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SUMMARY:Viaggio nello spazio della consapevolezza
DESCRIPTION:Il viaggio risponde al desiderio intimo dell’individuo di acquisire nuove conoscenze e sensazioni di  se stesso\, del mondo e dell’universo\, attraverso  un congegno  espressivo innovativo  all’incrocio tra arte  e scienza . Un’installazione artistica interattiva multimediale  nella quale  i visitatori dotati di sensori cerebrali e utilizzando occhiali VR  seguiranno un video tridimensionale fatto di luoghi e paesaggi artificiali stranianti e inaspettati.  Il sensore frontale leggendo  i segnali di frequenza delle onde cerebrali\, li tradurrà  in immagine grafica (vere e proprie mappe video del cervello)\, restituendo così con i diversi stati di meditazione\, concentrazione e movimento \, gli stati psicofisici ed emotivi del soggetto.L’INSTALLAZIONE è realizzata da Raj Per Tot \, architetto – artista audiovisivo e Antonio Giacomin\, video designer.
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SUMMARY:Gli universi possibili:  dialoghi tra discipline
DESCRIPTION:Prosegue a Stazione Rogers la rassegna Community Hub\, riti\, miti e nuovi dei tra presente e futuro con il terzo evento dal titolo “Gli universi possibili”. Tre incontri per affronta il rapporto uomo – “macchina “ a partire dalle tecnologie immersive e dall’evolversi rapidissimo delle ricerche e delle sperimentazioni a queste legate. Considerandone le potenzialità ma anche le criticità verranno discussi gli aspetti che toccano le relazioni interpersonali\, la sfera sensoriale\, la dimensione cognitiva\, come pure la dimensione politica (forme di convivenza)\, artistica\, antropologica\, l’idea stessa di umano e di umanità. L’evento\, articolato in tre incontri con inizio alle ore 18.30\, si svolgerà nelle giornate 26\, 28 e 30 settembre e culminerà con l’installazione artistica interattiva multimediale “Viaggio nello spazio della consapevolezza” ad opera di Rai Per Tot e Antonio Giacomin dal 14 al 21 ottobre.\nGli incontri\, saranno introdotti da Giovanni Fraziano\, presidente di Stazione Rogers\, e moderati da Antonio Giacomin\, creative technologist\, XR artist/consultant/creator.\nIl programma si aprirà lunedì 26 settembre con Claudia Daffara\, professoressa Associata di Fisica Applicata ai Beni Culturali del dipartimento di Informatica dell’Università di Verona con “Gli enigmi della materia”: la realtà virtuale come simulazione di spazi multidimensionali e realtà parallele\, cos’è la realtà dal punto di vista scientifico.\nA seguire\, mercoledì 28 settembre\, Giulio Lughi\, sociologo della comunicazione e dei media digitali\, Università di Torino\, tratterà gli “Aspetti sociali e culturali delle tecnologie immersive\, dalla realtà virtuale al metaverso”; venerdì 30 settembre\, con “Immersion and consciousness” il filosofo Urban Kordeš\, docente di scienze cognitive all’Università di Lubiana\, affronterà il tema del ruolo della consapevolezza nella realtà virtuale.\nIngresso libero. La rassegna è organizzata con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.
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SUMMARY:DANTE HUB e il futuro delle città
DESCRIPTION:A conclusione della rassegna DANTE HUB e il futuro delle città… lunedì 22 agosto alle ore 21 alla Stazione Rogers\, in collaborazione con Bonawentura\, si terrà il concerto elettroacustico per voce sola OFFICINE METALLICHE di e con Ivan Zerbinati. Uno spettacolo e un progetto eccentrico e sorprendente nella produzione made Bonawentura/Teatro Miela tutta nata nella testa (ma anche nel garage) dell’attore e performer Ivan Zerbinati. L’evento verrà poi presentato a Muggia e Monfalcone\, in versione rivisitata immersiva (con visori VR) a cura di Antonio Giacomin.Un sogno work in progress per la personalissima e potente rilettura e messa in scena sonora di un inferno dantesco interamente basato sul potere evocativo della voce e di diverse sonorità. Un viaggio affascinante\, disturbante e poetico. Il risultato di una raffinata ricerca formale\, di uno studio rigoroso e appassionato del verso dantesco. La tecnica espressiva dell’endecasillabo risuona come voce solista all’interno di un magma sonoro che fa da sfondo ad un più complesso intreccio musicale\, eseguito dal vivo durante il procedere della performance.\nUn viaggio immersivo durante il quale\, il pubblico\, per essere concretamente testimone e compagno della narrazione\, verrà dotato di cuffie wireless\, in modo da permetterne una piena relazione e amplificare un positivo straniamento. Visti i posti limitati\, è richiesta la prenotazione (entro le ore 12 del 22/08). L’ingresso è gratuito. \nOFFICINE METALLICHE è un personale laboratorio creativo\, che ha come scopo quello di sviluppare e indagare il potere trasversale della parola nella proposta di diversi autori\, all’interno delle possibilità espressive elettroacustiche.\nLA PERFORMANCE è un viaggio affascinante\, disturbante e poetico. Il risultato di una raffinata ricerca formale\, di uno studio rigoroso e appassionato del verso dantesco. La tecnica espressiva dell’endecasillabo risuona come voce solista all’interno di un magma sonoro che fa da sfondo ad un più complesso intreccio musicale\, eseguito dal vivo durante il procedere della performance.\nLA MACCHINA – GLI STRUMENTI il corpo e la voce dell’attore animano una “macchina infernale”: una struttura scarna di tubi innocenti che fa da scheletro ad una serie di strumenti artigianali. Una lamina in acciaio armonico elettrosaldata e sospesa\, una lamiera piegata e tagliata che monta corde di basso\, tre diverse loopstation\, una originale testa Binaurale che permette una spazializzazione del suono a 360 gradi\, nove microfoni\, lunghi tubi in rame che montano bocchini da soprano\, diversi Delay\, riverberi\, flauti\, strani clarinetti\, una barra in acciaio\, due mixer\, una multi effetti per la voce oltre a elementi come acqua\, pietre\, legni e alcuni ortaggi. Materiali e strumenti percossi\, sfiorati\, graffiati e fatti risuonare dal vivo così da comporre una complessa struttura sonora sulla quale poggiare la potenza evocativa del verso.\n“Non è una macchina degli orrori\, ma un luogo doloroso dove abita una umanità perduta”
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SUMMARY:Guidina di Trieste - Corrado Premuda
DESCRIPTION:Domenica 27 giugno alle ore 11\, nell’ambito del ciclo Rogers Books\,  alla Stazione Rogers \, Corrado Premuda presenterà la sua “Guidina di Trieste” per piccoli e grandi. \nComincia l’estate e torna la voglia di viaggiare. Ecco un appuntamento adatto a tutta la famiglia per scoprire la città di Trieste e giocare con la sua storia.\n“Trieste dà le vertigini! È una città che sta in alto a destra nella cartina d’Italia.”\nCosì si apre la Guidina di Trieste (Edizioni EL\, Trieste) scritta da Corrado Premuda e illustrata da Sara Menetti che fa parte della collana “Le Guidine” che Edizioni EL ha pensato per giovani lettori e viaggiatori.\nNel libro Trieste viene raccontata come una piccola grande città allargata dal vento e dal mare. Posta tra l’Adriatico e le rocce del Carso\, è tutta un saliscendi di panorami originali che danno le vertigini. Qui si incontrano da secoli popoli e culture diversi che danno vita a storie straordinarie. Trieste ha un’enorme piazza affacciata sul mare e un castello bellissimo che ospitava l’imperatrice Sissi. D’estate è il posto giusto per fare un tuffo in mare\, d’inverno è ideale per visitare i musei legati alla storia del Novecento. A Trieste c’è lo scheletro di un dinosauro perfettamente conservato e c’è la grotta gigante che scende nelle profondità del Carso. È la città degli scrittori e degli scienziati\, dei caffè storici e della regata velica Barcolana ed è la patria dell’impetuosa bora.\nLa Guidina di Trieste è dedicata a chi visita la città ma anche ai triestini di ogni età.\nCorrado Premuda (Trieste\, 1974) è uno scrittore\, giornalista e insegnante. Tra i suoi libri per ragazzi\, Felici e contente (2013)\, Un pittore di nome Leonor (2015)\, La Barcolana dei bambini (2017)\, Il vaso di Pandora (2019). È autore di testi teatrali e radiofonici e di cataloghi d’arte. Scrive di cultura sul quotidiano Il Piccolo. Tiene il corso di scrittura Il Temperamatite e anima le serate di reading La testa per intrigo. Questi il suo blog e il suo sito: motivipersonali.home.blog e corradopremuda.com. \nin presenza/posti limitati
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SUMMARY:Wanderings
DESCRIPTION:ciclo di conferenze a cura di Giovanni Fraziano\, Thomas Bisiani\, Adriano Venudo \nWANDERINGS \nCorso di Laurea Magistrale a Ciclo Unico in Architettura // Dipartimento di Architettura e Ingegneria // Università degli Studi di Trieste \nLaboratorio di Progettazione Integrata della Città\, del Territorio e del Paesaggio // RRR lab // THINKING ARHCITECTURE \nComune di Gorizia \nStazione Rogers – Trieste \nFakulteta za Architekturo // Univerza v Ljubljani \nPROGRAMMA:\nlunedì 25 maggio ore 17.00 – 19.00\n“Subway trip Naples” – Adriano Venudo\n“Horizon Adriani” – Luigi Di Dato \nmartedì 26 maggio ore 17.00 – 19.00\n“Walkabout” – Claudio Meninno\n“I travel home” – Stefano Simionato \nmercoledì 27 maggio ore 17.00 – 19.00\n“Greetings from nowhere” – Thomas Bisiani\n“Journey to invisible” – Špela Hudnik \ngiovedì 28 maggio ore 17.00 – 19.00\n“The trip of Jurij” – Giovanni Fraziano \nle conferenze si svolgeranno in modalità telematica su piattaforma Microsoft Teams\nsul team con il seguente codice di accesso: n152vqa\ncanale: Thinking Architecture\nle conferenze saranno trasmesse su streaming \ninformazioni: avenudo@units.it / tbisiani@units.it
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SUMMARY:ROGERS EVENTI - Che cos'è la biodecostruzione'
DESCRIPTION:CHE COS’E’ LA BIODECOSRUZIONE’ Dibattito con Francesco Vitale\, Università degli Studi di Salerno. Introducono Raoul Kirchmayr\, Giovanni Fraziano.\nFrancesco Vitale mostra il ruolo chiave che la questione della vita gioca nell’opera di Jacques Derrida\, partendo da un’analisi del seminario che il filosofo franco-algerino tenne nel 1975 e intitolato La vie la mort\, e pubblicato solo nella primavera di quest’anno. Collegando gli intrecci tra la decostruzione\, le scienze della vita – in particolare la biologia genetica e la teoria dell’evoluzione – e le analisi della cibernetica contenute in Della Grammatologia (1967)\, è possibile riconoscere nell’opera di Derrida lo sviluppo di una nozione di vita biologica quale testo necessariamente aperto ad ulteriori articolazioni e innesti. Così la tradizionale opposizione tra la vita e la morte è messa in questione: la morte è vista come condizione interna della costituzione del vivente e non come l’opposto della vita. Inoltre\, è rivisto il concetto rigidamente deterministico di “programma genetico”\, con un’intuizione che anticipa i recenti risultati della ricerca biologica nello studio dell’epigenetica e della riproduzione sessuale. Questo quadro ci aiuta anche a comprendere meglio gli ultimi lavori di Derrida\, dedicati a questioni politiche\, grazie alla relazione tra il lessico dell’autoimmunità politica e la teoria del suicidio cellulare in biologia.\n\nFrancesco Vitale\ninsegna Estetica presso l’Università di Salerno. Membro del comitato scientifico della “Oxford Literary Rewiev” è autore di numerosi saggi pubblicati in Italia e all’estero\, dedicati alla filosofia francese contemporanea ed in particolare a Jacques Derrida\, al quale ha inoltre dedicato i volumi Spettrografie. Jacques Derrida tra singolarità e scrittura (2008) e Mitografie. Jacques Derrida e la scrittura dello spazio (2012). Con Silvano Facioni e Simone Regazzoni è autore di Derridario. Dizionario della decostruzione (2012). Negli anni più recenti si è occupato del rapporto tra decostruzione biologia del quale presenta un primo resoconto nel volume Biodeconstruction. Jacques Derrida and the Sciences of Life (2018).
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SUMMARY:Marina Cons. I linguaggi dell'Idea
DESCRIPTION:Giovedì 9 maggio alle ore 18 si inaugura alla Stazione Rogers di Trieste la mostra “Marina Cons. I linguaggi dell’Idea”. Un’esposizione sui generis\, quale omaggio al lavoro dell’architetto e designer di origine pordenonese Marina Cons (1960-2012)\, che ha operato prevalentemente nel capoluogo giuliano.A cura di Luciano Celli\, il percorso espositivo offre una selezione di opere e progetti di questa poliedrica e prolifica professionista. Un inedito componimento che comprende le nuove edificazioni\, l’architettura d’interni\, gli allestimenti di mostre e musei\, il design\, la moda\, la descrizione scritta del singolo progetto\, i testi autobiografici. Il titolo “I linguaggi dell’Idea” riassume bene le molte possibili declinazioni in cui il suo pensiero si è concretizzato attraverso segni\, forme\, materiali. Questi sono il risultato di una ricerca propriamente eclettica che spazia in molteplici aree della conoscenza: l’arte\, la letteratura\, la filosofia\, la tecnologia\, e che rigenera per osmosi l’umanità sviluppando le potenzialità dell’essere umano\, da sempre il fulcro gravitazionale delle attenzioni e delle cure di Cons.\nLa mostra sarà presentata da Giovanni Fraziano e Lorenzo Michelli. Con l’occasione il pubblico potrà visionare il volume Molte cose curiose\, Many Curious Things\, con la penna di Kenka Lekovich e le fotografie di Massimo Silvano e Francesca Petrus\, dedicato al genio e alla personalità di Marina Cons ed edito da LithoStampa (2018).\n\nMarina Cons \n(San Vito al Tagliamento\, 1960-2012) si è laureata nel 1986 all’Istituto Universitario di Architettura a Venezia dove per qualche anno è stata ricercatrice presso il Dipartimento di Tecnologia. Trasferitasi a Trieste alla fine degli anni Ottanta\, ha iniziato a collaborare come progettista con lo Studio Celli Tognon\, realizzando al contempo lavori indipendenti e con altri professionisti. Nel corso di tre decenni di carriera professionale ha lavorato a numerosi progetti e concorsi\, nazionali e internazionali\, cimentandosi in molteplici aree progettuali: nuove edificazioni\, ristrutturazioni\, restauro conservativo\, regolazione di luoghi urbani\, architettura d’interni\, design\, allestimenti di mostre d’arte e di musei\, moda. Abile nel disegno\, ha arricchito le sue idee e creazioni con raffinate relazioni scritte\, non di rado poetiche. Eclettica e dotata di un tenace spirito di ricerca\, ha nutrito una grande passione per la filosofia\, l’arte\, la letteratura\, la scienza\, la tecnologia.
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SUMMARY:Le Poème de l'Angle Droit
DESCRIPTION:Nel 1955 Le Corbusier\, il maestro dell’architettura del XX secolo che sulla carta d’identità chiede di essere definito “uomo di lettere”\, pubblicaLe Poème de l’Angle Droit. \nÈ un poema in formato extralarge\, 32 per 42 centimetri\, in cui versi (scritti a mano in corsivo) e immagini (disegni inseriti tra le righe del testo e 19 litografie a colori) si mescolano in una sintesi di forme e di parole che è ricapitolazione del suo pensiero intorno alla creazione artistica e architettonica ma non solo. L’angolo retto è anche definizione di senso dell’umano\, linea verticale sull’orizzontalità della terra.  \nComposto in otto anni\, pubblicato in edizione limitata di sole 250 copie dalle Editions Verve\, promosse da Tériade\, editore di Léger\, Matisse e Picasso\, il poema esce per la prima volta in Italia nel 2007\, pubblicato da Electa con la traduzione italiana di Debora Antonini\, storica dell’architettura. \nIl testo\, celebre come tutte le opere di Le Corbusier\, studiato e commentato dagli storici dell’architettura\, raramente è stato proposto\, in Italia\, ad architetti e non\, come opera autonoma. Eppure l’opera poetica\, resistendo diversamente dall’architettura all’usura del tempo\, realizza nel modo più vivo quanto “niente sia trasmissibile se non il pensiero” (Le Corbusier\, 1965). \nNella lettura proposta da Stazione Rogers\, il testo originale in francese (che va ascoltato ma anche “visto”\, essendo scritto a mano in un intreccio di disegni e macchie di colore) si alterna alla traduzione in italiano\, dove il tradurre\, soprattutto per un’opera  poetica\, è anche esercizio di interpretazione.  \nAlla lettura si affianca una doppia proiezione: le pagine del libro sfogliato da chi legge e le litografie corrispondenti a ciascun capitolo.  \n\nMAPPE DEL FUTURO\nTRA IMMAGINAZIONE E REALTA’\nDIALOGHI FRA DISCIPLINE\n2018/2019 \nGIOVEDI’ 20 ALLE ORE 20  \n progetto di Giuseppina Scavuzzo e Debora Antonini\nlettura di Gustavo Frigerio\nvideo proiezione di Giuseppe Ferrari\ntraduzione italiana di Debora Antonini\nevento realizzato con il patrocinio della\nFondation Le Corbusier di Parigi
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