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SUMMARY:L'architettura e l'immagine consolidata della città
DESCRIPTION:ANNULLATOA Trieste è successo che due sole famiglie di architetti attraverso tre generazioni e più di 100 anni abbiano definito l’immagine consolidata della città: i Berlam\, con il capostipite Giovanni Andrea\, suo figlio Ruggero e suo nipote Arduino e i Nordio\, con Enrico e suo figlio Umberto. Lungo un secolo di espansione e declino\, lingue e bandiere diverse\, guerre\, scissioni e rinascite\, drammi e utopie\, le loro architetture: Palazzo Gopcevich\, Palazzo Aedes\, l’imboccatura della Galleria Sandrinelli e relativa scalinata\, la Sinagoga\, la sede della Cassa di Risparmio e della Banca Commerciale\, il Tribunale\, la Stazione Marittima\, l’Università\, ed altre ancora. Nella diversità dei temi dei tipi e dei caratteri risultano essenziali\, per riconoscere unitamente alle vicende delle due famiglie\, la storia della città e del suo vissuto.
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SUMMARY:20° secolo attraverso l'obiettivo
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SUMMARY:Osiride Brovedani
DESCRIPTION:Osiride Brovedani è un esempio della capacità di resilienza dell’essere umano che\,  pur avendo vissuto delle esperienze drammatiche\,  riesce a riscattarsi e costruire per un nuovo destino prospero e creativo. Il racconto di una vita intensa\, dagli esordi della Fissan a Trieste\, la passione alpinistica di Brovedani e della moglie\,  la deportazione\, il ritorno a Trieste con le nuove iniziative imprenditoriali\, la nascita della Fondazione dedicata ai bambini e agli anziani. \nBrovedani era un vero benefattore che ha sempre aiutato i bambini bisognosi e gli orfani nel corso della sua esistenza. Proveniva da una famiglia modesta e fu costretto a interrompere gli studi e a iniziare a lavorare per necessità. Da galoppino tuttofare a “Il Piccolo”\, a correttore di bozze e a critico d’arte nel giornale “Il lavoratore”. Grande fu il suo amore per la montagna\, tanto che diceva sempre “lassù si è più che mai vicini a Dio”. Nel 1978 la sezione XXX Ottobre del C.A.I. gli ha dedicato un sentiero alpinistico di accesso al Bivacco Comici\, nel gruppo del monte Sorapis. Fu anche molto aiutato dalla moglie\, che lasciò l’impiego di commessa per stargli vicino e sostenerlo. In quarant’anni fece della sua piccola ditta\, la Fissan\, un’industria importante a livello nazionale nel campo dei prodotti per l’igiene dei bambini. Visse sempre modestamente\, dedicandosi al lavoro e dedicandosi alla beneficenza. Fu anche deportato nei campi di concentramento di Auschwitz\, Belsen e Buchenwald. Ritornato a casa\, riprese a lavorare senza mai abbattersi di fronte alle avversità della vita.
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SUMMARY:Trieste a Belgrado
DESCRIPTION:Sono sette autori triestini i cui libri sono stati tradotti e pubblicati negli ultimi decenni a Belgrado. Dall’italiano è stato tradotto Claudio Magris\, Paolo Rumiz e Cecilia Prenz; dallo spagnolo Octavio Prenz e dallo sloveno Marko Sosič\, Marko Kravos\, Boris Pahor.\nTre lingue e tanti generi letterari così si presenta Trieste a Belgrado. Tutti gli autori hanno accettato l’invito e volentieri prenderanno parte attiva all’incontro. \nA cura dell’associazione ACGS (Associazione culturale giovani serbi) insieme con la prof.ssa Marija Mitrović
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SUMMARY:Io non sono un numero
DESCRIPTION:Sabrina Morena e Laura Bussani esplorano che cosa si nasconde dietro ai numeri delle statistiche\, in particolare quelle riguardanti la violenza sulle donne e le ricadute sulle famiglie e sulla società.  Alla base del fenomeno si riscontra la tendenza all’oggettivizzazione della vittima\, ovvero le donne sono viste come un oggetto che può essere posseduto. Considerare un essere umano come un oggetto\, privo quindi di capacità di autodeterminazione\, di sentimenti e di emozioni\, è un classico processo secondo il quale molte categorie\, oggetto di tale denigrazione\, possono  essere escluse dalla società. \nAnalizzando dati\, ascoltando esperti di psicologia sociale\, riportando storie presenti\, collegando anche con dei giochi di associazione il presente al passato\, andando a toccare il massimo livello di spersonalizzazione avvenuto nei campi di concentramento alle donne deportate. Il numero è uno strumento utile per capire la realtà\, ma anche un mezzo con il quale ridurre a oggetto le persone\, spogliandole della loro particolare individualità. Soprattutto ora nell’ era dei social che dettano in centimetri  un modello fisico “ideale” della “bambola perfetta”. Ne nasce una riflessione approfondita sul tema dell’oggettivizzazione e della disumanizzazione della donna. \nmercoledì 27 novembre 2019 – ore 19:30\ngiovedì 28 novembre 2019 – ore 19:30\nvenerdì 29 novembre 2019 – ore 21:00\nsabato 30 novembre 2019 – ore 16:00 \nIngresso € 12\,00\, riduzioni convenzionate € 10\,00. Prevendita c/o biglietteria del teatro (tel. 0403477672) tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.00
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SUMMARY:Nikitch e Kuna Maze
DESCRIPTION:Progetto raffinato\, dalla grande energia e modernità che esplora i nuovi linguaggi artistici del jazz e della musica elettronica.La collaborazione tra il musicista Nicolas Morant aka Nikitch e il produttore Edouard Gilbert aka Kuna Maze è iniziata quando i due si sono incontrati per la prima volta nella sezione jazz della scuola musicale francese di Chambéry in Francia dove hanno gettato le basi per la loro musica futura. \nDopo il loro primo incontro\, entrambi hanno confermato separatamente i loro propri progetti musicali nella produzione in ambito elettronico: Kuna Maze si è specializzato nella Los Angeles Beat Scene e nel Post Dubstep inglese mentre Nikitch si è orientato verso la Bass Music e il Chicago Footwork.\nNel 2016\, la loro prima collaborazione sulla traccia “Chemelin” ha aperto la strada ad un nuovo progetto che mescola i loro mondi musicali.\nll loro primo EP Cake (2018 Cascade Records) ha avuto un ottimo riscontro nella stampa del settore ed il sostegno di molti noti professionisti della musica e DJ internazionali come Gilles Peterson (BBC Radio 6\,)\, Laurent Garnier\, Lefto (Studio Bruxelles)\, Lexis\, Toshio Matsura.\nNikitch e Kuna Maze sono ritornati in studio in questo 2019 per comporre il loro nuovo EP Mush (Tru Thoughts) e confermando il loro stile\, questa oscillazione di jazz\, downbeat e hip-hop che offre una vivida\, intima ed irresistibile texture per gli ascoltatori.\nAndare in scena con una band dal vivo è stato il passo successivo\, ovvio per entrambi\, anche grazie alla collaborazione con Raph Stark alla batteria che ha aggiunto una dimensione energetica alla dimensione “live” che vede Nikitch alla produzione/flauto/e synth e Kuna Maze alla produzione e al basso.\nDal vivo riescono a sincronizzare perfettamente il loro suono con i vivaci colori del jazz mescolati con il frenetico battito di footwork e juke in combinazione con le texture cosmiche e granulari del synth e le improvvisazioni al flauto. \nNikitch & Kuna Maze fanno parte della nuova ondata di musicisti\, produttori e DJ che sono fortemente influenzati dal punto di fusione tra il jazz e cultura clubbing disegnando un parallelo con la scena del Regno Unito dove troviamo controparti come Neue Grafik\, Nubya Garcia\, Joe Armon \nAd aprire la serata:\nBST QUARTET\nGiovani e talentuosi musicisti triestini che già dimostrano di sapersi destreggiare nel genere del jazz-funk/acid jazz\, coniugando la qualità musicale all’energia e al divertimento.
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SUMMARY:Carnatic Nomad. L’invenzione del violino
DESCRIPTION:Arriva a Trieste l’evento clou del festival Wunderkammer 2019 che mercoledì 20 novembre proporrà la musica tradizionale del Sud dell’India di Jyotsana Srikanth\, la più richiesta violinista carnatica in Europa. Il suo album Call of Bangalore (Riverboat Records) ha consolidato la sua posizione di “grande strumentista di visione e immaginazione” (fRoots) e “violinista straordinaria e versatile” (The Guardian). L’artista illumina con la sua musica la tradizione musicale del Sud dell’India in un caleidoscopio di colori. Ogni interazione musicale spesso passa dal raga – tipica struttura musicale carnatica – allo jazz libero per sfociare in una fusione tra i due generi.\nJyotsna salirà sul placo del Miela alle 20.30 per eseguire composizioni del 15° e 16° secolo\, insieme ad alcune composizioni attuali e non lesinerà generose improvvisazioni nello stile dell’India meridionale. Accompagnata dal mridangam\, il tamburo bifacciale dell’India del sud\, di Abhiram Sahathevan\, uno dei migliori giovani virtuosi del Regno Unito e uno dei mridangisti più popolari e ricercati dai danzatori e dai musicisti classici. Ha accompagnato molti eminenti musicisti e danzatori carnatici provenienti dallo Sri Lanka e dall’India e ha suonato in numerosi concerti\, orchestre di fusione e Arangetram. La violinista di Bangalore Jyotsna Srikanth è esperta nella tradizione dei raga indiani così come di progetti ibridi dal jazz alla musica sinfonica. Ospite regolare di molti importanti eventi musicali globali dal WOMAD – UK\, al Red Violin Festival – Wales\, dai BBC Proms alla Royal Albert Hall. Il suo modo di suonare il violino rappresenta una fantastica miscela di espressione musicale ed emozione con una tecnica magistrale\, risultato di tre “decenni di sperimentazione”. Le è stata conferita la Fellowship dal Trinity College of Music di Londra per la musica carnatica dell’India del sud. Dopo aver suonato il violino per quasi 300 film indiani\, sta attualmente lavorando a numerosi esperimenti musicali su larga scala. Anche se la costruzione del violino è la stessa nella musica indiana e occidentale\, l’accordatura\, la postura e le tecniche sono molto diverse. In primo luogo\, le corde sono accordate in modo diverso e in secondo luogo la postura è diversa\, nella musica indiana il violino viene suonato seduti a terra. Il violino si appoggia verticalmente sul collo o sul petto\, con il ricciolo appoggiato sul piede destro.
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SUMMARY:Beethoven e la gioia
DESCRIPTION:Conferenza introduttiva a cura di Letizia Michielon\, con contributi figurativi messi gentilmente a disposizione dalla Casa Museo Biblioteca Beethoveniana di Muggia.\nRecital pianistico di LETIZIA MICHIELON\nIntegrale delle sonate per pianoforte di L.v. Beethoven\nL’aspirazione alla gioia\, intesa come condizione spirituale di quiete\, equilibrio e classica compostezza\, costituisce uno dei tratti caratteristici dell’Illuminismo tedesco.\nAnche Schiller nutriva una predilezione per la Dea Gioia ed è proprio la seconda versione dell’ode An die Freude che Beethoven sceglierà come testo per il finale della Nona Sinfonia.\nIn realtà tutta l’opera di Beethoven può essere interpretata come un inno alla Freude e alla sua capacità di unire tutte le creature in un abbraccio fraterno.\nA tale ideale umanistico si ispira anche il giovanile trittico delle Sonate op. 10 presentate in questo nuovo appuntamento. \norganizzazione: Bonawentura in collaborazione con il Conservatorio “G. Tartini” \nInteri € 7\,00. Prevendita c/o biglietteria del teatro (tel. 0403477672) tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.00.
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SUMMARY:Pupkin Kabarett
DESCRIPTION:Prima di stagione del Pupkin Kabarett.Il nucleo di attori formato da Laura Bussani\, Alessandro Mizzi\, Stefano Dongetti e Flavio Furian (affiancati dalla inossidabile e imperturbabile Niente Band con Riccardo Morpurgo\, Flavio Davanzo\, Luca Colussi\, Piero Purini\, Andrea Zulian) saliranno sul palco a commentare le notizie locali e nazionali e a proporre i loro sketch inediti\, affiancati da altri ospiti e complici delle loro stramberie teatrali. Stramberie a cui da anni danno il nome di cabaret – seppur con la kappa – non essendo disponibili definizioni più aggiornate e precise per i loro scatenati happening comico musicali.\nDa quasi vent’anni imperversano indomiti e inossidabili\, anche se alla domanda “Come state’” di solito rispondono: “Giusto un po’ meglio del Tram di Opcina”.\nPer ora sono trapelate solo poche voci sugli argomenti che faranno da “fil rouge” della nuova stagione. Sembra che\, tra i tanti possibili temi\, forniranno le migliori idee per far collassare definitivamente il pianeta\, che avranno come ospiti alcuni dei migliori talenti della nuova scena musicale italiana e che riserveranno una parte delle loro serate a rovinare alcuni immortali classici teatrali.
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SUMMARY:Le altre facce della Luna
DESCRIPTION:Il dietro le quinte delle missioni lunari con Paolo Attivissimo ore 18.30 | ingresso libero \nGli aspetti poco conosciuti dell’esplorazione spaziale: disastri sfiorati e taciuti\, scherzi e figuracce degli astronauti\, raccontati attingendo alla documentazione audiovisiva e tecnica originale e alle testimonianze dirette dei protagonisti. Un viaggio dietro le quinte di una sfida umana affascinante.
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SUMMARY:Ha toccato!
DESCRIPTION:Conversazione con Tito Stagno ed Emilio Cozziore 16.00 | ingresso libero \nIl 20 luglio del 1969\, dopo quasi trenta ore di diretta televisiva\, la voce di Tito Stagno fece toccare a un intero paese\, incollato agli schermi delle tv in bianco e nero\, il suolo lunare. Ricorderemo assieme al leggendario giornalista RAI quella incredibile “telecronaca al buio”\, in una magica notte di 50 anni fa.
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SUMMARY:XYQuartet - multimedia performance
DESCRIPTION:Attraverso immagini d’epoca trattate e manipolate in tempo reale dal videoartista Claudio Sichel il gruppo jazz XYQuartet ci trasporterà in un universo fatto dei suoni e delle storie di quei pionieri che per primi sono andati in orbita attorno alla Terra. Le figure leggendarie di Yuri Gagarin\, John Glenn\, Malcolm Carpenter e Valentina Tereshkova sono le storie narrate nell’album Orbite. Assisteremo ad un vero e proprio spettacolo multimediale in cui le composizioni dedicate ad astronauti e cosmonauti si mescoleranno a immagini d’archivio degli enti spaziali dell’epoca restituendoci le emozioni della conquista dello Spazio da parte dei primi pionieri del volo orbitale.\nL’appuntamento è fissato per giovedì 31 ottobre alle 22.00 al Teatro Miela.\nIl biglietto dello spettacolo ha un costo di € 7\,00 ed gratuito per gli accreditati.\nEvento realizzato in collaborazione con Cizerouno.
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SUMMARY:30 anni di Society. Più attuale che mai
DESCRIPTION:Conversazione con Brian Yuzna e Leonardo Gandini ore 15.00 | ingresso libero \nUn incontro per tutti i fan del genere horror\, con il regista\, produttore e scrittore Brian Yuzna\, a 30 anni esatti dal suo folgorante esordio dietro la macchina da presa con Society – The Horror\, feroce critica dell’America reaganiana che\, ancora oggi\, mostra denti ben affilati ed è sempre attualissima.
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SUMMARY:Il mondo di 1920plus - Jakub Rozalski
DESCRIPTION:1920+ è un universo alternativo\, potremmo definirlo “una versione alternativa dell’Europa dei primi anni del XX secolo”. È un luogo in cui tradizione e modernità si scontrano\, in un mondo ancora pieno di segreti e spazi inesplorati. Nell’era della rivoluzione industriale\, l’umanità è attratta dalle nuove tecnologie\, dall’acciaio e dai motori\, mentre l’industria si sviluppa in un modo che non ha precedenti. Hanno inizio esperimenti e tentativi di costruire macchine semoventi in acciaio. È il risultato della pressione dei governi\, dei generali e della potenza dell’industria bellica. Con l’inizio della corsa agli armamenti\, i conflitti su vasta scala non tardano a esplodere. Macchine di grandezza e di forma varia entrano a far parte della quotidianità e dominano incontrastati i campi di battaglia. Come l’Europa e il mondo all’inizio del XX secolo\, così il mondo di 1920+ è pieno di contrasti\, diversità\, misteri e zone inesplorate. In questo mondo\, il tradizionale stile di vita in armonia con la natura viene gradualmente soppiantato dalla tecnologia\, dall’uso di potenti macchinari e dall’industria pesante.\nI paesaggi di campagna in 1920+ hanno un ruolo fondamentale. Tutto viene osservato dal punto di vista di chi vive in campagna e lavora nei campi. Le persone badano ai propri affari e al loro lavoro\, lontane dal progresso e dall’imminente e inevitabile cambiamento. Qui l’innovazione tecnologica e la rivoluzione industriale arrivano per ultime e quando le macchine entrano a far parte della vita quotidiana\, non sono più mostri spaventosi che incombono all’orizzonte. Le persone si sono abituate alla loro presenza\, anche se le macchine non modificano più di tanto le loro condizioni di vita e di lavoro. Credo che questa situazione possa essere paragonata alla comparsa del primo aeroplano. Molti non capivano nemmeno cosa fosse o come funzionasse\, ma lo accettarono come parte della realtà in cui stavano vivendo. Le macchine di 1920+ non sono tecnologicamente avanzate o futuristiche. Sono piuttosto rozze\, imponenti\, strutturalmente complesse\, più simili ai carri armati della Prima guerra mondiale. \nLa Storia è sempre stata la mia passione e la mia fonte d’ispirazione. Inizialmente\, il progetto 1920+ traeva spunto dalla guerra polacco-bolscevica del 1920 (febbraio 1919 – marzo 1921). Questa guerra (e la battaglia di Varsavia) viene considerata da molti studiosi tra le più importanti nella Storia.
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SUMMARY:Bauhaus 100
DESCRIPTION:Un documentario che omaggia la visione utopica e radicale di Walter Gropius\, che ha cercato di unire scultura\, pittura\, design e architettura in un’unica disciplina costruttiva nella sua famosa scuola\, il Bauhaus.All’inizio del XX secolo il Bauhaus nasceva come una scuola e luogo sperimentale dove intellettuali\, architetti\, designer\, artisti e creativi del periodo si erano riuniti per dare inizio a nuove regole di vita\, più libere e a misura d’uomo.\nIl documentario realizzato dai registi tedeschi Bolbrinker e Tielsch è un racconto che procede parallelo tra passato e presente\, partendo dalla fondazione della innovativa scuola\, la Staatlitches Bauhaus\, ideata da Walter Gropius a Weimar nel 1919\, spaziando per realtà simili\, ma esteticamente molto diverse per impatto e regime urbano\, come il compendio della “Cité Radieus” di Marsiglia\, firmata da Le Corbusier\, fino al arrivare in Colombia\, al Barrio PIcacho di Ledellin\, per ritornare poi ancora a Gropius e ai suoi collaboratori\, anche quelli che proseguono le teorie del maestro\, come Steven Kobatz\, teorico del Bauhaus dal 1989.
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SUMMARY:I Mille Occhi
DESCRIPTION:Il festival\, con sede a Trieste\, viene realizzato ogni anno dall’Associazione culturale Anno uno\, fondata nel 2001. L’obiettivo dei Mille Occhi\, attivi dal 2002\, è di ripensare la forma festival\, convinti che l’importanza del cinema non debba basarsi solo su quanto già affermatosi\, ma debba cercare nuovi target di pubblico\, rimescolando le carte tra cose note e poco note\, tra cinema del passato e produzione corrente\, tra status quo generazionali. Per questo motivo\, lo sguardo dei Mille Occhi\, che prende il nome dal titolo originale de Il diabolico dottor Mabuse di Fritz Lang\, non intende restringersi a un territorio o a un’epoca o a un genere: rivolgere il proprio interesse a 360 gradi verso il cinema implica un’esigenza di convinzione su tutte le scelte di programma\, rinunciando a mere panoramiche informative; implica anche mettere in rapporto le parti di questo programma\, superando ghettizzazioni quali gli spazi retrospettivi\, giacché i film rivivono al presente a ogni proiezione\, e gran parte di ciò che ha un valore nella produzione cinematografica attende ogni volta che questo valore sia focalizzato da un nuovo pubblico\, all’insegna del gusto per la scoperta.
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SUMMARY:Shorter Kids’n Teens
DESCRIPTION:Confermata anche per la 20° edizione del Festival Shorter Kids’n Teens\, la sezione dedicata ai giovanissimi. \nUn vero e proprio “festival nel festival”\, con due giurie\n composte rispettivamente da bambini dai 6 ai 10 anni e  \nda ragazzi dagli 11 ai 15 anni. \nAppuntamento a Trieste presso il Teatro Miela lunedì 1 e martedì 2 luglio\ncon due pomeriggi dedicati a corti per bambini e ragazzi\,\nche saranno valutati dai giovanissimi giurati di ShorTS 2019. \nPiccolo\, grande cinema per piccoli\, grandi giurati: si chiama Shorter Kids’n Teens ed è la sezione dedicata ai giovanissimi dell’edizione 2019 di ShorTS International Film Festival\, la manifestazione cinematografica in programma dal 28 giugno al 6 luglio a Trieste.  \nUn vero e proprio “festival nel festival”\, con due distinte giurie composte da ragazzi e bambini\, con lo scopo di far conoscere la settima arte anche ad un pubblico giovane attraverso una sezione pensata apposta per loro all’interno della storica manifestazione del capoluogo giuliano. \nAnche quest’anno la sezione sarà divisa in due fasce di età\, con due distinte giurie: la sezione Kids\, dedicata ai corti per bambini dai 6 ai 10 anni\, e la sezione Teens con opere per ragazzi dagli 11 ai 15 anni. Saranno quindi i ragazzi stessi a comporre le giurie tecniche che decreteranno i vincitori della sezione.  \nL’appuntamento con la selezione Shorter Teens sarà lunedì 1 luglio alle ore 17.00 presso il Teatro Miela\, dove i giovani partecipanti potranno assistere gratuitamente alla proiezione di corti per ragazzi dagli 11 ai 15 anni ed eleggere il migliore. Martedì 2 luglio alle ore 18.00 sempre al Teatro Miela\, sarà la volta di Shorter Kids: un pomeriggio di cortometraggi per bambini dai 6 ai 10 anni\, durante il quale i piccoli giurati sceglieranno il corto vincitore. Per partecipare alla manifestazione\, è ancora possibile iscriversi alla giuria sul sito ufficiale del Festival www.maremetraggio.com. \n“I cortometraggi scelti per questa quarta edizione di Shorter Kids’n Teens sono fra loro molto diversi” – spiega Raffaella Canci\, curatrice della sezione – “lo sono nella forma\, nei contenuti\, alcuni sono frutto di ibridazioni di genere\, spaziando dalla fiction all’animazione\, fino al documentario. Tutte le opere in concorso vogliono mettere lo spettatore al centro\, offrendo contenuti che permettano ai bambini e ai ragazzi di  cogliere\, nella diversità\, la ricchezza di uno sguardo pieno e felice”. \nIdeato e sviluppato da ShorTS International Film Festival in collaborazione con la Mediateca de La Cappella Underground di Trieste e reso possibile grazie al sostegno di EstEnergy – Gruppo Hera\, Cinema in corsivo è un progetto di educazione alla visione e analisi di film svoltosi in aula e pensato per diffondere\, favorire e integrare nella didattica curricolare le competenze di alfabetizzazione iconica.  \nStudenti e studentesse hanno scoperto caratteristiche e specificità del linguaggio audiovisivo e imparato a conoscere i cortometraggi\, arrivando ad acquisire gli strumenti necessari per valutarne la qualità\, in un contesto di apprendimento dove la lezione frontale ha lasciato il posto al dialogo e al confronto tra pari sia in classe che nella sala cinematografica del cinema Ariston. \nSi tratta dunque di un’esperienza di training\, questa\, che consente agli studenti coinvolti di  prepararsi alla partecipazione “attiva” in qualità di giurati l’1 e il 2 luglio al Teatro Miela.
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SUMMARY:Kokoroko
DESCRIPTION:Le bellissime composizioni soul e spiritual dei Kokoroko sono cibo per l’anima e fanno muovere il corpo!Sono già un gruppo di culto e il loro primo album non è stato ancora pubblicato\, l’uscita è prevista nei primissimi mesi del 2019 in concomitanza con il concerto al Teatro Miela.\n\nLa loro popolarità è dovuta al loro impatto dal vivo e soprattutto al singolo “Abusey Junction”\, che pubblicato su Youtube ha ottenuto la strabiliante cifra di 15 milioni di visualizzazioni ed è stato incluso in “We Out Here”\, la compilation manifesto pubblicata dalla loro etichetta Brownswood Recordings (2018).\nGli otto giovani londinesi\, guidati dalla trombettista Sheila Maurice-Grey che conduce una sezione fiati tutta al femminile\, si ispirano a maestri come Fela Kuti\, Ebo Taylor e Tony Allen ed ai grandi musicisti  provenienti dall’Africa Occidentale. Lo stile musicale prende forma dai suoni delle loro radici Nigeriane e del West Africa mescolate a quelli urbani Londinesi.\nLa loro ampia fama è stata costruita nelle esibizioni “live” (divenendo quasi leggenda): catturano il pubblico attraverso la loro abilità e presenza scenica. Esibizioni  rimbalzate nella rete attraverso i loro stupendi video e collezionando ogni volta centinaia di migliaia di visualizzazioni.\n\norganizzazione: Bonawentura\n\nPlatea\, posti liberi in piedi € 17\,00. Galleria\, posti numerati a sedere € 20\,00. Prevendita c/o biglietteria del teatro (tel. 0403477672) tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.00
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SUMMARY:La scienza della cosmesi
DESCRIPTION:La leggenda dei parabeni cancerogeni\, il mascara che uccide\, le lampade e le creme solari\, la pubblicità ingannevole sui prodotti di bellezza. E poi la cellulite\, le rughe e l’eterno interrogativo: meglio la ceretta o il rasoio contro i peli superflui’ Sono alcune tappe del percorso – scientifico\, ma non solo – che ci propone Beatrice Mautino\, biotecnologa e divulgatrice\, sulla scia del successo del suo libro Il trucco c’è e si vede (Chiarelettere\, 2018) – di cui quest’anno uscirà un atteso seguito – e della sua rubrica “La ceretta di Occam” sulla rivista “Le Scienze”. Con Dario Bressanini ha pubblicato Contro natura (Rizzoli)\, dedicato ai falsi miti e alle verità nascoste del cibo che acquistiamo e portiamo in tavola tutti i giorni\, già presentato a MI&LAB 2016.\nIntroduce Fabio Pagan\norganizzazione: Bonawentura\nIngresso libero
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SUMMARY:Astrobufale
DESCRIPTION:È più facile morire in un incidente aereo o perché centrati da un meteorite’ È vero o no che le prime sonde americane che colpirono la Luna erano fatte (anche) di legno di balsa’ Il Pentagono ha finanziato un progetto segreto sugli UFO’ Il centro della Via Lattea\, la nostra galassia\, sa davvero di rum al lampone’ Facciamo un po’ di chiarezza sulle cose che conosciamo e su quelle che sarebbe meglio non conoscere perché sbagliate con l’aiuto di Luca Perri\, brillante divulgatore (e intrattenitore) della scienza e dello spazio\, dottorando in astrofisica all’Università dell’Insubria e all’Osservatorio di Brera\, collaboratore della RAI e di riviste\, campione nazionale FameLab 2015. Ha pubblicato i libri La pazza scienza (Sironi)\, Errori galattici (DeAgostini) e Astrobufale (Rizzoli).Introduce Fabio Pagan\n\norganizzazione: Bonawentura\nIngresso libero
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SUMMARY:Rassegna Internazionale di Cinema di Montagna Alpi Giulie Cinema
DESCRIPTION:Martedì 19 febbraio 2019 prosegue al Teatro Miela di Trieste la XXIX edizione dellaRassegna Internazionale di Cinema di Montagna ALPI GIULIE CINEMA organizzata\nda Monte Analogo.\nAlle ore 18.00 è prevista la proiezione del film RESINA del regista Renzo Carbonera\nche sarà presente in sala.\nUn coro di uomini. Un direttore donna. Una famiglia e una piccola comunità che\nhanno bisogno di ritrovare il senso d’unione per affrontare la sfida del domani.\nLa giovane violoncellista Maria è delusa dallo spietato mondo della musica. Ritorna\nal paesino di montagna delle sue origini\, una piccola enclave isolata dove si parla\nancora una lingua arcaica: il cimbro. Qui trova una situazione familiare complessa e\nuna piccola comunità alle prese con i primi effetti del cambiamento climatico. Quasi\nper caso\, o forse perché è impossibile non trovarsi all’unico bar della piazza\, Maria\nentra in contatto con il glorioso coro polifonico maschile di cui faceva parte suo\nnonno. In realtà ora il tutto è in completo disarmo\, affidato a una manciata di\nstrampalati ubriaconi da bar\, e Quirino è l’unico di loro a non volersi arrendere\nall’evidenza: sogna ancora di partecipare a un fantomatico concorso canoro\, in\ngrado di riportarli all’antico splendore. Per fare questo chiede aiuto a Maria\, e lei\naccetta la sfida perché sotto sotto cerca un modo per riavvicinarsi al mondo della\nmusica. Un caleidoscopio di personaggi tinge di ironia e ritmo il racconto di un\npiccolo mondo\, alle prese con lo spauracchio del cambiamento climatico\, e con la\ndeterminazione di Maria. Ne emerge la storia di una giovane donna in un mondo di\nuomini.\nAlle ore 20.30 si proseguirà con due film di scialpinismo:\nAUF DEN SPUREN DER ERSTEN (Austria\, 2017)\nI freerider Matthias Haunholder e Matthias Mayr partono per un’avventura su due\ntra le vette più alte dell’Austria\, l’Hochfeiler (il Gran Pilastro)\, e il Couloir Pallavicini\ndel Großglockner. Una trentina di anni fa quelle pareti sono state percorse da altri\nimpavidi alpinisti. Ora\, Hauni e Matthias incontrano i loro predecessori e cercano di\nunire i sistemi del passato con il loro equipaggiamento moderno. Ma le condizioni\nsono cambiate rispetto a una volta e sciare su queste pareti è diventato più\npericoloso.\nIN GORA (Francia\, 2017)\nGli sciatori della Picture Family si uniscono a Val e Tim\, che si definiscono “una\ncoppia nomade moderna”\, per un viaggio attraverso l’Europa. A bordo del loro\nscuolabus americano\, adattato a camper\, Val e Tim viaggiano per il mondo in cerca\ndi discese e neve fresca. Un mese di viaggio porta i nostri sciatori nella vita\nquotidiana\, tutt’altro che ordinaria\, di questi due atipici amanti della natura. In\nAustria\, Slovenia\, Bulgaria\, Macedonia e Montenegro\, fanno conoscenza della gente\ndel posto e sciano lungo le migliori montagne che incontrano.\nALPI GIULIE CINEMA 2019 proseguirà martedì 26 febbraio sempre al Teatro Miela\ncon una giornata interamente dedicata alla speleologia per poi trasferirsi al\nBarLibreria Knulp giovedì 7\, 8\, 21\, 28 marzo sempre con proiezioni pomeridiane e\nserali\, questa volta ad ingresso gratuito.\nALPI GIULIE CINEMA 2019 è organizzato da Monte Analogo in collaborazione con\nArci Servizio Civile\, CAI – Società Alpina delle Giulie\, Commissione Grotte “Eugenio\nBoegan”\, CAI XXX Ottobre\, SPDT\, Corsari delle Giulie\, Mano Aperta\, Metropolis e\ncon il patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia e del Comune di Trieste.
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SUMMARY:Alpi Giulie Cinema
DESCRIPTION:Si aprirà martedì 12 febbraio\, al Teatro Miela di Trieste\, la 29° edizione di “Alpi Giulie Cinema”\, rassegna cinematografica dedicata alla montagna\, organizzata dall’Associazione Monte Analogo in collaborazione con Arci Servizio Civile. Giuliano Gelci\, coordinatore della rassegna\, ha sottolineato nei giorni scorsi\, in sede di presentazione\, l’importante traguardo che viene raggiunto quest’anno con la XXV edizione del concorso cinematografico “La Scabiosa Trenta”\, il premio riservato alle produzioni cinematografiche di autori originari delle regioni alpine di Friuli Venezia Giulia\, Slovenia e Carinzia dedicate alla montagna. Idea che sembrava forse velleitaria 25 anni fa ma che si è dimostrata invece lungimirante e vincente viste anche le opere e i registi che in  questi anni si sono aggiudicati il premio.\nIl presidente di Monte Analogo Fulvio (Marko) Mosetti ha rimarcato dal canto suo che proprio il premio\, anzi i premi\, sono stati un’altra idea vincente: autentiche opere d’arte\, di volta in volta realizzate da diversi artisti regionali con tecniche e materiali che caratterizzano le loro diverse espressioni artistiche. Quest’anno\, per far risaltare l’importanza del raggiungimento del primo quarto di secolo\, Monte Analogo ha commissionato la creazione dell’opera agli studenti del Liceo Artistico “Max Fabiani” di Gorizia.\nMatteo Sione\, dirigente di Monte Analogo\, aiuto istruttore FASI e presidente del Gruppo “Corsari delle Giulie” della Società Alpina delle\nGiulie\, ha successivamente illustrato il programma di quest’anno\, che spazia dalle grandi pareti alle discese nella neve selvaggia\, dalla tutela dell’ambiente all’avventura nelle sue espressioni più nobili.\n\nSette giornate\, con 19 produzioni (Italia\, USA\, Austria\, Canada\, Francia\, Spagna\, Germania\, Belgio\, Finlandia\, Regno Unito)\, vari ospiti e due premi (“Scabiosa Trenta” e “Hells Bells”): è questa in sintesi la straordinaria e originale offerta di emozioni proposta in questa edizione che\, come sempre\, inizierà a Trieste con proiezioni sia pomeridiane che serali\, in febbraio al Teatro Miela e in marzo al Bar Libreria Knulp.\n\nIn allegato il programma dettagliato della rassegna a Trieste\, che successivamente sarà circuitata in tutta la Regione e nelle vicine Croazia e Slovenia.\n\nAlpi Giulie Cinema 2019 è organizzato da Monte Analogo in collaborazione con Arci Servizio Civile\, CAI – Società Alpina delle Giulie\, Commissione Grotte “Eugenio Boegan”\, CAI XXX Ottobre\, SPDT\, Corsari delle Giulie\, Mano Aperta\, Metropolis e con il patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia e del Comune di Trieste.\n\n(per ulteriori informazioni: www.monteanalogo.net)\n\nCOMTS
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SUMMARY:Ray Gelato e The Giants
DESCRIPTION:Una serata tutta swing da ballare per festeggiare i 25 anni di attività di Ray Gelato ed i suoi Giants of Jive.Ray e la sua band di prim’ordine presentano uno spettacolo ad alta energia che non smette mai di trascinare la folla e di farle battere i piedi. Il leggendario ‘Padrino dello Swing’ e la sua band hanno alle spalle una carriera illustre e di successo in tutto il mondo con il risultato che Ray è stato paragonato a grandi come Cab Calloway e Louis Prima e definito “uno degli ultimi grandi intrattenitori jazz!”.
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SUMMARY:Swinging London Evening
DESCRIPTION:Happy Hour & dj-set feat DJ JAZZ MASTERMY GENERATION\ndi David Batty – GB\, 2017\, 85’\nABSOLUTE BEGINNERS\ndi Julien Temple – GB\, 1986\, 108’\nLa serata sarà presentata da Carlo Muscatello
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SUMMARY:Little Miss Sunshine
DESCRIPTION:Sheryl\, moglie e madre per vocazione\, alle prese con il secondo matrimonio\, fatica a reggere le fila di un nucleo familiare assemblato a suon di copia-incolla: Richard\, marito/padre alla ricerca ossessiva di un improbabile successo editoriale\, Dwayne e Olive\, rispettivamente adolescente ribelle e mini-reginetta di bellezza di provincia\, il nonno\, cacciato dalla casa di cura perché cocainomane\, e\, ultimo in ordine di arrivo\, lo zio Frank\, fratello di Sheryl reduce da un tentato suicidio. Una sgangherata famiglia\, quella degli Hoover\, che si ritroverà in viaggio su un cadente pulmino verso il concorso di bellezza per bambine più famoso della California\, Little Miss Sunshine\, per cui la piccola Olive è stata selezionata.
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SUMMARY:Storie di Fausta
DESCRIPTION:di e con Claudio GrisancichLe vicende di Fausta Nieder triestina\, classe 1902\, sarta d’alta moda a riposo\, sono narrate seguendo la labile traccia di un monologo interiore che si snoda attraverso una lunga passeggiata per le vie del centro in una mattina di maggio del 1970. Il flusso dei pensieri e il continuo riaffiorare di memorie fanno della protagonista una sorta di Mrs Dalloway\, l’eroina di Virginia Wolf\,. Attraverso Fausta l’autore rappresenta una figura femminile tipicamente triestina e racconta Trieste\, i suoi luoghi\, la sua Storia tormentata dalla Prima Guerra mondiale agli anni meno ruvidi in cui la vicenda si avvia alla conclusione.\nClaudio Grisancich\, poeta in dialetto triestino e in italiano\, ha dato alle stampe numerose  raccolte di poesie e plaquettes\, ha scritto per il Teatro e\, con Roberto Damiani\, ha curato l’antologia Poesie dialettale triestina e l’edizione aggiornata de La Poesia in dialetto a Trieste. Le sue opere sono  tradotte in ungherese\, sloveno\, francese e tedesco. Negli ultimi anni ha portato sulla scene Manzoni\, Cechov e Leopardi\, in qualità di autore ed unico interprete.\nPer 18 anni la Compagnia ha organizzato la “Rassegna del Teatro veneto Amatoriale” abbinato al premio “Vittoria d’Argento”. Nel  2011 nasce la rassegna autunnale “Vivi a Teatro” presso il teatro “Da Ponte” di Vittorio Veneto  e “Pomeriggi a Teatro” tra febbraio e marzo..
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SUMMARY:Alan e il mare
DESCRIPTION:Regia e drammaturgia e costumi Giuliano Scarpinatocon Michele Degirolamo\, Federico Brugnone\nin video Elena Aimone\nuna produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG / Accademia Perduta Romagna Teatri \nLa storia di Alan Kurdi\, il piccolo profugo siriano annegato a settembre 2015 sulla spiaggia di Bodrum\, in Turchia\, ha costituito un momento di svolta nella nostra percezione\, ormai da tempo “anestetizzata”\, della drammatica epopea vissuta negli ultimi anni dai milioni di uomini\, donne e bambini fuggiti dai propri paesi (Siria\, Iraq\, Afghanistan) per approdare in Europa. L’immagine di Alan\, potente e ineludibile\, è un punto di non ritorno. Lo è stata per Nilufer Demir\, la fotoreporter che ha scattato la foto-simbolo (“Ero pietrificata. L’unica cosa che potevo fare era fare in modo che il suo grido fosse sentito da tutti”\, ha dichiarato); lo è stata\, oltre ogni misura di umana sofferenza\, per il padre Abdullah al – Kurdi\, che insieme al figlio più piccolo ha visto morire sotto i propri occhi il fratellino Galip e la moglie Rehan.
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SUMMARY:Piccolo festival d'animazione
DESCRIPTION:ore 15.00:INCONTRI\nore 17.30:\nVISUAL&MUSIC 1\nore 20.00:\nOLDIES AND GOLDIES\nore 21:00:\nFIORE feat kKEPLERO\nore 22.00:\nDAVID LYNCH: THE ART LIFE \nore 15.00:\nINCONTRI\nIncontri con operatori dl settore aperti anche al pubblico di appassionati.\nFulvia Serra\, con Nicoletta Cadorini – Gertie/Milano\nAndrea Martignoni – Anteprima film e libro\nIgor Imhoff – Proiezione Videomapping\, ”Il Ponte sulla Drina”\nRiccardo Costantini – animazioni d’antan con la Cineteca di Gemona \nore 17.30:\nVISUAL&MUSIC 1\nalcuni dei più interessanti esempi di connubio tra musica e immagine animata dallo scenario d’autore internazionale \nore 20.00:\nOLDIES AND GOLDIES\nuna selezione delle sigle animate prodotte dalla Gertie/Milano tra la metà degli anni ’80 e i primi anni ’90 \nore 21:00:\nFIORE feat kKEPLERO\nperformance musicale di Fabio Fiorellini Bernardis\, pianoforte\, Luca Pellegrini\, live electronicsperformance di pianoforte elettrico + live electronics + intonarumori\nUn’esperienza sonora dove la tecnologia trasfigura il suono naturale. Alcuni dei brani coinvolgono l“intonarumori”\, con i suoni creati dal futurista Luigi Russolo e rivisitazioni del  repertorio classico di Casagrande e Lygeti commisti a sequenze di film. \nore 22.00:\nDAVID LYNCH: THE ART LIFE\n(JonNguyen\, Rick Barnes\, Olivia Neergaard-Holm)\nalla presenza di Rino Stefano Tagliafierro autore delle animazioni e con in sala anche Marek Zebrowski\, ospite d’onore del festival: compositore e musicista di fama\, è il sound designer collaboratore di Lynch\, che ha anche realizzato le musiche per Pozor (Fire)\, il corto animato\, firmato dallo stesso Lynch\, in programma al festival. \norganizzazione: VivaComix
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SUMMARY:No ste’ verzer quela porta
DESCRIPTION:La storia mette di fronte due famiglie che si conoscono per la prima volta: scoprite voi qual è la più normale\, facendo molta attenzione perché l’apparenza inganna e non sempre la prima impressione è quella giusta\, e spesso invece la prima impressione fa…impressione…C’è qualcosa di macabro che aleggia in una strana villa e su chi vi abita\, ma c’è anche qualcosa di molto comico che è in arrivo nella villa stessa\, qualcosa che vi travolgerà.\nAi nostri attori piace il rischio: vi invitano ad aprire “quella porta” assieme a loro per scoprire la magia del teatro e a impararne il trucco…\nBandablanda\, la Compagnia teatrale con l’età media più bassa della nostra Regione\, da alcuni anni ha anche un settore giovanile: i “Bandablandini” dell’ Oratorio San Pier Giuliano di Trieste\, gruppo composto da attori dai 9 ai 13 anni che hanno già presentato alcuni spettacoli musicali.\nCantano\, recitano e ballano divertendosi\, imparando l’arte del teatro\, ma soprattutto crescendo assieme. \nSpettacolo dedicato: scuola Primaria (tutte le classi)
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SUMMARY:Sogni e incubi – le note della notte
DESCRIPTION:Terzo dei quattro appuntamenti che vedono impegnata la Camerata Strumentale Italiana diretta da Fabrizio Ficiur in un articolato progetto di musica\, recitazione e audiovisivi per conoscere l’affascinante mondo della Notte attraverso un protagonista d’eccezione: l’Incubo.\nDirettore Fabrizio Ficiur\nRok Vilhar tuba\nLuca Della Donne pianoforte\nCon la partecipazione di Lorenzo Zuffi
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