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SUMMARY:Laboratorio e visita guidata - Aldo Famà. Lo stato dell’arte
DESCRIPTION:Nell’ambito della rassegna antologica “Aldo Famà. Lo stato dell’arte”\, allestita alla Sala Veruda di Palazzo Costanzi (piazza Piccola 2) con il contributo del Comune di Trieste – Assessorato alla Cultura e ideata e curata dall’architetto Marianna Accerboni\, sabato 23 febbraio avrà luogo\, a partire dalle ore 11\, un laboratorio condotto dal progettista Daniele Lucà\, esperto in stampa 3D\, che terrà una dimostrazione pratica sull’uso della stampante 3D in ambito artistico. Con tale tecnica sono infatti state realizzate le sculture presenti in mostra\, che rappresentano la traduzione nella terza dimensione delle opere pittoriche dell’artista.\nDomenica 24 febbraio alle ore 11 la curatrice terrà una visita guidata. Seguirà una degustazione di caffè offerta dalla Torrefazione Guatemala Caffè di Trieste. \nLa mostra\, che sta riscuotendo ampio successo ed è stata visitata in pochi giorni da più di 1000 persone\, propone – attraverso una sessantina di opere tra oli\, collage\, incisioni\, esempi di arazzi e installazioni\, documenti\, supporti audiovisivi e sculture innovative stampate in 3D – la profonda ricerca condotta dal 1975 a oggi da Famà\, che in settembre compirà ottant’anni. Visitabile fino all’11 marzo con orario tutti i giorni 10.00 – 13.00 / 17.00 – 20.00.
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SUMMARY:Aldo Famà. Lo stato dell'arte
DESCRIPTION:S’inaugura venerdì 15 febbraio ore 19 a Trieste nella Sala Umberto Veruda di Palazzo Costanzi (piazza Piccola 2)\, un’importante antologica dedicata all’artista triestino Aldo Famà\, dal titolo “Aldo Famà. Lo stato dell’arte”.\nLa mostra\, realizzata con il contributo del Comune di Trieste e ideata e curata dall’architetto Marianna Accerboni\, si propone di testimoniare in modo esaustivo – attraverso una sessantina tra dipinti a olio\, incisioni\, collage\, esempi di arazzi e installazioni\, documenti\, supporti audiovisivi e sculture innovative stampate in 3D – la profonda ricerca condotta dal 1975 a oggi dall’artista\, che in settembre compirà ottant’anni. Fiore all’occhiello della rassegna sono proprio queste sculture\, create nel 2016 in collaborazione con Studio Arsenal e Daniele Lucà\, utilizzando una tecnica di assoluta avanguardia che\, partendo dal modello digitale dell’opera\, mediante il programma CAD\, lo stampa e lo traduce nella terza dimensione. Ultimo step è poi la colorazione delle superfici scultoree con pittura acrilica da parte dell’artista.\n\n“Un valente e originale protagonista dell’arte contemporanea\, – annota in catalogo il Sindaco Roberto Dipiazza – pittore rigoroso e nel contempo capace di fantastiche intuizioni\, ricche di calibrati cromatismi\, dai contrappunti formali ricchi di luce e di personalità.\n\nUn artista\, che ha saputo cimentarsi nella pittura\, nell’incisione\, nel collage e nelle installazioni ma anche affrontare la terza dimensione\, tramutando le proprie opere bidimensionali in eleganti sculture animate di vita propria\, avvalendosi in età matura di tecniche di assoluta avanguardia.\n\nUn artista\, che ha amato profondamente anche lo sport\, affrontando prove notevoli e alte in questo campo. Né va dimenticato il suo assiduo impegno quale organizzatore di iniziative culturali\, che lo hanno visto e lo vedono tuttora partecipare in modo molto attivo a manifestazioni artistiche nell’ambito di gruppi molto selezionati.\n\nNella sua viva personalità\, in cui s’incrociano più culture mediterranee – quella dalmata e quella siciliana – il binomio arte e sport si esprime felicemente\, riflettendo quelle caratteristiche che spesso hanno portato ai massimi livelli la cultura\, l’arte e la disciplina sportiva dall’età classica a quella postmoderna e che oggi possono essere\, di certo\, esempio e sprone anche per i giovani\, verso un futuro all’insegna della positività”.\n\nNel testo critico intitolato “Il Razionalismo fantastico di Aldo Famà”\, scrive Accerboni: “È questa\, a mio parere\, un’antologica coerente ed elegantemente poliedrica\, specchio perfetto e calibrato di un artista che con il suo costante\, a volte silenzioso ma brillante\, lavoro di ricerca e sperimentazione\, rappresenta una delle voci più interessanti di riferimento dell’avanguardia triestina e regionale\, allargata però anche alle molteplici esperienze che hanno visto Famà presente all’estero.\n\nUna sperimentazione originale e razionale\, sostenuta da un’attenta e vigile progettualità\, che si accende però molto spesso di guizzi improvvisi di libera energia non solo cromatica ma anche segnica e volumetrica\, a rappresentare un importante intervento nello spazio tridimensionale. Una corsa vivace verso la vita\, tracciata da colori simbolici e brillanti – un rosso\, un giallo\, un’ocra\, il bianco e talvolta il blu – la cui modulazione s’intreccia e respira nell’incontro con una matericità interessante e raffinata\, che crea una sorta di melodia nello spazio circostante\, e nel rapportarsi con una linea decisa che accende un contrappunto ritmico ogni volta diverso.\n\nUna ricerca sul filo dell’avanguardia\, che Famà – prossimo a compiere gli ottant’anni\, di cui due terzi dedicati all’arte – testimonia in questa rassegna\, che va dagli anni settanta a oggi e che ha il suo minimo comun denominatore nella forza della linea\, che ne sostiene potentemente il cromatismo acceso. E in quella della sintesi\, portata avanti nello spirito di evoluzione del concetto di essenzialità che ha condeterminato molti aspetti della cultura e dell’arte del Novecento e del Duemila\, da Montale al ritorno della poesia Haiku”.\n\nIn occasione della mostra il M° Silvio Donati\, illustre musicista triestino dalle frequentazioni internazionali\, ha composto per piano e fagotto il brano “In – solito”\, ispirato alle linee pittoriche di Famà e alla comune passione per il jazz. Il pezzo musicale verrà presentato in anteprima assoluta alla vernice dell’esposizione e ne costituirà la colonna sonora. All’inaugurazione sarà presentato anche un’esaustivo catalogo a colori dedicato alla vita e alle opere di Famà\, a cura di Accerboni con un’introduzione del Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza e con le foto di Annamaria Castellan e Denis Pitter. Seguirà un vin d’honneur.\n\nLa rassegna si svolge con il patrocinio della Sissa – Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati\, Studio Arsenal\, Associazione Amici dei Musei Marcello Mascherini e con il contributo di Torrefazione Guatemala Caffè di Trieste e Cantina Parovel (San Dorligo della Valle\, Trieste).\n\nAldo Famà nasce nel 1939 a Trieste\, dove vive e lavora. E’ autodidatta in pittura e allievo\, per quanto riguarda l’incisione\, di Carlo Pacifico. La sua pittura prende avvio nella seconda metà degli anni cinquanta con degli appunti veloci e incisivi a olio\, dedicati al paesaggio e già orientati verso la dinamica fauve. Si volge quindi verso un infinito geometrico dalle forti\, ma più controllate\, contrapposizioni cromatiche\, segniche e compositive di valenza prettamente simbolica\, redatte secondo una personalissima scala di valori.\n\nHa realizzato anche installazioni di grande dimensione\, arazzi e sculture in pietra. Molto presente anche sul piano organizzativo\, ha fatto parte del Consiglio Direttivo del Sindacato Autonomo degli Artisti Triestini e nel 1982 ha dato vita con altri colleghi al Gruppo 5\, con il fine di sondare nuove ipotesi di indagine nell’ambito dell’astrazione\, ricerca che Famà persegue da cinquant’anni attraverso una pratica pittorica rigorosa e meditata\, intessuta di controllate contrapposizioni cromatiche e di inserti materici ottenuti con lo stesso impasto del colore\, inciso e segnato come fosse un antichissimo graffito.\n\nHa allestito 28 mostre personali ed esposto in quasi 400 collettive e di gruppo in Italia e all’estero\, meritando numerosi riconoscimenti.\n\nAppuntamenti collaterali:\n\nNell’ambito della rassegna avranno luogo a Palazzo Costanzi sette appuntamenti collaterali: sabato 23 febbraio\, 2 e 9 marzo alle 11 ci sarà un laboratorio condotto dal progettista Daniele Lucà\, esperto in stampa 3D\, che terrà una dimostrazione pratica sull’uso della stampante 3D in ambito artistico. Domenica 24 febbraio\, 3 e 10 marzo alle 11 la curatrice Marianna Accerboni terrà una visita guidata. Seguirà una degustazione di caffè offerta dalla Torrefazione Guatemala Caffè di Trieste. Lunedì 11 marzo alle 17.30 avrà luogo il finissage condotto da Accerboni sotto l’egida dell’Associazione Amici dei Musei Marcello Mascherini.\n\nDOVE: Sala Umberto Veruda di Palazzo Costanzi · Piazza Piccola\, 2 · Trieste\nQUANDO: 16 febbraio · 11 marzo 2019\nORARIO: tutti i giorni 10.00 · 13.00 / 17.00 · 20.00\nA CURA DI: Marianna Accerboni\nINFO: 335 6750946
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SUMMARY:COMUNICA\, dai GRAFFITI agli EMOJI
DESCRIPTION:La mostra internazionale collettiva «COMUNICA: dai GRAFFITI agli EMOJI» esprime il progetto di una ventina di artisti e studiosi afferenti all’associazione culturale 6idea.La comunicazione di oggi\, ben radicata nella rete multimediale\, crea un mondo virtuale\, parallelo e interagente quello reale. Ciò\, in modo indiretto\, conferma l’assioma “Il medium è il messaggio”\, fondamento del pensiero di Mc Luhan ben approfondito nel suo “Gli strumenti del comunicare”\, saggio anticipatorio dell’innovativa realtà creata da Facebook\, Instagram\, WhatsApp e social media in cui l’immagine acquista importanza determinante.\nEmoji\, emoticon\, selfie attirano l’interesse e – più immediati di qualsiasi scritto – semplificano l’espressione delle emozioni e\, suscitando empatia\, sono anche più facilmente memorizzabili.\nCiò avviene – in parallelo – anche in campo urbanistico con i graffiti e i murales che\, sostituendo i manifesti\, si stanno impadronendo dell’arredo urbano e\, almeno parzialmente\, ci fanno ritornare all’epoca delle caverne.\n«COMUNICA: dai GRAFFITI agli EMOJI» – con filmati\, quadri\, pannelli\, istallazioni di diverse tecniche e materiali – riflette proprio questa realtà comunicativa creando con il pubblico anche occasioni di dialogo che\, nello specifico\, saranno integrate da conferenze\, da tavole rotonde e dal saggio di Giuliana Stecchina «Dal graffito all’emoticon. Comunicare oggi».
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SUMMARY:Centro Aiuto alla Vita
DESCRIPTION:Martedì 11 dicembre 2018 alle ore 11 si terrà l’inaugurazione della mostra “Centro di Aiuto alla Vita: da quarant’anni accanto alle donne” organizzata dal Centro di Aiuto alla Vita “Marisa” in coorganizzazione con il Comune di Trieste.\nCuratrice della mostra è la signora Marina Dandri. \nLa mostra rimarrà aperta al pubblico con orario feriale e festivo: 10_13 / 17_20 sino al 31 dicembre 2018. \nNelle giornate del 24 e 31 dicembre la mostra sarà aperta al pubblico con orario ridotto 10_13. \nIl 25 dicembre la mostra resterà chiusa.
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SUMMARY:PIU' O MENO POSITIVI 8
DESCRIPTION:La mostra\, che s’inaugura in occasione del 1° dicembre 2018\, Giornata Mondiale di Lotta all’AIDS\, s’inserisce nell’ambito delle iniziative di sensibilizzazione\, informazione\, prevenzione e lotta alla discriminazione in tema di HIV e malattie emo/sessualmente trasmissibili. \nIl Dipartimento delle Dipendenze dell’ASUITs organizza dal 1° al 4 dicembre 2018\,\nuna serie di incontri d’interesse culturale e sociale con la coorganizzazione del Comune di Trieste\, con il patrocinio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia\,\ncon il supporto di Trieste Trasporti S.p.A. e Coop Alleanza 3.0\, con il contributo di Reset\, La Collina\, Duemilauno Agenzia Sociale\, La Quercia\, CLU\, AMICO\, ALT\,\nin collaborazione con Comitato per i Diritti Civili delle Prostitute\, Gruppo78\, Arcigay\, SISM Trieste\, Radio Fragola\, Officina Samos\, HeadMadeLab\, Electrique \nhttps://www.facebook.com/events/2224543137824780 \nLa mostra rimarrà aperta al pubblico con orario feriale e festivo: 10_13 / 17_20 sino a tutto il 4 dicembre 2018.
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SUMMARY:Silenzi Urbani
DESCRIPTION:Venerdì 9 novembre 2018 alle 17 nell’ambito del festival Trieste Photo Days si terrà il vernissage della mostra “Silenzi Urbani” presso la Sala “U. Veruda” (Palazzo Costanzi\, Piazza Piccola 2\, Trieste)“Silenzi Urbani” è un omaggio collettivo a Gabriele Basilico curato da Gigliola Foschi che racchiude progetti di Loredana Celano\, Assunta D’Urzo\, Luca Rotondo\, Luca Setti e Marko Vogric. In mostra anche una selezione di positivi scattati da Gabriele Basilico per l’esposizione Trouver Trieste e conservati nella Fototeca dei Civici Musei di Storia e Arte del Comune di Trieste. Un’inedita contaminazione tra passato e presente\, tra il maestro e i continuatori della sua opera. \nLa mostra resterà aperta fino al 25 novembre 2018. Orario: tutti i giorni 10.00-13.00 / 17.00-20.00. Ingresso libero. \n\nIl concept di “Silenzi Urbani” è ispirato a un passaggio del libro Ascolto il tuo cuore\, città di Alberto Savinio\, il cui titolo è stato ripreso per la prima personale post mortem di Gabriele Basilico all’UniCredit Pavilion di Milano nel 2015/2016. \n“Si tratta insomma di vedere le cose che gli altri non vedono: quelle che vivono all’ombra delle sorelle ammirate […]. Si tratta di vedere le cose che vedono anche gli altri\, ma nei momenti in cui gli altri non le guardano\, e quelle dimettono la rigidità della posa\, si abbandonano\, respirano più tranquille.” \n“Silenzi Urbani” vuole proporre un tipo di fotografia che suggerisca il piacere del silenzio e di quiete urbana\, sulla scia dei paesaggi cittadini raccontati da Basilico. Rimuovere l’eccesso di stereotipi visivi\, scoprire “spazi silenti” nelle città sature di rumore. \nLa rassegna mira a entrare in una dimensione di silenzio per ascoltare\, vedere e raccontare le storie trascurate\, i luoghi meno appariscenti e ammirati della città: fotografie che invitino a guardare oltre la superficie di uno spazio urbano caotico o iperfotografato\, per scoprire angoli di quiete nascosta\, per immaginare le dimensioni di una possibile affabilità urbana\, impregnata di silenzi\, mormorii\, fruscii. \nAttraverso le immagini\, ridare voce alle storie racchiuse nelle città (storie private e collettive che s’intrecciano con quelle delle città\, dei suoi cambiamenti politici\, sociali\, urbanistici). Ricercare un linguaggio fotografico che abbassi il tono della voce\, che colga i sussurri\, le ombre\, il non immediatamente udibile\, il non immediatamente visibile. \nAi fotografi coinvolti è stato chiesto di trasformarsi in storici\, in investigatori tenaci\, capaci di restituire dignità a luoghi\, a storie passate e presenti o a edifici dimenticati\, negletti. Si sono dovuti focalizzare sul silenzio dell’ascolto\, del bisogno di vedere diversamente\, con maggior cura e attenzione\, attendendo che le cose dismettano quella “rigidità della posa”\, di cui parlava Savinio e che spesso ritroviamo nelle opere di Basilico. \nProgetti esposti: \n\n Morfeo di Luca Setti\n Hval – La balena di Assunta D’Urzo\n Undefinied City di Loredana Celano\nUn Topo in viaggio di Marko Vogric\nMetropolitan Lullabies di Luca Rotondo\n\nLa lezione di Gabriele Basilico non è solo evocata ma testimoniata grazie alla presenza in mostra di una selezione di positivi dedicati a Trieste scattati dall’autore\, conservati nella Fototeca dei Civici Musei di Storia e Arte del Comune di Trieste. Un’inedita contaminazione tra passato e presente\, tra il maestro e i continuatori della sua opera. \nAngelo Cucchetto\, creatore di Photographers.it e art director di Trieste Photo Days si è occupato della selezione dei progetti in collaborazione con la curatrice Gigliola Foschi. La scelta delle immagini della Fototeca è a cura della responsabile\, dott.ssa Claudia Colecchia. \nIl progetto Silenzi Urbani è a cura di Gigliola Foschi in collaborazione con Accademia del Silenzio\, Photographers.it\, Afi-Archivio Fotografico Italiano\, Festival Fotografico Europeo\, Trieste Photo Days e Cities.
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SUMMARY:Mostra dedicata a Gino Buscaini
DESCRIPTION:Venerdì 5 ottobre 2018 alle ore 18 si terrà l’inaugurazione della mostra dedicata a Gino Buscaini\, nella Sala U. Veruda di piazza Piccola 2\, nell’ambito delle manifestazioni del centenario dell’Associazione “XXX Ottobre”.\nQuest’anno ricorrono i cent’anni della fondazione della “XXX Ottobre”\, gloriosa sezione triestina del Club Alpino Italiano\, una tra le più grandi sezioni del Friuli Venezia Giulia grazie alla continua e fervida attività svolta nel contesto alpinistico sia regionale sia nazionale\, soprattutto nella formazione dei giovani. \nA seguito di tutte le manifestazioni che si sono succedute nell’arco del 2018\, si apre ad ottobre\, con la coorganizzazione del Comune di Trieste\, la mostra dedicata a Gino Buscaini\, alpinista\, disegnatore\, scrittore e autore della guida “Alpi Giulie”\, che ha lasciato una profonda traccia tecnica e umana nell’alpinismo italiano.\nCon l’organizzazione di questa mostra\, più che celebrare\, la “XXX Ottobre” desidera soprattutto festeggiare. E’ questo lo spirito con cui si desidera rileggere la storia del sodalizio e dei principali avvenimenti che hanno caratterizzato i suoi primi cento anni di vita. Un percorso che va oltre la storia associativa sezionale per riportarsi alla più suggestiva e importante storia dell’alpinismo della nostra città. \nLa mostra rimarrà aperta al pubblico con orario feriale e festivo: 10_13 / 17_20 sino a tutto il 14 ottobre 2018.
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SUMMARY:Le variazioni del nulla
DESCRIPTION:Giovedì 23 agosto 2018 alle ore 19 si terrà l’inaugurazione della mostra “Le variazioni del nulla” di Nicola Facchini.\n‘Le variazioni del nulla” è il titolo della prima mostra personale del giovane artista triestino Nicola Facchini. \nFacchini esporrà i suoi dipinti\, i disegni e le opere di installazione con sculture in ceramica in Sala U.Veruda \ndi Palazzo Costanzi a Trieste dal 24 agosto al 9 settembre 2018. \nNato nel 1990\, Facchini ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Venezia con il Prof. Carlo di Raco e si è \nlaureato nel 2016. \nLa presente mostra è il risultato di un lungo progetto di ricerca dell’artista che va dalla pittura e il disegno \nverso la terza dimensione\, realizzata con le sue installazioni in ceramica con una connotazione forte verso \nl’arte concettuale. Le Variazioni del Nulla sono deviazioni di forma\, mancate evoluzioni\, sviluppo di ipotesi\, \ncompresa la relatività della nostra esistenza per rendere lo spettatore consapevole delle piccole cose nel \nnostro mondo\, comprese le piccole imperfezioni che sono tanto necessarie per fare girare il mondo. \nNell’opera di Facchini appaiono ancora e sempre le domande esistenziali che spingono gli artisti di ogni \ntempo a lavorare. \n“Le variazioni del nulla” è un progetto de ’La Poltrona Viola” in collaborazione con il Comune di Trieste e la \nTriennaleTriesteEventi Vienna. \nIl giorno dell’inaugurazione la mostra verrà presentata dal curatore Darius Bork\, fondatore dell’ Associazione \nculturale TriennaleTriesteEventi Vienna. \nVenerdì 31 agosto 2018\, alle ore 19\, è previsto un Artist-Talk con la partecipazione del pubblico. \nUlteriori informazioni: \nCuratore Darius Bork\, darius.bork@triennaletrieste.it\, tel. +39 347 344545 \nArtista Nicola Facchini\, nicolafanicola@gmail.com \,www.nicolafacchini.wordpress.com/ \nLa mostra rimarrà aperta al pubblico con orario feriale e festivo: 10_13 / 17_20 sino a tutto il 9 settembre 2018.
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SUMMARY:Sogno o son desto
DESCRIPTION:Ritorna a Trieste\, dopo numerose mostre personali e collettive in Friuli Venezia Giulia e all’estero\, l’artista\, di origine agrigentina\, Calogero Condello\, con un’unica mostra articolata in due spazi diversi\, nella Sala Veruda di Palazzo Costanzi e al Teatro romano\, entrambi luoghi di cultura e di storia.\nL’esposizione\, organizzata con il contributo del Comune di Trieste e in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia\, belle arti e paesaggio del FVG\, e curata da Sabrina Zannier\, giornalista e critico d’arte contemporanea\, aprirà il giorno 21 luglio e si concluderà in Sala Veruda il 19 agosto e al Teatro romano il 30 agosto. \nL’intento dell’artista\, nella scelta dei due siti espositivi\, è quello di lanciare ai visitatori il messaggio del forte legame che esiste tra passato e presente\, del rispetto che la collettività\, in particolare quella giovanile\, deve sviluppare per la storia e per i luoghi che la esprimono e la raccontano.
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SUMMARY:Il tempo delle storie
DESCRIPTION:Da poco più di un secolo è forte l’idea che ogni sguardo posato su un oggetto vede solo la Materia\, mentre quando il medesimo vedere tenta di penetrare le cose può evolvere fino a comprendere lo Spirito.\nÈ l’eterno incontro fra le emozioni\, tra le sensazioni che scaturiscono dal mondo interiore e la realtà percepita nella sua fenomenologia. \nOgnuno sperimenta il cambiamento istante su istante. I cambiamenti sono tangibili\, nelle forme delle cose\, nei pensieri\, nelle visioni\, nei contesti e in mille altri possibili intrecci. \nL’artista\, per primo\, guarda se stesso\, il suo mondo e tra la moltitudine di sensazioni ed esperienze cerca una forma e una sostanza materica da modellare finché non trova quel naturale ricongiungimento con il vissuto. \nAdriana Itri coniuga questi passaggi vivendo il tempo come naturale susseguirsi di episodi\, talvolta concatenati\, altre volte come lampi emotivi intensi e più intimamente introspettivi. Le storie che ci offre sono la base di un libero viaggio nel nostro tempo. \nCi permettono di esplorare il suo mondo\, attraverso le fughe dei nostri sguardi\, il fermarsi su un particolare\, su quel tempo che per ciascuno diviene relazione personale con una nuova storia pronta ad attingere dalle nostre emozioni e dalle nostre esperienze in un caleidoscopio di nuove consapevolezze. \nLa mostra rimarrà aperta al pubblico con orario feriale e festivo: 10_13 / 17_20 sino a tutto il 10 giugno 2018.
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SUMMARY:Marijana Pende  OGGETTI / INSTALLAZIONI
DESCRIPTION:L’importante personale della Pende\, la prima in Italia\, si avvale della presentazione dello storico dell’arte croato Mladen Lučić ed è realizzata con il contributo del Ministero della Cultura della Repubblica di Croazia\, del Comune di Trieste\, della Città di Dubrovnik\, del Dubrovnik Tourist Board e del Museum of Modern Art di Dubrovnik\, con il patrocinio e il contributo del Consolato Generale della Repubblica di Croazia a Trieste\, con la collaborazione di Trieste Contemporanea.In mostra saranno esposte sette grandi opere realizzate tra il 2013 e il 2018\, in cui legno\, metallo\, gomma\, lattice e grafite dialogando tra loro creano delle grandi mappe e dei grandi simulacri organico-industriali di forte e convincente rapporto con la storia e la realtà sociale. Al fine di immergere lo spettatore nello scorrere del tempo\, è proprio del processo di produzione artistica di questa autrice infatti modulare negli spazi espositivi la gamma delle percezioni visive (e anche olfattive) messa in campo da questo insieme di materiali di recupero che\, pur nel sempre diverso ordinamento delle loro forme esterne\, “trasudano” il loro passato.\nLe icone-sculture di Pende saranno esposte a Trieste fino al 12 maggio (ingresso libero\, tutti i giorni con il seguente orario 10.00-13.00 e 17.00-20.00).
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SUMMARY:Immaginario oltre la crisi#3 nuove geografie
DESCRIPTION:Venerdì 16 marzo\, alle 18.30\, la Casa dell’Arte di Trieste con le sue 8 associazioni aderenti disseminate per tutta la città\, inaugura IMMAGINARIO OLTRE LA CRISI #3 nuove geografie\, un evento espositivo e di dibattito che tratta i temi dell’oggi in uno degli spazi pubblici più significativi di Trieste\, la prestigiosa Sala Umberto Veruda di Palazzo Costanzi. La mostra\, organizzata con il supporto del Comune di Trieste\, si inserisce nell’ambito del festival multidisciplinare “Varcare la frontiera #5 Atlantidi\, identità sommerse”\, organizzato dall’associazione Cizerouno e sostenuto dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.In mostra sono presenti 7 ricerche visive di 10 artisti internazionali\, fra Argentina\, Italia\, Kosovo\, Libano\, Regno Unito e Serbia.  \norari tutti i giorni 10-13 e 17-20\nogni domenica alle 18 una visita guidata
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SUMMARY:Sua cuique persona
DESCRIPTION:SUA CUIQUE PERSONA (“a ciascuno la propria maschera”) [L’autoritratto come maschera e specchio] è il titolo dell’esibizione collettiva a cura di Alessandra Spigai che avrà luogo a Trieste\, dal 18 febbraio all’ 11 marzo 2018\, con la collaborazione critica di Matteo Gardonio e il testo di accompagnamento di Monica Mazzolini.\nIn una mostra insolita le diverse declinazioni su questo tema di Pablo Avendaño Chávarri (Spagna)\, Barbara Bonfilio (Italia)\, Michele Bubacco (Italia/Austria)\, casaluce/geiger (Italia/Austria)\, Roberto Del Frate (Italia)\, Davide Castronovo (Italia)\, Luca Coser (Italia)\, David Dalla Venezia (Italia)\, Cristina Fiorenza (Italia/Austria)\, Moira Franco (Italia)\, Anna Frida Madia (Italia/Francia)\, Manuel Larrea Graham (Messico)\, Ettore Greco (Italia)\, Filippo Manfroni (Italia)\, Delphi Morpurgo (Italia)\, Matisa Kazerooni (Iran)\, Rafal Pacześniak (Polonia)\, Errika Pontevichi (Italia)\, Banafsheh Rahmani (Iran\, Austria\, Italia)\, Alessandra Spigai (Italia)\, Alan Stefanato (Italia)\, Damir Stojnic (Croazia). \nLa suggestione tematica dell’esposizione nasce dall’esigenza di mettere a fuoco attraverso la tematica dell’autoritratto\, le motivazioni profonde\, a tratti misteriose\, le volontà e specificità di autoriconoscibilità dell’artista\, che nella scelta della rappresentazione di sè\, presenta al mondo un’immagine ben precisa (e statica)\, una cristallizzazione anche temporale dell’identità raggiunta alla fine di una discesa intimistica\, e la conseguente preferenza e selezione di un’immagine da mostrare\, dietro alla quale porsi e di fronte alla quale rispecchiarsi nuovamente. \nIl titolo della mostra nasce dalla citazione dell’opera cinquecentesca ad olio\, attribuita al Ghirlandaio\, custodita agli Uffizi di Firenze. Era comune dall’inizio del 500 proteggere i ritratti con lastre di legno sottili e scorrevoli\, dette “coperte”. L’opera citata presenta un soggetto evocativo\, una maschera simbolica\, che copre l’immagine dipinta e l’iscrizione “SVA CVIQVE PERSONA.” \nTerzo appuntamento di ArTS\, associazione per il confronto delle arti contemporanee\, che con questo evento vuole sottolineare la propria visione di confronto\, contrasto e libertà di condivisione\, sfidando\, con il tema figurativo classico dell’autoritratto\, ventidue artisti profondamente differenti\, come provenienza\, età\, impronta stilista\, prevenienza geografica. Un ventaglio di rappresentazioni del sè che ha l’intento di confrontare le singole autorappresentazioni con quelle degli altri\, e insieme a loro diventare spettatori e attori dell’essere. Si genera così un coro di altri esseri\, ognuno con la propria individualità e responsabilità di rappresentazione. La visione dell’autoritratto posta come invito al gioco\, è infatti\, contemporanemente\, impostura e verità profonda del nostro essere\, travestimento e nudità\, maschera e specchio. \nArTS\, punto di incontro e confronto di arte e artisti differenti nell’ambito di provenienza\, di stile\, di finalità\, con questa esposizione corale intende portare il visitatore a misurarsi con l’intimità esistenziale dell’Artista\, stimolata a usare un linguaggio figurativo\, a volte per naturale inclinazione\, a volte per accettare con sfida e ironia\, le regole del gioco. \nAppare al visitatore un artista nudo\, nudità che comprende il suo mascherarsi per l’apparire al mondo\, e ancora il suo specchiarsi in essa\, scoprendone lati nascosti o teatrali\, e la consapevolezza del proprio essere\, come necessità di rappresentarlo. \nInaugurazione: 17 febbraio 2018 ore 18 \nLa mostra è visitabile tutti i giorni dal 18 febbraio all’11 marzo 2018 \nOrari: 10 _ 13 e 17_ 20 \nSarà presente per la visione il catalogo della mostra. \nMaggiori informazioni sugli artisti esposti: \nwww.bearts.eu \nInformazioni: \nsegreteria@bearts.eu \n≠39 3477892455 ( what’s app o sms)
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SUMMARY:Nora Carella: Luce senza tempo
DESCRIPTION:La mostra di Nora Carella “luce senza tempo” a cura di Marianna Accerboni si terrà a Trieste\, nella Sala Umberto Veruda di piazza Piccola\, 2.orario 10_13 / 17_20 • ingresso libero • info +39 335 6750946 \nEVENTI COLLATERALI\n21 gennaio / 4 febbraio\nore 11_13\nvisite guidate e laboratori di disegno e pittura\nrivolti\, in particolare\, ai giovanissimi\, a cura di\nMarianna Accerboni (per i laboratori e altre visite\nguidate\, obbligo di prenotazione al cell.\n335 6750946) \n27 gennaio\nore 18.30\nNora Carella. Ricordi e testimonianze sull’artista\ne la sua epoca. Presentazione della monografia\neditata in occasione della mostra\nconversazione a più voci tra artisti\, critici e\ngente comune che la conobbero\, in cui verranno\napprofonditi più aspetti della sua vita e del milieu\nculturale\, sociale e artistico dell’epoca\, con\nparticolare riferimento alla condizione femminile\nnel Novecento \n10 febbraio\nore 21\nNora Carella. Concerto breve\nconcerto in Sala Veruda dedicato all’artista\ncon l’esecuzione delle sue musiche predilette e\nl’interpretazione attraverso la musica dei dipinti\nesposti\nvin d’honneur a conclusione di ogni evento \nNora Carella\, nata a Parenzo (Istria) nel 1918\, formatasi\nall’Accademia di Belle Arti di Venezia\, inizia la propria\nattività artistica nella Roma degli anni Settanta come\nritrattista dei grandi personaggi. Dai primi anni Duemila\nsi dedica al paesaggio e alla natura morta.\nHa esposto con successo in tutto il mondo: da New\nYork a Madrid\, a Casablanca. Sue opere sono collocate\nin collezioni pubbliche\, quali a Roma l’Accademia\nBurckhardt e varie ambasciate\, la pinacoteca di\nMontecassino e\, a Trieste\, Palazzo della Prefettura\,\nLloyd Triestino\, Municipio\, Museo Revoltella\, Biblioteca\nStatale S. Crise\, Palazzo Gopcevich\, Archivio di Stato.
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SUMMARY:Omaggio a Paul Gauguin nei Mari del Sud
DESCRIPTION:Arriva a Trieste una nuova mostra del ciclo Mosaicamente\, dedicata a Gauguin e alla sua ricerca del “primitivo” nei mari del Sud del mondo.I mosaici sono stati realizzati all’Officina dell’arte di Pordenone\, il Centro lavorativo per persone con autismo adulte che fa parte della rete di servizi che\nla Fondazione Bambini e Autismo Onlus ha realizzato in 19 anni di attività.\nAll’Officina\, all’interno di un laboratorio professionale\, sono state create nel tempo\, con un impegno straordinario da parte delle persone con autismo\, opere musive nate dalle suggestioni di altrettante opere di grandi pittori la cui arte ha travalicato l’ambito degli addetti ai lavori per arrivare ad un pubblico vasto e internazionale. \nOrari di apertura mostra\nTutti i giorni dalle 10.00 alle 13.00\ne dalle 17.00 alle 20.00\nNel periodo della mostra visite guidate con gli allievi del Liceo Nordio\nIngresso libero
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SUMMARY:PIUOMENOPOSITIVI#7 artivisive+incontri+musica+teatro+cinema+sport
DESCRIPTION:In occasione del 1° dicembre 2017\, GiornataMondiale di Lotta all’AIDS\, il Dipartimento\ndelle Dipendenze dell’ASUITS organizza una\nserie di incontri d’interesse culturale e sociale\nin coorganizzazione con il Comune di Trieste\,\ncon il patrocinio della Regione Autonoma Friuli\nVenezia Giulia\, con il supporto di Trieste Trasporti\nS.p.A.\, Coop Alleanza 3.0\, con il contributo delle\ncooperative sociali Reset\, Duemilauno Agenzia\nSociale\, La Collina\, La Quercia\, CLU\, Amico e delle\nassociazioni ALT\, Anlaids\, Assodip\, in collaborazione\ncon Gruppo78\, Arcigay\, SISM\, Radio Fragola\,\nOffi cina Samos\, HeadMadeLab. Quest’anno la\nmanifestazione focalizza l’attenzione sull’importanza\ndelle cure e dei farmaci per arginare effi cacemente\nl’HIV e l’AIDS. Negli ultimi anni sono stati fatti\nimportanti passi avanti nella terapia di questa\nmalattia\, ma la guarigione non è ancora possibile.
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SUMMARY:31° Concorso per le Arti Figurative
DESCRIPTION:Giovedì 16 novembre 2017 alle ore 18 nella Sala “Umberto Veruda” di piazza Piccola 2\, avrà luogo la Premiazione del “31° Concorso per le Arti Figurative” – con “Borsa di Studio”- della Fondazione “Lilian Caraian” di Trieste\, realizzato per incoraggiare i giovani artisti della Regione. \nPartecipano all’esposizione le opere più di venti artisti con complessivamente una cinquantina di lavori\, che saranno valutati da una giuria presieduta da Paolo Marani e composta da Franca Batich\, Enzo Mari e Giorgio Cisco\, oltre alla presidente della Fondazione Anna Rosa Rugliano. \nVerranno assegnati tre premi e una Borsa di Studio per la frequenza ad uno stage dell’Accademia Estiva Internazionale di Belle Arti di Salisburgo (Austria). \nIl Concorso si avvale del sostegno del Comune di Trieste\, del Soroptimist International Club di Trieste e di Marta Gruber Tassini\, che offre la Borsa di Studio in ricordo dei suoi familiari Silvio e Delia Benco\, Aurelia Gruber Benco\, Carlo Gruber e Anna Gruber\, personalità che hanno dato fondamentale apporto alla vita culturale della città di Trieste. \nIn questa occasione si è dato il via per la prima volta ad una collaborazione tra la Fondazione Caraian e l’Istituto d’Arte (ora Liceo Artistico) “Enrico e Umberto Nordio” offrendo agli studenti l’opportunità di vivere l’esperienza di realizzare una mostra\, nell’ambito delle direttive ministeriali dell’Alternanza Scuola Lavoro. \nLa Fondazione è intitolata a Lilian Caraian (1914-1982)\, artista triestina che operò nelle arti figurative\, in campo musicale e nella poesia\, ottenendo significativi risultati e riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale. La Caraian costituì un lascito testamentario per realizzare una fondazione avente lo scopo di incoraggiare giovani particolarmente meritevoli nelle arti figurative e nella musica. La Fondazione fu costituita nell’ottobre 1984 ed approvata dalla Regione che l’ha inserita nel Registro delle Persone Giuridiche al n.119\, con Presidente l’esecutrice testamentaria Bianca De Rosa Di Giorgio (1923-2006). \nAnnualmente la Fondazione bandisce un concorso per le Arti figurative ed uno per la Musica. \nLa mostra\, ad ingresso libero\, con orario feriale e festivo 10_13 e 17_20\, rimarrà aperta al pubblico fino al 26 novembre 2017. \nSi chiede di dare la massima diffusione alla presente.
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SUMMARY:Muse Urbane - Visioni del Postmoderno
DESCRIPTION:La duplice mostra verrà inaugurata giovedì 26 ottobre alle 18\, alla presenza degli autori\, delle autorità e del direttore artistico del festival\, Angelo Cucchetto. Rimarrà allestita fino al 12 novembre presso la sala Veruda (Passo Costanzi 2) ed è organizzata dall’associazione culturale dotART con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e delle Fondazioni Casali\, in coorganizzazione con il Comune di Trieste. Orari di apertura: tutti i giorni 10_13 / 17_20. Ingresso libero. \nNell’ambito della quarta edizione del festival della fotografia urbana Trieste Photo Days 2017\, arriva per la prima volta in regione “Muse Urbane – Visioni del postmoderno”\, una duplice e inedita mostra che racchiude i progetti “Tributo a Mitoraj” di Giorgio Galimberti e “Future & The City” di Roberto Polillo. Due artisti\, due visioni e due percorsi espressivi differenti\, un unico strumento dell’espressione artistica: la fotografia. E un unico soggetto: la città contemporanea. \n“Tributo a Mitoraj” è un progetto fotografico che ripercorre la vicenda artistica del grande scultore polacco Igor Mitoraj attraverso i luoghi che ospitano le sue opere. Un progetto cominciato a Parigi nel febbraio del 2016\, dove Giorgio Galimberti rimane affascinato dall’Icaro volante che si erge alla Défense e da altre opere disseminate nel capoluogo francese. Al suo ritorno in Italia\, Galimberti (figlio d’arte del celebre fotografo Maurizio Galimberti) decide di mettersi sulle tracce dell’artista a Milano\, Pompei\, Agrigento e Pietrasanta. Galimberti ritrae le sculture di Mitoraj in un bianco e nero solenne\, esaltandone l’autorevolezza e l’imponenza\, restituendo immagini di una bellezza senza tempo. \n“Future & The City” è un progetto dedicato alla città del futuro\, attraverso il quale Roberto Polillo rintraccia nelle megalopoli di oggi i semi e i segni della città di domani. Una serie d’immagini di edifici scattate in alcune delle metropoli del mondo in più rapida trasformazione (New York\, Miami\, Città del Messico\, Milano\, Abu Dhabi\, Dubai e Hong Kong)\, realizzate con tecnica ICM – Intentional Camera Movement – che prevede tempi lunghi di ripresa\, il movimento della macchina fotografica durante lo scatto e un accurato lavoro di post-produzione. In “Future & The City” è come se gli edifici appartenessero a un’unica grande città che è nello stesso tempo sintesi e manifesto dell’immaginario architettonico e urbano dell’uomo contemporaneo. \nGLI AUTORI \nGiorgio Galimberti nasce a Como il 20 marzo 1980. Figlio d’arte\, è da sempre appassionato di fotografia. Circondato dalla presenza e conoscenza di grandi Maestri\, Giorgio carpisce e fa suo un certo tipo di visione che\, nel momento di riprendere la macchina in mano\, gli consente di definire una propria cifra stilistica chiara e ben delineata. Intorno ai trent’anni le sue esperienze e conoscenze si trasformano in una consapevolezza di linguaggio che gli permette di affacciarsi al mondo autoriale con maturità tecnica e compositiva. \nI suoi riferimenti hanno sicuramente influito nella definizione del proprio linguaggio: Robert Frank\, Robert Doisneau e Mario Giacomelli su tutti. \nLe sue immagini esulano dai soliti canoni fotografici\, unendo diversi generi\, partendo dalla street photography\, declinata in una visione incentrata su contrasti ed un uso della luce moderno e attuale. \nRoberto Polillo\, milanese\, classe 1946\, ha fotografato\, negli anni ’60\, oltre un centinaio di concerti di jazz\, realizzando una galleria molto completa di ritratti dei più noti musicisti dell’epoca. A commissionargli i servizi era il padre Arrigo\, allora direttore della rivista Musica Jazz e oggi considerato il più importante storico di musica jazz in Italia. Esposte in numerose mostre personali\, in esposizione permanente alla Fondazione Siena Jazz\, le sue foto sono utilizzate ancora oggi in riviste\, libri\, CD e magazine online. Nel 2006 sono state raccolte nel libro fotografico “Swing\, Bop & Free”\, edito dalla Marco Polillo Editore. Nel 2016\, in una mostra omonima in onore del padre\, sono state esposte al Base Milano nell’ambito di JazzMi. \nA partire dagli anni ’70 Polillo si è dedicato all’informatica come imprenditore e docente universitario. Solo da una decina d’anni ha ripreso a occuparsi attivamente di fotografia avviando una ricerca personale nell’ambito della fotografia digitale con tecnica di ripresa ICM – Intentional Camera Movement. Nel 2016 ha pubblicato il volume “Visions of Venice” (Edizioni Skira)\, dedicato a Venezia e realizzato tutto con immagini scattate con tecnica ICM. Nel corso del 2016 la mostra omonima è stata esposta prima ai Tre Oci della Giudecca e poi alla Fondazione Stelline di Milano. \n“Muse Urbane” si svolge nell’ambito di Trieste Photo Days 2017\, festival internazionale della fotografia urbana\, il cui programma si concentra nei giorni 27\, 28 e 29 ottobre 2017. Tra gli ospiti di questa edizione: Maurizio Galimberti\, Monika Bulaj\, Denis Curti\, Fulvio Bortolozzo\, Graziano Perotti\, Tadashi Onishi\, Stan Raucher e Christine Miess. \nVenerdì 27 ottobre alle 11.00 il Comune di Trieste offre la possibilità di una visita guidata alla Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte presso Palazzo Gopcevich. \nDalle 18.00 si entra nel vivo del festival\, con la presentazione ufficiale presso la Sala del Giubileo (sede principale del festival): ci sarà una tavola rotonda con i creatori del festival Roberto Fermo e Stefano Ambroset\, l’art director Angelo Cucchetto e alcuni dei protagonisti di quest’anno: Graziano Perotti\, Fulvio Bortolozzo\, Giorgio Galimberti\, Roberto Polillo. \nAlle 19.00 la fotografa Loredana Celano presenterà la mostra “Green Cities”\, un viaggio attraverso gli eco-quartieri del nord Europa. \nAlle 19.30 verrà proiettato il documentario del progetto “NON iO” di Luca Quaia con lettura / anticipazioni di alcuni “diari” degli artisti coinvolti\, mentre alle 20.00 Fulvio Bortolozzo presenterà il suo workshop “RestLab” che terrà sabato 28 e domenica 29 ottobre. Un laboratorio che vuole approfondire le relazioni esistenti tra l’osservazione nei luoghi e le fotografie che ne risultano\, con riferimento all’esperienza iconografica che si va svolgendo sulla rivista REST\, che verrà presentata con una proiezione dedicata. \nAlle 20.30 Ania Klosek\, una delle più influenti street photographer polacche\, presenterà il proprio lavoro e il collettivo Un-posed. \nSabato 28 ottobre alle 9.00 si terrà presso la Sala del Giubileo il workshop “Trieste Mon Amour” di Graziano Perotti\, che sarà replicato anche domenica con lo stesso orario. \nSempre alle 9.00 Monika Bulaj\, fotografa\, reporter e documentarista internazionale\, terrà alla Lewis School un Laboratorio sul Fotoreportage (“Scrittura creativa e non-fiction del reale”). \nAlle 15.00 si terrà un incontro informale tra lo staff del festival e gli autori dei libri “URBAN unveils the City and its secrets” e “URBAN & Human Empathy”. \nAlle 16.00 Giorgio Galimberti e Roberto Polillo saranno alla Sala Veruda per una visita guidata alla loro mostra “Muse Urbane”. \nDalle 16.30 alle 17.30 in Sala del Giubileo\, Denis Curti commenterà pubblicamente alcuni dei progetti presentati alla call TPD Book Award 2017. \nAlle 17.30 in Sala del Giubileo Monika Bulaj terrà la conferenza “Le Strade di Kabul”\, mentre alle 18.30 Angelo Cucchetto presenterà in anteprima il secondo numero di “Cities”\, fanzine dedicata alla street photography italiana\, frutto del progetto ISP Experience. \nAlle 19.00 Stefano Ambroset e Roberto Srelz presenteranno il libro fotografico “URBAN unveils the city and his secrets – Vol. 03”\, che contiene una selezione delle migliori foto classificate al concorso fotografico URBAN 2017\, e il progetto fotografico “Urban & Human Empathy”\, primo progetto fotografico lanciato dalla piattaforma Exhibit Around\, incentrato sulla presenza umana immersa nel contesto urbano. Il progetto\, al quale partecipano 50 fotografi da tutto il mondo\, comprende anche un ciclo di mostre internazionali\, tra cui una mostra all’Aeroporto di Trieste che è parte del festival. Saranno presenti gli autori selezionati del progetto\, l’americano Stan Raucher e l’austriaca Christine Miess. \nAlle 19.30 Maurizio Galimberti premierà il fotografo giapponese Tadashi Onishi\, vincitore della call per il “TPD Book Award 2017” con il progetto “Lost in Shinjuku”. Galimberti introdurrà il libro\, commentandolo con Denis Curti\, che offrirà una lettura critica. \nAlle 20.00 si terrà l’inaugurazione della mostra collettiva con cerimonia di premiazione del concorso URBAN 2017 Photo Awards. Maurizio Galimberti\, in qualità di Presidente della giuria\, premierà il vincitore assoluto del contest. \nDomenica 29 ottobre alle 10.30 presso Sala del Giubileo ci sarà un vis a vis di Denis Curti con gli autori del festival. Curti\, direttore artistico della Casa dei Tre Oci di Venezia e noto Curatore internazione terrà due conversazioni con Monika Bulaj e Maurizio Galimberti. A seguire\, una sua lectio Magistralis.
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DESCRIPTION:Con la testa sott’acqua Inaugurazione: lunedì 18 settembre 2017 | ore 17\nApertura al pubblico: da martedì 19 a sabato 23 settembre 2017\nOrario:\n19_20 settembre ore 10-13 e 17-20\ngiovedì 21 settembre ore 9-19\nvenerdì 22 settembre ore 9-22\nsabato 23 settembre ore 10-22\nA cura di Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale – OGS e Area Marina Protetta di Miramare \nARTE O SCIENZA’  \nInaugurazione: lunedì 18 settembre 2017 | ore 17.30\nApertura al pubblico: da martedì 19 a sabato 23 settembre 2017\nOrario:\n19_20 settembre ore 10-13 e 17-20\ngiovedì 21 settembre ore 9-19\nvenerdì 22 settembre ore 9-22\nsabato 23 settembre ore 10-22\nEsposizione delle migliori immagini del concorso fotografico “Arte o Scienza’” giunto all’ottava edizione e riservato a ricercatori e studenti degli enti di ricerca di tutta Italia.\nA cura di IS – Immaginario Scientifico e Università degli Studi di Trieste \nStorytelling PISUS \nApertura al pubblico: da martedì 19 a sabato 23 settembre 2017\nOrario:\n19_20 settembre ore 10-13 e 17-20\ngiovedì 21 settembre ore 9-19\nvenerdì 22 settembre ore 9-22\nsabato 23 settembre ore 10-22\nIl progetto Storytelling PISUS rientra nell’ambito del progetto PISUS – Animazione Urbana del 2016 promosso dal Comune di Trieste in collaborazione con la Cooperativa Arteventi di Udine e con Kallipolis di Trieste. Storytelling PISUS ha coinvolto gli studenti delle classi 5A e 5B del Liceo Artistico “Enrico e Umberto Nordio”\, coordinati dai professori Renzo Grigolon e Giulio Stagni e gli studenti della classe 5M del Liceo Musicale “Carducci – Dante” di Trieste coordinati dai professori Ernest Cosenza e Matteo Fanni Canelles. Lo scopo di Storytelling PISUS è stato quello di indagare e raccontare le caratteristiche e l’identità dell’area urbana interessata dal progetto PISUS a Trieste\, utilizzando come strumenti narrativi ed esplorativi la percezione visiva da un lato e la percezione sonora dall’altro. Gli studenti hanno esplorato gli spazi urbani\, riflettendo sulle peculiarità e sulle caratteristiche dell’area\, fornendone una visione personale attraverso un prodotto audiovisivo.\nA cura di Associazione Kallipolis in collaborazione con Liceo Artistico “E. e U. Nordio” e Liceo Musicale “Carducci – Dante” – Progetto PISUS\, Comune di Trieste \nArte algoritmica e robotica \nApertura al pubblico: da giovedì 21 a sabato 23 settembre 2017\nOrario:\ngiovedì 21 ore 9-19\nvenerdì 22 ore 9-22\nsabato 23 ore 10-22\nL’arte algoritmica\, o arte generativa\, nella sua formulazione canonica\, ambisce a creare movimenti e pattern con elevati contenuti estetici delegando\, in parte\, il processo creativo ad un algoritmo matematico. Molte e diversificate sono le strade esplorate fin dagli anni ‛70\, perlopiù teoriche. Sono molto più rari gli esempi di arte algoritmica combinati con la gestualità del mezzo robotico. È proprio nel passaggio dal digitale al supporto fisico\, dalle tonalità artificiali dello schermo alla consistenza materica e indisciplinata dei colori reali\, che si aprono nuove prospettive espressive.\nA cura del Dipartimento di Ingegneria e Architettura\, Università degli Studi di Trieste e Gruppo 78
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SUMMARY:Con la testa sott’acqua
DESCRIPTION:L’Alto Adriatico protagonista degli scatti selezionati da OGS e dal WWF Area Marina Protetta di MiramareInaugurazione domani lunedì 18 settembre 2017\, alle ore 17 – Sala Veruda\, Trieste \nTrenta immagini per raccontare il bacino dell’Alto Adriatico\, i suoi misteri e i rischi cui è soggetto.\nQuesto lo scopo di “Con la testa sott’acqua”\, mostra fotografica organizzata dall’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica Sperimentale – OGS in collaborazione con il WWF Area Marina Protetta di Miramare negli spazi della Sala Umberto Veruda del Comune di Trieste in Piazza Piccola 2 a Trieste\, in occasione di Trieste Next.\nLa mostra\, a ingresso libero\, sarà inaugurata domani lunedì 18 settembre 2017\, alle ore 17 e resterà poi aperta dal 19 al 20 settembre dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20; giovedì 21 settembre dalle 9 alle 19; venerdì 22 settembre dalle 9 alle 22 e sabato 23 settembre dalle 10 alle 22. \nL’Alto Adriatico è un bacino caratterizzato dalla predominanza di fondali fangosi e sabbiosi\, dalla ricchezza dei nutrienti e dalla bassa profondità (massimo 30 metri).\nPer lungo tempo si è ignorato che in realtà questo mare è caratterizzato da innumerevoli affioramenti rocciosi\, chiamate “trezze” o “tegnue” dai pescatori locali\, formazioni sottomarine molto importanti per quanto riguarda l’aspetto biologico\, in quanto oasi di vita in cui si concentrano la flora e la fauna dei fondi duri\, che costituiscono veri e propri rifugi sottomarini\, ricchi di biodiversità.  \nUn’ambiente minacciato dai rifiuti di origine antropica. Gli scarti prodotti dall’uomo e da lui gettati anche molto lontano dal mare\, stanno diventando le “presenze” più pericolose e pervasive dell’Alto Adriatico\, in quanto sono capaci di insediarsi in ogni ambiente e resistono immutati per tempi lunghissimi. \nGli scatti proposti da OGS e dal WWF Area Marina Protetta di Miramare hanno dunque l’obiettivo di favorire lo sviluppo di una migliore “coscienza ambientale” dei cittadini di ogni età e delle Istituzioni e di stimolare l’avvio di nuove iniziative volte a una gestione integrata e sostenibile dell’Alto Adriatico che consentano una sua migliore salvaguardia.
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SUMMARY:Sulle ali del gabbiano
DESCRIPTION:In occasione della terza edizione Slofest 2017 – un volo di eventi si posa in città:\nil 13 settembre 2017 alle ore 18.30 si terrà l’inaugurazione della mostra di illustratori sloveni in Italia “Sulle ali del gabbiano”\, a cura di Giulia Giorgi e organizzata dall’Unione dei Circoli Culturali Sloveni – ZSKD\, alla Sala Umberto Veruda di Piazza Piccola 2\, a Trieste. \nEsporranno: \nVesna Benedetič \nErika Cunja \nDunja Jogan \nKaterina Kalc \nDanila Komjanc \nJasna Merkù \nŽiva Pahor \nKlavdij Palčič \nChiara Sepin \nIvana Soban \nMagda Starec Tavčar \nMatej Sussi \nLuisa Tomasetig \nMoreno Tomasetig \nŠtefan Turk \nAndrej Vodopivec
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SUMMARY:Il ricamo tradizionale palestinese -Storie di donne
DESCRIPTION:Un evento di approfondimento\, collaterale alla mostra\, si terrà domenica 3 settembre alle ore 18\, nella sala Veruda\, con un’esecuzione di musica palestinese (tramite l’Oud strumento tipico della Palestina)\, eseguita da Mahmud Al Khatib e la recitazione di poesie palestinesi sia in arabo che in italiano con l’attrice Khouzama Reda e il poeta Mohamed Abdul Monaem. \n 	L’esposizione\, organizzata a Trieste dall’Associazione Salaam Ragazzi dell’Olivo\, con il supporto del Comune e in collaborazione con altri soggetti del territorio e con la Comunità Palestinese di Lombardia\, e già esposta nel 2016 proprio a Milano\, al Museo delle Culture (MUDEC) del capoluogo lombardo\, è dedicata all’arte secolare del ricamo tradizionale palestinese\, lavorazione tipicamente femminile\, nata dall’abilità e dal senso artistico delle donne palestinesi\, che ancora oggi la mantengono viva.  \n	Nelle abili mani delle ricamatrici gli abiti scuri\, di origine contadina e non\, si trasformano in capi coloratissimi e di grande bellezza\, riproducendo geometrie simboliche ed elementi tipici della natura dei luoghi\, oltre che riferimenti alla tormentata storia di questo popolo. \n	Storie di donne naturalmente e\, a un tempo – è stato spiegato – di bimbi\, di giovani\, di vecchi; nel complesso\, di una tradizione popolare che affonda nei secoli e resta anche oggi custode di una feconda espressione artistica e civile. Una tradizione solidissima\, che all’arte assomma inevitabilmente un carattere identitario fortemente sentito tanto in Palestina quanto nell’esilio forzato dei campi profughi\, dove a milioni i Palestinesi sono costretti a vivere.\n	Un’arte antica dunque e\, nel contempo\, il “manifesto” di un popolo che racconta di luoghi\, di città\, di villaggi\, tanti dei quali oggi distrutti\, ma ben vivi nella memoria di chi ci viveva (spesso infatti i ricami riportano le forme o qualche caratteristica delle località distrutte). E costituisce pure – nelle fasi della produzione\, e poi anche della commercializzazione degli abiti così prodotti – un momento di coesione nazionale dove i differenti stili regionali testimoniano della varietà culturale e anche religiosa del popolo palestinese.\n	Il ricamo – che adorna l’abito ma anche le scarpe e gli altri accessori del vestiario – diventa quindi il riflesso di un complesso mosaico territoriale\, sociale e civile. Un tutt’uno sullo sfondo delle tre religioni monoteiste che rende la Palestina eccezionale epicentro religioso. Ma anche un mezzo simbolico e mediatico per esprimere uno spirito di resistenza che non si rassegna. \n	Gli organizzatori dell’iniziativa\, che l’hanno definita “un’occasione della massima importanza per far conoscere la cultura e le caratteristiche – così poco note e pochissimo spiegate – di un popolo che aveva da sempre le sue storiche radici in questa terra\, oggi sottratta e ridotta ai minimi termini”\, hanno quindi illustrato le varie iniziative collaterali che “correderanno” la mostra. Tra le quali un incontro su “Il ricamo palestinese: coesione sociale e resistenza” (giovedì 17\, ore 18\, presso la mostra); “prove pratiche di ricamo” al Giardino di via San Michele (22 e 23 agosto\, dalle ore 10)\, la proiezione del lungometraggio “Ricucendo la Palestina” (giovedì 31\, ore 20.30. allo Spazio Giovani di Androna degli Orti 4/2); lettura di poesie e musica palestinese (3 settembre\, ore 18\, presso la mostra\, nella sua giornata conclusiva). (vedi anche depliant-programma dettagliato\, allegato).   \n	Sempre i rappresentanti di Salaam Ragazzi dell’Olivo\, in conclusione della conferenza di presentazione\, non hanno mancato di vivamente ringraziare l’Amministrazione Comunale e l’Assessore alla Cultura Giorgio Rossi per il fondamentale supporto all’organizzazione della mostra\, ospitata – hanno sottolineato – in una delle Sale municipali più prestigiose com’è appunto la “Umberto Veruda” di Palazzo Costanzi. \n	La mostra\, a ingresso libero\, con orario feriale e festivo 10-13 e 17-20\, rimarrà aperta – come detto – fino a domenica 3 settembre.
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SUMMARY:Quintessenza - la magia
DESCRIPTION:Ci sono tanti significati di Magia come tipi di maghi. (Giordano Bruno) \nControluce alcune parole soffiano al vento come semi di tarassaco: sospese nel sole si svelano al senso. Magia tra queste\, chiave e soglia del sapere\, intima conoscenza di ciò che ci pervade e limita. Magia come atto tellurico\, scaturigine della parola e della narrazione da cui prende vita il mondo: ecco il Vulcano di Giulio Rigoni\, la montagna sacra che è la parola\, racconto della creazione\, ecco la colonna di carta che ci trasporta a Dio\, Axis Mundi\, aspirazione\, slancio e fuga di là della colonna conficcata nella terra\, nella vanità della vita\, colonna-scoglio da aggrappare come cozze. Colonna-centro delle antiche città\, fulcro sacro dell’altare\, ara o tavolo da dissezione su cui Saturno Buttò osserva celebrare una Red Mass\, invito a consumare l’eucaristia del corpo della donna\, allo stesso tempo oggetto e sacerdotessa del culto\, desiderata e negata\, immolata alle passioni del dolore e dell’estasi\, trasfigurata nel sangue e nel vino. Testimoni\, adepti\, o giudici\, un coro maschile assiste al sacrificio: profanazione\, condanna\, o adorazione dell’eredità pittorica dell’Occidente. E poi\, un altro corpo\, un altro sacrificio\, e un altro sguardo ad omaggiare tradizioni secolari dell’arte: San Sebastiano\, egli stesso colonna\, e la sua stessa carne\, martire\, campo di battaglia tra dolore e coraggio: è questa la soglia cui indica Barbara Stefani\, spalancata nella fede ad oltrepassare il corpo perseguitato e dilaniato. \nEcco allora come ogni soglia comunichi o separi\, introduca od escluda. Stefan Turk apre la Porta Aurea ad un oriente di universi in accumulazione e sottrazione di colori e strati\, luogo di possibilità che giace di là del quadro\, esponendo lo sguardo\, di qua\, a superare il suo limite avventurandosi a nuove vulnerabilità. Ed è anche un’altra soglia che\, sprofondata nel tempo\, riemerge dai caratteri di antiche stamperie ormai scomparse: porta Ermetica percorsa da Alessandra Spigai attraverso la memoria materica della letteratura\, lo stampo immutabile da cui emerge l’infinita mutabilità della scrittura\, l’infinito incostante rifrangersi in frammenti di un essere in divenire\, Resilienza dell’individuo in un instabile gioco di specchi\, o come il movimento\, direzione\, Processione di sculture cubiche di Paola Gariboldi\, a propagarsi come onde sismiche\, variabili nello spazio che attraversano e che incontrano\, anche esse in divenire. \nSimilitudini\, metafore\, metonimie\, allegorie\, simboli\, parallelismi\, allusioni\, collegamenti\, vincoli e legami tra mondi\, individui\, storie\, elementi\, immagini\, forme\, memorie: montagna\, colonna\, specchio\, soglia\, corpo. Il corpo come nodo fondamentale\, legame primitivo\, centro\, nucleo da cui tutto dipana. Il corpo declinato nella definitiva presenza formosa della Madonna di Sara Saudkova\, e inaggirabile\, come la sua montagna sacra\, Monumento maschile. Il corpo di vera carne e vero sangue\, sorgente della vita\, ed il corpo sfuggito e desiderato\, evocato\, gesto d’una Femme a sfiorare l’obbiettivo di Tiziano Neppi: fantasma\, ricordo o presagio. \nI corpi s’impongono o sbiadiscono. Coagula la materia nelle sculture ai quattro elementi di Marco Bevilacqua\, concrete e vive\, di legno segato\, tagliato\, scolpito\, tornito e poi toccato lavorato impugnato e carezzato: un oggetto certo e rassicurante di terra\, d’aria\, di acqua\, incorniciato nel fuoco\, a trattenere l’essenza dispersa nel fumo\, la materia dissolta del video Smoke di Nello Teodori\, uno sguardo\, un punto di vista\, slogan di qualche pubblicità che ancora ci inviti a “fumare”\, a “sfumarci”\, l’inquadratura fissa sul camino della Cappella Sistina da dove cola il fumo di colori vaghi\, di parole inattese\, fuoco e aria suggestioni improvvise che srotolano dall’ambiguità. \nE altrove insiste ostinato il ciclo degli elementi muti\, della vita incosciente\, liquido strappato alla terra\, suscitato dalle profondità e forzato oltre rami e foglie attraverso Radici e nuvole ad un altro ciclo\, ad un altro cielo\, una sublimazione sulle dita di Silvia Braida\, dal futuro al passato\, dalle origini ai sogni\, e di nuovo pioggia\, come foschia sulle acque di uno specchio magico o di un paesaggio\, vapori e cenere sulla laguna di Cà Loredan\, di Natalija Šeruga\, tempo che ripete e consuma la Storia rinnovando il suo tratto\, il suo ritratto. \nRispondono le incantazioni una all’altra\, formula cangia in formula\, mani lontane si levano agli stessi gesti: innumerevoli quanto i tipi di maghi\, nel vortice degli Elementi si condensano i significati di Magia e dal turbine cristallizza la sua Quintessenza. \nLa mostra\, ad ingresso libero\, con orario feriale e festivo 10.00_13.00 e 17.00_20.00\, si concluderà lunedì 7 agosto 2017. \nEspongono i seguenti artisti: Marco Bevilacqua\, Silvia Braida\, Saturno Buttò\, Paola Gariboldi\, Tiziano Neppi\, Giulio Rigoni\, María Sánchez Puyade\, Sara Saudkova\, Natalija Šeruga\, Alessandra Spigai\, Barbara Stefani\, Nello Teodori\, Stefan Turk.
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SUMMARY:Francesco Polenghi - Labirinti Concettuali
DESCRIPTION:Sarà inaugurata sabato 13 maggio alle ore 17.00\, presso la Sala U. Veruda di Palazzo Costanzi di piazza Piccola 2 la mostra “FRANCESCO POLENGHI – LABIRINTI CONCETTUALI”\, organizzata con il contributo del Comune di Trieste.\nLe opere esposte permettono di entrare in contatto con le proprie emozioni piú profonde. “Dipingo quello che sento non quello che vedo” dice l’artista. Tradizionalmente le emozioni vengono esplicitate con espressioni facciali. In questo caso la tela funge da specchio a ció che sentiamo dentro di noi inducendo riflessione e meditazione.\nArturo Schwarz ha definito l’opera di Francesco Polenghi come Labirinti Concettuali. Demetrio Paparoni sottolinea come l’artista si interroghi sui limiti che i materiali della pittura impongono. Il disegno viene rimarcato in ogni singolo tratto piú volte\, come si fa con un mantra\, una preghiera vedica\, che si ripete. La ripetizione del gesto sempre uguale e la concentrazione che è imposta a tale lavoro trasforma la pittura in uno strumento capace di controllare la mente e di offrire quelle ‘aperture inaspettate’\, ancora Demetrio Paparoni\, che mettono ogni singolo individuo in contatto con il suo profondo. C’è un carattere estremamente innovativo in questa tecnica e nel messaggio ad esso associato\, come dice ancora Schwarz\, una rivoluzione a livello ascetico di cui il pubblico non si renderá conto ma la percepirá e ne beneficerá. Di seguito: Francesco Polenghi con Barry Schwabsky; con Demetrio Paparoni; con David Carrier; con Arturo Schwarz. Fotografie di Bruno Bani.\nFrancesco Polenghi nasce nel 1936 a Milano. Frequenta la New York University e fino al 1966 è in contatto con i gruppi di artisti della Cooper Union. Tornato a Milano lavora in pubblicitá ma coltiva studi di filosofia che influenzeranno la sua arte. Con Arturo Schwarz condivide la passione per Spinoza e per le filosofie orientali che il Maestro conosce approfonditamente avendo risieduto anche in India.\nL’esposizione sarà visitabile fino a venerdì 9 giugno 2017\, tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20. \nCONTATTI\nAngela ALESSI\, Organizzazione\, cell.331 9348439 email: alessiangelalm@gmail.com \nINFO: 040/6454701
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SUMMARY:I mondi di Almerigo
DESCRIPTION:L’inaugurazione si terrà a Trieste martedì 11 aprile 2017 alle ore 18Una sorta di viaggio dall’11 aprile 1953 al 19 maggio 1987 per raccontare la storia di Almerigo Grilz\, che diventa uno spaccato non solo di Trieste ma di un’intera epoca. Sono 34 anni on the road vissuti fra sogni giovanili\, il mito del viaggio\, la politica iniziata da ragazzo e lasciata per un’altra passione\, quella del giornalismo.\nLa mostra propone una sessantina di pannelli\, a colori e in bianco e nero\, realizzati con fotografie\, quadri\, disegni\, fumetti e scritti ricavati da una documentazione archivistica ricca e ben conservata dallo stesso protagonista\, che non ha fatto in tempo a vivere l’era del digitale. Se ne è andato troppo presto\, con la cinepresa in mano in terra d’Africa filmando a Caia in Mozambico una delle tante\, troppe guerre che insanguinano ancora oggi quello sfortunato Continente.\nUna passione per riprendere\, fotografare e scrivere non comune quella dell’inviato di guerra: Almerigo Grilz è stato il primo free lance italiano caduto in uno scenario di guerra dopo il secondo conflitto mondiale\, un tributo di sangue per l’informazione\, fra giornalisti e cineoperatori uccisi durante lo svolgimento del proprio lavoro\, che ha visto purtroppo Trieste pagare un prezzo altissimo.\nEcco che la mostra I mondi di Almerigo\, che resterà aperta ogni giorno fino a giovedì 11 maggio con orario 10-13 e 17-20\, vuole proprio raccontare il personaggio senza nascondere nulla o soffermarsi unicamente su una parte della sua esistenza\, ma abbracciando la sua breve ma intensa vita nel complesso.
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DESCRIPTION:IoDeposito Ong\, in collaborazione con il Comune di Trieste e con la Regione Friuli Venezia Giulia\, è lieto di invitarla al vernissage della mostra Memory As A Living Matter / la memoria della guerra attraverso la materia: Artisti internazionali per una reinterpretazione dell’oggetto bellico.L’inaugurazione avrà luogo sabato 4 febbraio alle ore 18.00 presso la sala Umberto Veruda in Piazza Piccola 2 (Trieste): per l’occasione\, un breve talk con gli artisti presenti.\nLa mostra-evento sarà fruibile gratuitamente nella prestigiosa location fino a domenica 5 marzo\, dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 19.30\, con la possibilità di fissare delle visite guidate gratuite tutti i venerdì e sabato dalle 17.00 alle 19.00 (in questo caso è gradita la prenotazione a info@iodeposito.org).\nLa mostra appartiene alla terza edizione dell’ampia rassegna artistica e culturale B#SIDE WAR (www.bsidewar.org) \n\nProtagonista dell’esposizione è dunque la rivisitazione dell’oggetto bellico\, che corre lungo due direttrici parallele appartenenti a due prospettive sensoriali e percettive opposte.\nPer la prima\, si hanno opere composte da materiali “forti” (ferro\, cemento\, oggetti di uso comune\, ready made e objets trouvé)\, orientate ad un messaggio di denuncia della violenta insensatezza della guerra.\nPer la seconda\, opere create invece con materiali delicati e potentemente organici (carta\, legno bruciato\, cenere\, grafite\, gusci d’uova) che disvelano le conseguenze della guerra non solo attraverso la trasmissione del senso di vuoto (e assenza)\, ma anche per mezzo dell’idea di fragilità e vulnerabilità di ciò che resta dopo il conflitto.\nIn qualsiasi punto della mostra il visitatore si trovi\, sarà sempre circondato da un universo materico in bilico tra la fredda pesantezza dei metalli e del cemento\, e la fragile evanescenza della grafite\, e di elementi organici come pane e gusci d’uovo.\nChiamato in causa nella reinterpretazione dell’oggetto bellico in opere contemporanee fatte con i resti della guerra\, e in opere che materializzano i lasciti inespressi della guerra\, il fruitore viene immerso in una percezione multi-focale della storia\, mentre il tempo\, incedendo sotto ai suoi occhi\, sfuma nelle opere\, disgregandole e facendole deperire. \n\nOpere di: Man Ray\, Anitra Hamilton\, Nathalie Vanheuele\, Boris Beja\, Lang Ea\, Cosima Montavoci\, Claudio Beorchia\, Ana Mrovlje\, Ilisie Remus
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SUMMARY:Videonotte  #4 party time
DESCRIPTION:maratona notturna di videoartevenerdì 16 dicembre 2016 dalle 20 alle 24\n10 spazi / 12 video / 11 associazioni\n+ 17 dicembre 2016 > 15 gennaio 2017 \nrassegna di videoarte\n11 artisti / 12 video / 11 associazioni\nopening sabato 17 dicembre ore 18.30\nSala Veruda / Palazzo Costanzi\nda lunedì a sabato 10-12.30 e 17-19.30 / domenica e festivi 10-12.30 \nDopo il successo di FotoNotte #4\, la Casa dell’Arte mette nuovamente in rete i propri spazi per far partecipare la città a VideoNotte #4 party time\, quarta maratona notturna dedicata alla videoarte italiana e internazionale che si snoda in 10 spazi espositivi dedicati al contemporaneo disseminati nel centro storico di Trieste. L’iniziativa\, che si avvale della collaborazione della IV Circoscrizione del Comune di Trieste e del sostegno de La Collina coop. soc.\, si sviluppa nelle sedi storiche delle 11 associazioni aderenti che coprono tutta la città e presenta 12 video che trattano il tema delle festività e della vigilia della festa\, dal divertimento del Capodanno alle riflessioni sull’Avvento\, dai compleanni fino alle celebrazioni pubbliche culturali\, politiche\, sportive o religiose. Un modo diverso per riflettere sul tempo della festa\, da momento intimo e privato\, come un anniversario\, fino agli eventi spettacolari di massa in chiave capitalistica.\nSegui la piantina di Trieste con la collocazione degli spazi\, iniziando liberamente da una a caso delle sedi\, e colleziona almeno 9 coupon che ti verranno consegnati\, ogni spazio espositivo riserverà infatti 1 gadget social della Casa dell’Arte ai primi 10 visitatori che lì avranno completato il tour di almeno 9 mostre!\nVideoNotte #4 è una rassegna di videoarte\, ma anche una passeggiata notturna che inaugurerà contemporaneamente nelle 10 sedi con un brindisi diffuso offerto da Korenika di Izola per abbinare alla mostra di videoarte anche una degustazione di vino d’eccellenza. E per quest’edizione proseguirà per tutto il periodo delle festività alla Sala Veruda di Palazzo Costanzi\, grazie alla collaborazione del Comune di Trieste. La mostra inaugurerà sabato 17 dicembre alle 18.30\, con un brindisi offerto da vini Lenardon e dal ristorante di pesce Hostaria Malcanton di Trieste\, a Palazzo Costanzi dove per l’occasione ritornano le proiezioni: fu sede infatti di una sala cinematografica\, aperta nel 1908 come Cinema Orfeo e poi\, dal 1921 al 1957\, col nome di Cinema Venezia! \nPROGRAMMA dalle 20 alle 24\nDoubleRoom\, via Canova 9\nGuillermo Giampietro\, Emoticon\, 2016\, Argentina/Italia\nPaola Pisani\, Rancho\, 2013\, Italia/Messico\, a cura di Gruppo78 \nJulietRoom\, via Battisti 19/a\, Muggia (residence Le Dimore)\nDavide Skerlj\, Rituali riservati\, 2016\, Italia\, a cura di Juliet \nKnulp\, via Madonna del Mare 7/a\nPierPaolo Koss\, Composizioni sommarie (made in North Korea)\, 1992\, Corea del Nord/Italia\, a cura di DayDreaming Project \nScuola del Vedere\, via Rittmeyer 18\, I piano\nLucia Flego\, Wedding ceremonies\, 2010\, Giappone/Italia\, a cura di Scuola del Vedere \nStudio Bloccari\, via del Monte 21\nPaola Di Bello\, Video-Stadio\, 1997\, Italia\, a cura di AIDIA \nStudio Tommaseo\, via del Monte 2/1\nEmma Ciceri\, Lode\, 2009\, Italia\, a cura di L’Officina\, Studio Tommaseo e Trieste Contemporanea \n+ video diffuso \nCombiné\, piazza Barbacan 4/b\nFrancesca Fini\, Mother-Rythm + Non mangiare/Do not eat\, 2014\, Italia \nGiada\, via Roma 16/c\nAntonio Giacomin\, Hic et nunc (video immersivo)\, 2016\, Italia/Slovenia \nLeoLab\, via dei Leo 6/a\nAnselmo Luisi\, Everything is percussion: Reindeer Percussion\, 2015\, Italia \nMLZ Art Dep\, via Galatti 14\nCalixto Ramirez\, Resistance\, 2016\, Italia/Messico \nutilizza #videonottetrieste e #casadellartetrieste\, hashtag ufficiali della VideoNotte della Casa dell’Arte di Trieste\,\ne condividi la VideoNotte sui tuoi social! \nun progetto di Casa dell’Arte\ncon la collaborazione di IV Circoscrizione del Comune di Trieste\ncon il sostegno di La Collina coop. soc.\ncon il patrocinio di PromoTurismoFVG\ncon la partecipazione di Combiné\, Giada\, Knulp\, LeoLab\, MLZ Art Dep  \ncoordinamento generale Massimo Premuda\ntesto storico Giulio Polita\nimmagine coordinata Massimiliano Schiozzi\nconsulenza audiovisivi V_Art-multimedia design-media partner COLLAAB\, DiscoverTrieste\, Fluido.tv\, GoodmorningTrieste\, Radio Fragola\, RadioInCorso\, Trieste Cafe\, TriesteSocial\, WorkEvent brindisi offerto da Korenika\, Lenardon\, Hostaria Malcanton\nsi ringrazia Isidoro Brizzi\, Teatrobàndus
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SUMMARY:Più o meno positivi #6
DESCRIPTION:La mostra più o meno positivi\, alla sua sesta edizione\, si inserisce nell’ambito delle iniziative di sensibilizzazione\, informazione\, prevenzione e lotta alla discriminazionepreviste per il 1° dicembre 2016\, Giornata Mondiale di Lotta all’AIDS. \nLe opere esposte sono state selezionate attraverso un’open call con proposte internazionali e artisti over 16. Il focus dell’esposizione\, suddivisa in tre aree\ntematiche: visual arts\, multimedia e performing arts\, verte sull’importanza della ricerca e della divulgazione\, dalla comunicazione scientifica a quella sociale. \nsegreteria organizzativa:\npiuomenopositivi@gmail.com\nwww.facebook.com/piuomenopositivi
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SUMMARY:Arte/Scienza/Tecnologia: la Robotica
DESCRIPTION:ARTISTISerena Bellini\, Walter Bortolossi\, France Cadet\, Isabel Carafi\, Manolo Cocho\, Bruna Daus\, Stefan\nDoepner (Cirkulacija2)\, Cecilia Donaggio Luzzatto-Fegiz\, Luciana Esqueda\, Fabiola Faidiga\, Lucia Flego\,\nGuillermo Giampietro\, Garnet Hertz\, Max Jurcev\, Marcel Lì Antunez Roca\, Nadja Moncheri\, Lucio Perini\,\nPaola Pisani\, Kennett Rinaldo\, Giordno Rizzardi\, Barbara Romani\, Daniel Romero Nieto\, Borut Savski\n(Cirkulacija 2)\, Erika Stocker Micheli\, Betta Porro\, Luigi Tolotti\, Bill Vorn\, Pierre Zufferey\, Elisa Zurlo\,\nAssociazioni Science Industries e Mittelab.\ncon la partecipazione del prof. Paolo Gallina assieme a Lorenzo Scalera e Stefano Seriani \nOrario: da lunedì a sabato: 10.00/12.00 – 17.00/19.30; domenica 10.00/12.30
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SUMMARY:30° Concorso per le Arti Figurative
DESCRIPTION:La mostra comprende una quarantina di opere tra quelle dei concorrenti e quelle presentate da artisti vincitori in precedenti edizioni\, che sono stati invitati a completare il panorama delle personalità artistiche supportate dall’attività della Fondazione. \nLa Commissione giudicatrice è presieduta da Paolo Marani e composta da Marianna Accerboni\, Enzo Mari e Giorgio Cisco nonché dalla Presidente della Fondazione Anna Rosa Rugliano.\nIl Primo Premio è stato assegnato a Andrea Solaja\, nata a Belgrado e ora residente a Trieste\, che ha presentato due opere olio su tela “Instabilità” e “Pensieri blu”; il Secondo Premio è stato assegnato a Arianna Bosa di Camino al Tagliamento\, che ha presentato due opere di grafica acquaforte\, acquatinta e ceramolle su zinco\, a pari merito con Francesco Ceglie di Muggia\, che ha partecipato con due acquerelli\, china e smalto. La Borsa di Studio per uno Stage all’Accademia Internazionale d’Arte di Salisburgo\, offerta da Marta Gruber in memoria dei suoi familiari Delia e Silvio Benco\, Aurelia Gruber Benco\, Carlo Gruber e Anna Gruber\, è stata assegnata a Leone Maria Kervischer\, che ha presentato un trittico e un dipinto olio sul tela. Infine è stata segnalata la giovane Fabiana Ipavic.\nI concorrenti sono di età compresa tra 17 e 28 anni e provengono da Trieste e da varie parti della Regione. Gli artisti invitati hanno per lo più un’attività artistica professionale\, il che conforta a sostenere sempre il lavoro dei giovani.\nLa Fondazione Caraian è sorta per volontà testamentaria dell’artista triestina di origini armene Lilian Caraian (1914-1982) pianista concertista e poi insegnante al Conservatorio nonché pittrice nel Gruppo Raccordosei\, che ha indicato nel suo testamento la volontà di sorreggere gli inizi degli artisti sia nel campo della Musica che delle Arti Figurative\, con la costituzione di una fondazione a lei intitolata\, designando come esecutrice testamentaria Bianca De Rosa Di Giorgio\, che ne è stata anche la prima Presidente fino al 2006. \nLa mostra rimarrà aperta fino a domenica 16 ottobre con orario feriale 10-12.30 e 17-19.30; festivo 10-12.30.
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