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SUMMARY:Sua cuique persona
DESCRIPTION:SUA CUIQUE PERSONA (“a ciascuno la propria maschera”) [L’autoritratto come maschera e specchio] è il titolo dell’esibizione collettiva a cura di Alessandra Spigai che avrà luogo a Trieste\, dal 18 febbraio all’ 11 marzo 2018\, con la collaborazione critica di Matteo Gardonio e il testo di accompagnamento di Monica Mazzolini.\nIn una mostra insolita le diverse declinazioni su questo tema di Pablo Avendaño Chávarri (Spagna)\, Barbara Bonfilio (Italia)\, Michele Bubacco (Italia/Austria)\, casaluce/geiger (Italia/Austria)\, Roberto Del Frate (Italia)\, Davide Castronovo (Italia)\, Luca Coser (Italia)\, David Dalla Venezia (Italia)\, Cristina Fiorenza (Italia/Austria)\, Moira Franco (Italia)\, Anna Frida Madia (Italia/Francia)\, Manuel Larrea Graham (Messico)\, Ettore Greco (Italia)\, Filippo Manfroni (Italia)\, Delphi Morpurgo (Italia)\, Matisa Kazerooni (Iran)\, Rafal Pacześniak (Polonia)\, Errika Pontevichi (Italia)\, Banafsheh Rahmani (Iran\, Austria\, Italia)\, Alessandra Spigai (Italia)\, Alan Stefanato (Italia)\, Damir Stojnic (Croazia). \nLa suggestione tematica dell’esposizione nasce dall’esigenza di mettere a fuoco attraverso la tematica dell’autoritratto\, le motivazioni profonde\, a tratti misteriose\, le volontà e specificità di autoriconoscibilità dell’artista\, che nella scelta della rappresentazione di sè\, presenta al mondo un’immagine ben precisa (e statica)\, una cristallizzazione anche temporale dell’identità raggiunta alla fine di una discesa intimistica\, e la conseguente preferenza e selezione di un’immagine da mostrare\, dietro alla quale porsi e di fronte alla quale rispecchiarsi nuovamente. \nIl titolo della mostra nasce dalla citazione dell’opera cinquecentesca ad olio\, attribuita al Ghirlandaio\, custodita agli Uffizi di Firenze. Era comune dall’inizio del 500 proteggere i ritratti con lastre di legno sottili e scorrevoli\, dette “coperte”. L’opera citata presenta un soggetto evocativo\, una maschera simbolica\, che copre l’immagine dipinta e l’iscrizione “SVA CVIQVE PERSONA.” \nTerzo appuntamento di ArTS\, associazione per il confronto delle arti contemporanee\, che con questo evento vuole sottolineare la propria visione di confronto\, contrasto e libertà di condivisione\, sfidando\, con il tema figurativo classico dell’autoritratto\, ventidue artisti profondamente differenti\, come provenienza\, età\, impronta stilista\, prevenienza geografica. Un ventaglio di rappresentazioni del sè che ha l’intento di confrontare le singole autorappresentazioni con quelle degli altri\, e insieme a loro diventare spettatori e attori dell’essere. Si genera così un coro di altri esseri\, ognuno con la propria individualità e responsabilità di rappresentazione. La visione dell’autoritratto posta come invito al gioco\, è infatti\, contemporanemente\, impostura e verità profonda del nostro essere\, travestimento e nudità\, maschera e specchio. \nArTS\, punto di incontro e confronto di arte e artisti differenti nell’ambito di provenienza\, di stile\, di finalità\, con questa esposizione corale intende portare il visitatore a misurarsi con l’intimità esistenziale dell’Artista\, stimolata a usare un linguaggio figurativo\, a volte per naturale inclinazione\, a volte per accettare con sfida e ironia\, le regole del gioco. \nAppare al visitatore un artista nudo\, nudità che comprende il suo mascherarsi per l’apparire al mondo\, e ancora il suo specchiarsi in essa\, scoprendone lati nascosti o teatrali\, e la consapevolezza del proprio essere\, come necessità di rappresentarlo. \nInaugurazione: 17 febbraio 2018 ore 18 \nLa mostra è visitabile tutti i giorni dal 18 febbraio all’11 marzo 2018 \nOrari: 10 _ 13 e 17_ 20 \nSarà presente per la visione il catalogo della mostra. \nMaggiori informazioni sugli artisti esposti: \nwww.bearts.eu \nInformazioni: \nsegreteria@bearts.eu \n≠39 3477892455 ( what’s app o sms)
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SUMMARY:Nora Carella: Luce senza tempo
DESCRIPTION:La mostra di Nora Carella “luce senza tempo” a cura di Marianna Accerboni si terrà a Trieste\, nella Sala Umberto Veruda di piazza Piccola\, 2.orario 10_13 / 17_20 • ingresso libero • info +39 335 6750946 \nEVENTI COLLATERALI\n21 gennaio / 4 febbraio\nore 11_13\nvisite guidate e laboratori di disegno e pittura\nrivolti\, in particolare\, ai giovanissimi\, a cura di\nMarianna Accerboni (per i laboratori e altre visite\nguidate\, obbligo di prenotazione al cell.\n335 6750946) \n27 gennaio\nore 18.30\nNora Carella. Ricordi e testimonianze sull’artista\ne la sua epoca. Presentazione della monografia\neditata in occasione della mostra\nconversazione a più voci tra artisti\, critici e\ngente comune che la conobbero\, in cui verranno\napprofonditi più aspetti della sua vita e del milieu\nculturale\, sociale e artistico dell’epoca\, con\nparticolare riferimento alla condizione femminile\nnel Novecento \n10 febbraio\nore 21\nNora Carella. Concerto breve\nconcerto in Sala Veruda dedicato all’artista\ncon l’esecuzione delle sue musiche predilette e\nl’interpretazione attraverso la musica dei dipinti\nesposti\nvin d’honneur a conclusione di ogni evento \nNora Carella\, nata a Parenzo (Istria) nel 1918\, formatasi\nall’Accademia di Belle Arti di Venezia\, inizia la propria\nattività artistica nella Roma degli anni Settanta come\nritrattista dei grandi personaggi. Dai primi anni Duemila\nsi dedica al paesaggio e alla natura morta.\nHa esposto con successo in tutto il mondo: da New\nYork a Madrid\, a Casablanca. Sue opere sono collocate\nin collezioni pubbliche\, quali a Roma l’Accademia\nBurckhardt e varie ambasciate\, la pinacoteca di\nMontecassino e\, a Trieste\, Palazzo della Prefettura\,\nLloyd Triestino\, Municipio\, Museo Revoltella\, Biblioteca\nStatale S. Crise\, Palazzo Gopcevich\, Archivio di Stato.
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SUMMARY:Omaggio a Paul Gauguin nei Mari del Sud
DESCRIPTION:Arriva a Trieste una nuova mostra del ciclo Mosaicamente\, dedicata a Gauguin e alla sua ricerca del “primitivo” nei mari del Sud del mondo.I mosaici sono stati realizzati all’Officina dell’arte di Pordenone\, il Centro lavorativo per persone con autismo adulte che fa parte della rete di servizi che\nla Fondazione Bambini e Autismo Onlus ha realizzato in 19 anni di attività.\nAll’Officina\, all’interno di un laboratorio professionale\, sono state create nel tempo\, con un impegno straordinario da parte delle persone con autismo\, opere musive nate dalle suggestioni di altrettante opere di grandi pittori la cui arte ha travalicato l’ambito degli addetti ai lavori per arrivare ad un pubblico vasto e internazionale. \nOrari di apertura mostra\nTutti i giorni dalle 10.00 alle 13.00\ne dalle 17.00 alle 20.00\nNel periodo della mostra visite guidate con gli allievi del Liceo Nordio\nIngresso libero
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SUMMARY:PIUOMENOPOSITIVI#7 artivisive+incontri+musica+teatro+cinema+sport
DESCRIPTION:In occasione del 1° dicembre 2017\, GiornataMondiale di Lotta all’AIDS\, il Dipartimento\ndelle Dipendenze dell’ASUITS organizza una\nserie di incontri d’interesse culturale e sociale\nin coorganizzazione con il Comune di Trieste\,\ncon il patrocinio della Regione Autonoma Friuli\nVenezia Giulia\, con il supporto di Trieste Trasporti\nS.p.A.\, Coop Alleanza 3.0\, con il contributo delle\ncooperative sociali Reset\, Duemilauno Agenzia\nSociale\, La Collina\, La Quercia\, CLU\, Amico e delle\nassociazioni ALT\, Anlaids\, Assodip\, in collaborazione\ncon Gruppo78\, Arcigay\, SISM\, Radio Fragola\,\nOffi cina Samos\, HeadMadeLab. Quest’anno la\nmanifestazione focalizza l’attenzione sull’importanza\ndelle cure e dei farmaci per arginare effi cacemente\nl’HIV e l’AIDS. Negli ultimi anni sono stati fatti\nimportanti passi avanti nella terapia di questa\nmalattia\, ma la guarigione non è ancora possibile.
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SUMMARY:31° Concorso per le Arti Figurative
DESCRIPTION:Giovedì 16 novembre 2017 alle ore 18 nella Sala “Umberto Veruda” di piazza Piccola 2\, avrà luogo la Premiazione del “31° Concorso per le Arti Figurative” – con “Borsa di Studio”- della Fondazione “Lilian Caraian” di Trieste\, realizzato per incoraggiare i giovani artisti della Regione. \nPartecipano all’esposizione le opere più di venti artisti con complessivamente una cinquantina di lavori\, che saranno valutati da una giuria presieduta da Paolo Marani e composta da Franca Batich\, Enzo Mari e Giorgio Cisco\, oltre alla presidente della Fondazione Anna Rosa Rugliano. \nVerranno assegnati tre premi e una Borsa di Studio per la frequenza ad uno stage dell’Accademia Estiva Internazionale di Belle Arti di Salisburgo (Austria). \nIl Concorso si avvale del sostegno del Comune di Trieste\, del Soroptimist International Club di Trieste e di Marta Gruber Tassini\, che offre la Borsa di Studio in ricordo dei suoi familiari Silvio e Delia Benco\, Aurelia Gruber Benco\, Carlo Gruber e Anna Gruber\, personalità che hanno dato fondamentale apporto alla vita culturale della città di Trieste. \nIn questa occasione si è dato il via per la prima volta ad una collaborazione tra la Fondazione Caraian e l’Istituto d’Arte (ora Liceo Artistico) “Enrico e Umberto Nordio” offrendo agli studenti l’opportunità di vivere l’esperienza di realizzare una mostra\, nell’ambito delle direttive ministeriali dell’Alternanza Scuola Lavoro. \nLa Fondazione è intitolata a Lilian Caraian (1914-1982)\, artista triestina che operò nelle arti figurative\, in campo musicale e nella poesia\, ottenendo significativi risultati e riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale. La Caraian costituì un lascito testamentario per realizzare una fondazione avente lo scopo di incoraggiare giovani particolarmente meritevoli nelle arti figurative e nella musica. La Fondazione fu costituita nell’ottobre 1984 ed approvata dalla Regione che l’ha inserita nel Registro delle Persone Giuridiche al n.119\, con Presidente l’esecutrice testamentaria Bianca De Rosa Di Giorgio (1923-2006). \nAnnualmente la Fondazione bandisce un concorso per le Arti figurative ed uno per la Musica. \nLa mostra\, ad ingresso libero\, con orario feriale e festivo 10_13 e 17_20\, rimarrà aperta al pubblico fino al 26 novembre 2017. \nSi chiede di dare la massima diffusione alla presente.
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SUMMARY:Muse Urbane - Visioni del Postmoderno
DESCRIPTION:La duplice mostra verrà inaugurata giovedì 26 ottobre alle 18\, alla presenza degli autori\, delle autorità e del direttore artistico del festival\, Angelo Cucchetto. Rimarrà allestita fino al 12 novembre presso la sala Veruda (Passo Costanzi 2) ed è organizzata dall’associazione culturale dotART con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e delle Fondazioni Casali\, in coorganizzazione con il Comune di Trieste. Orari di apertura: tutti i giorni 10_13 / 17_20. Ingresso libero. \nNell’ambito della quarta edizione del festival della fotografia urbana Trieste Photo Days 2017\, arriva per la prima volta in regione “Muse Urbane – Visioni del postmoderno”\, una duplice e inedita mostra che racchiude i progetti “Tributo a Mitoraj” di Giorgio Galimberti e “Future & The City” di Roberto Polillo. Due artisti\, due visioni e due percorsi espressivi differenti\, un unico strumento dell’espressione artistica: la fotografia. E un unico soggetto: la città contemporanea. \n“Tributo a Mitoraj” è un progetto fotografico che ripercorre la vicenda artistica del grande scultore polacco Igor Mitoraj attraverso i luoghi che ospitano le sue opere. Un progetto cominciato a Parigi nel febbraio del 2016\, dove Giorgio Galimberti rimane affascinato dall’Icaro volante che si erge alla Défense e da altre opere disseminate nel capoluogo francese. Al suo ritorno in Italia\, Galimberti (figlio d’arte del celebre fotografo Maurizio Galimberti) decide di mettersi sulle tracce dell’artista a Milano\, Pompei\, Agrigento e Pietrasanta. Galimberti ritrae le sculture di Mitoraj in un bianco e nero solenne\, esaltandone l’autorevolezza e l’imponenza\, restituendo immagini di una bellezza senza tempo. \n“Future & The City” è un progetto dedicato alla città del futuro\, attraverso il quale Roberto Polillo rintraccia nelle megalopoli di oggi i semi e i segni della città di domani. Una serie d’immagini di edifici scattate in alcune delle metropoli del mondo in più rapida trasformazione (New York\, Miami\, Città del Messico\, Milano\, Abu Dhabi\, Dubai e Hong Kong)\, realizzate con tecnica ICM – Intentional Camera Movement – che prevede tempi lunghi di ripresa\, il movimento della macchina fotografica durante lo scatto e un accurato lavoro di post-produzione. In “Future & The City” è come se gli edifici appartenessero a un’unica grande città che è nello stesso tempo sintesi e manifesto dell’immaginario architettonico e urbano dell’uomo contemporaneo. \nGLI AUTORI \nGiorgio Galimberti nasce a Como il 20 marzo 1980. Figlio d’arte\, è da sempre appassionato di fotografia. Circondato dalla presenza e conoscenza di grandi Maestri\, Giorgio carpisce e fa suo un certo tipo di visione che\, nel momento di riprendere la macchina in mano\, gli consente di definire una propria cifra stilistica chiara e ben delineata. Intorno ai trent’anni le sue esperienze e conoscenze si trasformano in una consapevolezza di linguaggio che gli permette di affacciarsi al mondo autoriale con maturità tecnica e compositiva. \nI suoi riferimenti hanno sicuramente influito nella definizione del proprio linguaggio: Robert Frank\, Robert Doisneau e Mario Giacomelli su tutti. \nLe sue immagini esulano dai soliti canoni fotografici\, unendo diversi generi\, partendo dalla street photography\, declinata in una visione incentrata su contrasti ed un uso della luce moderno e attuale. \nRoberto Polillo\, milanese\, classe 1946\, ha fotografato\, negli anni ’60\, oltre un centinaio di concerti di jazz\, realizzando una galleria molto completa di ritratti dei più noti musicisti dell’epoca. A commissionargli i servizi era il padre Arrigo\, allora direttore della rivista Musica Jazz e oggi considerato il più importante storico di musica jazz in Italia. Esposte in numerose mostre personali\, in esposizione permanente alla Fondazione Siena Jazz\, le sue foto sono utilizzate ancora oggi in riviste\, libri\, CD e magazine online. Nel 2006 sono state raccolte nel libro fotografico “Swing\, Bop & Free”\, edito dalla Marco Polillo Editore. Nel 2016\, in una mostra omonima in onore del padre\, sono state esposte al Base Milano nell’ambito di JazzMi. \nA partire dagli anni ’70 Polillo si è dedicato all’informatica come imprenditore e docente universitario. Solo da una decina d’anni ha ripreso a occuparsi attivamente di fotografia avviando una ricerca personale nell’ambito della fotografia digitale con tecnica di ripresa ICM – Intentional Camera Movement. Nel 2016 ha pubblicato il volume “Visions of Venice” (Edizioni Skira)\, dedicato a Venezia e realizzato tutto con immagini scattate con tecnica ICM. Nel corso del 2016 la mostra omonima è stata esposta prima ai Tre Oci della Giudecca e poi alla Fondazione Stelline di Milano. \n“Muse Urbane” si svolge nell’ambito di Trieste Photo Days 2017\, festival internazionale della fotografia urbana\, il cui programma si concentra nei giorni 27\, 28 e 29 ottobre 2017. Tra gli ospiti di questa edizione: Maurizio Galimberti\, Monika Bulaj\, Denis Curti\, Fulvio Bortolozzo\, Graziano Perotti\, Tadashi Onishi\, Stan Raucher e Christine Miess. \nVenerdì 27 ottobre alle 11.00 il Comune di Trieste offre la possibilità di una visita guidata alla Fototeca dei Civici Musei di Storia ed Arte presso Palazzo Gopcevich. \nDalle 18.00 si entra nel vivo del festival\, con la presentazione ufficiale presso la Sala del Giubileo (sede principale del festival): ci sarà una tavola rotonda con i creatori del festival Roberto Fermo e Stefano Ambroset\, l’art director Angelo Cucchetto e alcuni dei protagonisti di quest’anno: Graziano Perotti\, Fulvio Bortolozzo\, Giorgio Galimberti\, Roberto Polillo. \nAlle 19.00 la fotografa Loredana Celano presenterà la mostra “Green Cities”\, un viaggio attraverso gli eco-quartieri del nord Europa. \nAlle 19.30 verrà proiettato il documentario del progetto “NON iO” di Luca Quaia con lettura / anticipazioni di alcuni “diari” degli artisti coinvolti\, mentre alle 20.00 Fulvio Bortolozzo presenterà il suo workshop “RestLab” che terrà sabato 28 e domenica 29 ottobre. Un laboratorio che vuole approfondire le relazioni esistenti tra l’osservazione nei luoghi e le fotografie che ne risultano\, con riferimento all’esperienza iconografica che si va svolgendo sulla rivista REST\, che verrà presentata con una proiezione dedicata. \nAlle 20.30 Ania Klosek\, una delle più influenti street photographer polacche\, presenterà il proprio lavoro e il collettivo Un-posed. \nSabato 28 ottobre alle 9.00 si terrà presso la Sala del Giubileo il workshop “Trieste Mon Amour” di Graziano Perotti\, che sarà replicato anche domenica con lo stesso orario. \nSempre alle 9.00 Monika Bulaj\, fotografa\, reporter e documentarista internazionale\, terrà alla Lewis School un Laboratorio sul Fotoreportage (“Scrittura creativa e non-fiction del reale”). \nAlle 15.00 si terrà un incontro informale tra lo staff del festival e gli autori dei libri “URBAN unveils the City and its secrets” e “URBAN & Human Empathy”. \nAlle 16.00 Giorgio Galimberti e Roberto Polillo saranno alla Sala Veruda per una visita guidata alla loro mostra “Muse Urbane”. \nDalle 16.30 alle 17.30 in Sala del Giubileo\, Denis Curti commenterà pubblicamente alcuni dei progetti presentati alla call TPD Book Award 2017. \nAlle 17.30 in Sala del Giubileo Monika Bulaj terrà la conferenza “Le Strade di Kabul”\, mentre alle 18.30 Angelo Cucchetto presenterà in anteprima il secondo numero di “Cities”\, fanzine dedicata alla street photography italiana\, frutto del progetto ISP Experience. \nAlle 19.00 Stefano Ambroset e Roberto Srelz presenteranno il libro fotografico “URBAN unveils the city and his secrets – Vol. 03”\, che contiene una selezione delle migliori foto classificate al concorso fotografico URBAN 2017\, e il progetto fotografico “Urban & Human Empathy”\, primo progetto fotografico lanciato dalla piattaforma Exhibit Around\, incentrato sulla presenza umana immersa nel contesto urbano. Il progetto\, al quale partecipano 50 fotografi da tutto il mondo\, comprende anche un ciclo di mostre internazionali\, tra cui una mostra all’Aeroporto di Trieste che è parte del festival. Saranno presenti gli autori selezionati del progetto\, l’americano Stan Raucher e l’austriaca Christine Miess. \nAlle 19.30 Maurizio Galimberti premierà il fotografo giapponese Tadashi Onishi\, vincitore della call per il “TPD Book Award 2017” con il progetto “Lost in Shinjuku”. Galimberti introdurrà il libro\, commentandolo con Denis Curti\, che offrirà una lettura critica. \nAlle 20.00 si terrà l’inaugurazione della mostra collettiva con cerimonia di premiazione del concorso URBAN 2017 Photo Awards. Maurizio Galimberti\, in qualità di Presidente della giuria\, premierà il vincitore assoluto del contest. \nDomenica 29 ottobre alle 10.30 presso Sala del Giubileo ci sarà un vis a vis di Denis Curti con gli autori del festival. Curti\, direttore artistico della Casa dei Tre Oci di Venezia e noto Curatore internazione terrà due conversazioni con Monika Bulaj e Maurizio Galimberti. A seguire\, una sua lectio Magistralis.
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DESCRIPTION:Con la testa sott’acqua Inaugurazione: lunedì 18 settembre 2017 | ore 17\nApertura al pubblico: da martedì 19 a sabato 23 settembre 2017\nOrario:\n19_20 settembre ore 10-13 e 17-20\ngiovedì 21 settembre ore 9-19\nvenerdì 22 settembre ore 9-22\nsabato 23 settembre ore 10-22\nA cura di Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale – OGS e Area Marina Protetta di Miramare \nARTE O SCIENZA’  \nInaugurazione: lunedì 18 settembre 2017 | ore 17.30\nApertura al pubblico: da martedì 19 a sabato 23 settembre 2017\nOrario:\n19_20 settembre ore 10-13 e 17-20\ngiovedì 21 settembre ore 9-19\nvenerdì 22 settembre ore 9-22\nsabato 23 settembre ore 10-22\nEsposizione delle migliori immagini del concorso fotografico “Arte o Scienza’” giunto all’ottava edizione e riservato a ricercatori e studenti degli enti di ricerca di tutta Italia.\nA cura di IS – Immaginario Scientifico e Università degli Studi di Trieste \nStorytelling PISUS \nApertura al pubblico: da martedì 19 a sabato 23 settembre 2017\nOrario:\n19_20 settembre ore 10-13 e 17-20\ngiovedì 21 settembre ore 9-19\nvenerdì 22 settembre ore 9-22\nsabato 23 settembre ore 10-22\nIl progetto Storytelling PISUS rientra nell’ambito del progetto PISUS – Animazione Urbana del 2016 promosso dal Comune di Trieste in collaborazione con la Cooperativa Arteventi di Udine e con Kallipolis di Trieste. Storytelling PISUS ha coinvolto gli studenti delle classi 5A e 5B del Liceo Artistico “Enrico e Umberto Nordio”\, coordinati dai professori Renzo Grigolon e Giulio Stagni e gli studenti della classe 5M del Liceo Musicale “Carducci – Dante” di Trieste coordinati dai professori Ernest Cosenza e Matteo Fanni Canelles. Lo scopo di Storytelling PISUS è stato quello di indagare e raccontare le caratteristiche e l’identità dell’area urbana interessata dal progetto PISUS a Trieste\, utilizzando come strumenti narrativi ed esplorativi la percezione visiva da un lato e la percezione sonora dall’altro. Gli studenti hanno esplorato gli spazi urbani\, riflettendo sulle peculiarità e sulle caratteristiche dell’area\, fornendone una visione personale attraverso un prodotto audiovisivo.\nA cura di Associazione Kallipolis in collaborazione con Liceo Artistico “E. e U. Nordio” e Liceo Musicale “Carducci – Dante” – Progetto PISUS\, Comune di Trieste \nArte algoritmica e robotica \nApertura al pubblico: da giovedì 21 a sabato 23 settembre 2017\nOrario:\ngiovedì 21 ore 9-19\nvenerdì 22 ore 9-22\nsabato 23 ore 10-22\nL’arte algoritmica\, o arte generativa\, nella sua formulazione canonica\, ambisce a creare movimenti e pattern con elevati contenuti estetici delegando\, in parte\, il processo creativo ad un algoritmo matematico. Molte e diversificate sono le strade esplorate fin dagli anni ‛70\, perlopiù teoriche. Sono molto più rari gli esempi di arte algoritmica combinati con la gestualità del mezzo robotico. È proprio nel passaggio dal digitale al supporto fisico\, dalle tonalità artificiali dello schermo alla consistenza materica e indisciplinata dei colori reali\, che si aprono nuove prospettive espressive.\nA cura del Dipartimento di Ingegneria e Architettura\, Università degli Studi di Trieste e Gruppo 78
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SUMMARY:Con la testa sott’acqua
DESCRIPTION:L’Alto Adriatico protagonista degli scatti selezionati da OGS e dal WWF Area Marina Protetta di MiramareInaugurazione domani lunedì 18 settembre 2017\, alle ore 17 – Sala Veruda\, Trieste \nTrenta immagini per raccontare il bacino dell’Alto Adriatico\, i suoi misteri e i rischi cui è soggetto.\nQuesto lo scopo di “Con la testa sott’acqua”\, mostra fotografica organizzata dall’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica Sperimentale – OGS in collaborazione con il WWF Area Marina Protetta di Miramare negli spazi della Sala Umberto Veruda del Comune di Trieste in Piazza Piccola 2 a Trieste\, in occasione di Trieste Next.\nLa mostra\, a ingresso libero\, sarà inaugurata domani lunedì 18 settembre 2017\, alle ore 17 e resterà poi aperta dal 19 al 20 settembre dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20; giovedì 21 settembre dalle 9 alle 19; venerdì 22 settembre dalle 9 alle 22 e sabato 23 settembre dalle 10 alle 22. \nL’Alto Adriatico è un bacino caratterizzato dalla predominanza di fondali fangosi e sabbiosi\, dalla ricchezza dei nutrienti e dalla bassa profondità (massimo 30 metri).\nPer lungo tempo si è ignorato che in realtà questo mare è caratterizzato da innumerevoli affioramenti rocciosi\, chiamate “trezze” o “tegnue” dai pescatori locali\, formazioni sottomarine molto importanti per quanto riguarda l’aspetto biologico\, in quanto oasi di vita in cui si concentrano la flora e la fauna dei fondi duri\, che costituiscono veri e propri rifugi sottomarini\, ricchi di biodiversità.  \nUn’ambiente minacciato dai rifiuti di origine antropica. Gli scarti prodotti dall’uomo e da lui gettati anche molto lontano dal mare\, stanno diventando le “presenze” più pericolose e pervasive dell’Alto Adriatico\, in quanto sono capaci di insediarsi in ogni ambiente e resistono immutati per tempi lunghissimi. \nGli scatti proposti da OGS e dal WWF Area Marina Protetta di Miramare hanno dunque l’obiettivo di favorire lo sviluppo di una migliore “coscienza ambientale” dei cittadini di ogni età e delle Istituzioni e di stimolare l’avvio di nuove iniziative volte a una gestione integrata e sostenibile dell’Alto Adriatico che consentano una sua migliore salvaguardia.
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SUMMARY:Sulle ali del gabbiano
DESCRIPTION:In occasione della terza edizione Slofest 2017 – un volo di eventi si posa in città:\nil 13 settembre 2017 alle ore 18.30 si terrà l’inaugurazione della mostra di illustratori sloveni in Italia “Sulle ali del gabbiano”\, a cura di Giulia Giorgi e organizzata dall’Unione dei Circoli Culturali Sloveni – ZSKD\, alla Sala Umberto Veruda di Piazza Piccola 2\, a Trieste. \nEsporranno: \nVesna Benedetič \nErika Cunja \nDunja Jogan \nKaterina Kalc \nDanila Komjanc \nJasna Merkù \nŽiva Pahor \nKlavdij Palčič \nChiara Sepin \nIvana Soban \nMagda Starec Tavčar \nMatej Sussi \nLuisa Tomasetig \nMoreno Tomasetig \nŠtefan Turk \nAndrej Vodopivec
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SUMMARY:Il ricamo tradizionale palestinese -Storie di donne
DESCRIPTION:Un evento di approfondimento\, collaterale alla mostra\, si terrà domenica 3 settembre alle ore 18\, nella sala Veruda\, con un’esecuzione di musica palestinese (tramite l’Oud strumento tipico della Palestina)\, eseguita da Mahmud Al Khatib e la recitazione di poesie palestinesi sia in arabo che in italiano con l’attrice Khouzama Reda e il poeta Mohamed Abdul Monaem. \n 	L’esposizione\, organizzata a Trieste dall’Associazione Salaam Ragazzi dell’Olivo\, con il supporto del Comune e in collaborazione con altri soggetti del territorio e con la Comunità Palestinese di Lombardia\, e già esposta nel 2016 proprio a Milano\, al Museo delle Culture (MUDEC) del capoluogo lombardo\, è dedicata all’arte secolare del ricamo tradizionale palestinese\, lavorazione tipicamente femminile\, nata dall’abilità e dal senso artistico delle donne palestinesi\, che ancora oggi la mantengono viva.  \n	Nelle abili mani delle ricamatrici gli abiti scuri\, di origine contadina e non\, si trasformano in capi coloratissimi e di grande bellezza\, riproducendo geometrie simboliche ed elementi tipici della natura dei luoghi\, oltre che riferimenti alla tormentata storia di questo popolo. \n	Storie di donne naturalmente e\, a un tempo – è stato spiegato – di bimbi\, di giovani\, di vecchi; nel complesso\, di una tradizione popolare che affonda nei secoli e resta anche oggi custode di una feconda espressione artistica e civile. Una tradizione solidissima\, che all’arte assomma inevitabilmente un carattere identitario fortemente sentito tanto in Palestina quanto nell’esilio forzato dei campi profughi\, dove a milioni i Palestinesi sono costretti a vivere.\n	Un’arte antica dunque e\, nel contempo\, il “manifesto” di un popolo che racconta di luoghi\, di città\, di villaggi\, tanti dei quali oggi distrutti\, ma ben vivi nella memoria di chi ci viveva (spesso infatti i ricami riportano le forme o qualche caratteristica delle località distrutte). E costituisce pure – nelle fasi della produzione\, e poi anche della commercializzazione degli abiti così prodotti – un momento di coesione nazionale dove i differenti stili regionali testimoniano della varietà culturale e anche religiosa del popolo palestinese.\n	Il ricamo – che adorna l’abito ma anche le scarpe e gli altri accessori del vestiario – diventa quindi il riflesso di un complesso mosaico territoriale\, sociale e civile. Un tutt’uno sullo sfondo delle tre religioni monoteiste che rende la Palestina eccezionale epicentro religioso. Ma anche un mezzo simbolico e mediatico per esprimere uno spirito di resistenza che non si rassegna. \n	Gli organizzatori dell’iniziativa\, che l’hanno definita “un’occasione della massima importanza per far conoscere la cultura e le caratteristiche – così poco note e pochissimo spiegate – di un popolo che aveva da sempre le sue storiche radici in questa terra\, oggi sottratta e ridotta ai minimi termini”\, hanno quindi illustrato le varie iniziative collaterali che “correderanno” la mostra. Tra le quali un incontro su “Il ricamo palestinese: coesione sociale e resistenza” (giovedì 17\, ore 18\, presso la mostra); “prove pratiche di ricamo” al Giardino di via San Michele (22 e 23 agosto\, dalle ore 10)\, la proiezione del lungometraggio “Ricucendo la Palestina” (giovedì 31\, ore 20.30. allo Spazio Giovani di Androna degli Orti 4/2); lettura di poesie e musica palestinese (3 settembre\, ore 18\, presso la mostra\, nella sua giornata conclusiva). (vedi anche depliant-programma dettagliato\, allegato).   \n	Sempre i rappresentanti di Salaam Ragazzi dell’Olivo\, in conclusione della conferenza di presentazione\, non hanno mancato di vivamente ringraziare l’Amministrazione Comunale e l’Assessore alla Cultura Giorgio Rossi per il fondamentale supporto all’organizzazione della mostra\, ospitata – hanno sottolineato – in una delle Sale municipali più prestigiose com’è appunto la “Umberto Veruda” di Palazzo Costanzi. \n	La mostra\, a ingresso libero\, con orario feriale e festivo 10-13 e 17-20\, rimarrà aperta – come detto – fino a domenica 3 settembre.
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SUMMARY:Quintessenza - la magia
DESCRIPTION:Ci sono tanti significati di Magia come tipi di maghi. (Giordano Bruno) \nControluce alcune parole soffiano al vento come semi di tarassaco: sospese nel sole si svelano al senso. Magia tra queste\, chiave e soglia del sapere\, intima conoscenza di ciò che ci pervade e limita. Magia come atto tellurico\, scaturigine della parola e della narrazione da cui prende vita il mondo: ecco il Vulcano di Giulio Rigoni\, la montagna sacra che è la parola\, racconto della creazione\, ecco la colonna di carta che ci trasporta a Dio\, Axis Mundi\, aspirazione\, slancio e fuga di là della colonna conficcata nella terra\, nella vanità della vita\, colonna-scoglio da aggrappare come cozze. Colonna-centro delle antiche città\, fulcro sacro dell’altare\, ara o tavolo da dissezione su cui Saturno Buttò osserva celebrare una Red Mass\, invito a consumare l’eucaristia del corpo della donna\, allo stesso tempo oggetto e sacerdotessa del culto\, desiderata e negata\, immolata alle passioni del dolore e dell’estasi\, trasfigurata nel sangue e nel vino. Testimoni\, adepti\, o giudici\, un coro maschile assiste al sacrificio: profanazione\, condanna\, o adorazione dell’eredità pittorica dell’Occidente. E poi\, un altro corpo\, un altro sacrificio\, e un altro sguardo ad omaggiare tradizioni secolari dell’arte: San Sebastiano\, egli stesso colonna\, e la sua stessa carne\, martire\, campo di battaglia tra dolore e coraggio: è questa la soglia cui indica Barbara Stefani\, spalancata nella fede ad oltrepassare il corpo perseguitato e dilaniato. \nEcco allora come ogni soglia comunichi o separi\, introduca od escluda. Stefan Turk apre la Porta Aurea ad un oriente di universi in accumulazione e sottrazione di colori e strati\, luogo di possibilità che giace di là del quadro\, esponendo lo sguardo\, di qua\, a superare il suo limite avventurandosi a nuove vulnerabilità. Ed è anche un’altra soglia che\, sprofondata nel tempo\, riemerge dai caratteri di antiche stamperie ormai scomparse: porta Ermetica percorsa da Alessandra Spigai attraverso la memoria materica della letteratura\, lo stampo immutabile da cui emerge l’infinita mutabilità della scrittura\, l’infinito incostante rifrangersi in frammenti di un essere in divenire\, Resilienza dell’individuo in un instabile gioco di specchi\, o come il movimento\, direzione\, Processione di sculture cubiche di Paola Gariboldi\, a propagarsi come onde sismiche\, variabili nello spazio che attraversano e che incontrano\, anche esse in divenire. \nSimilitudini\, metafore\, metonimie\, allegorie\, simboli\, parallelismi\, allusioni\, collegamenti\, vincoli e legami tra mondi\, individui\, storie\, elementi\, immagini\, forme\, memorie: montagna\, colonna\, specchio\, soglia\, corpo. Il corpo come nodo fondamentale\, legame primitivo\, centro\, nucleo da cui tutto dipana. Il corpo declinato nella definitiva presenza formosa della Madonna di Sara Saudkova\, e inaggirabile\, come la sua montagna sacra\, Monumento maschile. Il corpo di vera carne e vero sangue\, sorgente della vita\, ed il corpo sfuggito e desiderato\, evocato\, gesto d’una Femme a sfiorare l’obbiettivo di Tiziano Neppi: fantasma\, ricordo o presagio. \nI corpi s’impongono o sbiadiscono. Coagula la materia nelle sculture ai quattro elementi di Marco Bevilacqua\, concrete e vive\, di legno segato\, tagliato\, scolpito\, tornito e poi toccato lavorato impugnato e carezzato: un oggetto certo e rassicurante di terra\, d’aria\, di acqua\, incorniciato nel fuoco\, a trattenere l’essenza dispersa nel fumo\, la materia dissolta del video Smoke di Nello Teodori\, uno sguardo\, un punto di vista\, slogan di qualche pubblicità che ancora ci inviti a “fumare”\, a “sfumarci”\, l’inquadratura fissa sul camino della Cappella Sistina da dove cola il fumo di colori vaghi\, di parole inattese\, fuoco e aria suggestioni improvvise che srotolano dall’ambiguità. \nE altrove insiste ostinato il ciclo degli elementi muti\, della vita incosciente\, liquido strappato alla terra\, suscitato dalle profondità e forzato oltre rami e foglie attraverso Radici e nuvole ad un altro ciclo\, ad un altro cielo\, una sublimazione sulle dita di Silvia Braida\, dal futuro al passato\, dalle origini ai sogni\, e di nuovo pioggia\, come foschia sulle acque di uno specchio magico o di un paesaggio\, vapori e cenere sulla laguna di Cà Loredan\, di Natalija Šeruga\, tempo che ripete e consuma la Storia rinnovando il suo tratto\, il suo ritratto. \nRispondono le incantazioni una all’altra\, formula cangia in formula\, mani lontane si levano agli stessi gesti: innumerevoli quanto i tipi di maghi\, nel vortice degli Elementi si condensano i significati di Magia e dal turbine cristallizza la sua Quintessenza. \nLa mostra\, ad ingresso libero\, con orario feriale e festivo 10.00_13.00 e 17.00_20.00\, si concluderà lunedì 7 agosto 2017. \nEspongono i seguenti artisti: Marco Bevilacqua\, Silvia Braida\, Saturno Buttò\, Paola Gariboldi\, Tiziano Neppi\, Giulio Rigoni\, María Sánchez Puyade\, Sara Saudkova\, Natalija Šeruga\, Alessandra Spigai\, Barbara Stefani\, Nello Teodori\, Stefan Turk.
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SUMMARY:Francesco Polenghi - Labirinti Concettuali
DESCRIPTION:Sarà inaugurata sabato 13 maggio alle ore 17.00\, presso la Sala U. Veruda di Palazzo Costanzi di piazza Piccola 2 la mostra “FRANCESCO POLENGHI – LABIRINTI CONCETTUALI”\, organizzata con il contributo del Comune di Trieste.\nLe opere esposte permettono di entrare in contatto con le proprie emozioni piú profonde. “Dipingo quello che sento non quello che vedo” dice l’artista. Tradizionalmente le emozioni vengono esplicitate con espressioni facciali. In questo caso la tela funge da specchio a ció che sentiamo dentro di noi inducendo riflessione e meditazione.\nArturo Schwarz ha definito l’opera di Francesco Polenghi come Labirinti Concettuali. Demetrio Paparoni sottolinea come l’artista si interroghi sui limiti che i materiali della pittura impongono. Il disegno viene rimarcato in ogni singolo tratto piú volte\, come si fa con un mantra\, una preghiera vedica\, che si ripete. La ripetizione del gesto sempre uguale e la concentrazione che è imposta a tale lavoro trasforma la pittura in uno strumento capace di controllare la mente e di offrire quelle ‘aperture inaspettate’\, ancora Demetrio Paparoni\, che mettono ogni singolo individuo in contatto con il suo profondo. C’è un carattere estremamente innovativo in questa tecnica e nel messaggio ad esso associato\, come dice ancora Schwarz\, una rivoluzione a livello ascetico di cui il pubblico non si renderá conto ma la percepirá e ne beneficerá. Di seguito: Francesco Polenghi con Barry Schwabsky; con Demetrio Paparoni; con David Carrier; con Arturo Schwarz. Fotografie di Bruno Bani.\nFrancesco Polenghi nasce nel 1936 a Milano. Frequenta la New York University e fino al 1966 è in contatto con i gruppi di artisti della Cooper Union. Tornato a Milano lavora in pubblicitá ma coltiva studi di filosofia che influenzeranno la sua arte. Con Arturo Schwarz condivide la passione per Spinoza e per le filosofie orientali che il Maestro conosce approfonditamente avendo risieduto anche in India.\nL’esposizione sarà visitabile fino a venerdì 9 giugno 2017\, tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20. \nCONTATTI\nAngela ALESSI\, Organizzazione\, cell.331 9348439 email: alessiangelalm@gmail.com \nINFO: 040/6454701
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SUMMARY:I mondi di Almerigo
DESCRIPTION:L’inaugurazione si terrà a Trieste martedì 11 aprile 2017 alle ore 18Una sorta di viaggio dall’11 aprile 1953 al 19 maggio 1987 per raccontare la storia di Almerigo Grilz\, che diventa uno spaccato non solo di Trieste ma di un’intera epoca. Sono 34 anni on the road vissuti fra sogni giovanili\, il mito del viaggio\, la politica iniziata da ragazzo e lasciata per un’altra passione\, quella del giornalismo.\nLa mostra propone una sessantina di pannelli\, a colori e in bianco e nero\, realizzati con fotografie\, quadri\, disegni\, fumetti e scritti ricavati da una documentazione archivistica ricca e ben conservata dallo stesso protagonista\, che non ha fatto in tempo a vivere l’era del digitale. Se ne è andato troppo presto\, con la cinepresa in mano in terra d’Africa filmando a Caia in Mozambico una delle tante\, troppe guerre che insanguinano ancora oggi quello sfortunato Continente.\nUna passione per riprendere\, fotografare e scrivere non comune quella dell’inviato di guerra: Almerigo Grilz è stato il primo free lance italiano caduto in uno scenario di guerra dopo il secondo conflitto mondiale\, un tributo di sangue per l’informazione\, fra giornalisti e cineoperatori uccisi durante lo svolgimento del proprio lavoro\, che ha visto purtroppo Trieste pagare un prezzo altissimo.\nEcco che la mostra I mondi di Almerigo\, che resterà aperta ogni giorno fino a giovedì 11 maggio con orario 10-13 e 17-20\, vuole proprio raccontare il personaggio senza nascondere nulla o soffermarsi unicamente su una parte della sua esistenza\, ma abbracciando la sua breve ma intensa vita nel complesso.
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SUMMARY:Memory As A Living Matter
DESCRIPTION:IoDeposito Ong\, in collaborazione con il Comune di Trieste e con la Regione Friuli Venezia Giulia\, è lieto di invitarla al vernissage della mostra Memory As A Living Matter / la memoria della guerra attraverso la materia: Artisti internazionali per una reinterpretazione dell’oggetto bellico.L’inaugurazione avrà luogo sabato 4 febbraio alle ore 18.00 presso la sala Umberto Veruda in Piazza Piccola 2 (Trieste): per l’occasione\, un breve talk con gli artisti presenti.\nLa mostra-evento sarà fruibile gratuitamente nella prestigiosa location fino a domenica 5 marzo\, dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 19.30\, con la possibilità di fissare delle visite guidate gratuite tutti i venerdì e sabato dalle 17.00 alle 19.00 (in questo caso è gradita la prenotazione a info@iodeposito.org).\nLa mostra appartiene alla terza edizione dell’ampia rassegna artistica e culturale B#SIDE WAR (www.bsidewar.org) \n\nProtagonista dell’esposizione è dunque la rivisitazione dell’oggetto bellico\, che corre lungo due direttrici parallele appartenenti a due prospettive sensoriali e percettive opposte.\nPer la prima\, si hanno opere composte da materiali “forti” (ferro\, cemento\, oggetti di uso comune\, ready made e objets trouvé)\, orientate ad un messaggio di denuncia della violenta insensatezza della guerra.\nPer la seconda\, opere create invece con materiali delicati e potentemente organici (carta\, legno bruciato\, cenere\, grafite\, gusci d’uova) che disvelano le conseguenze della guerra non solo attraverso la trasmissione del senso di vuoto (e assenza)\, ma anche per mezzo dell’idea di fragilità e vulnerabilità di ciò che resta dopo il conflitto.\nIn qualsiasi punto della mostra il visitatore si trovi\, sarà sempre circondato da un universo materico in bilico tra la fredda pesantezza dei metalli e del cemento\, e la fragile evanescenza della grafite\, e di elementi organici come pane e gusci d’uovo.\nChiamato in causa nella reinterpretazione dell’oggetto bellico in opere contemporanee fatte con i resti della guerra\, e in opere che materializzano i lasciti inespressi della guerra\, il fruitore viene immerso in una percezione multi-focale della storia\, mentre il tempo\, incedendo sotto ai suoi occhi\, sfuma nelle opere\, disgregandole e facendole deperire. \n\nOpere di: Man Ray\, Anitra Hamilton\, Nathalie Vanheuele\, Boris Beja\, Lang Ea\, Cosima Montavoci\, Claudio Beorchia\, Ana Mrovlje\, Ilisie Remus
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SUMMARY:Videonotte  #4 party time
DESCRIPTION:maratona notturna di videoartevenerdì 16 dicembre 2016 dalle 20 alle 24\n10 spazi / 12 video / 11 associazioni\n+ 17 dicembre 2016 > 15 gennaio 2017 \nrassegna di videoarte\n11 artisti / 12 video / 11 associazioni\nopening sabato 17 dicembre ore 18.30\nSala Veruda / Palazzo Costanzi\nda lunedì a sabato 10-12.30 e 17-19.30 / domenica e festivi 10-12.30 \nDopo il successo di FotoNotte #4\, la Casa dell’Arte mette nuovamente in rete i propri spazi per far partecipare la città a VideoNotte #4 party time\, quarta maratona notturna dedicata alla videoarte italiana e internazionale che si snoda in 10 spazi espositivi dedicati al contemporaneo disseminati nel centro storico di Trieste. L’iniziativa\, che si avvale della collaborazione della IV Circoscrizione del Comune di Trieste e del sostegno de La Collina coop. soc.\, si sviluppa nelle sedi storiche delle 11 associazioni aderenti che coprono tutta la città e presenta 12 video che trattano il tema delle festività e della vigilia della festa\, dal divertimento del Capodanno alle riflessioni sull’Avvento\, dai compleanni fino alle celebrazioni pubbliche culturali\, politiche\, sportive o religiose. Un modo diverso per riflettere sul tempo della festa\, da momento intimo e privato\, come un anniversario\, fino agli eventi spettacolari di massa in chiave capitalistica.\nSegui la piantina di Trieste con la collocazione degli spazi\, iniziando liberamente da una a caso delle sedi\, e colleziona almeno 9 coupon che ti verranno consegnati\, ogni spazio espositivo riserverà infatti 1 gadget social della Casa dell’Arte ai primi 10 visitatori che lì avranno completato il tour di almeno 9 mostre!\nVideoNotte #4 è una rassegna di videoarte\, ma anche una passeggiata notturna che inaugurerà contemporaneamente nelle 10 sedi con un brindisi diffuso offerto da Korenika di Izola per abbinare alla mostra di videoarte anche una degustazione di vino d’eccellenza. E per quest’edizione proseguirà per tutto il periodo delle festività alla Sala Veruda di Palazzo Costanzi\, grazie alla collaborazione del Comune di Trieste. La mostra inaugurerà sabato 17 dicembre alle 18.30\, con un brindisi offerto da vini Lenardon e dal ristorante di pesce Hostaria Malcanton di Trieste\, a Palazzo Costanzi dove per l’occasione ritornano le proiezioni: fu sede infatti di una sala cinematografica\, aperta nel 1908 come Cinema Orfeo e poi\, dal 1921 al 1957\, col nome di Cinema Venezia! \nPROGRAMMA dalle 20 alle 24\nDoubleRoom\, via Canova 9\nGuillermo Giampietro\, Emoticon\, 2016\, Argentina/Italia\nPaola Pisani\, Rancho\, 2013\, Italia/Messico\, a cura di Gruppo78 \nJulietRoom\, via Battisti 19/a\, Muggia (residence Le Dimore)\nDavide Skerlj\, Rituali riservati\, 2016\, Italia\, a cura di Juliet \nKnulp\, via Madonna del Mare 7/a\nPierPaolo Koss\, Composizioni sommarie (made in North Korea)\, 1992\, Corea del Nord/Italia\, a cura di DayDreaming Project \nScuola del Vedere\, via Rittmeyer 18\, I piano\nLucia Flego\, Wedding ceremonies\, 2010\, Giappone/Italia\, a cura di Scuola del Vedere \nStudio Bloccari\, via del Monte 21\nPaola Di Bello\, Video-Stadio\, 1997\, Italia\, a cura di AIDIA \nStudio Tommaseo\, via del Monte 2/1\nEmma Ciceri\, Lode\, 2009\, Italia\, a cura di L’Officina\, Studio Tommaseo e Trieste Contemporanea \n+ video diffuso \nCombiné\, piazza Barbacan 4/b\nFrancesca Fini\, Mother-Rythm + Non mangiare/Do not eat\, 2014\, Italia \nGiada\, via Roma 16/c\nAntonio Giacomin\, Hic et nunc (video immersivo)\, 2016\, Italia/Slovenia \nLeoLab\, via dei Leo 6/a\nAnselmo Luisi\, Everything is percussion: Reindeer Percussion\, 2015\, Italia \nMLZ Art Dep\, via Galatti 14\nCalixto Ramirez\, Resistance\, 2016\, Italia/Messico \nutilizza #videonottetrieste e #casadellartetrieste\, hashtag ufficiali della VideoNotte della Casa dell’Arte di Trieste\,\ne condividi la VideoNotte sui tuoi social! \nun progetto di Casa dell’Arte\ncon la collaborazione di IV Circoscrizione del Comune di Trieste\ncon il sostegno di La Collina coop. soc.\ncon il patrocinio di PromoTurismoFVG\ncon la partecipazione di Combiné\, Giada\, Knulp\, LeoLab\, MLZ Art Dep  \ncoordinamento generale Massimo Premuda\ntesto storico Giulio Polita\nimmagine coordinata Massimiliano Schiozzi\nconsulenza audiovisivi V_Art-multimedia design-media partner COLLAAB\, DiscoverTrieste\, Fluido.tv\, GoodmorningTrieste\, Radio Fragola\, RadioInCorso\, Trieste Cafe\, TriesteSocial\, WorkEvent brindisi offerto da Korenika\, Lenardon\, Hostaria Malcanton\nsi ringrazia Isidoro Brizzi\, Teatrobàndus
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SUMMARY:Più o meno positivi #6
DESCRIPTION:La mostra più o meno positivi\, alla sua sesta edizione\, si inserisce nell’ambito delle iniziative di sensibilizzazione\, informazione\, prevenzione e lotta alla discriminazionepreviste per il 1° dicembre 2016\, Giornata Mondiale di Lotta all’AIDS. \nLe opere esposte sono state selezionate attraverso un’open call con proposte internazionali e artisti over 16. Il focus dell’esposizione\, suddivisa in tre aree\ntematiche: visual arts\, multimedia e performing arts\, verte sull’importanza della ricerca e della divulgazione\, dalla comunicazione scientifica a quella sociale. \nsegreteria organizzativa:\npiuomenopositivi@gmail.com\nwww.facebook.com/piuomenopositivi
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SUMMARY:Arte/Scienza/Tecnologia: la Robotica
DESCRIPTION:ARTISTISerena Bellini\, Walter Bortolossi\, France Cadet\, Isabel Carafi\, Manolo Cocho\, Bruna Daus\, Stefan\nDoepner (Cirkulacija2)\, Cecilia Donaggio Luzzatto-Fegiz\, Luciana Esqueda\, Fabiola Faidiga\, Lucia Flego\,\nGuillermo Giampietro\, Garnet Hertz\, Max Jurcev\, Marcel Lì Antunez Roca\, Nadja Moncheri\, Lucio Perini\,\nPaola Pisani\, Kennett Rinaldo\, Giordno Rizzardi\, Barbara Romani\, Daniel Romero Nieto\, Borut Savski\n(Cirkulacija 2)\, Erika Stocker Micheli\, Betta Porro\, Luigi Tolotti\, Bill Vorn\, Pierre Zufferey\, Elisa Zurlo\,\nAssociazioni Science Industries e Mittelab.\ncon la partecipazione del prof. Paolo Gallina assieme a Lorenzo Scalera e Stefano Seriani \nOrario: da lunedì a sabato: 10.00/12.00 – 17.00/19.30; domenica 10.00/12.30
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SUMMARY:30° Concorso per le Arti Figurative
DESCRIPTION:La mostra comprende una quarantina di opere tra quelle dei concorrenti e quelle presentate da artisti vincitori in precedenti edizioni\, che sono stati invitati a completare il panorama delle personalità artistiche supportate dall’attività della Fondazione. \nLa Commissione giudicatrice è presieduta da Paolo Marani e composta da Marianna Accerboni\, Enzo Mari e Giorgio Cisco nonché dalla Presidente della Fondazione Anna Rosa Rugliano.\nIl Primo Premio è stato assegnato a Andrea Solaja\, nata a Belgrado e ora residente a Trieste\, che ha presentato due opere olio su tela “Instabilità” e “Pensieri blu”; il Secondo Premio è stato assegnato a Arianna Bosa di Camino al Tagliamento\, che ha presentato due opere di grafica acquaforte\, acquatinta e ceramolle su zinco\, a pari merito con Francesco Ceglie di Muggia\, che ha partecipato con due acquerelli\, china e smalto. La Borsa di Studio per uno Stage all’Accademia Internazionale d’Arte di Salisburgo\, offerta da Marta Gruber in memoria dei suoi familiari Delia e Silvio Benco\, Aurelia Gruber Benco\, Carlo Gruber e Anna Gruber\, è stata assegnata a Leone Maria Kervischer\, che ha presentato un trittico e un dipinto olio sul tela. Infine è stata segnalata la giovane Fabiana Ipavic.\nI concorrenti sono di età compresa tra 17 e 28 anni e provengono da Trieste e da varie parti della Regione. Gli artisti invitati hanno per lo più un’attività artistica professionale\, il che conforta a sostenere sempre il lavoro dei giovani.\nLa Fondazione Caraian è sorta per volontà testamentaria dell’artista triestina di origini armene Lilian Caraian (1914-1982) pianista concertista e poi insegnante al Conservatorio nonché pittrice nel Gruppo Raccordosei\, che ha indicato nel suo testamento la volontà di sorreggere gli inizi degli artisti sia nel campo della Musica che delle Arti Figurative\, con la costituzione di una fondazione a lei intitolata\, designando come esecutrice testamentaria Bianca De Rosa Di Giorgio\, che ne è stata anche la prima Presidente fino al 2006. \nLa mostra rimarrà aperta fino a domenica 16 ottobre con orario feriale 10-12.30 e 17-19.30; festivo 10-12.30.
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SUMMARY:Tanto vale che sia un'avventura. La guerra di Paolo Budinich
DESCRIPTION:L’omaggio del giornalista e scrittore Pietro Spirito al padre della Trieste scientificaGiovedì 22 settembre alle 18  \nLa passione per il mare è ciò che accomuna l’opera di Pietro Spirito\, giornalista e scrittore\, e la vita di Paolo Budinich\, lo scienziato che ha fatto di Trieste un polo di ricerca internazionale omaggiato\, a 100 anni dalla sua nascita\, dalla mostra “L’arcipelago delle meraviglie”\, aperta fino al 25 settembre a Palazzo Costanzi.\nSarà Pietro Spirito a condurre\, giovedì 22 settembre\, alle 18 nella Sala Veruda di Palazzo Costanzi\, l’incontro pubblico “Tanto vale che sia un’avventura. La guerra di Paolo Budinich”  organizzato dalla SISSA\, promotrice della mostra insieme all’Immaginario scientifico di Trieste.\nAutore del romanzo “Un corpo sul fondo” da cui nel 2008 è stato tratto il film-documentario “Medusa – Storie di uomini sul fondo” (regia di Fredo Valla)\, nel corso dell’incontro lo scrittore Spirito si riallaccerà alla drammatica vicenda del sommergibile Medusa – affondato al largo di Pola il 30 gennaio 1942 con 14 uomini ancora vivi intrappolati all’interno – per raccontare l’esperienza bellica di Budinich\, sommergibilista durante la Seconda Guerra Mondiale.\nScrisse Budinich nella sua autobiografia: «Mi offrii come volontario sommergibilista\, così\, tanto per provare com’era ed era interessante ma brutto\, anzi terribilmente brutto».\nEra un avventuriero\, Paolo Budinich\, ed è proprio questo lato del suo carattere su cui Spirito si soffermerà facendo emergere «la grande curiosità che lo spinse a vivere gli anni di guerra come un moschettiere». «Era attratto da quest’avventura\, come tanti altri giovani\, ma ciò che l’ha contraddistinto è stato un atteggiamento da uomo d’altri tempi\, dotato di spirito nobile e intelligenza\, profondo senso dell’amicizia e rispetto per gli altri».\nSono proprio questi tratti del suo carattere ad aver giocato un ruolo fondamentale nella partita che l’ha portato a fondare\, insieme ad Abdus Salam\, dapprima il Centro internazionale di fisica teorica e di lì gli altri istituti di ricerca scientifica che ancora oggi fanno di Trieste un centro d’eccellenza internazionale.\n«Da questi racconti emergerà – chiosa Spirito – come la sua attività sia stata spinta dall’idea che la scienza costituisca un pilastro fondamentale per una politica di pace; un pensiero\, questo\, che Budinich ha maturato proprio durante la sua esperienza di guerra».\n“L’Arcipelago delle meraviglie. Mostra a 100 anni dalla nascita di paolo Budinich” è stata realizzata\, come detto\, da SISSA e Immaginario Scientifico\, con il contributo del Comune di Trieste e in collaborazione con Università degli Studi di Trieste\, Centro Internazionale di Fisica Teorica “Abdus Salam” (ICTP)\, The World Academy of Sciences (TWAS) e Fondazione Internazionale Trieste per il Progresso e la Libertà delle Scienze (FIT).
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SUMMARY:Da dove vengono i raggi cosmici'
DESCRIPTION:lo spiega il fisico Francesco Longo\nUna fisica a portata di tutti\, quella proposta alle 18 di domani\, venerdì 16 settembre\, alla mostra “L’arcipelago delle meraviglie”\, allestita in Sala Veruda a Palazzo Costanzi per celebrare il centesimo anniversario dalla nascita di Paolo Budinich\, padre della Trieste scientifica.\nIl fisico Francesco Longo (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) spiegherà l’origine dei “raggi cosmici”\, particelle estremamente energetiche che provengono dall’immensità dello spazio e che vengono emesse dal Sole\, dalle stelle\, dalle supernove e da altre sorgenti cosmiche.\nQuando entrano in contatto con l’atmosfera possono produrre effetti particolarmente affascinanti\, come ad esempio le aurore boreali.\nNel corso dell’incontro – aperto al pubblico e curato dal Dipartimento di Fisica dell’Università di Trieste e dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Trieste – Francesco Longo presenterà i risultati più recenti prodotti dai fisici triestini impegnati nello studio di queste “astroparticelle”\, scoperte negli anni 1911-12 e approfondite negli anni Quaranta da Enrico Fermi. Ad essersi occupato\, all’inizio della sua carriera scientifica\, dei raggi cosmici\, anche Paolo Budinich\, che ha contribuito a fare di Trieste un polo di ricerca scientifica internazionale. Così che ancora oggi questo settore continua a coinvolgere molti tra gli enti del Sistema Trieste\, fra cui il Dipartimento di Fisica dell’Università di Trieste e di Udine\, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare\, l’Osservatorio Astronomico di Trieste dell’INAF\, la SISSA\, l’ICTP\, il Consorzio per la Fisica e la Fondazione Internazionale Trieste.  \nLa mostra – aperta tutti i giorni fino al 25 settembre\, dalle 10 alle 20 a ingresso gratuito – è stata realizzata da SISSA e Immaginario Scientifico\, con il contributo del Comune di Trieste e in collaborazione con Università degli Studi di Trieste\, Centro Internazionale di Fisica Teorica “Abdus Salam” (ICTP)\, The World Academy of Sciences (TWAS) e Fondazione Internazionale Trieste per il Progresso e la Libertà delle Scienze (FIT). Info: pagina Facebook “L’Arcipelago delle meraviglie”.
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SUMMARY:Presentazione "L'arcipelago delle meraviglie"
DESCRIPTION:L’autobiografia di Paolo Budinich\, padre della Trieste scientifica\nUno speciale omaggio al padre della Trieste scientifica\, Paolo Budinich\, è in programma domani\, mercoledì 14 settembre\, nell’ambito della mostra che ne celebra il centesimo anniversario dalla nascita.\nAlle 18 nella Sala Veruda di Palazzo Costanzi\, in piazza Piccola a Trieste\, verrà presentato “L’arcipelago delle meraviglie”\, il libro autobiografico di Budinich (1916-2013) che dà il titolo alla mostra\, aperta a Palazzo Costanzi tutti i giorni fino al 25 settembre (dalle 10 alle 20\, ingresso gratuito) e realizzata da SISSA e Immaginario Scientifico\, con il contributo del Comune di Trieste e in collaborazione con Università degli Studi di Trieste\, Centro Internazionale di Fisica Teorica “Abdus Salam” (ICTP)\, The World Academy of Sciences (TWAS) e Fondazione Internazionale Trieste per il Progresso e la Libertà delle Scienze (FIT).\nScritto all’età di 84 anni dal professore che ha dato vita al Sistema-Trieste come polo scientifico di rilevanza internazionale\, il volume (edito da Beit nel 2000\, oggi alla quinta ristampa) racconta le “avventure di mare e di scienza” che dapprima\, nel 1964\, l’hanno portato a fondare\, assieme al fisico pakistano Abdus Salam\, il Centro Internazionale di Fisica Teorica (ICTP) e poi a promuovere la nascita della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA)\, dell’Area Science Park\, del sincrotrone Elettra\, del Centro Internazionale di Genetica e Biotecnologie (ICBEG) e dell’Immaginario Scientifico.\n«La sua vita si divideva tra passione per la ricerca e passione per il mare» ricorda Simona Cerrato di SISSA Medialab\, fisica che non ha più lasciato il lavoro nel capoluogo giuliano da quando venne chiamata dal professore\, nel lontano 1991. Mercoledì\, al fianco di Cerrato\, la vita dello scienziato sarà ricordata anche dal giornalista scientifico Pietro Greco\, conduttore di Radio3Scienza e autore del libro “Buongiorno prof. Budinich. La storia eccezionale di un fisico italiano”\, edito nel 2007 da Bompiani. Info: pagina Facebook “Arcipelagomeraviglie”.
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SUMMARY:L'arcipelago delle meraviglie: ricordando il padre della Trieste scientifica
DESCRIPTION:Mostra per i 100 anni dalla nascita di Paolo Budinich.La scienza\, il mare: due passioni coltivate in egual misura nel cuore di Paolo Budinich\, uomo di scienza e di cultura\, marinaio e promotore di coraggiose e lungimiranti iniziative. Nel centesimo anniversario dalla sua nascita dal 27 agosto al 25 settembre viene allestita a Trieste\, a Palazzo Costanzi\, una mostra a lui dedicata\, L’arcipelago delle meraviglie: un modo per rendere omaggio all’uomo generoso\, visionario ma determinato\, grazie al quale Trieste è oggi riconosciuta come polo scientifico di rilevanza internazionale.\nLa mostra è realizzata da Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) e Immaginario Scientifico\, in collaborazione con Università degli Studi di Trieste\, Centro Internazionale di Fisica Teorica “Abdus Salam” (ICTP)\, The World Academy of Sciences (TWAS)\, Fondazione Internazionale Trieste per il Progresso e la Libertà delle Scienze (FIT)\, con il contributo del Comune di Trieste\, la collaborazione di Sede Rai FVG e la sponsorizzazione tecnica di Eppinger Caffè.\nLa mostra\, nell’ambito della quale sono previste visite guidate\, incontri e laboratori didattici\, sarà visitabile ad ingresso gratuito dal 27 agosto al 25 settembre\, tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00 (il 23 e 24 settembre fino alle 22.00).\nMaggiori informazioni si trovano sulla pagina Facebook dell’evento “L’arcipelago delle meraviglie” oppure scrivendo a arcipelagomeraviglie@medialab.sissa.it
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DESCRIPTION:Irma Blank\, Igor Eškinja\, Emanuela Marassi\, Ian McKeever\, Adrian Paci\, Alfredo Pirri\, Nedko Solakov\, Bill Viola\nLa calda estate degli eventi culturali a Trieste sarà arricchita da WAVEFRONT\, una mostra d’arte contemporanea internazionale che esporrà una straordinaria raccolta di lavori\, tra cui alcune storiche pietre miliari dell’arte contemporanea. Tra di esse il videotape Chott el-Djerid (A Portrait in Light and Heat)\, 1979\, di Bill Viola che idealmente apre il percorso della mostra. Filmati quasi quarant’anni fa dal grande artista statunitense e diventati una delle icone della videoarte mondiale\, i miraggi nel deserto del Sahara e la neve abbacinante nelle praterie nordamericane\, che mettono alla prova la parte fisica e quella psicologica della nostra percezione della realtà\, fino al limite dell’allucinazione\, sono proposti come chiave di ingresso per lo sguardo contemporaneo dentro alle emozioni della visione di un’opera d’arte che la mostra vuole offrire. \nCon il contributo del Comune di Trieste e del Comitato Trieste Contemporanea\, che organizza l’esposizione\, WAVEFRONT apre mercoledì 20 luglio alle 19 a Palazzo Costanzi (Piazza Piccola 2)\, edificio\, tra i più curiosi del tessuto neoclassico della città\, che vede il mare di piazza Unità d’Italia attraverso la loggia del Municipio. Nella sala mostre del Comune di Trieste\, verranno esposte le opere di Irma Blank\, Igor Eškinja\, Emanuela Marassi\, Ian McKeever\, Adrian Paci\, Alfredo Pirri\, Nedko Solakov e Bill Viola che resteranno a disposizione del pubblico fino al 18 agosto (orario da lunedì – sabato 10-12.30 e 17-19.30; domenica 10-12.30; ingresso libero). \nLa mostra seleziona\, tra opere del panorama contemporaneo già di alta qualità tecnica e di intensa complessità semantica\, una serie di lavori in tutti i quali è possibile riconoscere una forte attenzione degli autori verso gli agenti\, siano essi fisici o concettuali\, che possono essere messi in campo in un’opera per attivare nello spettatore un processo di passaggio da una condizione visiva ad una emotiva.\nLe opere di Trieste sono in questo senso alcuni esempi che fanno parte del medesimo fronte d’onda\, come sottolinea la curatrice Giuliana Carbi Jesurun: “l’intento espositivo è quello di poter forse identificare come uno degli obiettivi oggi più formidabili per l’arte contemporanea proprio il dare rappresentazione aggiornata al ricondurre l’instabile ad equilibrio\, il minimo a partecipata risonanza\, il paradosso ad armonica accoglienza\, come era\, a ben guardare\, sempre sottinteso nel compito di “propagazione” di complessità vibrante/ordinata che era chiesto nei secoli passati a qualsiasi forma della nostra cultura in grado di far concordare la nostra mente e il nostro cuore… per le quali in campo visivo allora si parlava di bellezza\, classicità\, quid estetico…” \nA questo intento provano a rispondere l’otticità pulsante di una scrittura non legata al sapere ma all’essere degli Ur-Schrift (2000-2006) di Irma Blank (Germania 1934); il non-confine di luce e forma debordanti dei Kindertotenlieder\, (2015) dedicati a Gustav Mahler da Alfredo Pirri (Italia 1957)\, dove la superficie si riprende il suo ruolo puro di elemento spaziale; l’atto del vedere che si trasforma in esperienza mentale per Bill Viola (USA 1951); la purezza d’astrazione\, indistinta tra fotografia e pittura\, con la quale nella serie Eagduru (2013) Ian McKeever (UK 1946) sviluppa l’approccio “proto-fenomenologico” che aveva la parola finestra nell’inglese antico; la trasformazione della realtà – di una nave in viaggio e delle deformazioni produttive dell’economia globale – nel luogo di “lavorazione” dell’immaginazione\, come è nel video The Column (2013) di Adrian Paci (1969 Albania); le morbide sorprendenti modalità di un vero e proprio passaggio “autoriale” del tempo sui giornali non scritti nelle Camere con vista (2015-16) di Igor Eškinja (Croazia 1975); l’ambiguità tra la vanitas e il memento mori nel gioco di rimandi della storia uguale di parole e di materiali nell’opera Casanova (1999) di Emanuela Marassi (Italia\, 1937); la paradossale ciclicità ininfluente dell’opera-performance A Life (Black & White) (1998) con la quale Nedko Solakov\, (Bulgaria 1957) nel 2001 stupiva il pubblico della Plateau of Humankind di Harald Szeemann ridipingendo continuamente di bianco e di nero la stessa sala per tutta la durata della 49a Biennale di Venezia.
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DESCRIPTION:Fotogramma per fotogramma/Frames by FramesPrima tappa per questa mostra dedicata all’animazione italiana  in contemporanea con il festival Kino Otok a Izol\, che poi sarà poi proposta al festival Monstra di Lisbona.\nUna ricognizione sulla produzione contemporanea di cortometraggi d’animazione in Italia. La caratteristica tutta italiana di avere delle specificità che la diversificano e la rendono così interessante e unica per il suo policentrismo territoriale\, viene rimarcata in un percorso dove possiamo scorgere quanto sta avvenendo nel cinema d’animazione d’autore. Dalla tecnica del disegno animato classico e quindi dalla Scuola del libro di Urbino\, a Bologna e Firenze\, Roma\, ma anche Parma e Pesaro dovegli autori utilizzano le foto\, puppets e tecniche miste\, per arrivare al digitale con il Centro di Cinematografia Sperimentale di Torino\, Milano\, Modena e Venezia.\nL’iniziativa si sviluppa in una collaborazione con Trieste Contemporanea\, la Casa del Cinema di Trieste\, Ottomani Laboratori e ha il contributo del Comune di Trieste e della Regione Friuli Venezia Giulia. Verrà poi presentata e ampliata a Lisbona nel festival Monstra\, che ha un focus proprio dedicato all’animazione italiana. In mostra:\n– Il disegno animato\, la Scuola di Urbino: Roberto Catani\, Gianluigi Toccafondo\, Magda Guidi\, Virginia Mori\, Marco Capellacci\n– Tecnica mista\, puppets e sculture\, Bologna\, Firenze\, Parma\, Lucca\, Pesaro: Stefano Ricci\, Alvise Renzini\, Virgilio Villoresi\, Francesco Vecchi\, Beatrice Pucci\n– Digital Video\, il Centro Sperimentale di Torino\, Milano\, Modena\, Venezia: Michele Bernardi\, Igor imhoff\, Martina Scarpelli\, Mauro Carraro\, Rino Stefano Tagliafierro \nOrario: da lunedì a sabato 10.00-12.30 e 17.00-19.30; domenica 10.00-12.30\ningresso libero. \nwww.vivacomix.net
URL:https://triestecultura.it/evento/animazioni-italiane/
LOCATION:Sala Umberto Veruda\, Piazza Piccola\, 2\, Trieste\, Trieste\, Italy
CATEGORIES:Mostra
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SUMMARY:Utopia urbana
DESCRIPTION:La mostra nasce da una scrupolosa analisi visiva dell’urbanistica e dell’architettonica sovietica che Citron conduce da una decina di anni\, parte della quale è stata recentemente pubblicata nel libro Urbanism 1.01 che ha ricevuto grande attenzione dai media europei\, ma non ancora esposta in Italia. Utopia urbana raccoglie quaranta foto della sua recente produzione e una decina di scatti inediti che spaziano dalla fotografia panoramica all’impiego di cartoline vintage dell’era comunista\, che Citron ha ricondotto a nuova vita.La ricerca di Marco Citron è rivolta al paesaggio e al contesto cittadino\, con particolare attenzione alle dinamiche di antropizzazione e agli sviluppi dei complessi urbani. Le sue immagini analizzano le volumetrie delle grandi strutture abitative e i particolari rapporti tra i pieni e vuoti che si innescano nella grande scala. Gli scatti di Utopia urbana si misurano in particolare con l’edilizia popolare\, le infrastrutture stradali e gli edifici pubblici costruiti\, tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta\, in alcune città che costituivano le ex Repubbliche Sovietiche.\nCitron nei suoi scatti racconta un’architettura modernista e spigolosa\, a tratti apertamente brutalista\, ritratta però a decenni di distanza dalle condizioni storico-sociali che l’hanno prodotta. Le sue immagini non indugiano in alcuna forma di malinconia per il passato o di rimpianto per l’utopia politica – ed estetica – dei paesi del socialismo reale. Riflettono invece sul Novecento e su come in sostanza sia stato fortemente caratterizzato dalle istanze di miglioramento e di rinnovamento sociale. Ad una fotografia di architettura che è sovente costituita di narrazioni basate su elementi descrittivi concreti\, egli sembra così contrapporre una visione teorica dell’urbanistica e degli spazi\, che vengono quasi completamente privati dalle connotazioni accidentali\, temporali e topologiche. Prive di ogni riferimento che ci consenta di identificare un luogo determinato\, le viste di Citron (che appaiono realistiche benché spesso generino il sospetto di non essere compiutamente reali) sembrano città ideali\, contraddistinte da una forte tensione filosofica e razionale\, pur nella consapevolezza di un’utopia che è stata superata e forse dimenticata.\nNon sfugga però l’ironia delle sue immagini. Ludicamente chiamate Boring Landscapes\, in un omaggio a Martin Parr e alle serie delle sue Boring Postcards\, sono un conte philosophique in cui il passato\, l’utopia novecentesca\, il moderno (che è ormai pratica vintage) si misurano e discutono animosamente su quello che non è stato certo «il migliore dei mondi possibili».\n\nUtopia urbana è un progetto dell’ Associazione Culturale L’Officina di Trieste; si avvale del contributo del Comune di Trieste\, della collaborazione di Trieste Contemporanea\, dell’adesione della Casa dell’Arte di Trieste. E’ reso possibile grazie al generoso sostegno di tante persone che hanno contribuito alla sua realizzazione con una donazione ricevendo in cambio un’opera appositamente realizzata dall’artista.\nUna conversazione pubblica tra Marco Citron e il curatore è prevista sabato 14 maggio alle ore 18.30. In occasione di questo incontro una visita guidata della mostra sarà dedicata a tutti quelli che hanno contribuito alla sua realizzazione.  \n\nMarco Citron (Pordenone\, 1974) ha esposto le sue fotografie in Italia\, Austria\, Francia\, Germania\, Lituania\, Polonia\, Slovenia\, Spagna e Stati Uniti. Tra le personali: nel 2014 presso Izolyatsia Gallery a Kiev (UA)\, nel 2008 alla DesignHaus di Darmstadt (D) e nel 2007 alla IX Biennale di Fotografia di Tenerife (E). Nel 2014 ha pubblicato per Danilo Montanari il libro fotografico Urbanism 1.01. Nel 2011 è stato selezionato dalla Fondazione Izolyatsia in Ucraina per una residenza sotto la curatela di Boris Mikhailov e nel 2009 è tra i vincitori del Portfolio Review al 40° Rencontres di Arles. Tra gli altri\, hanno scritto del suo lavoro Martin Parr\, Gerry Badger ed Irina Tchmyreva.\n\nMarco Citron. Utopia urbana\na cura di Daniele Capra\nTrieste\, Palazzo Costanzi\, Sala Veruda (piazza Piccola 2)\ndal 30 aprile al 17 maggio 2016\norario: da lunedì a sabato 10.00-12.30 e 17.00-19.30; domenica 10.00-12.30\ningresso libero\nwww.utopiaurbana.it\ninfo@utopiaurbana.it\n+39.040.311079 – 639187
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