\, organizzata dall’Associazione Puglia Club di Trieste\, con il contributo del Comune di Trieste e con il patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia\, del Presidente della Giunta regionale pugliese\, e dei Comuni di Novoli e Trepuzzi. \nMilitare di professione e artista di vocazione\, Mazzoccoli\, Cavaliere della Repubblica\, ha alle spalle la profonda conoscenza delle tradizioni popolari pugliesi e salentine in particolare. Circa ottanta le creazioni in cartapesta esposte nel capoluogo giuliano\, testimonianza dei costumi popolari del 1700 del Friuli Venezia Giulia\, Puglia e Sardegna. Nativo di San Vito dei Normanni\, figlio d’arte\, allievo di uno dei più famosi cartapestai salentini\, Mario Di Donfrancesco\, Mazzoccoli è certamente uno di quegli artisti capaci di sondare e rappresentare le dimensioni più tradizionali della nostra Storia. \nE’ la riproposizione della memoria\, popolare o eroica che sia\, che contraddistingue il suo percosso creativo e filo conduttore di una ricerca espressiva nell’impiego di materiali poveri (argilla\, cartapesta\, ferro\, gesso\, ecc.) segno della sua vivacità d’artista. La sua opera è ricca di documentazione storica oltre che di abilità creativa in un “medium“ tradizionalmente non nobile ma sempre ricco di tradizione basti pensare alla longevità della tradizione di questi stessi materiali nell’artigianato italiano. \nUn’opera sicuramente di tutela della memoria\, ma non solo. Dietro ad ogni creazione dell’artista salentino traspare un mondo di Valori\, eterni\, infusi di volta in volta\, in un micro universo di costumi popolari e di uniformi militari\, che contraddistinguono anche un filone della sua produzione. Insomma è nelle “divise” in senso lato\, quegli elementi che connotano la nostra “italianità”\, che la sua ricerca artistica si incentra\, espressione e testimonianza\, di un viaggio tra storia ed arte della propria terra\, a formare e impercettibilmente a plasmare anche le coscienze di chi entra a contatto con la sua opera. Sono creazioni da osservare con pazienza\, dunque\, per darsi il tempo di lasciarsi toccare da questa dimensione valoriale\, più segreta e discreta. Perché\, come diceva Saint Exupery ne “Il Piccolo Principe”\, “l’essenziale è invisibile agli occhi”. \nPresentazione della mostra a cura di Monica Ferri. \nLa mostra rimarrà aperta sino al 26 maggio con orario feriale e festivo 10-13/17-20
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SUMMARY:Serena Zors - oltre il cielo\, l'infinito
DESCRIPTION:S’inaugura sabato 13 aprile alle ore 20\, a Trieste\, nella Sala Umberto Veruda di Palazzo Costanzi (piazza Piccola 2) un’esaustiva rassegna dedicata all’artista Serena Zors\, dal titolo “Serena Zors. Oltre il cielo\, l’infinito”. \nLa mostra\, realizzata con il contributo del Comune di Trieste\, e ideata e curata dall’architetto Marianna Accerboni\, si propone di testimoniare in modo esaustivo – attraverso una ottantina tra dipinti a olio e ad acrilico\, fascinosi oggetti realizzati in modo del tutto originale con la tecnica Tiffany e piccole sculture in steatite – il mondo fantastico di quest’artista speciale\, che dipinge da sempre\, e la sua ricerca condotta dagli anni Ottanta a oggi tra Trieste\, dove ha lasciato il cuore\, e Monaco di Baviera\, dove vive e opera da decenni. Qui ha assorbito il significativo clima artistico-culturale di una città che\, fin dalla seconda metà dell’Ottocento\, è stata una viva e antesignana capitale dell’arte europea\, che ha influenzato il linguaggio e la creatività di molti artisti triestini. \nIn perfetta sintonia con il mondo fantastico di Serena\, Accerboni ha ideato un’inaugurazione multimediale intrisa di magiche sorprese: una performance di arte visiva\, luce\, musica\, poesia e recitazione che movimenterà lo spazio espositivo ma anche la piazza antistante Palazzo Costanzi\, con i colori e le immagini prediletti dall’artista\, accompagnati dalle note composte per l’occasione dal M° Silvio Donati\, musicista d’avanguardia di valenza europea\, e dalle poesie scritte da Serena e interpretate dall’attore Gualtiero Giorgini\, alcune delle quali saranno esposte in mostra accanto ai dipinti. Seguirà un vin d’honneur. \nLe note di Donati\, diffuse nella sede espositiva lungo tutto il periodo della mostra\, fungeranno da accompagnamento e immersione sonora per il visitatore\, avvicinandolo\, attraverso questa sorta d’inedita colonna musicale\, in modo delicato ma nello stesso tempo intenso\, al mondo fantastico\, surreale e onirico della pittura di Serena. \nNella sezione dedicata ai lavori più recenti della Zors troverà spazio il ciclo dedicato al Fuoco\, al Vento e all’Acqua e quello caratterizzato dalle iniziali dei nomi appartenenti a diversi personaggi\, che la Zors interpreta e rappresenta in modo surreale attraverso riferimenti simbolici al loro temperamento e alla loro esistenza. Mediante l’uso delle lettere istoriate\, che raccolgono anche l’eredità dello stile Secession (o Liberty o Art Nouveau)\, la pittrice propone ancora una volta la propria visione positiva del mondo\, spesso dorata come il sole: così appare per esempio nel dipinto “Aurea”. \nAppuntamenti collaterali: \nNell’ambito della rassegna avranno luogo a Palazzo Costanzi alcuni appuntamenti collaterali curati da Marianna Accerboni: martedì 23 aprile alle ore 19 ci sarà una visita guidata\, domenica 28 aprile e 5 maggio alle 11 avranno luogo una visita guidata e un laboratorio di disegno e pittura rivolti\, in particolare\, ai giovanissimi. La curatrice è disponibile a condurre visite guidate anche in altri orari e giornate (info e prenotazioni +39 335 6750946). \nAlla fine di ogni appuntamento seguirà un vin d’honneur con vini dell’Azienda Agricola Sancin. \nDOVE: Sala Umberto Veruda di Palazzo Costanzi · Piazza Piccola\, 2 · Trieste \nQUANDO: 14 aprile · 7 maggio 2019 \nORARIO: tutti i giorni 10.00 · 13.00 / 17.00 · 20.00 \nA CURA DI: Marianna Accerboni \nCATALOGO: si \nINFO: 335 6750946
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SUMMARY:Mostra personale di Isabel Carafì SENSUAL METROPOLITAN STRUCTURES
DESCRIPTION:Venerdì 15 marzo alle ore 18 nella sala U. Veruda di Palazzo Costanzi si inaugura la mostra personale di Isabel Carafi SENSUAL METROPOLITAN STRUCTURES. Scrive di lei Maria Campitelli – Da qualche anno l’architettura è il tema dominante nell’immaginario artistico di Isabel Carafi. Nello sviluppo di questo discorso si inseriscono di volta in volta tematiche più ampie che riguardano l’umanità\, l’evoluzione socio-politica della società\, le migrazioni\, l’ambiente\, l’ecosistema. Cioè l’architettura diviene uno sfondo\, un simbolo\, un contenitore di altre situazioni su cui l’artista riflette configurandole secondo uno schema che pur nelle continue variazioni propone delle costanti. La costante principale è la presenza delle sue inconfondibili figure umane. Per lo più contratte in piccole dimensioni\, contorte\, deformate\, che s’abbarbicano dovunque\, mobile contrappunto organico all’algida geometria dei profili iperbolici dei grattacieli. Perché certo dell’architettura Isabel Carafi coglie soprattutto la vertigine disumana dei colossi verticali accumulati negli skyline delle metropoli\, da New York a Shiangai. \nSimboli del potere\, anch’essi si deformano\, nella prospettiva dell’artista\, si piegano a diverse coniugazioni a fantasiose colorazioni\, ad accelerate linee di fuga\, irrompendo in una dimensione surreale. Alcuni spunti particolari\, come scorci di scale mobili\, si ripetono\, illustrando una frenesia esistenziale che s’innesta nelle cose\, nelle strutture. E l’umanità distorta\, svolazzante attorno e dentro i colossi accresce questo senso di vita turbinante. La surrealtà si identifica in ulteriori passaggi e contaminazioni\, ad esempio nei fondi bianchi animati da costipate figurine disegnate contrapposte alle colorate architetture fotografate\, sia pure a loro volta alterate. C’è poi l’introduzione dell’elemento “Natura” tra il cemento armato e i tralicci metallici dei grattacieli americani. Curiosamente configurata in tronchi d’albero potenti e aggrovigliati che fanno da sfondo a scheletri architettonici. Perché altrettanto curiosamente i grattacieli si svuotano\, perdono corpo e sostanza\, diventano involucri schiacciati dalla potenza della natura. Un’inversione di ruoli. La natura che s’impone alla capacità umana. E non solo i tronchi\, compaiono anche tracce sfumate di paesaggio\, di deserto\, insomma il pensiero dell’artista si complica e si modifica. Non più solo lo stupore per la capacità progettuale e costruttiva umana\, che sembrava animare prevalentemente i precedenti lavori dell’artista. Un pensiero più complesso s’affaccia\, dando luogo a contaminazioni più sofisticate\, ad allusioni concettuli più approfondite. \nE a proposito di “contaminazioni” l’architettura romana\, ben diversa dalle skyline metropolitane\, suggerisce all’artista soluzioni anche più ardite. Castel Sant’Angelo è preceduto lungo il ponte da inquietanti personaggi – sempre figure contratte e stralunate\, in questo caso striate di sangue – che procedono carponi\, mentre dietro compare un impossibile mare agitato con spruzzi che salgono fino al cielo. E pure il Pantheon è abitato dagli strani personaggi a striscie rosse e la Fontana dei Fiumi di Piazza Navona spegne il suo berniniano calore barocco in attualissime rigide strutture architettoniche. L’eco del grattacielo che sussiste nel rigoglio seicentesco. Il pensiero vaga da una realtà all’altra accostando situazioni opposte e la traduzione visiva le accorpa fisicamente. Una nuova riflessione porta l’artista a comparare il passato con il presente producendo ulteriori “contaminazioni”\, che sono un po’ il segnale del nostro tempo\, modificando di conseguenza gli esiti linguistici finora perseguiti. \nQueste immagini sono tutte fotografie digitali. La mostra si arricchisce anche di un’installazione composta a sua volta da piccole fotografie di città accostate\, un montaggio che attesta la volontà di superare la semplice bidimensionalità fotografica per articolarsi diversamente nello spazio\, e infine un completamento con piccole sculture di ceramica e resina. Sono le figure stravaganti disegnate nelle architetture che si fanno corpo e abitano lo spazio. Con le loro riduzioni\, contrazioni\, testimoniano un’umanità sbigottita\, e al tempo stesso divertita. \nE’ un viaggio nel mondo questo di Isabel Carafi\, nelle grandi città\, con lo sguardo attento a cogliere ciò che cambia e si trasforma.- \nLa mostra rimarrà aperta al pubblico con orario feriale e festivo: 10_13 / 17_20 sino a tutto il 7 aprile 2019.
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SUMMARY:Mostra personale di Isabel Carafì SENSUAL METROPOLITAN STRUCTURES
DESCRIPTION:Venerdì 15 marzo alle ore 18 nella sala U. Veruda di Palazzo Costanzi si inaugura la mostra personale di Isabel Carafi SENSUAL METROPOLITAN STRUCTURES. Scrive di lei Maria Campitelli – Da qualche anno l’architettura è il tema dominante nell’immaginario artistico di Isabel Carafi. Nello sviluppo di questo discorso si inseriscono di volta in volta tematiche più ampie che riguardano l’umanità\, l’evoluzione socio-politica della società\, le migrazioni\, l’ambiente\, l’ecosistema. Cioè l’architettura diviene uno sfondo\, un simbolo\, un contenitore di altre situazioni su cui l’artista riflette configurandole secondo uno schema che pur nelle continue variazioni propone delle costanti. La costante principale è la presenza delle sue inconfondibili figure umane. Per lo più contratte in piccole dimensioni\, contorte\, deformate\, che s’abbarbicano dovunque\, mobile contrappunto organico all’algida geometria dei profili iperbolici dei grattacieli. Perché certo dell’architettura Isabel Carafi coglie soprattutto la vertigine disumana dei colossi verticali accumulati negli skyline delle metropoli\, da New York a Shiangai. \nSimboli del potere\, anch’essi si deformano\, nella prospettiva dell’artista\, si piegano a diverse coniugazioni a fantasiose colorazioni\, ad accelerate linee di fuga\, irrompendo in una dimensione surreale. Alcuni spunti particolari\, come scorci di scale mobili\, si ripetono\, illustrando una frenesia esistenziale che s’innesta nelle cose\, nelle strutture. E l’umanità distorta\, svolazzante attorno e dentro i colossi accresce questo senso di vita turbinante. La surrealtà si identifica in ulteriori passaggi e contaminazioni\, ad esempio nei fondi bianchi animati da costipate figurine disegnate contrapposte alle colorate architetture fotografate\, sia pure a loro volta alterate. C’è poi l’introduzione dell’elemento “Natura” tra il cemento armato e i tralicci metallici dei grattacieli americani. Curiosamente configurata in tronchi d’albero potenti e aggrovigliati che fanno da sfondo a scheletri architettonici. Perché altrettanto curiosamente i grattacieli si svuotano\, perdono corpo e sostanza\, diventano involucri schiacciati dalla potenza della natura. Un’inversione di ruoli. La natura che s’impone alla capacità umana. E non solo i tronchi\, compaiono anche tracce sfumate di paesaggio\, di deserto\, insomma il pensiero dell’artista si complica e si modifica. Non più solo lo stupore per la capacità progettuale e costruttiva umana\, che sembrava animare prevalentemente i precedenti lavori dell’artista. Un pensiero più complesso s’affaccia\, dando luogo a contaminazioni più sofisticate\, ad allusioni concettuli più approfondite. \nE a proposito di “contaminazioni” l’architettura romana\, ben diversa dalle skyline metropolitane\, suggerisce all’artista soluzioni anche più ardite. Castel Sant’Angelo è preceduto lungo il ponte da inquietanti personaggi – sempre figure contratte e stralunate\, in questo caso striate di sangue – che procedono carponi\, mentre dietro compare un impossibile mare agitato con spruzzi che salgono fino al cielo. E pure il Pantheon è abitato dagli strani personaggi a striscie rosse e la Fontana dei Fiumi di Piazza Navona spegne il suo berniniano calore barocco in attualissime rigide strutture architettoniche. L’eco del grattacielo che sussiste nel rigoglio seicentesco. Il pensiero vaga da una realtà all’altra accostando situazioni opposte e la traduzione visiva le accorpa fisicamente. Una nuova riflessione porta l’artista a comparare il passato con il presente producendo ulteriori “contaminazioni”\, che sono un po’ il segnale del nostro tempo\, modificando di conseguenza gli esiti linguistici finora perseguiti. \nQueste immagini sono tutte fotografie digitali. La mostra si arricchisce anche di un’installazione composta a sua volta da piccole fotografie di città accostate\, un montaggio che attesta la volontà di superare la semplice bidimensionalità fotografica per articolarsi diversamente nello spazio\, e infine un completamento con piccole sculture di ceramica e resina. Sono le figure stravaganti disegnate nelle architetture che si fanno corpo e abitano lo spazio. Con le loro riduzioni\, contrazioni\, testimoniano un’umanità sbigottita\, e al tempo stesso divertita. \nE’ un viaggio nel mondo questo di Isabel Carafi\, nelle grandi città\, con lo sguardo attento a cogliere ciò che cambia e si trasforma.- \nLa mostra rimarrà aperta al pubblico con orario feriale e festivo: 10_13 / 17_20 sino a tutto il 7 aprile 2019.
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SUMMARY:Laboratorio e visita guidata - Aldo Famà. Lo stato dell'arte
DESCRIPTION:Nell’ambito della rassegna antologica “Aldo Famà. Lo stato dell’arte”\, allestita alla Sala Veruda di Palazzo Costanzi (piazza Piccola 2) con il contributo del Comune di Trieste – Assessorato alla Cultura e ideata e curata dall’architetto Marianna Accerboni\, sabato 2 marzo avrà luogo\, a partire dalle ore 11\, un laboratorio condotto dal progettista Daniele Lucà\, esperto in stampa 3D\, che terrà una dimostrazione pratica sull’uso della stampante 3D in ambito artistico. Con tale tecnica sono infatti state realizzate le sculture presenti in mostra\, che rappresentano la traduzione nella terza dimensione delle opere pittoriche dell’artista.\nDomenica 3 marzo alle ore 11 la curatrice terrà una visita guidata. Seguirà una degustazione di caffè offerta dalla Torrefazione Guatemala Caffè di Trieste. \nLa mostra\, che sta riscuotendo ampio successo ed è stata visitata in pochi giorni da più di 1600 persone\, propone – attraverso una sessantina di opere tra oli\, collage\, incisioni\, esempi di arazzi e installazioni\, documenti\, supporti audiovisivi e sculture innovative stampate in 3D – la profonda ricerca condotta dal 1975 a oggi da Famà\, che in settembre compirà ottant’anni. Visitabile fino all’11 marzo con orario tutti i giorni 10.00 – 13.00 / 17.00 – 20.00.
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DESCRIPTION:Nell’ambito della rassegna antologica “Aldo Famà. Lo stato dell’arte”\, allestita alla Sala Veruda di Palazzo Costanzi (piazza Piccola 2) con il contributo del Comune di Trieste – Assessorato alla Cultura e ideata e curata dall’architetto Marianna Accerboni\, sabato 23 febbraio avrà luogo\, a partire dalle ore 11\, un laboratorio condotto dal progettista Daniele Lucà\, esperto in stampa 3D\, che terrà una dimostrazione pratica sull’uso della stampante 3D in ambito artistico. Con tale tecnica sono infatti state realizzate le sculture presenti in mostra\, che rappresentano la traduzione nella terza dimensione delle opere pittoriche dell’artista.\nDomenica 24 febbraio alle ore 11 la curatrice terrà una visita guidata. Seguirà una degustazione di caffè offerta dalla Torrefazione Guatemala Caffè di Trieste. \nLa mostra\, che sta riscuotendo ampio successo ed è stata visitata in pochi giorni da più di 1000 persone\, propone – attraverso una sessantina di opere tra oli\, collage\, incisioni\, esempi di arazzi e installazioni\, documenti\, supporti audiovisivi e sculture innovative stampate in 3D – la profonda ricerca condotta dal 1975 a oggi da Famà\, che in settembre compirà ottant’anni. Visitabile fino all’11 marzo con orario tutti i giorni 10.00 – 13.00 / 17.00 – 20.00.
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SUMMARY:Aldo Famà. Lo stato dell'arte
DESCRIPTION:S’inaugura venerdì 15 febbraio ore 19 a Trieste nella Sala Umberto Veruda di Palazzo Costanzi (piazza Piccola 2)\, un’importante antologica dedicata all’artista triestino Aldo Famà\, dal titolo “Aldo Famà. Lo stato dell’arte”.\nLa mostra\, realizzata con il contributo del Comune di Trieste e ideata e curata dall’architetto Marianna Accerboni\, si propone di testimoniare in modo esaustivo – attraverso una sessantina tra dipinti a olio\, incisioni\, collage\, esempi di arazzi e installazioni\, documenti\, supporti audiovisivi e sculture innovative stampate in 3D – la profonda ricerca condotta dal 1975 a oggi dall’artista\, che in settembre compirà ottant’anni. Fiore all’occhiello della rassegna sono proprio queste sculture\, create nel 2016 in collaborazione con Studio Arsenal e Daniele Lucà\, utilizzando una tecnica di assoluta avanguardia che\, partendo dal modello digitale dell’opera\, mediante il programma CAD\, lo stampa e lo traduce nella terza dimensione. Ultimo step è poi la colorazione delle superfici scultoree con pittura acrilica da parte dell’artista.\n\n“Un valente e originale protagonista dell’arte contemporanea\, – annota in catalogo il Sindaco Roberto Dipiazza – pittore rigoroso e nel contempo capace di fantastiche intuizioni\, ricche di calibrati cromatismi\, dai contrappunti formali ricchi di luce e di personalità.\n\nUn artista\, che ha saputo cimentarsi nella pittura\, nell’incisione\, nel collage e nelle installazioni ma anche affrontare la terza dimensione\, tramutando le proprie opere bidimensionali in eleganti sculture animate di vita propria\, avvalendosi in età matura di tecniche di assoluta avanguardia.\n\nUn artista\, che ha amato profondamente anche lo sport\, affrontando prove notevoli e alte in questo campo. Né va dimenticato il suo assiduo impegno quale organizzatore di iniziative culturali\, che lo hanno visto e lo vedono tuttora partecipare in modo molto attivo a manifestazioni artistiche nell’ambito di gruppi molto selezionati.\n\nNella sua viva personalità\, in cui s’incrociano più culture mediterranee – quella dalmata e quella siciliana – il binomio arte e sport si esprime felicemente\, riflettendo quelle caratteristiche che spesso hanno portato ai massimi livelli la cultura\, l’arte e la disciplina sportiva dall’età classica a quella postmoderna e che oggi possono essere\, di certo\, esempio e sprone anche per i giovani\, verso un futuro all’insegna della positività”.\n\nNel testo critico intitolato “Il Razionalismo fantastico di Aldo Famà”\, scrive Accerboni: “È questa\, a mio parere\, un’antologica coerente ed elegantemente poliedrica\, specchio perfetto e calibrato di un artista che con il suo costante\, a volte silenzioso ma brillante\, lavoro di ricerca e sperimentazione\, rappresenta una delle voci più interessanti di riferimento dell’avanguardia triestina e regionale\, allargata però anche alle molteplici esperienze che hanno visto Famà presente all’estero.\n\nUna sperimentazione originale e razionale\, sostenuta da un’attenta e vigile progettualità\, che si accende però molto spesso di guizzi improvvisi di libera energia non solo cromatica ma anche segnica e volumetrica\, a rappresentare un importante intervento nello spazio tridimensionale. Una corsa vivace verso la vita\, tracciata da colori simbolici e brillanti – un rosso\, un giallo\, un’ocra\, il bianco e talvolta il blu – la cui modulazione s’intreccia e respira nell’incontro con una matericità interessante e raffinata\, che crea una sorta di melodia nello spazio circostante\, e nel rapportarsi con una linea decisa che accende un contrappunto ritmico ogni volta diverso.\n\nUna ricerca sul filo dell’avanguardia\, che Famà – prossimo a compiere gli ottant’anni\, di cui due terzi dedicati all’arte – testimonia in questa rassegna\, che va dagli anni settanta a oggi e che ha il suo minimo comun denominatore nella forza della linea\, che ne sostiene potentemente il cromatismo acceso. E in quella della sintesi\, portata avanti nello spirito di evoluzione del concetto di essenzialità che ha condeterminato molti aspetti della cultura e dell’arte del Novecento e del Duemila\, da Montale al ritorno della poesia Haiku”.\n\nIn occasione della mostra il M° Silvio Donati\, illustre musicista triestino dalle frequentazioni internazionali\, ha composto per piano e fagotto il brano “In – solito”\, ispirato alle linee pittoriche di Famà e alla comune passione per il jazz. Il pezzo musicale verrà presentato in anteprima assoluta alla vernice dell’esposizione e ne costituirà la colonna sonora. All’inaugurazione sarà presentato anche un’esaustivo catalogo a colori dedicato alla vita e alle opere di Famà\, a cura di Accerboni con un’introduzione del Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza e con le foto di Annamaria Castellan e Denis Pitter. Seguirà un vin d’honneur.\n\nLa rassegna si svolge con il patrocinio della Sissa – Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati\, Studio Arsenal\, Associazione Amici dei Musei Marcello Mascherini e con il contributo di Torrefazione Guatemala Caffè di Trieste e Cantina Parovel (San Dorligo della Valle\, Trieste).\n\nAldo Famà nasce nel 1939 a Trieste\, dove vive e lavora. E’ autodidatta in pittura e allievo\, per quanto riguarda l’incisione\, di Carlo Pacifico. La sua pittura prende avvio nella seconda metà degli anni cinquanta con degli appunti veloci e incisivi a olio\, dedicati al paesaggio e già orientati verso la dinamica fauve. Si volge quindi verso un infinito geometrico dalle forti\, ma più controllate\, contrapposizioni cromatiche\, segniche e compositive di valenza prettamente simbolica\, redatte secondo una personalissima scala di valori.\n\nHa realizzato anche installazioni di grande dimensione\, arazzi e sculture in pietra. Molto presente anche sul piano organizzativo\, ha fatto parte del Consiglio Direttivo del Sindacato Autonomo degli Artisti Triestini e nel 1982 ha dato vita con altri colleghi al Gruppo 5\, con il fine di sondare nuove ipotesi di indagine nell’ambito dell’astrazione\, ricerca che Famà persegue da cinquant’anni attraverso una pratica pittorica rigorosa e meditata\, intessuta di controllate contrapposizioni cromatiche e di inserti materici ottenuti con lo stesso impasto del colore\, inciso e segnato come fosse un antichissimo graffito.\n\nHa allestito 28 mostre personali ed esposto in quasi 400 collettive e di gruppo in Italia e all’estero\, meritando numerosi riconoscimenti.\n\nAppuntamenti collaterali:\n\nNell’ambito della rassegna avranno luogo a Palazzo Costanzi sette appuntamenti collaterali: sabato 23 febbraio\, 2 e 9 marzo alle 11 ci sarà un laboratorio condotto dal progettista Daniele Lucà\, esperto in stampa 3D\, che terrà una dimostrazione pratica sull’uso della stampante 3D in ambito artistico. Domenica 24 febbraio\, 3 e 10 marzo alle 11 la curatrice Marianna Accerboni terrà una visita guidata. Seguirà una degustazione di caffè offerta dalla Torrefazione Guatemala Caffè di Trieste. Lunedì 11 marzo alle 17.30 avrà luogo il finissage condotto da Accerboni sotto l’egida dell’Associazione Amici dei Musei Marcello Mascherini.\n\nDOVE: Sala Umberto Veruda di Palazzo Costanzi · Piazza Piccola\, 2 · Trieste\nQUANDO: 16 febbraio · 11 marzo 2019\nORARIO: tutti i giorni 10.00 · 13.00 / 17.00 · 20.00\nA CURA DI: Marianna Accerboni\nINFO: 335 6750946
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SUMMARY:COMUNICA\, dai GRAFFITI agli EMOJI
DESCRIPTION:La mostra internazionale collettiva «COMUNICA: dai GRAFFITI agli EMOJI» esprime il progetto di una ventina di artisti e studiosi afferenti all’associazione culturale 6idea.La comunicazione di oggi\, ben radicata nella rete multimediale\, crea un mondo virtuale\, parallelo e interagente quello reale. Ciò\, in modo indiretto\, conferma l’assioma “Il medium è il messaggio”\, fondamento del pensiero di Mc Luhan ben approfondito nel suo “Gli strumenti del comunicare”\, saggio anticipatorio dell’innovativa realtà creata da Facebook\, Instagram\, WhatsApp e social media in cui l’immagine acquista importanza determinante.\nEmoji\, emoticon\, selfie attirano l’interesse e – più immediati di qualsiasi scritto – semplificano l’espressione delle emozioni e\, suscitando empatia\, sono anche più facilmente memorizzabili.\nCiò avviene – in parallelo – anche in campo urbanistico con i graffiti e i murales che\, sostituendo i manifesti\, si stanno impadronendo dell’arredo urbano e\, almeno parzialmente\, ci fanno ritornare all’epoca delle caverne.\n«COMUNICA: dai GRAFFITI agli EMOJI» – con filmati\, quadri\, pannelli\, istallazioni di diverse tecniche e materiali – riflette proprio questa realtà comunicativa creando con il pubblico anche occasioni di dialogo che\, nello specifico\, saranno integrate da conferenze\, da tavole rotonde e dal saggio di Giuliana Stecchina «Dal graffito all’emoticon. Comunicare oggi».
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SUMMARY:Centro Aiuto alla Vita
DESCRIPTION:Martedì 11 dicembre 2018 alle ore 11 si terrà l’inaugurazione della mostra “Centro di Aiuto alla Vita: da quarant’anni accanto alle donne” organizzata dal Centro di Aiuto alla Vita “Marisa” in coorganizzazione con il Comune di Trieste.\nCuratrice della mostra è la signora Marina Dandri. \nLa mostra rimarrà aperta al pubblico con orario feriale e festivo: 10_13 / 17_20 sino al 31 dicembre 2018. \nNelle giornate del 24 e 31 dicembre la mostra sarà aperta al pubblico con orario ridotto 10_13. \nIl 25 dicembre la mostra resterà chiusa.
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SUMMARY:PIU' O MENO POSITIVI 8
DESCRIPTION:La mostra\, che s’inaugura in occasione del 1° dicembre 2018\, Giornata Mondiale di Lotta all’AIDS\, s’inserisce nell’ambito delle iniziative di sensibilizzazione\, informazione\, prevenzione e lotta alla discriminazione in tema di HIV e malattie emo/sessualmente trasmissibili. \nIl Dipartimento delle Dipendenze dell’ASUITs organizza dal 1° al 4 dicembre 2018\,\nuna serie di incontri d’interesse culturale e sociale con la coorganizzazione del Comune di Trieste\, con il patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia\,\ncon il supporto di Trieste Trasporti S.p.A. e Coop Alleanza 3.0\, con il contributo di Reset\, La Collina\, Duemilauno Agenzia Sociale\, La Quercia\, CLU\, AMICO\, ALT\,\nin collaborazione con Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute\, Gruppo78\, Arcigay\, SISM Trieste\, Radio Fragola\, Officina Samos\, HeadMadeLab\, Electrique \nhttps://www.facebook.com/events/2224543137824780 \nLa mostra rimarrà aperta al pubblico con orario feriale e festivo: 10_13 / 17_20 sino a tutto il 4 dicembre 2018.
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SUMMARY:Silenzi Urbani
DESCRIPTION:Venerdì 9 novembre 2018 alle 17 nell’ambito del festival Trieste Photo Days si terrà il vernissage della mostra “Silenzi Urbani” presso la Sala “U. Veruda” (Palazzo Costanzi\, Piazza Piccola 2\, Trieste)“Silenzi Urbani” è un omaggio collettivo a Gabriele Basilico curato da Gigliola Foschi che racchiude progetti di Loredana Celano\, Assunta D’Urzo\, Luca Rotondo\, Luca Setti e Marko Vogric. In mostra anche una selezione di positivi scattati da Gabriele Basilico per l’esposizione Trouver Trieste e conservati nella Fototeca dei Civici Musei di Storia e Arte del Comune di Trieste. Un’inedita contaminazione tra passato e presente\, tra il maestro e i continuatori della sua opera. \nLa mostra resterà aperta fino al 25 novembre 2018. Orario: tutti i giorni 10.00-13.00 / 17.00-20.00. Ingresso libero. \n\nIl concept di “Silenzi Urbani” è ispirato a un passaggio del libro Ascolto il tuo cuore\, città di Alberto Savinio\, il cui titolo è stato ripreso per la prima personale post mortem di Gabriele Basilico all’UniCredit Pavilion di Milano nel 2015/2016. \n“Si tratta insomma di vedere le cose che gli altri non vedono: quelle che vivono all’ombra delle sorelle ammirate […]. Si tratta di vedere le cose che vedono anche gli altri\, ma nei momenti in cui gli altri non le guardano\, e quelle dimettono la rigidità della posa\, si abbandonano\, respirano più tranquille.” \n“Silenzi Urbani” vuole proporre un tipo di fotografia che suggerisca il piacere del silenzio e di quiete urbana\, sulla scia dei paesaggi cittadini raccontati da Basilico. Rimuovere l’eccesso di stereotipi visivi\, scoprire “spazi silenti” nelle città sature di rumore. \nLa rassegna mira a entrare in una dimensione di silenzio per ascoltare\, vedere e raccontare le storie trascurate\, i luoghi meno appariscenti e ammirati della città: fotografie che invitino a guardare oltre la superficie di uno spazio urbano caotico o iperfotografato\, per scoprire angoli di quiete nascosta\, per immaginare le dimensioni di una possibile affabilità urbana\, impregnata di silenzi\, mormorii\, fruscii. \nAttraverso le immagini\, ridare voce alle storie racchiuse nelle città (storie private e collettive che s’intrecciano con quelle delle città\, dei suoi cambiamenti politici\, sociali\, urbanistici). Ricercare un linguaggio fotografico che abbassi il tono della voce\, che colga i sussurri\, le ombre\, il non immediatamente udibile\, il non immediatamente visibile. \nAi fotografi coinvolti è stato chiesto di trasformarsi in storici\, in investigatori tenaci\, capaci di restituire dignità a luoghi\, a storie passate e presenti o a edifici dimenticati\, negletti. Si sono dovuti focalizzare sul silenzio dell’ascolto\, del bisogno di vedere diversamente\, con maggior cura e attenzione\, attendendo che le cose dismettano quella “rigidità della posa”\, di cui parlava Savinio e che spesso ritroviamo nelle opere di Basilico. \nProgetti esposti: \n\n Morfeo di Luca Setti\n Hval – La balena di Assunta D’Urzo\n Undefinied City di Loredana Celano\nUn Topo in viaggio di Marko Vogric\nMetropolitan Lullabies di Luca Rotondo\n\nLa lezione di Gabriele Basilico non è solo evocata ma testimoniata grazie alla presenza in mostra di una selezione di positivi dedicati a Trieste scattati dall’autore\, conservati nella Fototeca dei Civici Musei di Storia e Arte del Comune di Trieste. Un’inedita contaminazione tra passato e presente\, tra il maestro e i continuatori della sua opera. \nAngelo Cucchetto\, creatore di Photographers.it e art director di Trieste Photo Days si è occupato della selezione dei progetti in collaborazione con la curatrice Gigliola Foschi. La scelta delle immagini della Fototeca è a cura della responsabile\, dott.ssa Claudia Colecchia. \nIl progetto Silenzi Urbani è a cura di Gigliola Foschi in collaborazione con Accademia del Silenzio\, Photographers.it\, Afi-Archivio Fotografico Italiano\, Festival Fotografico Europeo\, Trieste Photo Days e Cities.
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SUMMARY:Mostra dedicata a Gino Buscaini
DESCRIPTION:Venerdì 5 ottobre 2018 alle ore 18 si terrà l’inaugurazione della mostra dedicata a Gino Buscaini\, nella Sala U. Veruda di piazza Piccola 2\, nell’ambito delle manifestazioni del centenario dell’Associazione “XXX Ottobre”.\nQuest’anno ricorrono i cent’anni della fondazione della “XXX Ottobre”\, gloriosa sezione triestina del Club Alpino Italiano\, una tra le più grandi sezioni del Friuli Venezia Giulia grazie alla continua e fervida attività svolta nel contesto alpinistico sia regionale sia nazionale\, soprattutto nella formazione dei giovani. \nA seguito di tutte le manifestazioni che si sono succedute nell’arco del 2018\, si apre ad ottobre\, con la coorganizzazione del Comune di Trieste\, la mostra dedicata a Gino Buscaini\, alpinista\, disegnatore\, scrittore e autore della guida “Alpi Giulie”\, che ha lasciato una profonda traccia tecnica e umana nell’alpinismo italiano.\nCon l’organizzazione di questa mostra\, più che celebrare\, la “XXX Ottobre” desidera soprattutto festeggiare. E’ questo lo spirito con cui si desidera rileggere la storia del sodalizio e dei principali avvenimenti che hanno caratterizzato i suoi primi cento anni di vita. Un percorso che va oltre la storia associativa sezionale per riportarsi alla più suggestiva e importante storia dell’alpinismo della nostra città. \nLa mostra rimarrà aperta al pubblico con orario feriale e festivo: 10_13 / 17_20 sino a tutto il 14 ottobre 2018.
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SUMMARY:Le variazioni del nulla
DESCRIPTION:Giovedì 23 agosto 2018 alle ore 19 si terrà l’inaugurazione della mostra “Le variazioni del nulla” di Nicola Facchini.\n‘Le variazioni del nulla” è il titolo della prima mostra personale del giovane artista triestino Nicola Facchini. \nFacchini esporrà i suoi dipinti\, i disegni e le opere di installazione con sculture in ceramica in Sala U.Veruda \ndi Palazzo Costanzi a Trieste dal 24 agosto al 9 settembre 2018. \nNato nel 1990\, Facchini ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Venezia con il Prof. Carlo di Raco e si è \nlaureato nel 2016. \nLa presente mostra è il risultato di un lungo progetto di ricerca dell’artista che va dalla pittura e il disegno \nverso la terza dimensione\, realizzata con le sue installazioni in ceramica con una connotazione forte verso \nl’arte concettuale. Le Variazioni del Nulla sono deviazioni di forma\, mancate evoluzioni\, sviluppo di ipotesi\, \ncompresa la relatività della nostra esistenza per rendere lo spettatore consapevole delle piccole cose nel \nnostro mondo\, comprese le piccole imperfezioni che sono tanto necessarie per fare girare il mondo. \nNell’opera di Facchini appaiono ancora e sempre le domande esistenziali che spingono gli artisti di ogni \ntempo a lavorare. \n“Le variazioni del nulla” è un progetto de ’La Poltrona Viola” in collaborazione con il Comune di Trieste e la \nTriennaleTriesteEventi Vienna. \nIl giorno dell’inaugurazione la mostra verrà presentata dal curatore Darius Bork\, fondatore dell’ Associazione \nculturale TriennaleTriesteEventi Vienna. \nVenerdì 31 agosto 2018\, alle ore 19\, è previsto un Artist-Talk con la partecipazione del pubblico. \nUlteriori informazioni: \nCuratore Darius Bork\, darius.bork@triennaletrieste.it\, tel. +39 347 344545 \nArtista Nicola Facchini\, nicolafanicola@gmail.com \,www.nicolafacchini.wordpress.com/ \nLa mostra rimarrà aperta al pubblico con orario feriale e festivo: 10_13 / 17_20 sino a tutto il 9 settembre 2018.
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SUMMARY:Sogno o son desto
DESCRIPTION:Ritorna a Trieste\, dopo numerose mostre personali e collettive in Friuli Venezia Giulia e all’estero\, l’artista\, di origine agrigentina\, Calogero Condello\, con un’unica mostra articolata in due spazi diversi\, nella Sala Veruda di Palazzo Costanzi e al Teatro romano\, entrambi luoghi di cultura e di storia.\nL’esposizione\, organizzata con il contributo del Comune di Trieste e in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia\, belle arti e paesaggio del FVG\, e curata da Sabrina Zannier\, giornalista e critico d’arte contemporanea\, aprirà il giorno 21 luglio e si concluderà in Sala Veruda il 19 agosto e al Teatro romano il 30 agosto. \nL’intento dell’artista\, nella scelta dei due siti espositivi\, è quello di lanciare ai visitatori il messaggio del forte legame che esiste tra passato e presente\, del rispetto che la collettività\, in particolare quella giovanile\, deve sviluppare per la storia e per i luoghi che la esprimono e la raccontano.
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SUMMARY:Il tempo delle storie
DESCRIPTION:Da poco più di un secolo è forte l’idea che ogni sguardo posato su un oggetto vede solo la Materia\, mentre quando il medesimo vedere tenta di penetrare le cose può evolvere fino a comprendere lo Spirito.\nÈ l’eterno incontro fra le emozioni\, tra le sensazioni che scaturiscono dal mondo interiore e la realtà percepita nella sua fenomenologia. \nOgnuno sperimenta il cambiamento istante su istante. I cambiamenti sono tangibili\, nelle forme delle cose\, nei pensieri\, nelle visioni\, nei contesti e in mille altri possibili intrecci. \nL’artista\, per primo\, guarda se stesso\, il suo mondo e tra la moltitudine di sensazioni ed esperienze cerca una forma e una sostanza materica da modellare finché non trova quel naturale ricongiungimento con il vissuto. \nAdriana Itri coniuga questi passaggi vivendo il tempo come naturale susseguirsi di episodi\, talvolta concatenati\, altre volte come lampi emotivi intensi e più intimamente introspettivi. Le storie che ci offre sono la base di un libero viaggio nel nostro tempo. \nCi permettono di esplorare il suo mondo\, attraverso le fughe dei nostri sguardi\, il fermarsi su un particolare\, su quel tempo che per ciascuno diviene relazione personale con una nuova storia pronta ad attingere dalle nostre emozioni e dalle nostre esperienze in un caleidoscopio di nuove consapevolezze. \nLa mostra rimarrà aperta al pubblico con orario feriale e festivo: 10_13 / 17_20 sino a tutto il 10 giugno 2018.
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SUMMARY:Marijana Pende  OGGETTI / INSTALLAZIONI
DESCRIPTION:L’importante personale della Pende\, la prima in Italia\, si avvale della presentazione dello storico dell’arte croato Mladen Lučić ed è realizzata con il contributo del Ministero della Cultura della Repubblica di Croazia\, del Comune di Trieste\, della Città di Dubrovnik\, del Dubrovnik Tourist Board e del Museum of Modern Art di Dubrovnik\, con il patrocinio e il contributo del Consolato Generale della Repubblica di Croazia a Trieste\, con la collaborazione di Trieste Contemporanea.In mostra saranno esposte sette grandi opere realizzate tra il 2013 e il 2018\, in cui legno\, metallo\, gomma\, lattice e grafite dialogando tra loro creano delle grandi mappe e dei grandi simulacri organico-industriali di forte e convincente rapporto con la storia e la realtà sociale. Al fine di immergere lo spettatore nello scorrere del tempo\, è proprio del processo di produzione artistica di questa autrice infatti modulare negli spazi espositivi la gamma delle percezioni visive (e anche olfattive) messa in campo da questo insieme di materiali di recupero che\, pur nel sempre diverso ordinamento delle loro forme esterne\, “trasudano” il loro passato.\nLe icone-sculture di Pende saranno esposte a Trieste fino al 12 maggio (ingresso libero\, tutti i giorni con il seguente orario 10.00-13.00 e 17.00-20.00).
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SUMMARY:Immaginario oltre la crisi#3 nuove geografie
DESCRIPTION:Venerdì 16 marzo\, alle 18.30\, la Casa dell’Arte di Trieste con le sue 8 associazioni aderenti disseminate per tutta la città\, inaugura IMMAGINARIO OLTRE LA CRISI #3 nuove geografie\, un evento espositivo e di dibattito che tratta i temi dell’oggi in uno degli spazi pubblici più significativi di Trieste\, la prestigiosa Sala Umberto Veruda di Palazzo Costanzi. La mostra\, organizzata con il supporto del Comune di Trieste\, si inserisce nell’ambito del festival multidisciplinare “Varcare la frontiera #5 Atlantidi\, identità sommerse”\, organizzato dall’associazione Cizerouno e sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.In mostra sono presenti 7 ricerche visive di 10 artisti internazionali\, fra Argentina\, Italia\, Kosovo\, Libano\, Regno Unito e Serbia.  \norari tutti i giorni 10-13 e 17-20\nogni domenica alle 18 una visita guidata
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SUMMARY:Sua cuique persona
DESCRIPTION:SUA CUIQUE PERSONA (“a ciascuno la propria maschera”) [L’autoritratto come maschera e specchio] è il titolo dell’esibizione collettiva a cura di Alessandra Spigai che avrà luogo a Trieste\, dal 18 febbraio all’ 11 marzo 2018\, con la collaborazione critica di Matteo Gardonio e il testo di accompagnamento di Monica Mazzolini.\nIn una mostra insolita le diverse declinazioni su questo tema di Pablo Avendaño Chávarri (Spagna)\, Barbara Bonfilio (Italia)\, Michele Bubacco (Italia/Austria)\, casaluce/geiger (Italia/Austria)\, Roberto Del Frate (Italia)\, Davide Castronovo (Italia)\, Luca Coser (Italia)\, David Dalla Venezia (Italia)\, Cristina Fiorenza (Italia/Austria)\, Moira Franco (Italia)\, Anna Frida Madia (Italia/Francia)\, Manuel Larrea Graham (Messico)\, Ettore Greco (Italia)\, Filippo Manfroni (Italia)\, Delphi Morpurgo (Italia)\, Matisa Kazerooni (Iran)\, Rafal Pacześniak (Polonia)\, Errika Pontevichi (Italia)\, Banafsheh Rahmani (Iran\, Austria\, Italia)\, Alessandra Spigai (Italia)\, Alan Stefanato (Italia)\, Damir Stojnic (Croazia). \nLa suggestione tematica dell’esposizione nasce dall’esigenza di mettere a fuoco attraverso la tematica dell’autoritratto\, le motivazioni profonde\, a tratti misteriose\, le volontà e specificità di autoriconoscibilità dell’artista\, che nella scelta della rappresentazione di sè\, presenta al mondo un’immagine ben precisa (e statica)\, una cristallizzazione anche temporale dell’identità raggiunta alla fine di una discesa intimistica\, e la conseguente preferenza e selezione di un’immagine da mostrare\, dietro alla quale porsi e di fronte alla quale rispecchiarsi nuovamente. \nIl titolo della mostra nasce dalla citazione dell’opera cinquecentesca ad olio\, attribuita al Ghirlandaio\, custodita agli Uffizi di Firenze. Era comune dall’inizio del 500 proteggere i ritratti con lastre di legno sottili e scorrevoli\, dette “coperte”. L’opera citata presenta un soggetto evocativo\, una maschera simbolica\, che copre l’immagine dipinta e l’iscrizione “SVA CVIQVE PERSONA.” \nTerzo appuntamento di ArTS\, associazione per il confronto delle arti contemporanee\, che con questo evento vuole sottolineare la propria visione di confronto\, contrasto e libertà di condivisione\, sfidando\, con il tema figurativo classico dell’autoritratto\, ventidue artisti profondamente differenti\, come provenienza\, età\, impronta stilista\, prevenienza geografica. Un ventaglio di rappresentazioni del sè che ha l’intento di confrontare le singole autorappresentazioni con quelle degli altri\, e insieme a loro diventare spettatori e attori dell’essere. Si genera così un coro di altri esseri\, ognuno con la propria individualità e responsabilità di rappresentazione. La visione dell’autoritratto posta come invito al gioco\, è infatti\, contemporanemente\, impostura e verità profonda del nostro essere\, travestimento e nudità\, maschera e specchio. \nArTS\, punto di incontro e confronto di arte e artisti differenti nell’ambito di provenienza\, di stile\, di finalità\, con questa esposizione corale intende portare il visitatore a misurarsi con l’intimità esistenziale dell’Artista\, stimolata a usare un linguaggio figurativo\, a volte per naturale inclinazione\, a volte per accettare con sfida e ironia\, le regole del gioco. \nAppare al visitatore un artista nudo\, nudità che comprende il suo mascherarsi per l’apparire al mondo\, e ancora il suo specchiarsi in essa\, scoprendone lati nascosti o teatrali\, e la consapevolezza del proprio essere\, come necessità di rappresentarlo. \nInaugurazione: 17 febbraio 2018 ore 18 \nLa mostra è visitabile tutti i giorni dal 18 febbraio all’11 marzo 2018 \nOrari: 10 _ 13 e 17_ 20 \nSarà presente per la visione il catalogo della mostra. \nMaggiori informazioni sugli artisti esposti: \nwww.bearts.eu \nInformazioni: \nsegreteria@bearts.eu \n≠39 3477892455 ( what’s app o sms)
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SUMMARY:Nora Carella: Luce senza tempo
DESCRIPTION:La mostra di Nora Carella “luce senza tempo” a cura di Marianna Accerboni si terrà a Trieste\, nella Sala Umberto Veruda di piazza Piccola\, 2.orario 10_13 / 17_20 • ingresso libero • info +39 335 6750946 \nEVENTI COLLATERALI\n21 gennaio / 4 febbraio\nore 11_13\nvisite guidate e laboratori di disegno e pittura\nrivolti\, in particolare\, ai giovanissimi\, a cura di\nMarianna Accerboni (per i laboratori e altre visite\nguidate\, obbligo di prenotazione al cell.\n335 6750946) \n27 gennaio\nore 18.30\nNora Carella. Ricordi e testimonianze sull’artista\ne la sua epoca. Presentazione della monografia\neditata in occasione della mostra\nconversazione a più voci tra artisti\, critici e\ngente comune che la conobbero\, in cui verranno\napprofonditi più aspetti della sua vita e del milieu\nculturale\, sociale e artistico dell’epoca\, con\nparticolare riferimento alla condizione femminile\nnel Novecento \n10 febbraio\nore 21\nNora Carella. Concerto breve\nconcerto in Sala Veruda dedicato all’artista\ncon l’esecuzione delle sue musiche predilette e\nl’interpretazione attraverso la musica dei dipinti\nesposti\nvin d’honneur a conclusione di ogni evento \nNora Carella\, nata a Parenzo (Istria) nel 1918\, formatasi\nall’Accademia di Belle Arti di Venezia\, inizia la propria\nattività artistica nella Roma degli anni Settanta come\nritrattista dei grandi personaggi. Dai primi anni Duemila\nsi dedica al paesaggio e alla natura morta.\nHa esposto con successo in tutto il mondo: da New\nYork a Madrid\, a Casablanca. Sue opere sono collocate\nin collezioni pubbliche\, quali a Roma l’Accademia\nBurckhardt e varie ambasciate\, la pinacoteca di\nMontecassino e\, a Trieste\, Palazzo della Prefettura\,\nLloyd Triestino\, Municipio\, Museo Revoltella\, Biblioteca\nStatale S. Crise\, Palazzo Gopcevich\, Archivio di Stato.
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SUMMARY:Omaggio a Paul Gauguin nei Mari del Sud
DESCRIPTION:Arriva a Trieste una nuova mostra del ciclo Mosaicamente\, dedicata a Gauguin e alla sua ricerca del “primitivo” nei mari del Sud del mondo.I mosaici sono stati realizzati all’Officina dell’arte di Pordenone\, il Centro lavorativo per persone con autismo adulte che fa parte della rete di servizi che\nla Fondazione Bambini e Autismo Onlus ha realizzato in 19 anni di attività.\nAll’Officina\, all’interno di un laboratorio professionale\, sono state create nel tempo\, con un impegno straordinario da parte delle persone con autismo\, opere musive nate dalle suggestioni di altrettante opere di grandi pittori la cui arte ha travalicato l’ambito degli addetti ai lavori per arrivare ad un pubblico vasto e internazionale. \nOrari di apertura mostra\nTutti i giorni dalle 10.00 alle 13.00\ne dalle 17.00 alle 20.00\nNel periodo della mostra visite guidate con gli allievi del Liceo Nordio\nIngresso libero
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SUMMARY:PIUOMENOPOSITIVI#7 artivisive+incontri+musica+teatro+cinema+sport
DESCRIPTION:In occasione del 1° dicembre 2017\, GiornataMondiale di Lotta all’AIDS\, il Dipartimento\ndelle Dipendenze dell’ASUITS organizza una\nserie di incontri d’interesse culturale e sociale\nin coorganizzazione con il Comune di Trieste\,\ncon il patrocinio della Regione Autonoma Friuli\nVenezia Giulia\, con il supporto di Trieste Trasporti\nS.p.A.\, Coop Alleanza 3.0\, con il contributo delle\ncooperative sociali Reset\, Duemilauno Agenzia\nSociale\, La Collina\, La Quercia\, CLU\, Amico e delle\nassociazioni ALT\, Anlaids\, Assodip\, in collaborazione\ncon Gruppo78\, Arcigay\, SISM\, Radio Fragola\,\nOffi cina Samos\, HeadMadeLab. Quest’anno la\nmanifestazione focalizza l’attenzione sull’importanza\ndelle cure e dei farmaci per arginare effi cacemente\nl’HIV e l’AIDS. Negli ultimi anni sono stati fatti\nimportanti passi avanti nella terapia di questa\nmalattia\, ma la guarigione non è ancora possibile.
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SUMMARY:31° Concorso per le Arti Figurative
DESCRIPTION:Giovedì 16 novembre 2017 alle ore 18 nella Sala “Umberto Veruda” di piazza Piccola 2\, avrà luogo la Premiazione del “31° Concorso per le Arti Figurative” – con “Borsa di Studio”- della Fondazione “Lilian Caraian” di Trieste\, realizzato per incoraggiare i giovani artisti della Regione. \nPartecipano all’esposizione le opere più di venti artisti con complessivamente una cinquantina di lavori\, che saranno valutati da una giuria presieduta da Paolo Marani e composta da Franca Batich\, Enzo Mari e Giorgio Cisco\, oltre alla presidente della Fondazione Anna Rosa Rugliano. \nVerranno assegnati tre premi e una Borsa di Studio per la frequenza ad uno stage dell’Accademia Estiva Internazionale di Belle Arti di Salisburgo (Austria). \nIl Concorso si avvale del sostegno del Comune di Trieste\, del Soroptimist International Club di Trieste e di Marta Gruber Tassini\, che offre la Borsa di Studio in ricordo dei suoi familiari Silvio e Delia Benco\, Aurelia Gruber Benco\, Carlo Gruber e Anna Gruber\, personalità che hanno dato fondamentale apporto alla vita culturale della città di Trieste. \nIn questa occasione si è dato il via per la prima volta ad una collaborazione tra la Fondazione Caraian e l’Istituto d’Arte (ora Liceo Artistico) “Enrico e Umberto Nordio” offrendo agli studenti l’opportunità di vivere l’esperienza di realizzare una mostra\, nell’ambito delle direttive ministeriali dell’Alternanza Scuola Lavoro. \nLa Fondazione è intitolata a Lilian Caraian (1914-1982)\, artista triestina che operò nelle arti figurative\, in campo musicale e nella poesia\, ottenendo significativi risultati e riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale. La Caraian costituì un lascito testamentario per realizzare una fondazione avente lo scopo di incoraggiare giovani particolarmente meritevoli nelle arti figurative e nella musica. La Fondazione fu costituita nell’ottobre 1984 ed approvata dalla Regione che l’ha inserita nel Registro delle Persone Giuridiche al n.119\, con Presidente l’esecutrice testamentaria Bianca De Rosa Di Giorgio (1923-2006). \nAnnualmente la Fondazione bandisce un concorso per le Arti figurative ed uno per la Musica. \nLa mostra\, ad ingresso libero\, con orario feriale e festivo 10_13 e 17_20\, rimarrà aperta al pubblico fino al 26 novembre 2017. \nSi chiede di dare la massima diffusione alla presente.
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SUMMARY:Muse Urbane - Visioni del Postmoderno
DESCRIPTION:La duplice mostra verrà inaugurata giovedì 26 ottobre alle 18\, alla presenza degli autori\, delle autorità e del direttore artistico del festival\, Angelo Cucchetto. Rimarrà allestita fino al 12 novembre presso la sala Veruda (Passo Costanzi 2) ed è organizzata dall’associazione culturale dotART con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e delle Fondazioni Casali\, in coorganizzazione con il Comune di Trieste. Orari di apertura: tutti i giorni 10_13 / 17_20. Ingresso libero. \nNell’ambito della quarta edizione del festival della fotografia urbana Trieste Photo Days 2017\, arriva per la prima volta in regione “Muse Urbane – Visioni del postmoderno”\, una duplice e inedita mostra che racchiude i progetti “Tributo a Mitoraj” di Giorgio Galimberti e “Future & The City” di Roberto Polillo. Due artisti\, due visioni e due percorsi espressivi differenti\, un unico strumento dell’espressione artistica: la fotografia. E un unico soggetto: la città contemporanea. \n“Tributo a Mitoraj” è un progetto fotografico che ripercorre la vicenda artistica del grande scultore polacco Igor Mitoraj attraverso i luoghi che ospitano le sue opere. Un progetto cominciato a Parigi nel febbraio del 2016\, dove Giorgio Galimberti rimane affascinato dall’Icaro volante che si erge alla Défense e da altre opere disseminate nel capoluogo francese. Al suo ritorno in Italia\, Galimberti (figlio d’arte del celebre fotografo Maurizio Galimberti) decide di mettersi sulle tracce dell’artista a Milano\, Pompei\, Agrigento e Pietrasanta. Galimberti ritrae le sculture di Mitoraj in un bianco e nero solenne\, esaltandone l’autorevolezza e l’imponenza\, restituendo immagini di una bellezza senza tempo. \n“Future & The City” è un progetto dedicato alla città del futuro\, attraverso il quale Roberto Polillo rintraccia nelle megalopoli di oggi i semi e i segni della città di domani. Una serie d’immagini di edifici scattate in alcune delle metropoli del mondo in più rapida trasformazione (New York\, Miami\, Città del Messico\, Milano\, Abu Dhabi\, Dubai e Hong Kong)\, realizzate con tecnica ICM – Intentional Camera Movement – che prevede tempi lunghi di ripresa\, il movimento della macchina fotografica durante lo scatto e un accurato lavoro di post-produzione. In “Future & The City” è come se gli edifici appartenessero a un’unica grande città che è nello stesso tempo sintesi e manifesto dell’immaginario architettonico e urbano dell’uomo contemporaneo. \nGLI AUTORI \nGiorgio Galimberti nasce a Como il 20 marzo 1980. Figlio d’arte\, è da sempre appassionato di fotografia. Circondato dalla presenza e conoscenza di grandi Maestri\, Giorgio carpisce e fa suo un certo tipo di visione che\, nel momento di riprendere la macchina in mano\, gli consente di definire una propria cifra stilistica chiara e ben delineata. Intorno ai trent’anni le sue esperienze e conoscenze si trasformano in una consapevolezza di linguaggio che gli permette di affacciarsi al mondo autoriale con maturità tecnica e compositiva. \nI suoi riferimenti hanno sicuramente influito nella definizione del proprio linguaggio: Robert Frank\, Robert Doisneau e Mario Giacomelli su tutti. \nLe sue immagini esulano dai soliti canoni fotografici\, unendo diversi generi\, partendo dalla street photography\, declinata in una visione incentrata su contrasti ed un uso della luce moderno e attuale. \nRoberto Polillo\, milanese\, classe 1946\, ha fotografato\, negli anni ’60\, oltre un centinaio di concerti di jazz\, realizzando una galleria molto completa di ritratti dei più noti musicisti dell’epoca. A commissionargli i servizi era il padre Arrigo\, allora direttore della rivista Musica Jazz e oggi considerato il più importante storico di musica jazz in Italia. Esposte in numerose mostre personali\, in esposizione permanente alla Fondazione Siena Jazz\, le sue foto sono utilizzate ancora oggi in riviste\, libri\, CD e magazine online. Nel 2006 sono state raccolte nel libro fotografico “Swing\, Bop & Free”\, edito dalla Marco Polillo Editore. Nel 2016\, in una mostra omonima in onore del padre\, sono state esposte al Base Milano nell’ambito di JazzMi. \nA partire dagli anni ’70 Polillo si è dedicato all’informatica come imprenditore e docente universitario. Solo da una decina d’anni ha ripreso a occuparsi attivamente di fotografia avviando una ricerca personale nell’ambito della fotografia digitale con tecnica di ripresa ICM – Intentional Camera Movement. Nel 2016 ha pubblicato il volume “Visions of Venice” (Edizioni Skira)\, dedicato a Venezia e realizzato tutto con immagini scattate con tecnica ICM. Nel corso del 2016 la mostra omonima è stata esposta prima ai Tre Oci della Giudecca e poi alla Fondazione Stelline di Milano. \n“Muse Urbane” si svolge nell’ambito di Trieste Photo Days 2017\, festival internazionale della fotografia urbana\, il cui programma si concentra nei giorni 27\, 28 e 29 ottobre 2017. Tra gli ospiti di questa edizione: Maurizio Galimberti\, Monika Bulaj\, Denis Curti\, Fulvio Bortolozzo\, Graziano Perotti\, Tadashi Onishi\, Stan Raucher e Christine Miess. \nVenerdì 27 ottobre alle 11.00 il Comune di Trieste offre la possibilità di una visita guidata alla Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte presso Palazzo Gopcevich. \nDalle 18.00 si entra nel vivo del festival\, con la presentazione ufficiale presso la Sala del Giubileo (sede principale del festival): ci sarà una tavola rotonda con i creatori del festival Roberto Fermo e Stefano Ambroset\, l’art director Angelo Cucchetto e alcuni dei protagonisti di quest’anno: Graziano Perotti\, Fulvio Bortolozzo\, Giorgio Galimberti\, Roberto Polillo. \nAlle 19.00 la fotografa Loredana Celano presenterà la mostra “Green Cities”\, un viaggio attraverso gli eco-quartieri del nord Europa. \nAlle 19.30 verrà proiettato il documentario del progetto “NON iO” di Luca Quaia con lettura / anticipazioni di alcuni “diari” degli artisti coinvolti\, mentre alle 20.00 Fulvio Bortolozzo presenterà il suo workshop “RestLab” che terrà sabato 28 e domenica 29 ottobre. Un laboratorio che vuole approfondire le relazioni esistenti tra l’osservazione nei luoghi e le fotografie che ne risultano\, con riferimento all’esperienza iconografica che si va svolgendo sulla rivista REST\, che verrà presentata con una proiezione dedicata. \nAlle 20.30 Ania Klosek\, una delle più influenti street photographer polacche\, presenterà il proprio lavoro e il collettivo Un-posed. \nSabato 28 ottobre alle 9.00 si terrà presso la Sala del Giubileo il workshop “Trieste Mon Amour” di Graziano Perotti\, che sarà replicato anche domenica con lo stesso orario. \nSempre alle 9.00 Monika Bulaj\, fotografa\, reporter e documentarista internazionale\, terrà alla Lewis School un Laboratorio sul Fotoreportage (“Scrittura creativa e non-fiction del reale”). \nAlle 15.00 si terrà un incontro informale tra lo staff del festival e gli autori dei libri “URBAN unveils the City and its secrets” e “URBAN & Human Empathy”. \nAlle 16.00 Giorgio Galimberti e Roberto Polillo saranno alla Sala Veruda per una visita guidata alla loro mostra “Muse Urbane”. \nDalle 16.30 alle 17.30 in Sala del Giubileo\, Denis Curti commenterà pubblicamente alcuni dei progetti presentati alla call TPD Book Award 2017. \nAlle 17.30 in Sala del Giubileo Monika Bulaj terrà la conferenza “Le Strade di Kabul”\, mentre alle 18.30 Angelo Cucchetto presenterà in anteprima il secondo numero di “Cities”\, fanzine dedicata alla street photography italiana\, frutto del progetto ISP Experience. \nAlle 19.00 Stefano Ambroset e Roberto Srelz presenteranno il libro fotografico “URBAN unveils the city and his secrets – Vol. 03”\, che contiene una selezione delle migliori foto classificate al concorso fotografico URBAN 2017\, e il progetto fotografico “Urban & Human Empathy”\, primo progetto fotografico lanciato dalla piattaforma Exhibit Around\, incentrato sulla presenza umana immersa nel contesto urbano. Il progetto\, al quale partecipano 50 fotografi da tutto il mondo\, comprende anche un ciclo di mostre internazionali\, tra cui una mostra all’Aeroporto di Trieste che è parte del festival. Saranno presenti gli autori selezionati del progetto\, l’americano Stan Raucher e l’austriaca Christine Miess. \nAlle 19.30 Maurizio Galimberti premierà il fotografo giapponese Tadashi Onishi\, vincitore della call per il “TPD Book Award 2017” con il progetto “Lost in Shinjuku”. Galimberti introdurrà il libro\, commentandolo con Denis Curti\, che offrirà una lettura critica. \nAlle 20.00 si terrà l’inaugurazione della mostra collettiva con cerimonia di premiazione del concorso URBAN 2017 Photo Awards. Maurizio Galimberti\, in qualità di Presidente della giuria\, premierà il vincitore assoluto del contest. \nDomenica 29 ottobre alle 10.30 presso Sala del Giubileo ci sarà un vis a vis di Denis Curti con gli autori del festival. Curti\, direttore artistico della Casa dei Tre Oci di Venezia e noto Curatore internazione terrà due conversazioni con Monika Bulaj e Maurizio Galimberti. A seguire\, una sua lectio Magistralis.
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