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SUMMARY:30 anni di Society. Più attuale che mai
DESCRIPTION:Conversazione con Brian Yuzna e Leonardo Gandini ore 15.00 | ingresso libero \nUn incontro per tutti i fan del genere horror\, con il regista\, produttore e scrittore Brian Yuzna\, a 30 anni esatti dal suo folgorante esordio dietro la macchina da presa con Society – The Horror\, feroce critica dell’America reaganiana che\, ancora oggi\, mostra denti ben affilati ed è sempre attualissima.
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SUMMARY:Il mondo di 1920plus - Jakub Rozalski
DESCRIPTION:1920+ è un universo alternativo\, potremmo definirlo “una versione alternativa dell’Europa dei primi anni del XX secolo”. È un luogo in cui tradizione e modernità si scontrano\, in un mondo ancora pieno di segreti e spazi inesplorati. Nell’era della rivoluzione industriale\, l’umanità è attratta dalle nuove tecnologie\, dall’acciaio e dai motori\, mentre l’industria si sviluppa in un modo che non ha precedenti. Hanno inizio esperimenti e tentativi di costruire macchine semoventi in acciaio. È il risultato della pressione dei governi\, dei generali e della potenza dell’industria bellica. Con l’inizio della corsa agli armamenti\, i conflitti su vasta scala non tardano a esplodere. Macchine di grandezza e di forma varia entrano a far parte della quotidianità e dominano incontrastati i campi di battaglia. Come l’Europa e il mondo all’inizio del XX secolo\, così il mondo di 1920+ è pieno di contrasti\, diversità\, misteri e zone inesplorate. In questo mondo\, il tradizionale stile di vita in armonia con la natura viene gradualmente soppiantato dalla tecnologia\, dall’uso di potenti macchinari e dall’industria pesante.\nI paesaggi di campagna in 1920+ hanno un ruolo fondamentale. Tutto viene osservato dal punto di vista di chi vive in campagna e lavora nei campi. Le persone badano ai propri affari e al loro lavoro\, lontane dal progresso e dall’imminente e inevitabile cambiamento. Qui l’innovazione tecnologica e la rivoluzione industriale arrivano per ultime e quando le macchine entrano a far parte della vita quotidiana\, non sono più mostri spaventosi che incombono all’orizzonte. Le persone si sono abituate alla loro presenza\, anche se le macchine non modificano più di tanto le loro condizioni di vita e di lavoro. Credo che questa situazione possa essere paragonata alla comparsa del primo aeroplano. Molti non capivano nemmeno cosa fosse o come funzionasse\, ma lo accettarono come parte della realtà in cui stavano vivendo. Le macchine di 1920+ non sono tecnologicamente avanzate o futuristiche. Sono piuttosto rozze\, imponenti\, strutturalmente complesse\, più simili ai carri armati della Prima guerra mondiale. \nLa Storia è sempre stata la mia passione e la mia fonte d’ispirazione. Inizialmente\, il progetto 1920+ traeva spunto dalla guerra polacco-bolscevica del 1920 (febbraio 1919 – marzo 1921). Questa guerra (e la battaglia di Varsavia) viene considerata da molti studiosi tra le più importanti nella Storia.
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SUMMARY:Bauhaus 100
DESCRIPTION:Un documentario che omaggia la visione utopica e radicale di Walter Gropius\, che ha cercato di unire scultura\, pittura\, design e architettura in un’unica disciplina costruttiva nella sua famosa scuola\, il Bauhaus.All’inizio del XX secolo il Bauhaus nasceva come una scuola e luogo sperimentale dove intellettuali\, architetti\, designer\, artisti e creativi del periodo si erano riuniti per dare inizio a nuove regole di vita\, più libere e a misura d’uomo.\nIl documentario realizzato dai registi tedeschi Bolbrinker e Tielsch è un racconto che procede parallelo tra passato e presente\, partendo dalla fondazione della innovativa scuola\, la Staatlitches Bauhaus\, ideata da Walter Gropius a Weimar nel 1919\, spaziando per realtà simili\, ma esteticamente molto diverse per impatto e regime urbano\, come il compendio della “Cité Radieus” di Marsiglia\, firmata da Le Corbusier\, fino al arrivare in Colombia\, al Barrio PIcacho di Ledellin\, per ritornare poi ancora a Gropius e ai suoi collaboratori\, anche quelli che proseguono le teorie del maestro\, come Steven Kobatz\, teorico del Bauhaus dal 1989.
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SUMMARY:I Mille Occhi
DESCRIPTION:Il festival\, con sede a Trieste\, viene realizzato ogni anno dall’Associazione culturale Anno uno\, fondata nel 2001. L’obiettivo dei Mille Occhi\, attivi dal 2002\, è di ripensare la forma festival\, convinti che l’importanza del cinema non debba basarsi solo su quanto già affermatosi\, ma debba cercare nuovi target di pubblico\, rimescolando le carte tra cose note e poco note\, tra cinema del passato e produzione corrente\, tra status quo generazionali. Per questo motivo\, lo sguardo dei Mille Occhi\, che prende il nome dal titolo originale de Il diabolico dottor Mabuse di Fritz Lang\, non intende restringersi a un territorio o a un’epoca o a un genere: rivolgere il proprio interesse a 360 gradi verso il cinema implica un’esigenza di convinzione su tutte le scelte di programma\, rinunciando a mere panoramiche informative; implica anche mettere in rapporto le parti di questo programma\, superando ghettizzazioni quali gli spazi retrospettivi\, giacché i film rivivono al presente a ogni proiezione\, e gran parte di ciò che ha un valore nella produzione cinematografica attende ogni volta che questo valore sia focalizzato da un nuovo pubblico\, all’insegna del gusto per la scoperta.
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SUMMARY:Shorter Kids’n Teens
DESCRIPTION:Confermata anche per la 20° edizione del Festival Shorter Kids’n Teens\, la sezione dedicata ai giovanissimi. \nUn vero e proprio “festival nel festival”\, con due giurie\n composte rispettivamente da bambini dai 6 ai 10 anni e  \nda ragazzi dagli 11 ai 15 anni. \nAppuntamento a Trieste presso il Teatro Miela lunedì 1 e martedì 2 luglio\ncon due pomeriggi dedicati a corti per bambini e ragazzi\,\nche saranno valutati dai giovanissimi giurati di ShorTS 2019. \nPiccolo\, grande cinema per piccoli\, grandi giurati: si chiama Shorter Kids’n Teens ed è la sezione dedicata ai giovanissimi dell’edizione 2019 di ShorTS International Film Festival\, la manifestazione cinematografica in programma dal 28 giugno al 6 luglio a Trieste.  \nUn vero e proprio “festival nel festival”\, con due distinte giurie composte da ragazzi e bambini\, con lo scopo di far conoscere la settima arte anche ad un pubblico giovane attraverso una sezione pensata apposta per loro all’interno della storica manifestazione del capoluogo giuliano. \nAnche quest’anno la sezione sarà divisa in due fasce di età\, con due distinte giurie: la sezione Kids\, dedicata ai corti per bambini dai 6 ai 10 anni\, e la sezione Teens con opere per ragazzi dagli 11 ai 15 anni. Saranno quindi i ragazzi stessi a comporre le giurie tecniche che decreteranno i vincitori della sezione.  \nL’appuntamento con la selezione Shorter Teens sarà lunedì 1 luglio alle ore 17.00 presso il Teatro Miela\, dove i giovani partecipanti potranno assistere gratuitamente alla proiezione di corti per ragazzi dagli 11 ai 15 anni ed eleggere il migliore. Martedì 2 luglio alle ore 18.00 sempre al Teatro Miela\, sarà la volta di Shorter Kids: un pomeriggio di cortometraggi per bambini dai 6 ai 10 anni\, durante il quale i piccoli giurati sceglieranno il corto vincitore. Per partecipare alla manifestazione\, è ancora possibile iscriversi alla giuria sul sito ufficiale del Festival www.maremetraggio.com. \n“I cortometraggi scelti per questa quarta edizione di Shorter Kids’n Teens sono fra loro molto diversi” – spiega Raffaella Canci\, curatrice della sezione – “lo sono nella forma\, nei contenuti\, alcuni sono frutto di ibridazioni di genere\, spaziando dalla fiction all’animazione\, fino al documentario. Tutte le opere in concorso vogliono mettere lo spettatore al centro\, offrendo contenuti che permettano ai bambini e ai ragazzi di  cogliere\, nella diversità\, la ricchezza di uno sguardo pieno e felice”. \nIdeato e sviluppato da ShorTS International Film Festival in collaborazione con la Mediateca de La Cappella Underground di Trieste e reso possibile grazie al sostegno di EstEnergy – Gruppo Hera\, Cinema in corsivo è un progetto di educazione alla visione e analisi di film svoltosi in aula e pensato per diffondere\, favorire e integrare nella didattica curricolare le competenze di alfabetizzazione iconica.  \nStudenti e studentesse hanno scoperto caratteristiche e specificità del linguaggio audiovisivo e imparato a conoscere i cortometraggi\, arrivando ad acquisire gli strumenti necessari per valutarne la qualità\, in un contesto di apprendimento dove la lezione frontale ha lasciato il posto al dialogo e al confronto tra pari sia in classe che nella sala cinematografica del cinema Ariston. \nSi tratta dunque di un’esperienza di training\, questa\, che consente agli studenti coinvolti di  prepararsi alla partecipazione “attiva” in qualità di giurati l’1 e il 2 luglio al Teatro Miela.
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SUMMARY:Kokoroko
DESCRIPTION:Le bellissime composizioni soul e spiritual dei Kokoroko sono cibo per l’anima e fanno muovere il corpo!Sono già un gruppo di culto e il loro primo album non è stato ancora pubblicato\, l’uscita è prevista nei primissimi mesi del 2019 in concomitanza con il concerto al Teatro Miela.\n\nLa loro popolarità è dovuta al loro impatto dal vivo e soprattutto al singolo “Abusey Junction”\, che pubblicato su Youtube ha ottenuto la strabiliante cifra di 15 milioni di visualizzazioni ed è stato incluso in “We Out Here”\, la compilation manifesto pubblicata dalla loro etichetta Brownswood Recordings (2018).\nGli otto giovani londinesi\, guidati dalla trombettista Sheila Maurice-Grey che conduce una sezione fiati tutta al femminile\, si ispirano a maestri come Fela Kuti\, Ebo Taylor e Tony Allen ed ai grandi musicisti  provenienti dall’Africa Occidentale. Lo stile musicale prende forma dai suoni delle loro radici Nigeriane e del West Africa mescolate a quelli urbani Londinesi.\nLa loro ampia fama è stata costruita nelle esibizioni “live” (divenendo quasi leggenda): catturano il pubblico attraverso la loro abilità e presenza scenica. Esibizioni  rimbalzate nella rete attraverso i loro stupendi video e collezionando ogni volta centinaia di migliaia di visualizzazioni.\n\norganizzazione: Bonawentura\n\nPlatea\, posti liberi in piedi € 17\,00. Galleria\, posti numerati a sedere € 20\,00. Prevendita c/o biglietteria del teatro (tel. 0403477672) tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.00
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SUMMARY:La scienza della cosmesi
DESCRIPTION:La leggenda dei parabeni cancerogeni\, il mascara che uccide\, le lampade e le creme solari\, la pubblicità ingannevole sui prodotti di bellezza. E poi la cellulite\, le rughe e l’eterno interrogativo: meglio la ceretta o il rasoio contro i peli superflui’ Sono alcune tappe del percorso – scientifico\, ma non solo – che ci propone Beatrice Mautino\, biotecnologa e divulgatrice\, sulla scia del successo del suo libro Il trucco c’è e si vede (Chiarelettere\, 2018) – di cui quest’anno uscirà un atteso seguito – e della sua rubrica “La ceretta di Occam” sulla rivista “Le Scienze”. Con Dario Bressanini ha pubblicato Contro natura (Rizzoli)\, dedicato ai falsi miti e alle verità nascoste del cibo che acquistiamo e portiamo in tavola tutti i giorni\, già presentato a MI&LAB 2016.\nIntroduce Fabio Pagan\norganizzazione: Bonawentura\nIngresso libero
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SUMMARY:Astrobufale
DESCRIPTION:È più facile morire in un incidente aereo o perché centrati da un meteorite’ È vero o no che le prime sonde americane che colpirono la Luna erano fatte (anche) di legno di balsa’ Il Pentagono ha finanziato un progetto segreto sugli UFO’ Il centro della Via Lattea\, la nostra galassia\, sa davvero di rum al lampone’ Facciamo un po’ di chiarezza sulle cose che conosciamo e su quelle che sarebbe meglio non conoscere perché sbagliate con l’aiuto di Luca Perri\, brillante divulgatore (e intrattenitore) della scienza e dello spazio\, dottorando in astrofisica all’Università dell’Insubria e all’Osservatorio di Brera\, collaboratore della RAI e di riviste\, campione nazionale FameLab 2015. Ha pubblicato i libri La pazza scienza (Sironi)\, Errori galattici (DeAgostini) e Astrobufale (Rizzoli).Introduce Fabio Pagan\n\norganizzazione: Bonawentura\nIngresso libero
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SUMMARY:Rassegna Internazionale di Cinema di Montagna Alpi Giulie Cinema
DESCRIPTION:Martedì 19 febbraio 2019 prosegue al Teatro Miela di Trieste la XXIX edizione dellaRassegna Internazionale di Cinema di Montagna ALPI GIULIE CINEMA organizzata\nda Monte Analogo.\nAlle ore 18.00 è prevista la proiezione del film RESINA del regista Renzo Carbonera\nche sarà presente in sala.\nUn coro di uomini. Un direttore donna. Una famiglia e una piccola comunità che\nhanno bisogno di ritrovare il senso d’unione per affrontare la sfida del domani.\nLa giovane violoncellista Maria è delusa dallo spietato mondo della musica. Ritorna\nal paesino di montagna delle sue origini\, una piccola enclave isolata dove si parla\nancora una lingua arcaica: il cimbro. Qui trova una situazione familiare complessa e\nuna piccola comunità alle prese con i primi effetti del cambiamento climatico. Quasi\nper caso\, o forse perché è impossibile non trovarsi all’unico bar della piazza\, Maria\nentra in contatto con il glorioso coro polifonico maschile di cui faceva parte suo\nnonno. In realtà ora il tutto è in completo disarmo\, affidato a una manciata di\nstrampalati ubriaconi da bar\, e Quirino è l’unico di loro a non volersi arrendere\nall’evidenza: sogna ancora di partecipare a un fantomatico concorso canoro\, in\ngrado di riportarli all’antico splendore. Per fare questo chiede aiuto a Maria\, e lei\naccetta la sfida perché sotto sotto cerca un modo per riavvicinarsi al mondo della\nmusica. Un caleidoscopio di personaggi tinge di ironia e ritmo il racconto di un\npiccolo mondo\, alle prese con lo spauracchio del cambiamento climatico\, e con la\ndeterminazione di Maria. Ne emerge la storia di una giovane donna in un mondo di\nuomini.\nAlle ore 20.30 si proseguirà con due film di scialpinismo:\nAUF DEN SPUREN DER ERSTEN (Austria\, 2017)\nI freerider Matthias Haunholder e Matthias Mayr partono per un’avventura su due\ntra le vette più alte dell’Austria\, l’Hochfeiler (il Gran Pilastro)\, e il Couloir Pallavicini\ndel Großglockner. Una trentina di anni fa quelle pareti sono state percorse da altri\nimpavidi alpinisti. Ora\, Hauni e Matthias incontrano i loro predecessori e cercano di\nunire i sistemi del passato con il loro equipaggiamento moderno. Ma le condizioni\nsono cambiate rispetto a una volta e sciare su queste pareti è diventato più\npericoloso.\nIN GORA (Francia\, 2017)\nGli sciatori della Picture Family si uniscono a Val e Tim\, che si definiscono “una\ncoppia nomade moderna”\, per un viaggio attraverso l’Europa. A bordo del loro\nscuolabus americano\, adattato a camper\, Val e Tim viaggiano per il mondo in cerca\ndi discese e neve fresca. Un mese di viaggio porta i nostri sciatori nella vita\nquotidiana\, tutt’altro che ordinaria\, di questi due atipici amanti della natura. In\nAustria\, Slovenia\, Bulgaria\, Macedonia e Montenegro\, fanno conoscenza della gente\ndel posto e sciano lungo le migliori montagne che incontrano.\nALPI GIULIE CINEMA 2019 proseguirà martedì 26 febbraio sempre al Teatro Miela\ncon una giornata interamente dedicata alla speleologia per poi trasferirsi al\nBarLibreria Knulp giovedì 7\, 8\, 21\, 28 marzo sempre con proiezioni pomeridiane e\nserali\, questa volta ad ingresso gratuito.\nALPI GIULIE CINEMA 2019 è organizzato da Monte Analogo in collaborazione con\nArci Servizio Civile\, CAI – Società Alpina delle Giulie\, Commissione Grotte “Eugenio\nBoegan”\, CAI XXX Ottobre\, SPDT\, Corsari delle Giulie\, Mano Aperta\, Metropolis e\ncon il patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia e del Comune di Trieste.
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SUMMARY:Alpi Giulie Cinema
DESCRIPTION:Si aprirà martedì 12 febbraio\, al Teatro Miela di Trieste\, la 29° edizione di “Alpi Giulie Cinema”\, rassegna cinematografica dedicata alla montagna\, organizzata dall’Associazione Monte Analogo in collaborazione con Arci Servizio Civile. Giuliano Gelci\, coordinatore della rassegna\, ha sottolineato nei giorni scorsi\, in sede di presentazione\, l’importante traguardo che viene raggiunto quest’anno con la XXV edizione del concorso cinematografico “La Scabiosa Trenta”\, il premio riservato alle produzioni cinematografiche di autori originari delle regioni alpine di Friuli Venezia Giulia\, Slovenia e Carinzia dedicate alla montagna. Idea che sembrava forse velleitaria 25 anni fa ma che si è dimostrata invece lungimirante e vincente viste anche le opere e i registi che in  questi anni si sono aggiudicati il premio.\nIl presidente di Monte Analogo Fulvio (Marko) Mosetti ha rimarcato dal canto suo che proprio il premio\, anzi i premi\, sono stati un’altra idea vincente: autentiche opere d’arte\, di volta in volta realizzate da diversi artisti regionali con tecniche e materiali che caratterizzano le loro diverse espressioni artistiche. Quest’anno\, per far risaltare l’importanza del raggiungimento del primo quarto di secolo\, Monte Analogo ha commissionato la creazione dell’opera agli studenti del Liceo Artistico “Max Fabiani” di Gorizia.\nMatteo Sione\, dirigente di Monte Analogo\, aiuto istruttore FASI e presidente del Gruppo “Corsari delle Giulie” della Società Alpina delle\nGiulie\, ha successivamente illustrato il programma di quest’anno\, che spazia dalle grandi pareti alle discese nella neve selvaggia\, dalla tutela dell’ambiente all’avventura nelle sue espressioni più nobili.\n\nSette giornate\, con 19 produzioni (Italia\, USA\, Austria\, Canada\, Francia\, Spagna\, Germania\, Belgio\, Finlandia\, Regno Unito)\, vari ospiti e due premi (“Scabiosa Trenta” e “Hells Bells”): è questa in sintesi la straordinaria e originale offerta di emozioni proposta in questa edizione che\, come sempre\, inizierà a Trieste con proiezioni sia pomeridiane che serali\, in febbraio al Teatro Miela e in marzo al Bar Libreria Knulp.\n\nIn allegato il programma dettagliato della rassegna a Trieste\, che successivamente sarà circuitata in tutta la Regione e nelle vicine Croazia e Slovenia.\n\nAlpi Giulie Cinema 2019 è organizzato da Monte Analogo in collaborazione con Arci Servizio Civile\, CAI – Società Alpina delle Giulie\, Commissione Grotte “Eugenio Boegan”\, CAI XXX Ottobre\, SPDT\, Corsari delle Giulie\, Mano Aperta\, Metropolis e con il patrocinio della Regione Friuli Venezia Giulia e del Comune di Trieste.\n\n(per ulteriori informazioni: www.monteanalogo.net)\n\nCOMTS
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SUMMARY:Ray Gelato e The Giants
DESCRIPTION:Una serata tutta swing da ballare per festeggiare i 25 anni di attività di Ray Gelato ed i suoi Giants of Jive.Ray e la sua band di prim’ordine presentano uno spettacolo ad alta energia che non smette mai di trascinare la folla e di farle battere i piedi. Il leggendario ‘Padrino dello Swing’ e la sua band hanno alle spalle una carriera illustre e di successo in tutto il mondo con il risultato che Ray è stato paragonato a grandi come Cab Calloway e Louis Prima e definito “uno degli ultimi grandi intrattenitori jazz!”.
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SUMMARY:Swinging London Evening
DESCRIPTION:Happy Hour & dj-set feat DJ JAZZ MASTERMY GENERATION\ndi David Batty – GB\, 2017\, 85’\nABSOLUTE BEGINNERS\ndi Julien Temple – GB\, 1986\, 108’\nLa serata sarà presentata da Carlo Muscatello
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SUMMARY:Little Miss Sunshine
DESCRIPTION:Sheryl\, moglie e madre per vocazione\, alle prese con il secondo matrimonio\, fatica a reggere le fila di un nucleo familiare assemblato a suon di copia-incolla: Richard\, marito/padre alla ricerca ossessiva di un improbabile successo editoriale\, Dwayne e Olive\, rispettivamente adolescente ribelle e mini-reginetta di bellezza di provincia\, il nonno\, cacciato dalla casa di cura perché cocainomane\, e\, ultimo in ordine di arrivo\, lo zio Frank\, fratello di Sheryl reduce da un tentato suicidio. Una sgangherata famiglia\, quella degli Hoover\, che si ritroverà in viaggio su un cadente pulmino verso il concorso di bellezza per bambine più famoso della California\, Little Miss Sunshine\, per cui la piccola Olive è stata selezionata.
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SUMMARY:Storie di Fausta
DESCRIPTION:di e con Claudio GrisancichLe vicende di Fausta Nieder triestina\, classe 1902\, sarta d’alta moda a riposo\, sono narrate seguendo la labile traccia di un monologo interiore che si snoda attraverso una lunga passeggiata per le vie del centro in una mattina di maggio del 1970. Il flusso dei pensieri e il continuo riaffiorare di memorie fanno della protagonista una sorta di Mrs Dalloway\, l’eroina di Virginia Wolf\,. Attraverso Fausta l’autore rappresenta una figura femminile tipicamente triestina e racconta Trieste\, i suoi luoghi\, la sua Storia tormentata dalla Prima Guerra mondiale agli anni meno ruvidi in cui la vicenda si avvia alla conclusione.\nClaudio Grisancich\, poeta in dialetto triestino e in italiano\, ha dato alle stampe numerose  raccolte di poesie e plaquettes\, ha scritto per il Teatro e\, con Roberto Damiani\, ha curato l’antologia Poesie dialettale triestina e l’edizione aggiornata de La Poesia in dialetto a Trieste. Le sue opere sono  tradotte in ungherese\, sloveno\, francese e tedesco. Negli ultimi anni ha portato sulla scene Manzoni\, Cechov e Leopardi\, in qualità di autore ed unico interprete.\nPer 18 anni la Compagnia ha organizzato la “Rassegna del Teatro veneto Amatoriale” abbinato al premio “Vittoria d’Argento”. Nel  2011 nasce la rassegna autunnale “Vivi a Teatro” presso il teatro “Da Ponte” di Vittorio Veneto  e “Pomeriggi a Teatro” tra febbraio e marzo..
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SUMMARY:Alan e il mare
DESCRIPTION:Regia e drammaturgia e costumi Giuliano Scarpinatocon Michele Degirolamo\, Federico Brugnone\nin video Elena Aimone\nuna produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG / Accademia Perduta Romagna Teatri \nLa storia di Alan Kurdi\, il piccolo profugo siriano annegato a settembre 2015 sulla spiaggia di Bodrum\, in Turchia\, ha costituito un momento di svolta nella nostra percezione\, ormai da tempo “anestetizzata”\, della drammatica epopea vissuta negli ultimi anni dai milioni di uomini\, donne e bambini fuggiti dai propri paesi (Siria\, Iraq\, Afghanistan) per approdare in Europa. L’immagine di Alan\, potente e ineludibile\, è un punto di non ritorno. Lo è stata per Nilufer Demir\, la fotoreporter che ha scattato la foto-simbolo (“Ero pietrificata. L’unica cosa che potevo fare era fare in modo che il suo grido fosse sentito da tutti”\, ha dichiarato); lo è stata\, oltre ogni misura di umana sofferenza\, per il padre Abdullah al – Kurdi\, che insieme al figlio più piccolo ha visto morire sotto i propri occhi il fratellino Galip e la moglie Rehan.
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SUMMARY:Piccolo festival d'animazione
DESCRIPTION:ore 15.00:INCONTRI\nore 17.30:\nVISUAL&MUSIC 1\nore 20.00:\nOLDIES AND GOLDIES\nore 21:00:\nFIORE feat kKEPLERO\nore 22.00:\nDAVID LYNCH: THE ART LIFE \nore 15.00:\nINCONTRI\nIncontri con operatori dl settore aperti anche al pubblico di appassionati.\nFulvia Serra\, con Nicoletta Cadorini – Gertie/Milano\nAndrea Martignoni – Anteprima film e libro\nIgor Imhoff – Proiezione Videomapping\, ”Il Ponte sulla Drina”\nRiccardo Costantini – animazioni d’antan con la Cineteca di Gemona \nore 17.30:\nVISUAL&MUSIC 1\nalcuni dei più interessanti esempi di connubio tra musica e immagine animata dallo scenario d’autore internazionale \nore 20.00:\nOLDIES AND GOLDIES\nuna selezione delle sigle animate prodotte dalla Gertie/Milano tra la metà degli anni ’80 e i primi anni ’90 \nore 21:00:\nFIORE feat kKEPLERO\nperformance musicale di Fabio Fiorellini Bernardis\, pianoforte\, Luca Pellegrini\, live electronicsperformance di pianoforte elettrico + live electronics + intonarumori\nUn’esperienza sonora dove la tecnologia trasfigura il suono naturale. Alcuni dei brani coinvolgono l“intonarumori”\, con i suoni creati dal futurista Luigi Russolo e rivisitazioni del  repertorio classico di Casagrande e Lygeti commisti a sequenze di film. \nore 22.00:\nDAVID LYNCH: THE ART LIFE\n(JonNguyen\, Rick Barnes\, Olivia Neergaard-Holm)\nalla presenza di Rino Stefano Tagliafierro autore delle animazioni e con in sala anche Marek Zebrowski\, ospite d’onore del festival: compositore e musicista di fama\, è il sound designer collaboratore di Lynch\, che ha anche realizzato le musiche per Pozor (Fire)\, il corto animato\, firmato dallo stesso Lynch\, in programma al festival. \norganizzazione: VivaComix
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SUMMARY:No ste’ verzer quela porta
DESCRIPTION:La storia mette di fronte due famiglie che si conoscono per la prima volta: scoprite voi qual è la più normale\, facendo molta attenzione perché l’apparenza inganna e non sempre la prima impressione è quella giusta\, e spesso invece la prima impressione fa…impressione…C’è qualcosa di macabro che aleggia in una strana villa e su chi vi abita\, ma c’è anche qualcosa di molto comico che è in arrivo nella villa stessa\, qualcosa che vi travolgerà.\nAi nostri attori piace il rischio: vi invitano ad aprire “quella porta” assieme a loro per scoprire la magia del teatro e a impararne il trucco…\nBandablanda\, la Compagnia teatrale con l’età media più bassa della nostra Regione\, da alcuni anni ha anche un settore giovanile: i “Bandablandini” dell’ Oratorio San Pier Giuliano di Trieste\, gruppo composto da attori dai 9 ai 13 anni che hanno già presentato alcuni spettacoli musicali.\nCantano\, recitano e ballano divertendosi\, imparando l’arte del teatro\, ma soprattutto crescendo assieme. \nSpettacolo dedicato: scuola Primaria (tutte le classi)
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SUMMARY:Sogni e incubi – le note della notte
DESCRIPTION:Terzo dei quattro appuntamenti che vedono impegnata la Camerata Strumentale Italiana diretta da Fabrizio Ficiur in un articolato progetto di musica\, recitazione e audiovisivi per conoscere l’affascinante mondo della Notte attraverso un protagonista d’eccezione: l’Incubo.\nDirettore Fabrizio Ficiur\nRok Vilhar tuba\nLuca Della Donne pianoforte\nCon la partecipazione di Lorenzo Zuffi
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SUMMARY:Massimo Priviero
DESCRIPTION:Nato all’inizio dei ’60 sul litorale veneziano\, Massimo Priviero vive e cresce a Jesolo. Da adolescente fonda band di rock\, di folk e di blues. Ama Dylan\, Young e Springsteen e talvolta condisce i vagabondaggi giovanili in città d’Europa con veri e propri show da busker.\nIn questi anni nascono le prime canzoni in cerca di quella fusione tra rock d’autore e poesia che in seguito caratterizzerà la sua produzione. Trasferitosi a Milano dopo aver firmato per Warner Music\, alla fine del 1988 pubblica con successo l’esordio di “San Valentino”.\nNel 1990 esce “Nessuna Resa Mai”\, album magico la cui titletrack diventa una sorta di manifesto esistenziale e che viene pubblicato in numerosi paesi europei avvalendosi della prestigiosa produzione di “Little” Steven Van Zandt\, leggendario chitarrista e coproduttore dei grandi album di Springsteen. Nei successivi trent’anni di carriera sino ad oggi Priviero pubblica numerosi album\, sino all’ultimo “All’Italia”. E’ stato spesso impegnato  su vari fronti “sociali”. L’impegno nella scrittura\, nella musica e nella vita lo conducono\, sovente\, a schierarsi e a spendersi con la parte debole del mondo\, con brani carichi di impegno civile\, di poesia unita alla forza e all’energia vocale. \n“Credo che la cosa che la gente che mi segue avverta di più in quel che faccio è che quel che scrivo e suono è allo stesso modo quel che sono… e che la mia  “libertà senza compromessi” riesce spesso a tradursi in forza da dare a loro… puoi chiamarlo sangue\, sudore\, lacrime o sorrisi… oppure umana resistenza che diventa musica d’autore e a volte poesia… ma sono alla fine un’unica emozione… “ M. Priviero \n“ALL’ITALIA” È’ IL NUOVO DISCO di Massimo Priviero. “LA PIU’ BELLA VOCE DEL ROCK D’AUTORE IN ITALIA” (BUSCADERO)\, un vero e proprio concept album che omaggia storie e vite di Italiani di ieri e di oggi. Un album che celebra la forza\, il coraggio e il cambiamento di vita dei protagonisti di queste storie\, lontano dalla scontata e stanca retorica degli Italiani di ieri partiti più o meno con la valigia di cartone e da discussioni o polemiche. Parla anche di Italiani di oggi\, partiti ed in partenza\, per poche opportunità o per scelta di vita. Italiani e contemporaneamente cittadini del Mondo\, di cui siamo nipoti\, figli\, fratelli e sorelle e di cui oggi siamo sovente padri e madri.\nIn “All’Italia” Priviero fotografa storie scandite lungo la nostra strada comune dal Novecento fino ai giorni nostri. Un viaggio italiano vissuto fino in fondo\, a volte con commozione ed altre con dolcezza\, attraverso linguaggi ed approcci musicali diversi che tuttavia conservano una precisa ed uniforme sonorità acustica a sostegno di un’importante cifra letteraria. Si partirà da un pezzo d’Italia per dipanarsi in altri angoli di mondo o del nostro stesso paese e si conserverà sempre il tratto che accomuna tutte le storie che è nel grande amore verso gente sentita più cara proprio quando decide di mettere in gioco la propria esistenza. Cambiamento dunque. Con forza e con coraggio. Canzoni con dentro una speciale epica di fondo\, che scavano tra ieri e oggi. \nSABATO 1 DICEMBRE\, ore 21.00\, l’artista presenta al TEATRO MIELA di Trieste questo suo ultimo lavoro con un concerto acustico\, accompagnato dalla sua band\, al cui interno trovano spazio anche due musicisti triestini\, Fiodor Cicogna alla batteria e Alessandro Castorina al basso. Apre la serata la cantautrice triestina MIRIAM BARUZZA accompagnata in acustico da alcuni musicisti del suo gruppo “ILLIRYA” ( Stefano Bembi: fisarmonica – Diego Vigini: chitarra – Mauro Berardi: percussioni )\nVENERDI’ 30 NOVEMBRE\, ore 18.30\, incontro con l’artista presso SCUOLA DI MUSICA 55\, Via Capitelli 3\, Trieste – ingresso libero\nPREVENDITA BIGLIETTI c/o biglietteria Teatro Miela – tutti i giorni 17.00/19.00 (0403477672)\nww.priviero.com\n illiryamusicgmail.com
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SUMMARY:Frankenstein\, che meraviglia!
DESCRIPTION:Tra letture e visioni\, la scoperta del mito che ha visto la luce 200 anni fa dalla mente di Mary Shelley\nIl Sistema Bibliotecario Giuliano e Trieste Science+Fiction Festival\, La Cappella Underground di Trieste\, nell’ambito dell’ Education Program dell’edizione 2018 del Festival\, organizzano tre incontri\, dedicati ai ragazzi tra i 10 e i 13 anni\, sul Frankenstein di Mary Shelley. Il romanzo è una delle più affascinanti favole gotiche della letteratura. La sua prima edizione del marzo del 1818 suscitò meraviglia e profonda inquietudine per i temi e le atmosfere che pagina dopo pagina la sua autrice seppe ricreare. Il cinema\, da parte sua\, non stette a guardare! E fin dalla sua nascita ha raccontato la sua storia\, producendo decine e decine di film. Il Frankenstein di James Whale del 1931\, La moglie di Frankenstein del 1935\, Frankenstein alla conquista della Terra di Ishiro Honda del 1964\, la parodia di Mel Brooks\, Frakenstein JR\, e poi il Frankenstein di Mary Shelley del 1994 diretto da Kenneth Branagh\, sono solo alcuni di questi. \nTra letture e visioni\, il ciclo di tre incontri che iniziano al Trieste Science + Fiction Festival per poi approdare nelle biblioteche del Sistema Bibliotecario Giuliano\, guiderà i suoi piccoli partecipanti alla scoperta di uno dei più affascinanti mostri della letteratura e del cinema\, capace di stupire e anche di sollevare importanti interrogativi sulla vita! \nINFORMAZIONI \nDESTINATARI\nBambini e bambine dai 10 ai 13 anni \nPRIMO APPUNTAMENTO\n4 Novembre 2018 dalle ore 15:30 alle 17- Teatro Miela \nSECONDO APPUNTAMENTO – ANNULLATO\n3 Dicembre 2018 dalle ore 17 alle 18:30-Biblioteca Mattioni\, via Petracco 10; \nTERZO APPUNTAMENTO\n11 Dicembre 2018 dalle ore 17 alle ore 18:30-Sala Bazlen palazzo Gopcevic\, via Rossini 4) \nINGRESSO LIBERO\nNUMERO MASSIMO DI PARTECIPANTI 20
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SUMMARY:Cinquanta Venti • La Barcolana dal Principio
DESCRIPTION:con Jan Sedmak\, Nicolò Giraldi ed Enrico CortellinoEvento: Cinquanta Venti • La Barcolana dal Principio • 05/10\nVenerdì alle 21:00\, Ingresso: 5 € \nLo spettacolo prende spunto dall’interpretazione dei sogni di Sigmund Freud e dalla differenza che esiste\, nei sogni\, tra il contenuto manifesto e quello latente. Lo spettacolo assomiglia ad un sogno\, spettro onirico degli undici uomini che alla fine degli anni Sessanta fondano la regata più affollata al mondo. \nIl contenuto manifesto è quello evidente\, ciò che si ricorda al risveglio\, quello che in fondo chiunque è in grado di rappresentare. Quello latente invece sono i dettagli\, le allucinazioni\, le interpretazioni necessarie a farlo riemergere dal fondo del mare. \nNel sogno della Barcolana\, Jan Sedmak tratteggia le traiettorie colorate\, immaginando la regata dal fondo del mare\, veleggiando grazie ai Cinquanta venti che danno il titolo allo spettacolo; Nicolò Giraldi sparisce e ricompare\, tra le storie dei Cici e gli stranieri che vincono la Coppa d’Autunno\, immerso tra il tentativo di dar voce a tutti\, consapevole di quanto impossibile sia riuscire a farlo; infine Enrico Cortellino musica i sessanta minuti\, nei vortici armonici di una Bora che soffia fino a toccare i 140 l’ora. \nUn sogno. Per questo\, né realtà né fantasia.
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SUMMARY:Serata di chiusura I Mille Occhi e consegna premio Anno Uno a Franco Piavoli
DESCRIPTION:Si avvia a conclusione la XVIII edizione del Festival Internazionale del Cinema e delle Arti I Mille Occhi e abbiamo il piacere di invitarvi alla serata conclusiva che si terrà Mercoledì 18 alle ore 21:00 al Teatro Miela con il saluto da parte degli organizzatori e la consegna del Premio Anno Uno a Franco Piavoli.\nSaranno presenti in sala il consiglio direttivo dell’associazione Anno Uno e i curatori dei vari percorsi del Festival.\n\nSeguirà la proiezione de Al primo soffio di vento di Franco Piavoli\, 2002\, 85’ e Le castagne sono buone di Pietro Germi\, 1970\, 108’.
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SUMMARY:Tutt'italia per pochi soldi
DESCRIPTION:Dopo sette anni la regista triestina Luisella Suberni Piccoli\, che vive a Lussemburgo\, riporta a Trieste il suo gruppo Teatrolingua per proporre una passeggiata italiana leggera\, varia e divertente attraverso prosa\, poesia\, teatro\, cinema\, pittura e… buona cucina! Il tutto accompagnato da proiezioni e musiche create per l’occasione.Partendo dal primo documento in volgare italiano\, illustrato in modo fantasioso\, 23 attori di 14 nazionalità differenti passeranno in rassegna personaggi ed opere noti e meno noti degli ultimi 1000 anni.\nLa scommessa è: offrire tutta l’Italia per pochi soldi! \nTEATROLINGUA è un gruppo teatrale amatoriale costituito da persone di nazionalità differenti che vogliono approfondire la loro conoscenza della lingua e della cultura italiana attraverso il teatro. In passato il gruppo ha rappresentato opere di Pirandello\, De Filippo\, Ginzburg\, Tofano\, Garinei e Giovannini\, Goldoni\, nonché trasposizioni teatrali di opere come “La coscienza di Zeno”\, “L’Orlando furioso”\, “Il Decameron” od opere ideate da Luisella Suberni Piccoli come “Il capitano e i suoi eroi. Vita\, avventure e disavventure di Emilio Salgari”\, “Gian Burrasca\, Franti e Pinocchio contro tutti” o “Va’ all’inferno\, Dante! Una rivisitazione della Divina Commedia”. Finora è stato in tournée a Trieste\, Torino\, Firenze\, Reggio Emilia\, Venezia\, Bruxelles\, Roma\, Thionville.
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SUMMARY:Così è\, o pare
DESCRIPTION:Spettacolo di fine corso della sezione senior de “Il teatro dei ragazzi“\, ispirato all’opera teatrale di Luigi Pirandello “Così è\, se vi pare”\, ideato da Andrea Andolina e Valentina Burolo.\nSpettacolo ispirato all’opera teatrale di Luigi Pirandello “Così è\, se vi pare”.\nCome nell’opera di Pirandello\, anche nello spettacolo è posto l’accento sull’impossibilità di conoscere la verità in assoluto\, in quanto essa è\, per ciascuno\, “come pare”.\nL’arrivo del signor Marotta\, con sua moglie\, e la suocera dell’uomo la signora Ferri\, crea scalpore in una tranquilla cittadina. La morbosa smania di conoscere i fatti degli altri\, pone i tre al centro delle chiacchere del paese. La loro controversa vicenda familiare alimenta ancor di più la curiosità dei cittadini\, e soprattutto dei vicini di casa\, che cercano di ottenere le prove per determinare se la verità alberghi nelle parole del signor Marotta o in quelle della signora Ferri. \norganizzazione: Compagnia Teatrale “Bobo e i Suoi Amici” in collaborazione con Bonawentura
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SUMMARY:Dawla - La storia dello Stato islamico raccontata dai suoi disertori
DESCRIPTION:Presentazione del libro del giornalista Gabriele Del Grande\, arrestato in Turchia per le sue inchieste\, un libro che racconta lo Stato islamico attraverso l’epica della gente comune. Un grande romanzo del reale\, a metà strada tra storytelling e geopolitica.\nNell’aprile 2017 Gabriele Del Grande è stato detenuto due settimane in Turchia per aver incontrato un disertore dello Stato Islamico lungo la frontiera siriana. Questo libro racconta quell’incontro e i precedenti sei mesi di viaggio\, alla ricerca dei protagonisti di una delle storie più dibattute dei nostri tempi. La storia dell’ascesa e della caduta dello Stato Islamico. Inquadrata da un punto di vista particolare: quello del conflitto siriano. Così\, dagli attentati che hanno sconvolto l’Europa\, inizia un viaggio a ritroso nel tempo che parte dalle segrete del carcere di massima sicurezza siriano di Seydnaya e passa per la rivoluzione fallita del 2011\, la guerra contro Asad\, la nascita dell’ISIS e l’esodo nel Mediterraneo.
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SUMMARY:Dmytro Choni
DESCRIPTION:Nato in Ucraina nel 1993\, ha iniziato gli studi nella sua città natale all’età di quattro anni\, e ora li sta proseguendo a Graz all’University of Music and Performing Arts con la prof. Milana Chernyavska.Grazie al suo talento e alla vittoria di numerosi concorsi pianistici internazionali (gli ultimi a Los Angeles nel 2018 e a Roma e in Spagna nel 2017)\, Dmytro Choni si è già guadagnato una reputazione a livello mondiale come concertista. Finalista ai concorsi Ferruccio Busoni e in memoria di Vladimir Horowitz nel 2017\, e al San Marino nel 2016 (2° posto)\, nel 2017 è stato insignito anche del premio Arturo Benedetti Michelangelo dall’Accademia Pianistica Eppan.\nCome solista ha suonato in prestigiose sale da concerto sotto la direzione dei M° F.Ommassini\, A.Paris\, V.Sirenko\, M.Leontyev\, oltre a suonare in varie formazioni di musica da camera.\nInvitato a molti festival\, tra le sue perfomance più importanti si ricorda l’esibizione al Teatro Colon in Argentina e al Kissinger KlavierOlymp in Germania.
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SUMMARY:I viaggi del Principe
DESCRIPTION:Spettacolo di fine corso della sezione junior de “Il teatro dei ragazzi“\, ispirato al racconto “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry\, ideato da Andrea Andolina e Valentina Burolo.\nUn pilota d’aerei un giorno precipita nel Sahara. Lontano da ogni forma di civiltà e senza scorte di viveri e acqua\, l’aviatore incontra un bambino. I due\, mentre il pilota prova a riparare il proprio velivolo\, fanno amicizia. Il “piccolo principe” racconta la propria storia: proviene da un altro pianeta\, l’asteroide B-612\, sul quale abita solo lui. Sull’asteroide ci sono tre vulcani e una piccola rosa\, molto vanitosa\, che lui cura e ama. Racconta anche del suo viaggio nello spazio durante il quale ha conosciuto strani personaggi\, che gli hanno insegnato molte cose e che gli hanno fatto capire che gli adulti sono davvero esseri particolari.\nRitornerà sul suo pianeta con la consapevolezza che ciò che conta davvero non è la realtà materiale ma i legami d’amicizia e d’affetto tra le persone. \norganizzazione: Compagnia Teatrale “Bobo e i Suoi Amici” in collaborazione con Bonawentura
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SUMMARY:Gli amori di una bionda
DESCRIPTION:Lásky jedné plavovlásky\, di Miloš Forman; con Jana Brejchová\, Milada Ježková\, Vladimír Menšík\, Jana Nováková\, Vladimír Pucholt\, Josef Šebánek\, Cecoslovacchia\, 1965\, 85′La commedia triste di Miloš Forman\, sua prima affermazione internazionale\, inaugura ufficialmente la nová vlna\, la nouvelle vague praghese. Le disillusioni amorose d’una giovane operaia\, in fuga dal torpore della provincia\, si stagliano nel ritratto d’una generazione nuova e indecisa a tutto\, ma risolutamente (e comicamente) fuori dal linguaggio e dalle retoriche ufficiali della ‘programmazione socialista’. Circola un’aria da dolci inganni che rischia di spegnersi nel grigiore d’un contesto desolante\, ma Forman ha già chiaro che è necessario non deflettere dall’ironia: “Una piccola nazione come la Cecoslovacchia\, minacciata per tutto il corso della sua storia da potenti vicini\, non ha altri mezzi di sopravvivenza che mantenere il sense of humour”. \nOrganizzazione: Bonawentura in collaborazione con Casa del Cinema\, IRSML (Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione FVG)
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SUMMARY:Shel Shapiro
DESCRIPTION:Autore\, arrangiatore e produttore di grandi artisti da sempre\, Shel è sfuggito\, per sua determinazione\, ad operazioni nostalgiche. Un artista maturo che per tutta la sua carriera ha sempre lottato contro la Grande Bugia che vede gli anni ’60 soltanto come una bellissima giostra dorata: Shel\, nei suoi concerti riflettere sulle trasformazioni culturali degli anni ’60 fino ad oggi\, percorso che aveva già iniziato con la preziosa collaborazione di Edmondo Berselli\, politologo\, opinionista e brillante scrittore\, con il libro Storie\, sogni e rock’n’roll\, il cd Acoustic Circus e l’opera teatrale Sarà una bella società. \nShel Shapiro è lo pseudonimo di David Norman Shapiro. Giunto in Italia nel 1963\, cantante\, musicista\, produttore discografico e ora anche scrittore\, Shapiro è diventato famoso in Italia come cantante del gruppo musicale dei Rokes\, molto noto negli anni Sessanta. Nel 1965 infatti\, insieme ai Rokes\, inaugura il Piper Club a Roma e con una serie di canzoni storiche (come Che colpa abbiamo noi\, È la pioggia che va\, C’è una strana espressione nei tuoi occhi\, Piangi con me\, Bisogna saper perdere) vendono milioni di dischi.\nQuando il gruppo si scioglie Shapiro prosegue come solista\, ma soprattutto come autore di brani interpretati da altri cantanti italiani. Con le canzoni da lui composte per Mina\, Ornella Vanoni\, Riccardo Cocciante\, Patty Pravo\, Gianni Morandi\, Raffaella Carrà\, Claudia Mori\, Luca Barbarossa\, Enrico Ruggeri\, David Riondino\, Rino Gaetano\, Mia Martini\, ecc vende dal ’70 al ’90 circa trenta milioni di dischi. Qualche titolo\, come esempio: E poi per Mina\, Non ti bastavo più per Patty Pravo\, Quante volte per Mia Martini\, Stupidi per Ornella Vanoni. Non mancano anche delle sue partecipazioni cinematografiche e televisive.
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SUMMARY:Africa Unite System Of a Sound
DESCRIPTION:Ritornano due amici di vecchia data che hanno fatto la storia della musica alternativa in Italia!AFRICA UNITE SYSTEM OF A SOUND è un viaggio\, un dialogo tra le due teste pensanti di Africa Unite.\nDue stili di intendere la musica messi a confronto in un clash che alterna le selezioni di Bunna\, che alla voce propone anche le più note canzoni del vasto repertorio del gruppo reggae italiano\, con le elaborazioni live che mescolano il dub e i suoni digitali da parte di Madaski.\nReggae\, roots\, dub\, elettronica\, unite sotto il comune denominatore del sound che\, da sempre\, ha influenzato la loro produzione musicale. Gran profusione di basse frequenze con costante attenzione al far muovere la dance hall. \nRight atmosphere with the self made sound system by:\nROCKERS DUB MASTER SOUND SYSTEM   \nWarm up and after show:\nCANNIBAL SE/LECTER\nDUBKALI AKA MAXKALI\nD-VIBE mc   \nvideo & interiors by:\nFAAAB \norganizzazione: Bonawentura
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