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SUMMARY:Dawla - La storia dello Stato islamico raccontata dai suoi disertori
DESCRIPTION:Presentazione del libro del giornalista Gabriele Del Grande\, arrestato in Turchia per le sue inchieste\, un libro che racconta lo Stato islamico attraverso l’epica della gente comune. Un grande romanzo del reale\, a metà strada tra storytelling e geopolitica.\nNell’aprile 2017 Gabriele Del Grande è stato detenuto due settimane in Turchia per aver incontrato un disertore dello Stato Islamico lungo la frontiera siriana. Questo libro racconta quell’incontro e i precedenti sei mesi di viaggio\, alla ricerca dei protagonisti di una delle storie più dibattute dei nostri tempi. La storia dell’ascesa e della caduta dello Stato Islamico. Inquadrata da un punto di vista particolare: quello del conflitto siriano. Così\, dagli attentati che hanno sconvolto l’Europa\, inizia un viaggio a ritroso nel tempo che parte dalle segrete del carcere di massima sicurezza siriano di Seydnaya e passa per la rivoluzione fallita del 2011\, la guerra contro Asad\, la nascita dell’ISIS e l’esodo nel Mediterraneo.
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SUMMARY:Dmytro Choni
DESCRIPTION:Nato in Ucraina nel 1993\, ha iniziato gli studi nella sua città natale all’età di quattro anni\, e ora li sta proseguendo a Graz all’University of Music and Performing Arts con la prof. Milana Chernyavska.Grazie al suo talento e alla vittoria di numerosi concorsi pianistici internazionali (gli ultimi a Los Angeles nel 2018 e a Roma e in Spagna nel 2017)\, Dmytro Choni si è già guadagnato una reputazione a livello mondiale come concertista. Finalista ai concorsi Ferruccio Busoni e in memoria di Vladimir Horowitz nel 2017\, e al San Marino nel 2016 (2° posto)\, nel 2017 è stato insignito anche del premio Arturo Benedetti Michelangelo dall’Accademia Pianistica Eppan.\nCome solista ha suonato in prestigiose sale da concerto sotto la direzione dei M° F.Ommassini\, A.Paris\, V.Sirenko\, M.Leontyev\, oltre a suonare in varie formazioni di musica da camera.\nInvitato a molti festival\, tra le sue perfomance più importanti si ricorda l’esibizione al Teatro Colon in Argentina e al Kissinger KlavierOlymp in Germania.
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SUMMARY:I viaggi del Principe
DESCRIPTION:Spettacolo di fine corso della sezione junior de “Il teatro dei ragazzi“\, ispirato al racconto “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry\, ideato da Andrea Andolina e Valentina Burolo.\nUn pilota d’aerei un giorno precipita nel Sahara. Lontano da ogni forma di civiltà e senza scorte di viveri e acqua\, l’aviatore incontra un bambino. I due\, mentre il pilota prova a riparare il proprio velivolo\, fanno amicizia. Il “piccolo principe” racconta la propria storia: proviene da un altro pianeta\, l’asteroide B-612\, sul quale abita solo lui. Sull’asteroide ci sono tre vulcani e una piccola rosa\, molto vanitosa\, che lui cura e ama. Racconta anche del suo viaggio nello spazio durante il quale ha conosciuto strani personaggi\, che gli hanno insegnato molte cose e che gli hanno fatto capire che gli adulti sono davvero esseri particolari.\nRitornerà sul suo pianeta con la consapevolezza che ciò che conta davvero non è la realtà materiale ma i legami d’amicizia e d’affetto tra le persone. \norganizzazione: Compagnia Teatrale “Bobo e i Suoi Amici” in collaborazione con Bonawentura
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SUMMARY:Gli amori di una bionda
DESCRIPTION:Lásky jedné plavovlásky\, di Miloš Forman; con Jana Brejchová\, Milada Ježková\, Vladimír Menšík\, Jana Nováková\, Vladimír Pucholt\, Josef Šebánek\, Cecoslovacchia\, 1965\, 85′La commedia triste di Miloš Forman\, sua prima affermazione internazionale\, inaugura ufficialmente la nová vlna\, la nouvelle vague praghese. Le disillusioni amorose d’una giovane operaia\, in fuga dal torpore della provincia\, si stagliano nel ritratto d’una generazione nuova e indecisa a tutto\, ma risolutamente (e comicamente) fuori dal linguaggio e dalle retoriche ufficiali della ‘programmazione socialista’. Circola un’aria da dolci inganni che rischia di spegnersi nel grigiore d’un contesto desolante\, ma Forman ha già chiaro che è necessario non deflettere dall’ironia: “Una piccola nazione come la Cecoslovacchia\, minacciata per tutto il corso della sua storia da potenti vicini\, non ha altri mezzi di sopravvivenza che mantenere il sense of humour”. \nOrganizzazione: Bonawentura in collaborazione con Casa del Cinema\, IRSML (Istituto Regionale per la Storia del Movimento di Liberazione FVG)
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SUMMARY:Shel Shapiro
DESCRIPTION:Autore\, arrangiatore e produttore di grandi artisti da sempre\, Shel è sfuggito\, per sua determinazione\, ad operazioni nostalgiche. Un artista maturo che per tutta la sua carriera ha sempre lottato contro la Grande Bugia che vede gli anni ’60 soltanto come una bellissima giostra dorata: Shel\, nei suoi concerti riflettere sulle trasformazioni culturali degli anni ’60 fino ad oggi\, percorso che aveva già iniziato con la preziosa collaborazione di Edmondo Berselli\, politologo\, opinionista e brillante scrittore\, con il libro Storie\, sogni e rock’n’roll\, il cd Acoustic Circus e l’opera teatrale Sarà una bella società. \nShel Shapiro è lo pseudonimo di David Norman Shapiro. Giunto in Italia nel 1963\, cantante\, musicista\, produttore discografico e ora anche scrittore\, Shapiro è diventato famoso in Italia come cantante del gruppo musicale dei Rokes\, molto noto negli anni Sessanta. Nel 1965 infatti\, insieme ai Rokes\, inaugura il Piper Club a Roma e con una serie di canzoni storiche (come Che colpa abbiamo noi\, È la pioggia che va\, C’è una strana espressione nei tuoi occhi\, Piangi con me\, Bisogna saper perdere) vendono milioni di dischi.\nQuando il gruppo si scioglie Shapiro prosegue come solista\, ma soprattutto come autore di brani interpretati da altri cantanti italiani. Con le canzoni da lui composte per Mina\, Ornella Vanoni\, Riccardo Cocciante\, Patty Pravo\, Gianni Morandi\, Raffaella Carrà\, Claudia Mori\, Luca Barbarossa\, Enrico Ruggeri\, David Riondino\, Rino Gaetano\, Mia Martini\, ecc vende dal ’70 al ’90 circa trenta milioni di dischi. Qualche titolo\, come esempio: E poi per Mina\, Non ti bastavo più per Patty Pravo\, Quante volte per Mia Martini\, Stupidi per Ornella Vanoni. Non mancano anche delle sue partecipazioni cinematografiche e televisive.
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SUMMARY:Africa Unite System Of a Sound
DESCRIPTION:Ritornano due amici di vecchia data che hanno fatto la storia della musica alternativa in Italia!AFRICA UNITE SYSTEM OF A SOUND è un viaggio\, un dialogo tra le due teste pensanti di Africa Unite.\nDue stili di intendere la musica messi a confronto in un clash che alterna le selezioni di Bunna\, che alla voce propone anche le più note canzoni del vasto repertorio del gruppo reggae italiano\, con le elaborazioni live che mescolano il dub e i suoni digitali da parte di Madaski.\nReggae\, roots\, dub\, elettronica\, unite sotto il comune denominatore del sound che\, da sempre\, ha influenzato la loro produzione musicale. Gran profusione di basse frequenze con costante attenzione al far muovere la dance hall. \nRight atmosphere with the self made sound system by:\nROCKERS DUB MASTER SOUND SYSTEM   \nWarm up and after show:\nCANNIBAL SE/LECTER\nDUBKALI AKA MAXKALI\nD-VIBE mc   \nvideo & interiors by:\nFAAAB \norganizzazione: Bonawentura
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SUMMARY:Satierose
DESCRIPTION:Per il compleanno di Erik Satie ARMÓZEIN  \nArmòzein\, dal greco: armonia\, connettere\, collegare.  \n10 giovani artisti espongono 10 trittici per omaggiare Erik Satie.  \n“Non si dimentichi che la melodia è l’Idea\, il contorno; nonché la forma e la materia di un’opera. L’armonia\, invece\, è un modo di illuminare\, di presentare il soggetto\, il suo riflesso”.\nErik Satie  \nLa scelta di invitare 10 giovani artisti ad esporre i loro trittici nasce dalla ricerca – verso cui era lo stesso Satie a tendere – di un modo di illuminare l’idea\, nelle sue più diverse accezioni.  \nIn linea con lo spirito mistico – rosacrociano – del compositore\, il trittico\, o il tre\, come via perfetta per esporre e per comporre l’idea. Illuminarla\, armonizzandone gli elementi in accordo e disaccordo. \nMarco Andrighetto nasce a Treviso nel 1979. Si diploma nel 2007 presso l’ Accademia di belle arti di Venezia\, sezione Pittura. Si abilita nel 2009 come docente di Discipline pittoriche. Corso Cobaslid Cà Foscari\, ABA Venezia.Vive a Treviso.\nStefano Cescon nasce a Pordenone nel 1989. Si diploma in Pittura presso l’Accademia di belle arti di Verona\, studia Decorazione pittorica all’Accademia di belle arti di Venezia. Vive e lavora a Venezia.\nEnea Chersicola nasce a Trieste nel 1987. Laureato in filosofia e antropologia\, pittore e curatore. Vive e lavora Altrove.\nGiovanni de Flego nasce a Trieste il 1982. Dottore di ricerca in composizione architettonica\, lavora come designer nel campo della comunicazione.\nLeone Maria Kervischer nasce a Trieste nel 1993. Vive e lavora a Trieste.\nTeresa Neppi  nasce a Trieste nel 1994. Studia all’Accademia di belle arti e design di Ljubljana\, dove vive e lavora.\nThomas Scalco nasce a Vicenza nel 1987. Si specializza in pittura all’Accademia di belle arti di Venezia nel 2014. Vive e lavora tra Vicenza e Venezia.\nAleksandar Stanojević nasce a Paraćin (Serbia) nel 1992. Studia pittura all’Accademia di belle arti di Novj Sad\, dove vive e lavora.\nAlan Stefanato nasce a Trieste nel 1992. Vive e lavora a Muggia (TS).\nBarbara Stefani nasce a Trieste nel 1972. Laureata in economia e commercio si forma come artista presso il Laboratorio Cervi Kervischer. Vive e lavora a Trieste.  \norganizzazione: Bonawentura \nIngresso libero
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SUMMARY:Mozart il sogno di un clown
DESCRIPTION:Giuseppe Cederna ci avvicina al mistero e al genio di Wolfgang AmadeusMozart con lo spettacolo “Mozart il sogno di un clown” di cui è anche autore\,\ndiretto Ruggero Cara ed Elisabeth Boecke. Sulla scena lo affianca il pianista\nStefano D’Onofrio che intreccia al monologare di Cederna 22 estratti musicali\ndel grande salisburghese. Lo spettacolo è in scena al Teatro Miela da mercoledì 2\nmaggio per la stagione altripercorsi del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. \nGiuseppe Cederna sarà Mozart dal 2 al 4 maggio al Teatro Miela\, nello spettacolo “Mozart il sogno\ndi un clown” in programma per il cartellone “altripercorsi” del Teatro Stabile del Friuli Venezia\nGiulia. Ma l’attore è già stato nei panni del genio salisburghese una prima volta: quando nel 1987 il\nregista Mario Missiroli mette in scena “Amadeus” di Peter Shaffer e può contare su un grande\nprotagonista come Umberto Orsini che impersona l’anziano Antonio Salieri\, corroso dall’invidia per\nil genio mozartiano. Per il ruolo del titolo viene scelto un giovane Giuseppe Cederna\, descritto dai\ncritici «Minuscolo e scatenato\, rigoroso nel controllo\, mimetico nella capacità di trasformazione».\n“Amadeus” è un successo teatrale ed un exploit per quel giovane protagonista\, destinato a diventare\nuno dei più stimati attori italiani contemporanei\, che si fisserà poi nell’immaginario collettivo\nnell’indimenticabile personaggio del film Premio Oscar “Mediterraneo” di Salvatores.
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SUMMARY:Trieste Calling the Boss 2018
DESCRIPTION:Trieste Calling the Boss nasce nel 2012 per festeggiare il concerto di Bruce Springsteen a Trieste\, da allora la manifestazione organizzata dall’associazione Trieste is Rock\, diventa un appuntamento fisso che convoglia ogni anno un afflusso di pubblico da città e fuori. La musica fa da collante e punta ad attrarre spettatori di tutte le età\, come avviene ai concerti del Boss. Massima apertura anche sui generi musicali: protagonista il rock a 360 gradi\, in tutte le sue declinazioni\, dai momenti più cantautorali e raccolti alle esplosioni elettriche. Ogni anno c’è un filo conduttore: nell’edizione 2018 si celebra il quarantennale di «Darkness on the Edge of Town»\, quarto album di Bruce uscito nel 1978 (da qui lo slogan del Calling 2018 «Everybody’s got a hunger\, a hunger they can’t resist»\, tratto da «Prove it All Night» contenuta nel celebre disco del ’78).\n\nDiverse le location triestine che ospiteranno il Festival: i Teatri Miela\, Bobbio e Fabbri; il Loft\, il Café Rossetti\, il Dhome fino al pranzo di chiusura al Ferroviario.\n\nTra i nomi in cartellone: Cristina Donà e Chiara Vidonis\, Matthew Lee\, J Tommasini&Johnny Staxx\, Blood Brothers\, The Mama Bluegrass Band\, Riccardo Maffoni&Pow Lean\, Cheap Wine\, Hernandez&Sampedro\, Tom Petty Tribute\, Anthony Basso\, Riccardo Gileno\, Rick Perovich\, Cortellino\, Federica Crasnich\, Fiore\, Roy Force One\, The Rideouts\, Carlo Ozzella… e incontri come quello con il giornalista musicale Carlo Massarini.\n\n\nLINK E CONTATTI: Trieste is Rock\, Via Crosada 3\, Trieste +39 040 260 6882 (lunedì e giovedì dalle 17 alle 19 – martedì dalle 11 alle 12)\nassociazione.tsrock@gmail.com\npress@triesteisrock.it
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SUMMARY:In viaggio sul Rex
DESCRIPTION:Evento collaterale di Nel mare dell’intimità.Ore 20.30 – Concerto \nAtmosfere anni ‘30\, musica e ritmi swing in voga negli anni ‘30 quando si viaggiava sul Rex. Sono gli ingredienti dello spettacolo/concerto che si terrà DOMANI\, martedì 17 aprile ore 20.30 al Teatro Miela di Trieste e che vedrà protagonista la Shipyard Big Band\, una ventina di musicisti della nostra regione con una grande esperienza musicale diretti dal Mo Flavio Davanzo notissimo trombettista e compositore triestino. La Big Band da oramai trent’anni propone il jazz nei suoi aspetti più storici\, ma anche godibili. Nella serata proporrà l’esecuzione di alcuni brani originali\, la musica e le danze\, con esperti ballerini\, in voga negli anni ’30. Insieme a loro Pietro Spirito nella vesti di narratore per riportarci indietro nel tempo quando il Rex svolgeva servizio tra l’Europa e gli Stati Uniti. L’iniziativa\, organizzata da Erpac\, Comune di Trieste e Coperativa Bonawentura\, fa parte del calendario degli eventi collaterali della mostra “Nel mare dell’intimità” aperta ancora per due settimane (fino al 1° maggio) al Salone degli Incanti di Trieste. \nVarato il 1 agosto 1931 alla presenza del re d’Italia Vittorio Emanuele III con la Regina Elena\, che ne fu la madrina\, il transatlantico Rex stata la più grande e lussuosa nave passeggeri italiana mai costruita fino al varo della Costa Classica nel 1991. Nel 1940\, cessato il servizio di linea\, il Rex fu tasferito nel porto di Trieste dove requisito dei tedeschi dopo l’occupazione nazista seguita all’Armistizio. Nel 1944 durante il trasferimento per metterlo al sicuro dagli attacchi degli alleati si incagliò su un basso fondale tra Isola d’Istria e Capodistria dove fu poi borbardato. \nSi segnala che\, eccezionalmente\, la visita della curatrice alla mostra che si svolge prima degli eventi è sospesa.  \nIngresso € 8\,00\, ridotto € 5\,00 per soci Bonawentura\, Alleanza 3.0 e under 26\, gratuito per i possessori del biglietto della mostra “Nel mare dell’intimità” (previa prenotazione alla biglietteria del Teatro dalle 17 alle 19 entro il giorno dello spettacolo). Prevendita c/o biglietteria del teatro (tel. 0403477672) tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.00. www.vivaticket.it Conservando il biglietto d’ingresso si può accedere alla mostra “Nel mare dell’intimità” al prezzo ridotto di € 5.
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SUMMARY:Monologo quantistico
DESCRIPTION:“La Fisica Quantistica arriva a teatro grazie al talento di Gabriella Greison\, che in “1927 – Monologo Quantistico” racconta il lato umano dei padri della fisica quantistica\, e il loro fondamentale contributo alla scienza in uno spettacolo che avvince e appassiona. Lo spettacolo è in scena al Teatro Miela dal 10 al 12 aprile in programma per il cartellone altripercorsi dello Stabile regionale”.«Se pensate di avere capito qualcosa della Fisica Quantistica\, allora non avete capito niente» sosteneva Niels Bohr – il grande fisico e Premio Nobel danese – con un po’ di humour ma evidenziando chiaramente la complessità della materia… Eppure “1927 – Monologo quantistico” di e con Gabriella Greison\, pone la fisica quantistica al proprio centro e ne fa materia di teatro.\nLo spettacolo – ospite della stagione “altripercorsi” del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia – va in scena al Teatro Miela da martedì 10 a giovedì 12 aprile e rappresenta sicuramente una proposta curiosa e stimolante.\nNe è autrice e interprete Gabriella Greison – scienziata\, giornalista\, scrittrice\, ed ora anche attrice – ed è proprio alla sua versatilità\, alla sua personalità dinamica e alla sua ampia cultura che va imputato il successo di “1927 – Monologo quantistico”.\nIl Teatro Stabile regionale\, già nella passata stagione ha iniziato ad affrontare – attraverso i linguaggi del palcoscenico – i temi del mondo scientifico ed ha operato una prima sperimentazione in questo senso\, parlando di crisi ed economia nella produzione “La domanda della regina”\, scritta\ndi un drammaturgo e uno scienziato (Giuseppe Manfridi e Giorgio Chiarotti) e presentata con ottimo esito anche in tournée nazionale. E nel fervore suscitato dalla designazione di Trieste quale “Capitale Europea della Scienza 2020” è naturale proseguire in questo filone: il “Monologo\nquantistico” di Gabriella Greison rappresenta un secondo passo in questo intrecciarsi di scienza e teatro\, ricerca e recitazione.\nLo spettacolo sceglie un taglio molto accattivante\, si serve di foto e video\, oltre che del talento e della preparazione di Gabriella Greison per addentrarsi fra gli eventi\, gli aneddoti e i misteri che hanno connotato la nascita della Fisica Quantistica.\nTutto ha inizio da una famosa foto d’epoca\, una foto che campeggia nello studio di ogni fisico e che per Gabriella Greison era diventata quasi un’ossessione: finisce per costruirci attorno molte ricerche\, poi un romanzo… e infine lo spettacolo.\n\n«È una foto scattata nell’ottobre del 1927 al convegno Conferenza di Solvay a Bruxelles» ha spiegato l’autrice. «Ritrae assieme 29 persone\, 17 delle quali erano o sarebbero diventate dei Nobel\, fra cui Einstein e Marie Curie. Lì nacque ufficialmente la Fisica Quantistica». In scena\, i grandi\nscienziati e le loro idee vengono però raccontati in modo piacevole e assolutamente comprensibile anche ai profani. Gabriella Greison infatti dà spazio al loro lato umano\, porta alla luce aneddoti che li fanno apparire non solo autorevoli\, ma anche simpatici\, “vicini”: ecco allora Einstein ritratto come lupo solitario\, Max Born che si rivela parecchio ipocondriaco\, Wolfgang Pauli scaramantico e ossessionato dal numero 137… e Marie Curie coraggiosamente controcorrente\, visto che tentava di affermarsi nella scienza e non attraverso la ricerca di un buon marito (come era costume invece\ndelle sue contemporanee). Per rinvenire tante informazioni l’autrice ha indagato fra epistolari e diari\, ha intervistato i familiari\, e non ha dovuto “romanzare” molto il materiale ottenuto «Quella foto – sostiene – anche per la concentrazione di geni\, fu il primo momento in cui i fisici divennero\nquasi delle rockstar come notorietà. Oggi invece sono noti solo agli addetti ai lavori ed è un male: la Fisica è fondamentale e deve sapersi raccontare a tutti».\n“1927 – Monologo quantistico” è scritto e interpretato da Gabriella Greison per la regia di Emilio Russo e prodotto da Tieffe Teatro. Le luci sono di Mario Loprevite\, le scene e i costumi di Pamela Alcardi.\n“1927 – Monologo quantistico” va in scena da martedì 10 a giovedì 12 aprile: il debutto è alle ore 21 al Teatro Miela. Lo spettacolo è ospite del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia per il cartellone altripercorsi.\nI biglietti per lo spettacolo sono ancora disponibili presso tutti i punti vendita del Teatro Stabile regionale e anche attraverso il sito www.ilrossetti.it.
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SUMMARY:CXG-Concerto per Gabriele 2018
DESCRIPTION:Dieci anni sono passati dal primo concerto in onore di Gabriele Manfioletti: in questolasso di tempo l’Associazione Musicale Jambo Gabri è riuscita a organizzare eventi\,\nconcerti\, workshop e sostenere la cultura musicale emergente nel territorio di Trieste.\nIl CXG – Concerto per Gabriele nel 2018 celebra infatti la sua decima edizione\,\nportando con sé molte novità e allo stesso tempo mantenendo la solida struttura che\nha caratterizzato l’evento per anni. La manifestazione avrà luogo il 24 marzo 2018\nnella sua location storica – il Teatro Miela Bonawentura di Trieste – a partire dalle\nore 17.00. Per il decennale viene dato maggior spazio ai gruppi che salgono sul palco\nnel pomeriggio\, risaltando la qualità e la diversità degli artisti. Partirà il giovane\ncantautore “Giovanni Zacchigna” per poi lasciare spazio al gruppo indie triestino\n“Sindrome di Ma”. Seguirà con brio il collettivo hip hop dal nome “Yamato”\, poi\n“The Breeze Blues Band”\, un progetto blues formato da 4 componenti\, e infine la\nchitarrista e cantautrice 18enne “Martae”. Dopo una breve pausa\, il concerto-evento\nriprenderà alle ore 21 per la seconda parte della manifestazione. Torneranno sul palco\ndel CXG i “Rêver”\, la giovane band pop rock di Trieste\, che si è distinta negli ultimi\nanni nel panorama musicale della regione e non solo\, vincendo diversi contest tra cui\nil Festival Show a giugno\, grazie al quale hanno suonato di fronte a 20.000 persone\,\ncondividendo il palco con The Kolors\, i TheGiornalisti\, Shade\, Moreno e molti altri.\nIl secondo artista a salire il palco del Miela sarà il cantautore classe ‘91 “Riccardo\nGileno”. Dopo una serie di avventure come bassista per la Free Strangers’ Society e\ncomponente del progetto Family Affair\, nel 2013 comincia ad indirizzare gli sforzi sul\nprogetto solista. Il 10 novembre 2017\, viene rilasciato l’EP di debutto “The Curse\nEP”\, prodotto assieme a Matteo Brenci. Headliner della serata sarà il gruppo veneto\n“Hit-Kunle”. La band presenta il suo album d’esordio “In the pot”: le loro\ncomposizioni sono un insieme di sonorità prese dal mondo afro-latin\, così come dal\nsoul\, dal rock e dal punk. Il risultato è un groove secco e immerso in atmosfere calde\ned energiche\, che da origine ad una musica vibrante e fervida. Il nome della band\nprende origine dalla fusione tra il termine inglese “HIT” e la parola “KUNLE”\n(derivante da un dialetto nigeriano)\, che si potrebbe tradurre con “Il colpo che\nriempie abbondantemente la casa”. L’ingresso del CXG è libero e gratuito.\nContatti:\nMail: info.jambogabri@gmail.com\nFB: Associazione Musicale Jambo Gabri
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SUMMARY:Il Milione\, ovvero il libro delle meraviglie
DESCRIPTION:Evento collaterale di Nel mare dell’intimitàOre 20.30 – Viaggio musicale sulle tracce di Marco Polo \nMarco Polo: mercante e avventuriero che trascorse la sua vita tra i diciassette e i quarantun anni in viaggio attraversando il Medio Oriente e l’Asia Centrale fino alla Cina. La fama di quest’uomo\, a differenza dei molti altri\, sta nel fatto di aver lasciato una ricca documentazione in forma di racconto di questa straordinaria esperienza di vita: un racconto che\, filtrato dalla penna del pisano Rustichello\, alterna descrizione di luoghi a narrazione di eventi storici e leggende.  \nDa questa straordinaria opera nasce il concerto/spettacolo “Il Milione ovvero il libro delle meraviglie”\, che andrà in scena venerdì 9 marzo alle ore 20.30 al Teatro Miela di Trieste\, nell’ambito degli eventi collaterali della mostra “Nel mare dell’intimità. L’Archeologia subacquea racconta l’Adriatico\, allestita al Salone degli Incanti di Trieste e organizzata dal Servizio di catalogazione\, formazione e ricerca dell’Erpac e dal Comune di Trieste. \nInsieme alla voce narrante di David Riondino\, che toccherà alcune tappe di questo racconto di viaggio\, La Revedie\, l’ensemble di musica medievale composto da Livia Caffagni (voce\, viella\, flauti)\, Elisabetta de Mircovich (voce\, viella\, ribeca\, symphonia)\, Matteo Zenatti (voce\, arpa\, percussioni)\, costruirà una sorta di colonna sonora dando suono ad alcuni dei temi toccati da Marco Polo. Il repertorio di musiche orientali eseguite da Onur Kaya al tanbur e al saz e da Elena Baldassarri al tabla e al bendir\, che si inserirà nel racconto insieme al repertorio medievale occidentale\, unisce la ricchezza della musica dell’Anatolia ai ritmi della musica classica indiana\, proiettando lo spettatore in quel mondo meraviglioso e remoto\, dall’irresistibile fascino.  \nPrima dello spettacolo\, alle ore 18\, Rita Auriemma\, curatrice della mostra “Nel mare dell’intimità” sarà a disposizione al Salone degli Incanti per una visita guidata gratuita. Alle ore 19.45\, La Reverdie\, Onur Kaya e Elena Baldassarri incontreranno il pubblico al Teatro Miela.  \nPer info e costi: www.miela.it\, tel. 040 3477672. Ingresso gratuito per i possessori del biglietto della mostra “Nel mare dell’intimità” (previa prenotazione alla biglietteria del Teatro dalle 17 alle 19 entro il giorno dello spettacolo).
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SUMMARY:Il Milione ovvero il libro delle meraviglie
DESCRIPTION:Evento collaterale di Nel mare dell’intimità.Ore 20.30\nLa Reverdie e David RiondinoSeguendo le tracce di Marco Polo\, l’ensemble di musica medievale La Reverdie allestisce un programma su “il Milione”\, contrapponendo agli strumenti medievali il kamancheh persia- no e il tabla indiano. La narrazione di questo straordinario viaggio è affidata alla voce di David Riondino.
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SUMMARY:Breviario mediterraneo  - omaggio a Predrag Matvejević
DESCRIPTION:Evento collaterale di Nel mare dell’intimità. Breviario mediterraneo – Spettacolo multimediale – omaggio a Predrag Matvejević\nOre 20.30 – L’Archeologia subacquea racconta l’Adriatico  \nIntellettuale  cosmopolita  di grande spessore un anno fa Predrag Matvejević ci ha lasciato. Nella sua opera più famosa\, “Breviario Mediterraneo”\, scrive che «il Mediterraneo è il mare della vicinanza\, l’Adriatico è il mare dell’intimità». A questa poetica definizione si ispira il titolo della mostra “Nel mare dell’initmità. L’Archeologia subacquea racconta l’Adriatico” allestita a Trieste e che DOMANI\, mercoledì 7 febbraio alle ore 20.30 al Teatro Miela di Trieste dedica allo scrittore slavo uno degli eventi collaterali. Lo spettacolo multimediale “Breviario Mediterraneo. Omaggio a Pedrag Matvejević” organizzato da Erpac – Servizio di catalogazione\, formazione e ricerca e Bonawentura con la regia e drammaturgia di Mila Lazić e promosso dall’associazione culturale Cizerouno\, è un omaggio proprio alla sua opera più celebre\, “Breviario mediterraneo”\, definito da Claudio Magris un «libro geniale\, imprevedibile e fulmineo»\, «un libro epico e pieno di pietas per ognuno degli innumerevoli destini che il mare custodisce e seppellisce\, come un immenso archivio o come un altrettanto immenso dizionario etimologico».  \nTributo alla storia\, alla cultura\, alla civiltà e alla convivenza fra i popoli\, resoconto di tutta la bellezza nata in questo grembo d’acqua\, lo spettacolo è una lettura di passi del libro\, a cura dell’attore  Filippo Borghi\, accompagnati dalle musiche mediorientali di Max Jurcev e da un video mapping che suggerisce il fluire delle onde del mare. Il tutto si intreccia con la “Polifonia mediterranea”\, un’installazione acustica composta da più voci che leggono frammenti da Breviario mediterraneo in alcune delle molteplici lingue del mondo in cui è stato tradotto: greco\, spagnolo\, albanese\, turco\, portoghese\, tedesco\, ebraico\, sloveno\, giapponese\, francese\, arabo\, inglese…Tra tanti partecipanti/lettori che hanno generosamente prestato le loro voci\, c’è un altro scrittore\, il tedesco Veit Heinichen\, il quale\, come Matvejević\, è profondamente legato al Mediterraneo\, all’Adria e a Trieste. I tre segmenti che compongono lo spettacolo corrispondono ai tre capitoli del libro di Predrag Matvejević: Breviario\, Carte e Glossario.  \nPrevendita alla biglietteria del Teatro Miela (tel. 040/ 3477672) tutti i giorni dalle 17 alle 19 e su  www.vivaticket.it – Ingresso € 8\, ridotto € 5 per soci Bonawentura e under 26; gratuito per i possessori del biglietto della mostra “Nel mare dell’intimità” (previa prenotazione alla biglietteria del Teatro dalle 17 alle 19 entro il giorno dello spettacolo). Viceversa\, chi conserva il biglietto dello spettacolo può accedere a prezzo ridotto alla mostra.   \nAlle ore 18\,  la curatrice della mostra Rita Auriemma sarà a disposizione per una visita guidata alla mostra (30 posti disponibili) allestita al Salone degli Incanti. La visita è gratuita\, l’ingresso alla mostra a pagamento.\nInfo: www.nel maredellintimita.it – www.miela.it
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SUMMARY:Alpi Giulie Cinema 2018 a Trieste
DESCRIPTION:È giunta alla 28esima edizione la rassegna cinematografica dedicata alla montagna “Alpi Giulie Cinema”\, organizzata dall’Associazione Culturale Monte Analogo. Le prime tre giornate di proiezione si svolgeranno al Teatro Miela rispettivamente il 6\, 20 e 27 febbraio prossimo.\nLe prime due date sono dedicate principalmente alla montagna\, la terza al concorso cinematografico HELLS BELLS – SPELEO AWARD che dal 2012\, e con la collaborazione della Commissione Grotte Eugenio Boegan-Società Alpina delle Giulie\, Sezione CAI di Trieste\, si occupa di temi ipogei e speleologia ed è dedicato ad autori e/o produttori italiani e internazionali.\nLa prima giornata di tema montano (6 febbraio) affronta tematiche quanto mai attuali come\, nel pomeriggio\, le nuove e poco immaginabili frontiere dello sci. La sera il lavoro sulla montagna\, oggi ma sopratutto ieri\, che è fonte di ispirazione per alpinisti alla ricerca\ndi antiche tracce\, vecchie storie e nuove emozioni. Argomento che il pubblico in sala potrà discutere con il regista de “La Cengia de l’Adriano” Vittorino Mason che presenzierà alla proiezione. In apertura di serata un breve ma significativo video che coniuga alpinismo e\narte nella storia e negli acquerelli di Riccarda De Eccher.\nNel secondo pomeriggio di proiezioni a farla da padroni saranno i video di arrampicata e alpinismo più spettacolari e adrenalinici\, senza però rinunciare a quello che è il fondamento sul quale Monte Analogo si è costituita: trasmettere un messaggio di impegno\nculturale\, sociale\, ambientale.\nDecisamente in questo senso va il film della proiezione serale “Oltre il confine: Storia di Ettore Castiglioni” che esamina il mistero della morte del grande alpinista su un ghiacciaio al confine tra la Svizzera\, dalla quale stava scappando\, e l’Italia degli ultimi mesi della\nSeconda Guerra Mondiale nella quale stava tentando di rientrare per fornire aiuto a passare proprio quel confine ebrei e perseguitati politici. Anche in questa occasione il film sarà presentato dal regista stesso.\n\nLa rassegna si trasferisce con la seconda parte\, quella dedicata a “Genti & Montagne”\, storie di donne e uomini dei monti\, di luoghi remoti e di migrazioni nell’accogliente salotto di ritrovo culturale bar libreria Knulp. Queste serate verranno proposte ad ingresso rigorosamente gratuito. Le giornate approfondiranno tematiche culturali\, sociali\, etniche\, scientifiche e ambientali e non esclusivamente dedicate alla montagna ma all’ambiente naturale in genere.\nSi tratta comunque di cortometraggi riconosciuti e premiati nelle più importanti e prestigiose rassegne del settore. “Senza voce” e\nL’argonauta” trattano il tema della memoria\, della sua dispersione\, scomparsa e necessità di preservarla per la sopravvivenza delle civiltà alpine. Ambiente umano che in “Vergot” si ritrova a fare i conti con il rifiuto dell’identità omosessuale di uno dei protagonisti. “489 years” ci porta\, con un raffinato lavoro di computer grafica in una delle zone più calde del pianeta\, la inaccessibile fascia smilitarizzata che divide la Corea del Sud da quella del Nord mentre “Dolomiten Front”\, è un rock musical contro tutte le guerre\, realizzato in Val di Fiemme nello scenario di Forte Dossaccio\, con i giovani artisti e professionisti delle Valli di Fiemme e Fassa e del Trentino\, nel pieno centenario della prima guerra mondiale. Immagini raffinatissime e spettacolari e storie ricche d’emozioni sono gli ingredienti di “Life in four elements”\,\npremiato nell’ultima edizione del Trento Film Festival per il miglior contributo tecnicoartistico.\n“Tarfala” e “La scelta di Quintino” sono rivolti a una memoria più personale e intima\, alla meditazione sulle scelte “ribelli” dei protagonisti dei due video\, scelte contrarie a quelle imposte dall’odierna società ma\, forse\, le uniche in grado di salvarla. “Reset: una classe alle Svalbad” propone l’esperienza di una classe scolastica in viaggio d’istruzione alle isole Svalbad\, oltre il circolo polare artico. Infine “District zero”\, “The island of all together” e “Hotel Splendid” trattano il delicato e scottante tema dei migranti da nuovi e inconsueti punti di vista. \n\nLa rassegna si concluderà con il Premio Alpi Giulie Cinema LA SCABIOSA TRENTA\, giunto alla ventiquattresima edizione. Si tratta di un concorso del tutto originale: è infatti dedicato ad autori e/o produttori che vivono nelle regioni delle Alpi Giulie\, in Slovenia\, Carinzia e Friuli Venezia Giulia\, per reportage e documentari che riguardano montagna\, natura ed esplorazione in tutto il pianeta.\nAnche nel 2018 si terrà la proiezione pomeridiana e serale delle più interessanti pellicole giunte in concorso con la cerimonia di premiazione alla presenza di numerosi ospiti e la consegna della Scabiosa Trenta.\n\nDal 1° al 22 marzo inoltre da Knulp sarà allestita la mostra fotografica di Carlo Tavagnutti “Nell’incanto delle Alpi Giulie”.\nCarlo Tavagnutti vive a Gorizia\, dove è nato nel 1929. Frequentatore assiduo delle Alpi Giulie\, ha saputo tradurre il suo amore per la montagna in equilibrate visioni di paesaggio e testimonianze di vita sulle “terre alte”\, nelle quali l’aspetto documentario è quasi mai prevalente sulla costruzione interpretativa dell’immagine. Fotografa prevalentemente in bianco e nero\, cura i servizi fotografici di “Alpinismo goriziano” dalla sua fondazione. Sue\nfotografie sono apparse su numerose riviste ed opere editoriali: Julische Alpen (1978); Tricorno 1778-1978 (1978); Östliche Dolomiten (1979); Alpi Giulie Occidentali (1983); Il Carso Isontino (1984); Dalla vita di un alpinista (1985); Le arti a Gorizia nel secondo ‘900 (1987); Il mito del paesaggio nella fotografia del Novecento in Friuli (1988); Ville a Gorizia (1990); Isonzo (1991); Giovanni Paolo II in F.V.G. (1997); Il F.V.G. e i suoi grandi vini\n(1997); Æsontius (1998); Volo con l’aquila (1998); Valdirose. Il cimitero della comunità ebraica di Gorizia (2004). \nÈ socio onorario della Sezione di Gorizia del Club Alpino Italiano\, socio del Circolo Fotografico Isontino ed Accademico del GISM (Gruppo Italiano Scrittori di Montagna).
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SUMMARY:Cinema Teatro Miela
DESCRIPTION:Avrà inizio martedì 6 febbraio 2018 a Trieste la ventottesima edizione della Rassegna Internazionale di Cinema di Montagna “ALPI GIULIE CINEMA” organizzata dall’Associazione Monte Analogo\, in collaborazione con ARCI Servizio Civile.Il 15 gennaio è il termine ultimo per la partecipazione ai due concorsi “Premio La Scabiosa Trenta” e “HELLS BELLS Speleo Award” inseriti nella rassegna.\nE’ possibile scaricare il modulo di iscrizione ai due concorsi dal sitowww.monteanalogo.net
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SUMMARY:29. TRIESTE FILM FESTIVAL
DESCRIPTION:Torna dal 19 al 28 gennaio il TRIESTE                   FILM FESTIVAL\, primo e più importante appuntamento                 italiano con il cinema                 dell’Europa centro orientale\, giunto                 quest’anno alla 29. edizione\,                 diretta da Fabrizio Grosoli e Nicoletta                   Romeo: nato alla vigilia                 della caduta del Muro di Berlino (l’edizione “zero” è                 datata 1987)\,                 il festival continua ad essere da quasi trent’anni un                   osservatorio privilegiato su cinematografie e autori                   spesso poco                   noti – se non addirittura sconosciuti – al pubblico                   italiano\, e più in generale                   a quello “occidentale”. Più che un festival\, un                 ponte che mette in contatto                 le diverse latitudini dell’Europa del cinema\, scoprendo                 in anticipo nomi e                 tendenze destinate ad imporsi nel panorama                 internazionale.  \nDue\,                 quest’anno\, le                 aperture: la prima\, venerdì 19 gennaio\, al Teatro Miela\,                 con SYMPATHY FOR THE DEVIL di Jean-Luc                   Godard\, evento inaugurale                 (anche) della retrospettiva “Rebels 68.                   East’n’West Revolution” (vedi sotto). Un film                 simbolo di un’intera                 stagione\, che “bombarda” la narrativa tradizionale                 attraverso dieci piani                 sequenza: metà sui Rolling Stones che registrano il                 brano del titolo\, metà                 sulla rivoluzione che non decolla\, tra Pantere nere                 letteraliste\, scritte sui                 muri\, un libraio nazi che fa malmenare due “rossi” e Eve                 Democracy intervistata                 sul ruolo degli intellettuali e poi braccata. \nLa seconda apertura\,                 che                 lunedì 22 gennaio segnerà il debutto del Rossetti come                 sede principale del                 Festival\, sarà affidata a DJAM\, il                 nuovo film di Tony Gatlif: un’opera                 che\, come sempre nel cinema dell’autore di Gadjo                 Dilo\, Transilvania e Vengo\,                 mescola lingue\, nazionalità e ritmi\, in un viaggio fatto                 di musica\, incontri\,                 condivisione e speranza che – attraverso la storia di                 una giovane donna dallo                 spirito libero – racconta l’Europa della                 multiculturalità e delle migrazioni. \nLa chiusura segna il                 ritorno al Trieste Film Festival di Elisabetta                 Sgarbi\,                 intellettuale a tutto tondo (cineasta\, scrittrice\,                 editrice) che in L’ALTROVE PIÙ                 VICINO accompagna                 lo                 spettatore in un viaggio ai confini dell’altrove che ci                 è più prossimo\, una                 terra\, un popolo\, una cultura\, che è appena oltre una                 soglia mobile\, fatta per                 essere attraversata e cancellata milioni di volte dalle                 trasmigrazioni di                 persone\, lingue\, abitudini. La Slovenia nelle parole e                 negli occhi di Paolo                 Rumiz\, nella prima intervista dopo moltissimi anni al                 grande poeta Alojz                 Rebula\, ormai cieco\, ma che continua a scrivere; nei                 ricordi di Claudio Magris                 e nei versi della scrittrice Marisa Madieri\, che fu sua                 moglie\, esule istriana;                 nella musica della giovanissima e vivace orchestra                 diretta dal Maestro Igor                 Coretti-Kuret\, nata per superare ogni frontiera e creare                 un continente                 culturale\, emotivo; nei brani di Boris Pahor\,                 interpretati da Toni Servillo. \nNucleo centrale del                 programma si confermano i tre concorsi                 internazionali dedicati a lungometraggi\, cortometraggi e documentari: a decretare i                 vincitori\, ancora una volta\, sarà il                 pubblico del festival.  \nNove i                 film\, tutti in anteprima italiana\, che compongono il Concorso internazionale                   lungometraggi.                 A cominciare da tre “road movie” che sarebbe                 difficile immaginare più diversi: il croato KRATKI                   IZLET (Una breve gita / A Brief Excursion)                 dell’esordiente Igor Bezinović\, dove il                 tentativo di un                 gruppo di ragazzi di raggiungere un monastero nella                 campagna istriana si                 trasforma in un viaggio allegorico verso l’ignoto; OUT dello slovacco György                   Kristóf\, applaudito al Certain Regard dell’ultimo                 Festival di Cannes\, con                 il protagonista Ágoston che attraversa l’Europa dell’Est                 – tra incontri                 bizzarri e inattesi – nella speranza di trovare un                 lavoro e realizzare il sogno                 di tutta la vita; e FROST del                 maestro lituano Sharunas Bartas\, con                 i suoi due protagonisti\, Rokas e Inga\, impegnati a                 guidare un furgone di aiuti                 umanitari da Vilnius all’Ucraina: salvo ritrovarsi                 abbandonati a se stessi\, in                 cerca di un rifugio tra le terre innevate del Donbass\,                 circondati da un’umanità                 distrutta dalla guerra.  \nPiù                 lontani nel tempo\, ma                 tutt’altro che dimenticati\, sono i conflitti evocati da                 due titoli che hanno                 animato il dibattito politico nei loro Paesi: il polacco ZGODA (Riconciliazione / The Reconciliation) di Maciej Sobieszczański\, triangolo                 amoroso ambientato nella Slesia del 1945\, nel campo di                 lavoro creato dai                 servizi dell’ufficio di sicurezza comunista sul sito                 dell’ex lager nazista di                 Auschwitz Birkenau; e lo sloveno RUDAR (Il minatore / The Miner) di Hanna Slak\,                 storia vera della scoperta\, da parte di un minatore di                 origini bosniache\, di                 una fossa comune in cui erano stati sepolti almeno 4000                 corpi di profughi della                 Seconda guerra mondiale. \nA                 dispetto del titolo\, non                 è invece una storia di guerra quella raccontata in SOLDAȚII.                   POVESTE DIN FERENTARI (Soldati. Una storia da Ferentari /                 Soldiers. Story from Ferentari) di Ivana                   Mladenović: ispirata alle vicende autobiografiche                 dell’antropologo Adrian                 Schiop – anche sceneggiatore e protagonista – è un Romeo                 e Giulietta                 omosessuale ambientato nella periferia rom di Bucarest:                 un gioco di desiderio e                 potere che non ha vincitori\, tra un etnomusicologo                 timido e introverso appena                 scaricato dalla fidanzata e un ex detenuto che si offre                 di aiutarlo nelle sue                 ricerche. \nDa                 Bucarest al Mar Nero                 con l’altro film rumeno del concorso\, BREAKING                   NEWS (Edizione straordinaria) di Iulia                   Rugină: Dopo la tragica morte del suo cameraman\,                 il reporter Alex Mazilu                 deve realizzare un servizio sulla vita dell’uomo\,                 attraverso gli occhi inquieti                 di sua figlia. \nCandidato                 dall’Albania                 all’Oscar\, DITA ZË FILL (Le prime                 ore del giorno / Daybreak) di Gentian                   Koçi è l’intenso ritratto di Leta\, sfrattata e                 costretta a trasferirsi con                 il figlio neonato nell’appartamento di Sophie\,                 un’anziana signora ormai                 immobile a letto\, a cui la donna deve fare da badante.                 Per difendere il lavoro                 e la nuova casa\, Leta deve mantenere in vita a tutti i                 costi la vecchia                 signora.  \nDalla                 Russia\, infine\,                 arriva ARITMIJA (Aritmia /                 Arrhytmia) di Boris Chlebnikov\,                 storia di una giovane coppia di paramedici che\, fra                 interventi d’emergenza\,                 pause lavorative ad alto tasso alcolico e un sistema                 sanitario in continua                 evoluzione\, lotta per trovare la forza di rimanere                 insieme.  \nAltri sei\, oltre ai citati Djam e L’altrove più vicino\, i titoli                 fuori concorso selezionati come Eventi Speciali di questa edizione: a cominciare da KROTKAJA (Una creatura gentile / A                 Gentle Creature) di Sergej Loznica –                 già vincitore del Trieste Film Festival nel 2013 con Anime                   nella nebbia\, e a cui il TSFF ha dedicato un                 omaggio per la                 prima volta in Italia nel 2011 -\, che trae ispirazione                 da un racconto di                 Dostoevskij per raccontare un viaggio nell’abisso in una                 Russia terra di                 delitti senza alcun castigo. Altro nome ben noto ai                 frequentatori del festival                 è quello dell’ungherese Kornél Mundruczó\,                 che con JUPITER HOLDJA (La luna di                 Giove / Jupiter’s Moon) costruisce un thriller                 metaforico sulla disillusione e                 la fede\, storia di un giovane profugo clandestino                 succube del suo potere di                 levitare\, in un mondo dove i miracoli si comprano per                 pochi soldi… \nVincitore                 del Premio                 Venezia Classici per il miglior documentario sul cinema\, THE PRINCE AND THE DYBBUK di Elwira                   Niewiera e Piotr Rosołowski è un                 appassionante viaggio cinematografico alla scoperta di                 un autentico Zelig che                 cambiava continuamente nome\, religione\, titolo e paese                 per scrivere la storia                 della sua vita come se fosse quella di un film. Ma chi                 era davvero Moshe Waks\,                 figlio di un umile fabbro ebreo originario dell’Ucraina                 che morì in Italia come                 principe Michaeł Waszyński’ Un ragazzo prodigio del                 cinema\, uno scaltro                 impostore o un uomo che confondeva cinema e realtà’ \nProsegue                 la collaborazione                 del Festival con il Sindacato Nazionale Critici                   Cinematografici Italiani (SNCCI)\, che a Trieste                 premierà A CIAMBRA di Jonas Carpignano come miglior film italiano del 2017. \nInfine\,                 la riscoperta di                 un “piccolo” (solo nella durata: 12 minuti) ma                 importante documentario\, BORA SU TRIESTE\, girato                 nel 1953 da Gianni Alberto Vitrotti: premiato                 alla                 Mostra di Venezia del 1953\, il film fu il frutto di                 oltre due anni di lavoro\,                 coronati da un Leone d’Argento e da un clamoroso                 successo internazionale.  \nIl Concorso internazionale                   Documentari propone nove titoli\, tutti in anteprima                 italiana. Di questi\, ben 4 affrontano\, pur da                 prospettive e con accenti                 diversi\, il mondo dello sport: OVER THE                   LIMIT della polacca Marta Prus offre\, attraverso il ritratto della ginnasta russa                 Margarita Mamun a caccia                 dell’oro olimpico\, un graffiante dietro le quinte sulla                 fatica fisica e mentale                 richiesta da una disciplina rinomata per la sua bellezza                 estetica; l’ungherese ULTRA di Balázs                   Simonyi racconta la più sfiancante delle maratone\,                 la                 Spartathlon\, 246 km tra Atene e Sparta da correre entro                 36 ore; in WONDERFUL LOSERS: A DIFFERENT WORLD\, coprodotto                 e distribuito in Italia da Stefilm\, il lituano Arūnas                   Matelis ha seguito per 7 anni\, durante il Giro                 d’Italia\, i                 “Sancho Panza” del ciclismo professionale: portatori                 d’acqua\, servitori\,                 gregari\, che sacrificano le loro carriere per aiutare i                 compagni di squadra.                 Tra sport (più o meno) nobili e passatempi da bar si                 muove PLAYING MEN dello sloveno Matjaž                   Ivanišin\, un “catalogo” dei giochi virili dal                 sapore arcaico che ancora si                 praticano negli angoli più remoti del Mediterraneo. \nDue                 gruppi di famiglia in                 un interno: quello di STRNADOVI (Storia di un matrimonio / A Marriage Story) della ceca Helena Třeštíková – a cui il TSFF ha dedicato un                 omaggio nel 2010                 -\, che sin dal 1980 segue con la sua macchina da presa                 la vita di Ivana e                 Vaclav Strnad; e DRUŽINA (La                 Famiglia / The Family) dello sloveno Rok                   Biček\, già autore di Class Enemy\,                 esempio di cinéma vérité senza                 sceneggiatura su un ragazzo nato in una famiglia di                 persone con problemi                 mentali che cerca di (ri)costruirsi una vita. Ed è un                 interno domestico\, ma                 affacciato sulla storia con la S maiuscola\, quello al                 centro di DRUGA STRANA SVEGA (L’altro lato di                 ogni cosa / The Other Side of Everything) di Mila                   Turajlić: la regista di Cinema                   Komunisto  ricostruisce\, attraverso                 una lunga conversazione con la madre\, la storia                 dell’appartamento di famiglia\,                 a Belgrado\, “nazionalizzato” dopo la Seconda guerra                 mondiale. \nDue                 i film rumeni: OUĂLE LUI TARZAN (I testicoli di                 Tarzan                 / Tarzan’s Testicles) di Alexandru                   Solomon\, su un istituto di ricerca fondato dai                 sovietici negli anni Venti                 in Abcasia\, repubblica non riconosciuta sulle sponde del                 Mar Nero\, per creare                 un ibrido tra uomo e scimmia; e ȚARA                   MOARTĂ (La nazione morta / The Dead Nation) di Radu                   Jude\, documentario-saggio che attraverso                 fotografie d’epoca e                 estratti dal diario di un medico ebreo\, ricostruisce                 l’ascesa                 dell’antisemitismo negli anni Trenta e Quaranta. \nSono 15                 i cortometraggi in concorso per il Premio TsFF Corti: tra                 questi\, la prima assoluta del rumeno MISS                   SUEÑO di Radu Potcoavă\, il                 cipriota ARIA di Myrsini Aristidou e il                 lituano BY THE POOL di Laurynas Bareiša\,                 entrambi in concorso all’ultima Mostra di                 Venezia\, il greco COPA-LOCA di Christos                   Massalas\, presentato alla                 Quinzaine des Réalisateurs del Festival di Cannes e il                 croato INTO THE BLUE di Antoneta Alamat                   Kusijanović\, visto alla Berlinale.  \nSi                 conferma anche                 quest’anno l’attenzione per l’animazione\, con una                 vetrina fuori concorso dove                 trova posto anche l’italiano MALAMÈNTI\,                 diretto dall’attore Francesco Di Leva e presentato alla Settimana Internazionale della Critica                 a Venezia.  \nPromossa                 in collaborazione                 con Sky Arte\, che premierà uno dei film della sezione                 attraverso l’acquisizione                 e la diffusione sul canale\, Art&Sound propone                 quest’anno 5 titoli in anteprima che esplorano i più                 diversi ambiti artistici: JA GAGARIN (Io sono                 Gagarin / I Am                 Gagarin) della russa Olga Darfy ricostruisce la scena techno della Mosca dei primi anni                 ’90; SOVIET HIPPIES dell’estone Terje                   Toomistu è una corsa attraverso                 il “potere dei fiori” sulle orme del movimento hippie                 sovietico che sfidò il                 regime dell’Urss; GLASNIJE OD ORUŽJA (Più forte delle armi / Louder Than Guns) del croato Miroslav                   Sikavica riflette sul ruolo della musica                 patriottica nella                 (ex) Jugoslavia a cavallo tra gli anni ’80 e ’90; PICTURESQUE                   EPOCHS di Péter                   Forgács\, maestro ungherese del found footage\, è il                 ritratto di Mária                 Gánóczy\, pittrice e filmmaker nata negli anni 20\, la cui                 opera ha immortalato                 luci e ombre della storia dell’Europa centrale; il                 polacco BEKSIŃSCY. ALBUM WIDEOFONICZNY (I                 Beksiński – Un album di suoni e                 immagini / The Beksińskis – A Sound and Picture Album)                 di Marcin Borchardt\, infine\, racconta –                 attraverso un accesso senza                 precedenti ai materiali d’archivio della famiglia – la                 storia dello                 straordinario pittore Zdzisław Beksiński\, e della sua                 complicata relazione con                 il figlio Tomek. \nFuori                 concorso\, prodotto e                 distribuito da Sky\, HANSA STUDIOS: DA                   BOWIE AGLI U2 – La Musica ai Tempi del Muro di Mike                   Christie ci guida alla scoperta dei mitici studi                 di                 registrazione berlinesi che videro nascere i capolavori                 di David Bowie\, Iggy                 Pop\, Depeche Mode\, Nick Cave\, U2\, Einstürzende                 Neubauten\, Nina Hagen. \nIl                 consueto Focus “nazionale” è dedicato quest’anno non ad un Paese\, ma ad                 un popolo – quello                 curdo – sparso in quattro Paesi (Turchia\, Siria\, Iraq\,                 Iran). Con una bandiera                 ma senza uno Stato\, come ci ricorda il titolo di uno dei                 film in programma\, A FLAG WITHOUT A COUNTRY di Bahman                   Ghobadi (l’autore di Il tempo dei cavalli                   ubriachi e I gatti persiani)\, docu-fiction                 che                 segue le storie dei curdi Helly Luv\, cantante pop curda\,                 e Nariman\, pilota.                 Entrambi cercano di essere un esempio per il loro                 popolo\, un popolo che da                 sempre affronta condizioni durissime di vita\, la guerra                 e gli attacchi                 dell’ISIS. \nIn                 programma altri tre                 film\, tutti documentari: FILLES DU FEU (Figlie del fuoco / Fire’s Daughters) di Stéphane                   Breton\, sulle donne curde che combattono contro                 l’Isis in Siria; METEORLAR (Meteore / Meteors)                 di Gürcan Keltek\, che a partire dalla                 cronaca (la caccia ai militanti del PKK da parte delle                 forze di sicurezza                 turche nel 2015) mescola riprese documentaristiche e                 commenti politici\, cose                 terrene e fenomeni dell’universo\, diventando un film                 sulla memoria e la                 sparizione di persone\, luoghi\, cose; GÖZYAŞINA                   YER YOK (Non c’è posto per le lacrime / No Place                 for Tears) di Reyan Tuvi\, un viaggio di                 solidarietà\,                 vita e morte tra la Turchia e Kobane.  \nConfermata                 anche                 quest’anno la formula del Premio Corso Salani\, che                 presenta cinque film italiani                 completati nel corso del 2017 e ancora in attesa di                 distribuzione: la dotazione                 del Premio (2mila euro) va intesa quindi come incentivo                 alla diffusione nelle                 sale del film vincitore. Immutato il profilo della                 selezione: opere                 indipendenti\, non inquadrabili facilmente in generi o                 formati e per questo                 innovative\, nello spirito del cinema di Salani. I                 titoli: il documentario in                 prima assoluta COUNTRY FOR OLD MEN di Pietro Jona e Stefano Cravero\,                 ambientato a                 Cotacachi\, Ecuador\, dove il paradiso di un gruppo di                 anziani americani                 espatriati è minacciato dall’arrivo di connazionali che                 si portano dietro tic e                 nevrosi del loro paese di origine; IL                   CRATERE di Luca Bellino e Silvia Luzi\,                 che dopo l’anteprima alla                 Settimana della Critica di Venezia sta riscuotendo                 enorme successo nei festival                 di tutto il mondo; KARENINA & I di Tommaso Mottola\, sulle tracce di                 Tolstoj attraverso la sfida quasi impossibile                 dell’attrice norvegese Gørild                 Mauseth chiamata ad interpretare Anna Karenina in una                 lingua che non ha mai                 parlato e nel paese d’origine dell’autore; UNO                   SGUARDO ALLA TERRA di Peter Marcias\,                 omaggio al lavoro del documentarista (dimenticato)                 Fiorenzo Serra\, e insieme                 riflessione sul documentario contemporaneo – e sullo                 stato di salute della                 Terra – attraverso le testimonianze di autori come                 Claire Simon\, Wang Bing e                 Brillante Mendoza; L’UOMO CON LA                   LANTERNA di Francesca Lixi\,                 sceneggiato in collaborazione con Wu Ming 2\, che                 racconta attraverso foto\,                 documenti e filmati inediti la storia del bancario sardo                 Mario Garau\,                 distaccato in Cina dal Credito Italiano nel 1920. \nEssere                 il primo festival                 dell’anno ha i suoi vantaggi: ad esempio poter celebrare                 per primi i                 cinquant’anni del ’68\, protagonisti di Rebels 68. East ‘n’ West Revolution\, una                 retrospettiva che\, fedele allo spirito del TsFF\, si farà                 in due\, indagando                 quell’anno cruciale del secondo Novecento da un doppio                 punto di vista: quello                 dell’ovest\, con autori come Godard\, Antonioni\, Roeg e Bertolucci\, e                 quello dell’est\, con nomi come Pintilie\, Dezső\, Němec e Žilnik. Senza                 dimenticare titoli e personalità che – da Bellocchio a Makavejev a Garrel – hanno anticipato                 il 68\, o che del 68 si sono nutriti\,                 prolungandone lo spirito nelle stagioni a venire. “Una                 stagione breve\,                 eccitante e terrificante di rivoluzione totale –                 spiegano Mariuccia Ciotta e                 Roberto Silvestri\, curatori della parte “occidentale”                 della                 retrospettiva – “Nel cinema tutto doveva essere                 rovesciato: il linguaggio\, i                 modi di produzione gerarchici\, il concetto di                 professionalità\, i premi\, la                 ricezione e la memoria storica stessa\, furono messi in                 discussione\, totale e                 permanente. Un film non doveva più essere il cinguettio                 meraviglioso di un                 usignolo dentro la gabbia dorata. Ma la fine di ogni                 gabbia. E la possibilità                 per tutti di prendere una macchina da presa in mano                 senza chiedere permesso e                 scoprire altri mondi possibili”. \nI                 film in programma:  \nREBELS                 68. EAST: Oratorio                     for Prague (1968) di Jan Němec; Reconstruction (1968) di Lucian                 Pintilie; Agitators (1969) di Dezső                 Magyar; June Turmoil e Early                     Works (1969) di Želimir Žilnik; Sweet                     Movie (1974) di Dušan                 Makavejev; Generation ’68 (2016) di Nenad                 Puhovski. \nREBELS                 68. WEST: I                     pugni in tasca (1965) di Marco Bellocchio; Blow                     Up (1966) di                 Michelangelo Antonioni; Baci rubati (1968) di François                 Truffaut; Sympathy for the Devil (1968)                 di Jean-Luc Godard; Sadismo (1970) di Donald Cammell\, Nicolas Roeg; La                     cicatrice intérieure (1972) di                 Philippe Garrel; The Dreamers (2003) di                 Bernardo Bertolucci; Les                     deux amis (2015) di Louis Garrel; Blow                     Up di “Blow Up” (2016) di                 Valentina Agostinis.  \nGiunto                 alla 8. edizione\, When East Meets West\, evento                 organizzato dal Fondo per l’Audiovisivo del Friuli                 Venezia Giulia                 assieme al Trieste Film Festival\, in collaborazione con                 EAVE\, Maia workshops\,                 Creative Europe Desk Italia\, Eurimages\, e con il                 supporto di Creative Europe –                 MEDIA Programme\, MiBACT – Direzione Generale per il Ci-                 nema\, CEI (Central                 European Initiative) e Regione Autonoma Friuli Venezia                 Giulia\, si conferma come                 l’appuntamento industry da non perdere. L’edizione 2018                 avrà un nuovo doppio                 focus East & West\, riunendo a Trieste più di 400                 professionisti                 dell’audiovisivo provenienti da oltre 35 Paesi e\, nello                 specifico\, dai                 territori scelti per il focus 2018: Paesi Nordici                 (Danimarca\, Finlandia\,                 Islanda\, Norvegia\, Svezia) e Sud Est Europa (Albania\,                 Bosnia Erzegovina\,                 Bulgaria\, Croazia\, Grecia\, Kosovo\, Macedonia\,                 Montenegro\, Serbia\, Slovenia).                 L’idea\, anche in questa edizione\, è quella di dare vita                 a un appuntamento                 capace di creare un forte legame tra le regioni e i                 paesi coinvolti. Attraverso                 tavole rotonde\, masterclass e case-study\, si riuniscono                 a Trieste professionisti                 di diversi paesi\, rendendo così il Friuli Venezia                 Giulia un punto di                 riferimento per i produttori dell’Est Europa che                 vogliono avviare                 collaborazioni con imprese occidentali\, e viceversa.                 Insieme a produttori di                 lungometraggi e documentari saranno presenti                 broadcaster\, distributori e                 rappresentanti di fondi e mercati\, così da presentare                 l’intero panorama di                 possibilità produttive e distributive\, nonché le                 risorse finanziarie disponibili.   \nParecchi                 sono gli eventi industry per continuare ad                 attirare in                 città sempre più professionisti dell’audiovisivo                 dall’Europa dell’Est e                 dell’Ovest e per catalizzare l’attenzione dei                 distributori italiani\, che in                 pochi giorni avranno l’opportunità di accedere a varie                 iniziative a loro dedicate\,                 tra cui proiezioni di rough cut di                 lungometraggi documentari i cui progetti siano stati                 presentati in precedenza a                 piattaforme simili a WEMW (Last Stop Trieste)                 e per la prima volta anche a sessioni                 di work in progress di progetti di                 fiction italiani\, in collaborazione con il Milano Film                 Network (This is IT).       \nDa                 segnalare inoltre Born in Trieste\,                 sezione del festival – aperta quindi al pubblico –                 dedicata ai film che proprio                 al When East Meets West hanno iniziato il loro                 (fortunato) percorso produttivo:                 in programma quest’anno\, oltre a due cross-over con                 altre sezioni (Country                     for Old Men\, in gara al Premio Corso Salani\,                 e Wonderful Losers\, in                 concorso tra i documentari)\, l’anteprima internazionale                 del doc BIEGACZE (I corridori / Runners)\,                 diretto                 da Łukasz Borowski: tre                 protagonisti\, 240 chilometri\, 52 ore continue di lotta                 contro le difficoltà di                 una pista in montagna e le limitazioni del corpo umano.                 Senza mai dormire. Uno                 sguardo dentro le motivazioni più profonde che spingono                 l’uomo a conquistare                 l’impossibile. \nPer il                 sesto anno torna Eastweek                   – Scriptwriting Workshop for New Talents\, che                 quest’anno cambia veste: la                 novità è rappresentata dalla partnership con Midpoint –                 il programma per lo                 sviluppo e la scrittura di progetti cinematografici                 dedicato ai professionisti                 emergenti con sede presso la Famu di Praga – che di                 concerto con When East                 Meets West ha trasformato il progetto di sceneggiatura                 ‘Eastweek’ nel primo                 appuntamento di ‘FEATURE LAUNCH WORKSHOP’\, il                 principale progetto annuale dedicato ai nuovi talenti                 nel                 campo cinematografico dell’Europa centro orientale\, in                 collaborazione con il                 festival internazionale di Karlovy Vary e il Film Center                 Serbia.                 Quest’evoluzione è stata salutata da tutti i partner                 coinvolti come il                 coronamento e allo stesso tempo la felice continuità del                 quinquennale progetto                 di sceneggiatura già messo in atto dal Trieste Film                 Festival negli anni                 passati\, e che ora vede un innalzamento della barra dal                 punto di vista                 professionale e qualitativo. Nella sua nuova veste\, il                 primo step triestino del                 Feature Launch Workshop si rivolge a dei team creativi                 composti da                 sceneggiatori\, registi e produttori durante la fase                 dello sviluppo del loro                 primo o secondo lungometraggio. I team potranno far                 parte di un workshop annuale                 che avrà inizio a Trieste e si concluderà nel 2019 nella                 sessione di follow up                 durante il mercato di co-produzione When East Meets                 West\, durante il quale                 potranno confrontarsi e presentare i loro progetti ad                 una platea di potenziali                 produttori e partner artistici. \nTra i vari eventi                 collaterali di cui siamo orgogliosi                 sostenitori c’è il nuovo progetto dedicato alla realtà virtuale e al video immersivo                 a 360°\, ‘TSFF                 goes Virtual’\,                 in collaborazione con il PAG-Progetto Area                 Giovani del Comune di Trieste\, già avviato lo scorso                 gennaio ed ampliatosi                 nell’arco di questi ultimi mesi\, con una serie di                 workshop tenuti dal nostro                 collaboratore ed esperto Antonio Giacomin\, il quale ha                 coordinato l’Hackaton                 contest\, la prima maratona in Italia per la produzione                 video a 360°\, e la ‘VR                 Day’ dedicata al video immersivo attraverso una serie di                 eventi il cui focus                 riguarda l’aspetto della discussione e ricerca di un                 comune linguaggio di                 espressione visiva. Professionisti del settore\, creativi                 o semplici curiosi                 possono esplorare nuove strade creative ed espressive                 approfondendo e                 individuando gli strumenti di narrazione utilizzati in                 questo nuovo media                 mediante panel\, workshop e una masterclass speciale                 tenuta dal ‘transmedia                 author’ Michel Reilhac. \n I Paesi della 29. edizione \nAlbania – Austria – Belgio – Brasile –                   Bulgaria – Canada – Cipro – Croazia – Estonia –                   Finlandia – Francia – Georgia –                   Germania – Grecia – Iraq – Irlanda – Italia – Lettonia                   – Lituania – Norvegia –                   Paesi Bassi – Polonia – Qatar – Regno Unito –                   Repubblica Ceca – Romania –                   Russia – Serbia – Slovacchia – Slovenia – Spagna –                   Stati Uniti d’America –                   Svezia – Svizzera – Turchia – Ucraina – Ungheria \n\n \nTeatro Miela (Piazza Duca degli Abruzzi\, 3)  \nPoliteama Rossetti (Largo Giorgio Gaber\, 1) \nIl                   29. Trieste Film Festival è stato realizzato con                   il patrocinio di Comune di Trieste\, \nDirezione                 Generale per il Cinema – Ministero dei Beni e delle                 Attività                 Culturali e del Turismo\, Università degli Studi di                 Trieste\, Ordine degli                 Avvocati di Trieste; con il contributo                   di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia\,                 Direzione Generale per il Cinema                 – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del                 Turismo\, Comune di                 Trieste\, CEI – Central European Initiative; con il                   sostegno di Fondazione Benefica Kathleen Foreman                 Casali\,                 Fondazione CRTrieste\, Promoturismo FVG\, Istituto Polacco                 di Roma\, Studio                 Boscolo&Partners Trieste\, Parlamento europeo / Lux                 Prize; con la collaborazione di Fondo                 Audiovisivo FVG\, Sindacato Nazionale Critici                 Cinematografici Italiani\, La                 Cineteca del Friuli\, La Cappella Underground\, FVG Film                 Commission\, Associazione                 Casa del Cinema di Trieste\, Associazione Corso Salani\,                 Milano Film Network\,                 MIDPOINT International Script Development Program\,                 SIEDAS – Società Italiana                 Esperti di Diritto delle Arti e dello Spettacolo \nMedia                   partner:                 MYmovies\, Quinlan.it\, Longtake \nWeb Media Partner: cinematographe.it\, geomovies.it\, lafolla.it\, momentosera.com\, oubliettemagazine.com \nMedia                   coverage by Sky Arte HD \nTechnical                   partners: B&B Hotel Trieste\, Grand Hotel                 Duchi D’Aosta\, Victoria Hotel Letterario\, Urban Homy                 Trieste\, Hotel                 Continentale\, NH Hotel Trieste\, Hotel Coppe\, Savoia                 Excelsior Palace\, Urban                 Hotel Design\, Tipografia Menini\, Cafè Rossetti\, Antico                 Caffè San Marco\,                 Parovel\, Ristorante Pepenero Pepebianco\, RossoPomodoro                 Trieste\, Ristorante Mimì                 e Cocotte\, Immaginario Scientifico\, Collettivo                 SuperAbile\, Ideando Pubblicità\,                 Spin.it\, Eventival \nTrieste                 Film Festival aderisce a: AFIC Associazione Festival                 Italiani                 Cinema. \nI materiali stampa del festival sono in                 aggiornamento sul sito www.triestefilmfestival.it\,                   password #tsff29 \n In allegato tutti gli                 eventi che arricchiscono il programma del Festival\,                 l’immagine di questa 29a edizione e un’immagine tratta                 da Sympathy for the Devil che inaugura le                 proiezioni del Trieste Film Festival venerdì 19 gennaio.
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SUMMARY:TRIESTE FILM FESTIVAL OPENING ACT
DESCRIPTION:Sympathy for the Devil e SHANTEL\nUn esaltante inizio “rivoluzionario” è quello della 29ma edizione del Trieste Film Festival che apre in musica venerdì 19 gennaio al Teatro Miela con la proiezione in pellicola di Sympathy for the Devil del padre della Nouvelle Vague\, Jean-Luc Godard\, film-manifesto del ’68 a cui il Festival dedica quest’anno la sua principale retrospettiva. Mick Jagger\, Anne Wiazemsky\, le sessioni di registrazione in studio dei Rolling Stones nel cuore culturale europeo dell’epoca\, la swinging London.. del film e dello spirito di un’epoca si parlerà in un incontro con grandi ospiti che precederà la proiezione in sala. \nE con un infuocato dj-set\, per l’opening act della 29ma edizione torna a Trieste dopo dieci anni Shantel. Produttore discografico\, cantante e disc jockey tedesco con radici familiari in Bucovina\, Shantel è diventato il re dei party di mezza Europa con i suoi irresistibili mix tra musica balcanica ed elettronica\,conquistando definitivamente le platee internazionali\, girando in tour con la sua Bucovina Club Orkestar.La sua è una musica che unisce diverse età\, gruppi e nazionalità\, poco politically correct\, ma in modo multi-culturale e coinvolgente. A lui quindi il compito di coronare la giornata inaugurale del Trieste Film Festival al Teatro Miela con il suo shaker di Balkan Beats\, Gypsy-Grooves\, Freestyle Electronica e di Russian-Disco\, per un esplosivo omaggio alla forza musicale dell’est europeo. \n \nL’evento è organizzato da Bonawentura in collaborazione con Alpe Adria Cinema.\nL’evento sarà in prevendita fino il 15 gennaio.\ningresso: €10\,00biglietteria del teatro tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.00. e on-line su www.vivaticket.it (+ diritti di prevendita)\n Dopo il 15 gennaio\, fino alla sera del concerto\, ingresso: €15\,00 e riduzione per gli accreditati del festival: €10\,00 
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SUMMARY:Anteprima proiezione del film Domandando di Dougan.
DESCRIPTION:Lunedì 11 dicembre 2017 alle ore 21.00 al Teatro Miela di Trieste\, in occasione della Giornata Internazionale della Montagna\, le sezioni triestine del Club Alpino Italiano\, Società Alpina delle Giulie e XXX Ottobre\, lo Slovensko planinsko društvo Trst (Società Alpina Slovena di Trieste) e l’Associazione Culturale “Monte Analogo” presentano in anteprima la proiezione del film Domandando di Dougan.Miro Dougan è stato uno dei maggiori alpinisti triestini il cui valore viene considerato pari a quello del suo coevo e più conosciuto e celebrato Emilio Comici. Nato a\nTrieste il 16 marzo 1891 da famiglia di origine slovena\, ebbe come maestro Julius Kugy\, con il quale frequentò assiduamente le Alpi Giulie prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale.\nScarica: biografia Dougan – sinossi film\nSeguirà l’incontro con gli autori Giorgio Gregorio e Flavio Ghio e l’intervento dell’alpinista Mario Di Gallo sul tema Alpi Giulie e Carniche: montagne del silenzio.\nIngresso libero.\nPer info: Monte Analogo – info@monteanalogo.net\ntel. +39 040 761683 cell  +39 335 5279319\n.
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SUMMARY:74 giorni sospesi
DESCRIPTION:Il naufragio di Ambrogio Fogar e Mauro Mancinilibero adattamento di Luca Rodella e Massimo Navone\nda “La zattera” di Ambrogio Fogar\ncon Alessandro Mizzi e Ivan Zerbinati\nal pianoforte Riccardo Morpurgo\nregia di Massimo Navone\nore 23.01 \n“Eravamo a 4 giorni di vela da Rio de la Plata quando un branco di orche o balene ci ha attaccato affondando il Surprise in quattro minuti. Ci siamo gettati sul battello di gomma e sulla zattera autogonfiabile con pochissima roba da mangiare. Era la mattina di giovedì 19 gennaio e adesso sono 3 settimane che stiamo vagando per l’oceano senza che nessuno abbia potuto e saputo cercarci”.\nQuesto annotava Ambrogio Fogar dopo venti giorni di naufragio a bordo della zattera di salvataggio con l’amico giornalista Mauro Mancini.\nTerminate le scarse provviste\, riuscirono a sopravvivere alla deriva in balia delle onde e dei venti\, nutrendosi della carne dei cormorani\, e di qualche pesce catturato con le mani\, bevendo l’acqua piovana che si accumulava nella zattera. Condivisero per 74 giorni uno spazio angusto e sempre più vulnerabile\, sospeso tra l’abisso e il cielo\, rigonfiato ogni giorno con la forza dei polmoni e della disperazione\, traendo coraggio e conforto dai racconti dei sogni e delle visioni\, delle reciproche speranze e paure\, fino al 2 aprile 1978\, momento in cui si stagliò all’orizzonte il mercantile greco ‘Santo Stefano’\, scambiato per un miraggio e invece vero.\nUn lieto fine che si rivelò però anche una beffa del destino. Mancini\, stremato nel fisico – aveva perso 41 chili – non superò una polmonite e morì due giorni dopo sulla stessa nave che li aveva miracolosamente avvistati e salvati.\nNella lettera di addio alla moglie\, che divenne nota solo alcuni mesi dopo\, Mancini diceva di Fogar “è un uomo coraggioso\, equilibrato\, buono. Ci siamo fatti compagnia con grande fermezza d’animo e questo è già qualcosa”. Così cominciava a farsi chiarezza su tutte le ombre che si erano abbattute su Fogar\, vittima di un processo mediatico che lo accusava di manie di protagonismo imputandogli responsabilità riguardo alla morte dell’amico.\nQuesta leggenda di uno dei naufragi più lunghi della storia della nautica resta ancora oggi la testimonianza viva della forza morale di due uomini ‘alla deriva’\, della lealtà sincera della loro amicizia e della grande passione per il mare\, stupefacente e dolorosa.\nSiamo convinti che evocare sulla scena le emozioni profonde che questa avventura umana ci trasmette sia “Un’esperienza che può servire anche a chi non naufragherà mai. Ciò che conta è la volontà di vivere\, di non arrendersi e continuare. Siamo tutti su una zattera”\, come scriveva ancora Mancini.\n‘Il mare ti lusinga e ti mortifica\, ti alimenta e ti mangia\, ti dà e ti toglie: e tutto\, sempre\, nello stesso istante. È la tua ombra a scendere a terra\, ma il tuo corpo continua a lambire le onde”\, scriveva Conrad nei suoi ‘Taccuini’.
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SUMMARY:Mille Occhi Festival internazionale del cinema e delle arti
DESCRIPTION:Sedicesima edizione del Festival internazionale del cinema e delle arti I MILLE OCCHI\, al Cinema Teatro Miela dal 15 al 21 settembre\, con l’ormai consueta anteprima a Roma (12-13 settembre) al Cinema Trevi della Cineteca Nazionale\, main partner del festival con La Cineteca del Friuli.Un programma di tendenza\, insieme d’avanguardia e di abbandono al piacere della scoperta e della visione. L’unico nemico del festival è la noia\, sin troppo presente nel mainstream dell’offerta corrente e il cui antidoto sta nel superare le barriere temporali: film di tutte le epoche visti oggi per la prima volta senza paraocchi\, ma con quei mille occhi che ogni spettatore possiede se li apre al cinema. E naturalmente proiezioni rigorosamente nei formati originali\, in copie vintage 35mm salvo i casi di restauri digitali.\nSaranno presenti grandissimi registi che esigono una giusta riscoperta: il greco Dimos Theos (figura rabdomantica del miglior cinema ellenico\, da Tornes a Angelopoulos); il tedesco Roger Fritz\, che lavorò anche in Italia con Visconti e poi realizzò i più scatenati action-movies europei.\nE\, rappresentati da allievi e cultori\, tre grandi sperimentatori del cinema croato: Martinac\, Gotovac\, Pansini\, la cui opera è intrecciata\, oltre ogni stupida guerra\, a quella dei serbi Pavlović\, Stojanović\, Šijan. E una personale completa dei pochi film compiuti di Seth Holt\, autore inglese di noir e thriller che è l’anello da riscoprire del grande poker di cineasti inglesi cui partecipano Hitchcock\, Powell e Fisher.\nI Mille Occhi amano il glamour\, e dunque ne sarà ospite un’attrice di culto del cinema di genere italiano\, Dagmar Lassander\, attiva nell’horror e nelle commedie più piccanti.\nIl cinema italiano costituirà la parte più estesa del programma\, e farà scoprire l’attualità di cineasti come Poggioli\, Germi\, Damiani\, De Santis e molti altri\, i cui film saranno accompagnati da ospiti ancora da rivelare.\nSono solo alcune delle anticipazioni di un programma le cui proiezioni e i cui incontri (a ingresso libero) si prolungheranno per sette giorni da mattina a notte. Il festival è diretto da Sergio M. Grmek Germani con la collaborazione di Cecilia Ermini\, Olaf Möller\, Mila Lazić\, Simone Starace\, Paolo Luciani\, Dario Stefanoni\, Gary Vanisian\, Christoph Draxtra.\nTutte le proiezioni e gli incontri sono a ingresso libero.
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SUMMARY:CXG - Concerto per Gabriele 2017
DESCRIPTION:Il CXG – Concerto per Gabriele quest’anno ha raggiunto la sua nona edizione.L’appuntamento è previsto per sabato 4 marzo a partire dalle ore 16.00 al Teatro Miela\nBonawentura di Trieste.\nIl concerto-evento è ormai da anni il fulcro delle attività dell’Associazione Musicale Jambo\nGabri che\, attraverso la manifestazione\, permette ai musicisti locali/nazionali e internazionali\ndi avere un proprio spazio e un modo di esprimersi\, in ricordo di Gabriele. La struttura ben\nconsolidata dell’evento anche quest’anno prevede al pomeriggio i concerti delle band e degli\nartisti emergenti\, e la sera i gruppi più affermati nel panorama musicale locale e nazionale.\nA partire dalle 16.00\, suoneranno nel seguente ordine: “NYBK”\, “Not My Bass”\, “Raving\nGarden”\, “Fotogenici”\, “Zack”\, “Era 2000” e per finire “Azoto Liquido”. Nella pausa tra\nil primo e il secondo atto\, verrà dato spazio all’Associazione Science Industries: l’intervento\,\ndal titolo “Sounds Right’ Sounds Good!” tratterà infatti della musica da un punto di vista\nscientifico e non convenzionale\, perfettamente a tema con la giornata. A partire dalle 21.00\,\nad aprire i concerti serali caleranno le luci e l’atmosfera si riempirà di un rock “bencazzado”\ninsieme ai “BenCazzadaDiscoParty2”. A maggio la band ha realizzato il suo primo album\,\ncompletamente autoprodotto\, intitolato “Not Good For Education”: il disco raccoglie undici\nbrani\, farciti con schitarrate adrenaliniche e testi dissacranti. A seguire\, suoneranno sul palco\ndel Teatro Miela i “District”\, band italiana nata nel 2014 che mescola diverse influenze\nBlack partendo dal Neo Soul e arrivando al Reggae e Hip Hop. Nel 2016 hanno portato la\nloro musica in tour nel nord-est Italia\, toccando diversi palchi\, tra i quali Sofar a Trieste\, Astro\nClub a Fontanafredda\, Visionario a Udine e September Fest a Pasiano di Pordenone. Per\nconcludere la manifestazione\, salirà sul palco il “Collettivo Orkestrada Circus”\, un folto\ngruppo di maestranze musicali\, formatisi per le vie di Padova ma comprendenti musicisti e\naltri performer nazionali e internazionali. Il collettivo\, che non vuole definirsi “gruppo” o\n“band”\, produce sonorità che mescolano insieme diversi generi come il Folk\, il Pop\, il\nBalkan. La formazione è instabile (i membri vanno da 5 a 16 persone) ed è basata\nsull’amicizia\, la voglia di fare musica e divertirsi. L’ingresso all’intera manifestazione è libero.
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SUMMARY:Trieste Film Festival
DESCRIPTION:Torna dal 20 al 29 gennaio il TRIESTE FILM FESTIVAL\, primo e più importante appuntamento italiano con il cinema dell’Europa centro orientale\, giunto quest’anno alla 28. edizione\, diretta da Fabrizio Grosoli e Nicoletta Romeo: nato alla vigilia della caduta del Muro di Berlino (l’edizione “zero” è datata 1987)\, il festival continua ad essere da quasi trent’anni un osservatorio privilegiato su cinematografie e autori spesso poco noti – se non addirittura sconosciuti – al pubblico italiano\, e più in generale a quello “occidentale”. Più che un festival\, un ponte che mette in contatto le diverse latitudini dell’Europa del cinema\, scoprendo in anticipo nomi e tendenze destinate ad imporsi nel panorama internazionale.  \nAd aprire il festival sarà\, venerdì 20 gennaio\, l’anteprima fuori concorso di THE TEACHER\, il nuovo film di Jan Hřebejk (autore candidato all’Oscar per il miglior film straniero nel 2000 con Divided We Fall)\, prossimamente in uscita nelle sale italiane distribuito da Satine Film. Un apologo\, ispirato a una storia vera\, venato di umorismo grottesco capace di trascendere ogni coordinata di regime politico (siamo a Bratislava\, nella Cecoslovacchia del 1983 che inizia a sbirciare oltre la cortina di ferro e il Socialismo reale) attraverso una memorabile figura di insegnante soltanto all’apparenza mite e rassicurante… Un ruolo che è valso all’interprete Zuzana Mauréry il premio per la migliore attrice all’ultimo Festival di Karlovy Vary. \nLa chiusura sarà invece affidata all’ultimo film di Emir Kusturica\, ON THE MILKY ROAD: una storia d’amore “bigger than life”\, sullo sfondo di una non meglio precisata guerra civile (che non può non far pensare\, però\, al conflitto jugoslavo)\, interpretata dallo stesso Kusturica e da Monica Bellucci\, nei panni di una misteriosa donna italiana… Un film che conferma il talento visivo dell’autore di Underground\, un cineasta che come pochi altri ha saputo creare negli ultimi trent’anni un immaginario inconfondibile. \nNucleo centrale del programma si confermano i tre concorsi internazionali dedicati a lungometraggi\, cortometraggi e documentari: a decretare i vincitori\, ancora una volta\, sarà il pubblico del festival.  \nI Paesi della 28. edizione \nAustria\, Belgio\, Bosnia Erzegovina\, Bulgaria\, Canada\, Croazia\, Danimarca\, Emirati Arabi Uniti\, Estonia\, Finlandia\, Francia\, Germania\, Georgia\, Grecia\, Iran\, Israele\, Italia\, Lettonia\, Lituania\, Macedonia\, Messico\, Montenegro\, Norvegia\, Paesi Bassi\, Polonia\, Regno Unito\, Repubblica Ceca\, Romania\, Russia\, Serbia\, Slovacchia\, Slovenia\, Spagna\, Stati Uniti d’America\, Svezia\, Svizzera\, Ungheria.  \nI luoghi del festival\nSala Tripcovich (Largo Città di Santos\, 1)\nTeatro Miela (Piazza Duca degli Abruzzi\, 3)\nMagazzino delle Idee (Corso Cavour 271) \nAntico Caffè San Marco (Via Cesare Battisti\, 18)\nRegisti\, attori e produttori presenti al festival incontrano il pubblico e la stampa\, il 21 e poi ogni giorno dal 24 al 28 gennaio\, alle ore 11:00.
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SUMMARY:DJ Yoda goes to the Sci-Fi Movies
DESCRIPTION:Trieste Science+Fiction Festival presenta per la prima volta in Italia lo spettacolo di DJ YODA\, durante La Notte degli Ultracorpi al teatro Miela. \nDJ YODA GOES TO THE SCI-FI MOVIES è lo spettacolo audio/video ideato dal pluripremiato dj britannico Duncan Beiny\, alias DJ Yoda\, in collaborazione con il British Film Institute per l’evento Sonic Cinema.\nImmaginate di intraprendere un viaggio nella fantascienza fatto di taglia e incolla\, scratch e mix con “uno dei migliori DJ che dovete vedere prima di morire” (Q Magazine). DJ Yoda porta in esclusiva in Italia uno spettacolo esplosivo di sci-fi\, cultura pop e musica hip-hop\, tutto mixato dal vivo: da Robocop a Ritorno al futuro\, da Star Wars a E.T.\, da Tron ad Alien.\nPronti ad imbarcarvi con Trieste Science+Fiction Festival e DJ Yoda per il viaggio visivo e sonoro più divertente nel mondo dei film di Sci-Fi’ \n“UNO DEI 10 DJ CHE DOVETE VEDERE ASSOLUTAMENTE” – Q Magazine\nDJ Yoda è un DJ e produttore hip-hop vincitore di molti premi e nome di punta di molti festival e club in tutto il mondo. DJ atipico\, i suoi interessi lo spingono alla ricerca di modi nuovi e unici per portare i giradischi fuori dai club e di essere coinvolto in collaborazioni su misura da Banksy a Mark Ronson\, da Dr Dre a Dame Evelyn Glennie\, dalla BBC al British Film Institute. DJ Yoda ha lavorato con compositori classici e neuroscienziati; fanfare e registi\, sempre con uno stile innovativo e ironico.\nRispettato a livello internazionale per la sua tecnica sopraffina\, è stato la prima scelta di Dr Dre per il suo spettacolo Beats 1 per Apple Music nel 2015. DJ Yoda\, inoltre\, ha fatto parte del ristretto gruppo di artisti che si è esibito al Dismaland Bemusement Park di Banksy. \n“UNO DEI TRE MIGLIORI DJ AL MONDO” – Hip-Hop Connection magazine\nDJ Yoda sperimenta da anni nuove forme di intrattenimento audio-video\, che uniscono il suono dei club all’immagine cinematografica\, con la tecnica del cut’n’paste applicata non solo ai campioni hip-hop ma anche al montaggio di sequenze di film. Pioniere dell’arte di sonorizzare ex novo le colonne sonore dei film classici\, nel 2014 è stato incaricato di creare lo spettacolo “DJ Yoda goes to the Sci-Fi Movies” come parte della manifestazione Sonic Cinema del British Film Institute. BBC Radio 6 Music gli ha fornito la piattaforma per creare il primo mix radiofonico audio-visivo al mondo\, come parte del BBC Music Day. Radio 4\, infine\, ha invitato Yoda a ripensare l’intero palinsesto dell’emittente\, con remix di The Archers\, The Shipping Forecast e John Humphries in una delle sue avventure più stimolanti e surreali.\nIl suo mixtape dedicato alla serie dell’anno “Stranger Things” è uno dei più ascoltati dell’anno con quasi 300.000 ascoltatori sulla piattaforma Soundcloud. \nSi svolgerà dall’1 al 6 novembre 2016 la 16a edizione di Trieste Science+Fiction Festival\, organizzato da La Cappella Underground. Trieste tornerà ad essere\, così\, la città della scienza e della fantascienza\, grazie alla sua storica manifestazione internazionale dedicata all’esplorazione dei mondi del fantastico.\nTrieste Science+Fiction Festival è organizzato dal centro ricerche e sperimentazioni cinematografiche e audiovisive La Cappella Underground con la collaborazione e il sostegno di: MiBACT – Direzione Generale Cinema\, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia\, Provincia di Trieste\, Comune\, Università degli Studi\, Camera di Commercio\, Fondazione CRTrieste\, Fondazione Benefica Kathleen Foreman Casali.
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SUMMARY:For the Love of Spock
DESCRIPTION:Trieste Science+Fiction Festival celebra i cinquant’anni di Star Trek con la proiezione di “For the Love of Spock” diretto dal figlio del grande Leonard Nimoy\, Adam Nimoy\, che sarà presente a Trieste martedì 1 novembre assieme a Terry Farrell\, la bellissima attrice americana famosa per aver interpretato Jadzia Dax nella fortunata serie tv “Star Trek: Deep Space Nine”. Il film documentario su Star Trek e Leonard Nimoy viene presentato fuori concorso in anteprima italiana. \nUn documentario unico nel suo genere\, che appassionerà i fan di Star Trek di tutto il mondo\, “For The Love of Spock” racconta la vita di Spock e di Leonard Nimoy\, l’attore che gli ha prestato il volto per quasi 50 anni. Il film\, nato in origine per celebrare il 50° anniversario di Star Trek – La serie classica\, dopo la scomparsa di Leonard Nimoy\, nel febbraio 2015\, è diventato il racconto dell’esperienza personale del figlio e regista Adam Nimoy e dei suoi rapporti con Leonard e Spock. Il film è impreziosito da materiali inediti e interviste con amici\, familiari e colleghi\, tra cui William Shatner\, il cast della serie originale\, Zachary Quinto\, il nuovo equipaggio dell’astronave Enterprise e il regista J. J. Abrams. “For the Love of Spock” è l’omaggio che Trieste Science+Fiction Festival ha voluto dedicare ad una delle serie televisive più importanti di sempre e a Spock\, la sua inconfondibile icona pop\, raccontati da una prospettiva privilegiata. \n“Nell’ottobre del 2014 – racconta Adam Nimoy – parlai a mio padre della possibilità di collaborare a un documentario su Mr. Spock. Il 50° anniversario di “Star Trek – La serie classica” era dietro l’angolo e pensavo che fare un film su Spock sarebbe stato un bel modo per festeggiarlo. Il giorno del Ringraziamento mio padre mi ricordò che erano passati 50 anni da quando avevano girato “The Cage”\, l’episodio pilota della serie prodotta nel 1964. Cinquant’anni da quando lui aveva indossato quelle orecchie. Mezzo secolo di Spock! La morte di mio padre\, nel febbraio del 2015\, suscitò un’enorme ondata di emozioni: non solo per la perdita di Mr. Spock\, ma anche per quella di Leonard Nimoy\, artista sopraffino e filantropo. Quando ho deciso di continuare il film\, ho deciso che avrei dovuto aggiungere anche la vita e l’eredità di Leonard Nimoy. Inoltrandomi sempre più nel progetto\, ho iniziato a capire quanto la mia vita fosse intrecciata con la carriera di mio padre.” \nAd accompagnare Adam Nimoy a Trieste martedì 1 novembre ci sarà Theresa Lee Farrell Grussendorf\, in arte Terry Farrell\, l’attrice che ha impersonato Jadzia Dax nelle prime sei stagioni di “Star Trek: Deep Space Nine”. Nel 1992 Terry Farrell ha recitato nel cult horror Hellraiser III – Inferno sulla città. La Farrell\, amatissima dai fan di Star Trek\, ha anche dato la voce a Jadzia Dax nei videogiochi di “Star Trek: Deep Space Nine – Harbinger” e “Star Trek: Deep Space Nine – The Fallen”.
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SUMMARY:Halloween: Tre Allegri Ragazzi Morti
DESCRIPTION:Trieste Science+Fiction Festival annuncia l’apertura della manifestazione con il concerto dei Tre Allegri Ragazzi Morti\, la notte di Halloween\, lunedì 31 ottobre al teatro Miela\, in collaborazione con Bonawentura. \nGrande serata nell’ambito di Trieste Science+Fiction Festival che\, in collaborazione con il Teatro Miela Bonawentura\, presenta il concerto dei Tre Allegri Ragazzi Morti nella notte di Halloween.\nDavide Toffolo\, cantante dei Tre Allegri Ragazzi Morti\, è anche il creatore dell’immagine ufficiale del festival. I Tre Allegri Ragazzi Morti\, band nata più di vent’anni fa a Pordenone\, sono la punta di diamante della scena indipendente nazionale\, anche nel loro ruolo di inarrestabili divulgatori della migliore musica italiana attraverso l’etichetta La Tempesta.\nUna grande occasione per riportarli a Trieste dopo l’uscita di “Inumani”\, ottavo disco in studio che segna la fine di una trilogia iniziata con gli album “Primitivi del futuro” e “Nel giardino dei fantasmi”. Inumani ha in sé tutti gli aspetti dell’eclettica attitudine musicale dei tre\, dal rock al reggae passando per il folk di un’etnia immaginaria che ha caratterizzato il sound del gruppo negli ultimi anni. Inumani raccoglie undici nuove canzoni che vanno ad arricchire l’immaginario fantastico del trio mascherato. Spesso narrato al femminile\, Inumani ha a che fare con i nostri sogni\, con le nostre ambizioni\, con le nostre ferite esorcizzate dalla forza della musica. Alternando inni e ballate\, Inumani si lega a doppio filo al mondo dei fumetti: il titolo stesso è un omaggio all’epica americana dei supereroi nell’invenzione più visionaria del grande Jack Kirby. “Questo è un momento di passaggio: la tecnologia ci sta trasformando. Non siamo più umani. Non come lo eravamo”.
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SUMMARY:I Mille Occhi
DESCRIPTION:Cinema oltre il muro del tempo con “i Mille Occhi”\nFestival internazionale del cinema e delle arti \nDal 16 al 22 settembre a Trieste con anteprima a Roma il 13 e il 14 settembre \nSi è tenuta alla libreria Lovat di Trieste la conferenza stampa 2016 dei Mille Occhi Festival Internazionale del cinema e della arti: sette giornate di grande cinema in programma al Teatro Miela di Trieste\, dal 16 al 22 settembre con anteprima romana nelle giornate del 13 e del 14 settembre al Cinema Trevi – Cineteca Nazionale. \nProgramma [.pdf] \nIl direttore del festival Sergio M. Grmek Germani ha introdotto il programma dell’edizione XV ricordando come I Mille Occhi amino scoprire cose nascoste affinché diventino patrimonio del pubblico e del cinema di oggi. Sono poi intervenuti Mila Lazić\, curatrice del percorso dedicato a Vlado Škafar\, vincitore del Premio Anno uno 2016\, e lo storico collaboratore del festival Olaf Möller che ha presentato la sua sezione Beloved and Rejected\, collegata alla retrospettiva da lui curata al festival di Locarno. Tra i rappresentanti istituzionali l’assessore comunale Giorgio Rossi ha sottolineato come la cultura non abbia segni ideologici e di partito ma rappresenti un processo di libertà per la realizzazione di un uomo con la U maiuscola che sappia vivere in una realtà che necessita del contributo di tutti e non ai suoi margini. Presente in sala anche l’assessore Mariella Magistri De Francesco che ha portato i saluti della Presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat ricordando come\, nonostante il trasferimento delle funzioni della cultura dalla Provincia alla Regione\, il progetto della Casa del Cinema continui\, e come tutti i festival di Trieste rappresentino un pregio della città e un arricchimento culturale. Il consigliere regionale Emiliano Edera\, in rappresentanza della Presidente della Regione Debora Serracchiani e dell’assessore Gianni Torrenti\, ha definito i Mille Occhi un importante festival di ricerca nonché una risorsa eccezionale in ambito culturale per la regione. \nSi apre con il capolavoro di Carmelo Bene Nostra Signora dei Turchi\, alla presenza della protagonista Lydia Mancinelli la quindicesima edizione del festival I Mille Occhi. L’evento è in collaborazione con CSC-Cineteca Nazionale che ne ha curato il restauro nella sua versione integrale. Sette giorni d’intense visioni tra anteprime e riscoperte assolute\, senza confini né limiti all’amore per le infinite forme del cinema\, con tutte le proiezioni e gli incontri a ingresso libero. \nDiretto e messo in scena da Sergio M. Grmek Germani\, I Mille Occhi – Festival internazionale del cinema e delle arti festeggia quest’anno i suoi primi 15 anni\, riaffermando l’inconfondibile poetica – critica e curatoriale – che ne ha contraddistinto tutte le precedenti edizioni: l’esplorazione libera e trasversale del cinema d’ogni tempo\, senza apriorismi né discriminazioni geografiche\, storiografiche\, tematiche o di genere; il dialogo con le altre arti (teatro\, letteratura\, poesia\, musica\, arti visive…) in eclettici intrecci culturali che trovano origini e sponde nel cinema senza mai esaurirvisi; l’attenzione per i formati del cinema\, ritenendo essenziale riproporre i film girati in pellicola nel loro formato originario e ricorrendo al digitale solo in caso di accertata irreperibilità delle copie; non ultima\, la vocazione a esplorare i margini e le zone d’ombra del cinema\, in modo particolare italiano\, senza per questo abbandonare i grandi autori che non cessano di essere rivelatori della vera identità del festival come del cinema tutto (di ieri e di oggi). A partire da Roberto Rossellini\, che con il suo controverso film biografico su Alcide De Gasperi dà il nome all’associazione che indice il festival e allo stesso Premio Anno Uno\, il riconoscimento con il quale ogni anno I Mille Occhi omaggiano la grandezza di un cineasta contemporaneo\, che con particolare forza emerge da un’ultima opera ancora troppo poco valorizzata dall’establishment festivaliero o dalla critica del nostro tempo. \nL’edizione di quest’anno – dal 16 al 22 settembre al Teatro Miela di Trieste\, con anteprima a Roma il 13 e 14 settembre\, al Cinema Trevi – Cineteca Nazionale – sceglie di premiare un regista vicino al festival triestino non solo geograficamente\, lo sloveno Vlado Škafar\, proponendone la personale completa\, affiancandovi la mostra della pittrice e musa Joni Zakonjšek. L’omaggio al giovane cineasta\, noto per essere anche il cofondatore della Cineteca Slovena e del festival Kino Otok di Izola\, conferma l’interesse dei Mille Occhi per il cinema più vitale del cuore d’Europa: curato dalla drammaturga Mila Lazić\, co-fondatrice del festival insieme a Sergio Germani\, culminerà nella serata di chiusura con l’assegnazione del Premio Anno Uno per il suo ultimo film\, la coproduzione italiana Mama\, proiettato in anteprima nazionale. A conferma del fatto che I Mille Occhi intendono smentire anche quest’anno “l’idea che solo il cinema appena realizzato sia rivolto all’oggi” (S. Germani)\, un’ampia parte del programma 2016\, curata da Olaf Möller ad ampliamento della retrospettiva del festival di Locarno\, si concentra sul tema più che mai urgente ed attuale dei migranti e degli esuli visto attraverso una selezione di film tedeschi dell’era Adenauer in significativo confronto con le attuali politiche dell’Europa comunitaria\, proponendo film da riscoprire di autori come Harald Braun (Herz der Welt e Solange Du da Bist) e G.W. Pabst (A Modern Hero)\, e tornando con due ulteriori film sull’oscura grandezza di Frank Wysbar\, a cui Möller aveva già dedicato una prima personale nella scorsa edizione del festival.\nCon la consueta attenzione ai punti d’incontro tra distinte autorialità del cinema\, vi saranno alcune anteprime di film che legano diverse generazioni di cineasti\, artisti e presenze femminili: la storica ospite e collaboratrice del festival Jackie Raynal presenta i sue due ritratti filmati del cineasta sperimentale Jonas Mekas\, Notes on Jonas Mekas e Reminiscences of Jonas Mekas (realizzato su invito di André S. Labarthe per la serie Cinéastes de notre temps); mentre l’attrice icona di Walerian Borowczyk Marina Pierro sarà ospite del festival e al centro del suo trittico registico realizzato in collaborazione con il figlio pittore Alessio Pierro\, proposto al festival da Cecilia Ermini: si tratta della serie di cortometraggi Floaters\, In versi e Himorogi\, i cui due primi tasselli video vengono presentati in anteprima assoluta in una versione appositamente rimontata per quest’edizione dei Mille Occhi.\nLo sconfinamento verso le altre arti continua e si approfondisce con gli omaggi a due grandi personalità letterarie del secondo ‘900\, il friulano Siro Angeli e il palermitano Franco Scaldati\, quest’ultimo in un ricordo curato da Fulvio Baglivi attraverso il cinema di Franco Maresco. Al primo dei due poeti\, anche drammaturgo e sceneggiatore per il cinema\, è dedicato l’evento speciale di presentazione del Fondo a lui intitolato e curato da Sergio M. Grmek Germani presso la Cineteca del Friuli\, alla presenza di Omero Antonutti\, Ermes Dorigo\, Livio Jacob e Michele Zanetti\, in ricordo del 40° anniversario del terremoto in Friuli e con un omaggio al giornalista e storico Guido Botteri\, direttore della sede RAI del Friuli Venezia Giulia. Se di opere che conversano con la figura di Angeli\, si proporranno in particolare quattro titoli tra film\, documentari e addirittura programmi radiofonici (55” come secoli)\, del drammaturgo siciliano Franco Scaldati si vedrà un trittico di opere su di lui centrate e tutte realizzate dal grande Franco Maresco\, regista Premio Anno Uno 2013\, del quale saranno proiettati a Trieste il film biografico Gli uomini di questa città io non li conosco\, presentato nel 2015 fuori concorso al festival di Venezia\, il programma televisivo realizzato con Daniele Ciprì\, e infine un montaggio inedito realizzato appositamente per I Mille Occhi\, a partire da materiali inediti del lungometraggio di Maresco. \nIl capolavoro muto di Elvira Giallanella Umanità sarà proiettato con accompagnamento musicale di Francesca Bergamasco alla voce e Alessandro Fogar al live electronics. In collaborazione con la Cineteca del Friuli anche per l’omaggio a Luca Comerio organizzato con Le Giornate del Cinema muto (e un prosieguo della già avviata rassegna sulla Grande Guerra\, con il preziosissimo recupero del film televisivo Gli ultimi giorni dell’umanità di Luca Ronconi\, da Karl Kraus)\, I Mille Occhi ribadiscono di voler ricordare i più grandi registi del cinema italiano anche dal primo giorno di proiezioni\, con l’anteprima assoluta di un film di Mario Camerini che si riteneva perduto da decenni\, Il documento (1939)\, ritrovato e restaurato dalla Cineteca del Friuli nella collezione del veneto Gian Maria Buffatti\, presente alla proiezione con il figlio Michaël\, il direttore della Cineteca Livio Jacob e la figlia del regista Manitta Camerini\, da quest’anno entrata a far parte anche del direttivo del festival. A seguire\, sempre durante la giornata inaugurale e a ricordare l’ultimo passaggio al cinema di quello stesso Ruggero Ruggeri che svetta dal cast dell’importante recupero cameriniano\, si terrà un evento altrettanto speciale realizzato in collaborazione con CSC-Cineteca Nazionale\, con la proiezione della versione integrale inedita del primo lungometraggio di Carmelo Bene Nostra Signora dei Turchi (1968)\, restaurata dalla stessa Cineteca (la quale\, sempre in fatto di capolavori ritrovati\, permetterà ai Mille Occhi di proporre anche la rara versione estesa di Paisà di Roberto Rossellini)\, in contemporanea nella stessa giornata alla videoproiezione del girato integrale del film\, e proiettata all’attesissima presenza dell’attrice feticcio di Bene Lydia Mancinelli. \nMa i percorsi dei Mille Occhi tra le infinite storie del cinema italiano non si fermano certo alle pietre miliari già conclamate: dal secondo appuntamento con I figli di nessuno del collezionista e collaboratore del festival Simone Starace\, con rarissimi film italiani fortunosamente recuperati in pellicola dopo decenni d’oblio (tra i titoli più sorprendenti\, Teheran\, co-diretto dal triestino Giacomo Gentilomo e introdotto al festival dal critico e giornalista de Il giornale Maurizio Cabona) alla prima parte di un percorso di riscoperta pluriennale di cineasti veneti ingiustamente dimenticati da ogni storia del cinema\, involontari propugnatori di un’idea di cinema “lontana da Roma” e oggi pienamente meritevoli di essere riscoperti e restituiti al nostro presente (dal rodigino Renato Dall’Ara\, avventuroso ed emarginato cineasta degli anni ’60\, al padovano Walter Santesso\, noto solo come interprete del Paparazzo ne La dolce vita di Fellini eppure autore rigoroso di originali e personalissimi film per ragazzi). In stretta relazione con la discussa centralità cinematografica di Roma\, infine\, nonché di ulteriore rimando allo stesso Carmelo Bene e ai fermenti non solo cinematografici del ’68\, non sono da dimenticare le meraviglie scelte dalla collezione di pellicole dell’Officina Film Club\, in una selezione di film curata dai suoi animatori Paolo Luciani e Cristina Torelli\, con l’epocale film manifesto di quasi 4 ore Anna di Grifi e Sarchielli\, l’apolide Claro di Glauber Rocha con Bene e il Tony Scott già filmografato con commozione da Franco Maresco\, Ciao Renato! sul leggendario assessore alla cultura di Roma Renato Nicolini\, e le due versioni italiano/francese di Bella di notte\, suggestiva visita guidata da Luciano Emmer tra le bellezze di Villa Borghese.  \nTutte le proiezioni e gli incontri sono a ingresso libero. \nRealizzato con il contributo di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Kathleen Foreman Casali.
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