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SUMMARY:DJ Yoda goes to the Sci-Fi Movies
DESCRIPTION:Trieste Science+Fiction Festival presenta per la prima volta in Italia lo spettacolo di DJ YODA\, durante La Notte degli Ultracorpi al teatro Miela. \nDJ YODA GOES TO THE SCI-FI MOVIES è lo spettacolo audio/video ideato dal pluripremiato dj britannico Duncan Beiny\, alias DJ Yoda\, in collaborazione con il British Film Institute per l’evento Sonic Cinema.\nImmaginate di intraprendere un viaggio nella fantascienza fatto di taglia e incolla\, scratch e mix con “uno dei migliori DJ che dovete vedere prima di morire” (Q Magazine). DJ Yoda porta in esclusiva in Italia uno spettacolo esplosivo di sci-fi\, cultura pop e musica hip-hop\, tutto mixato dal vivo: da Robocop a Ritorno al futuro\, da Star Wars a E.T.\, da Tron ad Alien.\nPronti ad imbarcarvi con Trieste Science+Fiction Festival e DJ Yoda per il viaggio visivo e sonoro più divertente nel mondo dei film di Sci-Fi’ \n“UNO DEI 10 DJ CHE DOVETE VEDERE ASSOLUTAMENTE” – Q Magazine\nDJ Yoda è un DJ e produttore hip-hop vincitore di molti premi e nome di punta di molti festival e club in tutto il mondo. DJ atipico\, i suoi interessi lo spingono alla ricerca di modi nuovi e unici per portare i giradischi fuori dai club e di essere coinvolto in collaborazioni su misura da Banksy a Mark Ronson\, da Dr Dre a Dame Evelyn Glennie\, dalla BBC al British Film Institute. DJ Yoda ha lavorato con compositori classici e neuroscienziati; fanfare e registi\, sempre con uno stile innovativo e ironico.\nRispettato a livello internazionale per la sua tecnica sopraffina\, è stato la prima scelta di Dr Dre per il suo spettacolo Beats 1 per Apple Music nel 2015. DJ Yoda\, inoltre\, ha fatto parte del ristretto gruppo di artisti che si è esibito al Dismaland Bemusement Park di Banksy. \n“UNO DEI TRE MIGLIORI DJ AL MONDO” – Hip-Hop Connection magazine\nDJ Yoda sperimenta da anni nuove forme di intrattenimento audio-video\, che uniscono il suono dei club all’immagine cinematografica\, con la tecnica del cut’n’paste applicata non solo ai campioni hip-hop ma anche al montaggio di sequenze di film. Pioniere dell’arte di sonorizzare ex novo le colonne sonore dei film classici\, nel 2014 è stato incaricato di creare lo spettacolo “DJ Yoda goes to the Sci-Fi Movies” come parte della manifestazione Sonic Cinema del British Film Institute. BBC Radio 6 Music gli ha fornito la piattaforma per creare il primo mix radiofonico audio-visivo al mondo\, come parte del BBC Music Day. Radio 4\, infine\, ha invitato Yoda a ripensare l’intero palinsesto dell’emittente\, con remix di The Archers\, The Shipping Forecast e John Humphries in una delle sue avventure più stimolanti e surreali.\nIl suo mixtape dedicato alla serie dell’anno “Stranger Things” è uno dei più ascoltati dell’anno con quasi 300.000 ascoltatori sulla piattaforma Soundcloud. \nSi svolgerà dall’1 al 6 novembre 2016 la 16a edizione di Trieste Science+Fiction Festival\, organizzato da La Cappella Underground. Trieste tornerà ad essere\, così\, la città della scienza e della fantascienza\, grazie alla sua storica manifestazione internazionale dedicata all’esplorazione dei mondi del fantastico.\nTrieste Science+Fiction Festival è organizzato dal centro ricerche e sperimentazioni cinematografiche e audiovisive La Cappella Underground con la collaborazione e il sostegno di: MiBACT – Direzione Generale Cinema\, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia\, Provincia di Trieste\, Comune\, Università degli Studi\, Camera di Commercio\, Fondazione CRTrieste\, Fondazione Benefica Kathleen Foreman Casali.
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SUMMARY:For the Love of Spock
DESCRIPTION:Trieste Science+Fiction Festival celebra i cinquant’anni di Star Trek con la proiezione di “For the Love of Spock” diretto dal figlio del grande Leonard Nimoy\, Adam Nimoy\, che sarà presente a Trieste martedì 1 novembre assieme a Terry Farrell\, la bellissima attrice americana famosa per aver interpretato Jadzia Dax nella fortunata serie tv “Star Trek: Deep Space Nine”. Il film documentario su Star Trek e Leonard Nimoy viene presentato fuori concorso in anteprima italiana. \nUn documentario unico nel suo genere\, che appassionerà i fan di Star Trek di tutto il mondo\, “For The Love of Spock” racconta la vita di Spock e di Leonard Nimoy\, l’attore che gli ha prestato il volto per quasi 50 anni. Il film\, nato in origine per celebrare il 50° anniversario di Star Trek – La serie classica\, dopo la scomparsa di Leonard Nimoy\, nel febbraio 2015\, è diventato il racconto dell’esperienza personale del figlio e regista Adam Nimoy e dei suoi rapporti con Leonard e Spock. Il film è impreziosito da materiali inediti e interviste con amici\, familiari e colleghi\, tra cui William Shatner\, il cast della serie originale\, Zachary Quinto\, il nuovo equipaggio dell’astronave Enterprise e il regista J. J. Abrams. “For the Love of Spock” è l’omaggio che Trieste Science+Fiction Festival ha voluto dedicare ad una delle serie televisive più importanti di sempre e a Spock\, la sua inconfondibile icona pop\, raccontati da una prospettiva privilegiata. \n“Nell’ottobre del 2014 – racconta Adam Nimoy – parlai a mio padre della possibilità di collaborare a un documentario su Mr. Spock. Il 50° anniversario di “Star Trek – La serie classica” era dietro l’angolo e pensavo che fare un film su Spock sarebbe stato un bel modo per festeggiarlo. Il giorno del Ringraziamento mio padre mi ricordò che erano passati 50 anni da quando avevano girato “The Cage”\, l’episodio pilota della serie prodotta nel 1964. Cinquant’anni da quando lui aveva indossato quelle orecchie. Mezzo secolo di Spock! La morte di mio padre\, nel febbraio del 2015\, suscitò un’enorme ondata di emozioni: non solo per la perdita di Mr. Spock\, ma anche per quella di Leonard Nimoy\, artista sopraffino e filantropo. Quando ho deciso di continuare il film\, ho deciso che avrei dovuto aggiungere anche la vita e l’eredità di Leonard Nimoy. Inoltrandomi sempre più nel progetto\, ho iniziato a capire quanto la mia vita fosse intrecciata con la carriera di mio padre.” \nAd accompagnare Adam Nimoy a Trieste martedì 1 novembre ci sarà Theresa Lee Farrell Grussendorf\, in arte Terry Farrell\, l’attrice che ha impersonato Jadzia Dax nelle prime sei stagioni di “Star Trek: Deep Space Nine”. Nel 1992 Terry Farrell ha recitato nel cult horror Hellraiser III – Inferno sulla città. La Farrell\, amatissima dai fan di Star Trek\, ha anche dato la voce a Jadzia Dax nei videogiochi di “Star Trek: Deep Space Nine – Harbinger” e “Star Trek: Deep Space Nine – The Fallen”.
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SUMMARY:Halloween: Tre Allegri Ragazzi Morti
DESCRIPTION:Trieste Science+Fiction Festival annuncia l’apertura della manifestazione con il concerto dei Tre Allegri Ragazzi Morti\, la notte di Halloween\, lunedì 31 ottobre al teatro Miela\, in collaborazione con Bonawentura. \nGrande serata nell’ambito di Trieste Science+Fiction Festival che\, in collaborazione con il Teatro Miela Bonawentura\, presenta il concerto dei Tre Allegri Ragazzi Morti nella notte di Halloween.\nDavide Toffolo\, cantante dei Tre Allegri Ragazzi Morti\, è anche il creatore dell’immagine ufficiale del festival. I Tre Allegri Ragazzi Morti\, band nata più di vent’anni fa a Pordenone\, sono la punta di diamante della scena indipendente nazionale\, anche nel loro ruolo di inarrestabili divulgatori della migliore musica italiana attraverso l’etichetta La Tempesta.\nUna grande occasione per riportarli a Trieste dopo l’uscita di “Inumani”\, ottavo disco in studio che segna la fine di una trilogia iniziata con gli album “Primitivi del futuro” e “Nel giardino dei fantasmi”. Inumani ha in sé tutti gli aspetti dell’eclettica attitudine musicale dei tre\, dal rock al reggae passando per il folk di un’etnia immaginaria che ha caratterizzato il sound del gruppo negli ultimi anni. Inumani raccoglie undici nuove canzoni che vanno ad arricchire l’immaginario fantastico del trio mascherato. Spesso narrato al femminile\, Inumani ha a che fare con i nostri sogni\, con le nostre ambizioni\, con le nostre ferite esorcizzate dalla forza della musica. Alternando inni e ballate\, Inumani si lega a doppio filo al mondo dei fumetti: il titolo stesso è un omaggio all’epica americana dei supereroi nell’invenzione più visionaria del grande Jack Kirby. “Questo è un momento di passaggio: la tecnologia ci sta trasformando. Non siamo più umani. Non come lo eravamo”.
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SUMMARY:I Mille Occhi
DESCRIPTION:Cinema oltre il muro del tempo con “i Mille Occhi”\nFestival internazionale del cinema e delle arti \nDal 16 al 22 settembre a Trieste con anteprima a Roma il 13 e il 14 settembre \nSi è tenuta alla libreria Lovat di Trieste la conferenza stampa 2016 dei Mille Occhi Festival Internazionale del cinema e della arti: sette giornate di grande cinema in programma al Teatro Miela di Trieste\, dal 16 al 22 settembre con anteprima romana nelle giornate del 13 e del 14 settembre al Cinema Trevi – Cineteca Nazionale. \nProgramma [.pdf] \nIl direttore del festival Sergio M. Grmek Germani ha introdotto il programma dell’edizione XV ricordando come I Mille Occhi amino scoprire cose nascoste affinché diventino patrimonio del pubblico e del cinema di oggi. Sono poi intervenuti Mila Lazić\, curatrice del percorso dedicato a Vlado Škafar\, vincitore del Premio Anno uno 2016\, e lo storico collaboratore del festival Olaf Möller che ha presentato la sua sezione Beloved and Rejected\, collegata alla retrospettiva da lui curata al festival di Locarno. Tra i rappresentanti istituzionali l’assessore comunale Giorgio Rossi ha sottolineato come la cultura non abbia segni ideologici e di partito ma rappresenti un processo di libertà per la realizzazione di un uomo con la U maiuscola che sappia vivere in una realtà che necessita del contributo di tutti e non ai suoi margini. Presente in sala anche l’assessore Mariella Magistri De Francesco che ha portato i saluti della Presidente della Provincia Maria Teresa Bassa Poropat ricordando come\, nonostante il trasferimento delle funzioni della cultura dalla Provincia alla Regione\, il progetto della Casa del Cinema continui\, e come tutti i festival di Trieste rappresentino un pregio della città e un arricchimento culturale. Il consigliere regionale Emiliano Edera\, in rappresentanza della Presidente della Regione Debora Serracchiani e dell’assessore Gianni Torrenti\, ha definito i Mille Occhi un importante festival di ricerca nonché una risorsa eccezionale in ambito culturale per la regione. \nSi apre con il capolavoro di Carmelo Bene Nostra Signora dei Turchi\, alla presenza della protagonista Lydia Mancinelli la quindicesima edizione del festival I Mille Occhi. L’evento è in collaborazione con CSC-Cineteca Nazionale che ne ha curato il restauro nella sua versione integrale. Sette giorni d’intense visioni tra anteprime e riscoperte assolute\, senza confini né limiti all’amore per le infinite forme del cinema\, con tutte le proiezioni e gli incontri a ingresso libero. \nDiretto e messo in scena da Sergio M. Grmek Germani\, I Mille Occhi – Festival internazionale del cinema e delle arti festeggia quest’anno i suoi primi 15 anni\, riaffermando l’inconfondibile poetica – critica e curatoriale – che ne ha contraddistinto tutte le precedenti edizioni: l’esplorazione libera e trasversale del cinema d’ogni tempo\, senza apriorismi né discriminazioni geografiche\, storiografiche\, tematiche o di genere; il dialogo con le altre arti (teatro\, letteratura\, poesia\, musica\, arti visive…) in eclettici intrecci culturali che trovano origini e sponde nel cinema senza mai esaurirvisi; l’attenzione per i formati del cinema\, ritenendo essenziale riproporre i film girati in pellicola nel loro formato originario e ricorrendo al digitale solo in caso di accertata irreperibilità delle copie; non ultima\, la vocazione a esplorare i margini e le zone d’ombra del cinema\, in modo particolare italiano\, senza per questo abbandonare i grandi autori che non cessano di essere rivelatori della vera identità del festival come del cinema tutto (di ieri e di oggi). A partire da Roberto Rossellini\, che con il suo controverso film biografico su Alcide De Gasperi dà il nome all’associazione che indice il festival e allo stesso Premio Anno Uno\, il riconoscimento con il quale ogni anno I Mille Occhi omaggiano la grandezza di un cineasta contemporaneo\, che con particolare forza emerge da un’ultima opera ancora troppo poco valorizzata dall’establishment festivaliero o dalla critica del nostro tempo. \nL’edizione di quest’anno – dal 16 al 22 settembre al Teatro Miela di Trieste\, con anteprima a Roma il 13 e 14 settembre\, al Cinema Trevi – Cineteca Nazionale – sceglie di premiare un regista vicino al festival triestino non solo geograficamente\, lo sloveno Vlado Škafar\, proponendone la personale completa\, affiancandovi la mostra della pittrice e musa Joni Zakonjšek. L’omaggio al giovane cineasta\, noto per essere anche il cofondatore della Cineteca Slovena e del festival Kino Otok di Izola\, conferma l’interesse dei Mille Occhi per il cinema più vitale del cuore d’Europa: curato dalla drammaturga Mila Lazić\, co-fondatrice del festival insieme a Sergio Germani\, culminerà nella serata di chiusura con l’assegnazione del Premio Anno Uno per il suo ultimo film\, la coproduzione italiana Mama\, proiettato in anteprima nazionale. A conferma del fatto che I Mille Occhi intendono smentire anche quest’anno “l’idea che solo il cinema appena realizzato sia rivolto all’oggi” (S. Germani)\, un’ampia parte del programma 2016\, curata da Olaf Möller ad ampliamento della retrospettiva del festival di Locarno\, si concentra sul tema più che mai urgente ed attuale dei migranti e degli esuli visto attraverso una selezione di film tedeschi dell’era Adenauer in significativo confronto con le attuali politiche dell’Europa comunitaria\, proponendo film da riscoprire di autori come Harald Braun (Herz der Welt e Solange Du da Bist) e G.W. Pabst (A Modern Hero)\, e tornando con due ulteriori film sull’oscura grandezza di Frank Wysbar\, a cui Möller aveva già dedicato una prima personale nella scorsa edizione del festival.\nCon la consueta attenzione ai punti d’incontro tra distinte autorialità del cinema\, vi saranno alcune anteprime di film che legano diverse generazioni di cineasti\, artisti e presenze femminili: la storica ospite e collaboratrice del festival Jackie Raynal presenta i sue due ritratti filmati del cineasta sperimentale Jonas Mekas\, Notes on Jonas Mekas e Reminiscences of Jonas Mekas (realizzato su invito di André S. Labarthe per la serie Cinéastes de notre temps); mentre l’attrice icona di Walerian Borowczyk Marina Pierro sarà ospite del festival e al centro del suo trittico registico realizzato in collaborazione con il figlio pittore Alessio Pierro\, proposto al festival da Cecilia Ermini: si tratta della serie di cortometraggi Floaters\, In versi e Himorogi\, i cui due primi tasselli video vengono presentati in anteprima assoluta in una versione appositamente rimontata per quest’edizione dei Mille Occhi.\nLo sconfinamento verso le altre arti continua e si approfondisce con gli omaggi a due grandi personalità letterarie del secondo ‘900\, il friulano Siro Angeli e il palermitano Franco Scaldati\, quest’ultimo in un ricordo curato da Fulvio Baglivi attraverso il cinema di Franco Maresco. Al primo dei due poeti\, anche drammaturgo e sceneggiatore per il cinema\, è dedicato l’evento speciale di presentazione del Fondo a lui intitolato e curato da Sergio M. Grmek Germani presso la Cineteca del Friuli\, alla presenza di Omero Antonutti\, Ermes Dorigo\, Livio Jacob e Michele Zanetti\, in ricordo del 40° anniversario del terremoto in Friuli e con un omaggio al giornalista e storico Guido Botteri\, direttore della sede RAI del Friuli Venezia Giulia. Se di opere che conversano con la figura di Angeli\, si proporranno in particolare quattro titoli tra film\, documentari e addirittura programmi radiofonici (55” come secoli)\, del drammaturgo siciliano Franco Scaldati si vedrà un trittico di opere su di lui centrate e tutte realizzate dal grande Franco Maresco\, regista Premio Anno Uno 2013\, del quale saranno proiettati a Trieste il film biografico Gli uomini di questa città io non li conosco\, presentato nel 2015 fuori concorso al festival di Venezia\, il programma televisivo realizzato con Daniele Ciprì\, e infine un montaggio inedito realizzato appositamente per I Mille Occhi\, a partire da materiali inediti del lungometraggio di Maresco. \nIl capolavoro muto di Elvira Giallanella Umanità sarà proiettato con accompagnamento musicale di Francesca Bergamasco alla voce e Alessandro Fogar al live electronics. In collaborazione con la Cineteca del Friuli anche per l’omaggio a Luca Comerio organizzato con Le Giornate del Cinema muto (e un prosieguo della già avviata rassegna sulla Grande Guerra\, con il preziosissimo recupero del film televisivo Gli ultimi giorni dell’umanità di Luca Ronconi\, da Karl Kraus)\, I Mille Occhi ribadiscono di voler ricordare i più grandi registi del cinema italiano anche dal primo giorno di proiezioni\, con l’anteprima assoluta di un film di Mario Camerini che si riteneva perduto da decenni\, Il documento (1939)\, ritrovato e restaurato dalla Cineteca del Friuli nella collezione del veneto Gian Maria Buffatti\, presente alla proiezione con il figlio Michaël\, il direttore della Cineteca Livio Jacob e la figlia del regista Manitta Camerini\, da quest’anno entrata a far parte anche del direttivo del festival. A seguire\, sempre durante la giornata inaugurale e a ricordare l’ultimo passaggio al cinema di quello stesso Ruggero Ruggeri che svetta dal cast dell’importante recupero cameriniano\, si terrà un evento altrettanto speciale realizzato in collaborazione con CSC-Cineteca Nazionale\, con la proiezione della versione integrale inedita del primo lungometraggio di Carmelo Bene Nostra Signora dei Turchi (1968)\, restaurata dalla stessa Cineteca (la quale\, sempre in fatto di capolavori ritrovati\, permetterà ai Mille Occhi di proporre anche la rara versione estesa di Paisà di Roberto Rossellini)\, in contemporanea nella stessa giornata alla videoproiezione del girato integrale del film\, e proiettata all’attesissima presenza dell’attrice feticcio di Bene Lydia Mancinelli. \nMa i percorsi dei Mille Occhi tra le infinite storie del cinema italiano non si fermano certo alle pietre miliari già conclamate: dal secondo appuntamento con I figli di nessuno del collezionista e collaboratore del festival Simone Starace\, con rarissimi film italiani fortunosamente recuperati in pellicola dopo decenni d’oblio (tra i titoli più sorprendenti\, Teheran\, co-diretto dal triestino Giacomo Gentilomo e introdotto al festival dal critico e giornalista de Il giornale Maurizio Cabona) alla prima parte di un percorso di riscoperta pluriennale di cineasti veneti ingiustamente dimenticati da ogni storia del cinema\, involontari propugnatori di un’idea di cinema “lontana da Roma” e oggi pienamente meritevoli di essere riscoperti e restituiti al nostro presente (dal rodigino Renato Dall’Ara\, avventuroso ed emarginato cineasta degli anni ’60\, al padovano Walter Santesso\, noto solo come interprete del Paparazzo ne La dolce vita di Fellini eppure autore rigoroso di originali e personalissimi film per ragazzi). In stretta relazione con la discussa centralità cinematografica di Roma\, infine\, nonché di ulteriore rimando allo stesso Carmelo Bene e ai fermenti non solo cinematografici del ’68\, non sono da dimenticare le meraviglie scelte dalla collezione di pellicole dell’Officina Film Club\, in una selezione di film curata dai suoi animatori Paolo Luciani e Cristina Torelli\, con l’epocale film manifesto di quasi 4 ore Anna di Grifi e Sarchielli\, l’apolide Claro di Glauber Rocha con Bene e il Tony Scott già filmografato con commozione da Franco Maresco\, Ciao Renato! sul leggendario assessore alla cultura di Roma Renato Nicolini\, e le due versioni italiano/francese di Bella di notte\, suggestiva visita guidata da Luciano Emmer tra le bellezze di Villa Borghese.  \nTutte le proiezioni e gli incontri sono a ingresso libero. \nRealizzato con il contributo di Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e Fondazione Kathleen Foreman Casali.
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