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SUMMARY:Trieste Science+Fiction Festival 2025
DESCRIPTION:Dal 28 ottobre al 2 novembre il grande cinema di fantascienza torna a Trieste: per l’edizione dei suoi primi 25 anni il Trieste Science+Fiction Festival porta sul grande schermo le migliori produzioni di genere fantastico\, con oltre 50 anteprime con registi\, attori e autori da tutto il mondo\, oltre a un calendario ricchissimo di eventi collaterali.\nTra gli ospiti più attesi Gabriele Mainetti\, acclamato regista di  “Lo chiamavano Jeeg Robot”\, “Freaks Out” e “La città proibita”\, e il pluripremiato scrittore di fantascienza Ted Chiang\, autore del racconto che ha ispirato il film “Arrival” di Denis Villeneuve. \nDal 28 ottobre al 2 novembre sotto la cupola stellata del Politeama Rossetti ritorna il grande cinema di fantascienza: la 25° edizione del Trieste Science+Fiction Festival\, organizzato da La Cappella Underground\, porta nel capoluogo giuliano le migliori produzioni di genere fantastico\, con oltre 50 anteprime cinematografiche mondiali\, internazionali e nazionali e tre concorsi alla presenza di registi\, attori e autori da tutto il mondo. \nGiunto alla sua 25° edizione\, il festival della fantascienza propone anche quest’anno una galassia di eventi extra cinematografici: videogiochi\, letteratura\, fumetti\, musica\, arti visive e performative compongono infatti il ricchissimo programma di un’edizione pronta a esplorare tutte le meraviglie del possibile. \nA inaugurare l’edizione 2025 del festival sarà il film “L’Homme qui rétrécit” (Francia/Belgio\, 2025) di Jan Kounen\, tratto dal romanzo cult di Richard Matheson in cui un uomo -interpretato dal Premio Oscar© Jean Dujardin-\, a seguito di una misteriosa contaminazione\, inizia a rimpicciolirsi e si ritrova a lottare per la sopravvivenza in un mondo divenuto gigantesco e pericoloso\, che verrà proiettato in anteprima italiana  in collaborazione con Rai Cinema la serata di apertura martedì 28 ottobre alle 20:00 al Politeama Rossetti alla presenza del regista. La serata proseguirà sempre al Rossetti con l’anteprima in collaborazione con I Wonder Pictures di “The Ugly Stepsister” (Svezia/Danimarca/Romania/Polonia\, 2025) di Emilie Blichfeldt\, una rivisitazione della Cenerentola dei Fratelli Grimm in chiave body horror\, in programma alle ore 22:30. \nGiovedì 30 ottobre alle 20:00 sarà la volta dell’anteprima italiana di “Egghead Republic” (Svezia\, 2025) di Pella Kågerman e Hugo Lilja\, già vincitori del Premio Asteroide al Trieste Science+Fiction Festival 2019 con “Aniara”\, che firmano un’opera distopica in cui la Guerra fredda non è mai finita e una giornalista deve realizzare un reportage in una zona contaminata da una bomba atomica. \nSempre in anteprima italiana il giorno venerdì 31 ottobre alle 20:00 verrà proiettato al Rossetti “Bulk” (Regno Unito\, 2025) di Ben Wheatley\, acclamato regista britannico di “Killer in viaggio”  e “I disertori – A Field in England”\, che presenterà al festival un autentico film di mezzanotte\, un’opera horror sci-fi a base di inseguimenti in auto\, sparatorie\, fantascienza e romanticismo. \nDirettamente dalla selezione ufficiale di Cannes 2025 arriva a Trieste in collaborazione con I Wonder Pictures la sorprendente opera di animazione “Arco” (Francia\, 2025) di Ugo Bienvenu\, con protagonista la piccola Iris che dovrà aiutare un misterioso ragazzo arcobaleno a fare ritorno a casa\, in programma al festival di fantascienza sabato 1 novembre alle ore 17:00. Appuntamento sempre sabato al Rossetti alle 20:00 con l’anteprima internazionale di “Orion” (USA\, 2024) di Jaco Bouwer\, insignito del premio Asteroide nel 2021 grazie all’horror ecologico “Gaia”\, qui alle prese con un intenso thriller fantascientifico in cui un esperto di controspionaggio che viene incaricato di aiutare un astronauta affetto da amnesia per scoprire chi ha ucciso il suo equipaggio. \nFilm di chiusura del 25° Trieste Science+Fiction Festival sarà “Chien 51” (Francia\, 2025) di Cédric Jimenez\, che verrà proiettato fuori concorso al Rossetti domenica 2 novembre alle 20:30: un thriller distopico che mostra Parigi divisa in tre zone in base alle classi sociali e un’intelligenza artificiale chiamata “ALMA” rivoluziona il lavoro della polizia\, finché il suo inventore non viene assassinato\, costringendo due agenti di polizia a indagare. \nTra gli appuntamenti cinematografici da non perdere anche i documentari “John Lilly and the Earth Coincidence Control Office” (USA\, 2025) di Michael Almereyda\, che porta a Trieste un film-saggio sulla vicenda del neurofisiologo e “psiconauta” John C. Lilly e i suoi esperimenti con delfini e sostanze psichedeliche\, in programma al Teatro Miela mercoledì 29 ottobre alle ore 20:00 alla presenza del regista\, e “Orwell 2+2=5” (USA/Francia\, 2025) di Raoul Peck\, una riflessione sulla deriva autoritaria della società contemporanea a partire dal romanzo “1984” e dal diario del suo autore George Orwell\, diretta dal regista di “I Am Not Your Negro” e “Il giovane Karl Marx” e prodotto dal documentarista Premio Oscar© Alex Gibney (“Taxi to the Dark Side”)\, che verrà proiettato sempre al Miela giovedì 30 ottobre alle 20:00. \n“Per la sua 25° edizione\, il Trieste Science+Fiction Festival ha messo insieme un programma variegato e sfaccettato che\, ancora una volta\, saprà innovare\, provocare\, emozionare\, stupire e\, naturalmente\, intrattenere” – ha dichiarato il direttore artistico del Festival Alan Jones – “Come sempre\, il festival attinge alle vivide immaginazioni di una comunità globale di registi\, artisti e scrittori — nuovi\, indipendenti e affermati — sempre pronti a discutere con passione del proprio lavoro\, sia sul palco che fuori. E\, come sempre\, ovunque ci conducano queste menti visionarie\, l’attualità non è mai troppo lontana\, poiché il genere fantascientifico\, in continua evoluzione\, continua a offrire commenti pungenti sul presente più crudo attraverso il filtro di un futuro straordinario.” \nTantissimi anche gli ospiti attesi per la 25° edizione del Trieste Science+Fiction Festival\, tra cui Gabriele Mainetti\, acclamato regista di “Lo chiamavano Jeeg Robot”\, “Freaks Out” e “La città proibita”\, che presiederà la giuria del Premio Asteroide\, e il pluripremiato scrittore di fantascienza Ted Chiang\, autore del racconto “Storia della tua vita” che ha ispirato il film cult “Arrival” di Denis Villeneuve e tra le persone più influenti del mondo nel campo dell’intelligenza artificiale. \n  \nDurante la manifestazione triestina\, Gabriele Mainetti parteciperà anche a due eventi aperti al pubblico: alle 18:15 di venerdì 31 ottobre il regista presiederà un incontro pubblico nell’ambito degli IVIPRO DAYS\, appuntamento annuale dedicato al settore dei videogame e ai suoi legami col territorio e il patrimonio culturale\, durante il quale racconterà il suo rapporto con i videogiochi. La sera di venerdì 31 ottobre Mainetti presenterà al Teatro Miela di Trieste due film da lui selezionati: “La mosca” di David Cronenberg (1986) e “District 9” di Neill Blomkamp (2009)\, due pietre miliari del genere fantastico che parlano di metamorfosi non solo fisiche\, ma anche morali\, politiche ed esistenziali. \nAnche Ted Chiang sarà protagonista di alcuni incontri organizzati dalla manifestazione: il 30 ottobre alle 19:00 terrà un dialogo dal titolo “Futuri artificiali” sull’intelligenza artificiale con il giornalista Matteo Bordone nell’ambito di Mondofuturo\, mentre sabato 1 novembre alle 17:00 affronterà il tema del linguaggio insieme alla linguista Vera Gheno nell’incontro “”Wor(l)dbuilding – creare universi con le parole”. Entrambi gli eventi si svolgeranno in Piazza della Borsa presso lo scenografico Sci-Fi Dome\, una struttura realizzata ad hoc che anche quest’anno ospiterà gli eventi extra del festival di fantascienza. L’ultimo incontro con protagonista Ted Chiang si svolgerà domenica 2 novembre alle 17:00 al Politeama Rossetti\, dove lo scrittore introdurrà la proiezione del film “Arrival” di Denis Villeneuve con il giornalista Emilio Cozzi. \nTRIESTE SCIENCE+FICTION FESTIVAL\nFondato a Trieste nell’anno 2000\, Trieste Science+Fiction Festival ha raccolto l’eredità dello storico Festival Internazionale del Film di Fantascienza di Trieste svoltosi dal 1963 al 1982\, la prima manifestazione dedicata al cinema di genere in Italia e tra le primissime in Europa\, divenendo il più importante evento italiano dedicato ai mondi della fantascienza e del fantastico. Cinema\, televisione\, new media\, letteratura\, fumetti\, musica\, arti visive e performative compongono l’esplorazione delle meraviglie del possibile.
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SUMMARY:I mille occhi 2025
DESCRIPTION:Sabato 13 settembre il Teatro Miela ospiterà uno dei momenti più attesi del festival i Mille occhi: alle ore 21 verrà consegnato il Premio Anno Uno al regista serbo vojvodinese Želimir Žilnik\, maestro riconosciuto del cinema europeo. Il cineasta sarà presente in sala per ricevere il riconoscimento\, accompagnato dalla sua produttrice Sarita Matijević e dal direttore della fotografia Karpo Godina\, amico e collaboratore sin dagli esordi di Rani radovi (Early Works). La serata\, in collaborazione con il Trieste Film Festival e il Kinoatelje proseguirà con l’anteprima italiana del suo ultimo lavoro\, Restitucija\, ili\, San i java stare garde (Eighty Plus)\, presentato in febbraio all’ultima Berlinale. \n“Il Premio Anno uno predilige da sempre i cineasti “inattuali”\, che sono a ben vedere anche i più capaci di rivelarci la realtà del presente. La loro inattualità è nella loro fedeltà a se stessi\, alle proprie passioni e ossessioni\, piuttosto che alle mode che dominano la comunicazione e alla pigrizia di un pubblico che vuole vedere solo quanto già riconosce. E nel fatto che la macchina cinema\, dalla produzione ai festival e alle attenzioni mediatiche\, è poco propensa a correre rischi rispetto a quanto si è già affermato – osserva il fondatore del festival Sergio M. Grmek Germani. È però un vero paradosso che tra gli inattuali si debba annoverare anche un cineasta come il serbo vojvodinese Želimir Žilnik\, attento da sempre a cogliere i battiti del proprio tempo e a percorrere tutta la geografia non solo delle terre natie (dalla Jugoslavia in cui è cresciuto alla sua frantumazione odierna) ma anche di quel mondo sempre più esteso che raggiunge l’Europa dall’Africa e dall’Asia. Un cineasta che laicamente si spende per incontrare l’umanità infinita e sofferente del nostro tempo. Il premio a Žilnik è per la sua intera opera\, dall’ormai classico Rani radovi (Opere giovanili)\, ispirato al ’68 e premiato con l’Orso d’Oro a Berlino\, ai suoi recenti viaggi che giocano anche su toni leggeri senza mai smarrire la nerezza di quell’onda di cinema anni 60 mal tollerata e infine repressa da un potere ottuso.” \nIn occasione della consegna del premio al regista\, i Mille occhi presenta in anteprima italiana Restitucija\, ili\, San i java stare garde (Eighty Plus)\, il suo ultimo film\, un’opera miracolosa che racconta cosa succede quando si vuole correggere la storia passata\, restituendo la proprietà già statalizzata a un ultraottantenne determinato a trovare una nuova gioventù. Una commedia che si rifiuta di fingere di aver capito in che mondo viviamo. \nIl pomeriggio di sabato 13 settembre a I Mille Occhi sarà dedicato a rarità e tesori nascosti per cinefili\, tutti presentati in preziose copie in pellicola 35mm. Dall’omaggio a Leonardo Sciascia con Il consiglio d’Egitto di Emidio Greco\, al capolavoro hitchcockiano Sabotage\, fino al leggendario film maledetto di Jerry Lewis\, The Day the Clown Cried (Il giorno in cui il clown pianse)\, mai completato né distribuito e a lungo ritenuto perduto\, il festival conferma la sua vocazione a intrecciare storia del cinema\, riscoperte e misteri che ancora oggi alimentano la cinefilia. \nAlle ore 15.00 la sezione Una storia semplice’ Leonardo Sciascia e il cinema propone Il consiglio d’Egitto di Emidio Greco in copia 35mm della Cineteca Nazionale. Nel 1782 una tempesta fa naufragare sulle coste siciliane la nave dell’ambasciatore del Marocco. Poiché nessuno conosce l’arabo\, viene chiamato a fare da interprete l’abate Vella\, il quale fa credere che un manoscritto arabo conservato nell’isola sia il fondamentale testo storico-politico Il Consiglio d’Egitto. Trasposizione del romanzo del 1963\, il film segna il secondo confronto di Emidio Greco con lo scrittore siciliano\, di cui aveva già adattato Una storia semplice (1991). \nAlle ore 17.30 prende avvio la sezione Young and Innocent: il cinema interminabile dei cineasti più grandi\, la carte blanche che si è ritagliata il fondatore del festival Sergio M. Grmek Germani. In programma la proiezione in copia 35mm del British Film Institute di Sabotage di Alfred Hitchcock\, che include la celebre sequenza tratta da Who Killed Cock Robin’ di Walt Disney: un detective sotto copertura di Scotland Yard è sulle tracce di un sabotatore che fa parte di un complotto per far esplodere una bomba a Londra. Ma quando scoprono la sua vera identità la trama inizia a disfarsi. A seguire\, in attesa che venga reso disponibile nella sua interezza\, il pubblico potrà assistere ai rulli disponibili di The Day the Clown Cried di e con Jerry Lewis: film del 1972\, incompiuto e mai distribuito\, che racconta la storia di un clown da circo imprigionato in un campo di concentramento nazista. Il film ha acquisito nel corso dei decenni notorietà e un alone di mistero sia per la sua premessa controversa\, sia come celebre esempio di opera rimasta incompiuta. Recenti sviluppi raccontano però che forse ne esiste una copia completa. \nIl Festival prosegue domenica 14 settembre al Teatro Miela e dal 15 al 17 settembre al Cinema Ariston.
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SUMMARY:X edizione del Triestebookfest
DESCRIPTION:“L’isola che non c’è” è il titolo scelto per la X edizione del Triestebookfest\, un omaggio all’immaginario di Peter Pan\, ma anche una dichiarazione d’intenti: a Trieste esiste davvero un luogo dove fantasia\, parole e creatività prendono vita. Per una settimana\, da lunedì 28 aprile a domenica 4 maggio (e una continuazione dal 14 al 18 maggio)\, la città si trasforma in un arcipelago di storie e pensieri\, con 45 eventi che vedono protagonisti 42 autrici e autori\, italiani e internazionali\, in dialogo con quasi 30 ambasciatori della cultura locale\, ospitati in 13 diversi luoghi “in giro per Trieste”.\nL’apertura ufficiale del Festival venerdì 2 maggio (dalle 17.30) al Teatro Miela – come sempre preceduta da una serie di eventi già da lunedì 28 aprile – è affidata a una voce autorevole: l’autrice Loretta Napoleoni\, in dialogo con Cristiano Degano\, Consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti\, presenta in anteprima nazionale il suo ultimo libro “Tecnocapitalismo. L’ascesa dei nuovi oligopoli e la lotta per il bene comune”\, un viaggio lucido e necessario nei meccanismi del potere contemporaneo\, dove l’intelligenza artificiale\, uno dei temi del Festival\, occupa uno spazio sempre più preponderante. \nIdeato e organizzato dall’Associazione culturale Triestebookfest\, con la direzione artistica della Presidente Loriana Ursich\, in coorganizzazione con il Comune di Trieste\, con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia\, il sostegno de Le Fondazioni Casali ETS e della Fondazione CRTrieste\, la media partnership de Il Piccolo e il patrocinio di FERPI-Federazione Relazioni Pubbliche Italiana\, il Festival letterario festeggia il decennale riprendendo il tema della prima edizione con la celebrazione del talento\, raccontando il potere della creatività e dell’immaginazione. \nIl programma della X edizione del Festival è stato illustrato con una conferenza stampa dalla Presidente del Triestebookfest\, Loriana Ursich\, e per il Comune di Trieste dall’Assessore alle politiche della cultura e del turismo Giorgio Rossi e dall’Assessore alle politiche dell’educazione e della famiglia Maurizio De Blasio. \n“Un traguardo importante” – ha sottolineato la Presidente dell’Associazione Culturale Triestebookfest\, Loriana Ursich – “per una realtà nata dalla passione di quattro donne che\, nel 2015\, hanno pensato di mettere insieme le loro competenze per realizzare il progetto di una manifestazione organica che parlasse di libri e di lettura in una città dalla grande tradizione letteraria come Trieste\, che ne era priva. Ed è stata sin da subito pensata non come una mera carrellata di libri ed editori\, ma che avesse un tema su cui dibattere e confrontarsi: creando un’isola che non c’era\, uno spazio che mancava”. \n“L’isola che non c’è – storie\, persone e altri luoghi immaginari” – questo il titolo completo della X edizione – riprende i modi e i linguaggi tipici di questi dieci anni di Festival\, allargando la visione con punti di vista diversi\, capaci di coinvolgere un pubblico sempre più vario\, attento e preparato. “Tre i filoni previsti\, dedicati a creatività\, talento e immaginazione” – ha anticipato Loriana Ursich – “con il ritorno\, negli incontri con gli autori\, delle scrittrici e degli scrittori che hanno fatto grande la storia del Triestebookfest insieme a nuove importanti proposte\, con un confronto tra immaginario umano e artificiale (in collaborazione con il Festival Scienza&Virgola) e un focus dedicato alla lingua tedesca\, slovena e croata (e non solo) e al ruolo importante della traduzione”. \n“Stiamo vivendo tempi bui e dobbiamo combattere insieme una battaglia per un futuro migliore\, anche sfruttando l’isola che è dentro di noi per riuscire a cambiare le cose” – ha affermato l’Assessore Giorgio Rossi\, citando il titolo del Festival. “Un percorso che Triestebookfest porta avanti da tanti anni con l’obiettivo di promuovere la conoscenza\, la comprensione della società\, le aspettative culturali dei cittadini”. “La lettura di libri è un segnale di crescita indispensabile” – ha aggiunto l’Assessore Maurizio De Blasio – “e con il gioco\, la fantasia\, la curiosità e il piacere della scoperta\, rappresenta un dono enorme che possiamo fare alla cittadinanza”.
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SUMMARY:TRIESTE FILM FESTIVAL 36 ed.
DESCRIPTION:Oltre i confini dell’Europa: i Balcani e noi\, dagli anni Novanta a oggi\nOltre 130 film\, tra anteprime italiane ed eventi speciali\, concorsi internazionali e sezioni tematiche\, per indagare e incontrare la realtà oltre i confini\, l’immaginario apolide di un mondo in fermento\, in cerca di presente e futuro\, per ricostruire il recente passato degli anni Novanta nei Paesi balcanici.\nAppuntamento con il 36. Trieste Film Festival dal 16 al 24 gennaio: diretto da Nicoletta Romeo\, il primo e principale appuntamento italiano dedicato al cinema dell’Europa centro orientale\, nato alla vigilia della caduta del Muro di Berlino\, continua a essere un osservatorio privilegiato su cinematografie e autori da scoprire\, con i nomi più interessanti del cinema europeo. \nSpiega la direttrice del festival: “Il tema della famiglia e dei legami familiari quest’anno sembra un Leitmotiv trasversale che unisce tanti dei film in programma in questa 36ma edizione del Trieste Film Festival: famiglie disfunzionali\, queer\, fluide\, bigotte\, famiglie-prigioni\, famiglie come rifugio e famiglie allargate. La famiglia viene messa alla berlina come istituzione\, con tutti i meccanismi inceppati di una struttura archetipica potente\, che tuttavia non sembra rispondere sempre ai bisogni e ai desideri degli individui che ne fanno parte. Ma a volte è anche l’unico luogo di salvezza nelle società disgregate\, ed è sempre davanti alla morte che i legami si rinsaldano\, e i vecchi rancori passano in secondo piano”. \nIl festival si terrà a Trieste nelle sedi del Politeama Rossetti\, del Teatro Miela e del Cinema Ambasciatori. Tre le sezioni competitive con i concorsi internazionali per lungometraggi\, cortometraggi e documentari. \nDoppia inaugurazione per il festival: prima serata con l’ultimo film di Peter Kerekes\, affezionato autore slovacco-ungherese che ha visto tutti i suoi film presentati al Trieste Film Festival\, “Wishing on a star” (che ha esordito alla Mostra di Venezia\, distribuito ora da Lab 80)\, storia dall’Italia ai più lontani lidi del mondo lungo il lavoro dell’astrologa napoletana Luciana\, a cui seguirà – nell’apertura del Politeama Rossetti (20 gennaio) – l’anteprima italiana de “Lo Spartito della Vita” (Sterben) di Matthias Glasner\, comedy-drama tedesca presentata alla Berlinale (presto in sala in Italia con Satine Film)\, ironica e graffiante\, sul rapporto tra affetti e morte in una famiglia disfunzionale eppure ancora viva. Quest’ultimo sarà introdotto in sala dalla proiezione del film muto\, il corto del 1921 “The Perl of the Ruins” di Giovanni Vitrotti\, accompagnato da una performance live con il pianoforte a cura di Andrej Goričar. Rapporti familiari e ricerca di nuove possibilità sono al centro anche dell’evento di chiusura\, con la prima nazionale di “Crossing” di Levan Akin (prossimamente nei cinema italiani con Lucky Red)\, viaggio dalla Georgia alla Turchia\, incontro inaspettato con il mondo queer.\nLa lente sul mondo passa\, necessariamente\, dallo sguardo sull’attualità alle guerre ancora in atto proprio alle porte dell’Europa: in anteprima italiana arriva “The invasion” di Sergei Loznitsa che\, dieci anni dopo l’uscita del suo film epico Maidan\, continua le sue cronache ucraine e documenta la lotta del suo Paese contro l’invasione russa\, in una tela monumentale e compassionevole di una nazione determinata a difendere il proprio diritto di esistere. Dal documentario al racconto più intimo delle conseguenze della guerra in Ucraina\, come in “Under the volcano” di Damian Kocur – regista che con il precedente Bread and Salt vinse il Premio speciale della Giuria Orizzonti a Venezia 2022\, oggi candidato agli Oscar per la Polonia – che dipinge uno scavo profondo sul senso di colpa\, verso se stessi e il proprio Paese\, tra latenti rotture familiari\, anche lontano dal luogo del conflitto. In anteprima italiana\, al festival ci sarà anche “My Late summer” di Danis Tanović\, regista premio Oscar al Miglior film straniero nel 2002 con No man’s land\, che oggi ritorna con il candidato all’Oscar per la Bosnia\, film dolce-amaro che indaga il passato nel Paese con una storia di eredità e perdono. In sala a Trieste poi il miglior film a Venezia Orizzonti 2024\, “The new year that never came” di Bogdan Mureşanu\, commedia corale e dolce-amara sull’orlo della rivoluzione nella Romania del 1989\, dove sei vite si incrociano tra proteste e lotte personali\, portando alla caduta di Ceaușescu e del regime comunista. Proprio da qui\, dalla Romania post-socialista\, attinge “Eight Postcards from Utopia” di Radu Jude – presente nella sezione Romanian experimental cinema programme: Expanded – tra le ultime trovate del regista rumeno\, documentario di found-footage assemblato esclusivamente con pubblicità di quel periodo storico\, era di transizione\, rimbalzando tra poesie ritrovate e un’enciclopedia obsoleta\, tra trash art e mitologia capitalista (in collaborazione con il filosofo Christian Ferencz-Flatz). \nTra le novità\, nasce quest’anno la sezione Visioni Queer\, curata da Giuseppe Gariazzo\, per seguire lotte e diritti (ancora) negati alla comunità Lgbtq+ nei Paesi orientali e balcanici\, con titoli come “As I was looking above I could see myself”\, documentario del kosovaro Ilir Masanaj\, il primo girato in Kosovo senza oscurare volti e nomi dei profili coinvolti\, “Housekeeping for Beginners”\, film del nord-macedone Goran Stolevski\, dramedy su una comune queer dove la legge si oppone alla libertà dei corpi\, e “Avant-Drag! Radical Performers Re-Image Athens” del greco Fil Ieropoulos\, ritratto di dieci artisti e artiste drag che vivono ad Atene\, delle loro performance artistiche\, veri gesti politici. \nAncora\, la sezione Wild Roses è dedicata quest’anno alle cineaste della Serbia contemporanea\, curata dal regista Stefan Ivančić\, produttore e membro del comitato di selezione del Festival di Locarno; la retrospettiva sul 1945 “La guerra è finita’” a cura di Francesco Pitassio riflette sul lascito e l’eredità del secondo conflitto mondiale a 80 anni dalla fine; come di consueto\, torna anche il Premio Corso Salani\, i film del TSFF dei Piccoli\, e un programma ricco di eventi collaterali in tutta la città. \nIl manifesto dell’edizione numero 36 porta la firma di Monika Bulaj\, fotografa\, reporter e documentarista\, che lavora sui confini delle fedi e luoghi sacri condivisi\, minoranze e popoli nomadi a rischio\, in Eurasia\, Africa\, nei Caraibi e Sud America\, e pubblica con i più importanti magazine europei e internazionali. \nInfine\, a ottant’anni dalla fine del secondo conflitto mondiale\, il festival presenta la retrospettiva 1945. La guerra è finita’ Traumi\, rovine\, ricostruzione\, a cura di Francesco Pitassio\, un percorso cinematografico declinato in 19 proiezioni\, tra cui pellicole inedite\, volto a mappare da più punti di vista un periodo così controverso e complesso come quello del dopoguerra. La sezione si concentrerà nelle giornate del 20 e 21 gennaio al Teatro Miela di Trieste e poi il 20 e 21 marzo alcuni titoli saranno riproposti nella città di Gorizia al Kinemax in occasione delle iniziative per Nova Gorica-Gorizia Capitale Europea della Cultura 2025. Omaggio\, riflessione e riscoperta\, per analizzare un periodo così controverso come quello della Guerra: proprio in quegli anni il cinema (come la fotografia) svolse un ruolo peculiare\, di ispirazione e costruzione dalla precarietà e l’indeterminazione dello scenario\, politico come delle reti di fruizione. Saranno quindi presentate opere del cinema del secondo dopoguerra\, tra esitazioni e angosce\, timida speranza e prospettiva. A indicare il percorso ci saranno otto chiavi interpretative: dalle Rovine\, emblema di ciò che è rimasto\, si passerà alla Giustizia transizionale\, gli atti di quella esigenza di segnare con un taglio netto il rapporto con un passato problematico\, che deve fare i conti con la scoperta traumatica dei Campi\, suolo del genocidio. Tra le macerie si muovono anche i protagonisti di un futuro incerto: l’Infanzia è al centro della cultura visuale del dopoguerra. Nuove forme e prospettive esistenziali hanno avuto origine dai Movimenti di intere popolazioni\, che hanno anche portato a ridisegnare i Confini delle nazioni e a fare i conti con i Ritorni ai focolari domestici\, spesso drammatici dopo anni di assenze. E infine un focus sulla Resistenza\, delle persone e del cinema stesso al suo irreggimentamento totalitario\, unico mito positivo radicato in un conflitto che ha segnato la sconfitta della civiltà. \nGiunto alla quindicesima edizione\, When East Meets West è organizzato dal Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia assieme a Trieste Film Festival / Alpe Adria Cinema\, con il sostegno di Creative Europe – MEDIA Programme\, MIC – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo\, CEI (Central European Initiative)\, Programa Ibermedia\, Film Center Serbia\, Catalan Films\, Ciclic-Centre Val de Loir\, Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia.\nIn collaborazione con Creative Europe Desk Italia\, Croazia\, Serbia\, Belgio Wallonie\, Belgio Fiandre\, Lituania\, Lettonia\, Estonia\, Bulgaria\, Grecia\, Montenegro\, Slovenia.\nL’edizione 2025 prevede quattro giorni dedicati a produttori\, broadcaster\, mercati\, fondi regionali italiani\, europei\, e non solo. L’idea\, anche in questa edizione\, è quella di dare vita a un appuntamento capace di creare un forte legame tra le regioni e i paesi coinvolti.  \nI Paesi della 36. Edizione: \nArmenia – Austria – Belgio – Bosnia Erzegovina – Bulgaria – Canada – Croazia – Danimarca – Emirati Arabi Uniti – Estonia – Francia – Georgia – Germania – Grecia – India – Italia – Kosovo – Lettonia – Lituania – Macedonia del Nord – Norvegia – Paesi Bassi – Polonia – Portogallo – Regno Unito – Repubblica Ceca – Romania – Russia – Serbia – Slovacchia – Slovenia – Spagna – Stati Uniti – Svezia – Svizzera – Taiwan – Turchia – Ucraina – Ungheria\nNato alla vigilia della caduta del Muro di Berlino\, il Trieste Film Festival è il primo e più importante appuntamento italiano con il cinema dell’Europa centro orientale: da trent’anni un osservatorio privilegiato su cinematografie e autori spesso poco noti – se non addirittura sconosciuti – al pubblico italiano\, e più in generale a quello “occidentale”.
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SUMMARY:Masterclass di Dante Spinotti: il sogno del cinema
DESCRIPTION:La Casa del Cinema di Trieste è lieta di annunciare la Masterclass di Dante Spinotti\, uno degli esponenti più prestigiosi della fotografia cinematografica internazionale\, che si terrà lunedì 16 dicembre 2024 alle ore 11:00 presso il Teatro Miela\, in piazza Duca degli Abruzzi 3 a Trieste.\nLa masterclass di Dante Spinotti rappresenta un’opportunità straordinaria per scoprire i segreti della luce e dell’immagine cinematografica\, raccontati da uno dei più grandi direttori della fotografia. \nL’evento si terrà lunedì 16 dicembre 2024\, alle ore 11:00\, presso il Teatro Miela in piazza Duca degli Abruzzi 3 a Trieste\, con ingresso gratuito fino ad esaurimento posti (non è prevista la prenotazione). Durante l’incontro\, Spinotti ripercorrerà la sua carriera\, soffermandosi sulle sue collaborazioni con registi del calibro di Michael Mann\, Curtis Hanson\, Sam Raimi\, Ermanno Olmi\, Lina Wertmüller e Peter Bogdanovich. Modera l’incontro Riccardo Costantini. \nDante Spinotti: una carriera tra Italia e Hollywood\nNato a Tolmezzo (Udine)\, Spinotti ha iniziato la sua carriera in Rai\, prima di approdare al grande cinema internazionale grazie a Dino De Laurentiis e al regista Michael Mann. Il suo talento lo ha portato a lavorare su film di culto come “Heat – La sfida”\, “L.A. Confidential”\, “The Insider”\, “The Last of the Mohicans” e molte altre pellicole di successo\, spaziando tra thriller\, western\, commedie romantiche e film di supereroi. È stato candidato a due premi Oscar e ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti come il Lifetime Achievement Award dell’American Society of Cinematographers. \nL’evento è organizzato dalla Casa del Cinema di Trieste grazie al contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. \nDante Spinotti\, direttore della fotografia\nLungo la sua carriera\, Dante Spinotti ha illuminato stagioni e generi molto diversi del cinema mondiale: dall’esordio su grande schermo\, dopo le prime esperienze di operatore televisivo\, con Il minestrone (Sergio Citti\, 1981)\, sino alla grande chiamata del cinema americano\, che lo ha portato a stringere un importante sodalizio con il regista Michael Mann coronato da premi prestigiosi e da una candidatura agli Oscar\, per The Insider. Thriller metropolitani (L.A. Confidential\, Curtis Hanson\, 1997)\, western (The Quick and the Dead\, Sam Raimi\, 1995)\, commedie romantiche (Frankie and Johnny\, Garry Marshall\, 1991)\, film di supereroi (X Men – The Last Stand\, Brett Ratner\, 2006\, Ant-Man and the Wasp\, Peyton Reed\, 2018): non c’è genere a cui questo maestro non abbia prestato il proprio imprescindibile contributo\, così come sono innumerevoli le autrici e gli autori che lo hanno voluto sul set: da Ermanno Olmi a Lina Wertmüller\, fino a Peter Bogdanovich. \nBiografia di Dante Spinotti\nDante Spinotti è nato a Tolmezzo\, Udine\, nel 1943. Ha iniziato la sua carriera alla Rai – Radio televisione italiana\, dopo aver mosso i primi passi nella fotografia per il cinema con lo zio\, il regista e cineoperatore Renato Spinotti\, in Kenia. Nel 1985\, il produttore Dino De Laurentiis lo ha invitato a lavorare per la prima volta negli Stati Uniti al film Manhunter (1986) di Michael Mann. Da quell’esperienza ha avuto inizio la sua carriera oltreoceano\, costellata da grandi successi di pubblico e critica come The Last of the Mohicans (Michael Mann\, 1992)\, Heat (Michael Mann\, 1995)\, L.A. Confidential (Curtis Hanson\, 1997)\, The Insider (Michael Mann\, 1999) – titoli\, questi ultimi due\, per cui è stato candidato agli Oscar – e\, in anni più recenti\, X-Men: The Last Stand (Brett Ratner\, 2006)\, Public Enemies (Michael Mann\, 2009)\, The Chronicles of Narnia: The Voyage of the Dawn Treader (Michael Apted\, 2010). In Italia ha collaborato\, tra gli altri\, con Ermanno Olmi per La leggenda del santo bevitore (1988) e Il segreto del bosco vecchio (1993); con Giuseppe Tornatore per L’uomo delle stelle (1995)\, per il quale ha ricevuto un Nastro d’Argento; e con Roberto Benigni per Pinocchio (2002)\, segnalato per i David di Donatello. Tra gli ultimi lavori figurano Ant-Man and the Wasp (Peyton Reed\, 2018)\, Fatale (Deon Taylor\, 2020) e Elyse (Stella Hopkins\, 2020). Nel febbraio del 2012\, l’ASC (The American Society of Cinematographers) di Hollywood\, la più antica associazione dei direttori della fotografia del mondo\, gli ha conferito il Lifetime Achievement Award. Nello stesso anno è stato nominato componente del consiglio direttivo della Accademia del Cinema Americano AMPAS (Academy of Motion Picture Arts and Sciences). È Presidente onorario della Cineteca del Friuli\, dove è stato costituito il Fondo Dante Spinotti\, per salvaguardare e valorizzarne l’opera.
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SUMMARY:Trieste città di spie
DESCRIPTION:L’Associazione Casa del Cinema di Trieste in collaborazione con la Cineteca del Friuli presenta la mostra “Trieste città di spie”\, locandine e poster di film di spionaggio girati a Trieste o ambientati nella città\, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale agli anni ’60.La mostra\, curata da Tiziana Ciancetta e Gianluca Guerra\, attinge alle preziose collezioni della Cineteca del Friuli di Gemona ed è realizzata con il contributo della Regione Friuli-Venezia Giulia nell’ambito del bando regionale “Contenitori Culturali e Creativi”.L’inaugurazione si terrà venerdì 22 novembre alle ore 18:00 presso l’atrio della Casa del Cinema di Trieste Annamaria Percavassi\, in Piazza Duca degli Abruzzi 3. La mostra sarà visitabile fino al 24 gennaio 2025\, dal lunedì al venerdì dalle 10:00 alle 18:00\, con ingresso gratuito (giorni di chiusura: 24\, 25\, 26\, 31 dicembre\, 1 e 6 gennaio). \nLa mostra “Trieste città di spie” a cura di Tiziana Ciancetta e Gianluca Guerra esplora la rappresentazione cinematografica della Trieste del dopoguerra\, un luogo che\, più di ogni altro in Italia\, ha incarnato la tensione politica tra le superpotenze. Questa esposizione ci guida attraverso le locandine e i poster di film ispirati alla “questione di Trieste\,” dal 1945 al 1954\, anno in cui la città fu restituita all’Italia settanta anni fa\, fino ai film di genere Eurospy degli anni ’60 che trovano in Trieste una location ideale per i loro avventurosi intrighi internazionali. \nNel periodo tra il 1945 e il 1954\, Trieste fu al centro di un intenso dibattito internazionale. Questa disputa\, nata dal crollo del nazifascismo e dall’emergere della guerra fredda\, opponeva le potenze occidentali\, come Stati Uniti e Gran Bretagna\, alla Jugoslavia comunista\, supportata dall’Unione Sovietica. La città divenne simbolo della “cortina di ferro” che\, come disse Winston Churchill nel 1946\, si estendeva “da Stettino nel Baltico fino a Trieste nell’Adriatico.” Le strade di Trieste si riempivano di agenti segreti\, diplomatici\, militari\, e politici\, tutti impegnati a difendere o conquistare posizioni strategiche. \nQuesta atmosfera di sospetti\, fughe e doppi giochi ha alimentato l’immaginario cinematografico. La mostra espone locandine di quei film che\, in pieno clima di guerra fredda\, rappresentavano Trieste come un luogo turbolento\, popolato da spie e intrighi internazionali. Corriere diplomatico è uno dei primi esempi di come la città venga ritratta come un centro di traffici loschi\, mentre film come Mr. Arkadin di Orson Welles (1954) dipingono Trieste come una destinazione pericolosa e avventurosa\, densa di misteri. Anche il celebre Dalla Russia con amore\, secondo capitolo della saga di James Bond\, cita Trieste come primo avamposto occidentale oltre la cortina di ferro. \nNegli anni ‘60\, l’immagine di Trieste si arricchisce ulteriormente grazie ai film del genere “Eurospy\,” un curioso filone ispirato al successo internazionale di 007. Trieste diventa lo scenario ideale per nuove pellicole che giocano con il fascino dello spionaggio. In queste produzioni colorate e avventurose\, tra pop art e minacce atomiche\, emergono spie italiane dai nomi improbabili come Agente 008\, 777 e OSS77\, che si muovono in una Trieste rappresentata come un set di transito e scambio per spie di ogni sorta. Questi film\, spesso girati nei padiglioni della Fiera Campionaria di Montebello negli studi Ceria\, catturano anche l’aura di Trieste come città di frontiera. \nTrieste Città di Spie esplora quindi questo doppio volto cinematografico della città: prima come simbolo delle tensioni della guerra fredda e poi come set per film di intrattenimento che celebrano il fascino dell’avventura e della spia. Attraverso locandine\, poster e immagini di film che spaziano dal dopoguerra agli anni ‘60\, la mostra restituisce l’immagine di una Trieste che incarna\, nel cinema\, l’intreccio tra realtà storica e immaginario collettivo. \nLe location dei film presentati in mostra potranno essere scoperte attraverso la passeggiata cinematografica “Il mondo in una città” disegnata da Gianluca Guerra e compresa nella app “Set Discover XR” sviluppata dalla Casa del Cinema di Trieste\, un’esperienza divertente e alla portata di tutti per conoscere il Friuli Venezia Giulia attraverso il cinema. Grazie alla narrazione sonora e agli approfondimenti si viene guidati a visitare location note o scoprire luoghi poco conosciuti della città. Il tutto arricchito da aneddoti e curiosità cinematografiche. \nCON IL CONTRIBUTO DERegione Autonoma Friuli Venezia Giulia \nA CURA DI:Tiziana Ciancetta\, Gianluca Guerra con il supporto di Ivan Marin (La Cineteca del Friuli) \nPROGETTAZIONE GRAFICA:La Furia Studio – Laura Gorlato \nCOORDINAMENTO:Elisa Rossetto \n ALLESTIMENTO: \nAlessandro Benedetti \nSTAMPA:Art Group Graphics
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SUMMARY:La Settimana della Critica arriva al Teatro Miela di Trieste
DESCRIPTION:Proseguono al Multisala Kinemax di Gorizia\, giovedì 10 ottobre e al Cinema Teatro Miela diTrieste\, domenica 13 e giovedì 24 ottobre\, le proiezioni della rassegna “Le Giornate della\nMostra del Cinema di Venezia. I Film della Settimana Internazionale della Critica”\, progetto\,\nrealizzato grazie all’accordo consolidato tra AGIS\, ANEC e FICE del Triveneto con la Regione\nautonoma Friuli Venezia Giulia.\nTre appuntamenti grazie ai quale il pubblico avrà l’opportunità di scoprire una selezione di opere\,\nselezionate dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI) e proiettate in\noccasione della sezione autonoma e parallela della Mostra del Cinema di Venezia\, che dal 1984\nseleziona opere prime di registi emergenti destinati ad affermarsi nel panorama cinematografico\ninternazionale.\nAl Multisala Kinemax di Gorizia si comincia giovedì 10 ottobre alle 17.30 con la regista Marta\nInnocenti in sala per presentare il suo cortometraggio “Things That My Best Friend Lost”\n(Italia\, 2024) in concorso alla SIC@SIC. Una notte oscura si rivela attraverso i colori sgargianti e i\nsuoni metallici di una festa illegale. Qui\, Andrea – dj e organizzatore – attraverso una serie di\nvocali sempre più deliranti indirizzati a una figura lontana\, confessa i suoi turbamenti e le sue gioie.\nQuello di Andrea è un solitario grido d’aiuto: mentre scopriamo il suo rapporto con il fantasma in\nascolto\, ci racconta l’esperienza umana di un rave clandestino. In una realtà che punisce e\nsorveglia\, una festa senza limiti di spazio e tempo infiamma la città e rende liberi i corpi che\nabitiamo. Ma nella nostra epoca riusciamo davvero a connetterci oppure restiamo soli anche\nquando siamo insieme’ Subito a seguire verrà proiettato “No Sleep Till” (Stati Uniti\, Svizzera\,\n2024) di Alexandra Simpson. L’opera parte dal presupposto della catastrofe naturale come\nmetafora di una paura condivisa ma\, lavorando di sottrazione\, affonda in un immaginario\ncinematografico profondamente diverso da quello del film catastrofico per costruire un discorso\nintorno alle incertezze esistenziali dell’oggi. Quando la città costiera di Atlantic Beach è minacciata\nda un imminente uragano\, la gente del posto si prepara all’evacuazione obbligatoria. Mentre gli\nultimi turisti se ne vanno e i residenti sigillano con le assi le loro case\, un gruppetto di sfaccendati\nsi sente stranamente spinto a restare. Tra loro\, due amici di lunga data che abbracciano\nostinatamente l’ignoranza per inseguire l’occasione dei loro sogni\, un ragazzo che gira in bici da\nsolo nella crescente oscurità della notte\, e un ossessivo cacciatore di tempeste\, che ritiene questa\npossa essere la sua grande chance. Come se fossero posseduti dal futuro spettro della loro città\,\nsi avventurano nella notte e affrontano\, affascinati e terrorizzati\, le minacce che li attendono.\n\nIl rientro in sala è previsto alle 20.30 per la visione di “Dark Globe” (Francia\, 2024) di Donato\nSansone\, i cui lavori sono stati selezionati nei migliori festival del mondo\, tra cui l’Annecy\nAnimation Film Festival\, l’Anima Mundi Festival in Brasile\, e l’Hiroshima Animation Festival.\nL’essere umano è diventato una macchina da guerra\, un elemento inarrestabile di distruzione di\ntutto ciò che lo circonda. C’è ancora una speranza per il futuro o siamo in un incubo senza fine’\nL’ultimo film in cartellone sarà il film documentario “Homegrown” (Stati Uniti\, 2024) del giornalista\ne artista Michael Premo\, Premio Mario Serandrei – Hotel Saturnia per il Miglior Contributo\nTecnico alla Settimana Internazionale della Critica. Tre attivisti di destra (un futuro padre\nrecentemente politicizzato del New Jersey\, un veterano dell’Air Force che coordina i conservatori\nnella città di New York e un carismatico attivista texano) attraversano il paese nell’estate del 2020\,\ndurante la campagna elettorale di Donald Trump\, contribuendo alla nascita di un movimento che\nsperano possa sopravvivergli. Quando però si convincono che le elezioni siano state truccate\,\nporteranno la loro battaglia nelle strade. Ne emerge il ritratto agghiacciante di un movimento in\ncrescita\, deciso a spingere la democrazia americana sull’orlo del baratro.\n\nDomenica 13 ottobre alle 17.30\, ci si sposta\, invece al Cinema Teatro Miela di Trieste per “The\nEggregores’ Theory” (Italia 2024)\, cortometraggio di apertura\, Fuori concorso\, della SIC@SIC\, di\nAndrea Gatopoulos\, le cui produzioni cinematografiche sono state presentate in più di 150\nfestival in tutto il mondo\, tra cui Cannes Quinzaine\, Locarno\, Venezia SIC@SIC\, Camerimage\,\nRotterdam IFFR. Il protagonista non ricorda molto\, le cose sono sbiadite\, come il colore di un\ndipinto esposto a troppa luce. L’unica cosa che lo disturba è una musica. Continua a venirgli in\nmente. Crede di aver dimenticato cosa significasse. Tutto quello che sa è che non riesce a\ntogliersela dalla testa. Le proiezioni proseguono subito dopo con “Planet B” (Francia\, Belgio\n2024) thriller fantascientifico di Aude Léa Rapin\, Film di apertura\, Fuori concorso della Settimana\nInternazionale della Critica. Francia\, 2039. Una notte\, un gruppo di attivisti perseguitati dallo Stato\nscompare senza lasciare traccia. Julia Bombarth è una di loro. Al suo risveglio\, si ritrova\nintrappolata in un mondo del tutto sconosciuto: il Pianeta B.\nSempre domenica sera\, alle 20.30\, si riparte con “At Least I Will Be 8 294 400 Pixel”\, (Italia\n2024)\, cortometraggio di Marco Talarico dedicato all’Intelligenza artificiale e alle sue possibili\nimplicazioni. Un ragazzo\, ricostruite le foto di una vacanza grazie a un software di l’IA\, parte per la\nGeorgia. Attraverso messaggi di testo\, cerca nuovi ricordi e una ragazza che potrebbe custodire\nquelli passati. L’ultima proiezione in programma è “Perfumed with Mint” (Egitto\, Francia\, Tunisia\,\nQatar 2024) di Muhammad Hamdy. Bahaa\, un medico dal cuore spezzato\, e l’amico di vecchia\ndata Mahdy cercano di sfuggire ai fantasmi del loro passato\, entrando e uscendo da case\ninfestate\, braccati senza sosta da strane ombre.\n\nLe ultime proiezioni della SIC a Trieste si terrano sempre al Cinema Teatro Miela giovedì 24\nottobre a partire dalle 17.30. Si inizia con “Nero argento” (Italia 2024)\, cortometraggio di\nFrancesco Manzato\, che sarà presente in sala. Lucas\, Letizia\, Giovanni e Federico fanno parte\ndi una crew di writers e trascorrono le loro giornate in un bosco che si estende lungo la ferrovia.\nQuesto luogo naturale offre un rifugio al gruppo\, un limbo tra l’infanzia e l’età adulta. Lucas è però\ninquieto: in quel bosco si muove qualcosa di minaccioso che lui solo pare intuire. Durante una\nnotte in cui il tempo sembra fermarsi\, l’incontro inaspettato con una figura misteriosa pone Lucas di\nfronte a un momento catartico. Con le prime luci dell’alba la realtà infrange il rifugio; non si può più\nrimandare l’ingresso in un mondo dove per gli animali selvatici non c’è via di scampo. Si\nproseguirà subito dopo con il film vincitore della Settimana Internazionale della Critica: “Don’t\nCry\, Butterfly” (Vietnam\, Singapore\, Filippine\, Indonesia\, 2024) di Du’o’ng Diệu Linh. Tam lavora\ncon solerzia in una location per matrimoni. Un giorno scopre il tradimento del marito in diretta TV e\ninvece di affrontarlo decide di ingaggiare una potente esperta di rituali magici per riconquistare il\nsuo amore. La figlia di Tam\, Ha\, riversa le sue frustrazioni nel sogno a occhi aperti di un luminoso\nfuturo all’estero. Nel frattempo\, un misterioso spirito della casa\, visibile soltanto alle donne\, si\nannida nelle crepe del soffitto.\n\nLe ultime due opere in cartellone verranno proiettate a partire dalle 20.30. Leonardo\, l’introverso e\nsolitario protagonista di “Phantom” (Italia\, 2024)\, cortometraggio di Gabriele Manzoni\, presente\nin sala per l’occasione\, ha un’unica vera fissa: il suo Phantom F12. Da poco trasferito in città\,\nincontra Dylan\, un ragazzo affascinante con la stessa passione per le elaborazioni\, che sembra\nfarlo uscire dal suo guscio e apprezzarlo davvero. In lui risplende tutto ciò che Leonardo desidera:\nsicurezza e carisma. Dopo un pomeriggio con gli amici di Dylan\, i “soci”\, tra musica techno e\nalcool\, Leonardo si troverà travolto da un avvenimento complicato. La spirale di violenza e\numiliazione in cui finirà in quel giorno d’inverno segnerà per sempre la sua crescita e la sua visione\ndel mondo. La serata si conclude con “Anywhere Anytime” (Italia\, 2024) debutto alla regia di\nMilad Tangshir e Premio Luciano Sovena alla Miglior Produzione Indipendente alla Settimana\nInternazionale della Critica 2024. Issa è un giovane immigrato clandestino che a Torino cerca di\nsopravvivere come può. Licenziato dal suo datore di lavoro\, grazie a un amico inizia a fare il rider.\nMa l’equilibrio appena conquistato crolla quando\, durante una consegna\, gli viene rubata la\nbicicletta appena comprata. Issa intraprende così un’odissea disperata per le strade della città per\nritrovare la sua bici.\n\nTutte le proiezioni\, sono ad ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento posti\nL’elenco delle proiezioni è disponibile sul sito www.agistriveneto.it e sulla pagina Facebook @agis.trevenezie.\n\nPer informazioni\nUnione Interregionale Triveneta Agis\ntel. 049 8750851\nagis3ve@agistriveneto.it\nwww.agistriveneto.it
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SUMMARY:Proiezione di Cinema volta in occasione della Barcolana
DESCRIPTION:L’Associazione Casa del Cinema di Trieste in collaborazione con Barcolana 56 e Kinoatelje presenta KINO VOLTA (Il Cinema Volta) di Martin Turk al Teatro Miela\, martedì 8 ottobre 2024 alle ore 18.00 e 20.30. \nIl regista Martin Turk\, Danjiel Malalan\, Fulvio Rogantin e Paolo Venier saranno presenti alla proiezione delle ore 20.30. Presentazione a cura di Nicoletta Romeo\, direttrice artistica del Trieste Film Festival.\n \nTrieste\, 4 ottobre 2024 – L’Associazione Casa del Cinema di Trieste\, in collaborazione con Barcolana 56 e Kinoatelje\, presenta la proiezione di “Il Cinema Volta”\, un film diretto da Martin Turk che svela un capitolo poco conosciuto della storia del cinema e della città di Trieste.\n \nMartedì 8 ottobre alle ore 18:00 e 20:30\, presso il Teatro Miela\, il pubblico sarà invitato a un viaggio nel tempo\, alla scoperta di come un gruppo di imprenditori triestini\, assieme al giovane James Joyce\, diede vita al primo cinema in Irlanda: il Cinema Volta.\n \nAgli inizi del ‘900\, infatti\, un gruppo di imprenditori triestini (Antonio Machnich\, Vincenzo Giuseppe Caris\, Giovanni Rebez e Lorenzo Francesco Novak) decise di aprire diversi cinema\, dapprima a Trieste e poi oltre i confini dell’Impero. Nello stesso periodo a Trieste viveva James Joyce\, allora ventenne insegnante di inglese. Joyce era convinto che con il cinema si potesse guadagnare ed entrò in contatto con gli imprenditori triestini con l’idea di aprire un cinema a Dublino. Questi accettarono la proposta e così Joyce si recò in Irlanda per organizzare tutto il necessario. Il primo cinema in Irlanda\, il Cinema Volta\, fu inaugurato il 20 dicembre 1909.\n \n“Il Cinema Volta” non è solo un documentario storico\, ma un’indagine appassionata e divertente sullo spirito di avventura e imprenditorialità che animava i nostri concittadini. Come sottolinea il regista Martin Turk: “James Joyce lo conosciamo un po’ tutti. Non tutti conoscono invece i triestini che aprirono con lui il Cinema Volta. È da qui che sono partito per creare questo documentario. E poi ho voluto fare un film estremamente triestino\, che fosse un omaggio alla mia città natale e ai personaggi coinvolti nell’avventura del Cinema Volta.”\n \nAlla proiezione delle ore 20:30 saranno presenti il regista Martin Turk\, l’attore Danjiel Malalan\, Fulvio Rogantin e Paolo Venier. L’introduzione sarà affidata a Nicoletta Romeo\, direttrice artistica del Trieste Film Festival.\n  \nInformazioni utili\n \nData: Martedì 8 ottobre 2024\nLuogo: Teatro Miela\, Trieste\nOrari: 18:00 e 20:30\nIngresso: Intero € 7\,00 – Ridotto € 5\,00\nIl film è in lingua originale con sottotitoli in italiano.
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SUMMARY:NON LASCIARMI - NEVER LET ME GO di Mark Romanek
DESCRIPTION:Mercoledì 10 aprile alle ore 20.30 al Teatro Miela con ingresso libero\, sarà proiettato il film NON LASCIARMI (Never Let Me Go\, 2010)  di Mark Romanek in versione originale s/t italiano: dramma distopico\, tratto dall’omonimo romanzo del premio Nobel Kazuo Ishiguro\, il lungometraggio affronta i temi dell’ingegneria genetica e della clonazione. La presentazione sarà a cura del Dipartimento Clinico di Scienze Mediche\, Chirurgiche e della Salute\, con commento al film della Prof.ssa Serena Zacchigna. \n\nNever Let Me Go\, USA\, GB\, 2010\, 103’\nversione originale s/t italiano\nUn intenso e commovente dramma distopico\, tratto dall’omonimo romanzo\ndel premio Nobel Kazuo Ishiguro\, incentrato sulla vita di alcuni amici\nstretti (Carey Mulligan\, Keira Kneightley e Andrew Garfield) che\ncrescono insieme in un collegio inglese. Quando scoprono una\nscioccante verità\, ovvero che sono cloni geneticamente modificati e\nallevati per diventare donatori di organi\, decidono di lasciarsi\ntrascinare dalla possibilità di vivere e amare in questa intrigante\nstoria di speranza e umanità.
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SUMMARY:Milko Bambič: In Statu Nascendi
DESCRIPTION:Si avvicina il secondo appuntamento della Rassegna dei film sloveni in Italia\, e questa volta\, si unisceall’organizzazione del Kinoatelje anche la casa di produzione slovena Solsticij. In occasione della Giornata\ndella cultura slovena e il giorno successivo\, l’8 e il 9 febbraio\,si prospetta un doppio appuntamento a Gorizia\ne Trieste con l’anteprima e la prima assoluta del film Milko Bambič: In Statu Nascendi. Il ritratto\ndocumentaristico\, opera del regista sloveno Radovan Čok\, ci svela la vita\, le opere\, nonché la personalità\ngiocosa e indipendente di Milko Bambič\, artista triestino di origini slovene che\, sebbene rimasto\nrelativamente sconosciuto nella scena artistica della Slovenia centrale\, fu una figura chiave nella sfera artistica\ndel suo tempo a Trieste.\nMilko Bambič (1905—1991) fu un pittore\, illustratore\, poliglotta\, poli storico\, inventore\, critico d’arte\,\nscrittore\, pioniere del fumetto e della caricatura slovena. Fu un designer\, al tempo\, quando questa professione\nartistica non esisteva ancora. Tra le sue creazioni più note\, possiamo citare la famosa immagine grafica\ndell’acqua minerale Radenska del 1931. La figura dei tre cuori rossi\, accompagnata dalla scritta caratteristica\,\nin uso ancora oggi\, voleva richiamare la ‘fratellanza della SHS’ (Regno dei Serbi\, Croati e Sloveni\, che esisteva\ntra il 1918 e il 1929). Si potrebbe dire che con quest’immagine abbia creato la prima emoticon e\npreannunciato l’era dei cuoricini sui social network.\nIl Palazzo del Cinema di Gorizia ospiterà l’anteprima l’8 febbraio alle ore 20.00\, mentre la prima avrà luogo il\n9 febbraio alle ore 20.00 al Teatro Miela di Trieste\, in collaborazione con il Slovenski klub. Dopo entrambe le\nproiezioni il pubblico avrà l’occasione di dialogare con il regista Radovan Čok\, il direttore della fotografia\nPredrag Bambić e la produttrice nonché coautrice della sceneggiatura Slađana Vide della casa di produzione\nSolsticij\, che ha prodotto il film assieme ai coproduttori Kinoatelje e la casa di produzione serba Montage.\nGli inizi della carriera artistica di Bambič risalgono al periodo dell’ascesa del nazionalismo e del fascismo;\nperciò\, egli non poté resistere all’impulso di cimentarsi nell’attivismo politico. Nel 1927 pubblicò sul mensile\nsloveno Naš glas (La nostra voce) il libro illustrato satirico e antifascista Bu-ci-bu\, che riattrae un piccolo\,\narrogante e tirannico re – una parabola di Benito Mussolini. In quest’opera\, il primo fumetto sloveno\, predisse\nla caduta del Duce.\nBambič visse tra Trieste\, Idrija\, Ljubljana\, Zagabria\, Belgrado\, per poi ritornare nuovamente a Trieste.\nAttraverso l’uso del materiale grafico\, disegni\, immagini\, filmati d’archivio e fumetti\, il film fa luce sulla sua\npoliedrica carriera artistica\, molto importante per la cultura slovena\, sia nel periodo tra le due guerre che al\ngiorno d’oggi. Tutti i drammatici cambiamenti sociopolitici del XX secolo\, svoltisi nei Balcani e nel\nMitteleuropa; dall’Impero Austro-ungarico\, attraverso il Regno dei Serbi\, Croati e Sloveni\, il Regno di\nJugoslavia\, la Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia\, fino alla vigilia dell’indipendenza dei membri della\nfederazione Jugoslava\, hanno segnato profondamente la vita dell’artista.\n»A partire dal fauvismo (dalla parola francese selvaggio) per poi passare al futurismo e al fascismo fino ad\narrivare ai vari altri ‘ismi’\, il XX secolo è stato un periodo brutale del quale Milko Bambič rimane un\nprotagonista sfuggente. Posso facilmente immaginare Bambič come uno dei personaggiraccontati nelle opere\ndi Vladimir Bartol. Seduto su Al-Araf\, con un piede da una parte e l’altro dall’altra parte del muro della\nconoscenza\, dove suona il violino mentre soffia un vento forte.« afferma il regista Radovan Čok.\nLa rassegna è realizzata in collaborazione con il Centro cinematografico sloveno\, il Palazzo del Cinema\, e\nl’Ufficio del Governo della Repubblica di Slovenia per gli sloveni d’oltreconfine e nel mondo\, e fa parte del\nprogramma ufficiale della Capitale europea della cultura GO! 2025.\nIl nostro terzo appuntamento fissato per il 14 marzo 2024 offrirà un incontro con Petra Seliškar\, vincitrice del\nPremio Darko Bratina 2008\, che ci presenterà il suo nuovo documentario Corpo.
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SUMMARY:Festival transfrontaliero Omaggio a una visione 2023
DESCRIPTION:Primo assaggio del festival cinematografico transfrontaliero Omaggio a una visione che il Kinoatelje organizza per la 24° volta in collaborazione con numerosi partner della Slovenia e del Friuli Venezia Giulia. Un’edizione riveduta e ampliata che si inserisce nel programma di eventi della Capitale europea della Cultura 2025.Il festival si svolgerà dal 16 al 22 ottobre a Gorizia\, Nova Gorica\, Trieste\, Lubiana\, Maribor\, Udine e San Pietro al Natisone e proporrà\, questa volta\, un caleidoscopio di visioni\, come sempre nel segno della Settima arte\, utile ad inquadrare scenari odierni spesso misconosciuti della società contemporanea.Il festival mantiene comunque il suo sguardo di approfondimento monografico su un unico autore\, pur aprendo a numerose prospettive e opere di altri artisti e studiosi che saranno presentate nei prossimi giorni.L’ospite principale di quest’anno sarà il regista\, sceneggiatore e produttore bulgaro Stephan Komandarev\, vincitore del Premio Darko Bratina 2023 che verrà consegnato giovedì 19 ottobre al Teatro Nazionale Sloveno di Nova Gorica. L’autore verrà presentato insieme agli altri protagonisti della rassegna lunedì 16 ottobre alle 11 al Caffè San Marco di Trieste. L’invito a partecipare è rivolto\, oltre che a tutti gli interessati\, anche ai giornalisti che vorranno incontrare gli altri ospiti di Omaggio a una visione 2023. \nIl festival\, in collaborazione con l’associazione armena dei direttori della fotografia\, celebra anche i 100 anni del cinema armeno con una selezione di lungometraggi\, alcuni corti e una mostra. Parteciperà alla sezione il regista armeno e vincitore del Premio Darko Bratina 2009 Harutyun Khachatryan e la produttrice armena Tatevik Manoukyan. \nLa prima proiezione del festival si svolgerà alle 18 al Teatro Miela di Trieste dove si potrà vedere Confine (2009) di Harutyun Khachatryan\, opera che ha come tema l’attraversamento dei confini emotivi\, morali e psicologici sul confine tra l’Armenia e l’Azerbaigian. Considerando gli attuali avvenimenti nella regione Nagorno Karabakh e la presenza degli ospiti armeni\, il film sarà una buona occasione per una riflessione approfondita sulla disputa decennale tra i due Paesi e sugli interessi geostrategici in quell’area.Ad approfondire ulteriormente il tema ci penserà il giornalista\, scrittore e professore del Dipartimento di Giornalismo dell’Università Americana di Blagoevgrad in Bulgaria Dimiter Kenarov con il suo intervento intitolato Nuovo ordine\, vecchi confini. L’ospite parlerà della nostra mutevole percezione dei confini e di come il tempo influisca sull’ordine sociale e politico. \nAlle 18.30 seguirà la proiezione del cortometraggio Back to rock\, di Gor Yengoyan e Armine Harutyunyan. In questo lavoro le persone si trasformano in creature senza sesso e senza volto\, prive di qualsiasi emozione\, che vivono limitandosi a seguire le regole e procurarsi cibo ed energia.Si chiude alle 21 con Il giudizio (The Judgement) di Stephan Komandarev\, lungometraggio sull’infelice condizione di un uomo che\, per disperazione\, accetta di fare il passeur per gli immigrati illegali dalla Siria attraverso un passo di montagna in Bulgaria. \nTutti gli incontri e le proiezioni sono a ingresso libero e gratuito.Il programma e tutti gli aggiornamenti sono disponibili sul sito www.kinoatelje e https://it.poklonviziji.com/program
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SUMMARY:Quattro passi nel cinema di Pier Antonio Quarantotti Gambini
DESCRIPTION:L’Associazione Casa del Cinema di Trieste in collaborazione con l’IRCI\, Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata\, presenta la mostra “Quattro passi nel cinema di Pier Antonio Quarantotti Gambini” – fotografie di scena\, locandine\, manifesti\, leggere\, sceneggiature e soggetti cinematografici – a cura di Franco Però e Piero Delbello che inaugura venerdì 28 luglio alle ore 19 e che chiuderà il 27 agosto.\nLa mostra sarà aperta al pubblico dalle ore 19 alle ore 23\, tutti i giorni\, giovedì esclusi\,  al Teatro Miela e poi nell’atrio e lungo tutto lo scalone della Casa del Cinema in piazza Duca degli Abruzzi 3. \nL’attività espositiva della Associazione Casa del Cinema di Trieste non si fermerà questa estate. Il 28 luglio\, al Teatro Miela\, si aprirà la mostra “Quattro passi nel cinema di Pier Antonio Quarantotti Gambini”\, curata da Franco Però e Piero Delbello e frutto della collaborazione tra Casa del Cinema e IRCI\, l’Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata\, con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. \nTra il prezioso materiale dell’archivio personale dello scrittore\, che ha trovato casa nell’Istituto di via Torino\, vi sono anche le testimonianze dei rapporti che egli ebbe con il mondo del cinema: lettere di amici\, di produttori\, di agenti\, documenti che raccontano la lunga strada percorsa da “L’onda dell’incrociatore” e “La calda vita” prima di arrivare alla realizzazione filmica; e poi i soggetti\, la sceneggiatura\, le foto sui set e – per “La calda vita” – i manifesti gelosamente custoditi del film che\,  tra i due realizzati prima della sua scomparsa\, Quarantotti Gambini sentiva il solo che non avesse tradito il romanzo.  \nE ancora\, vi sono poi altre testimonianze del rapporto di Quarantotti Gambini con il cinema:  i suoi pensieri\, le lettere a Valerio Zurlini e quelle di Jacqueline Sassard – la moglie del regista – allo scrittore\, e infine un’altra sorpresa\, un soggetto cinematografico inedito: una sorta di favola ambientata in quella Russia che l’autore scopriva attraversandola nel 1960. \nIl visitatore che attraverserà i frammenti di questo mondo potrà\, se lo vorrà\, farsi accompagnare dalle atmosfere dei due film: con delle cuffie audio\, ascoltandone le scene. \nVenerdì 28 luglio alle ore 19 verrà inaugurata la mostra che si protrarrà  fino al 27 agosto\, con orario 19 – 23\, tutti i giorni\, giovedì esclusi. I giorni 2 e 22 agosto alle ore 21 saranno proiettati al Teatro Miela i film “Il risveglio dell’istinto” (diretto da Claude Autant-Lara da “L’onda dell’incrociatore” nel 1960) e “La calda vita” (ispirato all’omonimo romanzo e diretto da Florestano Vancini nel 1963).
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SUMMARY:ALPI GIULIE CINEMA 2023
DESCRIPTION:Prosegue martedì 21 febbraio 2023 al Teatro Miela di Trieste la XXXII edizione della Rassegna Internazionale di Cinema di Montagna Alpi Giulie Cinema proposta da Monte Analogo\, in collaborazione con Arci Servizio Civile.\nAlle ore 20.30 l’alpinista\, attivista socioambientale\, scrittore e regista culturale Alberto Peruffo presenterà “Prigionieri del Nanga – 8126m Himalaya”\, offrendo una riflessione collettiva sull’himalayalismo contemporaneo tra tentativi di record\, salite forzate e pressioni degli sponsor.\nNell’estate del 2022 Alberto Peruffo è stato compagno ed ideatore della salita al Nanga Parbat\, in Pakistan\, dell’alpinista peruviano Cesar Rosales Chinchay\, il primo alpinista delle cordigliere andine\, cresciuto nella Scuola di Andinismo Don Bosco dell’Operazione Mato Grosso italiana e diventato una delle migliori guide peruviane\, in vetta all’Ottomila più difficile e ricco di storia. Peruffo ha effettuato una spedizione davvero anomala\, mettendosi al servizio di un nativo delle montagne del Perù su una cima simbolo dell’Himalaya\, nel bel mezzo di spedizioni commerciali e alpinisti di fama internazionale. Un primo passo per ripensare l’alpinismo. A cominciare dall’abuso dell’ossigeno e dalla riformulazione di alcuni principi. \nAlberto Peruffo è stato leader e alpinista di punta di alcune delle più importanti spedizioni alpinistiche degli ultimi anni\, partite dall’Italia dove raccoglie una selezione di storie\, immagini\, video\, riflessioni\, frutto di un lavoro ventennale di ricerca e di impegno culturale\, riconosciuto a livello internazionale. Tra le sue spedizioni ricordiamo: Huantsan (Perù)\, Huayna Potosi (Bolivia)\, Kanchenzonga Zemu Area (Sikkim)\, Rakaposhi-Batura (Pakistan)\, Cho- Oyu (Tibet)\, Chiantar Hindu Kush (Pakistan). È stato nominato tre volte in 10 anni al Grignetta d’oro e una volta – prima spedizione italiana – nella Big List dei Piolets d’Or per l’esplorazione Zemu\, mentre ha ricevuto il Premio CAAI Paolo Consiglio per la spedizione in Hindu Kush. \nClasse 1967\, socio della Sezione CAI Montecchio Maggiore (VI) da 31 anni\, è stato protagonista di notevoli ascensioni sulle Alpi e sulle Dolomiti di casa. Fondatore di Intraisass\, pionieristico progetto culturale sulla letteratura di alpinismo e le arti visive\, ha collaborato con le maggiori riviste nazionali ed estere di montagna. Ha curato fotografi\, autori\, progetti artistici e regie culturali di grande prestigio\, tra cui l’inaugurazione del Trento Film Festival 2016 al Teatro Olimpico di Vicenza per omaggiare la figura di Renato Casarotto\, di cui è stato instancabile cultore e storico\, oltre che compagno dei suoi compagni\, divenuti suoi maestri di alpinismo. L’autore è soprattutto conosciuto per il radicale impegno civile in prima linea sui fronti territoriali\, confluito nel libro Non torneranno i prati\, e per le sue opere corali\, come le Tristi Montagne Fumanti (pro Tibet)\, i Cimiteri erranti degli Altipiani (contro le Basi Militari)\, la lotta senza frontiere contro i PFAS – le sostanze inquinanti “emergenti” monitorate ora da Greenpeace e dall’ONU – e altre opere di carattere civile-concettuale che hanno messo in discussione la prepotenza della civiltà occidentale. \nPrecedentemente alle ore 18.00 verranno presentati: \nLIEBE GRUSSE AUS DEM ANTHROPOZAN (14’) – Svizzera\, 2021 – Lucas Ackermann (Premio Antropocene MUSE – Trento Film Festival 2022)\nQuattro giovani esplorano\, contemplano e\, in forma di lettera\, danno l’addio ai loro luoghi naturali del cuore. Foreste\, montagne\, ghiacciai e laghi di una bellezza travolgente si susseguono\, come cartoline che tentano vanamente di fissare questi paesaggi\, presto destinati a essere trasformati dai disastri climatici di cui questa generazione sarà inevitabilmente testimone\nLA LISTE: EVERYTHING OR NOTHING (72’) – Canada\, 2021 – Eric Crosland Jèrèmie Heitz e San Anthamatten\, scialpinisti e amici fraterni\, sono avventurieri incalliti che trovano la bellezza e dimostrano la loro grazia nel pericolo mondo del freeski. Li seguiamo mentre girano il mondo alla ricerca di cime e catene montuose mozzafiato\, spingendosi oltre i 6000 metri\, e fanno quello che gli riesce meglio: sciare. \nLa rassegna proseguirà martedì 28 febbraio sempre al Teatro Miela con l’undicesima edizione di Hells Bells Speleo Award\, il concorso dedicato a documentari\, reportage e fiction di speleologia\, in collaborazione con la Commissione Grotte Eugenio Boegan – Società Alpina delle Giulie\, Sezione CAI Trieste.
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SUMMARY:Su le maniche! dalla Fabbrica Macchine di Sant’Andrea alla Wärtsilä Italia
DESCRIPTION:Una serata dedicata a una grande storia di grandi uomini e grandi motoriLa vicenda dello stabilimento Wärtsilä di Bagnoli\, una storia iniziata quasi due secoli fa\, rischia di sparire in un attimo quasi fosse il bersaglio di un attacco improvviso. Di quella storia e di quella cultura del fare vogliamo parlare in questa performance. Ne parleremo nei modi più vari\, in diversi registri e con diversi ospiti\, una serata che vuole essere quasi un happening pop e “di conforto”\, dedicato con il cuore a tutti i dipendenti della Wärtsilä\, al lavoro e alla Cultura del Lavoro.\nLe Culture sono tante\, ci sono quelle umanistiche\, quelle scientifiche\, quelle del fare… noi siamo le Culture che ci portiamo dentro. Le Culture sono anche dei luoghi\, materiali e immateriali. Se una fabbrica chiude\, quei manufatti che la testa e le mani hanno creato non esisteranno più in quegli spazi. Ancora più oggi\, in quest’epoca che spinge il virtuale a invadere ogni spazio\, i luoghi fisici sono importanti: per lavorare con la testa e con le mani\, in sintonia con altre teste\, altre mani. La cultura manifatturiera di Trieste si impoverirebbe in modo drammatico con la chiusura della grande fabbrica di motori. Salvare le Culture vuol dire salvare il lavoro\, vuol dire continuare a far crescere una città\, un territorio\, una Nazione.\nIncroceremo passato e presente\, mescolando ricordi (anche dei lavoratori che difendono lo stabilimento di Bagnoli)\, satira\, musica e canzoni: dall’antica Fabbrica Macchine del “Sior Strudof”\, alla memoria dei giorni di lavoro alla Grandi Motori e del ‘boom ma non per tutti’ di Roveredo. Per arrivare fino all’oggi e allo splendore di quell’antico sogno che rischia di infrangersi\, aiutati anche dai racconti di chi\, proprio in questi giorni e in queste ore\, è impegnato a difendere il suo posto lavoro e non solo.\nPromosso dal Comune di Trieste\, prodotto e realizzato da Bonawentura con la collaborazione di: Regione Autonoma FVG Agenzia Regione Cronache – Produzioni televisive\, RAI sede per il Friuli Venezia Giulia\, Associazione Marinara Aldebaran\, Collezione Claudio Ernè\, Istituto Livio Saranz\, Fototeca CMSA\, archivio Giornalfoto\, Diego D’Amelio.\nL’immagine del manifesto è stata scattata negli anni ’20 da Francesco Penco all’interno della sala montaggio della fabbrica macchine di Sant’Andrea.\nIngresso libero.\nPrenotazione consigliata c/o biglietteria del teatro tel. 0403477672 (tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.00) o scrivendo a biglietteria@miela.it
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SUMMARY:Omaggio a una visione
DESCRIPTION:Proiezioni\, incontri\, passeggiate e momenti formativi a Gorizia\, Nova Gorica\, Lubiana\, Trieste\, Udine e San Pietro al Natisone \nA partire da domenica 16 ottobre a Gorizia entra nel vivo il festival cinematografico transfrontaliero Omaggio a una visione con un intenso programma di proiezioni\, incontri\, passeggiate e momenti formativi. Si prosegue fino al 21 ottobre\, toccando le tradizionali tappe della rassegna proposta dall’associazione Kinoatelje: Nova Gorica\, Trieste\, Lubiana\, San Pietro al Natisone e Udine. Tutta la settimana avrà un principale obiettivo: esplorare la visione del cinema della regista tedesca Helke Misselwitz\, i cui lavori rappresentano una cronaca del periodo prima della caduta del muro di Berlino e di tutto ciò che seguì per gli abitanti della Repubblica Democratica Tedesca. In tutte le sue opere l’autrice ritrae una società caratterizzata da un’identità multiculturale e dal conflitto che ne deriva: come vivere senza i confini di una volta e come ricreare al loro posto un tessuto connettivo e sociale che tenga insieme mondi diversi’ Misselwitz se lo chiede indagando sulle dinamiche familiari della Germania dell’Est e dell’Ovest\, ma anche su temi come l’emancipazione femminile\, il lavoro\, la ribellione giovanile. Vedremo quindi le opere di un’autrice che propone un’ampia riflessione su una realtà politica e sociale che oggi non esiste più e che ha creato delle barriere da superare. È quindi forte la similitudine con i vissuti di chi abita sulla frontiera e con il lavoro ormai ultradecennale del Kinoatelje\, che da sempre promuove l’importanza di oltrepassare i confini\, fisici e mentali\, anche attraverso la diffusione del patrimonio audiovisivo. \nMartedì 18 ottobre dalle 18 il festival si sposta al Teatro Miela di Trieste dove è in programma la visione di Oder il fiume straniero\, film sul corso d’acqua che nasce nella Repubblica Ceca e sfocia nel Baltico\, creando un confine naturale di quasi duecento chilometri tra la Polonia e la Germania. Anche qui\, oltre all’acqua\, a scorrere è l’accidentato fluire della Storia. \nAlle 20 Misselwitz introdurrà la visione di Winter adè (Addio Inverno)\, un road movie dove la regista viaggia in treno attraverso la Germania dell’Est poco prima del crollo della DDR ed incontra diverse donne con cui parla della vita e delle difficoltà.
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SUMMARY:TSFF DEI PICCOLI
DESCRIPTION:TORNA IL TSFF DEI PICCOLI: proiezioni\, spettacoli\, laboratori e passeggiate dedicati ai bambini e ai ragazzi! \n12-13 giugno @ Teatro Miela\, Trieste\n Sabato 12 giugno ore 10:00 | Teatro Miela | Ingresso liberoEUCiak vol.2 \nQuanto e come la tecnologia influenza le nostre vite’ Questo è il tema della seconda edizione del progetto di educazione all’audiovisivo EU CIAK\, proposto in quattro classi dell’Istituto professionale S. De Sandrinelli di Trieste. Gli studenti presentano i cortometraggi realizzati durante i laboratori e sarà il pubblico in sala a votare il miglior film.Il progetto è realizzato con il sostegno della Fondazione Pietro Pittini.\n‍♀‍Sabato 12 giugno alle ore 10.00CACCIA AL TESORO NEL PARCO PIÙ APERTO CHE C’È\nUna caccia al tesoro dentro al Parco di San Giovanni\, tra rose\, cavalli e alberi: un gioco divertente per scoprire la bellezza e le curiosità del parco più aperto e inclusivo della città!\nInizio: capolinea autobus 17 via Valerio | fine: viale Raffaello Sanzio / uscita parco via San Cilinodurata: 2 ore circa | 5 < 12 anni | biglietto 15€ (adulto + bambino)prenotazione obbligatoria: prenotazionitsff@gmail.com\n Sabato 12 giugno ore 10.30 e 16.30 | Alpe Adria Cinema Lab – via Pescheria 4COSA STAI TRAMANDO’laboratorio di storie e trame a cura di Costanza Grassi \nQuante storie riusciamo ad immaginare’ Con l’aiuto di dadi speciali inventiamo insieme la trama del nostro film!\n6 > 11 anni | biglietto 8€prenotazione obbligatoria: prenotazionitsff@gmail.com\n Sabato 12 giugno alle 11.30 | Teatro MielaLA REGINA DELLE NEVI di Lev Atamanov (SNEŽNAJA KOROLEVA)\nL’avventurosa storia di Gerda e Kaj\, quest’ultimo colpito da una scheggia di ghiaccio da parte della malefica Regina delle Nevi. Riuscirà Gerda a salvare il suo amico Kaj’\n+5 anni | biglietto 5€\n Sabato 12 giugno alle 16:00 | Teatro MielaIL MEGLIO DI ANIMATEKA – CORTI D’ANIMAZIONE PER BAMBINI\nAnimateka – Festival Internazionale del Film d’Animazione di Lubiana – ha selezionato per il TSFF dei Piccoli 8 cortometraggi d’autore che vi faranno sognare e divertire!\n+3 anni | senza dialoghi | 43’ | biglietto 5€\n Sabato 12 giugno alle 17:30 | Teatro MielaCLASSICI SLOVENI DELL’ANIMAZIONE CON PUPAZZI\nUna retrospettiva adatta alla visione di grandi e piccini che rende omaggio a tutti i pionieri del cinema di animazione sloveno. Una selezione di pellicole 35mm curata dal festival Animateka.\n+5 anni | senza dialoghi | 63’ | biglietto 5€\nIl TSFF dei Piccoli continua anche DOMENICA 13 giugno!\n Domenica 13 giugno alle 10:00 versione slovena e 11.30 versione italiana | Teatro MielaSTORIA DI UNA STELLA MARINA / ZGODBA O MORSKI ZVEZDI\nUn concerto-spettacolo con un grande libro pop-up al centro della scena\, una voce narrante e due musicisti\, per una fiaba da gustare con gli occhi e con le orecchie. Spettacolo prodotto dalla Casa della Musica / Scuola di Musica55.\n3 < 7 anni | 45’ | biglietto 10€prevendita consigliata www.vivaticket.it\n‍♀‍Domenica 13 giugno alle ore 10:00PASSEGGIATA PER BAMBINI CURIOSI DA PROSECCO A MIRAMARE\nUna passeggiata ricca di colori e profumi alla ricerca di fiori ed erbe\, accompagnata da racconti sugli abitanti del Carso. L’itinerario inizia a Prosecco e si sviluppa fino a Miramare.\ninizio: capolinea autobus 42 Prosecco | fine: castello di Miramare | durata: 2 ore circa+5 anni | biglietto 15€ (adulto + bambino)prenotazione obbligatoria: prenotazionitsff@gmail.com\n Domenica 13 giugno alle ore 16:00 | Teatro MielaPICCOLE CANAGLIE\nUn programma di corti d’animazione nati nei Paesi europei dell’ex blocco sovietico tra la fine degli anni Cinquanta e gli anni Settanta. Protagoniste della selezione sono le piccole canaglie\, dal piccolo Gapiszon combinaguai a Maluch macchinina irriverente. Una selezione curata da Schermi e Lavagne della Cineteca di Bologna.\n+3 /senza dialoghi /45’ | biglietto 5€\n Domenica 13 giugno alle ore 17:30 | Teatro Miela\nFIABE IN FILAUn programma di cortometraggi dedicati alle fiabe e alle leggende popolari: dai capolavori senza tempo dei maestri dell’animazione italiana Giulio Gianini\, Lele Luzzati e Osvaldo Cavandoli\, alle incursioni nell’animazione contemporanea d’autore con i film Le nozze di Pollicino. Un programma a cura di Schermi e Lavagne della Cineteca di Bologna.\n+3 /senza dialoghi / 44’ | biglietto 5€\nTSFF DEI PICCOLI ONLINE!Il 12 e il 13 giugno il #TSFFdeiPiccoli ti aspetta anche online sul sito www.cinetecadimilano.itBiglietto unico 5€ per tutta la programmazione!\nPer l’accesso in sala sono previsti e verranno applicati tutti i protocolli anti covid-19.Si ricorda che per accedere in sala\, come da decreto legge del 22 aprile 2021 n.52\, art.5\, è OBBLIGATORIO indossare la mascherina chirurgica o una ffp2 (NO MASCHERINE DI STOFFA).Per tutte le informazioni visita: www.triestefilmfestival.it 
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SUMMARY:Guarnerius
DESCRIPTION:A Trieste al Teatro dei Fabbri\, il 12 e 13 giugno\, alle 19\, il Teatro Incerto si fa in quattro: Angelo Floramo si unisce al celebre trio composto da Fabiano Fantini\, Claudio Moretti e Elvio Scruzzi\, per il debutto di Guarnerius\, spettacolo irriverente ma soprattutto divertente ispirato alla vita di Guarnerio d’Artegna fondatore della Biblioteca Civica di San Daniele«Queste storie andranno avanti per secoli\, secolorum!». “Guarnerius\, mangjâ libris e sfueâ parsuts”\, il nuovo spettacolo tutto da ‘gustare’ (versione in italiano per l’occasione) e da ridere\, un viaggio ironico ambientato nel 1400 ricco di parallelismi con i giorni nostri\,  del comico trio teatrale Teatro Incerto\, insieme ad Angelo Floramo.\nUn’importante co-produzione che vede insieme i quattro Teatri di Produzione e Ospitalità della Regione Friuli Venezia Giulia La Contrada Teatro Stabile di Trieste\, Bonawentura/Teatro Miela Trieste\, a.ArtistiAssociati Gorizia\, CSS Teatro stabile di innovazione del FVG\, dedicata alla fine del Patriarcato di Aquileia\, tema culturale del 2020.\nConcepito assieme allo studioso e storico dalla formidabile capacità narrativa Angelo Floramo\, presenza speciale anche sulla scena\, “Guarnerius” attraversa la vita di Guarnerio d’Artegna uno tra i più importanti umanisti friulani che\, nel morire\, lasciò alla Comunità di San Daniele del Friuli la Biblioteca Guarneriana\, una tra le prime biblioteche pubbliche in Europa.\nCon alle spalle quasi quarant’anni di carriera\, il trio inossidabile composto da Fabiano Fantini\, Claudio Moretti e Elvio Scruzzi è pronto nuovamente a debuttare con questa nuova commedia\, tutta da ridere.\nPer la prima volta assieme\, anche in scena\, i quattro interpreti si sono immaginati uno spettacolo che può essere paragonato a una di quelle allegorie medievali attraverso le quali i chierici vaganti o i predicatori di strada raccontavano temi profondi mescolando insieme sapori semplici\, e forse per questo universali\, comprensibili da tutti intriso qui con una manciata di ilarità. Le conoscenze di un esperto filologo medievale come Angelo Floramo e la sapienza comica popolare del trio friulano si fondono mirabilmente\, fra sacro e profano\, citazioni colte e trovate popolari\, in perfetto stile “Incerto”. \nGuarnerius racconta nel tempo di un viaggio la vita del grande umanista friulano Guarnerio d’Artegna\, il fondatore della Biblioteca civica di San Daniele. A pochi giorni dalla sua morte\, nel 1466\, i Signori di San Daniele incaricano due cramars\, due venditori ambulanti\, Firmino Fares (Fabiano Fantini)\, un erbolâr che commercia in cataplasmi ed unguenti e Brôs di Giovachin (Claudio Moretti)\, sedonâr ma non solo\, insieme al calzolaio Tilio dai Sartorus (Elvio Scruzzi)\, di portare la triste notizia ad un grandissimo amico dell’umanista friulano\, un tale Adelmo Selvaticus (Angelo Floramo)\, priore della Badia di San Gallo in Svizzera\, fratello del più celebre Michele\, ottimo amanuense guarneriano. Il testo è intriso di attualità e di parallelismi con i giorni nostri\, esilaranti le varie vicissitudini dei protagonisti per raggiungere l’amico: accompagnati da un prosciutto di San Daniele\, come omaggio prezioso\, lo raggiungeranno dopo mascherine\, lasciapassare e certificati (siamo negli anni della peste)\, derubati dei soldi e con l’aiuto di improbabili passeur. \nPrevendite presso le biglietterie del Teatro Bobbio (da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13) e del TicketPoint (Corso Italia\, 6/c dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 18.30 da lunedì a sabato) e al Teatro dei Fabbri prima un’ora prima dello spettacolo.
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SUMMARY:TSFF PARTE SECONDA
DESCRIPTION:Il 32. Trieste Film Festival rilancia e continua in sala a giugno\, al Teatro Miela!\nIl Trieste Film Festival diretto da Fabrizio Grosoli e Nicoletta Romeo\, accanto alla formula online imposta dall’emergenza sanitaria Covid-19 a inizio anno\, ha scelto fin da principio di destinare una parte del Festival alla programmazione in presenza e per due week-end porta ora in sala un omaggio a due grandi autori scomparsi di recente\, al cinema balcanico nell’anniversario della disgregazione della federazione jugoslava\, e il TSFF dei Piccoli\, rassegna di cinema dedicata ai più giovani spettatori del Festival. La scelta di programmare eventi in presenza si è resa necessaria – oltre ad essere auspicata dopo tanti mesi di distanza – anche per il formato in pellicola della maggior parte dei film\, che necessitava quindi la proiezione in sala. \n\n4 giugno\, teatro Miela: Due eventi speciali in ricordo di due autori recentemente scomparsi\, Jiří Menzel e Goran Paskaljević:\n\n\n17:00 – ‘OSTŘE SLEDOVANÉ VLAKY’ – Treni strettamente sorvegliati di Jiří Menzel | EVENTO SPECIALE | 89’\n\n\n19:30 – ‘SAN ZIMSKE NOĆI’ – Sogno di una notte di mezzo inverno di Goran Paskaljević | EVENTO SPECIALE | 95’\n\n\nLa programmazione di sabato 5 giugno è interamente dedicata al focus: “1991-2021: Guerra\, trauma\, metafora. Finis Jugoslaviae”\, nell’ambito del ricordo del trentennale dell’inizio delle guerre balcaniche già proposto a gennaio.\n\n\n15:00 – ‘MGM SARAJEVO (Čovjek-Bog-Monstrum)’ – MGM Sarajevo (L’uomo-Dio-Il mostro) del collettivo di autori SaGA (Ismet Arnautalić\, Mirsad Idrizović\, Ademir Kenović\, Pjer Žalica) | 93’\n\n\n17:00 – ‘MARBLE ASS’ – Culo di marmo di Želimir Žilnik | 87’\n\n\n19:00 – ‘KAKO JE POČEO RAT NA MOM OTOKU’ – Come la guerra è iniziata sulla mia isola di Vinko Brešan | 97’\n\n\n21:00 – ‘DRŽAVA MRTVIH’ – Il paese dei morti di Živojin Pavlović\, Dinko Tucaković | 101’\n\n\nFino al 13 giugno è visitabile la mostra “Finis Jugoslaviae”: reportage fotografico di Giovanni Montenero\, alla galleria DoubleRoom di Trieste.\nLa mostra è a cura di Massimo Premuda. Info: doubleroomtrieste.wordpress.com\n\n\nIl #TSFF\, il più importante appuntamento italiano con il cinema dell’Europa centro orientale\, vi aspetta in sala per due weekend imperdibili!\nPer tutte le informazioni visita: www.triestefilmfestival.it
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CATEGORIES:Proiezione
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SUMMARY:Buon compleanno Satie
DESCRIPTION:Ci sono cose a cui\, semplicemente\, non si può rinunciare. Per esempio la torta di compleanno con le candeline per Erik Satie da spegnere rigorosamente ogni 17 maggio.\nNemmeno il primo lockdown ha potuto interrompere la quasi trentennale tradizione made in Miela: ci siamo fatti spedire nientemeno che da direttore di Maison Satie di Honfleur\, città natale di Erik\,  una torta di compleanno digitale con candeline soffiate in diretta streaming. \nAnche quest’anno Francesco Dillon terrà fede alla tradizione e allo scoccare della mezzanotte di lunedì 17 maggio sul palco del Miela taglierà la torta di compleanno per festeggiare assieme a tutti i satiemaniaci del globo 155 candeline del nostro amatissimo beniamino. \norganizzazione: Bonawentura
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LOCATION:Teatro Miela\, Piazza Duca degli Abruzzi\, 3
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SUMMARY:Jeu de Vivre - Francesco Dillon
DESCRIPTION:Concerto per violoncello solo con Francesco Dillon\nVioloncello\, tapes e curiosità del divertimento sono il cuore della proposta del concerto di Francesco Dillon\, interprete dalla brillante carriera internazionale caratterizzata dall’originalità e varietà del repertorio esplorato. Per festeggiare il Jeu de Vivre -la pazienza Dillon presenta un programma che spazia da composizioni di Francesco Filidei a Howard Skempton\, Anna Clyne\, Michel Van der Aa e Natasha Joachim. \nFrancesco Dillon si diploma sotto la guida di Andrea Nannoni presso il Conservatorio di Firenze. Nel 1993 è tra i fondatori del Quartetto Prometeo\, formazione cameristica di riconosciuta fama\, insignita del “Leone d’argento” alla carriera alla Biennale Musica di Venezia 2012. Il profondo interesse per la contemporaneità lo ha portato a costruire collaborazioni con i maggiori compositori del nostro tempo. Per Jeu de Vivre – Satierose 2021 sarà l’interprete di La Pazienza del violoncello e\, subito dopo mezzanotte\, il fortunato festeggiante designato a spegnere le candeline per Erik Satie. \norganizzazione: Bonawentura \nIngresso su prenotazione: interi € 10\,00\, riduzioni convenzionate €8\,00. Biglietti in prevendita: online su www.vivaticket. Inoltre è possibile effettuare una prenotazione telefonando allo 040365119 (lunedì-venerdì / 9.00-17.00) o scrivendo a biglietteria@miela.it (fornendo i dati personali nome\, cognome e recapito telefonico).
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SUMMARY:S/paesati presenta il docu-film
DESCRIPTION:Mercoledì 3 febbraio 2021 ore 17.30Diretta FB del Teatro Miela\, S/paesati\, Casa Internazionale delle Donne\, La Cappella Underground\nIntroduzione al documentario “Alla corte di Ruth – RBG” con un approfondimento sulla figura della giudice americana Ruth Bader Ginsburg a cura delle giuriste Natalina Folla e Roberta Nunin\, e la storica Elisabetta Vezzosi. Modera Sabrina Morena.\nOre 18.00 il film sarà disponibile sul canale Vimeo della distribuzione Wanted Cinema al link https://vimeo.com/ondemand/allacortediruthrbg (biglietti in prevendita dal 1 febbraio al prezzo di euro 4\,99).\n“Alla corte di Ruth – RBG” un film di Julie Cohen e Betsy West | doc. | USA\, 2018\, 98′ | versione originale inglese sottotitolata in italiano | candidato agli Oscar 2019 come miglior documentario.\nAl termine si svolgerà una discussione alle 19.45 sul link zoom\nhttps://zoom.us/j/93429167848’pwd=a1g3Ui85WWxJQ1lMY082eG9WWElwQT09 \nQuesto evento era stato pensato all’interno di S/paesati 2020 in collaborazione con il Cinema Ariston e la Casa Internazionale delle donne di Trieste. Ora siamo riusciti ad organizzarlo on line. Ci aiuteranno ad approfondire la figura straordinaria della giudice americana\, recentemente scomparsa\, Ruth Bader Ginsburg\, che tanto ha contribuito alle vittorie per i diritti delle donne\, la\ndocente di Diritto penale Natalina Folla\, la docente di Diritto del Lavoro Roberta Nunin e la docente di Storia e Istituzioni delle Americhe Elisabetta Vezzosi\, dell’Università degli Studi di Trieste. \nLa straordinaria storia di Ruth Bader Ginsburg\, giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti\, pioniera per i diritti delle donne.\nIl film\, attraverso le cause affrontate e vinte che hanno fatto scuola nell’ambito della parità deidiritti e delle discriminazione di genere\, esplora le tappe che l’hanno portata a essere laseconda donna – nominata da Bill Clinton nel 1993 – tra i nove componenti della CorteSuprema degli Stati Uniti. Ruth Bader Ginsburg ci ha lasciato nel 2020\, ma resta una vera epropria icona pop e simbolo di emancipazione civile anche tra le generazioni più giovani.\n“Alla corte di Ruth – RBG” ripercorre l’intera vita di Ruth. Costruito per lo più attraverso testimonianze che rendono omaggio a questa guerriera gentile in lotta contro la discriminazione razziale e per l’emancipazione femminile. L’impegno incessante di RGB è a favore non solo dell’uguaglianza di genere\, ma anche delle istituzioni democratiche che proteggono i diritti di tutti i cittadini: non c’è quindi da stupirsi che sia un’icona del nuovo millennio. “Incontrare RBG di persona è stata un’esperienza che ha lasciato il segno. La sua voce è dolce\, ma le sue parole sono così chiare e accuratamente scelte da inchiodarti”. Un anno dopo sono iniziate le riprese e Ginsburg è stata filmata nel suo ufficio\, in vacanza con la sua famiglia\, a teatro\, durante le sessioni di allenamento con il suo personal trainer\, al lavoro a casa fino a tarda notte. Sono stati poi rintracciati alcuni dei clienti da lei rappresentati che hanno rievocato le loro drammatiche\nstorie\, ma grande spazio ha pure il marito Marty (scomparso nel 2010)\, che con grande ammirazione rievoca le battaglie della sua Ruth.
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SUMMARY:PILLOLE DI PUPKIN KABARETT FASE 2bis. Episodio n. 5
DESCRIPTION:Oggi\, lunedì 18 maggio\, alle 21.01: PILLOLE DI PUPKIN KABARETT FASE 2bis. Episodio n. 5.Il Pupkin Kabarett è pronto ad allietarvi con sketch preparati rigorosamente da casa. \nDa oggi si potranno vedere gli amici e accedere alle seconde case ma qualcuno di loro ha trovato la dimensione da quarantena così confortante che non vuole più rinunciarvi. Numeri di mimo\, canzoni\, riflessioni strampalate: il tutto in sicurezza e distanziamento sociale. Non mancherà Il presidente Conte che leggerà un nuovo decreto da par suo.\nAd indorare la pillola “take away” le ormai celebri The Nancy Reagan Sisters si esibiranno con una con una canzone dalla profonda America ma delle loro stanze.\nLaura Bussani\, Stefano Donge Dongetti\, Flavio Furian\, Alessandro Mizzi\, Erin McKinney Photography\nhttps://www.facebook.com/teatromiela/\nGrazie e “buon divertirsi”.\nhttps://www.miela.it/
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SUMMARY:Pillole di pupkin FASE 2. Episodio n. 3
DESCRIPTION:IL CABARET A CASA TUA ALL’ORA DELL’APERITIVO Oggi\, lunedì 4 maggio\, alle 19.00: PILLOLE DI PUPKIN KABARETT FASE 2.  Episodio n. 3. Coppie che scoppiano\, imitazioni inimitabili\, letture di decreti interminabili e anche qualche uscita in bicicletta. Ci sarà anche chi ha deciso di rimanere a casa a oltranza. Laura Bussani\, Stefano Dongetti\, Alessandro Mizzi\, Ivan Zerbinati\, Flavio Furian e le impareggiabili Nancy Regan Sisters con una coreografia anni 20 e accompagnate dalla chitarra di Franco Toro Trisciuzzi.\nIl tutto con colonna sonora della Niente Band\,  invisibile ma sempre inimitabile.\nhttps://www.facebook.com/teatromiela/\nGrazie e “buon divertirsi”.
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SUMMARY:Alpi Giulie Cinema 2020
DESCRIPTION:Dopo i tre appuntamenti al Teatro Miela di Trieste e la pausa dovuta alle ordinanzesul Coronavirus\, la XXX edizione della Rassegna Internazionale di Cinema di\nMontagna ALPI GIULIE CINEMA organizzata da Monte Analogo si trasferisce come di\nconsueto con la seconda parte\, quella dedicata a “Genti & Montagne”\, storie di\ndonne e uomini dei monti\, di luoghi remoti e di migrazioni\, nell’accogliente salotto\ndi ritrovo culturale bar libreria Knulp\, in via Madonna del Mare 7/a.\nQueste serate verranno proposte ad ingresso rigorosamente gratuito. Le giornate\napprofondiranno tematiche culturali\, sociali\, etniche\, scientifiche e ambientali e non\nesclusivamente dedicate alla montagna ma all’ambiente naturale in genere.\nSi tratta comunque di cortometraggi riconosciuti e premiati nelle più importanti e\nprestigiose rassegne del settore.\nLa programmazione rimane invariata e la giornata del 27 febbraio verrà recuperata\nmartedì 10 marzo.\nSi ricomincerà quindi giovedì 5 marzo alle ore 18.00 con:\nDREAMLAND. A DOCUMENTARY ABOUT MACIEJ BERBEKA\n– 86’ (Polonia\, 2018) – S. Berbeka\nIl regista Stanislav Berbeka rievoca la memoria del padre Maciej. Grazie a racconti\,\nricordi e materiali d’archivio\, scopriamo il modo di pensare di questo eminente\nalpinista e viaggiatore polacco. Tra le spedizioni più importanti c’è il decisivo\nepisodio legato a una salita invernale al Vroad Peak: il 5 marzo 2013 Maciej\nraggiunse la vetta\, ma morì nella discesa . \nGiovedì 12 marzo \nore 18.00\nBAMBOO STORIES – 96’ (Germania\, Bangladesh\, 2019) – Shaheen Dill-Riaz\nNord-est del Bangladesh\, metà estate. Cinque uomini affrontano una missione\npericolosa: dominare il grande fiume con la loro zattera. Il loro viaggio durerà un\nmese è li porterà per 300 km verso il mare. Il loro carico: 25.000 tronchi di bambù.\nDurante il giorno\, un caldo senza fine\, pioggia a dirotto e rapide pericolose li tengono\nsempre all’erta. Di notte\, i pirati del fiume aspettano nell’ombra prede facili. Ma per\ngli uomini ne vale la pena: il viaggio è parte della loro lotta per la sopravvivenza. \nore 20:30\nSUTT’U PICU RU SULI – 41’ (Italia\, 2018) – Fabrizio Antonioli\nLa storia dell’alpinismo siciliano dagli anni ’30\, con i primi itinerari aperti da Maraini\ne Soldà\, ad oggi. Il film utilizza un testo narrato\, interviste tra gli altri a Maraini\,\nGogna\, Merizzi e Oviglia\, riprese da drone\, e una fiction con un finale a sorpresa. Le\nimmagini spaziano tra i maggiori gruppi montuosi della Sicilia\, compresi i crateri\ndell’Etna. Dedicato al prof. Sebastiano Tusa\, archeologo e Assessore alla cultura della\nRegione Sicilia\, scomparso nell’incidente aereo in Etiopia del 10 marzo 2019. \nTREELINE – 45’ (Canada\, 2018) – Jordan Manley\nCon pazienza e in silenzio\, gli alberi resistono. Sono gli esseri viventi più antichi che\nconosciamo da quando siamo sulla terra. Forniscono il nostro rifugio\, il nostro\ncarburante\, sono il nostro complemento e\, per alcuni\, una divinità. Sono ponti viventi\ncon il vasto passato del nostro pianeta\, le loro storie segrete sono state inscritte nei\nloro anelli nel corso dei secoli e persino dei millenni. Treeline ci porta nei cipressi del\nGiappone\, negli imponenti cedri rossi della British Columbia\, in Canada\, e negli\nantichi pini Bristlecone del Nevada\, seguendo un gruppo di sciatori\, snowboarder\,\nscienziati e guaritori che si muovono al di qua e al di là di questi giganti ed esplorano\nuna convivenza più antica di quella del genere umano. \nVenerdì 13 marzo \nore 18.00\nPresentazione del romanzo “IL BRACCONIERE” di Valentina Musmeci.\nIl libro racconta la storia di Bruno\, ex-alpinista e fotografo\, si incammina verso la\nmaturità senza rinunciare ai picchi emotivi dell’adolescenza; di Diamante che ci porta\na vivere le angosce di una donna separata che fa i conti con una professionalizzazione\npoco adeguata; di Pia che\, reduce da una battaglia contro la tossicodipendenza da\neroina\, riesce a prendere in mano la propria vita grazie all’esperienza di un viaggio\nspirituale in Tibet.\nValentina Musmeci\, ha viaggiato e fotografato per siti e riviste. È fondatrice\ndell’associazione Falenablu\, che sostiene la realizzazione di attività artistiche contro la\nviolenza sulla donna. Con l’autrice dialogherà Riccarda De Eccher\, alpinista\, si\naccosta alla pittura in età matura\, prediligendo la tecnica dell’acquerello. Collabora\ncon scrittori alla realizzazione di piccoli libri. Vive e lavora a Long Island\, New York. \nGiovedì 19 marzo \ndalle ore 18.00 alle ore 23.00 – premiazioni ore 20.30\nXXVI PREMIO ALPI GIULIE CINEMA “La Scabiosa Trenta”\nIl programma di sala sarà pubblicato sul sito www.monteanalogo.net la prima\nsettimana di marzo.\nIl Premio\, riservato alle produzioni cinematografiche di autori originari delle regioni\nalpine di Friuli Venezia Giulia\, Slovenia e Carinzia dedicate alla montagna (sport\,\ncultura e ambiente)\, verrà consegnato quando saranno proiettate le produzioni\npremiate dalla giuria\, quest’anno formata da Enrico Mosetti (guida alpina)\, Melania\nLunazzi (giornalista) e Federico Ravassard (fotografo).\nIl nome del premio richiama il fiore alpino immaginario cercato per una vita dal\ngrande pioniere delle Alpi Giulie\, Julius Kugy. Un artista scelto nell’ambito regionale\ninterpreta ogni edizione questo fiore che costituisce il principale riconoscimento del\nconcorso. Quest’anno “La Scabiosa Trenta” in occasione della XXVI edizione è stata\nideata da Marina Gioitti\, artista friulana a tutto tondo\, pittrice\, artigiana\, decoratrice di\ninterni\, insegnante di pittura. \nIl programma potrebbe subire variazioni e integrazioni. \nAlpi Giulie Cinema 2020 è organizzata da Monte Analogo in collaborazione con Arci\nServizio Civile\, Cooperativa Bonawentura\, BarLibreria Knulp\, CAI – Società Alpina\ndelle Giulie\, Commissione Grotte “Eugenio Boegan”\, CAI XXX Ottobre\, SPDT\,\nCorsari delle Giulie\, Mano Aperta\, Metropolis e con il patrocinio della Regione\nFriuli Venezia Giulia e del Comune di Trieste.\nMONTE ANALOGO Aps\nvia Fabio Severo 31 – 34133 Trieste\nwww.monteanalogo.net info@monteanalogo.net\ntel. (+39) 040 761683 mob. (+39) 335 5279319
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SUMMARY:L'architettura e l'immagine consolidata della città
DESCRIPTION:ANNULLATOA Trieste è successo che due sole famiglie di architetti attraverso tre generazioni e più di 100 anni abbiano definito l’immagine consolidata della città: i Berlam\, con il capostipite Giovanni Andrea\, suo figlio Ruggero e suo nipote Arduino e i Nordio\, con Enrico e suo figlio Umberto. Lungo un secolo di espansione e declino\, lingue e bandiere diverse\, guerre\, scissioni e rinascite\, drammi e utopie\, le loro architetture: Palazzo Gopcevich\, Palazzo Aedes\, l’imboccatura della Galleria Sandrinelli e relativa scalinata\, la Sinagoga\, la sede della Cassa di Risparmio e della Banca Commerciale\, il Tribunale\, la Stazione Marittima\, l’Università\, ed altre ancora. Nella diversità dei temi dei tipi e dei caratteri risultano essenziali\, per riconoscere unitamente alle vicende delle due famiglie\, la storia della città e del suo vissuto.
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SUMMARY:20° secolo attraverso l'obiettivo
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SUMMARY:Osiride Brovedani
DESCRIPTION:Osiride Brovedani è un esempio della capacità di resilienza dell’essere umano che\,  pur avendo vissuto delle esperienze drammatiche\,  riesce a riscattarsi e costruire per un nuovo destino prospero e creativo. Il racconto di una vita intensa\, dagli esordi della Fissan a Trieste\, la passione alpinistica di Brovedani e della moglie\,  la deportazione\, il ritorno a Trieste con le nuove iniziative imprenditoriali\, la nascita della Fondazione dedicata ai bambini e agli anziani. \nBrovedani era un vero benefattore che ha sempre aiutato i bambini bisognosi e gli orfani nel corso della sua esistenza. Proveniva da una famiglia modesta e fu costretto a interrompere gli studi e a iniziare a lavorare per necessità. Da galoppino tuttofare a “Il Piccolo”\, a correttore di bozze e a critico d’arte nel giornale “Il lavoratore”. Grande fu il suo amore per la montagna\, tanto che diceva sempre “lassù si è più che mai vicini a Dio”. Nel 1978 la sezione XXX Ottobre del C.A.I. gli ha dedicato un sentiero alpinistico di accesso al Bivacco Comici\, nel gruppo del monte Sorapis. Fu anche molto aiutato dalla moglie\, che lasciò l’impiego di commessa per stargli vicino e sostenerlo. In quarant’anni fece della sua piccola ditta\, la Fissan\, un’industria importante a livello nazionale nel campo dei prodotti per l’igiene dei bambini. Visse sempre modestamente\, dedicandosi al lavoro e dedicandosi alla beneficenza. Fu anche deportato nei campi di concentramento di Auschwitz\, Belsen e Buchenwald. Ritornato a casa\, riprese a lavorare senza mai abbattersi di fronte alle avversità della vita.
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SUMMARY:Trieste a Belgrado
DESCRIPTION:Sono sette autori triestini i cui libri sono stati tradotti e pubblicati negli ultimi decenni a Belgrado. Dall’italiano è stato tradotto Claudio Magris\, Paolo Rumiz e Cecilia Prenz; dallo spagnolo Octavio Prenz e dallo sloveno Marko Sosič\, Marko Kravos\, Boris Pahor.\nTre lingue e tanti generi letterari così si presenta Trieste a Belgrado. Tutti gli autori hanno accettato l’invito e volentieri prenderanno parte attiva all’incontro. \nA cura dell’associazione ACGS (Associazione culturale giovani serbi) insieme con la prof.ssa Marija Mitrović
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SUMMARY:Io non sono un numero
DESCRIPTION:Sabrina Morena e Laura Bussani esplorano che cosa si nasconde dietro ai numeri delle statistiche\, in particolare quelle riguardanti la violenza sulle donne e le ricadute sulle famiglie e sulla società.  Alla base del fenomeno si riscontra la tendenza all’oggettivizzazione della vittima\, ovvero le donne sono viste come un oggetto che può essere posseduto. Considerare un essere umano come un oggetto\, privo quindi di capacità di autodeterminazione\, di sentimenti e di emozioni\, è un classico processo secondo il quale molte categorie\, oggetto di tale denigrazione\, possono  essere escluse dalla società. \nAnalizzando dati\, ascoltando esperti di psicologia sociale\, riportando storie presenti\, collegando anche con dei giochi di associazione il presente al passato\, andando a toccare il massimo livello di spersonalizzazione avvenuto nei campi di concentramento alle donne deportate. Il numero è uno strumento utile per capire la realtà\, ma anche un mezzo con il quale ridurre a oggetto le persone\, spogliandole della loro particolare individualità. Soprattutto ora nell’ era dei social che dettano in centimetri  un modello fisico “ideale” della “bambola perfetta”. Ne nasce una riflessione approfondita sul tema dell’oggettivizzazione e della disumanizzazione della donna. \nmercoledì 27 novembre 2019 – ore 19:30\ngiovedì 28 novembre 2019 – ore 19:30\nvenerdì 29 novembre 2019 – ore 21:00\nsabato 30 novembre 2019 – ore 16:00 \nIngresso € 12\,00\, riduzioni convenzionate € 10\,00. Prevendita c/o biglietteria del teatro (tel. 0403477672) tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.00
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SUMMARY:Nikitch e Kuna Maze
DESCRIPTION:Progetto raffinato\, dalla grande energia e modernità che esplora i nuovi linguaggi artistici del jazz e della musica elettronica.La collaborazione tra il musicista Nicolas Morant aka Nikitch e il produttore Edouard Gilbert aka Kuna Maze è iniziata quando i due si sono incontrati per la prima volta nella sezione jazz della scuola musicale francese di Chambéry in Francia dove hanno gettato le basi per la loro musica futura. \nDopo il loro primo incontro\, entrambi hanno confermato separatamente i loro propri progetti musicali nella produzione in ambito elettronico: Kuna Maze si è specializzato nella Los Angeles Beat Scene e nel Post Dubstep inglese mentre Nikitch si è orientato verso la Bass Music e il Chicago Footwork.\nNel 2016\, la loro prima collaborazione sulla traccia “Chemelin” ha aperto la strada ad un nuovo progetto che mescola i loro mondi musicali.\nll loro primo EP Cake (2018 Cascade Records) ha avuto un ottimo riscontro nella stampa del settore ed il sostegno di molti noti professionisti della musica e DJ internazionali come Gilles Peterson (BBC Radio 6\,)\, Laurent Garnier\, Lefto (Studio Bruxelles)\, Lexis\, Toshio Matsura.\nNikitch e Kuna Maze sono ritornati in studio in questo 2019 per comporre il loro nuovo EP Mush (Tru Thoughts) e confermando il loro stile\, questa oscillazione di jazz\, downbeat e hip-hop che offre una vivida\, intima ed irresistibile texture per gli ascoltatori.\nAndare in scena con una band dal vivo è stato il passo successivo\, ovvio per entrambi\, anche grazie alla collaborazione con Raph Stark alla batteria che ha aggiunto una dimensione energetica alla dimensione “live” che vede Nikitch alla produzione/flauto/e synth e Kuna Maze alla produzione e al basso.\nDal vivo riescono a sincronizzare perfettamente il loro suono con i vivaci colori del jazz mescolati con il frenetico battito di footwork e juke in combinazione con le texture cosmiche e granulari del synth e le improvvisazioni al flauto. \nNikitch & Kuna Maze fanno parte della nuova ondata di musicisti\, produttori e DJ che sono fortemente influenzati dal punto di fusione tra il jazz e cultura clubbing disegnando un parallelo con la scena del Regno Unito dove troviamo controparti come Neue Grafik\, Nubya Garcia\, Joe Armon \nAd aprire la serata:\nBST QUARTET\nGiovani e talentuosi musicisti triestini che già dimostrano di sapersi destreggiare nel genere del jazz-funk/acid jazz\, coniugando la qualità musicale all’energia e al divertimento.
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