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SUMMARY:Little Miss Sunshine
DESCRIPTION:Sheryl\, moglie e madre per vocazione\, alle prese con il secondo matrimonio\, fatica a reggere le fila di un nucleo familiare assemblato a suon di copia-incolla: Richard\, marito/padre alla ricerca ossessiva di un improbabile successo editoriale\, Dwayne e Olive\, rispettivamente adolescente ribelle e mini-reginetta di bellezza di provincia\, il nonno\, cacciato dalla casa di cura perché cocainomane\, e\, ultimo in ordine di arrivo\, lo zio Frank\, fratello di Sheryl reduce da un tentato suicidio. Una sgangherata famiglia\, quella degli Hoover\, che si ritroverà in viaggio su un cadente pulmino verso il concorso di bellezza per bambine più famoso della California\, Little Miss Sunshine\, per cui la piccola Olive è stata selezionata.
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SUMMARY:Storie di Fausta
DESCRIPTION:di e con Claudio GrisancichLe vicende di Fausta Nieder triestina\, classe 1902\, sarta d’alta moda a riposo\, sono narrate seguendo la labile traccia di un monologo interiore che si snoda attraverso una lunga passeggiata per le vie del centro in una mattina di maggio del 1970. Il flusso dei pensieri e il continuo riaffiorare di memorie fanno della protagonista una sorta di Mrs Dalloway\, l’eroina di Virginia Wolf\,. Attraverso Fausta l’autore rappresenta una figura femminile tipicamente triestina e racconta Trieste\, i suoi luoghi\, la sua Storia tormentata dalla Prima Guerra mondiale agli anni meno ruvidi in cui la vicenda si avvia alla conclusione.\nClaudio Grisancich\, poeta in dialetto triestino e in italiano\, ha dato alle stampe numerose  raccolte di poesie e plaquettes\, ha scritto per il Teatro e\, con Roberto Damiani\, ha curato l’antologia Poesie dialettale triestina e l’edizione aggiornata de La Poesia in dialetto a Trieste. Le sue opere sono  tradotte in ungherese\, sloveno\, francese e tedesco. Negli ultimi anni ha portato sulla scene Manzoni\, Cechov e Leopardi\, in qualità di autore ed unico interprete.\nPer 18 anni la Compagnia ha organizzato la “Rassegna del Teatro veneto Amatoriale” abbinato al premio “Vittoria d’Argento”. Nel  2011 nasce la rassegna autunnale “Vivi a Teatro” presso il teatro “Da Ponte” di Vittorio Veneto  e “Pomeriggi a Teatro” tra febbraio e marzo..
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SUMMARY:Alan e il mare
DESCRIPTION:Regia e drammaturgia e costumi Giuliano Scarpinatocon Michele Degirolamo\, Federico Brugnone\nin video Elena Aimone\nuna produzione CSS Teatro stabile di innovazione del FVG / Accademia Perduta Romagna Teatri \nLa storia di Alan Kurdi\, il piccolo profugo siriano annegato a settembre 2015 sulla spiaggia di Bodrum\, in Turchia\, ha costituito un momento di svolta nella nostra percezione\, ormai da tempo “anestetizzata”\, della drammatica epopea vissuta negli ultimi anni dai milioni di uomini\, donne e bambini fuggiti dai propri paesi (Siria\, Iraq\, Afghanistan) per approdare in Europa. L’immagine di Alan\, potente e ineludibile\, è un punto di non ritorno. Lo è stata per Nilufer Demir\, la fotoreporter che ha scattato la foto-simbolo (“Ero pietrificata. L’unica cosa che potevo fare era fare in modo che il suo grido fosse sentito da tutti”\, ha dichiarato); lo è stata\, oltre ogni misura di umana sofferenza\, per il padre Abdullah al – Kurdi\, che insieme al figlio più piccolo ha visto morire sotto i propri occhi il fratellino Galip e la moglie Rehan.
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SUMMARY:Piccolo festival d'animazione
DESCRIPTION:ore 15.00:INCONTRI\nore 17.30:\nVISUAL&MUSIC 1\nore 20.00:\nOLDIES AND GOLDIES\nore 21:00:\nFIORE feat kKEPLERO\nore 22.00:\nDAVID LYNCH: THE ART LIFE \nore 15.00:\nINCONTRI\nIncontri con operatori dl settore aperti anche al pubblico di appassionati.\nFulvia Serra\, con Nicoletta Cadorini – Gertie/Milano\nAndrea Martignoni – Anteprima film e libro\nIgor Imhoff – Proiezione Videomapping\, ”Il Ponte sulla Drina”\nRiccardo Costantini – animazioni d’antan con la Cineteca di Gemona \nore 17.30:\nVISUAL&MUSIC 1\nalcuni dei più interessanti esempi di connubio tra musica e immagine animata dallo scenario d’autore internazionale \nore 20.00:\nOLDIES AND GOLDIES\nuna selezione delle sigle animate prodotte dalla Gertie/Milano tra la metà degli anni ’80 e i primi anni ’90 \nore 21:00:\nFIORE feat kKEPLERO\nperformance musicale di Fabio Fiorellini Bernardis\, pianoforte\, Luca Pellegrini\, live electronicsperformance di pianoforte elettrico + live electronics + intonarumori\nUn’esperienza sonora dove la tecnologia trasfigura il suono naturale. Alcuni dei brani coinvolgono l“intonarumori”\, con i suoni creati dal futurista Luigi Russolo e rivisitazioni del  repertorio classico di Casagrande e Lygeti commisti a sequenze di film. \nore 22.00:\nDAVID LYNCH: THE ART LIFE\n(JonNguyen\, Rick Barnes\, Olivia Neergaard-Holm)\nalla presenza di Rino Stefano Tagliafierro autore delle animazioni e con in sala anche Marek Zebrowski\, ospite d’onore del festival: compositore e musicista di fama\, è il sound designer collaboratore di Lynch\, che ha anche realizzato le musiche per Pozor (Fire)\, il corto animato\, firmato dallo stesso Lynch\, in programma al festival. \norganizzazione: VivaComix
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SUMMARY:No ste’ verzer quela porta
DESCRIPTION:La storia mette di fronte due famiglie che si conoscono per la prima volta: scoprite voi qual è la più normale\, facendo molta attenzione perché l’apparenza inganna e non sempre la prima impressione è quella giusta\, e spesso invece la prima impressione fa…impressione…C’è qualcosa di macabro che aleggia in una strana villa e su chi vi abita\, ma c’è anche qualcosa di molto comico che è in arrivo nella villa stessa\, qualcosa che vi travolgerà.\nAi nostri attori piace il rischio: vi invitano ad aprire “quella porta” assieme a loro per scoprire la magia del teatro e a impararne il trucco…\nBandablanda\, la Compagnia teatrale con l’età media più bassa della nostra Regione\, da alcuni anni ha anche un settore giovanile: i “Bandablandini” dell’ Oratorio San Pier Giuliano di Trieste\, gruppo composto da attori dai 9 ai 13 anni che hanno già presentato alcuni spettacoli musicali.\nCantano\, recitano e ballano divertendosi\, imparando l’arte del teatro\, ma soprattutto crescendo assieme. \nSpettacolo dedicato: scuola Primaria (tutte le classi)
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SUMMARY:Sogni e incubi – le note della notte
DESCRIPTION:Terzo dei quattro appuntamenti che vedono impegnata la Camerata Strumentale Italiana diretta da Fabrizio Ficiur in un articolato progetto di musica\, recitazione e audiovisivi per conoscere l’affascinante mondo della Notte attraverso un protagonista d’eccezione: l’Incubo.\nDirettore Fabrizio Ficiur\nRok Vilhar tuba\nLuca Della Donne pianoforte\nCon la partecipazione di Lorenzo Zuffi
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SUMMARY:Massimo Priviero
DESCRIPTION:Nato all’inizio dei ’60 sul litorale veneziano\, Massimo Priviero vive e cresce a Jesolo. Da adolescente fonda band di rock\, di folk e di blues. Ama Dylan\, Young e Springsteen e talvolta condisce i vagabondaggi giovanili in città d’Europa con veri e propri show da busker.\nIn questi anni nascono le prime canzoni in cerca di quella fusione tra rock d’autore e poesia che in seguito caratterizzerà la sua produzione. Trasferitosi a Milano dopo aver firmato per Warner Music\, alla fine del 1988 pubblica con successo l’esordio di “San Valentino”.\nNel 1990 esce “Nessuna Resa Mai”\, album magico la cui titletrack diventa una sorta di manifesto esistenziale e che viene pubblicato in numerosi paesi europei avvalendosi della prestigiosa produzione di “Little” Steven Van Zandt\, leggendario chitarrista e coproduttore dei grandi album di Springsteen. Nei successivi trent’anni di carriera sino ad oggi Priviero pubblica numerosi album\, sino all’ultimo “All’Italia”. E’ stato spesso impegnato  su vari fronti “sociali”. L’impegno nella scrittura\, nella musica e nella vita lo conducono\, sovente\, a schierarsi e a spendersi con la parte debole del mondo\, con brani carichi di impegno civile\, di poesia unita alla forza e all’energia vocale. \n“Credo che la cosa che la gente che mi segue avverta di più in quel che faccio è che quel che scrivo e suono è allo stesso modo quel che sono… e che la mia  “libertà senza compromessi” riesce spesso a tradursi in forza da dare a loro… puoi chiamarlo sangue\, sudore\, lacrime o sorrisi… oppure umana resistenza che diventa musica d’autore e a volte poesia… ma sono alla fine un’unica emozione… “ M. Priviero \n“ALL’ITALIA” È’ IL NUOVO DISCO di Massimo Priviero. “LA PIU’ BELLA VOCE DEL ROCK D’AUTORE IN ITALIA” (BUSCADERO)\, un vero e proprio concept album che omaggia storie e vite di Italiani di ieri e di oggi. Un album che celebra la forza\, il coraggio e il cambiamento di vita dei protagonisti di queste storie\, lontano dalla scontata e stanca retorica degli Italiani di ieri partiti più o meno con la valigia di cartone e da discussioni o polemiche. Parla anche di Italiani di oggi\, partiti ed in partenza\, per poche opportunità o per scelta di vita. Italiani e contemporaneamente cittadini del Mondo\, di cui siamo nipoti\, figli\, fratelli e sorelle e di cui oggi siamo sovente padri e madri.\nIn “All’Italia” Priviero fotografa storie scandite lungo la nostra strada comune dal Novecento fino ai giorni nostri. Un viaggio italiano vissuto fino in fondo\, a volte con commozione ed altre con dolcezza\, attraverso linguaggi ed approcci musicali diversi che tuttavia conservano una precisa ed uniforme sonorità acustica a sostegno di un’importante cifra letteraria. Si partirà da un pezzo d’Italia per dipanarsi in altri angoli di mondo o del nostro stesso paese e si conserverà sempre il tratto che accomuna tutte le storie che è nel grande amore verso gente sentita più cara proprio quando decide di mettere in gioco la propria esistenza. Cambiamento dunque. Con forza e con coraggio. Canzoni con dentro una speciale epica di fondo\, che scavano tra ieri e oggi. \nSABATO 1 DICEMBRE\, ore 21.00\, l’artista presenta al TEATRO MIELA di Trieste questo suo ultimo lavoro con un concerto acustico\, accompagnato dalla sua band\, al cui interno trovano spazio anche due musicisti triestini\, Fiodor Cicogna alla batteria e Alessandro Castorina al basso. Apre la serata la cantautrice triestina MIRIAM BARUZZA accompagnata in acustico da alcuni musicisti del suo gruppo “ILLIRYA” ( Stefano Bembi: fisarmonica – Diego Vigini: chitarra – Mauro Berardi: percussioni )\nVENERDI’ 30 NOVEMBRE\, ore 18.30\, incontro con l’artista presso SCUOLA DI MUSICA 55\, Via Capitelli 3\, Trieste – ingresso libero\nPREVENDITA BIGLIETTI c/o biglietteria Teatro Miela – tutti i giorni 17.00/19.00 (0403477672)\nww.priviero.com\n illiryamusicgmail.com
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SUMMARY:Frankenstein\, che meraviglia!
DESCRIPTION:Tra letture e visioni\, la scoperta del mito che ha visto la luce 200 anni fa dalla mente di Mary Shelley\nIl Sistema Bibliotecario Giuliano e Trieste Science+Fiction Festival\, La Cappella Underground di Trieste\, nell’ambito dell’ Education Program dell’edizione 2018 del Festival\, organizzano tre incontri\, dedicati ai ragazzi tra i 10 e i 13 anni\, sul Frankenstein di Mary Shelley. Il romanzo è una delle più affascinanti favole gotiche della letteratura. La sua prima edizione del marzo del 1818 suscitò meraviglia e profonda inquietudine per i temi e le atmosfere che pagina dopo pagina la sua autrice seppe ricreare. Il cinema\, da parte sua\, non stette a guardare! E fin dalla sua nascita ha raccontato la sua storia\, producendo decine e decine di film. Il Frankenstein di James Whale del 1931\, La moglie di Frankenstein del 1935\, Frankenstein alla conquista della Terra di Ishiro Honda del 1964\, la parodia di Mel Brooks\, Frakenstein JR\, e poi il Frankenstein di Mary Shelley del 1994 diretto da Kenneth Branagh\, sono solo alcuni di questi. \nTra letture e visioni\, il ciclo di tre incontri che iniziano al Trieste Science + Fiction Festival per poi approdare nelle biblioteche del Sistema Bibliotecario Giuliano\, guiderà i suoi piccoli partecipanti alla scoperta di uno dei più affascinanti mostri della letteratura e del cinema\, capace di stupire e anche di sollevare importanti interrogativi sulla vita! \nINFORMAZIONI \nDESTINATARI\nBambini e bambine dai 10 ai 13 anni \nPRIMO APPUNTAMENTO\n4 Novembre 2018 dalle ore 15:30 alle 17- Teatro Miela \nSECONDO APPUNTAMENTO – ANNULLATO\n3 Dicembre 2018 dalle ore 17 alle 18:30-Biblioteca Mattioni\, via Petracco 10; \nTERZO APPUNTAMENTO\n11 Dicembre 2018 dalle ore 17 alle ore 18:30-Sala Bazlen palazzo Gopcevic\, via Rossini 4) \nINGRESSO LIBERO\nNUMERO MASSIMO DI PARTECIPANTI 20
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SUMMARY:Cinquanta Venti • La Barcolana dal Principio
DESCRIPTION:con Jan Sedmak\, Nicolò Giraldi ed Enrico CortellinoEvento: Cinquanta Venti • La Barcolana dal Principio • 05/10\nVenerdì alle 21:00\, Ingresso: 5 € \nLo spettacolo prende spunto dall’interpretazione dei sogni di Sigmund Freud e dalla differenza che esiste\, nei sogni\, tra il contenuto manifesto e quello latente. Lo spettacolo assomiglia ad un sogno\, spettro onirico degli undici uomini che alla fine degli anni Sessanta fondano la regata più affollata al mondo. \nIl contenuto manifesto è quello evidente\, ciò che si ricorda al risveglio\, quello che in fondo chiunque è in grado di rappresentare. Quello latente invece sono i dettagli\, le allucinazioni\, le interpretazioni necessarie a farlo riemergere dal fondo del mare. \nNel sogno della Barcolana\, Jan Sedmak tratteggia le traiettorie colorate\, immaginando la regata dal fondo del mare\, veleggiando grazie ai Cinquanta venti che danno il titolo allo spettacolo; Nicolò Giraldi sparisce e ricompare\, tra le storie dei Cici e gli stranieri che vincono la Coppa d’Autunno\, immerso tra il tentativo di dar voce a tutti\, consapevole di quanto impossibile sia riuscire a farlo; infine Enrico Cortellino musica i sessanta minuti\, nei vortici armonici di una Bora che soffia fino a toccare i 140 l’ora. \nUn sogno. Per questo\, né realtà né fantasia.
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SUMMARY:Serata di chiusura I Mille Occhi e consegna premio Anno Uno a Franco Piavoli
DESCRIPTION:Si avvia a conclusione la XVIII edizione del Festival Internazionale del Cinema e delle Arti I Mille Occhi e abbiamo il piacere di invitarvi alla serata conclusiva che si terrà Mercoledì 18 alle ore 21:00 al Teatro Miela con il saluto da parte degli organizzatori e la consegna del Premio Anno Uno a Franco Piavoli.\nSaranno presenti in sala il consiglio direttivo dell’associazione Anno Uno e i curatori dei vari percorsi del Festival.\n\nSeguirà la proiezione de Al primo soffio di vento di Franco Piavoli\, 2002\, 85’ e Le castagne sono buone di Pietro Germi\, 1970\, 108’.
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SUMMARY:Tutt'italia per pochi soldi
DESCRIPTION:Dopo sette anni la regista triestina Luisella Suberni Piccoli\, che vive a Lussemburgo\, riporta a Trieste il suo gruppo Teatrolingua per proporre una passeggiata italiana leggera\, varia e divertente attraverso prosa\, poesia\, teatro\, cinema\, pittura e… buona cucina! Il tutto accompagnato da proiezioni e musiche create per l’occasione.Partendo dal primo documento in volgare italiano\, illustrato in modo fantasioso\, 23 attori di 14 nazionalità differenti passeranno in rassegna personaggi ed opere noti e meno noti degli ultimi 1000 anni.\nLa scommessa è: offrire tutta l’Italia per pochi soldi! \nTEATROLINGUA è un gruppo teatrale amatoriale costituito da persone di nazionalità differenti che vogliono approfondire la loro conoscenza della lingua e della cultura italiana attraverso il teatro. In passato il gruppo ha rappresentato opere di Pirandello\, De Filippo\, Ginzburg\, Tofano\, Garinei e Giovannini\, Goldoni\, nonché trasposizioni teatrali di opere come “La coscienza di Zeno”\, “L’Orlando furioso”\, “Il Decameron” od opere ideate da Luisella Suberni Piccoli come “Il capitano e i suoi eroi. Vita\, avventure e disavventure di Emilio Salgari”\, “Gian Burrasca\, Franti e Pinocchio contro tutti” o “Va’ all’inferno\, Dante! Una rivisitazione della Divina Commedia”. Finora è stato in tournée a Trieste\, Torino\, Firenze\, Reggio Emilia\, Venezia\, Bruxelles\, Roma\, Thionville.
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SUMMARY:Così è\, o pare
DESCRIPTION:Spettacolo di fine corso della sezione senior de “Il teatro dei ragazzi“\, ispirato all’opera teatrale di Luigi Pirandello “Così è\, se vi pare”\, ideato da Andrea Andolina e Valentina Burolo.\nSpettacolo ispirato all’opera teatrale di Luigi Pirandello “Così è\, se vi pare”.\nCome nell’opera di Pirandello\, anche nello spettacolo è posto l’accento sull’impossibilità di conoscere la verità in assoluto\, in quanto essa è\, per ciascuno\, “come pare”.\nL’arrivo del signor Marotta\, con sua moglie\, e la suocera dell’uomo la signora Ferri\, crea scalpore in una tranquilla cittadina. La morbosa smania di conoscere i fatti degli altri\, pone i tre al centro delle chiacchere del paese. La loro controversa vicenda familiare alimenta ancor di più la curiosità dei cittadini\, e soprattutto dei vicini di casa\, che cercano di ottenere le prove per determinare se la verità alberghi nelle parole del signor Marotta o in quelle della signora Ferri. \norganizzazione: Compagnia Teatrale “Bobo e i Suoi Amici” in collaborazione con Bonawentura
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SUMMARY:Dawla - La storia dello Stato islamico raccontata dai suoi disertori
DESCRIPTION:Presentazione del libro del giornalista Gabriele Del Grande\, arrestato in Turchia per le sue inchieste\, un libro che racconta lo Stato islamico attraverso l’epica della gente comune. Un grande romanzo del reale\, a metà strada tra storytelling e geopolitica.\nNell’aprile 2017 Gabriele Del Grande è stato detenuto due settimane in Turchia per aver incontrato un disertore dello Stato Islamico lungo la frontiera siriana. Questo libro racconta quell’incontro e i precedenti sei mesi di viaggio\, alla ricerca dei protagonisti di una delle storie più dibattute dei nostri tempi. La storia dell’ascesa e della caduta dello Stato Islamico. Inquadrata da un punto di vista particolare: quello del conflitto siriano. Così\, dagli attentati che hanno sconvolto l’Europa\, inizia un viaggio a ritroso nel tempo che parte dalle segrete del carcere di massima sicurezza siriano di Seydnaya e passa per la rivoluzione fallita del 2011\, la guerra contro Asad\, la nascita dell’ISIS e l’esodo nel Mediterraneo.
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LOCATION:Teatro Miela\, Piazza Duca degli Abruzzi\, 3
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SUMMARY:Dmytro Choni
DESCRIPTION:Nato in Ucraina nel 1993\, ha iniziato gli studi nella sua città natale all’età di quattro anni\, e ora li sta proseguendo a Graz all’University of Music and Performing Arts con la prof. Milana Chernyavska.Grazie al suo talento e alla vittoria di numerosi concorsi pianistici internazionali (gli ultimi a Los Angeles nel 2018 e a Roma e in Spagna nel 2017)\, Dmytro Choni si è già guadagnato una reputazione a livello mondiale come concertista. Finalista ai concorsi Ferruccio Busoni e in memoria di Vladimir Horowitz nel 2017\, e al San Marino nel 2016 (2° posto)\, nel 2017 è stato insignito anche del premio Arturo Benedetti Michelangelo dall’Accademia Pianistica Eppan.\nCome solista ha suonato in prestigiose sale da concerto sotto la direzione dei M° F.Ommassini\, A.Paris\, V.Sirenko\, M.Leontyev\, oltre a suonare in varie formazioni di musica da camera.\nInvitato a molti festival\, tra le sue perfomance più importanti si ricorda l’esibizione al Teatro Colon in Argentina e al Kissinger KlavierOlymp in Germania.
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SUMMARY:I viaggi del Principe
DESCRIPTION:Spettacolo di fine corso della sezione junior de “Il teatro dei ragazzi“\, ispirato al racconto “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry\, ideato da Andrea Andolina e Valentina Burolo.\nUn pilota d’aerei un giorno precipita nel Sahara. Lontano da ogni forma di civiltà e senza scorte di viveri e acqua\, l’aviatore incontra un bambino. I due\, mentre il pilota prova a riparare il proprio velivolo\, fanno amicizia. Il “piccolo principe” racconta la propria storia: proviene da un altro pianeta\, l’asteroide B-612\, sul quale abita solo lui. Sull’asteroide ci sono tre vulcani e una piccola rosa\, molto vanitosa\, che lui cura e ama. Racconta anche del suo viaggio nello spazio durante il quale ha conosciuto strani personaggi\, che gli hanno insegnato molte cose e che gli hanno fatto capire che gli adulti sono davvero esseri particolari.\nRitornerà sul suo pianeta con la consapevolezza che ciò che conta davvero non è la realtà materiale ma i legami d’amicizia e d’affetto tra le persone. \norganizzazione: Compagnia Teatrale “Bobo e i Suoi Amici” in collaborazione con Bonawentura
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SUMMARY:Gli amori di una bionda
DESCRIPTION:Lásky jedné plavovlásky\, di Miloš Forman; con Jana Brejchová\, Milada Ježková\, Vladimír Menšík\, Jana Nováková\, Vladimír Pucholt\, Josef Šebánek\, Cecoslovacchia\, 1965\, 85′La commedia triste di Miloš Forman\, sua prima affermazione internazionale\, inaugura ufficialmente la nová vlna\, la nouvelle vague praghese. Le disillusioni amorose d’una giovane operaia\, in fuga dal torpore della provincia\, si stagliano nel ritratto d’una generazione nuova e indecisa a tutto\, ma risolutamente (e comicamente) fuori dal linguaggio e dalle retoriche ufficiali della ‘programmazione socialista’. Circola un’aria da dolci inganni che rischia di spegnersi nel grigiore d’un contesto desolante\, ma Forman ha già chiaro che è necessario non deflettere dall’ironia: “Una piccola nazione come la Cecoslovacchia\, minacciata per tutto il corso della sua storia da potenti vicini\, non ha altri mezzi di sopravvivenza che mantenere il sense of humour”. \nOrganizzazione: Bonawentura in collaborazione con Casa del Cinema\, IRSML (Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione FVG)
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SUMMARY:Shel Shapiro
DESCRIPTION:Autore\, arrangiatore e produttore di grandi artisti da sempre\, Shel è sfuggito\, per sua determinazione\, ad operazioni nostalgiche. Un artista maturo che per tutta la sua carriera ha sempre lottato contro la Grande Bugia che vede gli anni ’60 soltanto come una bellissima giostra dorata: Shel\, nei suoi concerti riflettere sulle trasformazioni culturali degli anni ’60 fino ad oggi\, percorso che aveva già iniziato con la preziosa collaborazione di Edmondo Berselli\, politologo\, opinionista e brillante scrittore\, con il libro Storie\, sogni e rock’n’roll\, il cd Acoustic Circus e l’opera teatrale Sarà una bella società. \nShel Shapiro è lo pseudonimo di David Norman Shapiro. Giunto in Italia nel 1963\, cantante\, musicista\, produttore discografico e ora anche scrittore\, Shapiro è diventato famoso in Italia come cantante del gruppo musicale dei Rokes\, molto noto negli anni Sessanta. Nel 1965 infatti\, insieme ai Rokes\, inaugura il Piper Club a Roma e con una serie di canzoni storiche (come Che colpa abbiamo noi\, È la pioggia che va\, C’è una strana espressione nei tuoi occhi\, Piangi con me\, Bisogna saper perdere) vendono milioni di dischi.\nQuando il gruppo si scioglie Shapiro prosegue come solista\, ma soprattutto come autore di brani interpretati da altri cantanti italiani. Con le canzoni da lui composte per Mina\, Ornella Vanoni\, Riccardo Cocciante\, Patty Pravo\, Gianni Morandi\, Raffaella Carrà\, Claudia Mori\, Luca Barbarossa\, Enrico Ruggeri\, David Riondino\, Rino Gaetano\, Mia Martini\, ecc vende dal ’70 al ’90 circa trenta milioni di dischi. Qualche titolo\, come esempio: E poi per Mina\, Non ti bastavo più per Patty Pravo\, Quante volte per Mia Martini\, Stupidi per Ornella Vanoni. Non mancano anche delle sue partecipazioni cinematografiche e televisive.
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SUMMARY:Africa Unite System Of a Sound
DESCRIPTION:Ritornano due amici di vecchia data che hanno fatto la storia della musica alternativa in Italia!AFRICA UNITE SYSTEM OF A SOUND è un viaggio\, un dialogo tra le due teste pensanti di Africa Unite.\nDue stili di intendere la musica messi a confronto in un clash che alterna le selezioni di Bunna\, che alla voce propone anche le più note canzoni del vasto repertorio del gruppo reggae italiano\, con le elaborazioni live che mescolano il dub e i suoni digitali da parte di Madaski.\nReggae\, roots\, dub\, elettronica\, unite sotto il comune denominatore del sound che\, da sempre\, ha influenzato la loro produzione musicale. Gran profusione di basse frequenze con costante attenzione al far muovere la dance hall. \nRight atmosphere with the self made sound system by:\nROCKERS DUB MASTER SOUND SYSTEM   \nWarm up and after show:\nCANNIBAL SE/LECTER\nDUBKALI AKA MAXKALI\nD-VIBE mc   \nvideo & interiors by:\nFAAAB \norganizzazione: Bonawentura
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SUMMARY:Satierose
DESCRIPTION:Per il compleanno di Erik Satie ARMÓZEIN  \nArmòzein\, dal greco: armonia\, connettere\, collegare.  \n10 giovani artisti espongono 10 trittici per omaggiare Erik Satie.  \n“Non si dimentichi che la melodia è l’Idea\, il contorno; nonché la forma e la materia di un’opera. L’armonia\, invece\, è un modo di illuminare\, di presentare il soggetto\, il suo riflesso”.\nErik Satie  \nLa scelta di invitare 10 giovani artisti ad esporre i loro trittici nasce dalla ricerca – verso cui era lo stesso Satie a tendere – di un modo di illuminare l’idea\, nelle sue più diverse accezioni.  \nIn linea con lo spirito mistico – rosacrociano – del compositore\, il trittico\, o il tre\, come via perfetta per esporre e per comporre l’idea. Illuminarla\, armonizzandone gli elementi in accordo e disaccordo. \nMarco Andrighetto nasce a Treviso nel 1979. Si diploma nel 2007 presso l’ Accademia di belle arti di Venezia\, sezione Pittura. Si abilita nel 2009 come docente di Discipline pittoriche. Corso Cobaslid Cà Foscari\, ABA Venezia.Vive a Treviso.\nStefano Cescon nasce a Pordenone nel 1989. Si diploma in Pittura presso l’Accademia di belle arti di Verona\, studia Decorazione pittorica all’Accademia di belle arti di Venezia. Vive e lavora a Venezia.\nEnea Chersicola nasce a Trieste nel 1987. Laureato in filosofia e antropologia\, pittore e curatore. Vive e lavora Altrove.\nGiovanni de Flego nasce a Trieste il 1982. Dottore di ricerca in composizione architettonica\, lavora come designer nel campo della comunicazione.\nLeone Maria Kervischer nasce a Trieste nel 1993. Vive e lavora a Trieste.\nTeresa Neppi  nasce a Trieste nel 1994. Studia all’Accademia di belle arti e design di Ljubljana\, dove vive e lavora.\nThomas Scalco nasce a Vicenza nel 1987. Si specializza in pittura all’Accademia di belle arti di Venezia nel 2014. Vive e lavora tra Vicenza e Venezia.\nAleksandar Stanojević nasce a Paraćin (Serbia) nel 1992. Studia pittura all’Accademia di belle arti di Novj Sad\, dove vive e lavora.\nAlan Stefanato nasce a Trieste nel 1992. Vive e lavora a Muggia (TS).\nBarbara Stefani nasce a Trieste nel 1972. Laureata in economia e commercio si forma come artista presso il Laboratorio Cervi Kervischer. Vive e lavora a Trieste.  \norganizzazione: Bonawentura \nIngresso libero
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SUMMARY:Mozart il sogno di un clown
DESCRIPTION:Giuseppe Cederna ci avvicina al mistero e al genio di Wolfgang AmadeusMozart con lo spettacolo “Mozart il sogno di un clown” di cui è anche autore\,\ndiretto Ruggero Cara ed Elisabeth Boecke. Sulla scena lo affianca il pianista\nStefano D’Onofrio che intreccia al monologare di Cederna 22 estratti musicali\ndel grande salisburghese. Lo spettacolo è in scena al Teatro Miela da mercoledì 2\nmaggio per la stagione altripercorsi del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. \nGiuseppe Cederna sarà Mozart dal 2 al 4 maggio al Teatro Miela\, nello spettacolo “Mozart il sogno\ndi un clown” in programma per il cartellone “altripercorsi” del Teatro Stabile del Friuli Venezia\nGiulia. Ma l’attore è già stato nei panni del genio salisburghese una prima volta: quando nel 1987 il\nregista Mario Missiroli mette in scena “Amadeus” di Peter Shaffer e può contare su un grande\nprotagonista come Umberto Orsini che impersona l’anziano Antonio Salieri\, corroso dall’invidia per\nil genio mozartiano. Per il ruolo del titolo viene scelto un giovane Giuseppe Cederna\, descritto dai\ncritici «Minuscolo e scatenato\, rigoroso nel controllo\, mimetico nella capacità di trasformazione».\n“Amadeus” è un successo teatrale ed un exploit per quel giovane protagonista\, destinato a diventare\nuno dei più stimati attori italiani contemporanei\, che si fisserà poi nell’immaginario collettivo\nnell’indimenticabile personaggio del film Premio Oscar “Mediterraneo” di Salvatores.
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SUMMARY:Trieste Calling the Boss 2018
DESCRIPTION:Trieste Calling the Boss nasce nel 2012 per festeggiare il concerto di Bruce Springsteen a Trieste\, da allora la manifestazione organizzata dall’associazione Trieste is Rock\, diventa un appuntamento fisso che convoglia ogni anno un afflusso di pubblico da città e fuori. La musica fa da collante e punta ad attrarre spettatori di tutte le età\, come avviene ai concerti del Boss. Massima apertura anche sui generi musicali: protagonista il rock a 360 gradi\, in tutte le sue declinazioni\, dai momenti più cantautorali e raccolti alle esplosioni elettriche. Ogni anno c’è un filo conduttore: nell’edizione 2018 si celebra il quarantennale di «Darkness on the Edge of Town»\, quarto album di Bruce uscito nel 1978 (da qui lo slogan del Calling 2018 «Everybody’s got a hunger\, a hunger they can’t resist»\, tratto da «Prove it All Night» contenuta nel celebre disco del ’78).\n\nDiverse le location triestine che ospiteranno il Festival: i Teatri Miela\, Bobbio e Fabbri; il Loft\, il Café Rossetti\, il Dhome fino al pranzo di chiusura al Ferroviario.\n\nTra i nomi in cartellone: Cristina Donà e Chiara Vidonis\, Matthew Lee\, J Tommasini&Johnny Staxx\, Blood Brothers\, The Mama Bluegrass Band\, Riccardo Maffoni&Pow Lean\, Cheap Wine\, Hernandez&Sampedro\, Tom Petty Tribute\, Anthony Basso\, Riccardo Gileno\, Rick Perovich\, Cortellino\, Federica Crasnich\, Fiore\, Roy Force One\, The Rideouts\, Carlo Ozzella… e incontri come quello con il giornalista musicale Carlo Massarini.\n\n\nLINK E CONTATTI: Trieste is Rock\, Via Crosada 3\, Trieste +39 040 260 6882 (lunedì e giovedì dalle 17 alle 19 – martedì dalle 11 alle 12)\nassociazione.tsrock@gmail.com\npress@triesteisrock.it
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SUMMARY:In viaggio sul Rex
DESCRIPTION:Evento collaterale di Nel mare dell’intimità.Ore 20.30 – Concerto \nAtmosfere anni ‘30\, musica e ritmi swing in voga negli anni ‘30 quando si viaggiava sul Rex. Sono gli ingredienti dello spettacolo/concerto che si terrà DOMANI\, martedì 17 aprile ore 20.30 al Teatro Miela di Trieste e che vedrà protagonista la Shipyard Big Band\, una ventina di musicisti della nostra regione con una grande esperienza musicale diretti dal Mo Flavio Davanzo notissimo trombettista e compositore triestino. La Big Band da oramai trent’anni propone il jazz nei suoi aspetti più storici\, ma anche godibili. Nella serata proporrà l’esecuzione di alcuni brani originali\, la musica e le danze\, con esperti ballerini\, in voga negli anni ’30. Insieme a loro Pietro Spirito nella vesti di narratore per riportarci indietro nel tempo quando il Rex svolgeva servizio tra l’Europa e gli Stati Uniti. L’iniziativa\, organizzata da Erpac\, Comune di Trieste e Coperativa Bonawentura\, fa parte del calendario degli eventi collaterali della mostra “Nel mare dell’intimità” aperta ancora per due settimane (fino al 1° maggio) al Salone degli Incanti di Trieste. \nVarato il 1 agosto 1931 alla presenza del re d’Italia Vittorio Emanuele III con la Regina Elena\, che ne fu la madrina\, il transatlantico Rex stata la più grande e lussuosa nave passeggeri italiana mai costruita fino al varo della Costa Classica nel 1991. Nel 1940\, cessato il servizio di linea\, il Rex fu tasferito nel porto di Trieste dove requisito dei tedeschi dopo l’occupazione nazista seguita all’Armistizio. Nel 1944 durante il trasferimento per metterlo al sicuro dagli attacchi degli alleati si incagliò su un basso fondale tra Isola d’Istria e Capodistria dove fu poi borbardato. \nSi segnala che\, eccezionalmente\, la visita della curatrice alla mostra che si svolge prima degli eventi è sospesa.  \nIngresso € 8\,00\, ridotto € 5\,00 per soci Bonawentura\, Alleanza 3.0 e under 26\, gratuito per i possessori del biglietto della mostra “Nel mare dell’intimità” (previa prenotazione alla biglietteria del Teatro dalle 17 alle 19 entro il giorno dello spettacolo). Prevendita c/o biglietteria del teatro (tel. 0403477672) tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.00. www.vivaticket.it Conservando il biglietto d’ingresso si può accedere alla mostra “Nel mare dell’intimità” al prezzo ridotto di € 5.
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SUMMARY:Monologo quantistico
DESCRIPTION:“La Fisica Quantistica arriva a teatro grazie al talento di Gabriella Greison\, che in “1927 – Monologo Quantistico” racconta il lato umano dei padri della fisica quantistica\, e il loro fondamentale contributo alla scienza in uno spettacolo che avvince e appassiona. Lo spettacolo è in scena al Teatro Miela dal 10 al 12 aprile in programma per il cartellone altripercorsi dello Stabile regionale”.«Se pensate di avere capito qualcosa della Fisica Quantistica\, allora non avete capito niente» sosteneva Niels Bohr – il grande fisico e Premio Nobel danese – con un po’ di humour ma evidenziando chiaramente la complessità della materia… Eppure “1927 – Monologo quantistico” di e con Gabriella Greison\, pone la fisica quantistica al proprio centro e ne fa materia di teatro.\nLo spettacolo – ospite della stagione “altripercorsi” del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – va in scena al Teatro Miela da martedì 10 a giovedì 12 aprile e rappresenta sicuramente una proposta curiosa e stimolante.\nNe è autrice e interprete Gabriella Greison – scienziata\, giornalista\, scrittrice\, ed ora anche attrice – ed è proprio alla sua versatilità\, alla sua personalità dinamica e alla sua ampia cultura che va imputato il successo di “1927 – Monologo quantistico”.\nIl Teatro Stabile regionale\, già nella passata stagione ha iniziato ad affrontare – attraverso i linguaggi del palcoscenico – i temi del mondo scientifico ed ha operato una prima sperimentazione in questo senso\, parlando di crisi ed economia nella produzione “La domanda della regina”\, scritta\ndi un drammaturgo e uno scienziato (Giuseppe Manfridi e Giorgio Chiarotti) e presentata con ottimo esito anche in tournée nazionale. E nel fervore suscitato dalla designazione di Trieste quale “Capitale Europea della Scienza 2020” è naturale proseguire in questo filone: il “Monologo\nquantistico” di Gabriella Greison rappresenta un secondo passo in questo intrecciarsi di scienza e teatro\, ricerca e recitazione.\nLo spettacolo sceglie un taglio molto accattivante\, si serve di foto e video\, oltre che del talento e della preparazione di Gabriella Greison per addentrarsi fra gli eventi\, gli aneddoti e i misteri che hanno connotato la nascita della Fisica Quantistica.\nTutto ha inizio da una famosa foto d’epoca\, una foto che campeggia nello studio di ogni fisico e che per Gabriella Greison era diventata quasi un’ossessione: finisce per costruirci attorno molte ricerche\, poi un romanzo… e infine lo spettacolo.\n\n«È una foto scattata nell’ottobre del 1927 al convegno Conferenza di Solvay a Bruxelles» ha spiegato l’autrice. «Ritrae assieme 29 persone\, 17 delle quali erano o sarebbero diventate dei Nobel\, fra cui Einstein e Marie Curie. Lì nacque ufficialmente la Fisica Quantistica». In scena\, i grandi\nscienziati e le loro idee vengono però raccontati in modo piacevole e assolutamente comprensibile anche ai profani. Gabriella Greison infatti dà spazio al loro lato umano\, porta alla luce aneddoti che li fanno apparire non solo autorevoli\, ma anche simpatici\, “vicini”: ecco allora Einstein ritratto come lupo solitario\, Max Born che si rivela parecchio ipocondriaco\, Wolfgang Pauli scaramantico e ossessionato dal numero 137… e Marie Curie coraggiosamente controcorrente\, visto che tentava di affermarsi nella scienza e non attraverso la ricerca di un buon marito (come era costume invece\ndelle sue contemporanee). Per rinvenire tante informazioni l’autrice ha indagato fra epistolari e diari\, ha intervistato i familiari\, e non ha dovuto “romanzare” molto il materiale ottenuto «Quella foto – sostiene – anche per la concentrazione di geni\, fu il primo momento in cui i fisici divennero\nquasi delle rockstar come notorietà. Oggi invece sono noti solo agli addetti ai lavori ed è un male: la Fisica è fondamentale e deve sapersi raccontare a tutti».\n“1927 – Monologo quantistico” è scritto e interpretato da Gabriella Greison per la regia di Emilio Russo e prodotto da Tieffe Teatro. Le luci sono di Mario Loprevite\, le scene e i costumi di Pamela Alcardi.\n“1927 – Monologo quantistico” va in scena da martedì 10 a giovedì 12 aprile: il debutto è alle ore 21 al Teatro Miela. Lo spettacolo è ospite del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia per il cartellone altripercorsi.\nI biglietti per lo spettacolo sono ancora disponibili presso tutti i punti vendita del Teatro Stabile regionale e anche attraverso il sito www.ilrossetti.it.
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SUMMARY:CXG-Concerto per Gabriele 2018
DESCRIPTION:Dieci anni sono passati dal primo concerto in onore di Gabriele Manfioletti: in questolasso di tempo l’Associazione Musicale Jambo Gabri è riuscita a organizzare eventi\,\nconcerti\, workshop e sostenere la cultura musicale emergente nel territorio di Trieste.\nIl CXG – Concerto per Gabriele nel 2018 celebra infatti la sua decima edizione\,\nportando con sé molte novità e allo stesso tempo mantenendo la solida struttura che\nha caratterizzato l’evento per anni. La manifestazione avrà luogo il 24 marzo 2018\nnella sua location storica – il Teatro Miela Bonawentura di Trieste – a partire dalle\nore 17.00. Per il decennale viene dato maggior spazio ai gruppi che salgono sul palco\nnel pomeriggio\, risaltando la qualità e la diversità degli artisti. Partirà il giovane\ncantautore “Giovanni Zacchigna” per poi lasciare spazio al gruppo indie triestino\n“Sindrome di Ma”. Seguirà con brio il collettivo hip hop dal nome “Yamato”\, poi\n“The Breeze Blues Band”\, un progetto blues formato da 4 componenti\, e infine la\nchitarrista e cantautrice 18enne “Martae”. Dopo una breve pausa\, il concerto-evento\nriprenderà alle ore 21 per la seconda parte della manifestazione. Torneranno sul palco\ndel CXG i “Rêver”\, la giovane band pop rock di Trieste\, che si è distinta negli ultimi\nanni nel panorama musicale della regione e non solo\, vincendo diversi contest tra cui\nil Festival Show a giugno\, grazie al quale hanno suonato di fronte a 20.000 persone\,\ncondividendo il palco con The Kolors\, i TheGiornalisti\, Shade\, Moreno e molti altri.\nIl secondo artista a salire il palco del Miela sarà il cantautore classe ‘91 “Riccardo\nGileno”. Dopo una serie di avventure come bassista per la Free Strangers’ Society e\ncomponente del progetto Family Affair\, nel 2013 comincia ad indirizzare gli sforzi sul\nprogetto solista. Il 10 novembre 2017\, viene rilasciato l’EP di debutto “The Curse\nEP”\, prodotto assieme a Matteo Brenci. Headliner della serata sarà il gruppo veneto\n“Hit-Kunle”. La band presenta il suo album d’esordio “In the pot”: le loro\ncomposizioni sono un insieme di sonorità prese dal mondo afro-latin\, così come dal\nsoul\, dal rock e dal punk. Il risultato è un groove secco e immerso in atmosfere calde\ned energiche\, che da origine ad una musica vibrante e fervida. Il nome della band\nprende origine dalla fusione tra il termine inglese “HIT” e la parola “KUNLE”\n(derivante da un dialetto nigeriano)\, che si potrebbe tradurre con “Il colpo che\nriempie abbondantemente la casa”. L’ingresso del CXG è libero e gratuito.\nContatti:\nMail: info.jambogabri@gmail.com\nFB: Associazione Musicale Jambo Gabri
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SUMMARY:Il Milione\, ovvero il libro delle meraviglie
DESCRIPTION:Evento collaterale di Nel mare dell’intimitàOre 20.30 – Viaggio musicale sulle tracce di Marco Polo \nMarco Polo: mercante e avventuriero che trascorse la sua vita tra i diciassette e i quarantun anni in viaggio attraversando il Medio Oriente e l’Asia Centrale fino alla Cina. La fama di quest’uomo\, a differenza dei molti altri\, sta nel fatto di aver lasciato una ricca documentazione in forma di racconto di questa straordinaria esperienza di vita: un racconto che\, filtrato dalla penna del pisano Rustichello\, alterna descrizione di luoghi a narrazione di eventi storici e leggende.  \nDa questa straordinaria opera nasce il concerto/spettacolo “Il Milione ovvero il libro delle meraviglie”\, che andrà in scena venerdì 9 marzo alle ore 20.30 al Teatro Miela di Trieste\, nell’ambito degli eventi collaterali della mostra “Nel mare dell’intimità. L’Archeologia subacquea racconta l’Adriatico\, allestita al Salone degli Incanti di Trieste e organizzata dal Servizio di catalogazione\, formazione e ricerca dell’Erpac e dal Comune di Trieste. \nInsieme alla voce narrante di David Riondino\, che toccherà alcune tappe di questo racconto di viaggio\, La Revedie\, l’ensemble di musica medievale composto da Livia Caffagni (voce\, viella\, flauti)\, Elisabetta de Mircovich (voce\, viella\, ribeca\, symphonia)\, Matteo Zenatti (voce\, arpa\, percussioni)\, costruirà una sorta di colonna sonora dando suono ad alcuni dei temi toccati da Marco Polo. Il repertorio di musiche orientali eseguite da Onur Kaya al tanbur e al saz e da Elena Baldassarri al tabla e al bendir\, che si inserirà nel racconto insieme al repertorio medievale occidentale\, unisce la ricchezza della musica dell’Anatolia ai ritmi della musica classica indiana\, proiettando lo spettatore in quel mondo meraviglioso e remoto\, dall’irresistibile fascino.  \nPrima dello spettacolo\, alle ore 18\, Rita Auriemma\, curatrice della mostra “Nel mare dell’intimità” sarà a disposizione al Salone degli Incanti per una visita guidata gratuita. Alle ore 19.45\, La Reverdie\, Onur Kaya e Elena Baldassarri incontreranno il pubblico al Teatro Miela.  \nPer info e costi: www.miela.it\, tel. 040 3477672. Ingresso gratuito per i possessori del biglietto della mostra “Nel mare dell’intimità” (previa prenotazione alla biglietteria del Teatro dalle 17 alle 19 entro il giorno dello spettacolo).
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SUMMARY:Il Milione ovvero il libro delle meraviglie
DESCRIPTION:Evento collaterale di Nel mare dell’intimità.Ore 20.30\nLa Reverdie e David RiondinoSeguendo le tracce di Marco Polo\, l’ensemble di musica medievale La Reverdie allestisce un programma su “il Milione”\, contrapponendo agli strumenti medievali il kamancheh persia- no e il tabla indiano. La narrazione di questo straordinario viaggio è affidata alla voce di David Riondino.
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SUMMARY:Breviario mediterraneo  - omaggio a Predrag Matvejević
DESCRIPTION:Evento collaterale di Nel mare dell’intimità. Breviario mediterraneo – Spettacolo multimediale – omaggio a Predrag Matvejević\nOre 20.30 – L’Archeologia subacquea racconta l’Adriatico  \nIntellettuale  cosmopolita  di grande spessore un anno fa Predrag Matvejević ci ha lasciato. Nella sua opera più famosa\, “Breviario Mediterraneo”\, scrive che «il Mediterraneo è il mare della vicinanza\, l’Adriatico è il mare dell’intimità». A questa poetica definizione si ispira il titolo della mostra “Nel mare dell’initmità. L’Archeologia subacquea racconta l’Adriatico” allestita a Trieste e che DOMANI\, mercoledì 7 febbraio alle ore 20.30 al Teatro Miela di Trieste dedica allo scrittore slavo uno degli eventi collaterali. Lo spettacolo multimediale “Breviario Mediterraneo. Omaggio a Pedrag Matvejević” organizzato da Erpac – Servizio di catalogazione\, formazione e ricerca e Bonawentura con la regia e drammaturgia di Mila Lazić e promosso dall’associazione culturale Cizerouno\, è un omaggio proprio alla sua opera più celebre\, “Breviario mediterraneo”\, definito da Claudio Magris un «libro geniale\, imprevedibile e fulmineo»\, «un libro epico e pieno di pietas per ognuno degli innumerevoli destini che il mare custodisce e seppellisce\, come un immenso archivio o come un altrettanto immenso dizionario etimologico».  \nTributo alla storia\, alla cultura\, alla civiltà e alla convivenza fra i popoli\, resoconto di tutta la bellezza nata in questo grembo d’acqua\, lo spettacolo è una lettura di passi del libro\, a cura dell’attore  Filippo Borghi\, accompagnati dalle musiche mediorientali di Max Jurcev e da un video mapping che suggerisce il fluire delle onde del mare. Il tutto si intreccia con la “Polifonia mediterranea”\, un’installazione acustica composta da più voci che leggono frammenti da Breviario mediterraneo in alcune delle molteplici lingue del mondo in cui è stato tradotto: greco\, spagnolo\, albanese\, turco\, portoghese\, tedesco\, ebraico\, sloveno\, giapponese\, francese\, arabo\, inglese…Tra tanti partecipanti/lettori che hanno generosamente prestato le loro voci\, c’è un altro scrittore\, il tedesco Veit Heinichen\, il quale\, come Matvejević\, è profondamente legato al Mediterraneo\, all’Adria e a Trieste. I tre segmenti che compongono lo spettacolo corrispondono ai tre capitoli del libro di Predrag Matvejević: Breviario\, Carte e Glossario.  \nPrevendita alla biglietteria del Teatro Miela (tel. 040/ 3477672) tutti i giorni dalle 17 alle 19 e su  www.vivaticket.it – Ingresso € 8\, ridotto € 5 per soci Bonawentura e under 26; gratuito per i possessori del biglietto della mostra “Nel mare dell’intimità” (previa prenotazione alla biglietteria del Teatro dalle 17 alle 19 entro il giorno dello spettacolo). Viceversa\, chi conserva il biglietto dello spettacolo può accedere a prezzo ridotto alla mostra.   \nAlle ore 18\,  la curatrice della mostra Rita Auriemma sarà a disposizione per una visita guidata alla mostra (30 posti disponibili) allestita al Salone degli Incanti. La visita è gratuita\, l’ingresso alla mostra a pagamento.\nInfo: www.nel maredellintimita.it – www.miela.it
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SUMMARY:Alpi Giulie Cinema 2018 a Trieste
DESCRIPTION:È giunta alla 28esima edizione la rassegna cinematografica dedicata alla montagna “Alpi Giulie Cinema”\, organizzata dall’Associazione Culturale Monte Analogo. Le prime tre giornate di proiezione si svolgeranno al Teatro Miela rispettivamente il 6\, 20 e 27 febbraio prossimo.\nLe prime due date sono dedicate principalmente alla montagna\, la terza al concorso cinematografico HELLS BELLS – SPELEO AWARD che dal 2012\, e con la collaborazione della Commissione Grotte Eugenio Boegan-Società Alpina delle Giulie\, Sezione CAI di Trieste\, si occupa di temi ipogei e speleologia ed è dedicato ad autori e/o produttori italiani e internazionali.\nLa prima giornata di tema montano (6 febbraio) affronta tematiche quanto mai attuali come\, nel pomeriggio\, le nuove e poco immaginabili frontiere dello sci. La sera il lavoro sulla montagna\, oggi ma sopratutto ieri\, che è fonte di ispirazione per alpinisti alla ricerca\ndi antiche tracce\, vecchie storie e nuove emozioni. Argomento che il pubblico in sala potrà discutere con il regista de “La Cengia de l’Adriano” Vittorino Mason che presenzierà alla proiezione. In apertura di serata un breve ma significativo video che coniuga alpinismo e\narte nella storia e negli acquerelli di Riccarda De Eccher.\nNel secondo pomeriggio di proiezioni a farla da padroni saranno i video di arrampicata e alpinismo più spettacolari e adrenalinici\, senza però rinunciare a quello che è il fondamento sul quale Monte Analogo si è costituita: trasmettere un messaggio di impegno\nculturale\, sociale\, ambientale.\nDecisamente in questo senso va il film della proiezione serale “Oltre il confine: Storia di Ettore Castiglioni” che esamina il mistero della morte del grande alpinista su un ghiacciaio al confine tra la Svizzera\, dalla quale stava scappando\, e l’Italia degli ultimi mesi della\nSeconda Guerra Mondiale nella quale stava tentando di rientrare per fornire aiuto a passare proprio quel confine ebrei e perseguitati politici. Anche in questa occasione il film sarà presentato dal regista stesso.\n\nLa rassegna si trasferisce con la seconda parte\, quella dedicata a “Genti & Montagne”\, storie di donne e uomini dei monti\, di luoghi remoti e di migrazioni nell’accogliente salotto di ritrovo culturale bar libreria Knulp. Queste serate verranno proposte ad ingresso rigorosamente gratuito. Le giornate approfondiranno tematiche culturali\, sociali\, etniche\, scientifiche e ambientali e non esclusivamente dedicate alla montagna ma all’ambiente naturale in genere.\nSi tratta comunque di cortometraggi riconosciuti e premiati nelle più importanti e prestigiose rassegne del settore. “Senza voce” e\nL’argonauta” trattano il tema della memoria\, della sua dispersione\, scomparsa e necessità di preservarla per la sopravvivenza delle civiltà alpine. Ambiente umano che in “Vergot” si ritrova a fare i conti con il rifiuto dell’identità omosessuale di uno dei protagonisti. “489 years” ci porta\, con un raffinato lavoro di computer grafica in una delle zone più calde del pianeta\, la inaccessibile fascia smilitarizzata che divide la Corea del Sud da quella del Nord mentre “Dolomiten Front”\, è un rock musical contro tutte le guerre\, realizzato in Val di Fiemme nello scenario di Forte Dossaccio\, con i giovani artisti e professionisti delle Valli di Fiemme e Fassa e del Trentino\, nel pieno centenario della prima guerra mondiale. Immagini raffinatissime e spettacolari e storie ricche d’emozioni sono gli ingredienti di “Life in four elements”\,\npremiato nell’ultima edizione del Trento Film Festival per il miglior contributo tecnicoartistico.\n“Tarfala” e “La scelta di Quintino” sono rivolti a una memoria più personale e intima\, alla meditazione sulle scelte “ribelli” dei protagonisti dei due video\, scelte contrarie a quelle imposte dall’odierna società ma\, forse\, le uniche in grado di salvarla. “Reset: una classe alle Svalbad” propone l’esperienza di una classe scolastica in viaggio d’istruzione alle isole Svalbad\, oltre il circolo polare artico. Infine “District zero”\, “The island of all together” e “Hotel Splendid” trattano il delicato e scottante tema dei migranti da nuovi e inconsueti punti di vista. \n\nLa rassegna si concluderà con il Premio Alpi Giulie Cinema LA SCABIOSA TRENTA\, giunto alla ventiquattresima edizione. Si tratta di un concorso del tutto originale: è infatti dedicato ad autori e/o produttori che vivono nelle regioni delle Alpi Giulie\, in Slovenia\, Carinzia e Friuli Venezia Giulia\, per reportage e documentari che riguardano montagna\, natura ed esplorazione in tutto il pianeta.\nAnche nel 2018 si terrà la proiezione pomeridiana e serale delle più interessanti pellicole giunte in concorso con la cerimonia di premiazione alla presenza di numerosi ospiti e la consegna della Scabiosa Trenta.\n\nDal 1° al 22 marzo inoltre da Knulp sarà allestita la mostra fotografica di Carlo Tavagnutti “Nell’incanto delle Alpi Giulie”.\nCarlo Tavagnutti vive a Gorizia\, dove è nato nel 1929. Frequentatore assiduo delle Alpi Giulie\, ha saputo tradurre il suo amore per la montagna in equilibrate visioni di paesaggio e testimonianze di vita sulle “terre alte”\, nelle quali l’aspetto documentario è quasi mai prevalente sulla costruzione interpretativa dell’immagine. Fotografa prevalentemente in bianco e nero\, cura i servizi fotografici di “Alpinismo goriziano” dalla sua fondazione. Sue\nfotografie sono apparse su numerose riviste ed opere editoriali: Julische Alpen (1978); Tricorno 1778-1978 (1978); Östliche Dolomiten (1979); Alpi Giulie Occidentali (1983); Il Carso Isontino (1984); Dalla vita di un alpinista (1985); Le arti a Gorizia nel secondo ‘900 (1987); Il mito del paesaggio nella fotografia del Novecento in Friuli (1988); Ville a Gorizia (1990); Isonzo (1991); Giovanni Paolo II in F.V.G. (1997); Il F.V.G. e i suoi grandi vini\n(1997); Æsontius (1998); Volo con l’aquila (1998); Valdirose. Il cimitero della comunità ebraica di Gorizia (2004). \nÈ socio onorario della Sezione di Gorizia del Club Alpino Italiano\, socio del Circolo Fotografico Isontino ed Accademico del GISM (Gruppo Italiano Scrittori di Montagna).
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SUMMARY:Cinema Teatro Miela
DESCRIPTION:Avrà inizio martedì 6 febbraio 2018 a Trieste la ventottesima edizione della Rassegna Internazionale di Cinema di Montagna “ALPI GIULIE CINEMA” organizzata dall’Associazione Monte Analogo\, in collaborazione con ARCI Servizio Civile.Il 15 gennaio è il termine ultimo per la partecipazione ai due concorsi “Premio La Scabiosa Trenta” e “HELLS BELLS Speleo Award” inseriti nella rassegna.\nE’ possibile scaricare il modulo di iscrizione ai due concorsi dal sitowww.monteanalogo.net
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SUMMARY:29. TRIESTE FILM FESTIVAL
DESCRIPTION:Torna dal 19 al 28 gennaio il TRIESTE                   FILM FESTIVAL\, primo e più importante appuntamento                 italiano con il cinema                 dell’Europa centro orientale\, giunto                 quest’anno alla 29. edizione\,                 diretta da Fabrizio Grosoli e Nicoletta                   Romeo: nato alla vigilia                 della caduta del Muro di Berlino (l’edizione “zero” è                 datata 1987)\,                 il festival continua ad essere da quasi trent’anni un                   osservatorio privilegiato su cinematografie e autori                   spesso poco                   noti – se non addirittura sconosciuti – al pubblico                   italiano\, e più in generale                   a quello “occidentale”. Più che un festival\, un                 ponte che mette in contatto                 le diverse latitudini dell’Europa del cinema\, scoprendo                 in anticipo nomi e                 tendenze destinate ad imporsi nel panorama                 internazionale.  \nDue\,                 quest’anno\, le                 aperture: la prima\, venerdì 19 gennaio\, al Teatro Miela\,                 con SYMPATHY FOR THE DEVIL di Jean-Luc                   Godard\, evento inaugurale                 (anche) della retrospettiva “Rebels 68.                   East’n’West Revolution” (vedi sotto). Un film                 simbolo di un’intera                 stagione\, che “bombarda” la narrativa tradizionale                 attraverso dieci piani                 sequenza: metà sui Rolling Stones che registrano il                 brano del titolo\, metà                 sulla rivoluzione che non decolla\, tra Pantere nere                 letteraliste\, scritte sui                 muri\, un libraio nazi che fa malmenare due “rossi” e Eve                 Democracy intervistata                 sul ruolo degli intellettuali e poi braccata. \nLa seconda apertura\,                 che                 lunedì 22 gennaio segnerà il debutto del Rossetti come                 sede principale del                 Festival\, sarà affidata a DJAM\, il                 nuovo film di Tony Gatlif: un’opera                 che\, come sempre nel cinema dell’autore di Gadjo                 Dilo\, Transilvania e Vengo\,                 mescola lingue\, nazionalità e ritmi\, in un viaggio fatto                 di musica\, incontri\,                 condivisione e speranza che – attraverso la storia di                 una giovane donna dallo                 spirito libero – racconta l’Europa della                 multiculturalità e delle migrazioni. \nLa chiusura segna il                 ritorno al Trieste Film Festival di Elisabetta                 Sgarbi\,                 intellettuale a tutto tondo (cineasta\, scrittrice\,                 editrice) che in L’ALTROVE PIÙ                 VICINO accompagna                 lo                 spettatore in un viaggio ai confini dell’altrove che ci                 è più prossimo\, una                 terra\, un popolo\, una cultura\, che è appena oltre una                 soglia mobile\, fatta per                 essere attraversata e cancellata milioni di volte dalle                 trasmigrazioni di                 persone\, lingue\, abitudini. La Slovenia nelle parole e                 negli occhi di Paolo                 Rumiz\, nella prima intervista dopo moltissimi anni al                 grande poeta Alojz                 Rebula\, ormai cieco\, ma che continua a scrivere; nei                 ricordi di Claudio Magris                 e nei versi della scrittrice Marisa Madieri\, che fu sua                 moglie\, esule istriana;                 nella musica della giovanissima e vivace orchestra                 diretta dal Maestro Igor                 Coretti-Kuret\, nata per superare ogni frontiera e creare                 un continente                 culturale\, emotivo; nei brani di Boris Pahor\,                 interpretati da Toni Servillo. \nNucleo centrale del                 programma si confermano i tre concorsi                 internazionali dedicati a lungometraggi\, cortometraggi e documentari: a decretare i                 vincitori\, ancora una volta\, sarà il                 pubblico del festival.  \nNove i                 film\, tutti in anteprima italiana\, che compongono il Concorso internazionale                   lungometraggi.                 A cominciare da tre “road movie” che sarebbe                 difficile immaginare più diversi: il croato KRATKI                   IZLET (Una breve gita / A Brief Excursion)                 dell’esordiente Igor Bezinović\, dove il                 tentativo di un                 gruppo di ragazzi di raggiungere un monastero nella                 campagna istriana si                 trasforma in un viaggio allegorico verso l’ignoto; OUT dello slovacco György                   Kristóf\, applaudito al Certain Regard dell’ultimo                 Festival di Cannes\, con                 il protagonista Ágoston che attraversa l’Europa dell’Est                 – tra incontri                 bizzarri e inattesi – nella speranza di trovare un                 lavoro e realizzare il sogno                 di tutta la vita; e FROST del                 maestro lituano Sharunas Bartas\, con                 i suoi due protagonisti\, Rokas e Inga\, impegnati a                 guidare un furgone di aiuti                 umanitari da Vilnius all’Ucraina: salvo ritrovarsi                 abbandonati a se stessi\, in                 cerca di un rifugio tra le terre innevate del Donbass\,                 circondati da un’umanità                 distrutta dalla guerra.  \nPiù                 lontani nel tempo\, ma                 tutt’altro che dimenticati\, sono i conflitti evocati da                 due titoli che hanno                 animato il dibattito politico nei loro Paesi: il polacco ZGODA (Riconciliazione / The Reconciliation) di Maciej Sobieszczański\, triangolo                 amoroso ambientato nella Slesia del 1945\, nel campo di                 lavoro creato dai                 servizi dell’ufficio di sicurezza comunista sul sito                 dell’ex lager nazista di                 Auschwitz Birkenau; e lo sloveno RUDAR (Il minatore / The Miner) di Hanna Slak\,                 storia vera della scoperta\, da parte di un minatore di                 origini bosniache\, di                 una fossa comune in cui erano stati sepolti almeno 4000                 corpi di profughi della                 Seconda guerra mondiale. \nA                 dispetto del titolo\, non                 è invece una storia di guerra quella raccontata in SOLDAȚII.                   POVESTE DIN FERENTARI (Soldati. Una storia da Ferentari /                 Soldiers. Story from Ferentari) di Ivana                   Mladenović: ispirata alle vicende autobiografiche                 dell’antropologo Adrian                 Schiop – anche sceneggiatore e protagonista – è un Romeo                 e Giulietta                 omosessuale ambientato nella periferia rom di Bucarest:                 un gioco di desiderio e                 potere che non ha vincitori\, tra un etnomusicologo                 timido e introverso appena                 scaricato dalla fidanzata e un ex detenuto che si offre                 di aiutarlo nelle sue                 ricerche. \nDa                 Bucarest al Mar Nero                 con l’altro film rumeno del concorso\, BREAKING                   NEWS (Edizione straordinaria) di Iulia                   Rugină: Dopo la tragica morte del suo cameraman\,                 il reporter Alex Mazilu                 deve realizzare un servizio sulla vita dell’uomo\,                 attraverso gli occhi inquieti                 di sua figlia. \nCandidato                 dall’Albania                 all’Oscar\, DITA ZË FILL (Le prime                 ore del giorno / Daybreak) di Gentian                   Koçi è l’intenso ritratto di Leta\, sfrattata e                 costretta a trasferirsi con                 il figlio neonato nell’appartamento di Sophie\,                 un’anziana signora ormai                 immobile a letto\, a cui la donna deve fare da badante.                 Per difendere il lavoro                 e la nuova casa\, Leta deve mantenere in vita a tutti i                 costi la vecchia                 signora.  \nDalla                 Russia\, infine\,                 arriva ARITMIJA (Aritmia /                 Arrhytmia) di Boris Chlebnikov\,                 storia di una giovane coppia di paramedici che\, fra                 interventi d’emergenza\,                 pause lavorative ad alto tasso alcolico e un sistema                 sanitario in continua                 evoluzione\, lotta per trovare la forza di rimanere                 insieme.  \nAltri sei\, oltre ai citati Djam e L’altrove più vicino\, i titoli                 fuori concorso selezionati come Eventi Speciali di questa edizione: a cominciare da KROTKAJA (Una creatura gentile / A                 Gentle Creature) di Sergej Loznica –                 già vincitore del Trieste Film Festival nel 2013 con Anime                   nella nebbia\, e a cui il TSFF ha dedicato un                 omaggio per la                 prima volta in Italia nel 2011 -\, che trae ispirazione                 da un racconto di                 Dostoevskij per raccontare un viaggio nell’abisso in una                 Russia terra di                 delitti senza alcun castigo. Altro nome ben noto ai                 frequentatori del festival                 è quello dell’ungherese Kornél Mundruczó\,                 che con JUPITER HOLDJA (La luna di                 Giove / Jupiter’s Moon) costruisce un thriller                 metaforico sulla disillusione e                 la fede\, storia di un giovane profugo clandestino                 succube del suo potere di                 levitare\, in un mondo dove i miracoli si comprano per                 pochi soldi… \nVincitore                 del Premio                 Venezia Classici per il miglior documentario sul cinema\, THE PRINCE AND THE DYBBUK di Elwira                   Niewiera e Piotr Rosołowski è un                 appassionante viaggio cinematografico alla scoperta di                 un autentico Zelig che                 cambiava continuamente nome\, religione\, titolo e paese                 per scrivere la storia                 della sua vita come se fosse quella di un film. Ma chi                 era davvero Moshe Waks\,                 figlio di un umile fabbro ebreo originario dell’Ucraina                 che morì in Italia come                 principe Michaeł Waszyński’ Un ragazzo prodigio del                 cinema\, uno scaltro                 impostore o un uomo che confondeva cinema e realtà’ \nProsegue                 la collaborazione                 del Festival con il Sindacato Nazionale Critici                   Cinematografici Italiani (SNCCI)\, che a Trieste                 premierà A CIAMBRA di Jonas Carpignano come miglior film italiano del 2017. \nInfine\,                 la riscoperta di                 un “piccolo” (solo nella durata: 12 minuti) ma                 importante documentario\, BORA SU TRIESTE\, girato                 nel 1953 da Gianni Alberto Vitrotti: premiato                 alla                 Mostra di Venezia del 1953\, il film fu il frutto di                 oltre due anni di lavoro\,                 coronati da un Leone d’Argento e da un clamoroso                 successo internazionale.  \nIl Concorso internazionale                   Documentari propone nove titoli\, tutti in anteprima                 italiana. Di questi\, ben 4 affrontano\, pur da                 prospettive e con accenti                 diversi\, il mondo dello sport: OVER THE                   LIMIT della polacca Marta Prus offre\, attraverso il ritratto della ginnasta russa                 Margarita Mamun a caccia                 dell’oro olimpico\, un graffiante dietro le quinte sulla                 fatica fisica e mentale                 richiesta da una disciplina rinomata per la sua bellezza                 estetica; l’ungherese ULTRA di Balázs                   Simonyi racconta la più sfiancante delle maratone\,                 la                 Spartathlon\, 246 km tra Atene e Sparta da correre entro                 36 ore; in WONDERFUL LOSERS: A DIFFERENT WORLD\, coprodotto                 e distribuito in Italia da Stefilm\, il lituano Arūnas                   Matelis ha seguito per 7 anni\, durante il Giro                 d’Italia\, i                 “Sancho Panza” del ciclismo professionale: portatori                 d’acqua\, servitori\,                 gregari\, che sacrificano le loro carriere per aiutare i                 compagni di squadra.                 Tra sport (più o meno) nobili e passatempi da bar si                 muove PLAYING MEN dello sloveno Matjaž                   Ivanišin\, un “catalogo” dei giochi virili dal                 sapore arcaico che ancora si                 praticano negli angoli più remoti del Mediterraneo. \nDue                 gruppi di famiglia in                 un interno: quello di STRNADOVI (Storia di un matrimonio / A Marriage Story) della ceca Helena Třeštíková – a cui il TSFF ha dedicato un                 omaggio nel 2010                 -\, che sin dal 1980 segue con la sua macchina da presa                 la vita di Ivana e                 Vaclav Strnad; e DRUŽINA (La                 Famiglia / The Family) dello sloveno Rok                   Biček\, già autore di Class Enemy\,                 esempio di cinéma vérité senza                 sceneggiatura su un ragazzo nato in una famiglia di                 persone con problemi                 mentali che cerca di (ri)costruirsi una vita. Ed è un                 interno domestico\, ma                 affacciato sulla storia con la S maiuscola\, quello al                 centro di DRUGA STRANA SVEGA (L’altro lato di                 ogni cosa / The Other Side of Everything) di Mila                   Turajlić: la regista di Cinema                   Komunisto  ricostruisce\, attraverso                 una lunga conversazione con la madre\, la storia                 dell’appartamento di famiglia\,                 a Belgrado\, “nazionalizzato” dopo la Seconda guerra                 mondiale. \nDue                 i film rumeni: OUĂLE LUI TARZAN (I testicoli di                 Tarzan                 / Tarzan’s Testicles) di Alexandru                   Solomon\, su un istituto di ricerca fondato dai                 sovietici negli anni Venti                 in Abcasia\, repubblica non riconosciuta sulle sponde del                 Mar Nero\, per creare                 un ibrido tra uomo e scimmia; e ȚARA                   MOARTĂ (La nazione morta / The Dead Nation) di Radu                   Jude\, documentario-saggio che attraverso                 fotografie d’epoca e                 estratti dal diario di un medico ebreo\, ricostruisce                 l’ascesa                 dell’antisemitismo negli anni Trenta e Quaranta. \nSono 15                 i cortometraggi in concorso per il Premio TsFF Corti: tra                 questi\, la prima assoluta del rumeno MISS                   SUEÑO di Radu Potcoavă\, il                 cipriota ARIA di Myrsini Aristidou e il                 lituano BY THE POOL di Laurynas Bareiša\,                 entrambi in concorso all’ultima Mostra di                 Venezia\, il greco COPA-LOCA di Christos                   Massalas\, presentato alla                 Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes e il                 croato INTO THE BLUE di Antoneta Alamat                   Kusijanović\, visto alla Berlinale.  \nSi                 conferma anche                 quest’anno l’attenzione per l’animazione\, con una                 vetrina fuori concorso dove                 trova posto anche l’italiano MALAMÈNTI\,                 diretto dall’attore Francesco Di Leva e presentato alla Settimana Internazionale della Critica                 a Venezia.  \nPromossa                 in collaborazione                 con Sky Arte\, che premierà uno dei film della sezione                 attraverso l’acquisizione                 e la diffusione sul canale\, Art&Sound propone                 quest’anno 5 titoli in anteprima che esplorano i più                 diversi ambiti artistici: JA GAGARIN (Io sono                 Gagarin / I Am                 Gagarin) della russa Olga Darfy ricostruisce la scena techno della Mosca dei primi anni                 ’90; SOVIET HIPPIES dell’estone Terje                   Toomistu è una corsa attraverso                 il “potere dei fiori” sulle orme del movimento hippie                 sovietico che sfidò il                 regime dell’Urss; GLASNIJE OD ORUŽJA (Più forte delle armi / Louder Than Guns) del croato Miroslav                   Sikavica riflette sul ruolo della musica                 patriottica nella                 (ex) Jugoslavia a cavallo tra gli anni ’80 e ’90; PICTURESQUE                   EPOCHS di Péter                   Forgács\, maestro ungherese del found footage\, è il                 ritratto di Mária                 Gánóczy\, pittrice e filmmaker nata negli anni 20\, la cui                 opera ha immortalato                 luci e ombre della storia dell’Europa centrale; il                 polacco BEKSIŃSCY. ALBUM WIDEOFONICZNY (I                 Beksiński – Un album di suoni e                 immagini / The Beksińskis – A Sound and Picture Album)                 di Marcin Borchardt\, infine\, racconta –                 attraverso un accesso senza                 precedenti ai materiali d’archivio della famiglia – la                 storia dello                 straordinario pittore Zdzisław Beksiński\, e della sua                 complicata relazione con                 il figlio Tomek. \nFuori                 concorso\, prodotto e                 distribuito da Sky\, HANSA STUDIOS: DA                   BOWIE AGLI U2 – La Musica ai Tempi del Muro di Mike                   Christie ci guida alla scoperta dei mitici studi                 di                 registrazione berlinesi che videro nascere i capolavori                 di David Bowie\, Iggy                 Pop\, Depeche Mode\, Nick Cave\, U2\, Einstürzende                 Neubauten\, Nina Hagen. \nIl                 consueto Focus “nazionale” è dedicato quest’anno non ad un Paese\, ma ad                 un popolo – quello                 curdo – sparso in quattro Paesi (Turchia\, Siria\, Iraq\,                 Iran). Con una bandiera                 ma senza uno Stato\, come ci ricorda il titolo di uno dei                 film in programma\, A FLAG WITHOUT A COUNTRY di Bahman                   Ghobadi (l’autore di Il tempo dei cavalli                   ubriachi e I gatti persiani)\, docu-fiction                 che                 segue le storie dei curdi Helly Luv\, cantante pop curda\,                 e Nariman\, pilota.                 Entrambi cercano di essere un esempio per il loro                 popolo\, un popolo che da                 sempre affronta condizioni durissime di vita\, la guerra                 e gli attacchi                 dell’ISIS. \nIn                 programma altri tre                 film\, tutti documentari: FILLES DU FEU (Figlie del fuoco / Fire’s Daughters) di Stéphane                   Breton\, sulle donne curde che combattono contro                 l’Isis in Siria; METEORLAR (Meteore / Meteors)                 di Gürcan Keltek\, che a partire dalla                 cronaca (la caccia ai militanti del PKK da parte delle                 forze di sicurezza                 turche nel 2015) mescola riprese documentaristiche e                 commenti politici\, cose                 terrene e fenomeni dell’universo\, diventando un film                 sulla memoria e la                 sparizione di persone\, luoghi\, cose; GÖZYAŞINA                   YER YOK (Non c’è posto per le lacrime / No Place                 for Tears) di Reyan Tuvi\, un viaggio di                 solidarietà\,                 vita e morte tra la Turchia e Kobane.  \nConfermata                 anche                 quest’anno la formula del Premio Corso Salani\, che                 presenta cinque film italiani                 completati nel corso del 2017 e ancora in attesa di                 distribuzione: la dotazione                 del Premio (2mila euro) va intesa quindi come incentivo                 alla diffusione nelle                 sale del film vincitore. Immutato il profilo della                 selezione: opere                 indipendenti\, non inquadrabili facilmente in generi o                 formati e per questo                 innovative\, nello spirito del cinema di Salani. I                 titoli: il documentario in                 prima assoluta COUNTRY FOR OLD MEN di Pietro Jona e Stefano Cravero\,                 ambientato a                 Cotacachi\, Ecuador\, dove il paradiso di un gruppo di                 anziani americani                 espatriati è minacciato dall’arrivo di connazionali che                 si portano dietro tic e                 nevrosi del loro paese di origine; IL                   CRATERE di Luca Bellino e Silvia Luzi\,                 che dopo l’anteprima alla                 Settimana della Critica di Venezia sta riscuotendo                 enorme successo nei festival                 di tutto il mondo; KARENINA & I di Tommaso Mottola\, sulle tracce di                 Tolstoj attraverso la sfida quasi impossibile                 dell’attrice norvegese Gørild                 Mauseth chiamata ad interpretare Anna Karenina in una                 lingua che non ha mai                 parlato e nel paese d’origine dell’autore; UNO                   SGUARDO ALLA TERRA di Peter Marcias\,                 omaggio al lavoro del documentarista (dimenticato)                 Fiorenzo Serra\, e insieme                 riflessione sul documentario contemporaneo – e sullo                 stato di salute della                 Terra – attraverso le testimonianze di autori come                 Claire Simon\, Wang Bing e                 Brillante Mendoza; L’UOMO CON LA                   LANTERNA di Francesca Lixi\,                 sceneggiato in collaborazione con Wu Ming 2\, che                 racconta attraverso foto\,                 documenti e filmati inediti la storia del bancario sardo                 Mario Garau\,                 distaccato in Cina dal Credito Italiano nel 1920. \nEssere                 il primo festival                 dell’anno ha i suoi vantaggi: ad esempio poter celebrare                 per primi i                 cinquant’anni del ’68\, protagonisti di Rebels 68. East ‘n’ West Revolution\, una                 retrospettiva che\, fedele allo spirito del TsFF\, si farà                 in due\, indagando                 quell’anno cruciale del secondo Novecento da un doppio                 punto di vista: quello                 dell’ovest\, con autori come Godard\, Antonioni\, Roeg e Bertolucci\, e                 quello dell’est\, con nomi come Pintilie\, Dezső\, Němec e Žilnik. Senza                 dimenticare titoli e personalità che – da Bellocchio a Makavejev a Garrel – hanno anticipato                 il 68\, o che del 68 si sono nutriti\,                 prolungandone lo spirito nelle stagioni a venire. “Una                 stagione breve\,                 eccitante e terrificante di rivoluzione totale –                 spiegano Mariuccia Ciotta e                 Roberto Silvestri\, curatori della parte “occidentale”                 della                 retrospettiva – “Nel cinema tutto doveva essere                 rovesciato: il linguaggio\, i                 modi di produzione gerarchici\, il concetto di                 professionalità\, i premi\, la                 ricezione e la memoria storica stessa\, furono messi in                 discussione\, totale e                 permanente. Un film non doveva più essere il cinguettio                 meraviglioso di un                 usignolo dentro la gabbia dorata. Ma la fine di ogni                 gabbia. E la possibilità                 per tutti di prendere una macchina da presa in mano                 senza chiedere permesso e                 scoprire altri mondi possibili”. \nI                 film in programma:  \nREBELS                 68. EAST: Oratorio                     for Prague (1968) di Jan Němec; Reconstruction (1968) di Lucian                 Pintilie; Agitators (1969) di Dezső                 Magyar; June Turmoil e Early                     Works (1969) di Želimir Žilnik; Sweet                     Movie (1974) di Dušan                 Makavejev; Generation ’68 (2016) di Nenad                 Puhovski. \nREBELS                 68. WEST: I                     pugni in tasca (1965) di Marco Bellocchio; Blow                     Up (1966) di                 Michelangelo Antonioni; Baci rubati (1968) di François                 Truffaut; Sympathy for the Devil (1968)                 di Jean-Luc Godard; Sadismo (1970) di Donald Cammell\, Nicolas Roeg; La                     cicatrice intérieure (1972) di                 Philippe Garrel; The Dreamers (2003) di                 Bernardo Bertolucci; Les                     deux amis (2015) di Louis Garrel; Blow                     Up di “Blow Up” (2016) di                 Valentina Agostinis.  \nGiunto                 alla 8. edizione\, When East Meets West\, evento                 organizzato dal Fondo per l’Audiovisivo del Friuli                 Venezia Giulia                 assieme al Trieste Film Festival\, in collaborazione con                 EAVE\, Maia workshops\,                 Creative Europe Desk Italia\, Eurimages\, e con il                 supporto di Creative Europe –                 MEDIA Programme\, MiBACT – Direzione Generale per il Ci-                 nema\, CEI (Central                 European Initiative) e Regione Autonoma Friuli Venezia                 Giulia\, si conferma come                 l’appuntamento industry da non perdere. L’edizione 2018                 avrà un nuovo doppio                 focus East & West\, riunendo a Trieste più di 400                 professionisti                 dell’audiovisivo provenienti da oltre 35 Paesi e\, nello                 specifico\, dai                 territori scelti per il focus 2018: Paesi Nordici                 (Danimarca\, Finlandia\,                 Islanda\, Norvegia\, Svezia) e Sud Est Europa (Albania\,                 Bosnia Erzegovina\,                 Bulgaria\, Croazia\, Grecia\, Kosovo\, Macedonia\,                 Montenegro\, Serbia\, Slovenia).                 L’idea\, anche in questa edizione\, è quella di dare vita                 a un appuntamento                 capace di creare un forte legame tra le regioni e i                 paesi coinvolti. Attraverso                 tavole rotonde\, masterclass e case-study\, si riuniscono                 a Trieste professionisti                 di diversi paesi\, rendendo così il Friuli Venezia                 Giulia un punto di                 riferimento per i produttori dell’Est Europa che                 vogliono avviare                 collaborazioni con imprese occidentali\, e viceversa.                 Insieme a produttori di                 lungometraggi e documentari saranno presenti                 broadcaster\, distributori e                 rappresentanti di fondi e mercati\, così da presentare                 l’intero panorama di                 possibilità produttive e distributive\, nonché le                 risorse finanziarie disponibili.   \nParecchi                 sono gli eventi industry per continuare ad                 attirare in                 città sempre più professionisti dell’audiovisivo                 dall’Europa dell’Est e                 dell’Ovest e per catalizzare l’attenzione dei                 distributori italiani\, che in                 pochi giorni avranno l’opportunità di accedere a varie                 iniziative a loro dedicate\,                 tra cui proiezioni di rough cut di                 lungometraggi documentari i cui progetti siano stati                 presentati in precedenza a                 piattaforme simili a WEMW (Last Stop Trieste)                 e per la prima volta anche a sessioni                 di work in progress di progetti di                 fiction italiani\, in collaborazione con il Milano Film                 Network (This is IT).       \nDa                 segnalare inoltre Born in Trieste\,                 sezione del festival – aperta quindi al pubblico –                 dedicata ai film che proprio                 al When East Meets West hanno iniziato il loro                 (fortunato) percorso produttivo:                 in programma quest’anno\, oltre a due cross-over con                 altre sezioni (Country                     for Old Men\, in gara al Premio Corso Salani\,                 e Wonderful Losers\, in                 concorso tra i documentari)\, l’anteprima internazionale                 del doc BIEGACZE (I corridori / Runners)\,                 diretto                 da Łukasz Borowski: tre                 protagonisti\, 240 chilometri\, 52 ore continue di lotta                 contro le difficoltà di                 una pista in montagna e le limitazioni del corpo umano.                 Senza mai dormire. Uno                 sguardo dentro le motivazioni più profonde che spingono                 l’uomo a conquistare                 l’impossibile. \nPer il                 sesto anno torna Eastweek                   – Scriptwriting Workshop for New Talents\, che                 quest’anno cambia veste: la                 novità è rappresentata dalla partnership con Midpoint –                 il programma per lo                 sviluppo e la scrittura di progetti cinematografici                 dedicato ai professionisti                 emergenti con sede presso la Famu di Praga – che di                 concerto con When East                 Meets West ha trasformato il progetto di sceneggiatura                 ‘Eastweek’ nel primo                 appuntamento di ‘FEATURE LAUNCH WORKSHOP’\, il                 principale progetto annuale dedicato ai nuovi talenti                 nel                 campo cinematografico dell’Europa centro orientale\, in                 collaborazione con il                 festival internazionale di Karlovy Vary e il Film Center                 Serbia.                 Quest’evoluzione è stata salutata da tutti i partner                 coinvolti come il                 coronamento e allo stesso tempo la felice continuità del                 quinquennale progetto                 di sceneggiatura già messo in atto dal Trieste Film                 Festival negli anni                 passati\, e che ora vede un innalzamento della barra dal                 punto di vista                 professionale e qualitativo. Nella sua nuova veste\, il                 primo step triestino del                 Feature Launch Workshop si rivolge a dei team creativi                 composti da                 sceneggiatori\, registi e produttori durante la fase                 dello sviluppo del loro                 primo o secondo lungometraggio. I team potranno far                 parte di un workshop annuale                 che avrà inizio a Trieste e si concluderà nel 2019 nella                 sessione di follow up                 durante il mercato di co-produzione When East Meets                 West\, durante il quale                 potranno confrontarsi e presentare i loro progetti ad                 una platea di potenziali                 produttori e partner artistici. \nTra i vari eventi                 collaterali di cui siamo orgogliosi                 sostenitori c’è il nuovo progetto dedicato alla realtà virtuale e al video immersivo                 a 360°\, ‘TSFF                 goes Virtual’\,                 in collaborazione con il PAG-Progetto Area                 Giovani del Comune di Trieste\, già avviato lo scorso                 gennaio ed ampliatosi                 nell’arco di questi ultimi mesi\, con una serie di                 workshop tenuti dal nostro                 collaboratore ed esperto Antonio Giacomin\, il quale ha                 coordinato l’Hackaton                 contest\, la prima maratona in Italia per la produzione                 video a 360°\, e la ‘VR                 Day’ dedicata al video immersivo attraverso una serie di                 eventi il cui focus                 riguarda l’aspetto della discussione e ricerca di un                 comune linguaggio di                 espressione visiva. Professionisti del settore\, creativi                 o semplici curiosi                 possono esplorare nuove strade creative ed espressive                 approfondendo e                 individuando gli strumenti di narrazione utilizzati in                 questo nuovo media                 mediante panel\, workshop e una masterclass speciale                 tenuta dal ‘transmedia                 author’ Michel Reilhac. \n I Paesi della 29. edizione \nAlbania – Austria – Belgio – Brasile –                   Bulgaria – Canada – Cipro – Croazia – Estonia –                   Finlandia – Francia – Georgia –                   Germania – Grecia – Iraq – Irlanda – Italia – Lettonia                   – Lituania – Norvegia –                   Paesi Bassi – Polonia – Qatar – Regno Unito –                   Repubblica Ceca – Romania –                   Russia – Serbia – Slovacchia – Slovenia – Spagna –                   Stati Uniti d’America –                   Svezia – Svizzera – Turchia – Ucraina – Ungheria \n\n \nTeatro Miela (Piazza Duca degli Abruzzi\, 3)  \nPoliteama Rossetti (Largo Giorgio Gaber\, 1) \nIl                   29. Trieste Film Festival è stato realizzato con                   il patrocinio di Comune di Trieste\, \nDirezione                 Generale per il Cinema – Ministero dei Beni e delle                 Attività                 Culturali e del Turismo\, Università degli Studi di                 Trieste\, Ordine degli                 Avvocati di Trieste; con il contributo                   di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia\,                 Direzione Generale per il Cinema                 – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del                 Turismo\, Comune di                 Trieste\, CEI – Central European Initiative; con il                   sostegno di Fondazione Benefica Kathleen Foreman                 Casali\,                 Fondazione CRTrieste\, Promoturismo FVG\, Istituto Polacco                 di Roma\, Studio                 Boscolo&Partners Trieste\, Parlamento europeo / Lux                 Prize; con la collaborazione di Fondo                 Audiovisivo FVG\, Sindacato Nazionale Critici                 Cinematografici Italiani\, La                 Cineteca del Friuli\, La Cappella Underground\, FVG Film                 Commission\, Associazione                 Casa del Cinema di Trieste\, Associazione Corso Salani\,                 Milano Film Network\,                 MIDPOINT International Script Development Program\,                 SIEDAS – Società Italiana                 Esperti di Diritto delle Arti e dello Spettacolo \nMedia                   partner:                 MYmovies\, Quinlan.it\, Longtake \nWeb Media Partner: cinematographe.it\, geomovies.it\, lafolla.it\, momentosera.com\, oubliettemagazine.com \nMedia                   coverage by Sky Arte HD \nTechnical                   partners: B&B Hotel Trieste\, Grand Hotel                 Duchi D’Aosta\, Victoria Hotel Letterario\, Urban Homy                 Trieste\, Hotel                 Continentale\, NH Hotel Trieste\, Hotel Coppe\, Savoia                 Excelsior Palace\, Urban                 Hotel Design\, Tipografia Menini\, Cafè Rossetti\, Antico                 Caffè San Marco\,                 Parovel\, Ristorante Pepenero Pepebianco\, RossoPomodoro                 Trieste\, Ristorante Mimì                 e Cocotte\, Immaginario Scientifico\, Collettivo                 SuperAbile\, Ideando Pubblicità\,                 Spin.it\, Eventival \nTrieste                 Film Festival aderisce a: AFIC Associazione Festival                 Italiani                 Cinema. \nI materiali stampa del festival sono in                 aggiornamento sul sito www.triestefilmfestival.it\,                   password #tsff29 \n In allegato tutti gli                 eventi che arricchiscono il programma del Festival\,                 l’immagine di questa 29a edizione e un’immagine tratta                 da Sympathy for the Devil che inaugura le                 proiezioni del Trieste Film Festival venerdì 19 gennaio.
URL:https://triestecultura.it/evento/29-trieste-film-festival/
LOCATION:Teatro Miela\, Piazza Duca degli Abruzzi\, 3
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