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Jelensky e Fini. Due artisti della vita

domenica 20 Settembre 2026 - 18:30

Nell’ambito della mostra “L’arte triestina al femminile nel ‘900 d’avanguardia italiano ed europeo”, domenica 20 settembre alle 18.30, nella sala Luttazzi del Magazzino 26 del Porto Vecchio di Trieste, sarà proiettato il video inedito sulla conferenza di approfondimento sull’intenso rapporto affettivo e intellettuale tra Leonor Fini e Costantin Jelenski (Varsavia 1922 – Parigi 1987), tenuta all’Istituto Italiano di Cultura di Parigi, in collaborazione con l’Istituto polacco della capitale francese, da Marianna Accerboni, curatrice della mostra e dell’evento, e dal prof. Piotr Bilos, noto studioso e docente universitario di letteratura polacca moderna e contemporanea all’Istituto nazionale di lingue e civiltà orientali di Parigi (INALCO, Sorbonne Paris Cité). Bilos è anche fondatore e direttore della collezione Polish Domains (Ambiti polacchi), Classiques Garnier, Parigi. L’incontro, intitolato “Jelenski & Fini. Artisti della vita”, è introdotto dal direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Parigi Diego Marani, scrittore e glottoteta di fama internazionale e già consigliere del Ministro della Cultura durante la presidenza italiana del consiglio dell’UE, e moderato da Natalia Barbarska, responsabile dei progetti visivi dell’Istituto Polacco di Parigi.
Jelenski fu uno dei più importanti intellettuali polacchi in esilio all’epoca, funzionario della Fao, critico d’arte e letterario, traduttore, collaboratore della rivista culturale e geopolitica Kultura, fondata a Roma dopo la seconda guerra mondiale e successivamente stampata e diffusa a Parigi: diretta da Jerzy Giedroyc a Maisons-Laffittes, piccolo comune nei dintorni di Parigi, è stata un’autentica piattaforma di idee e studi storici di un’epoca, di cui il video dà testimonianza. Jelenski fu per molti anni compagno di Leonor, che conobbe alla Quadriennale romana del ’52: Costantin e la Fini costituivano una coppia eccezionale per la quale la vita e l’arte erano inseparabili. Provenienti da mondi diversi, entrambi cosmopoliti, cittadini d’Europa e tormentati dalle grandi questioni del loro tempo, erano legati dallo stesso spirito di libertà e hanno creato un universo che apparteneva solo a loro e che s’irradiava sull’ambiente circostante e sulla vita artistica del loro tempo, come sottolinea nel video Natalia Barbarska. Costantin fu però in realtà uno dei due compagni “storici” dell’artista: con Jelenski e con il diplomatico, pittore e marchese Stanislao Lepri (Roma 1905 – Parigi 1980), conosciuto da Leonor in un cinema di Montecarlo, dove lui era console nel ’41, la Fini intrattenne infatti per molti anni un ménage à trois nella sua casa di Parigi.
Tutti tre sono ora sepolti assieme nella stessa tomba, sotto una semplice, unica lastra di marmo scuro, lei al centro, Costantin e Stanislao ai lati, nel piccolo cimitero di campagna di St-Dyé-sur-Loire, un paesino a 175 chilometri a Sud di Parigi, dove Leonor aveva una casa di vacanza, nei cui pressi la promenade è a lei intitolata.
Nel video viene anche ricordato il ventennale rapporto di amicizia, fatto di telefonate e lettere spesso giornaliere, fra Giorgio Cociani, per decenni presidente de Il Gattile di Trieste, e Leonor Fini, generato dalla comune passione per i felini, che vide coinvolto anche Jelenski.
A seguire avrà luogo una visita guidata alla mostra con la curatrice e una degustazione di vini offerta dall’Azienda Benjamin Zidarich. In questi giorni e fino al 19 settembre è possibile partecipare alle visite guidate delle ore 18 con la curatrice Marianna Accerboni.

L’incontro si situa nel fine della rassegna, promossa e realizzata dall’Associazione Foemina APS di Trieste in coorganizzazione con  il Comune di Trieste – Assessorato alle Politiche della Cultura e  del Turismo e il sostegno, tra gli altri, delle Fondazioni CRTrieste e Kathleen Foreman Casali e il media partenariato de Il Piccolo: mira ad approfondire la personalità e l’opera di Leonor Fini, Maria Lupieri, Maria Melan, Anita Pittoni e Miela Reina,  poliedriche artiste triestine di livello internazionale, molto apprezzate dal critico e pittore triestino Gillo Dorfles.

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