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SUMMARY:I mondi di Almerigo
DESCRIPTION:L’inaugurazione si terrà a Trieste martedì 11 aprile 2017 alle ore 18Una sorta di viaggio dall’11 aprile 1953 al 19 maggio 1987 per raccontare la storia di Almerigo Grilz\, che diventa uno spaccato non solo di Trieste ma di un’intera epoca. Sono 34 anni on the road vissuti fra sogni giovanili\, il mito del viaggio\, la politica iniziata da ragazzo e lasciata per un’altra passione\, quella del giornalismo.\nLa mostra propone una sessantina di pannelli\, a colori e in bianco e nero\, realizzati con fotografie\, quadri\, disegni\, fumetti e scritti ricavati da una documentazione archivistica ricca e ben conservata dallo stesso protagonista\, che non ha fatto in tempo a vivere l’era del digitale. Se ne è andato troppo presto\, con la cinepresa in mano in terra d’Africa filmando a Caia in Mozambico una delle tante\, troppe guerre che insanguinano ancora oggi quello sfortunato Continente.\nUna passione per riprendere\, fotografare e scrivere non comune quella dell’inviato di guerra: Almerigo Grilz è stato il primo free lance italiano caduto in uno scenario di guerra dopo il secondo conflitto mondiale\, un tributo di sangue per l’informazione\, fra giornalisti e cineoperatori uccisi durante lo svolgimento del proprio lavoro\, che ha visto purtroppo Trieste pagare un prezzo altissimo.\nEcco che la mostra I mondi di Almerigo\, che resterà aperta ogni giorno fino a giovedì 11 maggio con orario 10-13 e 17-20\, vuole proprio raccontare il personaggio senza nascondere nulla o soffermarsi unicamente su una parte della sua esistenza\, ma abbracciando la sua breve ma intensa vita nel complesso.
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SUMMARY:Memory As A Living Matter
DESCRIPTION:IoDeposito Ong\, in collaborazione con il Comune di Trieste e con la Regione Friuli Venezia Giulia\, è lieto di invitarla al vernissage della mostra Memory As A Living Matter / la memoria della guerra attraverso la materia: Artisti internazionali per una reinterpretazione dell’oggetto bellico.L’inaugurazione avrà luogo sabato 4 febbraio alle ore 18.00 presso la sala Umberto Veruda in Piazza Piccola 2 (Trieste): per l’occasione\, un breve talk con gli artisti presenti.\nLa mostra-evento sarà fruibile gratuitamente nella prestigiosa location fino a domenica 5 marzo\, dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 19.30\, con la possibilità di fissare delle visite guidate gratuite tutti i venerdì e sabato dalle 17.00 alle 19.00 (in questo caso è gradita la prenotazione a info@iodeposito.org).\nLa mostra appartiene alla terza edizione dell’ampia rassegna artistica e culturale B#SIDE WAR (www.bsidewar.org) \n\nProtagonista dell’esposizione è dunque la rivisitazione dell’oggetto bellico\, che corre lungo due direttrici parallele appartenenti a due prospettive sensoriali e percettive opposte.\nPer la prima\, si hanno opere composte da materiali “forti” (ferro\, cemento\, oggetti di uso comune\, ready made e objets trouvé)\, orientate ad un messaggio di denuncia della violenta insensatezza della guerra.\nPer la seconda\, opere create invece con materiali delicati e potentemente organici (carta\, legno bruciato\, cenere\, grafite\, gusci d’uova) che disvelano le conseguenze della guerra non solo attraverso la trasmissione del senso di vuoto (e assenza)\, ma anche per mezzo dell’idea di fragilità e vulnerabilità di ciò che resta dopo il conflitto.\nIn qualsiasi punto della mostra il visitatore si trovi\, sarà sempre circondato da un universo materico in bilico tra la fredda pesantezza dei metalli e del cemento\, e la fragile evanescenza della grafite\, e di elementi organici come pane e gusci d’uovo.\nChiamato in causa nella reinterpretazione dell’oggetto bellico in opere contemporanee fatte con i resti della guerra\, e in opere che materializzano i lasciti inespressi della guerra\, il fruitore viene immerso in una percezione multi-focale della storia\, mentre il tempo\, incedendo sotto ai suoi occhi\, sfuma nelle opere\, disgregandole e facendole deperire. \n\nOpere di: Man Ray\, Anitra Hamilton\, Nathalie Vanheuele\, Boris Beja\, Lang Ea\, Cosima Montavoci\, Claudio Beorchia\, Ana Mrovlje\, Ilisie Remus
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SUMMARY:Videonotte  #4 party time
DESCRIPTION:maratona notturna di videoartevenerdì 16 dicembre 2016 dalle 20 alle 24\n10 spazi / 12 video / 11 associazioni\n+ 17 dicembre 2016 > 15 gennaio 2017 \nrassegna di videoarte\n11 artisti / 12 video / 11 associazioni\nopening sabato 17 dicembre ore 18.30\nSala Veruda / Palazzo Costanzi\nda lunedì a sabato 10-12.30 e 17-19.30 / domenica e festivi 10-12.30 \nDopo il successo di FotoNotte #4\, la Casa dell’Arte mette nuovamente in rete i propri spazi per far partecipare la città a VideoNotte #4 party time\, quarta maratona notturna dedicata alla videoarte italiana e internazionale che si snoda in 10 spazi espositivi dedicati al contemporaneo disseminati nel centro storico di Trieste. L’iniziativa\, che si avvale della collaborazione della IV Circoscrizione del Comune di Trieste e del sostegno de La Collina coop. soc.\, si sviluppa nelle sedi storiche delle 11 associazioni aderenti che coprono tutta la città e presenta 12 video che trattano il tema delle festività e della vigilia della festa\, dal divertimento del Capodanno alle riflessioni sull’Avvento\, dai compleanni fino alle celebrazioni pubbliche culturali\, politiche\, sportive o religiose. Un modo diverso per riflettere sul tempo della festa\, da momento intimo e privato\, come un anniversario\, fino agli eventi spettacolari di massa in chiave capitalistica.\nSegui la piantina di Trieste con la collocazione degli spazi\, iniziando liberamente da una a caso delle sedi\, e colleziona almeno 9 coupon che ti verranno consegnati\, ogni spazio espositivo riserverà infatti 1 gadget social della Casa dell’Arte ai primi 10 visitatori che lì avranno completato il tour di almeno 9 mostre!\nVideoNotte #4 è una rassegna di videoarte\, ma anche una passeggiata notturna che inaugurerà contemporaneamente nelle 10 sedi con un brindisi diffuso offerto da Korenika di Izola per abbinare alla mostra di videoarte anche una degustazione di vino d’eccellenza. E per quest’edizione proseguirà per tutto il periodo delle festività alla Sala Veruda di Palazzo Costanzi\, grazie alla collaborazione del Comune di Trieste. La mostra inaugurerà sabato 17 dicembre alle 18.30\, con un brindisi offerto da vini Lenardon e dal ristorante di pesce Hostaria Malcanton di Trieste\, a Palazzo Costanzi dove per l’occasione ritornano le proiezioni: fu sede infatti di una sala cinematografica\, aperta nel 1908 come Cinema Orfeo e poi\, dal 1921 al 1957\, col nome di Cinema Venezia! \nPROGRAMMA dalle 20 alle 24\nDoubleRoom\, via Canova 9\nGuillermo Giampietro\, Emoticon\, 2016\, Argentina/Italia\nPaola Pisani\, Rancho\, 2013\, Italia/Messico\, a cura di Gruppo78 \nJulietRoom\, via Battisti 19/a\, Muggia (residence Le Dimore)\nDavide Skerlj\, Rituali riservati\, 2016\, Italia\, a cura di Juliet \nKnulp\, via Madonna del Mare 7/a\nPierPaolo Koss\, Composizioni sommarie (made in North Korea)\, 1992\, Corea del Nord/Italia\, a cura di DayDreaming Project \nScuola del Vedere\, via Rittmeyer 18\, I piano\nLucia Flego\, Wedding ceremonies\, 2010\, Giappone/Italia\, a cura di Scuola del Vedere \nStudio Bloccari\, via del Monte 21\nPaola Di Bello\, Video-Stadio\, 1997\, Italia\, a cura di AIDIA \nStudio Tommaseo\, via del Monte 2/1\nEmma Ciceri\, Lode\, 2009\, Italia\, a cura di L’Officina\, Studio Tommaseo e Trieste Contemporanea \n+ video diffuso \nCombiné\, piazza Barbacan 4/b\nFrancesca Fini\, Mother-Rythm + Non mangiare/Do not eat\, 2014\, Italia \nGiada\, via Roma 16/c\nAntonio Giacomin\, Hic et nunc (video immersivo)\, 2016\, Italia/Slovenia \nLeoLab\, via dei Leo 6/a\nAnselmo Luisi\, Everything is percussion: Reindeer Percussion\, 2015\, Italia \nMLZ Art Dep\, via Galatti 14\nCalixto Ramirez\, Resistance\, 2016\, Italia/Messico \nutilizza #videonottetrieste e #casadellartetrieste\, hashtag ufficiali della VideoNotte della Casa dell’Arte di Trieste\,\ne condividi la VideoNotte sui tuoi social! \nun progetto di Casa dell’Arte\ncon la collaborazione di IV Circoscrizione del Comune di Trieste\ncon il sostegno di La Collina coop. soc.\ncon il patrocinio di PromoTurismoFVG\ncon la partecipazione di Combiné\, Giada\, Knulp\, LeoLab\, MLZ Art Dep  \ncoordinamento generale Massimo Premuda\ntesto storico Giulio Polita\nimmagine coordinata Massimiliano Schiozzi\nconsulenza audiovisivi V_Art-multimedia design-media partner COLLAAB\, DiscoverTrieste\, Fluido.tv\, GoodmorningTrieste\, Radio Fragola\, RadioInCorso\, Trieste Cafe\, TriesteSocial\, WorkEvent brindisi offerto da Korenika\, Lenardon\, Hostaria Malcanton\nsi ringrazia Isidoro Brizzi\, Teatrobàndus
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SUMMARY:Più o meno positivi #6
DESCRIPTION:La mostra più o meno positivi\, alla sua sesta edizione\, si inserisce nell’ambito delle iniziative di sensibilizzazione\, informazione\, prevenzione e lotta alla discriminazionepreviste per il 1° dicembre 2016\, Giornata Mondiale di Lotta all’AIDS. \nLe opere esposte sono state selezionate attraverso un’open call con proposte internazionali e artisti over 16. Il focus dell’esposizione\, suddivisa in tre aree\ntematiche: visual arts\, multimedia e performing arts\, verte sull’importanza della ricerca e della divulgazione\, dalla comunicazione scientifica a quella sociale. \nsegreteria organizzativa:\npiuomenopositivi@gmail.com\nwww.facebook.com/piuomenopositivi
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SUMMARY:Arte/Scienza/Tecnologia: la Robotica
DESCRIPTION:ARTISTISerena Bellini\, Walter Bortolossi\, France Cadet\, Isabel Carafi\, Manolo Cocho\, Bruna Daus\, Stefan\nDoepner (Cirkulacija2)\, Cecilia Donaggio Luzzatto-Fegiz\, Luciana Esqueda\, Fabiola Faidiga\, Lucia Flego\,\nGuillermo Giampietro\, Garnet Hertz\, Max Jurcev\, Marcel Lì Antunez Roca\, Nadja Moncheri\, Lucio Perini\,\nPaola Pisani\, Kennett Rinaldo\, Giordno Rizzardi\, Barbara Romani\, Daniel Romero Nieto\, Borut Savski\n(Cirkulacija 2)\, Erika Stocker Micheli\, Betta Porro\, Luigi Tolotti\, Bill Vorn\, Pierre Zufferey\, Elisa Zurlo\,\nAssociazioni Science Industries e Mittelab.\ncon la partecipazione del prof. Paolo Gallina assieme a Lorenzo Scalera e Stefano Seriani \nOrario: da lunedì a sabato: 10.00/12.00 – 17.00/19.30; domenica 10.00/12.30
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SUMMARY:30° Concorso per le Arti Figurative
DESCRIPTION:La mostra comprende una quarantina di opere tra quelle dei concorrenti e quelle presentate da artisti vincitori in precedenti edizioni\, che sono stati invitati a completare il panorama delle personalità artistiche supportate dall’attività della Fondazione. \nLa Commissione giudicatrice è presieduta da Paolo Marani e composta da Marianna Accerboni\, Enzo Mari e Giorgio Cisco nonché dalla Presidente della Fondazione Anna Rosa Rugliano.\nIl Primo Premio è stato assegnato a Andrea Solaja\, nata a Belgrado e ora residente a Trieste\, che ha presentato due opere olio su tela “Instabilità” e “Pensieri blu”; il Secondo Premio è stato assegnato a Arianna Bosa di Camino al Tagliamento\, che ha presentato due opere di grafica acquaforte\, acquatinta e ceramolle su zinco\, a pari merito con Francesco Ceglie di Muggia\, che ha partecipato con due acquerelli\, china e smalto. La Borsa di Studio per uno Stage all’Accademia Internazionale d’Arte di Salisburgo\, offerta da Marta Gruber in memoria dei suoi familiari Delia e Silvio Benco\, Aurelia Gruber Benco\, Carlo Gruber e Anna Gruber\, è stata assegnata a Leone Maria Kervischer\, che ha presentato un trittico e un dipinto olio sul tela. Infine è stata segnalata la giovane Fabiana Ipavic.\nI concorrenti sono di età compresa tra 17 e 28 anni e provengono da Trieste e da varie parti della Regione. Gli artisti invitati hanno per lo più un’attività artistica professionale\, il che conforta a sostenere sempre il lavoro dei giovani.\nLa Fondazione Caraian è sorta per volontà testamentaria dell’artista triestina di origini armene Lilian Caraian (1914-1982) pianista concertista e poi insegnante al Conservatorio nonché pittrice nel Gruppo Raccordosei\, che ha indicato nel suo testamento la volontà di sorreggere gli inizi degli artisti sia nel campo della Musica che delle Arti Figurative\, con la costituzione di una fondazione a lei intitolata\, designando come esecutrice testamentaria Bianca De Rosa Di Giorgio\, che ne è stata anche la prima Presidente fino al 2006. \nLa mostra rimarrà aperta fino a domenica 16 ottobre con orario feriale 10-12.30 e 17-19.30; festivo 10-12.30.
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SUMMARY:Tanto vale che sia un'avventura. La guerra di Paolo Budinich
DESCRIPTION:L’omaggio del giornalista e scrittore Pietro Spirito al padre della Trieste scientificaGiovedì 22 settembre alle 18  \nLa passione per il mare è ciò che accomuna l’opera di Pietro Spirito\, giornalista e scrittore\, e la vita di Paolo Budinich\, lo scienziato che ha fatto di Trieste un polo di ricerca internazionale omaggiato\, a 100 anni dalla sua nascita\, dalla mostra “L’arcipelago delle meraviglie”\, aperta fino al 25 settembre a Palazzo Costanzi.\nSarà Pietro Spirito a condurre\, giovedì 22 settembre\, alle 18 nella Sala Veruda di Palazzo Costanzi\, l’incontro pubblico “Tanto vale che sia un’avventura. La guerra di Paolo Budinich”  organizzato dalla SISSA\, promotrice della mostra insieme all’Immaginario scientifico di Trieste.\nAutore del romanzo “Un corpo sul fondo” da cui nel 2008 è stato tratto il film-documentario “Medusa – Storie di uomini sul fondo” (regia di Fredo Valla)\, nel corso dell’incontro lo scrittore Spirito si riallaccerà alla drammatica vicenda del sommergibile Medusa – affondato al largo di Pola il 30 gennaio 1942 con 14 uomini ancora vivi intrappolati all’interno – per raccontare l’esperienza bellica di Budinich\, sommergibilista durante la Seconda Guerra Mondiale.\nScrisse Budinich nella sua autobiografia: «Mi offrii come volontario sommergibilista\, così\, tanto per provare com’era ed era interessante ma brutto\, anzi terribilmente brutto».\nEra un avventuriero\, Paolo Budinich\, ed è proprio questo lato del suo carattere su cui Spirito si soffermerà facendo emergere «la grande curiosità che lo spinse a vivere gli anni di guerra come un moschettiere». «Era attratto da quest’avventura\, come tanti altri giovani\, ma ciò che l’ha contraddistinto è stato un atteggiamento da uomo d’altri tempi\, dotato di spirito nobile e intelligenza\, profondo senso dell’amicizia e rispetto per gli altri».\nSono proprio questi tratti del suo carattere ad aver giocato un ruolo fondamentale nella partita che l’ha portato a fondare\, insieme ad Abdus Salam\, dapprima il Centro internazionale di fisica teorica e di lì gli altri istituti di ricerca scientifica che ancora oggi fanno di Trieste un centro d’eccellenza internazionale.\n«Da questi racconti emergerà – chiosa Spirito – come la sua attività sia stata spinta dall’idea che la scienza costituisca un pilastro fondamentale per una politica di pace; un pensiero\, questo\, che Budinich ha maturato proprio durante la sua esperienza di guerra».\n“L’Arcipelago delle meraviglie. Mostra a 100 anni dalla nascita di paolo Budinich” è stata realizzata\, come detto\, da SISSA e Immaginario Scientifico\, con il contributo del Comune di Trieste e in collaborazione con Università degli Studi di Trieste\, Centro Internazionale di Fisica Teorica “Abdus Salam” (ICTP)\, The World Academy of Sciences (TWAS) e Fondazione Internazionale Trieste per il Progresso e la Libertà delle Scienze (FIT).
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SUMMARY:Da dove vengono i raggi cosmici'
DESCRIPTION:lo spiega il fisico Francesco Longo\nUna fisica a portata di tutti\, quella proposta alle 18 di domani\, venerdì 16 settembre\, alla mostra “L’arcipelago delle meraviglie”\, allestita in Sala Veruda a Palazzo Costanzi per celebrare il centesimo anniversario dalla nascita di Paolo Budinich\, padre della Trieste scientifica.\nIl fisico Francesco Longo (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) spiegherà l’origine dei “raggi cosmici”\, particelle estremamente energetiche che provengono dall’immensità dello spazio e che vengono emesse dal Sole\, dalle stelle\, dalle supernove e da altre sorgenti cosmiche.\nQuando entrano in contatto con l’atmosfera possono produrre effetti particolarmente affascinanti\, come ad esempio le aurore boreali.\nNel corso dell’incontro – aperto al pubblico e curato dal Dipartimento di Fisica dell’Università di Trieste e dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Trieste – Francesco Longo presenterà i risultati più recenti prodotti dai fisici triestini impegnati nello studio di queste “astroparticelle”\, scoperte negli anni 1911-12 e approfondite negli anni Quaranta da Enrico Fermi. Ad essersi occupato\, all’inizio della sua carriera scientifica\, dei raggi cosmici\, anche Paolo Budinich\, che ha contribuito a fare di Trieste un polo di ricerca scientifica internazionale. Così che ancora oggi questo settore continua a coinvolgere molti tra gli enti del Sistema Trieste\, fra cui il Dipartimento di Fisica dell’Università di Trieste e di Udine\, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare\, l’Osservatorio Astronomico di Trieste dell’INAF\, la SISSA\, l’ICTP\, il Consorzio per la Fisica e la Fondazione Internazionale Trieste.  \nLa mostra – aperta tutti i giorni fino al 25 settembre\, dalle 10 alle 20 a ingresso gratuito – è stata realizzata da SISSA e Immaginario Scientifico\, con il contributo del Comune di Trieste e in collaborazione con Università degli Studi di Trieste\, Centro Internazionale di Fisica Teorica “Abdus Salam” (ICTP)\, The World Academy of Sciences (TWAS) e Fondazione Internazionale Trieste per il Progresso e la Libertà delle Scienze (FIT). Info: pagina Facebook “L’Arcipelago delle meraviglie”.
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SUMMARY:Presentazione "L'arcipelago delle meraviglie"
DESCRIPTION:L’autobiografia di Paolo Budinich\, padre della Trieste scientifica\nUno speciale omaggio al padre della Trieste scientifica\, Paolo Budinich\, è in programma domani\, mercoledì 14 settembre\, nell’ambito della mostra che ne celebra il centesimo anniversario dalla nascita.\nAlle 18 nella Sala Veruda di Palazzo Costanzi\, in piazza Piccola a Trieste\, verrà presentato “L’arcipelago delle meraviglie”\, il libro autobiografico di Budinich (1916-2013) che dà il titolo alla mostra\, aperta a Palazzo Costanzi tutti i giorni fino al 25 settembre (dalle 10 alle 20\, ingresso gratuito) e realizzata da SISSA e Immaginario Scientifico\, con il contributo del Comune di Trieste e in collaborazione con Università degli Studi di Trieste\, Centro Internazionale di Fisica Teorica “Abdus Salam” (ICTP)\, The World Academy of Sciences (TWAS) e Fondazione Internazionale Trieste per il Progresso e la Libertà delle Scienze (FIT).\nScritto all’età di 84 anni dal professore che ha dato vita al Sistema-Trieste come polo scientifico di rilevanza internazionale\, il volume (edito da Beit nel 2000\, oggi alla quinta ristampa) racconta le “avventure di mare e di scienza” che dapprima\, nel 1964\, l’hanno portato a fondare\, assieme al fisico pakistano Abdus Salam\, il Centro Internazionale di Fisica Teorica (ICTP) e poi a promuovere la nascita della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA)\, dell’Area Science Park\, del sincrotrone Elettra\, del Centro Internazionale di Genetica e Biotecnologie (ICBEG) e dell’Immaginario Scientifico.\n«La sua vita si divideva tra passione per la ricerca e passione per il mare» ricorda Simona Cerrato di SISSA Medialab\, fisica che non ha più lasciato il lavoro nel capoluogo giuliano da quando venne chiamata dal professore\, nel lontano 1991. Mercoledì\, al fianco di Cerrato\, la vita dello scienziato sarà ricordata anche dal giornalista scientifico Pietro Greco\, conduttore di Radio3Scienza e autore del libro “Buongiorno prof. Budinich. La storia eccezionale di un fisico italiano”\, edito nel 2007 da Bompiani. Info: pagina Facebook “Arcipelagomeraviglie”.
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SUMMARY:L'arcipelago delle meraviglie: ricordando il padre della Trieste scientifica
DESCRIPTION:Mostra per i 100 anni dalla nascita di Paolo Budinich.La scienza\, il mare: due passioni coltivate in egual misura nel cuore di Paolo Budinich\, uomo di scienza e di cultura\, marinaio e promotore di coraggiose e lungimiranti iniziative. Nel centesimo anniversario dalla sua nascita dal 27 agosto al 25 settembre viene allestita a Trieste\, a Palazzo Costanzi\, una mostra a lui dedicata\, L’arcipelago delle meraviglie: un modo per rendere omaggio all’uomo generoso\, visionario ma determinato\, grazie al quale Trieste è oggi riconosciuta come polo scientifico di rilevanza internazionale.\nLa mostra è realizzata da Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) e Immaginario Scientifico\, in collaborazione con Università degli Studi di Trieste\, Centro Internazionale di Fisica Teorica “Abdus Salam” (ICTP)\, The World Academy of Sciences (TWAS)\, Fondazione Internazionale Trieste per il Progresso e la Libertà delle Scienze (FIT)\, con il contributo del Comune di Trieste\, la collaborazione di Sede Rai FVG e la sponsorizzazione tecnica di Eppinger Caffè.\nLa mostra\, nell’ambito della quale sono previste visite guidate\, incontri e laboratori didattici\, sarà visitabile ad ingresso gratuito dal 27 agosto al 25 settembre\, tutti i giorni dalle 10.00 alle 20.00 (il 23 e 24 settembre fino alle 22.00).\nMaggiori informazioni si trovano sulla pagina Facebook dell’evento “L’arcipelago delle meraviglie” oppure scrivendo a arcipelagomeraviglie@medialab.sissa.it
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LOCATION:Sala Umberto Veruda\, Piazza Piccola\, 2\, Trieste\, Trieste\, Italy
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SUMMARY:Wavefront
DESCRIPTION:Irma Blank\, Igor Eškinja\, Emanuela Marassi\, Ian McKeever\, Adrian Paci\, Alfredo Pirri\, Nedko Solakov\, Bill Viola\nLa calda estate degli eventi culturali a Trieste sarà arricchita da WAVEFRONT\, una mostra d’arte contemporanea internazionale che esporrà una straordinaria raccolta di lavori\, tra cui alcune storiche pietre miliari dell’arte contemporanea. Tra di esse il videotape Chott el-Djerid (A Portrait in Light and Heat)\, 1979\, di Bill Viola che idealmente apre il percorso della mostra. Filmati quasi quarant’anni fa dal grande artista statunitense e diventati una delle icone della videoarte mondiale\, i miraggi nel deserto del Sahara e la neve abbacinante nelle praterie nordamericane\, che mettono alla prova la parte fisica e quella psicologica della nostra percezione della realtà\, fino al limite dell’allucinazione\, sono proposti come chiave di ingresso per lo sguardo contemporaneo dentro alle emozioni della visione di un’opera d’arte che la mostra vuole offrire. \nCon il contributo del Comune di Trieste e del Comitato Trieste Contemporanea\, che organizza l’esposizione\, WAVEFRONT apre mercoledì 20 luglio alle 19 a Palazzo Costanzi (Piazza Piccola 2)\, edificio\, tra i più curiosi del tessuto neoclassico della città\, che vede il mare di piazza Unità d’Italia attraverso la loggia del Municipio. Nella sala mostre del Comune di Trieste\, verranno esposte le opere di Irma Blank\, Igor Eškinja\, Emanuela Marassi\, Ian McKeever\, Adrian Paci\, Alfredo Pirri\, Nedko Solakov e Bill Viola che resteranno a disposizione del pubblico fino al 18 agosto (orario da lunedì – sabato 10-12.30 e 17-19.30; domenica 10-12.30; ingresso libero). \nLa mostra seleziona\, tra opere del panorama contemporaneo già di alta qualità tecnica e di intensa complessità semantica\, una serie di lavori in tutti i quali è possibile riconoscere una forte attenzione degli autori verso gli agenti\, siano essi fisici o concettuali\, che possono essere messi in campo in un’opera per attivare nello spettatore un processo di passaggio da una condizione visiva ad una emotiva.\nLe opere di Trieste sono in questo senso alcuni esempi che fanno parte del medesimo fronte d’onda\, come sottolinea la curatrice Giuliana Carbi Jesurun: “l’intento espositivo è quello di poter forse identificare come uno degli obiettivi oggi più formidabili per l’arte contemporanea proprio il dare rappresentazione aggiornata al ricondurre l’instabile ad equilibrio\, il minimo a partecipata risonanza\, il paradosso ad armonica accoglienza\, come era\, a ben guardare\, sempre sottinteso nel compito di “propagazione” di complessità vibrante/ordinata che era chiesto nei secoli passati a qualsiasi forma della nostra cultura in grado di far concordare la nostra mente e il nostro cuore… per le quali in campo visivo allora si parlava di bellezza\, classicità\, quid estetico…” \nA questo intento provano a rispondere l’otticità pulsante di una scrittura non legata al sapere ma all’essere degli Ur-Schrift (2000-2006) di Irma Blank (Germania 1934); il non-confine di luce e forma debordanti dei Kindertotenlieder\, (2015) dedicati a Gustav Mahler da Alfredo Pirri (Italia 1957)\, dove la superficie si riprende il suo ruolo puro di elemento spaziale; l’atto del vedere che si trasforma in esperienza mentale per Bill Viola (USA 1951); la purezza d’astrazione\, indistinta tra fotografia e pittura\, con la quale nella serie Eagduru (2013) Ian McKeever (UK 1946) sviluppa l’approccio “proto-fenomenologico” che aveva la parola finestra nell’inglese antico; la trasformazione della realtà – di una nave in viaggio e delle deformazioni produttive dell’economia globale – nel luogo di “lavorazione” dell’immaginazione\, come è nel video The Column (2013) di Adrian Paci (1969 Albania); le morbide sorprendenti modalità di un vero e proprio passaggio “autoriale” del tempo sui giornali non scritti nelle Camere con vista (2015-16) di Igor Eškinja (Croazia 1975); l’ambiguità tra la vanitas e il memento mori nel gioco di rimandi della storia uguale di parole e di materiali nell’opera Casanova (1999) di Emanuela Marassi (Italia\, 1937); la paradossale ciclicità ininfluente dell’opera-performance A Life (Black & White) (1998) con la quale Nedko Solakov\, (Bulgaria 1957) nel 2001 stupiva il pubblico della Plateau of Humankind di Harald Szeemann ridipingendo continuamente di bianco e di nero la stessa sala per tutta la durata della 49a Biennale di Venezia.
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SUMMARY:Animazioni Italiane
DESCRIPTION:Fotogramma per fotogramma/Frames by FramesPrima tappa per questa mostra dedicata all’animazione italiana  in contemporanea con il festival Kino Otok a Izol\, che poi sarà poi proposta al festival Monstra di Lisbona.\nUna ricognizione sulla produzione contemporanea di cortometraggi d’animazione in Italia. La caratteristica tutta italiana di avere delle specificità che la diversificano e la rendono così interessante e unica per il suo policentrismo territoriale\, viene rimarcata in un percorso dove possiamo scorgere quanto sta avvenendo nel cinema d’animazione d’autore. Dalla tecnica del disegno animato classico e quindi dalla Scuola del libro di Urbino\, a Bologna e Firenze\, Roma\, ma anche Parma e Pesaro dovegli autori utilizzano le foto\, puppets e tecniche miste\, per arrivare al digitale con il Centro di Cinematografia Sperimentale di Torino\, Milano\, Modena e Venezia.\nL’iniziativa si sviluppa in una collaborazione con Trieste Contemporanea\, la Casa del Cinema di Trieste\, Ottomani Laboratori e ha il contributo del Comune di Trieste e della Regione Friuli Venezia Giulia. Verrà poi presentata e ampliata a Lisbona nel festival Monstra\, che ha un focus proprio dedicato all’animazione italiana. In mostra:\n– Il disegno animato\, la Scuola di Urbino: Roberto Catani\, Gianluigi Toccafondo\, Magda Guidi\, Virginia Mori\, Marco Capellacci\n– Tecnica mista\, puppets e sculture\, Bologna\, Firenze\, Parma\, Lucca\, Pesaro: Stefano Ricci\, Alvise Renzini\, Virgilio Villoresi\, Francesco Vecchi\, Beatrice Pucci\n– Digital Video\, il Centro Sperimentale di Torino\, Milano\, Modena\, Venezia: Michele Bernardi\, Igor imhoff\, Martina Scarpelli\, Mauro Carraro\, Rino Stefano Tagliafierro \nOrario: da lunedì a sabato 10.00-12.30 e 17.00-19.30; domenica 10.00-12.30\ningresso libero. \nwww.vivacomix.net
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SUMMARY:Utopia urbana
DESCRIPTION:La mostra nasce da una scrupolosa analisi visiva dell’urbanistica e dell’architettonica sovietica che Citron conduce da una decina di anni\, parte della quale è stata recentemente pubblicata nel libro Urbanism 1.01 che ha ricevuto grande attenzione dai media europei\, ma non ancora esposta in Italia. Utopia urbana raccoglie quaranta foto della sua recente produzione e una decina di scatti inediti che spaziano dalla fotografia panoramica all’impiego di cartoline vintage dell’era comunista\, che Citron ha ricondotto a nuova vita.La ricerca di Marco Citron è rivolta al paesaggio e al contesto cittadino\, con particolare attenzione alle dinamiche di antropizzazione e agli sviluppi dei complessi urbani. Le sue immagini analizzano le volumetrie delle grandi strutture abitative e i particolari rapporti tra i pieni e vuoti che si innescano nella grande scala. Gli scatti di Utopia urbana si misurano in particolare con l’edilizia popolare\, le infrastrutture stradali e gli edifici pubblici costruiti\, tra gli anni Cinquanta e gli anni Settanta\, in alcune città che costituivano le ex Repubbliche Sovietiche.\nCitron nei suoi scatti racconta un’architettura modernista e spigolosa\, a tratti apertamente brutalista\, ritratta però a decenni di distanza dalle condizioni storico-sociali che l’hanno prodotta. Le sue immagini non indugiano in alcuna forma di malinconia per il passato o di rimpianto per l’utopia politica – ed estetica – dei paesi del socialismo reale. Riflettono invece sul Novecento e su come in sostanza sia stato fortemente caratterizzato dalle istanze di miglioramento e di rinnovamento sociale. Ad una fotografia di architettura che è sovente costituita di narrazioni basate su elementi descrittivi concreti\, egli sembra così contrapporre una visione teorica dell’urbanistica e degli spazi\, che vengono quasi completamente privati dalle connotazioni accidentali\, temporali e topologiche. Prive di ogni riferimento che ci consenta di identificare un luogo determinato\, le viste di Citron (che appaiono realistiche benché spesso generino il sospetto di non essere compiutamente reali) sembrano città ideali\, contraddistinte da una forte tensione filosofica e razionale\, pur nella consapevolezza di un’utopia che è stata superata e forse dimenticata.\nNon sfugga però l’ironia delle sue immagini. Ludicamente chiamate Boring Landscapes\, in un omaggio a Martin Parr e alle serie delle sue Boring Postcards\, sono un conte philosophique in cui il passato\, l’utopia novecentesca\, il moderno (che è ormai pratica vintage) si misurano e discutono animosamente su quello che non è stato certo «il migliore dei mondi possibili».\n\nUtopia urbana è un progetto dell’ Associazione Culturale L’Officina di Trieste; si avvale del contributo del Comune di Trieste\, della collaborazione di Trieste Contemporanea\, dell’adesione della Casa dell’Arte di Trieste. E’ reso possibile grazie al generoso sostegno di tante persone che hanno contribuito alla sua realizzazione con una donazione ricevendo in cambio un’opera appositamente realizzata dall’artista.\nUna conversazione pubblica tra Marco Citron e il curatore è prevista sabato 14 maggio alle ore 18.30. In occasione di questo incontro una visita guidata della mostra sarà dedicata a tutti quelli che hanno contribuito alla sua realizzazione.  \n\nMarco Citron (Pordenone\, 1974) ha esposto le sue fotografie in Italia\, Austria\, Francia\, Germania\, Lituania\, Polonia\, Slovenia\, Spagna e Stati Uniti. Tra le personali: nel 2014 presso Izolyatsia Gallery a Kiev (UA)\, nel 2008 alla DesignHaus di Darmstadt (D) e nel 2007 alla IX Biennale di Fotografia di Tenerife (E). Nel 2014 ha pubblicato per Danilo Montanari il libro fotografico Urbanism 1.01. Nel 2011 è stato selezionato dalla Fondazione Izolyatsia in Ucraina per una residenza sotto la curatela di Boris Mikhailov e nel 2009 è tra i vincitori del Portfolio Review al 40° Rencontres di Arles. Tra gli altri\, hanno scritto del suo lavoro Martin Parr\, Gerry Badger ed Irina Tchmyreva.\n\nMarco Citron. Utopia urbana\na cura di Daniele Capra\nTrieste\, Palazzo Costanzi\, Sala Veruda (piazza Piccola 2)\ndal 30 aprile al 17 maggio 2016\norario: da lunedì a sabato 10.00-12.30 e 17.00-19.30; domenica 10.00-12.30\ningresso libero\nwww.utopiaurbana.it\ninfo@utopiaurbana.it\n+39.040.311079 – 639187
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